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Io e Papperina
Natale 2015 


Per lavori di restauro che essendo in Italia non si sa quanto dureranno intanto faccio i miei migliori auguri di tutto a tutti. Un Natale in famiglia, un anno nuovo pieno di dolcezza e di dolcezze e di quelle piccole cose alle quali siamo abituati talmente tanto da non farci più caso ma che sono invece le cose più belle.Ecco il mio augurio e con questo chiudo e vado a letto.

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Favole da vendere: Tutto si aggiusta anche la fanciulla di pietra 


Cera una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano tutte così un pezzo di alabastro. Era la pietra degli dei e lui si faceva vanto in mezzo a tante pietre della sua bellezza. Ma un giorno uno scultore che passava di lì per caso lo senti elogiare la sua bellezza e pensò di guardare chi fosse questo sbruffone che andava raccontando al mondo la sua beltà. Così si fece strada tra tutte quelle pietre e raggiunse quella che si elogiava. La guardò un po' senza farsi notare e vide che in effetti la pietra era veramente bella o almeno per lui era stupenda. Già la vedeva non come pietra ma come una leggiadra ragazza che voltando il viso un po' all'indietro cercava di dimenticare il passato mettendo un piede dopo l'altro e tenendo con le mani dalle dita lunghe con vezzo la leggera vestina. La pietra di alabastro si sentì osservata e a quel punto cominciò a chiamare a gran voce tutto e tutti cantando e decantando le sue lodi ancora più forte. “io sono bello, sono bellissimo e da lì ( che non era il pittore ma solo un avverbio almeno credo)Tricarico ci fece Il bosco delle fragole

Tra di noi chi paga sono solo io
e del resto non fa nulla
forse forse erano meglio le fragole
tu ti eri solo perso.
Sono bello sono bellissimo
sono bravo sono bravissimo
sono solo sono solissimo
però poi mi sono dato un limite
non ho spinto più sulle favole
sono rimasto solo senza alibi
e ho sognato un bosco senza fragole
e son caduto su di te.
Pene dell’inferno per me
non voglio pene senza fine per te
ma solo bene e certezze per te
non ho non è non ha non ho.
Sono cane cane canissimo
sono furbo furbo furbissimo
sono solo solo solissimo
però poi mi sono dato un alibi
la paura paura di vivere
non posso star solo senza vincere
perchè morir senza le fragole
e son caduto su di me
delusa?
Pene dell’inferno per me
non voglio pene senza fine per te
ma solo bene e certezze per te
non ho non è non ha non ho
Pene dell’inferno per me
non voglio pene senza fine per te
ma solo bene e certezze per te
non ho non è non ha non ho
Non è non è non è che non ti capisca
però però non ho tempo
domani domani domani chi sa?

“Sono bello sono stupendo sono la pietra che fa per te...
Se mi prenderai con te ti farò un uomo felice...”
“Come sai il mio nome” chiese l'artista al pezzo di alabastro...
L'alabastro indugiò giusto un attimo e poi riprese la sua nenia... L'artista non se ne accorse nemmeno e non vide la bugia passare attraverso l'alabastro troppo intento a guardare la luce che attraversava la pietra e a vederci ciò che la sua mente aveva già realizzato e la mano avrebbe poi fatto.
“Io so tutto e ti renderò felice di nome e di fatto. Tu mi plasmerai, tu troverai per me le forme più belle e le tue mani accarezzeranno la mia pelle e tu in me troverai ciò che cerchi e la felicità della bellezza invaderà il tuo cuore e l'artista che c'è in te farà di me un'opera unica al mondo e che resterà nei secoli. Io sarò immortale.”
Felice, felice di aver trovato la pietra dei suoi sogni, lo prese con amore, proprio come Geppetto con il pezzo di legno, e andò verso l'uscita. Pagò il prezzo e, senza scontrino perchè allora non c'era nemmeno l'uso della scrittura o quasi, anzi chi sapeva leggere e far di conto allora era quasi un genio guardato con sospetto perchè forse, per sapere, aveva fatto un patto con il diavolo, issò la pietra sul suo carro trainato da un vecchio mulo parlante con il quale faceva lunghi discorsi la notte davanti ad un misero fuocherello mentre cercava di tirare fuori dal marmo le forme che il suo occhio vedeva e andò verso casa. Durante il tragitto raccontò al mulo cosa aveva trovato e gli espose l'anima della pietra. Il mulo non disse nulla. Era stanco e voleva solo tornare davanti al fuocherello, sdraiarsi e sentire il suo padrone infervorarsi mentre usava le sue lunghe dita per creare mondi che anche lui condivideva. Il mulo era a modo suo un critico d'arte e credeva nelle doti del padrone al quale era molto affezionato. Lui era gentile, non lo affaticava mai, gli dava da mangiare e in più vivevano assieme facendosi compagnia. Il mulo lo ascoltava quando raccontava favole di altri mondi che solo lui poteva conoscere perchè erano il frutto della sua fantasia. Il mulo era felice di aver trovato più che un padrone un amico e ogni tanto si lanciava in disquisizioni filosofiche con Felice mentre quest'ultimo beveva un boccale di vino novello. Parlavano un po' di tutto. Di come era il mondo ( il mondo era già rotondo e il mulo non capiva perchè allora lui non camminava sempre in salita o sempre in discesa e allora Felice gli spiegava che c'erano distanze enormi e quindi, anche se la terra era rotonda, in effetti sembrava piatta tranne in montagna dove invece sembrava a volte a punta) di quanta cattiveria potesse essere pieno l'uomo ( e il mulo si chiedeva se anche la donna potesse essere cattiva e Felice allora spiegava che lui si riferiva al genere umano in generale e il mulo allora pensava perchè un generale e non un maresciallo o semplice soldato, ma poi passavano all'arte, ai colori del mondo e improvvisamente si aprivano altri orizzonti...). Insomma il mulo era Felice anche lui o forse Felice era il mulo? Nelle storie tutto è possibile e se Pinocchio diventa un bambino perchè un mulo non può diventare l'anima di un artista? Ma la nostra è un'altra storia perchè è la storia della pietra di alabastro... Così arrivati a casa il mulo si distese sulla paglia e Felice scaricò il suo prezioso carico. Cominciò subito a pulirlo ben bene e immediatamente l'alabastro si illumino come fosse la lampada di Aladino. L'alabastro come il genio parlò e disse: “Fai di me ciò che vuoi basta che mi rendi immortale. Io voglio vivere per sempre. Con te sarò arrendevole e cedevole cercherò di assecondare la tua mano in tutto. Diventerò ciò che i tuoi occhi e il tuo cuore vorranno e adesso fammi vivere, fammi diventare bello e rendimi perfetto”
A quel punto Felice era già al lavoro e non si accorse che l'asino stava guardando con un certo imbarazzo una pietra che parlava e che emanava una luce stupenda. Da quella pietra uscivano mille riflessi. La luce entrava e poi di divideva prendendo le strade che solo la fantasia sa percorrere e poi si riuniva in un tutt'uno svelando la meraviglia dei colori. La pietra imprigionava la luce e poi la lasciava andare dopo averla istruita e resa docile al suo volere. Più che la lampada di un genio la pietra sembrava un serpente incantatore che ti catturava tra le sue spire ma poi, nella sua infinita voglia di vivere per sempre, ti lasciava andare in modo che tu potessi raccontare ciò che lei ti aveva fatto vedere e provare. Il mulo fu anche lui catturato e la pietra gi parlò gentilmente, educatamente e gli disse che lui era bello, affascinante, pieno di cultura e di sapere, e che era un piacere condividere la casa e la vita per quel periodo con lui. Felice era troppo felice per stare ad ascoltare il dialogo ma tra la pietra e il mulo fu quasi amore, anzi di più: si creò un' amicizia e un rispetto che pochi sanno coltivare. Il mulo cominciò quindi a seguire tutte le fasi del lavoro con la massima attenzione. Felice scalpellava e poi accarezzava la pietra e poi tornava a scalpellarla. Il mulo aveva paura che le facesse male e allora chiedeva “Come stai?” E la pietra “ Sai chi bel vuol apparire qualche pena ha da soffrire”.
Intanto Felice ogni tanto guardava nel vuoto e poi sorrideva quasi come se vedesse la Madonna. Il mulo dopo un po' capì che il suo padrone vedeva ciò che voleva diventasse la pietra. Ormai Felice era talmente preso che parlava con ciò che avrebbe creato. Poi una sera dopo un lungo periodo, il mulo si addormentò stanchissimo di tutto quel guardare e quel parlare con l'alabastro. Fu in quella lunga notte in cui lui proprio dormiva che la fanciulla uscì dalla pietra e diventò quasi vera.
La mattina quando il primo raggio di sole scaldò il naso dell'asino nella stanza c'era una meravigliosa fanciulla che si teneva la veste con le mani bianche bellissime. Il mulo si spaventò e subito chiese chi fosse e la ragazza rispose: “Sono ciò che lui ha creato ma rimango comunque nella sostanza il tuo amico. Anche se sono diventata una morbida fanciulla nel mio cuore rimango l'alabastro che tu hai conosciuto” . L'asino fu felice di non aver perso un amico ma fu felice anche di vederlo così bello e aggraziato. Un tocco femminile era quello che mancava in quella stanza. Felice dormiva accanto a lei e sorrideva nel sonno. L'asino si concesse un altro po' di sonno e riprese anche lui a dormire e nel sogno tutti e tre andavano verso il sole che illuminava gli occhi della ragazza e faceva brillare la spilla della sua cintura. Per un po' di tempo non successe nulla. La vita continuava come sempre e tutti erano felici. Il sole si alzava e tramontava e il mulo vedeva il suo padrone trasformato. Sembrava che l'anima della fanciulla fosse entrata in lui, mangiava sempre meno e deperiva. Il mulo era preoccupato e chiese all'alabastro cosa stesse succedendo. Ma l'alabastro non trovava una risposta e non capiva la ragione del perchè le cose fossero così cambiate. Felice aveva gli occhi sempre più rossi e diventava sempre più magro e sempre più debole. Fu in quel periodo che tre briganti entrarono in casa e uccisero Felice che cercava di proteggere la fanciulla. L'asino fu preso e caricato di tutto e di più. Anche lui ormai era vecchio e le forze lo abbandonarono dopo due giorni. Lo lasciarono morente sul ciglio della strada. Lui aveva capito che ormai aveva le ore contate e aveva salutato il pezzo di alabastro che piangendo gli aveva detto che lui sarebbe stato sempre nel suo cuore e in quello della fanciulla. Lui non era preoccupato di morire perchè le pietre sono per sempre ma mai avrebbe trovato un asino più buono di lui.
La fanciulla, perchè ormai così era, passò di mano in mano. Fu venduta , rubata, sepolta, messa in soffitta, poi in cantina e poi tornò ad essere guardata e accarezzata, pulita e vezzeggiata. Entrò a far parte di una famiglia che la comperò da un commerciante e per molto tempo restò in bella vista sopra un trumò. Ma anche da lì fu poi spostata per andare in una vetrina di un lussuoso negozio di città. Fu lì che conobbe tanti artisti e tante opere e cominciò anche lei ad apprezzare le bellezze del mondo. Ogni tanto ricordava chi l'aveva fatta e ripensava con rimpianto all'amico perso ma poi la spensieratezza della sua età, che era ferma nel tempo, la portava ad altri pensieri e la sua veste svolazzava tra le gambe con garbo e la sua acconciatura lasciava cadere un ciuffo birichino sulla guancia e lungo il collo provocandole un gradevole solletico. Fu di nuovo comperata e andò di nuovo in tante altre case ma poi un giorno arrivò una donna speciale. La fanciulla sperò che la donna la guardasse e mentre sperava i loro occhi si incontrarono. La donna seppe subito che la fanciulla sarebbe diventata sua. Infatti pagò e questa volta
le dettero la fattura perchè ormai i tempi erano cambiati e tutti, o quasi sapevano leggere e scrivere e il mondo era cambiato e i muli non parlavano più, anzi forse si erano estinti perchè tanti bambini non sapevano neppure cosa fossero. La fanciulla trovò subito posto nella camera da letto della donna. Era una camera piena di luce, ma di quella luce giusta a tutte le ore per rendere belle ancora di più tutte le cose. Lei era messa su un comò ed era la prima cosa che la mattina la donna vedeva e l'ultima alla sera. Era in un punto di passaggio e la donna tutte le volte che le passava accanto la accarezzava. Fu un periodo felice. Ma poi come tutte le cose belle finì il giorno in cui un orco arrivò la prese e la portò giù e cominciò a sbatterla per terra rompendola. La donna gridava e pregava di smettere ma l'orco continuava a farla in mille pezzi. Fu allora che la donna chiamò i gendarmi che vennero con le armi e portarono via l'orco. La donna si mise a carponi e raccolse tutti i pezzi della fanciulla, li mise in un sacchetto della spazzatura e lì rimasero per molto tempo. Poi un bel giorno il sacchetto fu spostato e portato via e la fanciulla si ritrovò in mille pezzi su un tavolo che le ricordava molto quello di Felice. Ci volle molto altro tempo e tanta pazienza ma alla fine la fanciulla fu di nuovo quasi come prima. Adesso è tornata in casa della donna. Non è più sopra il comò in camera da letto e lei sa che la donna non la vuole lì perchè ancora adesso soffre un po' quando la vede anche se la accarezza sempre quando le passa vicino. Ogni tanto i loro occhi si incontrano e si parlano.
“Hai perdonato l'orco?”
“ No non ho perdonato perchè non c'è niente da perdonare se non me stessa e non riesco proprio a perdonarmi. Vedi cara fanciulla non sono gli altri che sbagliano ma siamo noi che sbagliamo nel giudicare gli altri. Chi si comporta male non è da perdonare è solo da non frequentare e se lo fai lo sbaglio è solo tuo. L'orco non era cattivo era solo diverso da me e io non l'ho capito. Io ho sbagliato fidandomi di chi non doveva avere la mia fiducia. Non c' è nulla da perdonare ma solo da dimenticare. Il difficile non è perdonare gli altri ma perdonare se stessi e io adesso ancora non sono in grado di farlo. Ecco perchè tu sei qui e non nella mia stanza perchè ogni volta che ti vedo so che sarà difficile andare avanti. Ma so anche che un giorno tu sarai in altra stanza e allieterai gli occhi di altre persone . So che tu volevi vivere per sempre . Me lo ha detto un asino in un sogno. Era un ciuchino che assomigliava molto a quello di Collodi. E' per questo mio strano sogno che ti ho fatto aggiustare”.
La ragazza adesso sorride ancora da sopra un tavolo. Si vedono i segni della violenza subita ma lei è talmente bella e ha talmente voglia di vivere per sempre che questo quasi impedisce a chi la guarda di vederli.
E' talmente giovane che i ricordi non le restano impressi e le ferite vengono ricoperte dalla bellezza e dalla patina del tempo.
Un giorno anche la donna la rimetterà nella sua stanza e quando il tempo sarà finito per lei, la fanciulla farà altri viaggi, vedrà altre case e conoscerà persone nuove. Sarà un nuovo dolore ma questo è il prezzo da pagare per vivere per sempre



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Sei la solita scema...cinque quattro tre... FATTA 


Il tempo passa ed è arrivato l'autunno e con l'autunno ci sono un sacco di cose da fare... In primis tirare dentro le mie piante e cercare loro un posto. Ogni primavera mi propongo di farne morire qualcuna ma io non sono un'assassina e loro sono così contente di vivere!
E in autunno non so dove metterle. La stella di natale ormai è diventata un albero, le altre sono già sequoie. Mi è venuta un'idea geniale dato che non ho più spazio le ho appese ai pali delle tende. Unico inconveniente è dar loro da bere dato che io cado facilmente sarà molto più agevole farlo settimanalmente dalla scala. A proposito mi si è oscurata una gamba. Non la vedo, non arriva nessun segnale nemmeno dal piede quello che era già gonfio per la precedente caduta. Cosa mi è successo? E qualcuno se lo chiede? Ovvio sono volata in piscina sulle piastrelle belle lisce cadendo sul gomito e sulla gamba destra. Ho fatto il solito volo e ancora una volta mi domando come faccio a cadere al rallentatore. Ho visto tutto, ho pensato lucidamente e sono riuscita a trovare anche il tempo per dirmi che sono una veggente e che è meglio che apra un'attività munita di sfera e turbante. Ovviamente le cose succedono perchè è già deciso e io infatti avevo lasciato le mie ciabattine nella piscina interna. Dovevo capirlo, forse non sono veggente ma sicuramente sono scema... Così, pianino pianino, mi sono avviata verso le ciabatte e nel momento in cui ho pensato “Devo stare attenta perchè si scivola” ho cominciato a volare. Ho guardato a destra e ho visto che per fortuna non c'era nulla, ho guardato a sinistra ma la piscina era troppo lontana, ho guardato davanti e ho visto due persone che si mettevano le mani davanti agli occhi e cominciavano a dire ohhhh e poi ho pensato” Non sull'osso sacro meglio la coscia e in volo mi sono messa di lato. Poi c'è stato il botto e il mondo si è fermato per un attimo. Ho ripreso la mia vita tra le dita e ho fatto il conto dei danni: solo contusioni. Così adesso ho una gamba oscurata che però sta diventando gialla di quel giallo che hanno le persone che fanno le lampade, si vedono subito che non hanno preso sole ma raggi perchè il giallo è tinta botta della gamba oscurata, vira verso il verde marcio. Ciò non mi ha impedito di andare a Chioggia e portare a casa tutto ciò che volevo tenere. Non mi ha nemmeno impedito di piangermi addosso vedendo il guinzaglio di Lulù, la cuccia, la sua paperetta e anche la casa che pensavo sarebbe restata mia per sempre. Non c'è mai un per sempre e non c'è mai una certezza giusto? Dopo una giornata di riempimento di scatoloni la mia gamba anche se non si vedeva si faceva sentire e così ho passato una nottata in cui mi sono ripetuta infinite volte: Non devi cadere più non devi cadere più non devi cadere più. Ma perchè cado? Se sono palla perchè non mi limito a rotolare? E soprattutto perchè ormai ogni volta che cado mi faccio sempre più male? Morirò di caduta? Se sì mi conviene andare in montagna o su un grattacielo o forse dall'alto della torre Eiffeil. Molto romantico lanciarsi dalla tour con gran cartello “Muoio perchè è il mio destino ma almeno muoio con stile cadendo da dove voglio io”
Sto già cercando l'hotel al miglior prezzo di Paris... Peccato perchè avrei preferito morire a Londra dicendo l'alfabeto che ho finalmente imparato. Il Big Ben è sufficientemente alto? Forse sì ma certamente meno romantico. Morire a Parigi avec le feuilles mortes con Ives Montand e Jacques Prevert. Nooooo guardate lassù... Si vuole buttare... peccato così giovane e bella noooo non lo fare non ne vale la pena... non si deve morire per amore nooo non lo fare la vita è bella... scendi non ti buttare...
Scusate ma io non voglio uccidermi è solo che cado sempre e quindi tanto vale, una volta tanto, cadere bene rompendomi tutta e poi per sempre non cadere più. Io non vorrei ma il mio destino è scritto, la veggente lo disse “Tu cadrai sempre più giù e continuerai per tutta la tua vita finchè non salirai tra le nuvole e guardando nel vuoto vedrai la tua stessa fine e lì finalmente si chiuderà il sipario e scorreranno i titoli di coda di questo grande film che è la tua vita”
La veggente aveva ragione solo che Parigi è ancora lontana e io soffro di vertigini. Non potrei mai buttarmi nel vuoto. Mi spiace Yves e anche per te Jacques sarà per un'altra volta . Intanto la mia gamba sta cercando di trasmettere. Adesso fa la neve ma almeno si accende. E' già qualche cosa... Forse questa sera vedrò anche rai uno...Mon dieu Please no speak french !
Le mie lezioni di inglesi continuano e io passo le mie giornate tra cadute, parole incomprensibili, programmi che scompaiono sullo schermo, aprendo scatoloni pieni di tutto e cercando di eliminare il più possibile tutto e anche tutti.
Vogliamo fare il bilancio di questo mese di settembre primo mese del nuovo anno?
Certamente: apriamo open office oppure excel e inseriamo le varie voci nelle celle. Caduta, trasloco, piante, pagato luce, pagato telefono ( perchè la bolletta arriva ogni mese da luglio?) cambiato tende... Nooo mio Dio dimenticato cambiare tende studio penitenza cadere sulla gamba sinistra, piscina fatta meno una però giustificata da trasloco, passeggiata con spesa fatta quasi tre volte settimana, pedalata serale davanti a tv fatta tutti i giorni. Chiusura mese: positivo su tutti i fronti. Sono bravissima devo solo imparare a non cadere nemmeno in tentazioni!

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Meno dieci, nove ,otto, sette, sei la solita scema... 


Mancano pochi giorni e tornerò nella mia casa in mezzo ai fiumi molto probabilmente per l'ultima volta. Chissà perchè non ho mai capito le persone e ho scelto sempre quelle sbagliate...
Ho trovato un marito su cui stendo un velo solo perchè ormai morto non può più di certo parlare per dire la sua verità ma poi? Una amica quarantennale che scopri ladra e anche zoccola, un figlio di puttana delinquente che non voglio neppure ricordare. Eppure tante persone così hanno diviso gli anni della mia vita facendo finta di essere sincere e di volermi veramente bene e invece? Eccomi qua da brava oca a pensare che chi si sceglie gli amici o gli amanti sbagliati è forse perchè è sbagliato lui. Ecco la mia verità. Forse carenza affettiva? Forse la mia proverbiale cecità si è impossessata anche del cervello? Chissà... So solo che ormai sto facendo le valigie anche in questa casa che mi era così cara, forse anche più di quella di Padova. Ma gli sbagli si pagano e io ho perso una casa e in cambio ho creduto di vivere un amore che non era tale. A volte ci si illude che le cose siano come vuoi tu anche se nel fondo del tuo cervello, ormai perso nei sentieri rosa, azzurri, rossi dell'amore, c'è qualche cosa che ti dice che non va. Ma tu non ci vuoi credere e continui a giustificare chi giustificazioni non ha. Non vorrei con questo alimentare polemiche con chi ho dovuto denunciare per poter di nuovo uscire di casa, non dico stando tranquilla ma senza la paura di vederlo sbucare. Eppure anche qui è arrivata l'ennesima lettera che forse mi doveva far capire che le persone non cambiano. Ma io sono cambiata... Sono cambiata solo perchè il mio amore se ne andato e improvvisamente i fumi della nebbia in cui vagavo si sono improvvisamente diradati lasciando posto al sole che mi ha fatto vedere un altro mondo: quel mondo che nascondevo a me stessa. Sono fuori dal tunnel...
Sono fuori dal tunnel elelelel del divertimento sono fuori dal tunnel elelelel del divertimento
Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento quando esco di casa e mi annoio sono molto più contentooo
Oddio mi sono persa in una canzone!
Ah ecco ritrovato il punto di partenza o di arrivo oppure un punto di mezzo? Mah comunque dicevo non voglio alimentare polemiche. Le persone purtroppo non cambiano ma io si? Ovvio io sono un'oca. No veramente non sono cambiata neppure io ne lo farò mai … Non sarei più me stessa . Forse starò più attenta, forse non aprirò più tutto il mio cuore forse semplicemente ho bisogno di un po' di solitudine per poter ricominciar a credere nell'essere umano

Oggi la gente ti giudica,
per quale immagine hai.
Vede soltanto le maschere,
non sa nemmeno chi sei.

Devi mostrarti invincibile,
collezionare trofei.
Ma quando piangi in silenzio,
scopri davvero chi sei.

Credo negli esseri umani.
Credo negli esseri umani.
Credo negli esseri umani
che hanno coraggio,
coraggio di essere umani


Prendi la mano e rialzati,
tu puoi fidarti di me.
Io sono uno qualunque,
uno dei tanti, uguale a te.

Ma che splendore che sei,
nella tua fragilità.
E ti ricordo che non siamo soli
a combattere questa realtà.


L'amore, amore, amore
ha vinto, vince, vincerà.
L'amore, amore, amore
ha vinto, vince, vincerà.

Ho un po' accorciato la canzone di Mengoni che mi ha accompagnato in questo anno nelle notti in cui non riuscivo a dormire
Per me l'inizio dell'anno è a settembre e io ho chiuso quest'anno festeggiando ancora una volta il compleanno con mia madre. Una giornata semplice ma molto felice.
Un anno complicato anche questo anche se via via la matassa si dipanna e tutto rientra nella normalità. Di quest'anno ricordo solo l'ospedale con mia madre. Le notti al freddo tornando in una casa che ancora non conoscevo e passando attraverso quei corridoi che hanno una luce strana. L'ospedale di notte è spettrale come le sue luci. La gente si lamenta piano nei letti che cigolano e piangono con loro. Gente che rantola che invoca una morte che aspetta ancora dietro l'angolo cattiva e infame, gente che invoca un nome caro che forse è altrove a festeggiare , gente che tende piano una mano che prontamente viene accarezzata perchè nella sua vita è stata fortunata. L'ospedale è stato il mio incubo di quest'anno. Poi le cose tendono a passare e ad essere dimenticate oppure anche solo un po' modificate in bene, rese meno livide da una luce più calda. Una foto che viene ritoccata perchè l'immagine appaia più gradevole, più bella... e così io ho fatto. Ho ritoccato la foto e adesso anche l'ospedale mi appare più bello e mia madre meno piccola , meno Woodstock, meno fragile( Cosi piccola e fragile mi sembri tu  e sto sbagliando di più. 
Cosi piccola accanto a me  e fragile o no 
ma in fondo sei molto più forte di me!!!  )
Basta con queste canzoni perchè ho sempre la musica in testa?
Sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa.... Stop alt reset ricomincia dai ce la puoi fare no non mollare mai dai che ce la fai si può dare di più BASTA BASTA Esci da questo corpo ridiventa la pappera che sei... Ecco Ommmmm OMMMMM si adesso ci siamo.
E' finito un anno e adesso mi ritrovo a doverne cominciare un altro con un trasloco. Lo so, lo so ce la farò come sempre senza pianti, senza lacrime di coccodrillo che ho già tante borsette. Ce la farò soprattutto senza far vedere il dolore perchè io sono forte, io sono grande e io sopporto tutto . Ecco questo sarà il mio nuovo anno e intanto cammino, pedalo, studio e passo le mie giornate molto più serena almeno esteriormente. E' inutile dire che non fa male andare a chiudere una casa ma poi alla fine tutto passa e tutto si dimentica e soprattutto la vita si reinventa da sola senza nemmeno che tu ci debba mettere la fantasia. Comunque di quest'anno oltre all'ospedale ricordo solo la crescita del mio gelsomini e la bellezza delle mie piante. Ricordi che poi si perdono nella mia mente ma che rimangono fissati nella mia agenda e un po' anche in questo posto che come già ho avuto modo di dire adesso frequento molto meno, faccio fatica a scrivere, non mi diverto, non trovo il gioco nelle parole e quindi lascio perdere perdendomi anche io. Tanto io perdo sempre comunque tutto ma adesso forse sono almeno serena. Anche se la notte continuo a dormire poco e il mio piede continua ad essere gonfio e mi fanno male le gambe non so ancora perchè e respiro male grazie al mio mandarino in gola per lo meno adesso le pareti sono meno estranee, i rumori sono diventati familiari, gli spazi hanno preso la loro dimensione e io riesco ad andare in bagno al buio. Ecco ho cominciato ad essere parte anche di questa casa e adesso basta cominciamo un anno nuovo con l'ultimo trasloco che poi non sarà l'ultimo perchè nella vita l'unica certezza è di non avere mai certezze.

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E' già inverno... 



Questa mattina mi sono svegliata e ho scoperto di aver perso non solo la fine dell'estate ma anche l'autunno... E' vero che non esistono più le mezze stagioni e quindi non mi ha preoccupato molto aver perso l'autunno ma l'aver completamente cancellato l'estate è stato un vero e proprio colpo alla bocca dello stomaco.
Mi sono detta che ormai devo rendermi conto che devo vivere l'ADESSO, ma se dopo tanti anni non l'ho ancora imparato temo che sarà difficile cambiare il mio modo di vedere la vita. Eppure ho sempre saputo di non avere nessuna certezza e quindi ho sempre vissuto facendo affidamento solo sulle mie forze e infatti sono riuscita a sopravvivere abbastanza bene. Non mi sento particolarmente provata dalle sofferenze, non soffro di manie di persecuzione e mi sento abbastanza stabile emotivamente. Sono una brava persona che in qualche modo aiuta gli altri quando può e soprattutto si fa i fatti propri. Non ho sete di vendetta e credo che se la mia vita è come è, è solo per colpa mia che ho preso determinate decisioni, ora per colpa del cuore, ora per colpa della mente.
Però l'aver perso la fine dell'estate mi ha reso rabbiosa. Avevo la schiuma alla bocca, poca voglia di uscire e mi sembrava che il mondo mi cadesse addosso. Perchè? Ecco questa è stata la mia domanda anzi la prima domanda di questa mattina piena di freddo e di pioggia che mi rovina il basilico e mi riempie di acqua i fichi d'india che cercano di proteggersi urlando il loro dolore mentre la terra si fa fango e loro, poverini, che amano solo il sole, cercano di guardare quello nella cartolina che ho messo loro vicino tentando di ingannarli. Ora, dopo essere uscita per le solite faccende domestiche (vedi pane latte pinoli trenette dato che il basilico si sta per suicidare meglio dargli una morte dolce facendolo diventare pesto), ho comperato a tutto un euro degli ombrellini da cocktail che ho già messo nei loro vasi e adesso almeno li vedo più coperti da questo gelo che sembra la vigilia di Natale. Poverini … Non sono più verdi ma stanno diventando gialli... Non è che sono fichi d'india cinesi? I fichi d'india si chiamano così perchè sono indiani? E se sono indiani sono extracomunitari? Allora io ho diritto alla sovvenzione del governo per ospitare stranieri? Mah vedrò su Wikipedia cosa mi dice... !
”Originario del Messico e allora perchè d'india? Mah... Il fico d'India (assieme all'Agave, altra specie messicana) compare sempre negli esterni dei film sulla vita di Gesù, come elemento caratteristico della flora della Palestina di quei tempi. Questo incredibile anacronismo è costante. Per tutti si veda il "Gesù di Nazareth" di Zeffirelli.”
Wow quante cose nuove... Intanto i miei due ( gli altri ho dovuto regalarli alla Curia l'anno scorso quando ho traslocato con immenso dolore!!!) stanno belli belli con gli ombrellini cinesi a prendersi la pioggia che oggi non ci vuole dare tregua. Piove e io divento triste con la pioggia, mi incupisco, perdo ogni voglia e mi piango addosso. Avevo pensato di piangere sui fichi d'india ma due cose mi hanno trattenuta:in primis pungono e secondo che cosa ci ho messo a fare gli ombrellini se poi io contribuisco ad aumentare il livello dell'acqua?
Ma perchè mi sono persa di nuovo tra mille pensieri? Fili invisibili che collegano il mio mancato cervello... Fili fili fili che si arrotolano e si intrecciano diventando una matassa inestricabile dove è impossibile dividere un colore dall'altro anche perchè oggi è tutto grigio. Ah ecco l'estate sta finendo (i Righeira e il loro tormentone) anzi è già finita … Possibile? Solo una settimana fa tutti invocavano la pioggia facendo danze strane, invocando Marte o Chaac o Tlalo, pregando per un filo non di pensiero ma di aria... Ora tutti piangono la passata estate dicendo che è finita troppo presto, che ormai davanti c'è solo un freddo e rigido inverno fatto da gelo, neve, nebbia e tante feste che mettono malinconia. L'inverno sarà lungo e io non vedrò i colori del mio giardino che non ho più... In compenso in questa casa c'è un caldo bellissimo d'inverno e poi ci sarà il cinema, il teatro e perchè no un altro viaggetto a Roma. Cosa è successo in questa estate? Nulla di nuovo e nulla di straordinario tranne che per la notte con Vasco e il suo concerto che mi ha regalato un momento magico dove la malinconia sconfinava nell'emozione e nella felicità di avere occhi e orecchie per vedere e ascoltare e ancora un cuore capace di ascoltare tutte queste emozioni. Vasco è sempre lui e stare lì ad ascoltare è un po' come ripercorrere tutta la tua vita in due ore. Bellissimo ovviamente tornare a casa tutti in fila, tutti con un po' di magone,tutti con la stessa maglietta, tutti ordinati perchè nonostante tutto qui siamo ancora della vecchia generazione dove lo spettacolo va rispettato e non ci devono essere casini perchè quelli li lasciamo al calcio. La musica è sacra e va rispettata. E poi? Ho visto la Carmen a Taormina ma non so se mi è piaciuta... No. Non sono andata a Taormina ma solo al cinema dove in diretta mi hanno portata lì in Sicilia in un posto che conosco molto bene e che ovviamente mi ha fatto ricordare tempi passati. E' vero che da vecchi si ricorda molto anche perchè da giovani non si hanno molti ricordi avendo vissuto poco... E' molto più facile perdersi nei ricordi di un lungo passato che in quelli di ieri... Caspita che filosofia!! Sono andata a vedere anche l'Ultimo lupo... Non male , bellissimi i paesaggi, la fotografia e poi io mi innamoro di tutto e mi piace tutto. E qui mi fermo perchè le ferie hanno contagiato anche me e io non ho voglia di fare nulla. In realtà continuo le mie lezioni di pc e adesso ho cominciato a studiare inglese. Ora so anche programmare il cellulare, ho un programma per sapere quanta strada faccio e quante calorie spendo e soprattutto il tragitto che faccio e quindo so anche dove compero le meravigliose tavolette di cioccolato e la bresaola di toro, il pane al carbone che ben si sposa con il prosciutto dei Nebrodi e la squisita salsa di pistacchio da abbinare ad una pasta particolare che si vende solo in quel negozietto che adesso è chiuso per ferie.
Insomma oltre a camminare sono anche monitorata e mentre cammino un signore molto gentile mi parla inglese che ancora non capisco ma che comunque tento di imparare . Adesso dopo un mese di lezioni ho finalmente imparato a pronunciare a e i nella giusta maniera ma ci riuscirò Lo giuro. CI RIUSCIRO'






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