Warning: strpos(): needle is not a string or an integer in D:\inetpub\webs\ioepapperinait\blog\index.php on line 31

Warning: strpos(): needle is not a string or an integer in D:\inetpub\webs\ioepapperinait\blog\index.php on line 37
Io e Papperina
31 dicembre Aspettando... 



E finalmente anche questo anno sta morendo per lasciare posto ad un anno nuovo ricco di tutte le aspettative che hanno le cose nuove. Tutto ciò che è nuovo è bello, è speciale, è straordinario, è impareggiabile... Anche il 2014 sarà così. Io intanto mi sono preparata un po' come Lucio Dalla ad un anno che verrà e che come al solito sarà una delusione ma che verrà scritta solo tra un anno perchè per un intero anno tutti spereranno che migliori. Io spero in tante cose e sono finalmente serena dopo aver cambiato la mia agenda ancora ieri... Si sa io sono sempre in anticipo. Ho cambiato agenda e ho archiviato tutte le mie spese. Sono stata bravissima. Ho vissuto un anno che non è stato da buttare ma che ha dato anche qualche cosa di buono. Ho fatto tante cose ma soprattutto ho visto tante cose. Mi manca solo un appuntamento con Ferrara ma spero di farcela. In tutti i casi ho concluso un anno difficile in modo eccellente. Per il prossimo anno vorrei un po' di tranquillità, vorrei che il rapporto con mia madre fosse meno altalenante, vorrei che Lulù stesse bene e soprattutto vorrei essere felice di vivere. Non è che chiedo poco, anzi. La felicità di vivere è una grande cosa ma spero di farcela e se mai troverò uno scopo per farlo. Intanto passo un altro capodanno stando abbastanza bene. Oggi ho finito le ultime cose dell'anno e ho fatto i bilanci. Tutto positivo. Ci sono stati momenti di panico quando Lulù è stata operata, momenti di terrore quando ho affrontato visite impegnative ma poi tutto è passato. Questo è il bello della vita! Quando una cosa è passata si dimentica anche l'ansia e la paura e ci si ride sopra o almeno a me succede così. Mi dispero ma poi prego e rispero. E le cose si archiviano come esperienze positive perchè passate. Non sono contenta del rapporto con il generale ma credo sia normale ( fa anche rima). Non è possibile dimenticare trent'anni di silenzio e tirarci una riga sopra. E' inevitabile che io non sia abituata ad avere una madre ma credo sia lei a fare più fatica a capire che ha una figlia. Ma sono solo punti di visti. In realtà basta solo aspettare che il momento passi e poi riprendere da dove ci si era lasciate. Non so cosa stia passando per la sua testa ma in questo momento ho la netta sensazione di darle fastidio e non capisco il perchè. Cerco di fare tutto il possibile ma forse è proprio questo che la irrita. Allora ho semplicemente deciso di dileguarmi per un po' tanto se ha bisogno può sempre chiamare lei. Ma non lo fa e io mi arrabbio con me stessa e mi si gonfiano i piedi e mi si alza la pressione. E' inutile continuare a dirmi che non ne vale la pena che devo semplicemente non ascoltare, non controbattere, non reagire. Io mi chiudo in me stessa e lei nei suoi silenzi che io odio. Lo fa da quando ero piccola. Si trincea dietro ad un silenzio per farmi sentire in colpa non so ancora di cosa dato che lei ha fatto le sue scelte e io, quando sono stata in grado di farle, ho fatto le mie. Ogni persona dovrebbe rendersi conto dei propri limiti e cercare di vivere in pace quei pochi attimi che restano. Ma non è così semplice così domani primo dell'anno non telefonerò a mia madre per farle gli auguri. Lo faccio qui in anticipo perchè domani voglio una giornata serena, non voglio silenzi, non voglio sentirmi chiamare “Cara”, non voglio polemiche, non voglio stare male.
Quindi tanti auguri che tu abbia un anno sereno e che tu possa essere sempre così sicura di tutto, che tu non perda mai le tue certezze, che tu sia sempre convinta di essere nel giusto e che tu stia sempre bene come invece pensi di non stare. La paura della morte non ti sfiori o ti sfiori solo come succede a tutti perchè la morte fa comunque paura e non è vero che più si diventa vecchi e più lei si avvicina... No, la morte ti aspetta sempre dietro l'angolo anche quando tu credi di averla seminata. La morte ci fa paura perchè non sappiamo cosa è e soprattutto non sappiamo cosa ci succeda poi. Ma perchè ci deve essere un poi? Perchè noi miseri mortali speriamo di non essere tali e vogliamo comunque lasciare un segno di noi? Che pazzi perversi siamo... In fondo perchè dovremmo lasciare un segno? Ci siamo inventati un credo, abbiamo crocifisso un Dio per avere l'illusione di una vita dopo la morte, per non credere di essere a livello di un animale che muore e basta. Ma poi chi se ne frega? La mia paura è di soffrire, non di morire. Ho paura di soffrire perchè quando si soffre si è sempre soli. Nessuno riesce a toglierti il dolore qualunque sia, anche quello fisico. Ma io sono abbastanza forte e poi sarà quello che sarà. Intanto saluto un altro anno nuovo e lo prego di entrare piano senza affrettarsi che tanto anche lui ha i giorni contati anzi, lui li ha più contati di me. E allora venga questo 2014 che dovrebbe portare l'Italia ad un rinnovo, a una nuova partenza,ad una ripresa e anche a regalarci di nuovo un sogno. Ci faccia sentire fieri di essere italiani, non ci dia inondazioni, ci risparmi i terremoti, non ci dia catastrofi e ci faccia tornare il sorriso. Dia un futuro ai giovani, e dia modo ai ragazzi di essere un po' meno tecnologici e più uniti, li rifaccia parlare, insegni loro il verbo per comunicare senza pc o cellulare, dia loro un motivo per vedere il domani come lo ha dato a noi, e riservi per tutti salute e serenità. Oggi ho ricevuto una telefonata da un'amica che non sentivo da tempo e mi ha rimproverato perchè io non mi faccio mai sentire. Ha ragione ma purtroppo io ho un brutto carattere e quando non sono felice mi chiudo dentro il mio guscio e non mi faccio sentire ma non dimentico e quindi ringrazio quando qualcuno riesce ad entrare nel mio guscio e mi tira fuori magari anche tirandomi per i capelli. Ho promesso di prendere un caffè magari anche una cena. E' ora che mi rimetta in moto e che veramente cominci una nuova vita, cerchi una nuova casa e chiuda definitivamente questa lunga parentesi. E quale è l'occasione migliore dell'inizio di un anno nuovo?
E allora ecco ormai quasi ti sento sii il benvenuto nuovo piccolo 2014

[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 2.9 / 660 )
Quasi quasi ci siamo... 


E un altro anno se ne sta andando piano piano barcollando sulle gambe stanche e lasciando un gran vuoto dentro...
Un anno difficile che non ha ancora finito di dare sofferenze... Lo farà fino al trentuno alle 24. Io come sempre aspetto. Non so cosa aspetto ma faccio come il cinese che sta sopra il ponte. Io non aspetto il mio nemico perchè, tranne me stessa, di nemici non ne ho o almeno credo di non averne. Non ho nemmeno amici e forse è meglio così. La mancanza di qualche cosa non da sofferenza. Ciò che non c'è non può dare nulla: solo sopravvivenza.
I miei rapporti con il mondo esterno sono pochi. Io non voglio soffrire e non ho più voglia di aprire il mio cuore a nessuno. E' strano ma la vita mi ha insegnato che bisogna godere di quei pochi momenti di mancanza di dolore che lei ci regala:un tramonto, una notte stellata, un Natale in compagnia, il rosso dell'autunno, il verde della primavera il giallo dell'estate, il calore di Lulù, la vista di un quadro, uno spettacolo teatrale, un balletto, un film.
Mi ritengo molto fortunata. Tanta gente, anche in età più avanzata della mia, non ha ancora capito tutto questo e si accanisce contro i mulini a vento perdendosi momenti indimenticabili che ti aiutano a superare il dolore delle difficoltà che inevitabilmente ti circondano.
E' un periodo di pace, di quiete interna, di assuefazione al dolore che mi da gioia di vivere. Ho passato un bel Natale tranquillo, senza arrabbiarmi, senza criticare, senza voler capire il comportamento degli altri. Ho mangiato, ho pulito e mi sono preparata ad un cambio di agenda. Anche quest'anno la mia è diventata il doppio. Piena di biglietti colorati, di appunti, di fogli, di frasi che hanno lasciato un segno.
Tutto passato... ed è già un gran bel dire... C'è tanta gente che l'anno non l'ha finito. Forse a volte me lo sono augurata anche io ma poi la vita sa quello che vuole e ti conduce per la strada che ha scelto per te molto prima che tu ci fossi. Un disegno ben preciso che non capiamo ma che viviamo giorno dopo giorno dando il nostro contributo per dipingere questo quadro grandioso che è la vita. Cosa voglio dall'anno nuovo? Vorrei solo un po' di salute e un po' di tranquillità. Vorrei essere in pace con il mondo, il mio mondo, vorrei una casa nuova e nello stesso tempo vorrei anche quella vecchia e molto probabilmente vorrei avere le idee più chiare. Qualcuno leggendo penserà che io non ho mai le idee chiare ma forse si sbaglia. In realtà non so bene cosa voglio ma so benissimo quello che non voglio. In fondo non sto male a parte qualche malinconia che presto però svanisce. Ho ripreso a leggere cose molto leggere e ho ripreso a camminare. Con gennaio ci sono tanti progetti tra cui imparare ad usare facebook, ad usare paint shop, ricominciare a fare foto e guardare la vita con un sorriso ogni mattina. Ecco tutto qui. Ho una sfilza di mostre da vedere, un sacco di libri da leggere, tante fiabe da inventare e tanta pazienza da portare. Tutto sommato anche quest'anno se ne è andato senza fare troppi danni, senza aver avuto troppe perdite e anzi avendo avuto un bel dicembre ricco di sorprese. Cosa chiedere di più? Un Lucano forse, peccato che io non bevo amari!


[ 1 commento ] ( 4 visite )   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 631 )
Favole da vendere: Un cuore di cigno 


Ma quando durava un minuto? Aveva già contato 130 pulsazioni e il minuto era ancora lì che aspettava di passare. Il suo cuore non ce la faceva più. Le scoppiava nel petto e la paura un po' alla volta diventava indomabile. Cresceva in forma esponenziale. La paura le faceva aumentare ancora di più i battiti e ancora di più il cuore le pesava nel petto. Ecco ormai era alla fine. Le lacrime cominciarono a scendere lungo il collo e il cigno per non farsi vedere nascose la testa nel lago. La sua vita, una vita non lunga ma giusta era arrivata al capolinea. Su avanti da bravi ultima fermata... Scendete in fila ordinatamente senza spingere, piano così, chiuda le ali per favore, chiuda il becco, lasci passare i più piccoli, abbia pazienza lei, sì dico proprio a lei bellezza nera, chiuda il becco e smetta di urlare e di piangere qui non serve... Ormai lei è morta … Non si è accorta che le è scoppiato il cuore? Si guardi non vede quel rosso in mezzo alle penne che pare una voglia? Quello è sangue, il suo sangue...
Il cigno girò il becco verso il petto e vide un segno che si allargava sempre più rosso e pensò che il sangue sembrava sempre tanto anche se era poco. Il sangue colorava tutto e il rosso diventava sempre più rosso e la macchia si allargava sempre di più. Ma lei non era morta per il mal di cuore...Non aveva di certo qualche malattia cardiaca . Era appena andata dal medico di base che le aveva prescritto tutti gli esami e l'esito era stato di salute perfetta. Il cigno era sano al cento per cento e lo sarebbe stato per tanto tempo. Invece qualcuno le aveva inferto una ferita mortale.
Così semplicemente con due parole una persona le aveva rotto il cuore e lei era affogata nelle sue stesse lacrime dopo averle piante tutte. A volte le persone non sanno quello che dicono , a volte non sono cattive, sono semplicemente ignoranti, a volte non sanno neppure cosa dicono. Lei ormai era tanto stanca e non aveva più voglia di combattere difendendosi oppure cercando di far ragionare chi passava con lei un po' di quel tempo che ormai adesso lo capiva, non serviva a nulla, perchè il tempo è sempre poco e si spreca, si butta via non amando o non capendo, non ascoltando, ma solo ascoltandosi per il piacere di sentire la propria voce e di essere al centro dell'attenzione. A lei invece non interessava nulla, non amava la gente e non amava esibirsi, viveva solo per stare un po' assieme ai suoi simili nuotando nel laghetto che era il suo mondo. Aveva capito che per amare non si deve essere amati, che spesso chi ama soffre, e chi soffre vive male. Ma lei era fatta così e intanto si lisciava le penne nere danzando tra le ninfee. Era un mondo magico dove i pesci parlavano del più e del meno per poi finire attaccati ad un amo. Sprecavano la vita così per correre dietro ad esca fasulla eppure lei li avvertiva: Non mangiate ciò che è facile da prendere in genere fa male. Tutto ciò che è troppo facile fa solo male. Lei invece nuotava piano attenta e il laghetto era il suo mondo. Ci viveva bene tranquilla. Ormai conosceva tutto di quel laghetto e ormai aveva imparato anche a conoscere l'uomo. Lui veniva, puliva e metteva dei cartelli :divieto di balneazione, divieto di pesca, vietato buttare rifiuti nell'acqua. Ma un bel giorno lei vide un cartello diverso:cantiere in corso. Fu così che cominciò tutto. Lei un bel giorno fu sfrattata e il laghetto adesso era diventato un grattacielo con una grande fontana al centro. L'avevano rinchiusa in una gabbia e portata via. Quando finalmente si erano fermati lei aveva un ala che le faceva male e i piedi gonfi, lo stomaco sottosopra. La misero dentro ad un recinto con una piccola vasca dove a mala pena riusciva a starci dentro. Il tutto era sporco e in più nessun fiore adornava quella vasca da bagno. Ma lei era paziente e sopportava tutto cercando di trovare le cose belle anche in quelle brutte. Così fece amicizia con la tartaruga che era lì da tanto tempo da quando ancora non c'era la luce e i panni le lavandaie li venivano a lavare lì e quello allora non era una vasca da bagno ma un bel lago con due fiumi che lo mantenevano sempre vivo. La tartaruga le raccontava la vita di un tempo quando tutto si svolgeva lungo quei fiumi e la vita di allora forse era più faticosa ma di sicuro più ricca, l'uomo era rispettoso della natura e la natura lo ripagava dandogli ogni giorno da mangiare. Le lavandaie belle grassoccie veniva li a fare due chiacchiere mentre le lenzuola sbattevano sulla pietra e l'odore del sapone si spandeva sull'acqua fredda che arrossava le loro mani. Avevano mani grandi poco curate, le dita grosse, la pelle ruvida ma il cuore era tenero. I bambini allora si tuffavano nelle acque chiare e le donne imprecavano perchè con i loro salti bagnavano i loro capelli chiuse in trecce dure sulla testa.
Tutto scorreva come l'acqua e la tartaruga aveva visto i primi battelli a vapore poi aveva visto arrivare il progresso e nessuno pensava che sarebbe arrivato anche il momento in cui tutto sarebbe cambiato. La tartaruga continuava a raccontare e il cigno ascoltava. Lei sapeva ascoltare e ascoltando imparava a capire cosa pensassero gli altri. Fu questo a spezzarle il cuore quel giorno quando capì che non c'era amore in nessuno, che tutti guardavano solo loro stessi, che nessuno alla fine si preoccupava anche solo per un attimo di lei. Fu un brutto colpo. Capì che il mondo non era più fatto per lei e così senza poi tanto soffrire il suo cuore si ruppe e lei non riusciva più a respirare, Annegava nelle sue lacrime. La tartaruga cercò di alzarle la testa cercò un modo per farla respirare ma lei la guardò ormai con gli occhi quasi spenti ringraziandola per l'ultima volta ma impedendole di salvarla. Non voleva più vivere in quel mondo, non era il suo mondo... Il suo mondo era rimasto nel laghetto che ora non c'era più.

Fortunato De Pero

[ 1 commento ] ( 10 visite )   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 591 )
Milano due... taxi in tre minuti.... 


Di nuovo alle prese con l'agenda... Coooooorrrrre come coooorre... ormai è quasi passato anche Natale... Ma torniamo a Milano.
Dopo questa esperienza con mia madre santizzata, è calata la notte su Brera e su di noi. Io, stanca di vedere cose bellissime, mi sono addormentata nel mio lettino dopo una bellissima doccia che allora apprezzavo meno in quanto caldaia aggiustata, sognando di essere anche io parte del circo e di volteggiare come una bolla tanto per continuare ad essere la famosa palla. Devo ammettere che avevo un po' di fame ma il buco nello stomaco è stato colmato dal lettino vicino dove dormiva la mia mamma. La mattina però il buco era diventato una voragine... “Ci alziamo?” “Dormi Ninni ...dormi che è presto...”“Veramente sono le otto” “Le otto? Mamma mia è tardi...” “Mamma mia lo dico io e poi mamma, tardi perchè? Siamo in vacanza!” e la colazione era un serpente incantatore che mi attirava al piano terra. Milano anche quel giorno ci offriva il meglio di sè regalandoci un sole meraviglioso. Fatta colazione e riempita la pancia di brioches, yogurt, miele, cioccolata marmellata, pane e burro ho chiamato un taxi e ci siamo fatte portare in piazza Duomo. I pompieri erano ancora lì che cercavano di mettere dritto l'albero o forse cominciavano a mettergli le palle... A me era una cosa che non interessava. Io volevo entrare nel palazzo reale dove mi spettavano quattro mostre. Sarei sopravvissuta? Non ho mai fatto maratone di mostre perchè dopo un po' mi scoppia la testa... Solo in Israele, con un viaggio organizzato, dovevo sottopormi a questa tortura. Alla fine mi ricordo poco e per ovviare a questo ci metto talmente tanta attenzione che poi esco del tutto stravolta. Ma Milano è Milano e io domani avrei dovuto tornare a casa quindi dovevo afferrare il tempo e fermarlo. Ma c'era anche il problema mamma. Mia madre alla sua età non può certo fare la maratona, così ho pensato di tenerla sempre dentro a palazzo reale anche se questo comporta, come dicevo prima, vedere quattro mostre di seguito.




Comincio da Andy Warhol pensando che a mia madre non piaccia. Almeno dopo si gusterà la bocca con le altre. Io amo Warhol da sempre. Lo trovo geniale, attuale, pazzo, e pieno di voglia di vivere. Un uomo che non ha paura di nulla, che si costruisce la sua vita con le unghie e i denti e che poi la vita se la vive al meglio. Peter Brant amico di Andy( sono già entrata in confidenza) raccoglie le sue opere. Nel decennio 60-70 loro sono assieme. Deve essere un periodo bellissimo. La mostra comincia con i primi disegni per finire con l'ultima cena che sarà anche l'ultima occasione per venire a Milano. Poi Andy morirà lasciandoci un vuoto incolmabile nella pop art. L'arte non diventa mai vecchia eppure Warhol di sicuro è rimasto e rimarrà sempre non solo giovane ma attuale. La sua zuppa, le polaroid,le foto di Mao e di Marilyn, la coca cola rispecchiano un periodo di speranza, di inventiva, di investimenti. Gli anni del boom economico, gli inizi del racconto della vita di tutti i giorni. Per noi sono gli anni della speranza e per me della giovinezza. Anni belli anni carichi di tutto, anni in cui anche Babbo Natale era reale. Insomma io rimango a bocca aperta . Andy mi entra negli occhi ma di più ancora nel cuore. Inaspettatamente mia madre se ne innamora e ancora oggi a distanza di tempo dichiara che è stata una cosa impressionante. Fuori da Warhol, ancora sconvolta da tanto realismo e stupita da suoi autoritratti con parrucca e trucco che lo fanno sembrare un travestito, entriamo da Rodin.



Tutto un altro genere... Normalmente il marmo è freddo e senza alcun movimento... Beh qui il marmo deve essere diventato plastilina. Rodin riesce non solo a dare movimento ma anche a scaldare questo materiale gelido. La mostra è molto semplice. Le opere sono sistemate su tavole di legno e così si posso vedere a 360 gradi. Mi fermo davanti ad alcune perchè le donne parlano. Mi raccontano di paesi lontani, di mondi lontani, di tempi andati quando loro posavano e il maestro scolpiva. Si parlava di arte nuova e adesso si vede che, nonostante tutto, è ancora nuova. Possibile che io trovi sempre cose nuove in tutto oppure veramente l'arte non ha età?
E il marmo può essere sensuale? Sicuramente si. Qui davanti a queste sculture mi sembra che palpitino, gli amanti si ritrovano in abbracci voluttuosi, colti in momenti talmente intimi che quasi mi sento una guardona.



Ma il tempo fugit come amor e io mi ritrovo di nuovo davanti al bigliettaio con un altro paio di cuffiette e il volto del 900 da vedere. Mia madre è stanca e ruba una sedia al guardiano con cui poi attaccherà un bottone mentre io mi perdo nuovamente dentro a quadri, pensieri, colori, suoni, musica, e chissà quant'altro.Severini, Picasso, Matisse, Bacon, Modigliani, Bonnard, Mirò, Max Ernst, Henri Le Fauconnier, Adami, Martial Raysse, Kupka, Giacometti, Delaunay, Dubuffet, Juan Gris, Julio Gonzalez, Tamara de Lempicka, Raoul Dufy, Brancusi, De Chirico, Fautrier, André Masson, Baselitz.... Tutti mi guardano e mi giudicano pensando che io di arte non capisco nulla e nemmeno di bellezza. Rispondo che tutto è soggettivo e che comunque stiano zitti perchè io voglio guardarli e farmi una mia idea anzi, dal momento che sono talmente tanti e tutti talmente belli mi infilo dietro ad una tenda e compero non solo il catalogo ma anche i miei attacchini e i segnalibri.Spese che saranno criticate dal generale ma per me sono ricordi di un meraviglioso giorno passato con arte e mamma. Mi riinnamoro di Bacon, è un amore senile il mio infatti con Bacon ci siamo già incontrati cinque anni fa, sempre qui e io avevo perso la testa per lui. Poi era iniziata un'altra vita per me e io datavo il mio incontro con lui come l'inizio di una nuova vita. Allora ero giovane( si fa per dire) e pensavo che la vita fosse sempre belle e imprevedibile. Non era così. Ho passato anni bui, anni di dolore sordo, anni convulsi, anni di continuo correre dietro a qualcuno o qualche cosa che non avrei potuto mai avere perchè purtroppo non era scritto così. Bacon mi riapre le braccia oggi mentre ancora mi sto leccando le ferite ma sicuramente il suo messaggio è chiaro: la vita continua ,la vita va reinventata, la vita va apprezzata, la vita va amata, la vita soprattutto va vissuta e non subita. La ritrovo dopo un'oretta sempre seduta sulla sedia. Ha intontito il guardiano che cerca conforto in me. Ma io resisto e mia madre con un balzo da diciottenne dichiara di avere fame e di voler mangiare. “Mi sono già informata il signore( e si riferisce al guardiano) mi ha detto che al bar del palazzo reale fanno dei panini fantastici. Non cerco nemmeno di dirle che non vale la pena mangiare al bar della mostra ma l'assecondo e poi alla fine devo darle anche ragione. Riusciamo a sederci e a mangiare una buona piadina con un buon bicchiere di prosecco che mi fa girare ancora di più la testa. Sono stanca, spossata da tanto bello, i piedi gonfi, ho caldo e freddo nello stesso tempo... Troppe emozioni e soprattutto avere vicino mia madre è una cosa completamente nuova e bellissima. Parliamo a tavola di cosa sia l'arte, delle sue esperienze milanesi quando con Cortina sballavano quadri di autori allora quasi sconosciuti e adesso invece diventati dei grandi.
Parliamo dopo tanti anni di silenzio. Apprezzo la musicalità delle esse di mia madre con i denti nuovi. La prendo in giro tenendomela stretta sotto braccio. Adesso finita la colazione e piene di prosecco ci aspetta Pollock ultima fatica per oggi.



Anche lui era già stato visto dai miei occhi ormai stanchi e in un'altra vita... Un'altra vita perchè forse allora non ero troppo sicura delle mie idee e non avevo il coraggio di dire quello che pensavo. Allora Pollock mi era stato criptico, incomprensibile,un pugno nello stomaco che mi aveva dato la nausea. Ero uscita con la sensazione di non aver capito nulla ma se poi ripensavo bene a ciò che avevo visto, mi sentivo anche un po' presa in giro.
Entriamo nella nostra ultima fatica. Dentro c'è buio e già questo è inquietante. Poi improvvisamente un filmato dove si vede un Pollock ormai quasi alla fine che traccia dei segni su di un vetro. Sono segno che secondo me non hanno alcun senso e chiedo a mia madre se lei ci capisce qualche cosa, se secondo lei Pollock sa quello che dipinge o si lascia semplicemente guidare dal caso e dalla sua follia.
Adesso mi sento veramente presa in giro. Secondo me lui non ha nulla in testa, usa solo dei gran colori per intrecciare fili che non hanno nessun significato. Le cuffiette mi dicono di seguire i colori e di capire cosa lui volesse dire. Lo faccio o meglio cerco di farlo ma non trovo che fili di colore senza un senso. A questo punto mi riprende la nausea. Lo sforzo di capire mi fa scoppiare la testa e decido di comperare un tappetino per il mouse con i suoi fili dipinti. Chissà, forse quando sono a casa e scrivo riesco anche a capire cosa voleva dirmi questo pittore maledetto? La mostra mi crea solo disagio e penso che è una fortuna che sia l'ultima... Se fosse stata la prima non mi sarei gustata così le altre. Mi mancano solo gli ultimi due quadri che sono semplicemente tre righe di colore... Mi torneranno in mente quando farò i pacchi di Natale... Ho scelto una carta che assomiglia molto a loro. Li trovo bellissimi a livello di foulard o di carta da parati. Li definisco quadri da albergo e mia madre mi da ragione. Vuoi cedere che allora forse non solo l'unica a non apprezzare Pollock e gli irascibili? Forse questo tipo di pittura non ha anima, forse gli stessi autori l'avevano persa tra sesso droga e rock and roll? Ma Milano non ha finito le sue sorprese. Stanche ma felici attraversiamo piazza Duomo passeggiando sotto i portici e guardando due vetrine. Un altro taxi e poi finalmente in albergo. Sono esausta. Crollo sul letto dopo essermi bevuta due litri di acqua. Poi una bella doccia e infine un meritato riposo mentre mi riguardo il catalogo, gli attacchini e con la mente ripercorro tutta la giornata e l'archivio nel file giusto... Mi addormento così un'altra volta nel lettino vicino al generale. La mattina dopo aver fatto colazione era prevista la visita a Brera “Il seicento lombardo”. Avevo pensato che così mia madre, la mattina presto, avrebbe potuto fare quattro passi senza stancarsi troppo e poi finita la mostra saremmo tornate alla terra natia. Ma Milano mi sorprende ancora una volta e quando torniamo in camera, dopo un'abbondante colazione, aperte le tende la neve fiocca lenta. E' Natale e io rinuncio alla mostra e corro a prendere la macchina. Troveremo solo un velo di neve ma la paura di essere bloccata in autostrada con la spia che fa i capricci prevale e il buonsenso ha la meglio. Scappiamo da una Milano infiocchettata e arriviamo a Padova dove invece della neve troviamo nebbia umidità e solitudine di una casa vuota. Per fortuna che ho Lulù. Lascio mia mamma e torno alla mia vita. Esperienza bellissima da rifare magari a Roma questa volta, magari in primavera. Mi madre è sempre e comunque una sorpresa e io non solo sono stata bene ma anche felice. Mi sono fatta un bel regalo sia di Compleanno che di Natale.

[ 1 commento ] ( 7 visite )   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 601 )
Cambiare le regole... 


Quest'anno abbiamo cambiato tutte le regole. Il mio compleanno l'ho festeggiato un giorno prima regalandomi uno spettacolo che mi rimarrà per sempre negli occhi.
Come sempre anche se sono una palla di un certo ( tanto ) peso io sono leggera nel leggere... Non avevo capito che non era l'opera di Riccardo Cocciante e comunque non mi interessava più di tanto. Avevo letto però che era alla Scala, che ballava Bolle e questo mi aveva un po' insospettito. L'opera di Riccardo Cocciante richiede spazio, tanto spazio, e io avevo già visto questa rappresentazione all'Arena di Verona ( semprechè la memoria non mi inganni dato che oggi ho un anno in più e nonostante non si veda e nessuno ci creda io i miei anni me li sento tutti). Comunque, non avendo letto bene, sono andata con il cuore un po' pesante perchè mi ricordavo un grande capolavoro ma manche un po' tanta noia. L'arte è arte e quindi, dato che era l'unico giorno in cui questo evento era sugli schermi, ho preso mia madre e l'ho portata in modo da non essere sola.. Nooo non è vero non è per quello, è che ero certa che al generale potesse piacere...
La giornata del giorno pre compleanno era stata ricca di avvenimenti positivi...
Bisogna intanto tornare indietro di un po' di giorni... Tutti sanno che a me il tempo scappa e che io regolarmente nonostante la mia puntualità lo perdo sempre... Ecco perchè amo i balletti ma non ballo perchè io perdo il tempo.. Tutto il tempo, anche quello della musica. La settimana scorsa avevo cominciato a sentire che l'acqua non usciva più calda... Nonostante le mie promesse con Dio, nonostante le messe, l'acqua restava solo tiepida, così presa dal panico, con le mani sudate fredde e con l'idea di rimanere improvvisamente al gelo e pensando alla soluzione per mancanza di riscaldamento, ho telefonato al tecnico che è venuto subito. Ma io non sono nata fortunata e infatti, oltre alla modica cifra di 350 euro per cambiare il pezzo e fare l'esame ai fumi( quelli che uscivano dalle mie narici per l'arrabbiatura) mi è stato annunciato che:
1 dovevo usare l'acqua calda il meno possibile il che voleva dire mai! Niente doccia, niente lavatura di piatti se non in lavastoviglie denti che rabbridivano sotto lo spazzolino gelato e mi fermo qui...
2 il pezzo se ero fortunata( cosa impossibile )sarebbe arrivato venerdì.
Sono sopravvissuta. Aprivo l'acqua calda dopo essermi spalmata di bagno schiuma e mi risciacquavo con il bagno schiuma che si congelava sullo strato di acqua gelata. Per la prima volta in volta mia ho prodotto i cristalli di bergamotto e di lime... Come sono? Freddi e scivolosi ma profumati!
Mi sono stati dati 2000 consigli tipo prendi una pentola la riempi di acqua calda e poi ti lavi... Certo ovvio... Io ho la cucina al piano terra e il bagno di sopra ( nella stagione invernale trasloco ormai lo sanno anche i morti... Perchè i morti devono sapere tutto? Se sono morti che cosa interessano loro i nostri affari? Spero che da morta me ne andrò via da questa terra e non sentirò più le lamentele su Berlusconi, su ,, la D'Urso che intervista sempre persone che sono più sfigate di me e le vengono gli occhi lucidi( sarà collirio messo in precedenza... ), non sentirò più parlare di alluvioni, tornado, terremoti, inflazione, siccità... Vedrò solo tanti bellissimi quadri, vivrò di libri e musica) … Portare una pentola di acqua calda per me notoriamente oca, significa come minimo andare all'ospedale per ustioni e non perchè mi sono lavata con l'acqua troppo calda, ma perchè come minimo me la sono rovesciata addosso nel percorso...
Comunque caldaia andata... Anche questo mese si è aggiunta la voce spese straordinarie...
Ma la cosa peggiore è che Lulù sta male. Non mangia più le crocchette e io le ho cambiato l'alimentazione. Ma non era per questo. La piccola ha cominciato a fare la pipì in casa cosa mai successa nemmeno quando è stata operata. Ho fatto diagnosi di cistite ma la preoccupazione era più forte di quella dell'acqua e sommando le due mi venivano le crisi di panico.
Così Lulù ha traslocato la cuccia dal salotto alla mia camera dove io ogni sera arrotolo tutti i tappeti in modo che, se mai succedesse, almeno la fa sulle mattonelle.
Domenica è stata la giornata peggiore: ho pianto tutto il giorno tranne che durante la visita di mia madre.
Comunque ieri ho telefonato al veterinario. Lulù sta un po' meglio, gli antibiotici funzionano e io finalmente ho l'acqua calda.
Domenica notte ho barattato con Dio e infatti lunedì, cioè ieri, è stata una giornata tutta in salita o in discesa a seconda dei punti di vista ma comunque bellissima.
E' arrivato il tecnico,ha aggiustato la caldaia , nel frattempo ho restituito delle cose ad un amico che me le aveva lasciate in deposito e ho tirato un sospiro di sollievo. Le cose stanno andando a posto. Ho rateizzato ulteriori tasse e un altro debito e mi sembra che il 2013 stia chiudendosi molto bene. Il 2014 sarà un anno meraviglioso. Così dopo aver mandato via tutti ed essere andata in farmacia a prendere gli antibiotici di Lulù mi sono ficcata sotto la doccia calda e sono stata a crogiolarmi per mezz'ora nella speranza di togliermi i cristalli di lime. Le notti insonni si sono fatte sentire e io alle 13,30 ero pulita e calda sotto il piumone, la sveglia puntata alle 16,30. Non mi sono nemmeno resa conto di essermi addormentata che già mi dovevo alzare. Mi sono lasciata prendere la mano e ho perso altri 5 minuti a sentire il rumore del piumone..
Poi avevo un appuntamento veloce con un'amica e via al cinema a vedere Bolle.
Ero preparata a vedere uno spettacolo già visto e invece...
Il balletto è sempre e comunque la storia di Quasimodo ed Esmeralda tratto dal romanzo di Victor Hugo che io conosco bene, chissà perchè, ma nella vita c'è sempre un perchè, io l' ho portato alla maturità... Forse anche allora mi sentivo infelice e vicina alla disgrazie, se non dentro! Comunque il balletto si apre con una infinita varietà di colori... Sono i costumi di Yves Saint-Laurent. Il balletto sarà un continuo susseguirsi di cambiamenti di gradazioni fino alla fine dove prevarrà il nero della tragedia. Sono stata ipnotizzata dalla regia di Roland Petit , dalla musica di Yves Saint-Laurent, dalla dolcezza, bravura, delicatezza di Bolle calato in un tragico personaggio che ama sapendo di non poter essere amato. Esmeralda era un serpente che catturava tutta la scena. Insomma credo di essere uscita volando. I piedi dei ballerini mi fanno impazzire...Ma questa volta tutto mi ha fatto impazzire e ancora oggi ho davanti agli occhi due ore di spettacolo. Credo sia stata la cosa più bella che ho visto ultimamente... Ma oggi è il mio compleanno e io ho deciso di fare un compleanno lindo facendo pulizie, passeggiata con Lulù e poi cinema... Mi aprirò una bottiglia di birra speciale e brinderò ad un nuovo anno sereno tanto il baratto con Dio l'ho già fatto e so che io mantengo i patti e di sicuro lo farà anche lui.


[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3.1 / 690 )

Indietro Altre notizie