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Io e Papperina
E oggi è l'ultimo dell'anno... 


Avevo la possibilità di passare questa giornata a teatro ma invece ho preferito andare a vedere e a sentire La Vedova Allegra ieri sera.
Mi sono vestita di tutto punto, cosa ormai quasi dimenticata per me che ultimamente preferisco la comodità all'eleganza, truccata e poi cambiata perfino la borsa che a dire del generale era” troppo sportiva “.
In genere al Verdi, così si chiama il nostro teatrino di provincia quale è, è sempre caldo e quindi non mi sono preoccupata del golfino leggero. Chissà perchè Padova che in fondo potrebbe essere una gran bella città ricca di eventi perchè non le mancano certe le “location”, non riesce a fare nulla. Al confronto Vicenza e Treviso sono una metropoli. Anche nelle mostre è scarsa... Sono andata a vedere Corcos e ne sono rimasta molto delusa. A parte che Palazzo Zabarella a me da una sensazione di claustrofobia tremenda e poi è estremamente buio, piccolo, ristretto, i quadri non hanno respiro e l'unica cosa bella che ha è la scalinata che fa da sola mostra di se, ma vista una volta, la scala, non cambia mentre dovrebbero farlo i quadri. Forse in questo periodo Corcos era un po' inflazionato... Visto sia nella mostra di Boldini che in quella di De Nittis e a Rovigo in quella dedicata alla Maison Goupil speravo di trovare qualche cosa di nuovo... Invece nulla … Nemmeno le calamite per il mio frigo che erano finite... Ma si può? E riordinarle no? “Mah ormai sa (veramente non so!!!)la mostra è quasi finita... “ E quindi allora per questo motivo perchè non te ne stai a casa anche tu che così non ti paghiamo? E perchè dato che ormai sta per finire non mi fate lo sconto? Comunque inutile parlare. Padova come sempre non si smentisce... Corcos mi ha deluso anzi per essere precisi mi ha deluso la mostra su Corcos. Non c'era assolutamente niente di nuovo e infatti non ho comperato il catalogo che invece c'era e costava il doppio degli altri cataloghi nelle altre città.
C'era poi una sala dove il curatore della mostra ( si chiamerà così colui il quale decide la disposizione?) Aveva messo a confronto un quadro di De Nittis con uno di Corcos. Il paragone era imparagonabile....
Ma torniamo al Verdi...
Il nostro teatro non è brutto però ha un bar che fa veramente schifo. Io non capisco... Eppure il biglietto costa e si potrebbero anche permettere una restauratina... Nemmeno il bar della parrocchia del paese più piccolo d'Italia è peggio. A parte il fatto di sembrare un brutto bar ultradatato è anche di una tristezza unica tanto che il caffè, come esce dalla macchinetta, è già freddo per l'ambiente gelido.
Superato l'impatto caffè che mette malinconia finalmente ci sediamo e io subito comincio a sternutire... E' con un colpo di sternuto trattenuto per non fare tanto rumore che improvvisamente mi fa bloccare il collo. E la vedova deve ancora incominciare... Sudo, non riesco a stare ferma, ho solo male e vorrei che l'operetta fosse finita invece deve ancora cominciare. Quanto dura? Una vita: finisce alle 24,40. Mio Dio( anche se con te sono arrabbiata è SOLO UN MODO DI DIRE E NON UN'INVOCAZIONE) e poi come farò a guidare? Il dubbio non allevia il dolore e in più uno spiffero di aria gelida mi raffredda il sudore ghiacciandomi. Mi metto la sciarpa, poi il cappotto. Sto proprio male e non ho il coraggio di dire a mia mamma di tornare a casa. Lei sembra invece star meglio e si diverte. Tanto sarei una statua anche a casa e il male di certo non passerebbe neppure lì, quindi soffro in silenzio. Poi aprendo il libretto ecco lì un salto nel passato...
Il conte Danilo è un volto conosciuto... Infatti tanto tanto tempo fa quando avevo un fidanzato in prova e vivevo in quel di Chioggia siamo stati invitati a veder i fuochi della festa del Redentore assieme. Lui con la moglie donna stupenda che allora calcava le scene del Bagaglino e adesso eccolo lì sul palco che canta. Bei giorni andati, bel Redentore... Allora ero ancora giovane e felice e credevo che la vita fosse ricca di cose belle ... Invece oggi so che la vita non è rosa, che non ci sono solo gioie ma tanti dolori e principalmente c'è il mal di collo. Insomma un trenta dicembre all'insegna del dolore... Con spargimento di volantini con il testo cambiato tratto dall'aria “E' Scabroso le donne studiar” e coriandoli la Vedova si risposa e il teatro si svuota... E meno male che non ho messo il cappotto in guardaroba … C'è una coda pazzesca e il male ormai è al massimo. MI infilo come posso in macchina... Non riesco nemmeno ad inserire la chiave , non muovo il braccio destro, non metto la cintura e guidando come fanno gli uomini vecchi con il cappello in testa, finalmente alzo la sbarra di casa. Non devo far manovra e questo mi consola... Finalmente a casa... Corro in bagno, mi spoglio e poi una bella impomatata di Voltaren e una mela cotta. Fatto tutto, il dolore continua e continua anche oggi che è l'ultimo dell'anno. Per fortuna che non ho cenoni, per fortuna che io odio ballare, odio la confusione anche perchè di sicuro oggi non mi posso muovere... Troppo male... Così finisce il mio anno:DOLORE ma comincerà all'insegna di un sorriso perchè l'anno che verrà sarà strepitoso

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po' 
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. 
Da quando sei partito c'è una grossa novità, 
l'anno vecchio è finito ormai 
ma qualcosa ancora qui non va. 

Si esce poco la sera compreso quando è festa 
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra, 
e si sta senza parlare per intere settimane, 
e a quelli che hanno niente da dire 
del tempo ne rimane. 

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno 
porterà una trasformazione 
e tutti quanti stiamo già aspettando 
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, 
ogni Cristo scenderà dalla croce 
anche gli uccelli faranno ritorno. 

Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno, 
anche i muti potranno parlare 
mentre i sordi già lo fanno. 

E si farà l'amore ognuno come gli va, 
anche i preti potranno sposarsi 
ma soltanto a una certa età, 
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà, 
saranno forse i troppo furbi 
e i cretini di ogni età. 

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico 
e come sono contento 
di essere qui in questo momento, 
vedi, vedi, vedi, vedi, 
vedi caro amico cosa si deve inventare 
per poterci ridere sopra, 
per continuare a sperare. 

E se quest'anno poi passasse in un istante, 
vedi amico mio 
come diventa importante 
che in questo istante ci sia anch'io. 

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà 
io mi sto preparando è questa la novità




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Che rottura... 



Natale e le feste come sempre a me mettono malinconia...
Quest'anno avevo però qualche cosa di nuovo: una casa!
Già! Dopo tanto tempo di incertezze, proprio in questo periodo, l'anno scorso maturavo l'intenzione di cambiare casa e prenderne una più piccolina, a mia misura, e soprattutto vuota di ricordi di una vita ormai passata che deve ancora un po' essere digerita per poter dire che è stata bella.
Così, detto fatto, in un anno ho trovato casa, ho traslocato il transatlantico , o meglio parte di quello che avevo e sono andata a vivere in città.
Soprattutto sono andata a vivere con mia madre e con i suoi e i miei alti e bassi. E' la vita in due che è difficile, o sono io, o è mia madre? Sono le domande alla Marzullo che mi pongo la notte quando ancora Morfeo non arriva, e da me viene molto poco, sarà che predilige le giovani alle anziane? Così pare! Anche a Morfeo piacciono le giovani belle e magari pure intelligenti invece delle palle anche oche... sorvolo... Così è arrivato Natale e io quest'anno non ho tirato fuori le palle! Una volta tanto mi son detta che era meglio non tirarle fuori e magari lasciare questa incombenza a qualche uomo che le tira fuori solo in questa occasione e io penso ce ne siano tanti! Bilancio annuale: Dolore immenso per la morte di Lulù, tanto male la schiena a furia di sollevare cassette di libri e di ogni altro genere, mancanza dell'estate e del caldo che invece patisco adesso dato che questo appartamento è un forno (e perchè lo dica io vuol dire avere in casa almeno 25 gradi), niente influenza solo un po' di tosse, tre dita dei piedi rotte, mani piene di vesciche a furia di toccare polvere e quando si trasloca la polvere è un obbligo, ritrovamento di reperti di più di vent'anni negli angoli più remoti, ritrovamento di cd dati per dispersi, lettere che è meglio dimenticare, fotografie che non fanno altro che ricordare, e poi poi poi tante tante altre cose viste che forse in questi giorni se avrò voglia e tempo cercherò nella mia agenda per ricordare... Mancanza di tempo: questa la cosa principale di quest'anno, la netta sensazione che il tempo mi sfugga dalle mani...mani grandi mani senza fine che però non trattengono ore e minuti che scorrono con la velocità del pensiero.
Progetti per questo fine anno:Pulire il cellulare da tutti i numeri inutili e soprattutto da tutti quelli che nemmeno so di chi siano. Il cellulare pare essere una rubrica di un altro e non mia. Chi sarà Concetta? Angelo 1? (dovrebbe esserci un angelo due ma non lo trovo... sarà Dio che mi ha mandato un numero attraverso il quale raggiungerlo?Poco probabile!), Carlo sol? Forse uno che suona?Dngiovani rom? Luca3? ( non esistono altri Luca...), ho STROZO 1, 2, 3 che non so a chi corrispondano ma di sicuro esistono! E quindi dal momento che sono stronzi meglio cancellare ma il più bello è via 6b... Che vorrà dire?
L'agenda è già al suo posto basta togliere dicembre e il gioco è fatto. Non ho quindi molto da fare e poi ci sono i progetti per l'anno nuovo che sarà bellissimo, pieno di tutto, pieno di soldi e di lavoro che chissà perchè secondo me sta avviandosi... Sarà pieno d'amore, di film, di musica, di opere, di prosa, teatro e concerti, cd nuovi,...ma poi manca ancora tempo...
Il natale è quindi scivolato senza che io me ne accorgessi anzi, essendo ancora arrabbiata con Dio, non mi sono neppure accorta che gli era nato un figlio che poi non è suo figlio ma è opera dello Spirito Santo e di Maria che poi ha sposato Giuseppe che ha riconosciuto il figlio e poi non ho capito bene come faccia ed essere diventato uno e trino... la matematica è quindi un' opinione? É nato prima Dio e poi ha fatto lo spirito santo che poi è apparso a Maria e quella come lo ha visto ha acchiappato subito il primo spermatozoo gridando giuliva è mio è mio e da lì ha preso spunto la vispa Teresa e poi Beautiful? Comunque la cometa non l'ho vista ma forse da lassù la Samantha (con l'acca nome tipicamente italiano!) l'avrà vista e avrà detto: Motori a forza sei si parte per portare i regali al bambino... “ Ma noi non siamo i re Magi “ avranno risposto i colleghi.” E chi se ne frega... pensate che per un bambino faccia differenza chi siamo? Gli bastano i regali e poi c'è sempre Babbo Natale tutti i bambini credono in lui!” “E' vero” hanno detto i colleghi E avrà pensato, sempre la Cristoforetti:”Uomini uomini uomini non capiscono mai niente... e soprattutto credono di essere cresciuti e poi basta nominare Babbo natale e tornano bambini! Cielo! “ disse guardando fuori e non vedendo altro!
Il suo viaggio continua e io continuo ad essere arrabbiata con Dio... E Dio con me. Insomma io ed io . Alla fine se poi ci ragiono io sono arrabbiata con me stessa. Io ed io? Allora nel mio inconscio ho bisogno della approvazione di me stessa? Psicologo si psicologo no? Nuova canzone per Elio? E se sono arrabbiata con me stessa verrò alle mani con l'altra me? Porca miseria mi sa che alle mani ci sono già arrivata e tirandomi un pugno mi sono rotta un dente... Ho raccattato i pezzi e li ho messi sotto il cuscino...
La mattina ho trovato ancora i pezzi e pure due biglietti.
Il primo diceva :Sono la formichina ritiro solo denti interi e non a pezzi altrimenti devo fare la ricevuta per la discarica.
Il secondo diceva: sono il topolino e tu non sei un uomo quindi essendo di sesso femminile si spera che tu non creda più nelle favole.
La mia mente ha detto: Chiama il dentista e rifai il badget di gennaio sperando!
Io invece ho pensato sia l'ennesimo regalo che mi fa Dio...
E anche quest'anno posso ancora dire: CHE ROTTURA DI...DENTE!!!

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Un altro anno, un'altra vita 


Oggi era il compleanno del Papa e, come ogni anno, anche il mio. Io non so come lo abbia festeggiato lui, forse cercando anche l'augurio di quel Dio che lo ha messo a governare un gregge molto grande però in compenso gli ha messo a disposizione una bella casa, un aereo, diverse auto, spazzola, pettine e rasoi per tosare le pecorelle smarrite. Gli faccio anche io i miei migliori auguri e che possa raggiungere quasi tutti gli obiettivi che si è proposto e che la vita sia dolce senza essere stomachevole. Io, da parte mia, ho passato un meraviglioso compleanno ricco di tutto. E' per questo che oggi non racconterò nessuna storia, nessun pezzo della mia vita ma mi limiterò a ringraziare tutti, e sono veramente tanti, coloro che si sono ricordati di me. Ho avuto tante persone che mi hanno scritto attraverso Facebook che cercherò di imparare ad usare magari con l'inizio dell'anno nuovo dato che tutta la mia vita, in questo fine anno, è radicalmente cambiata e credo senza dubbio in meglio. Debbo anche ringraziare chi mi ha telefonato e chi ha contribuito a rendermi felice con bellissimi pensieri. Non mi aspettavo di certo di ricevere un pacco con una bellissima rana, una penna fatta a rana, un paio di meravigliose ciabattine con i cuori, un libro ma soprattutto devo ringraziare la mia mamma per gli amorevoli auguri e per la festa che mi ha organizzato. E' stato veramente un momento magico che cara mamma senza ombra di dubbio cercherò di eguagliare nel Santo Natale e anche per l'ultimo dell'anno. Adesso con grande gioia mi guardo un bellissimo film e poi sotto alle coperte continuerò il mio libro. Finalmente con un anno di più, più saggia e soprattutto più buona, sicuramente con meno parole da spendere ho imparato che le persone vanno trattate nello stesso modo in cui loro trattano te. Ancora un grazie veramente di cuore a tutti coloro che mi vogliono bene.

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Favole da vendere:Taglio colore=cambio vita 




Cera una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano sempre così una principessa che ormai era più morta che viva... Era soprattutto stanca di vivere perchè secondo lei aveva dei problemi talmente grandi che non sarebbe mai riuscita a risolverli. Così si lasciava giorno dopo giorno morire. La nostra principessa non aveva più un castello dove vivere ma soprattutto si rendeva conto che sbagliava nel giudicare le persone e ciò che lei credeva di vedere nelle loro anime non era l'oro, ma il freddo gelo del ghiaccio. Così la nostra principessa aveva trovato un marito che forse a modo a suo l'aveva anche amata, ma l'aveva picchiata, maltrattata, delusa, e poi lasciata nei guai. Camminando lungo la strada del suo tempo la principessa aveva incontrato un altro essere con cui aveva condiviso un pezzo di strada. Lui non era cattivo ma era inesistente. Non era riuscito mai una volta a darle un conforto nè morale nè tanto meno materiale. Si limitava ad essere presente solo quando non gli veniva richiesto nulla. Dopo una lunga camminata la principessa si rese conto che lui forse il cuore di ghiaccio non lo aveva ma semplicemente non aveva un cuore e così senza tante litigate, perchè lui era anche una persona molto educata, cambiarono strada al primo incrocio che trovarono. Fu allora che lungo il ciglio, fermo ad aspettarla, la principessa trovò un personaggio che cominciò a fissarla negli occhi e lei stranamente si sentì leggera e si perdette in quel che lei credeva un mare quieto e bellissimo. Ma tutti i mari hanno le burrasche e il personaggio altro non era che un mago cattivo che incantava le principesse e poi le spogliava di tutto e non solo dal punto di vista materiale, ma soprattutto toglieva loro i sogni e le illusioni che danno la ragione per vivere questa vita che tutti sappiamo deve finire. Senza sogni e senza amore, senza colore e senza sincerità la vita diventa una specie di inferno e allora perchè prolungare il dolore?Dopo un po' di tempo la principessa non lo chiamò più AMORE ma si rese conto che al suo posto usciva la parola STRONZO e dopo di quella ci fu ancora una parola più terribile DELIQUENTE. Fu allora che la principessa si ribellò e cominciò a dire no. Fu anche in quel momento che il personaggio tanto bello e romantico che vedeva prima, divenne un piccolo ometto dalle gambette sottili, infido come Serpis, logorroico, maniacale nelle sue azione quotidiane, appiccicoso, pesante, che stava sempre addosso alle persone per ottenere ciò che voleva, ossessionante e ossessivo, sempre in continuo movimento per cercare il tallone di Achille e ottenere ciò che voleva. Insomma era veramente una brutta persona che oltretutto non aveva nemmeno educazione, si credeva chissà chi cercando poi di far vedere invece la sua umiltà e la sua ignoranza per fregare le persone. Nessuno gli aveva insegnato l'educazione ma lui si vantava di frequentare bei ristoranti anche se poi mangiava solo spaghetti perchè l'unica cosa che sapeva era usare la forchetta. Fu veramente una scoperta orribile per la principessa che lo buttò fuori di casa ma lui ostinato come sempre, non volle uscire e la prese per il collo e lei ancora una volta cedette e uscì dalla sua stessa casa. Ma poi si rese conto che le donne non devono mai subire le cattiverie degli uomini e così dopo aver chiamato le sue guardie lo fece buttare fuori a calci. Seguirono giorni di paura, giorni di vero terrore, la principessa era rimasta sola e senza un soldo perchè aveva dato tutto al mago e così anche le sue guardie la lasciarono e lei rimase sola. A volte dal male arriva il bene e la nostra principessa capì che l'amore è tutta una bolla dii sapone e che di stronzi e delinquenti ne è pieno il mondo. Così decise di vivere da sola. Ci furono ore di panico, ansia, voglia di morire , voglia di farla finita. La principessa si alzava la mattina e aspettava che venisse la notte dove aspettava la mattina sperando che la notte non le portasse incubi e cattive idee. Così visse tanto e tanto tempo chiusa nella sua torre che sapeva di dover lasciare perchè il DELINQUENTE le aveva tolto anche la casa gliela aveva venduta e adesso prima o poi il proprietario avrebbe fatto valere i suoi diritti. Ma come sempre l'uomo ha mille risorse anche se non lo sa. La nostra principessa un giorno si svegliò non cominciando a pensare subito allo STRONZO e il giorno dopo ci pensò ancora dopo... Poi piano piano lo STRONZO venne dimenticato e la principessa ruppe tutte quei fili che la tenevano legata a lui. Fu una mattina di tanto tempo dopo che la principessa decise di lasciare la sua casa prima che qualcuno la chiedesse legalmente. Era veramente un castello difficile da spostare ma la principessa ci si mise di impegno. Trovò una bella casa nuova tutta bianca e pulita e con molto criterio, ordine, e organizzazione cominciò il lento trasloco. Ci volle tanto tempo e tanta fatica, furono ricordate tante cose prendendo in mano oggetti che avevano tante storie diverse ma la nostra principessa anche se aveva le lacrime agli occhi lasciava perdere e continuava a lavorare e a incartare. Le si ruppero le mani, le vennero le vesciche, le fecero male tutti i muscoli e tutte le sere le sembrava di non aver fatto niente. Poi un giorno improvvisamente la casa sembrò andare finita. Il castello era quasi vuoto e dentro rimanevano poche cose di cui la principessa doveva fare a meno. Chiamò allora un gran carro e ci mise sopra tutto ciò che regalò a chi ne aveva bisogno. La principessa riteneva infatti che non è certo perchè incontri uno STRONZO DELIQUENTE che tu non continui a far del bene e lei infatti nonostante tutto credeva ancora nella bontà , nella sua almeno e quindi fece felice tanta gente che non aveva le possibilità di avere ciò che per lei era superfluo. Ma nonostante tutto il cuore della principessa era ancora pieno di dolore e lei ancora vedeva mostri neri che le volteggiavano sulla testa. Fu così per tanto tempo ma poi come viene la sera e poi viene il mattino, anche per la principessa ritornò la luce e il caldo nel cuore. Una mattina le telefonarono dicendo che il proprietario del suo castello lo reclamava. La principessa al momento fu scossa ma poi guardò il cielo e vide il sole e improvvisamente quel raggio le scaldò il cuore. Sentì una vocina dentro di lei che le diceva: “Mia cara dopo la pioggia ritorna sempre il sereno e tu sei stata brava hai preparato già tutto, non devi affaticarti più, non devi correre, non devi cercare, devi solo consegnare le chiavi e chiudere questo libro. Mettici la parola fine e inizia un libro nuovo!”
La principessa per la prima volta dopo tanto tempo sorrise e andò come fanno tutte le donne quando cambiano vita, dal parrucchiere e fece tagliare i capelli e cambiar loro il colore. Li fece della stessa tinta del grano quando è maturo ed è baciato dal sole, Uscì contenta con i suoi nuovi capelli tinta del sole e per la prima volta pensò :Andiamo a casa!

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Cosa salterà fuori? 


A volte la vita è strana e si ritrovano, facendo un trasloco e io in questo periodo di traslochi ne sto facendo tanti, cose che nemmeno credevi di avere scritto, di avere fatto, o di semplicemente avere...
Il mio mega-trasloco sta veramente volgendo al termine e adesso però comincia la parte più difficile e cioè quella di trovare un posto definitivo a tutto. Io, lo si sa, sono più che abitudinaria e tutto deve rimanere , o quasi, allo stesso posto per sempre. Fa parte di me. Io non butteri mai niente e per me la morte non esiste e se anche esiste rimane viva ( che paradosso la morte viva)nella mia testa e nei miei occhi, in quella macchina fotografica immaginaria che è la mia memoria e che a volte mi fa perfino ricordare anche gli odori. Così adesso rimettendo a posto i miei 7000 Topolino e altrettante Cucine Italiane, ho trovato un quaderno pieno di consonanti e vocali scritte tutte con la penna stilografica di allora. Io vado a periodi anche con le penne. Cambio io e ovviamente con me cambiano i miei colori, la mia musica, la mia cucina, i miei libri, i miei profumi insomma cambiano anche le penne. Anche se con la morte nel cuore mi sono decisa a usare le cose che tenevo gelosamente da parte. Facendo sempre il trasloco ho trovato una magnifica scatola di colori a tempera che mi hanno regalato per la mia comunione. Ovviamente era nuova ma con i colori ormai secchi. Ho dovuto buttare il tutto e quindi la saggia decisione:USA TUTTO E NON COMPERARE PIU'NULLA FINCHE' NON AVRAI GLI ARMADI VUOTI. Trasloco, e nel trasloco ecco che fanno capolino tanti ricordi. Oggetti persi nel fondo di un cassetto che raccontano una storia. Una chiave di un albergo a San Francisco, un sapone di Toledo, un accendino di Casablanca, un telefono fatto a Coca Cola...
Adesso sto rileggendo uno scritto di un periodo passato dove nella mia testa si era creato un fidanzato immaginario che io chiamavo Lancillotto. Lancillotto era un supereroe, il quinto dei fantastici quattro, il principe che tutte le donne sognano, insomma tutto il bello che qualcuno può volere e che quindi non può esistere perchè nulla è perfetto e quindi... Come tutti i sogni svaniscono all'alba anche Lancillotto è morto dopo un po' e io adesso sto inventando un cane immaginario... Si chiamerà Carlotta detta Lotta perchè la vita è difficile e lei dovrà superare tante battaglie in primis quella di affrontare il confronto con Lulù


Sono morto…sono morto…sono morto…sono morto…La preoccupazione mi assale…Cosa è successo? Un incidente? Sei in galera? Sei stanco?
Noooo semplicemente mi manchi!!!Ecco queste sono le frasi che io spero di sentirmi dire da una vita e adesso che mi sono inventata Lancillotto alias principe blu, ovviamente me le faccio anche dire. Penso a quanto sono fortunata ad avere un amore così grande anche se solo nella mia testa. Non si può avere tutto nooo?
E così ridendo chiudo il mio telefono immaginario e mi avvio verso Ferrara. Il tempo è un po’ così cosi ma dopo una mattinata cominciata dentro a lenzuola arancio con Lancillotto e dopo una doccia risvegliante e un cappuccino vero e un passaggio altrettanto vero dalla mia mamma mi ritrovo veramente in macchina direzione Ferrara.
Mi sono presa una mattina di spazio da passare con il mio principe blu che è seduto al mio fianco e mi adora in silenzio . Al momento non ho voglia di sentirlo parlare perché ho voglia di parlare con me e di me ascoltando un po’ di musica. Dante(il mio personal navigator) mi dice: "La meta è raggiunta” e palazzo dei diamanti non può far altro che brillare… La piazza mi manda un profumo di pane e la signora mi riempie di corni un sacchetto anzi due che uno lo porto alla mamma…
Trovo un negozietto di Antiquariato e mi infilo. Attacco bottone con il proprietario e vedo quattro o cinque cose, anzi nove, che mi piacciono. Lancillotto, onnipresente, mi dice.”Prendile”. Io lo guardo perplessa. “Sei sicuro?” “Certo!” “Io e te anzi tu ed io dovremmo fare un discorso un giorno…”“Si va bene e mi sorride con gli occhi d’oro. Lo amo sempre di più… E’ così discreto … Ovvio che lo sia essendo frutto della mia fantasia lo faccio apparire come voglio…non sono mica scema da crearmi un principe blu anche con i difetti…Parlo con il titolare e combino un prezzo che spero sia equo, riparto, riattacco la musica , la mano sul cambio con sopra quella di Lancillotto.”Hai tempo?”
“Tutto quello che vuoi” Risponde lui e così mi allungo verso gli argini del Po’.
Mi domando se siamo coscienti di avere gli occhi o se li usiamo solo per guardare stupidaggini. L’acqua scorre piano catturando le nuvole che adesso lasciano trasparire il sole. Falchetti, gazze e gabbiani convivono in questa natura che a tratti sta risvegliandosi. La terra è ancora piena di sonno ma io vedo che sta riprendo a vivere.
Gli argini sono le mie passioni e questo in particolare mi fa sognare storie passate quando la vita della pianura padana passava tutta di qua. Tutto si svolgeva lungo questo grande fiume e i miei occhi vedono zattere immaginarie piene di tutto, vedono donne che ci lavano i panni, il naso sente odore di spezie che giungono da lontano, vedo case che erano, sento voci che hanno cantato.
Per un attimo vivo in altro mondo. Mi manca la mia macchina fotografica anche se le foto le ho già scattate con i miei occhi.
“Ci ritorniamo vero Lancillotto? Ci ritorniamo presto però perchè adesso i campi, il fiume, gli argini cambiano in fretta…
“Certo” Risponde “Abbiamo tanto tempo”
“Anche abbiamo meno vita…”penso io. Ma intanto godo e reimposto Dante. Vado a portare i lumini alle suore. Arrivo e scopro che qui in questo monastero c’è una gran pace … Consegno le scatole e mi sento dire “Lei è la figlia della …” Si … sono io” “Sua madre parla spesso di lei …”Scappo via non sono ancora abituata a questo.
Rimonto in macchina “Lumini consegnati ti porto il pane quotidiano”
La trovo che sta facendo un trasloco. Aiuto per quello che posso. Con mia madre mi diverto a fare il giullare e poi ritorno in questa mia casa che amo da morire. Lancillotto è qui con me e gli dico” Guarda che a me in fondo di statue , di gioielli, di case non me ne frega nulla …L’importante è che tu sia dentro di me e nella mia testa e che tu viva con me perché io ti amo”.

Si prega di non identificarsi in Lancillotto... Come detto ormai è sorpassato, la moda è cambiata e lui è con Ginevra per mia fortuna e grazia divina che lo hanno tolto dalla mia strada ...In realtà doveva fare il protagonista di un film e diventare una leggenda... Io aspetto invece di andare a vedere Matisse e di innamorarmi ancora di più dei suoi quadri.



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