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		<title>Io e Papperina</title>
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		<description><![CDATA[il blog di Io e Papperina]]></description>
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		<title>Mission:Impossible</title>
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		<description><![CDATA[ <img src="images/sedia_neve.jpg" width="512" height="384" border="0" alt="" /> <br />Sempre più freddo...<br />L&#039;italia sotto il vento della siberia è in ginocchio e io muoio di freddo chiusa nel mio nido. Sto malissimo da due settimane... Che cosa ho? Non lo so... So solo che sto male, ho il naso chiuso, la solita febbretta tipo 37,3 stabile e non ho voglia di fare nulla. La mattina piuttosto che uscire dalla bolla di aria calda che ho creato sotto al piumone mi ammazzerei...ma penso che morirò da sola senza fare tanti sforzi.<br />Da ieri nevica ovunque e un vento di ghiaccio fa tremare la casa. Nel frattempo c&#039;è stato il terremoto e tutto questo ha leso in modo notevole il sonno di Lulù. La piccola infatti soffre di paure indecifrabili e il terrore è talmente forte da continuare a farla dormire in qualsiasi situazione. Il terremoto ha fatto tremare il mio letto non solo di notte ma anche di giorno ed essendo appunto giorno ho pensato di telefonare, con il cuore in gola, al generale. Se una persona pensa di avere conforto dalla mamma non ha capito nulla dalla vita. Ma atteniamoci hai fatti...<br />“Mamma hai sentito il terremoto?” <br />“Non fare la cretina non c&#039;è nessun terremoto ci sei solo tu che stai male... Stai dentro NON USCIRE hai da mangiare?” “Veramente mi manca il latte...” “ Niente latte quando si sta male ...Fatti una minestrina ciao.”<br />Ecco il generale ha inquadrato le truppe. Mia madre quando è stanca di parlare chiude la comunicazione senza pensare che l&#039;altro sta ancora rispondendo. Ma poi si pente... “ Ti mando il latte ma tu non aprire e non scendere dal letto per niente al mondo...” “ E come mi portano dentro il latte se non apro?” Silenzio assoluto dall&#039;altro capo...Il generale sta pensando a quale scusa inventare per non dirmi che ho ragione.”Bhe allora vestiti mettiti il cappello...”” Il cappello l&#039;ho già... Mi hai detto di stare a letto con il berretto...” “Mettiti il berretto più pesante e tre paia di calzettoni apri la porta e scappa via...Quando senti richiudere la porta acchiappa il sacchetto del latte apri piano la porta del frigo che prendi freddo anzi...se apri il frigo metti la sciarpa sulla bocca e non respirare l&#039;aria ghiacciata...” “ Va bene.” E ritiro la mano nella bolla felice del tepore ritrovato e del terremoto passato.<br />Così è arrivata la neve e domani se ne prevede ancora. A me la neve piace e mi piace stare dentro alla bolla guardando la neve che fiocca.<br />“Mamma mi raccomando stai attenta ..” “Non fare la cretina non c&#039;è neve...””Ma se l&#039;Italia è completamente bloccata...” “ Ma va là e tu ascolti le notizie che ti danno...” Lascio perdere tanto riuscirei mai ad avere ragione?<br />Oggi sto relativamente meglio... La neve si è sciolta oppure si è ghiacciata non lo so, ma so che sono stanca di stare dentro la bolla. Il pan mi manca il latte pure e ho voglia di andare a vedere Tom Cruise in Mission: Impossible. Mi sono informata ma nessuno è disposto a vederlo con me. Per mia madre è un film cretino come per tutti gli altri. Per me pure, ma in fondo due ore di film di azione senza dover pensare ma solo guardare mi farebbero molto bene. In effetti faccio così e parto per il cinema. Se un film comincia alle 16.30 si presume che il cinema apra un po&#039; prima. Non è così e il vento dell&#039;est ghiacciato con su scritto Siberia airlines mi entra ovunque. Sento tra il sibilar del vento la voce del generale che dice” Chiudi la bocca, metti la sciarpa... ecco vedi te l&#039;avevo detto io di non andare al cinema a vedere quel film cretino...” Alzo il naso all&#039;in su ed ecco improvvisamente una folatina si infila sulla tonsillina..<br />Prevedo che domani sarò di nuovo dentro alla bolla con la solita febbriciattola. Intanto mi rifugio in macchina e aspetto. Il vento che non è contento mi invita in modo lusinghiero e accattivante ad uscire per fargli un po&#039; di compagnia ma io gli faccio segno di no con la testa e lui per dispetto mi sputa sul vetro un ghiacciolo. Il vetro resiste e io con lui. Finalmente in ritardo il cinema si apre e tutti entriamo sperando di trovare un po&#039; di calore. Il film è veramente divertente e per due ore la mia mente si perde. Poi improvvisamente come è iniziato, tutto finisce. Mi accorgo che mi scappa la pipì e che fuori ormai è notte. Come Cenerentola corro alla macchina senza respirare perchè il vento è senza dubbio pronto ad entrarmi in gola da dietro l&#039;angolo. Non perdo fortunatamente la scarpetta perchè ho le scarpe da ginnastica con il nodo doppio. E poi sicuramente nessun principe la raccoglierebbe. Sarebbe uno spreco inutile. Accendo il riscaldamento a 128 gradi e rimpiango che la macchina non abbia un forno a microonde in cui entrare. L&#039;arrivo a casa è ancora peggio...Infatti non ho fatto a tempo a scaldarmi che già devo scendere. Mi tuffo dentro e Lulù come sempre mi accoglie festeggiando. Dai dai che mi scappa la pipì... la faccio uscire ma anche lei rientra subito... Tale madre tale figlia...<br />Mi ficco sotto la doccia bollente e sento i cristalli del ghiaccio sciogliersi... Un po&#039; di calore... Ripenso a Tom Cruise a Dubai e invidio il caldo. E&#039;  a questo punto che mi viene l&#039;ispirazione:VOGLIO ESSERE CREMATA.<br />Perchè? Perchè almeno per un giorno avrò caldo e poi non posso pensare di morire d&#039;estate... il generale mi metterebbe un vestitino leggero e io d&#039;inverno morirei( Si può morire da morti?) di freddo...oppure morirei di freddo dentro ad un gelido loculo. No sia fatta la volontà della pappera. Meglio un giorno di caldo che una vita di gelo.]]></description>
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		<title>Sempre più vecchi...</title>
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		<description><![CDATA[Le feste sono volate via e la befana è corsa arrancando dietro Babbo Natale. Lui scappava guardandola con l&#039;orrore negli occhi e non capiva che avrebbe fatto  meno fatica a fermarsi e a spiegarle la situazione invece di continuare a correre rischiando un infarto. Sono anni e anni che quei due non riescono a trovare un modus ragionandi. A volte basterebbe solo sedersi un attimo di fronte ad un tavolino con  davanti un aperitivo e cercare quel colloquio che ultimamente vedo manca a parecchi. Nel mondo quotidiano dove l&#039;informazione viaggia più veloce della luce ed è diventata una super eroina gli uomini e non (vedi Babbo Natale e Befana) evitano i dialoghi e i colloqui. È preferibile un insano silenzio che un&#039;urlata  liberatoria. Così Babbo Natale scappa da sempre non volendo semplicemente dire alla Befana: &quot;Guarda che a me piace la mia vita da single... Le donne non m&#039;interessa più e vivo felice come Heidi da solo al polo nord... Più che solo sto con le sue caprette che sono diventate le mie renne. Forse, sotto sotto, a Babbo Natale sarebbe piaciuto più una giovane e bella ma insomma sta di fatto che la Befana non gli va proprio giù. <br />Il 24 notte dopo aver dimenticato il letto, ha fatto il giro del mondo per accontentare tutti bambini e il 25, stanco morto, è caduto nella slitta e le renne, che sono con lui da sempre, lo hanno coperto con un plaid e lo hanno riportato tra i ghiacci del polo nord. Lui, dopo tanto lavoro, ha chiuso finalmente i suoi occhi che tutto conoscono e si è addormentato. Le sue renne lo hanno trasportato veloci sul mondo e hanno visto tutti i bimbi contenti perché il giorno di Natale per i bambini è il giorno più magico dell&#039;anno. Qualche bimbo un po&#039; più attento ha alzato il nasino all&#039;insù per un attimo, distraendosi dal giocattolo che teneva tra le manine, e ha visto la slitta  salire veloce verso il sole. È rimasto lì, con la bocca aperta, gli occhi spalancati, ma poi il giocattolo, che ha una sua propria testa e un&#039;anima, ha fatto il suo dovere e ha riacchiappato la sua attenzione e, strizzandogli l&#039;occhio gli ha fatto dimenticare ciò che aveva visto. Babbo Natale è stato svegliato da un&#039;improvvisa accelerata della slitta. Ha aperto anche lui un occhio, ha spostato la barba che gli era caduta sull&#039;altro, e ha brontolato alle renne che quella non era una Ferrari e che non erano nemmeno a Monza ne a Indianapolis. Le renne hanno frenato di colpo hanno abbassato le orecchie chiuso gli occhi e messo in funzione il pulsante della velocità limitata. Così Babbo Natale ha ripreso il suo sonno ed è stato svegliato quando hanno fatto la curva del viale di casa. La casa di babbo Natale è una vecchia villa con un parco rigorosamente con le luci intermittenti, con i pini che invece che le pigne fanno le palle. I ragni, che hanno tutti calzettoni rossi e Babbo Natale deve comperarne sei paia per ogni ragno. Hanno un grazioso cappelletto con un pon pon bianco con le stelle rosse mentre le ragne hanno l&#039;esatto opposto. Tessono ragnatele di filo d&#039;argento per fare i pini più belli. I vialetti sono pieni di soffice neve e le impronte si distruggono da sole e la neve è sempre perfetta nuova e immacolata. All&#039; interno regna l&#039;ordine più perfetto che si possa immaginare e tutto è pieno di giocattoli. Lo zerbino dell&#039;ingresso quando lo pesti ti saluta con una fragorosa risata e la foto di Babbo Natale che c&#039;è impressa su improvvisamente allarga la bocca in un sorriso. Il salone ha un tappeto enorme che riproduce il mondo e se per caso metti piedi sull&#039;acqua te li bagni veramente. L&#039; africa è  piena di sabbia e l&#039;iItalia è fatta di spaghetti che se li tiri bene   fanno dei fiocchi meravigliosi. Tutto intorno ci sono i più pazzi mobili che si possono immaginare. Le finestre parlano agli interni e la cucina brulica di leccornie che si ha autoriproducono. Le scale scricchiolano e ti portano  al piano di sopra che come ogni piano che si rispetti suona una dolce melodia. Il bagno è pieno di alberi come Gardaland che parlano e cantano. C&#039;è  una vasca enorme dove ci può nuotare chiunque perché come nel mar morto  si galleggia. Insomma qui dentro in questa casa incontaminata Babbo Natale vive nel suo paradiso per bambini adulti e per adulti bambini: ecco perché lui vuole vivere da solo e il solo sentir parlare della Befana lo manda in affanno. Le donne gli imporrebbero l&#039;ordine e lui alla sua età non vuole seguire le regole di nessuno. Babbo Natale ha uno spirito libero e vuole rimanere tale. È un po&#039; egoista se vogliamo, ma alla sua età  se lo può permettere e per avere tutto ciò sacrifica la sua vita fabbricando giocattoli per bambini buoni. Ma poi chi dice che esistono bambini cattivi? E se anche lo fossero, come si potrebbe lasciar un bimbo senza un dono? Babbo Natale inventa, lavora, dorme poco, non va a Befane e fa lo scapolo convinto. Accudisce alle sue renne che per lui sono l&#039;equivalente di Lulù. Scappa quando la Befana lo incalza un po&#039; troppo da vicino e alla fine le mette sulle spalle un sacco pieno di giocattoli e lei, a sua volta, compie il suo destino scendendo dall&#039;immancabile camino. Ma questa sarà un&#039;altra storia.]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.ioepapperina.it/blog/index.php?entry=entry120101-102201">
		<title>1 gennaio 2012</title>
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		<description><![CDATA[Anche oggi ti penso...<br />Anche oggi come ogni anno, come ogni giorno ti penso. Sei sempre con me anche se la vita ci ha divisi. Non ci ha regalato tanti momenti. Potevamo viverla più assieme questa vita ma a volte, anzi quasi sempre, ciò che si vuole è impossibile. Non so quasi nulla della tua vita o molto poco. Non abbiamo avuto il tempo giusto perchè tu potessi spiegarmela e io ascoltarla. Non so nulla perchè ho vissuto poco con te, perchè per noi il concetto del tempo è poco o è tanto ma senza ombra di dubbio è sempre limitato come limitata è la nostra vita e la nostra conoscenza. Siamo esseri imperfetti creati da un essere perfetto che come succede agli umani ha sbagliato qualche cosa o ci ha voluto punire di qualche cosa che forse noi non abbiamo neppure commesso. Le colpe dei padri ricadono inevitabilmente sui figli e noi o siamo figli suoi e quindi paghiamo per i suoi errori oppure siamo figli di un padre disgraziato che ha comunque sbagliato e quindi paghiamo ugualmente.<br />Non abbiamo vissuto molto assieme e quei pochi momenti sono stati veramente pochi. Avrei voluto vivere con te, godere dei tuoi abbracci, vedere i tuoi sorrisi, le tue lacrime, passare i natali con te, scartare i regali che la vita ti fa, emozionarmi con te, mangiare, bere da ubriacarmi e sapere che tu saresti stato lì a tenermi la fronte, imparare il greco, il latino, fare con te i giochi che si fanno, passare le domeniche, andare al mare, in montagna, un viaggio, un bacio della buonanotte... Avrei voluto che tu conoscessi la mia vita, che tu capissi perchè sono poco affettuosa, perchè faccio fatica a dare quel po&#039; di calore umano che tu chiedevi... Ora lo so e mi pento ogni giorno di non aver fatto di più, di non averti ascoltato, di non aver letto dentro i tuoi occhi, di non aver ascoltato le tue parole, di non aver imparato abbastanza, di non esserti stata più vicina. La vita non ha voluto ma io ti penso lo stesso e mi manchi. Mi manchi tanto e mi mancherai sempre soprattutto in questo giorno perchè tu farai sempre parte di me e io farò sempre parte di te. ]]></description>
	</item>
	<item rdf:about="http://www.ioepapperina.it/blog/index.php?entry=entry111212-212907">
		<title>rubrica madri e figli</title>
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		<description><![CDATA[ <img src="images/mamma_3.jpg" width="512" height="594" border="0" alt="" /> <br />Carissima Papperina ho appena letto che hai ucciso tua madre e che adesso vivi beata a spese degli italiani dietro alle sbarre e che hai questa nuova rubrica... Anche io vorrei ammazzare la mia e magari ritrovarmi in cella con te... Vorrei avere dei consigli e dei dettagli più specifici su come eliminare la parte in causa. In effetti anche se volonterosa nell&#039;apprendere, mi mancano un tantino le idea. Mia madre dice che sono un ottimo soldato  ma mai e poi mai sarei un generale.<br />Carissima purtroppo non ho per te buone notizie in quanto non posso elargire consigli. Anzi per essere del tutto onesta questa temo sia l&#039;ultima puntata delle rubrica perchè sono stata esonerata dall&#039;incarico senza alcun preavviso e per questo mi rivolgerò ai sindacati specifici. Ho anche indetto una protesta con tanto di manifestazione con presenza del sindaco e di tutti coloro che hanno o hanno avuto i genitori ( mi sono così garantita una larga fetta della popolazione tranne i trovatelli che tutto sommato non fanno gran testo e hanno già un tetto sotto cui dormire). La colpa non è imputabile alla nuova finanziaria. Monti non c&#039;entra e per una volta tanto nessuno incolpa di questo Berlusconi che credo non sia a conoscenza nemmeno dei fatti.<br />Alla manifestazione saranno presenti tutte le televisioni più importanti ed è prevista anche la presenza del Papa mandato dal Capo in persona affinchè verifichi nello stesso tempo il buon funzionamento della caldaia ( tutto ciò mi è costato ben più di una messa e ben più di Parigi, viaggio, pernottamento, pensione intera  e via dicendo...)  Tutto è iniziato questo pomeriggio quando con una mandata di chiave la mia vita è andata in mille pezzi. Ho pianto, ho intimato di uccidere ancora, ancora, ancora...<br />Ho finto la pazzia, ho riso del nulla, ho pianto del niente, ho tentato il suicidio, ho fatto lo sciopero della fame, della sete, ho fatto di tutto e di più ma mi hanno sbattuta fuori lo stesso. Sono stata scarcerata e buttata sotto ad un ponte al gelo, alla piova, al vento, peggio della carica dei 101, peggio di Balto, peggio di ogni film che fa piangere a Natale, peggio di ogni peggiore prospettiva...Pensavo ad un Natale coi fiocchi e invece avrò veramente un Natale con i fiocchi ma di neve... vera e per la strada. Incollerò il mio piccolo nasino alle finestre e morirò accendendo l&#039;ultimo cerino come la piccola fiammiferaia. Perchè??? E mi chiedi il PERCHEEEE&#039;????? e sia... Spiegazione verrà data... La pappera non tacerà, anzi urlerà la verità...Sono stata scarcerata perchè è arrivata una lettera dalle Galapagos...<br />In questa lettera c&#039;era scritto di tutto e di più ed erano incluse le foto del viaggio: San Cristobal, Santa Fè, Floreana, Santa Cruz, le iguane, i pinguini, gli aironi, il fringuello di Darwin, il cotone, il peperoncino, la passiflora, Francisco Pizzarro, Alexander Selkirk con in mano la prima  edizione del Robinson Crusoe... e in fondo crocefissa ad una palma  ormai priva di diabete, arsa dalla sete e affranta dal dolore in un mare di lacrime ( cosa se ne fanno alle Galapagos delle sue lacrime che hanno già un mare stupendo...) senza più voce ma con un gran cartello in bocca c&#039;era LEI.<br />Il cartello diceva :LIBERATE MIA FIGLIA È INNOCENTE ...NON HA UCCISO NESSUNO...IO NE SONO LA PROVA!<br />E così ancora una volta vago randagia attraverso il gelo.]]></description>
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	<item rdf:about="http://www.ioepapperina.it/blog/index.php?entry=entry111206-150302">
		<title>La  caldaia e (d)io </title>
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		<description><![CDATA[ <img src="images/tombablog.jpg" width="512" height="384" border="0" alt="" /> <br />Il mio rapporto con colui che dovrebbe star lassù è sempre più strano e in fondo anche divertente. E&#039;una specie di sfida dove ovviamente come in tutte le cose non ci sarà ne un vinto e tanto meno un vincitore. E&#039;più facile lasciare o farsi lasciare? E&#039; più facile credere o farci credere?<br />“Farci credere cosa?” Chiede papperina che è sbucata da sotto le coperte con un occhio...<br />E&#039; lì da tre giorni che non fa nulla salvo lamentarsi del freddo e della pioggia e del male a tutti i piedi...<br />“Quali piedi hai e soprattutto quanti ne hai?”<br />“Ho dei piedini bellissimi ma data l&#039;età che avanza e la caldaia che funziona si è no, mi sono diventate delle zampe palmate e non ci sto più nelle mie bellissime scarpe con il tacco...”<br />“Tanto non te le farei più mettere sto così bene con le scarpe da ginnastica...Finalmente respiro (Geox? Nnoooo solo mancanza di mal di piedi...)e posso godermi una passeggiata e anche una mostra...” “Mostro nooo mostra...mostro che non sei altro. Tu mi odi e se potessi mi faresti morire... Non mi lasci far nulla...Sono tua prigioniera... Non posso nemmeno andare in bagno senza il tuo permesso”<br /> Io continuo il corso dei miei pensieri...Finalmente diventando vecchia ti rendi conto che le apparenze non servono a nulla tanto vale godersi questi 4 giorni di permanenza sulla terra.<br />Ma Papperina non è dello stesso avviso. Assomiglia un po&#039;a mia madre, se non va dal parrucchiere e non ha lo smalto soffoca...<br />Io invece soffoco se non mangio con la tovaglia, le due forchette i due bicchieri, se non ho gli asciugamani stirati e le lenzuola fresche di bucato...Per  il resto chi se ne frega...Se metto il rimmel mi sfrego gli occhi e mi cola...Se metto i tacchi sembro un equilibrista. Insomma come sempre sono solo questioni di punti di vista e io continuo a guardare tutto con varie angolature e capisco che fino ad adesso ho perso gran parte di mondo proprio perchè vedevo solo la mia prospettiva... “Apri la mente apri la mente...” Dice sempre colei che di mente non ne ha poi molta. Papperina, sempre infilata sotto le coperte sta aspettando che passi il freddo. A nulla sono valse le mie spiegazioni che l&#039;inverno non è ancora arrivato, che il caldo non arriverà mai più oppure, meglio dire, arriverà solo tra tanto tempo... Intanto lei sta sotto sotto, ha i calzini di lana doppia, il berretto con il pon pon, la camicina in flanella, i guantini da sci e adesso vuole la boule dell&#039;acqua calda “Ma non con acqua semplice con l&#039;acqua profumata per piacere...” Ovviamente la pappera trema e da gialla sta diventando sempre più verde e io con lei almeno stando a quello che dice mia madre. “Hai una brutta cera oggi sei verde...” e io mi sento diventare immediatamente Hulk e spaccherei tutto, tanto in questo momento per me il mondo potrebbe anche rompersi non cambierebbe nulla. Mi chiedo perchè vivo e perchè debba poi fare anche la fatica di morire. Sono le domande senza risposta che purtroppo ci si fanno in momenti non felici. In effetti l&#039;idea di morire ti viene solo quando o sei depressa...o vai ad un funerale... o muore un cavallo in diretta...o piove tanto a Genova. Le sofferenze altrui  ti fanno riflettere. Mi domando se poi avere tutte queste informazioni non ottenga solo il risultato di deprimerti più che informarti. Poniamo il caso che non ci avessero reso noto la catastrofe di Genova...cosa sarebbe cambiato? Forse avremmo passato una domenica meno tristi, meno impauriti, meno afflitti. Sapere che un cavallo muore in diretta non ti rende più intelligente o più istruita ma solo più triste. La vita e la morte fanno parte di noi. Sappiamo benissimo quando nasciamo che dobbiamo morire e che per farlo avremmo da fare un percorso più o meno lungo e comunque sempre difficile perchè la vita è difficile ma la morte forse lo è ancora di più. Non è morire così senza saperlo...un attimo e tutto è finito...è il doverlo sapere, l&#039;aspettare il momento, soffrire malati in un letto sapendo che dobbiamo solo aspettare per cosa? Ecco lì la mia caldaia e(d)io.<br />“ La vita non finisce con la morte...” “Questo lo dici tu... prova un po&#039; a mandare qualcuno che è nell&#039;aldilà come lo chiami tu a dirmi cosa c&#039;è” “ Tommasa... tu sei una Tommasa... Pensa prima di parlare... se non ci fosse un aldilà io dovrei sarei?”<br />“ Molto probabilmente saresti stato sfrattato e ti avrebbero dato una di quelle case che hanno costruito per te e che sono quasi sempre vuote e fredde e buie...” “ Mia cara lo sai che nessuno mi può sfrattare perchè io detengo la maggioranza...Lo sai che siamo tre in uno e quindi io avrò sempre la maggioranza e si farà sempre come dico io...” “ Si lo so e so anche che qualcuno qui in Italia pensa di assomigliarti molto e crede di avere anche lui la maggioranza mentre invece( forse è quello che succede anche a te)<br />semplicemente nessuno vuole il suo posto perchè è difficile da gestire” “Bhe sai com&#039;è in effetti il mio è un posto di grande responsabilità e io a volte sono stanco quasi come te e la pappera che in te alberga( a proposito lei chi l&#039;ha sfrattata e perchè tu le hai aperto le porte di casa tua?).<br />“ Me lo hai insegnato tu di aiutare il prossimo e, detto tra noi, poteva anche andarmi peggio. Tu non dovresti mai essere stanco sei sicuro di star bene? Ti sei fatto tutti gli esami?”<br />“Ti preoccupa il fatto che possa morire?” “No l&#039;importante  è che tu lo faccia dopo di me...Non sopporto i cambiamenti... Ormai mi hanno detto che tu ci sei e tu ci devi essere per forza...altrimenti chi mi fa andare la caldaia?”<br />“Hai ragione io ho promesso di esserci fino alla fine del mondo e io credimi le promesse le mantengo...”<br />“Senti un po&#039; di  tempo fa ti avevo promesso una messa in cambio di una pioggia e tu per prendermi in giro e farmi sentire veramente stupida hai fatto piovere esattamente tre minuti...” “Ahh  mia cara tu non avevi specificato ne quanto tempo doveva piovere ne la quantità e io ho fatto solo ciò che tu mi hai chiesto” “E&#039; vero però io mi sono sentita presa in giro... ma poi ho riflettuto e ho pensato che forse qualcun altro ti aveva chiesto il sole... e così tu nella tua grande saggezza hai accontentato tutti...ma sai a volte per accontentare tutti si finisce con lo scontentare tutti”  “ Senti un po&#039; piccola grande oca non credere di fare la morale a me...e non credere che io non sappia che l&#039;oca non è mai stata sfrattata ma sei tu che la porti con te dal momento in cui sei nata perchè tu sei l&#039;oca anche se fingi che l&#039;oca sia lei...non hai ancora capito che tu sei una solo? E che tutta la tua ignoranza, i tuoi controsensi, i tuoi finti ragionamenti, perchè tu non ragioni, dipendono solo da te... Cosa credi? Se io ti ho fatto a mia immagine e somiglianza e io sono uno e trino era ovvio che anche tu lo fossi...” “Vuoi dire che anche io sono in tre?” “No mia cara sarò buono, saggio, caritatevole ma non scemo. Tu al massimo puoi essere  due... io sono tre..” <br />E anche questa volta, come quasi sempre, la partita l&#039;ha vinta lui ma giuro che voglio la rivincita e intanto lo prego perchè la caldaia continui a scaldare e per non saper ne leggere ne scrivere prego anche la caldaia non si sa mai che anche lei abbia un anima e un cuore e poi una preghiera in più male non fa... ]]></description>
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		<title>Nuova rubrica dedicata a madri e figli.</title>
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		<description><![CDATA[ <img src="images/funghi_in_gabbia.jpg" width="512" height="453" border="0" alt="" /> <br /><br />Raccontate i vostri problemi e la pappera dall&#039;alto della sua saggezza risponderà.<br /><br /><br />Carissima Papperina ho avuto una vita un po&#039; difficile: genitori separati e poco presenti. Adesso, a distanza di parecchio tempo, entrambi hanno bisogno di cure cosa devo fare?<br />Carissima purtroppo i genitori te li ha dati Dio e mentre il marito è entrato dalla porta (dalla quale lo puoi sempre far uscire) i genitori no. Curali sperando di non morire prima di loro.<br /><br />Carissima Papperina ho una madre con un carattere infernale, sa sempre tutto e sputa solo sentenze. Non approva nulla di ciò che faccio e spera nella mia infelicità per non poter vedere che la sua vita è stata peggio della mia.<br />Carissima tutti abbiamo la madre che ci meritiamo e se non ce la meritiamo purtroppo l&#039;abbiamo lo stesso. A volte il disegno di Dio assomiglia ai dipinti dei macchiaioli: nessuno sa cosa c&#039;è dipinto (nemmeno il pittore secondo me)ma tutti ci vedono ciò che vogliono. Prova  a pensare in positivo: considera che sicuramente qualcuno  avrà una madre che  sputa nella tabacchiera.<br /><br />Carissima Papperina i miei genitori si sono separati quando ero piccola e io sono vissuta con i nonni. Adesso a distanza di tempo ho ripreso i rapporti con loro ma trovo che entrambi siano molto egoisti. Hanno fatto la vita che hanno voluto e adesso cercano in qualche modo di mettersi la coscienza in pace e  rendono la mia impossibile.<br />Carissima tutti cerchiamo di metterci la coscienza a posto. L&#039;uomo (e anche la donna) è fatto così. Se poi vede di aver sbagliato, dal momento che ha un cervello, lo usa per manipolare la verità. Il mio consiglio è se hai un figlio fai esattamente ciò che hanno fatto i tuoi genitori. Se non lo hai...fanne uno e fai esattamente ciò che hanno fatto i tuoi genitori. . Se non puoi bhe allora sei proprio in odore di santità.<br /><br />Carissima Papperina mia madre ha più di ottant&#039;anni e vorrebbe farsi un lifting...<br />Carissima cerca di convincerla  a farsene due o tre in anestesia totale  e spera che il suo cuore non regga.<br /><br />Carissima Papperina mia madre dice tutto e il contrario di tutto. Non la sopporto più.<br />Carissima in farmacia vendono meravigliosi tappi per le orecchie. Non consiglio cuffie con musica per non essere villani con la genitrice.<br /><br />Carissima Papperina mia madre deve rinnovate la patente ma temo che avendo il diabete questo non sia possibile cosa devo fare?<br />Carissima TU HAI LA PATENTE? Scappa più lontano che puoi dopo averle lasciato la dispensa piena e non farti più trovare. Togli la scheda al cellulare, paga tutto in contanti e rifatti una vita.( Se vuoi ti metto in contatto con la signora che ha la madre che vuole fare il lifting; potrebbe darti il nome del chirurgo così ti rifai anche la faccia. )<br /><br />Carissima Papperina ho un madre super attiva che continua a spostare tutto per poi tornare al punto di partenza. <br />Carissima inchiodala la muro e se parla ci sono dei magnifici cerotti.<br /><br />Carissima Papperina sono nata in provetta...<br />Carissima non sai quanto sei fortunata!<br /><br />Carissima Papperina mia madre è sempre stata assente dalla mia vita ma io purtroppo mi sento comunque una figlia con dei doveri e quindi, dopo molto tempo, ho fatto il primo passo verso di lei. Adesso  forse me ne sono pentita.<br />Carissima anche io mi sono trovata nella tua stessa situazione e ho risolto il caso uccidendo mia madre. Sono stata condannata all&#039;ergastolo, vivo in una bella cella calda, ho fatto nuove amicizie, posso leggere, guardare la tv,non devo preoccuparmi del domani perchè ci pensano gli italiani, e ho pure l&#039;ospedale qui vicino...<br />Adesso come perditempo mi hanno fatto un contratto per condurre<br />questa rubrica.... Mica male no?<br />Come vedi a volte far del bene non serve a nulla è solo questione di culo nella vita. Aver ucciso una madre ( sicuramente è stato un bene per l&#039;umanità che lei frequentava ma non certo un atto fatto nel rispetto della legge) apre delle vie che  a volte si rivelano autostrade. Io infatti sono rimasta orfana ma famosa!<br /><br />Piccolo consiglio da dietro le sbarre: prima di uccidere una madre  è bene fare un esame di coscienza, capire veramente se ne vale la pena, capire se ci sono delle giuste ragioni, capire se questo fatto segnerà la vita più di quanto la vita con lei avrebbe potuto fare e poi zac un colpo secco e in un secondino troverai l&#039;uomo della tua vita.<br />Care ragazze il destino è sempre già scritto e comunque la morte vi attende sempre a Samarcanda.]]></description>
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		<title>24 novembre 2001</title>
		<link>http://www.ioepapperina.it/blog/index.php?entry=entry111125-104625</link>
		<description><![CDATA[ <img src="images/DSCF1641_lulu_3jpg.jpg" width="512" height="410" border="0" alt="" /> <br />Giornata di soddisfazioni personali.<br />A volte l&#039;essere soddisfatti di una giornata non implica aver guadagnato soldi, aver scritto cose che ti appagano, aver fatto uno scatto che resterà per sempre immortalato su una pellicola,aver visto arrivare in porto un progetto, aver guardato un tramonto, ammirato un quadro, gustato una specialità, fatto ordine non solo nella casa ma nella tua testa, aver visto nascere qualche cosa, aver realizzato un sogno, esserti svegliata finalmente riposata, aver fatto quattro risate di gusto, essere stata con la giusta compagnia, una passeggiata con Lulù, un cinema con Theva, un pranzo con un&#039;amica, la raccomandata non trovata, la caldaia che funziona, la predica che ti coinvolge, la chiesa calda, la comunione con noi stessi, una doccia bollente, una cioccolata al peperoncino, una mail inaspettata, una canzone che ti fa tornare indietro nel tempo e anche perchè no...un po&#039; di tempo per me, trovare quel topolino che completa l&#039;annata, non pensare a quello che sarà, cercare di vivere nel presente, capire che gli amici non esistono e se esistono sono solo uno, capire che quell&#039;amico te lo trovi davanti quando stai uscendo piangendo, una pianta grassa che rifiorisce, la stella di Natale dell&#039;anno scorso che cresce, le patate americane che germogliano, il mercato coperto il sabato, la verdura ai poveri, cucinare di gusto e con gusto, leggere capendo ciò che leggi, aver voglia di vivere ancora un po&#039;, un esame andato bene, l&#039;idea di una vacanza, la mancanza di paura, non avere l&#039;attacco di panico, trovare una casa nuova, fare progetti per il futuro, tornare a casa e non sentirsi soli, vedere il mondo rosa, camminare  a piedi nudi su un pavimento caldo, non avere freddo, sentirsi buona, prepararsi per un Natale che non vuoi festeggiare, non tirare fuori le palle...<br />Ecco a volte le soddisfazioni sono quelle di tirarle fuori le palle e  mandare a far un culo due persone. E&#039; stata una sensazione esilerante  e liberatoria.<br />Adesso a mente un po&#039; più serena credo di aver fatto la cosa più bella della mia vita. Sarà difficile tornare sui miei passi. Non è così semplice tagliare ogni tipo di legame ma a volte diventa indispensabile. Meglio soli che male accompagnati. Ho scritto molte volte queste cose e rileggendo mi rendo conto che ho buttato tanto tempo e mi sono fatta venire tanto mal di stomaco solo perchè non volevo rendermi conto che io non riesco ad accontentare gli altri perchè gli altri sono incontentabili. Le persone pretendono molto di più di quello che io sono in grado di dare loro e quindi io sto male senza far star bene gli altri. A questo punto è molto meglio vivere la propria vita facendo ciò che almeno non fa del male a noi stessi. Quindi oggi 24 novembre dichiaro chiuso il rapporto con mia madre e con Lancillotto che tanto è solo frutto della mia mente. Allora facendo una specie di sintesi: mentre purtroppo il rapporto con mia madre esiste in quanto io figlia, il rapporto con Lancillotto è del tutto fiabesco. Tanto vale inventarsi un nuovo nome e un nuovo amore. Per mia madre si vedrà...<br />L&#039;importante è solo avere la coscienza  a posto e io in fondo non mi sento una cattiva figlia. Detto ciò me ne vado ad acquagym e poi mi addormenterò tra le braccia di Papperino.<br />Certo è che aver mandato a fare un culo il generale è stato veramente grande! Forse per lei è stata la prima volta ma che ci volete fare una prima volta c&#039;è sempre. L&#039;importante sarebbe che fosse servito a qualche cosa ma ritengo che purtroppo le persone non cambiano e continuano a ragionare con la propria testa senza mai mettersi in discussione. Alla fine però è solo questioni di scelte  e anche di coerenza con se stessi. E come sempre Dio mi punisce...<br />Infatti dopo una giornata di intensi litigi e soddisfazioni morali che ti lasciano stremata sia nel corpo che nella mente, tornata da acquagym dove mi sono impegnata più del solito e quindi ero semplicemente senza muscoli delle gambe e delle braccia (insomma una specie di ameba anche nel cervello che ormai aveva metabolizzato gli avvenimenti odierni e dato che era quasi ora di cambiare giorno aveva fatto le sue conclusioni che non mi piacevano affatto) data la mia proverbiale pignoleria ho caricato la lavatrice di accappatoio e asciugamani vari, riempito con i miei soliti miscugli tra detersivo, aceto, amido, omino bianco(è Natale...),candeggina delicata, profumino speciale, ammoniaca giusto tre gocce e fatto partire il programma. In questo periodo non mangio molto e i miei disturbi di stomaco tornano più forti che mai....quindi giusto un tè, quello turco leggero impalpabile sottile che si spande dappertutto, due cucchiaini di zucchero finiti sul pavimento ( non ci sono con la testa...”Ma quando mai ci sei”) passato l&#039;aspirapolvere modello Lùlù (devo brevettarlo...praticamente prendo Lùlù per le zampe posteriori e la passa con il muso sulle briciole o quant&#039;altro si trovi sul pavimento-tappeto...ha una potenza incredibile aspira tutto in un secondo e non consuma energia) e finalmente salgo a farmi la doccia dopo aver messo la sveglia per stendere la biancheria. Infatti io non posso dormire se ho la lavatrice piena (comunque non dormo lo stesso).<br />Fatta doccia, incremata mani e piedi, bevuto tè e schiattata in poltrona. Il suono della sveglia mi distoglie dal pensiero mamma ed evito di riportare tutte le conclusioni che ho raggiunto per pietà verso me stessa. Nel frattempo  anche Lancillotto infierisce su questa giornata nata male (ormai nascono tutte così e temo dovrò vedere il buono anche dove non c&#039;è). Con il pensiero mi invia messaggi pietosi e anche rimproverandomi il mio comportamento. Lo rimando a fare un culo e mi domando perchè le persone pensino sempre che sono gli altri a dover fare qualche cosa per loro mentre loro in realtà non fanno nulla per gli altri. Concetto già detto? Repetita iuvant. Insomma mi accorgo così di non aver fatto la ricarica del cellulare. Non posso rispondere e questo è meglio avrei detto delle cose di cui mi sarei potuta pentire. Ringrazio Dio mentalmente dato che non ho soldi nel cellulare e lui via pensiero mi invia “Tutto si paga...” Non capisco questo messaggio ma temo che lo capirò presto. Così appunto suonata la sveglia scendo in cucina. Che cavolo sono andata a fare ad acquagym?<br />La piscina è qui...Carramba che sorpresa! La Carrà saltella sul mio pavimento( ma come farà ancora alla sua età a fare la spaccata...mio dio non è che mi rimanga spaccata qua?)<br />Morale tanto per non farla lunga, per evitare di dire che ho pianto, che mi sono disperata, che ero a piedi nudi nell&#039;acqua gelata, ( perchè le piscine termali sono ad Abano e io sto a Selvazzano) con le ultime forze che mi rimanevano e dopo aver pensato cose improbabili tipo:Lulù ha fatto la pipì( ma cristo ci sono dieci centimetri di acqua tra lavanderia cucina e garage ..le scappava proprio tanto! ), si è rotto un tubo e io morirò con l&#039;acqua alla gola (per dieci centimetri ancora riesco a tenere fuori la testa), la lavatrice è schiattata ( bene per Natale ne compererò un&#039;altra tanto ormai i soldi vanno che un piacere e io i soldi li ho finiti...farò la piccola lavandaia che lava i fazzoletti e poi ho appena visto che qui vicino c&#039;è una lavanderia a gettoni). E sia quel che sia....Già è fu proprio così...Dio l&#039;aveva detto “Tutto si paga...” Ecco cosa voleva dire! Semplicemente quando non si ha la testa si deve tirare su l&#039;acqua. Non avevo  chiuso lo sportello della lavatrice e quella stronza, perchè solo le lavatrici stronze partono lo stesso, ha fatto tutto il ciclo di lavaggio, risciacquo ammorbidente, amido candeggina, profumino, facendo uscire litri e litri di acqua. Ed ora eccomi qui con un altro tè anzi con la bacinella dove ho raccolto l&#039;acqua ovviamente gelida piena di tè caldo dove mettere i  miei poveri piedini gelati. Ho raccolto acqua con tutto, compresi tre tappeti che ho già anche centrifugato e steso.Ho spento i termosifoni dalla sala da pranzo e lasciati a 40 gradi quelli della cucina e della lavanderia sperando in un rapido asiugo. Sono le 24,56 sono morta e mi arriva l&#039;ennesimo messaggio che mi fa infuriare ancora di più. Ti sembra l&#039;ora di svegliare la gente? Dio mi guarda e mi dice “ Ma tu non dormi...” “ Vero ma costui non lo sa e se dormissi perchè dovrebbe svegliarmi per le angosce che si crea da solo? Io alla fine non rompo le scatole a nessuno, se posso aiuto ma non chiedo...non chiedo mai nulla perchè tanto devo sempre farcela da sola.&quot; Però rivedo la scena: “Sai che cosa ti dico?: Vaffanculo” Ho girato e le spalle e me ne sono andata. Il generale è rimasto di sasso. Queste sono le rivincite della vita. Dio non mi far spegnere la caldaia...non far rompere tubi...fammi vivere un po&#039; serena e fammi passare un meraviglioso natale... “Cosa? Si va bene quante messe vuoi?” “Te lo farò sapere cara e intanto se mi viene in mente qualche altro dispetto sta sicura che io ti guardo” “ Grazie Dio quanto sei buono tu...”]]></description>
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		<title>Finche l’amore va lascialo andare…e leggi la Settimana Enigmistica</title>
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		<description><![CDATA[ <img src="images/rana1.blogJPG.jpg" width="512" height="230" border="0" alt="" />  <br /> <img src="images/rana2.JPG" width="512" height="231" border="0" alt="" /> <br />Amare vuol dire soffrire sempre e comunque.<br />A volte essere felicemente vedove come sono io è una fortuna che si apprezza solo quando si soffre di nuovo per un nuovo amore… <br />A volte il nuovo amore non è poi così nuovo ma le cose che si lasciano sono sempre ancora belle proprio perché si lasciano ancora un po’ intatte. Un amore non si conclude mai anzi di quell’ amore ( quell’ amor che è palpito…dell’universo dell’universo intero…) rimangono solo gli attimi belli vissuti in totale felicità. <br />L’amore è comunque bello e comunque rimane sempre amore. <br />Per uno che se ne va un altro arriva e l’ultimo è sicuramente il più importante. <br />L’amore è una cosa strana che ti strugge, ti fa felice, ti da la forza per andare avanti, ti fa perdonare, ti fa ridere, ti fa convivere, ti fa amare, ti fa sopportare, ti fa camminare, ti fa guardare cose che non avevi mai visto, ti fa partecipare, ti fa essere più buona, ti fa piangere, ti fa disperare e ti fa morire. <br />Poi, una volta morta. ti rendi conto che il ranocchio che avevi baciato non era affatto il tuo principe; anzi era o il principe di un’altra ( e allora ti accorgi di quante bugie sanno dire le rane) oppure era solo un semplice ranocchio. L’amore fa anche questo… Tu baci il rospo che a volte può avere una sostanza allucinogena sulla pelle e immediatamente cominci a scrivere una favola che avrà un lieto fine solo sulla carta. <br />Come tutte la favole infatti la conclusione del lieto fine è scontata. Ma questo vale solo per le favole. La realtà purtroppo è l’opposto. Quasi nulla va mai bene. A volte le persone si domandano infatti perché si debba vivere quando alla fine si deve solo fare fatica per morire. Comunque tu baci il rospo e …<br />CHE LA FAVOLA INIZI…<br />Cera una volta e lucida l’altra le mie storie cominciano sempre così, una giovane vedova felice che per errore baciò un ranocchio che diventò un principe che le fece tante promesse e che alla fine della storia non mantenne mai. <br />La nostra vedova credette ancora una volta alla potenza della magia e si perse tra le sue braccia. <br />Ma tutto ha un fine e la sostanza che la vedova leccava sul capo del ranocchio, un bel giorno finì e la vedova si accorse che il principe altro non era che... un ranocchio. Era in verità  un bellissimo ranocchio tutto verde con la gola arancione ma di bello aveva solo i colori. <br />Per tutto il resto il nostro ranocchio era un normalissimo ranocchio. Purtroppo nella nostra civiltà i matrimoni, o meglio le unioni tra genti diverse, non sono tanto ben visti e vedere una vedova con un ranocchio  non era veramente di gusto. La nostra vedova si ritrovò così di fronte ad un muro di razzismo e capì cosa avevano provato i poveri zio Tom nella capanna…<br />Per un certo periodo difese il proprio ranocchio con le unghie e con i denti. <br />Lo amò e lo venerò, gli diede tutto il suo amore, gli perdonò anche ciò che lui non capiva ma poi, come sempre succede, tutto ha una scadenza come il pomodoro, i biscotti, il burro,… <br />“Vennero in sella  due gendarmi<br />Vennero in sella con le armi” ( e De Andrè ci marciò su…con il Pescatore)<br />E chiesero alla vedova di lasciare la sua casa<br />La vedova pianse tutta la notte e cercò conforto nel ranocchio<br />Ma quello disse “ Ma chi se ne importa se adesso... la casa va all’asta” <br />E fatta questa affermazione ci scrisse una canzone e la consegnò a Gianni Morandi<br />La vedova gli rispose:” Sincerità adesso è tutto così semplice…” e anche lei mandò la canzone ad Arisa che andò a San Remo e diventò ricca e famosa…<br />Morale della favola la nostra vedova viveva un momento difficile e scriveva… “E’ uno di quei giorni in cui ti prende la malinconia…” Per caso la Vanoni la sentì e ne fece un grande successo  “E poi e poi e poi sarà come morire cadere giù….”<br />E Giorgia fece il resto… Così di canzone in canzone si va verso la fine di un amore e “Quando finisce un amore così come è finito il mio… ti senti un buco nello stomaco” e con Cocciante la nostra vedova finalmente ricominciò a mangiare un “Gelato al cioccolato dolce un po’ salato tu gelato al cioccolato…” <br />“E dopo aver mangiato mangiato e ben bevuto… “ diventò una stella alpina e non patì più il freddo. A volte le favole sono solo voli della fantasia e il più delle volte non hanno né una morale nè un perché ma a fanno solo ricordare canzoni dimenticate…]]></description>
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		<title>sempre amore... amore per sempre... </title>
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		<description><![CDATA[ <img src="images/autunno.blog.jpg" width="512" height="381" border="0" alt="" /> <br />Lui arriva con una signora, una 35enne 37enne al massimo, tailleur impeccabile, camicia in seta con scollatura discreta e borsa rigorosamente firmata.<br />Una bella donna, tutta perfetta ma non in modo eccessivo perché il troppo stroppia.<br />Ha un bel brillante al dito né grande né piccolo ma giusto per far capire che le non la da via a tutti.<br />Lui è un uomo distinto e poco d’istinto, bella macchina, pantalone che appare sempre perfettamente stirato, maglioncino in cachemire, calzettoni in tinta tessuti con il filo d’argento che non fa sudare.<br />Le scarpe con lacci moderne, comode ma eleganti.<br />Lui la spinge con lo sguardo senza mai toccarla.<br />Salgono in camera.<br />“Mi faccio la doccia. Ci impiego 3 minuti e 37 secondi” e intanto comincia  spogliarsi.<br />Lei si siede sulla poltrona, accavalla le lunghe gambe e attende.<br />Lui si slaccia i polsini della camicia e si toglie i pantaloni. Li piega meticolosamente e li mette sul servo muto. Si toglie il maglioncino che ripiega con cura come poi farà con la camicia.<br />I calzini sono gli ultimi a scivolare via…le scarpe le prime perché ovviamente lui non vuole contaminare la moquette.<br />Entra in doccia e ne riesce esattamente dopo il tempo che ha detto.<br />Lei è già a letto. Ha già fatto tutto e lo aspetta come una pantera sotto le lenzuola di seta.<br />Lui appoggia l’orologio sul comodino dopo avergli dato un’occhiata che sembra distratta, poi, a lato, appoggia il cellulare intimandogli di non suonare finché non ha finito.<br />Il cellulare lampeggia un sì in alfabeto a morse.<br />Lui alza le coperte e si distende appoggiando la schiena alla testiera del letto. Apre il Sole 24 ore e comincia  a leggere. Poi si ferma un attimo e volta la testa verso di lei e la vede. ”Sali pure hai esattamente 4 minuti e 38 secondi”<br />Lei non batte ciglio, gli monta sopra  e comincia come uno stantuffo ad andare su e giù. Lui sfoglia sempre il giornale.<br />Passano esattamente 4 minuti e 36 secondi.<br />Lui abbassa il giornale e dice:”Vengo…due secondi e faccio la doccia”.<br />Il telefona pigola esattamente in quel momento, lui si alza rispondendo. Ha esattamente 3 minuti e 27 secondi per fare un’altra doccia.<br />Entra apre l’acqua e la chiude mentre si insapona, poi la riapre per risciacquarsi, si soffia il naso, butta il fazzoletto di carta nel water  e tira l’acqua, infila l’accappatoio ed esce.<br />Passeggia su e giù per la camera parlando al telefono. <br />Lei, intanto, è già pronta ed è nuovamente seduta sulla poltrona.<br />Lui ritiene di essersi asciugato e quindi si infila di nuovo le mutande, la canottiera rovescia perché l’ etichetta lo infastidisce, la camicia, infila i pantaloni, abbottona la camicia e i polsini,riabbassa i pantaloni per infilare la camicia, riabbottona i pantaloni e infila il cachemire.<br />E’ l’unico momento in cui i due si guardano. Lei si alza e gli raddrizza le maniche del pullover. Lui la ringrazia mentalmente poi si siede sul letto, infila i calzini con il filo d’argento.<br />“ Andiamo…hai preso tutto? Caffè?” Lei lo guarda e pensa.” Non ho niente da prendere…prenderei te volentieri ma tu da trent’anni sei in un limbo dove l’amore non esiste.” <br />E’ solo in quel preciso momento che uscendo dalla camera lei vede che lui ha l’orologio allacciato male.<br />”Strano lui è perfetto come può essere successa una cosa del genere?”<br />Lui nota lo sguardo di lei e nota l’orologio…lo rimette a posto sbuffando. <br />Nessuno de due ha capito che non si può vivere nel limbo perché la Chiesa lo ha abolito e lui adesso è senza un tetto. <br />Così nascono i grandi amori, piano, in punta di piedi, tranquillamente, vivendo assieme le cose di ogni giorno come se fossero sempre nuove.<br />Lui guarda lei. Nei suoi occhi c’è una domanda che non viene fatta.<br />Lei da sotto le ciglia annuisce e per la prima volta escono mano nella mano.]]></description>
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		<title> 2 novembre:  un amore per i... morti</title>
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		<description><![CDATA[ <img src="images/barca_trattata._blog_jpg.jpg" width="512" height="368" border="0" alt="" /> <br />Caro orsacchiotto<br />Questa mia è solo mia e tu non la riceverai mai, come ogni lettera d’amore che si rispetti, e come ogni lettera che si rispetti è logico precisare che tu nemmeno immagini che io ancora ti pensi. Sei stato un lampo durato una vita che ora piango in un’altra vita. Era primavera e tu ed io nemmeno ci conoscevamo ma io già sapevo che ti avrei amato perdutamente. Non fu galeotto il libro in questo caso, ma fu galeotto lo schermo di un pc e una chat che è più o meno l’amico di penna di un giorno che fu, e l’amico eri tu.Come vedi non trascuro nemmeno la rima che in una lettera d’amore fa sempre la sua figura. Amore mio così  mi chiamavi e io ridevo leggendo queste parole e in cuor mio pensavo che eri scemo se speravi che io ci credessi. Ma tu continuavi e mi arrivarono i primi dolci pensierini. Una pietra è per sempre e la pietra anzi le pietre, sono lì in salotto che dichiarano quanto vera sia ancora la tua frase. Eravamo ancora estranei e ancora io ridevo leggendo “amore mio” e ti dicevo che certe frasi non si dicono per scherzo perché sono parole grandi che non vanno sprecate e tu mi rispondevi “Hai ragione amore mio, non mi ero mai accorto di chiamarti così”. E mi dicevi che imparavi a ridere con me, che non avevi mai riso prima così. E io mi perdevo senza saperlo sempre di più e ritornavo bambina quando il primo amore stravolge la tua vita e il tuo metabolismo, quando la felicità diventa inspiegabilmente dolore acuto perché passi sempre dalle stelle alle stalle, un’ altalena di umori che non ti spieghi perché l’amore è così non ha tempo, non ha età e soprattutto non ha pietà per chi osa pensare di averlo, perché lui, l’amore è come te, ti assomiglia in tutto e non vuole padroni mentre io come padrone ti avrei voluto allora e forse ti vorrei anche adesso anche se ormai ragiono, e so che avere una cosa bella come te non è per me perché io bella non sono e tu meriti di più. Tu meriti tutto ciò che hai  e che hai costruito con la tua forza camminando su tutto e su tutti, compresa me che ho lasciato che tu ti pulissi le scarpe su di me tante volte, felice solo di poter vedere i tuoi piedi bellissimi, lasciando che mi sfiorassero anche se facevano male ma solo per il gusto di sapere che almeno una parte di te restava su di me. Aspettavo solo un tuo cenno e te ne ero grata e ne ero grata a tutti. Ma siamo ancora in là nel racconto perché allora ero solo innamorata di parole su uno schermo. E poi ecco, mi innamorai di te senza saperlo, so solo che ti vidi uscire da un ascensore e fu amore, anzi fu solo il dolore di un attimo, un dolore enorme, una sensazione di vuoto allo stomaco, furono le famose farfalle, furono le montagne russe al buio, fu lo sconvolgimento totale.<br />Mi persi non sapendo di farlo e sperai nel miracolo. Forse successe, forse no, forse l’amore perché sia tale deve durare quanto basta, né un po’ di meno né un po’ di più perché è solo quando finisce così che diventa indimenticabile. E io non potrò mai dimenticarmene amore mio perché tu per me sei ancora tale, e ho ancora nel naso il tuo odore che sa di buono perché è l’odore che piace a me, e negli occhi ho il tuo viso. Ci siamo insegnati l’amore a vicenda o forse lo penso nella mia presunzione. Sta di fatto che tu me lo hai insegnato.<br />Fu un periodo da sogno, la fiaba di una vita in cui il cellulare squillava e aveva la tua voce, ma a me non bastava, io volevo portarti con me, con le parole, volevo una chat ,volevo ancora un amore scritto e ti ricattai “o scrivi o non rispondo”. Imparasti in fretta o facesti finta di farlo e cominciarono i 700 messaggi che scandivano le mie ore mentre tu scandivi il mio tempo. Mi si accendeva il cuore con il display del cellulare e aspettavo il passare delle ore per sapere se la notte avrei dormito serena con la tua buonanotte, oppure se il sonno sarebbe stato agitato senza averti sentito. Non me ne accorgevo ma il nostro amore ormai aveva veramente il tempo contato e tu invece contavi sempre di più per me, e io forse non contavo affatto per te. Tra alti e bassi arrivava anche il tuo compleanno e la mi decisione di volerti lasciare diventava sempre meno decisa. Ma si sa che noi donne alla fine tiriamo fuori le palle che non abbiamo, e la frase fu detta, e il nostro amore archiviato con poche parole che non hanno convinto ne me e tanto meno te. Adesso, a distanza di anni, questa sera ho deciso di mettere su carta ciò che volevo dirti quel giorno e che, ovviamente non sono riuscita a far uscire: io ti amato tanto, tantissimo e ti ho amato in tutti i modo possibili coniugando il verbo in tutti i suoi tempi. Ti amato da adolescente con tutti i controsensi dell’età, e ti ho amato da adulta con tutte le conseguenze che l’amore adulto implica, e mi sono accorta solo adesso che ti ho solo amato perché l’amore non ha un tempo, perché l’amore è solo amore e fa male da morire o fa morire d’amore, e io con te sono morta e rinata tantissime volte e ti ringrazio perché se adesso sono così e perché ti ho amato amore mio.]]></description>
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