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Io e Papperina
La rubrica del sabato :Io e (D)io lettera a Donna pappera 


Mi è arrivata questa mail che non mi pare possa far parte della rubrica di Donna Pappera...

Carissima Donna Pappera ho letto che anche tu hai perso da poco tempo la tua compagna di vita come tu stessa definisci la tua amata Lulù. Io ti scrivo perchè anche io sono arrabbiata con Dio e te ne spiego i motivi. Prima di tutto io non ritengo ci sia stato un Giuda perchè l'unico Giuda che sia mai esistito è solo ed esclusivamente ciò che tutti i cattolici chiamano Dio. Lui è stato il primo a tradirmi, a portarmi via tutto ciò che di più caro avessi, a farmi incontrare solo persone cattive , sbagliate e che mi hanno tolto quasi anche il respiro. Mi ha fatto credere in lui e quando mi sono sentita persa invece che lasciare il suo gregge per cercare la pecorella smarrita, mi ha semplicemente abbandonata e io adesso non credo più non solo in lui ma in nessuno. Chi dice che è difficile credere non sa quanto invece sia difficile non credere. Se tu hai la fede nei momenti di sconforto per lo meno ti aggrappi a quella, cerchi aiuto nella preghiera e speri nella vicinanza di Dio. Ma se non credi dove sbatti la testa? Mi rimaneva solo il mio cane ma Lui il Grande Dio ha ritenuto che non ero degna nemmeno di quello e mi ha portato via anche quell'unica gioia che mi era rimasta. Adesso vorrei sapere chi è buono e perchè. Vorrei che qualcuno mi spiegasse il motivo di tanta cattiveria. Dio assomiglia all'uomo o l'uomo assomiglia a Dio? In entrambi c'è la stessa cattiveria e la stessa voglia di distruggere non di creare come invece si dovrebbe fare. Come può un Dio che dice o fa dire ai suoi discepoli di essere morto per la loro salvezza, trattare poi le persone che credono il lui in questo modo orribile? Altro che figliol prodigo qui c'è solo qualcuno che promette e non mantiene e io posso dirti che ci sono tante persone che con me si sono comportate male e non hanno mantenuto promesse o amore che sembravano volermi dare a piene mani. Io invece vivo cercando di non far male a nessuno, cercando di mantenere ciò che dico e cercando di aiutare chi posso e se dono la mia amicizia lo faccio in modo totale come lo stesso ho sempre fatto con l'amore. Non credo di meritare un simile trattamento e ritengo che Dio dovrebbe vergognarsi e non solo verso di me ma verso tutto il popolo che gli è fedele e che lo onora e lo rispetta nonostante tutto. Beati coloro che hanno la fede... Certo quando questa è riposta nella persona giusta. A me Dio non sembra il più adatto. Forse faremmo meglio a fare delle nuove elezioni.
Leggendoti sempre con piacere

Carissima per la prima volta sono rimasta senza parole e soprattutto senza vocali e senza consonanti ma soprattutto per la prima volta una pappera come me è rimasta senza penna... Che dirti? forse a quest'ora della notte CONCORDO CON TE...Lo dico sottovoce se mai lui lassù mi sentisse e potesse arrabbiarsi ancora di più... Ma tanto più di così cosa potrebbe fare? E quindi diciamo che per questa sera potremmo concludere così: Chi non mi ama non mi merita e se in caso caro Dio ti dovessi ravvedere io sono qui che ti aspetto... Sempre tua affezionata IeP

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Favole da vendere: La principessa nella palla 


Cera una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano sempre così una principessa che viveva in un regno magico dove era sempre festa e tutti erano felici. Era un'oasi di pace dove tutte le persone che ci vivevano avevano gli stessi diritti e anche gli stessi doveri. La principessa governava senza sforzo perchè essendo tutte brave persone era facile mantenere l'ordine che già era esistente. In pratica tutto girava attorno ad un semplice concetto che era quello di “FAMIGLIA”. La principessa aveva messo una grande targa che lampeggiava e diceva così:QUESTO REGNO È UNA GRANDE FAMIGLIA E TUTTI DEVONO RISPETTARLA E AMARLA .
Lei credeva in questo principio e tutti i suoi sudditi avevano imparato che se effettivamente seguivano questa specie di comandamento, tutto andava bene.
Certo c'erano delle difficoltà ma uno veniva in soccorso dell'altro e in caso di malattia tutti erano pronti ad aiutare chi stava male e in caso di malinconia , perchè nemmeno il regno della principessa era escluso da questo male quasi incurabile, tutti erano pronti a trasformarsi in giullari oppure ad inventarsi delle necessità da dare da fare al depresso perchè si sentisse utile e fosse impegnato a non pensare.
Insomma tutto filava liscio come in tutte le storie.
Le persone si amavano, erano gentili fra di loro, non esisteva l'invidia, e non esisteva la cattiveria e la violenza. Tutti vivevano con il sorriso sulla bocca ed erano in qualche modo se si può dire, felici. Certo la felicità è una cosa talmente effimera che era difficile tenerla stretta per sempre, però era anche vero che la vita serena a volte può, con impegno, essere scambiata per felicità. Così il popolo della principessa vedeva sorgere il sole, lavorava, pagava le tasse, guardava la televisione e pagava regolarmente il canone, viaggiava con assicurazione in regola, faceva la revisione ai veicoli al giusto momento e non commetteva infrazioni. Non c'era bisogno di rubare perchè se non avevi soldi ti facevano credito e tu potevi pagare nel tempo e senza interessi. Il lavoro comunque non era certo facile ma si sa che per poter mangiare ed avere certi diritti, si deve non solo lavorare ma anche fare dei sacrifici. La principessa aveva insegnato al suo popolo che nulla è dovuto ma che tutto va guadagnato con il proprio sudore e che potevano esserci delle persone più intelligenti che potevano fare certi lavori mentre altri potevano solo lavorare nei campi. Non per questo chi lavorava nei campi doveva sentirsi un essere inferiore. Anzi doveva pensare che era lui che avrebbe poi sfamato, con i frutti del suo lavoro, chi invece avrebbe costruito nuove macchine per alleviare il suo. Era quindi un bellissimo cerchio dove ogni persona trovava il proprio punto e ogni punto era l'inizio e la fine.
Era una società nata dal concetto di famiglia che aveva la principessa. Per lei infatti famiglia era sinonimo di amore e condivisione, aiuto e richiesta di aiuto, divertimento e piacere di stare assieme parlando. La base di ogni rapporto per la nostra principessa era parlare, parlare, e ancora parlare ma dicendo la verità e non nascondendosi dietro false frasi fatte. Il parlare era infatti un modo per capirsi, per spiegarsi, e per chiarire qualche fraintendimento che potesse essere. Così nel suo regno c'era un cicaleccio continuo che creava nuova musica in continuazione. Praticamente il silenzio era diventato amico del rumore e insieme inventavano nuove armonie per il piacere del canto degli uccelli e delle orecchie degli uomini che poi, con gli uccelli suonavano fino a notte fonda varie melodie. C'era un settore per ogni cosa e la principessa aveva insonorizzato ogni settore così chi suonava jazz non sentiva la lirica e chi declamava Giulietta e Romeo non sentiva chi faceva il rap. Tutti avevano molteplici attività e ogni persona metteva a disposizione il proprio sapere agli altri. Era veramente una meraviglia vedere tutti i muri dipinti da affreschi che ricordavano la pittura di Giotto vicino a muri dipinti da novelli Pollok. Tutto era armonia e le piante crescevano rigogliose sotto le mani di esperti botanici e i fiori facevano inorgoglire le donne quando con estrema maestria li mettevano nei vasi al centro di tavole imbandite e pronte per chiunque volesse fermarsi e aggiungersi alla mensa. Non c'era in effetti un' unica tavola ma un tavolone immenso fatto da tante piccole tavole unite che diventava lungo o corto a seconda dei commensali. Il vino era genuino e prodotto in loco. La principessa aveva fatto portare delle vigne da lontano e le aveva incrociate e queste producevano un vino squisito fruttato e profumato, le mele erano d'oro e le pere erano cotte al punto giusto e caramellate. Non era ancora riuscita a produrre prosciutti e bistecche senza uccidere gli animali. Ma almeno questi veniva uccisi in modo indolore senza barbarie . Venivano addormentati e poi... Era così anche per le persone che ormai non avevano più speranza... A volte è più umano uccidere che far sopravvivere. Era un concetto difficile da capire ma dal momento che la principessa era il capo dettava regole che tutti seguivano anche se non capivano. Così quando un ammalato chiedeva pietà e non voleva più vivere la principessa firmava una carta e toglieva il dolore a chi lo invocava. Era una scelta a volte molto difficile e forse a volte anche la principessa pensava di sbagliare ma poi pensava che vivere senza dignità non era vivere e chi invocava la morte era proprio perchè si rendeva conto di non averne più. Così nonostante fosse uno dei più bei paesi del mondo anche qui la morte e il dolore erano di casa. Non si può vivere senza di loro e la principessa infatti cercava solo di vivere la vita al meglio e soprattutto di viverla questa vita che non si sapeva quanto sarebbe durata. Non era facile portare avanti uno stato tutto da sola e soprattutto essere il giudice anche di se stessa ma la principessa cercava di fare il meglio. Nel suo paese non c'erano orfanotrofi e così la principessa aveva parlato con un regno confinante e aveva ottenuto un certo numero di bambini che adesso affidava a chi nel suo regno non riusciva ad averne. Ecco la principessa era contraria al concepimento in vitro o cose del genere. C'erano tanti bambini bisognosi che la nostra principessa aveva fatto leggi nuove e molto più veloci in modo che tutta la burocrazia fosse rapida ma altrettanto efficace. Era invece favorevole al divorzio perchè purtroppo l'amore non dura per sempre e se due persone ritengono di non amarsi più è molto meglio separarsi ma solo restando amici. In caso contrario , cosa che non succedeva mai, uno dei due coniugi sarebbe stato allontanato e bandito dal regno. La principessa sapeva che l'amore non è mai per sempre ma l'animo dell'uomo deve essere buono e perdonare e capire che a volte i sentimenti si alterano e ciò non avviene sempre contemporaneamente. Così le famiglie crescevano, si allargavano e i figli diventavano figli di tutti senza nessun problema. Non c'erano differenze e tutti avevano il permesso di elogiare e di sgridare anche i figli che non erano loro. Anzi i genitori erano contenti di questo perchè questo voleva dire collaborazione e condivisione. Tutto andava per il meglio quando però il diavolo ci mise lo zampino e la principessa si trovò a combattere contro quell'essere di colore rosso e con le corna affilate.
Improvvisamente la principessa si trovò avvolta nelle fiamme e improvvisamente capì di essere sola a combattere... Chiamò a raccolta tutti quanti, urlò il suo dolore, invocò Dio ma nemmeno lui rispose. A quel punto la principessa dopo notti insonni e mal di pancia terribili prese la sua decisione. Chiuse il suo regno dentro ad un vetro evitando il contatto con il mondo. Lasciò una porticina dalla quale i suoi sudditi potevano se volevano uscire... Uscirono pian piano tutti e lei rimase da sola. Guardava il mondo attraverso il vetro e pensava che alla fine da soli forse non si sta bene ma sicuramente non si soffre. Quando qualcuno per un po' attraversava la porta e le veniva a parlare lei ascoltava e poi gli diceva di si, sempre di si... Forse un giorno avrebbe chiuso per sempre anche quella porticina ma per il momento si sa che la speranza è sempre l'ultima a morire e a volte per vivere si deve anche morire un po'.

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Falaccordo:Hit Papperade 17 festival jazz  


Ed ecco che Padova diventa per una settimana la città della musica. Dopo Umbria jazz anche Padova ha concluso ieri la sua diciassettesima edizione di Padova jazz festival.
Ieri domenica 16 novembre Santa Margherita matinée al Verdi come regalo di onomastico. Non sapevo di essere santa eppure quasi quasi dovevo capirlo...
Io non sono solo buona, sono angelica, tra un po' invece del berretto mi metto l'aureola. Ho fatto molti progressi in questo anno. Intanto ho imparato a tacere cosa effettivamente molto difficile. Non ribattere mai... Perdonare sempre tutti ma poi cercare di non vederli mai più. Augurare sempre il meglio a chi ti ha fatto del male così non rischi che torni a chiedere favori. Non arrabbiarsi, non ne vale la pena, mi sale la pressione, mi viene il mal di pancia e poi mi viene un cerchio alla testa... Sarà l'aureola? Dovevo aspettarmelo... Come potevi farmi un regalo se sono ancora arrabbiata con te?
Comunque cominciamo dall'ultimo spettacolo...
In realtà è una giornata per beneficenza e per l'occasione si è riunito un po' di geriatrico.
Io non ho nulla contro l'età soprattutto se è portata bene, con dignità e se suona come l'uomo in ammollo. Franco Cerri ha 88 anni e ne dimostra sessanta. Non ha certo l'artrosi alle dita che fanno piangere la sua chitarra. É meraviglioso. Maglione rosso e poi le dita e le note che riesce a tirare fuori... Ma quello che più mi impressiona è la felicità di suonare quasi prendesse un'ora, un giorno in più ogni volta che lo fa. Poi con lui arriva anche Gino Paoli ottantenne DOC eppure con i suoi blue jeans e la sua voce inconfondibile ti fa sperare di vivere ancora vent'anni così. Paula Morelenbaum con il marito che suona il violoncello ha una voce meravigliosa e tutti sembrano divertirsi da morire. In realtà non sembrano sul palco e nemmeno accorgersi di noi. Sono completamente persi in un mondo di cui noi non facciamo parte ma solo osserviamo dal di fuori. E' stata la costante questa per me di tutta la settimana. Il jazz è una musica che secondo me nasce al momento e tu, se non suoni, non ne fai parte. Tu vedi tutto e senti tutto ma non ne fai parte. La musica nasce e muore con chi la suona su quel palco o su quella strada come a San Francisco quando la sentivi che ti seguiva per tutta la città eppure tu non entri in quel mondo tu ne rimani solo spettatore. Ti accorgi che loro lo vivono ma tu non puoi , tu non ne sei capace, ti manca la fantasia musicale, ti manca l'intesa, ti manca l'improvvisazione, ti manca forse quella parte del cuore ce chi non fa jazz non ha. Puoi solo avere una parte nell'ascolto e allora come spettatore vedi questi grandi creare le emozioni che ti entrano dentro e ti danno i brividi e ti fanno sudare le mani e ti danno gioia e dolore nello stesso tempo perchè il jazz per me è gioia e dolore, gioia nel suonare una cosa che in fondo ti ha dato dolore. Mi sembrava di vedere un gomitolo di lana che da gomitolo piano piano, punto dopo punto, ferro dritto o rovescio alla fine crea meravigliosi maglioni e sciarpe con cui avvolgerti nelle sere d'inverno davanti ad un fuoco con in mano un bicchiere di armagnac lasciando spazio all'ascolto di quella melodia che ti pervade portando nel mondo che in genere cerchi di lasciare fuori da te stessa per restare con i piedi per terra. Insomma il jazz come tutta la musica fa sempre sognare o sono io che sogno sempre e i piedi per terra non li ho anche perchè li ho come sempre persi?




E adesso ho anche perso tutto quello che ho scritto... Ma come faccio? Dove ho la testa ma soprattutto dove metto le dita per cancellare tutto?
Cerchiamo di riscrivere anche se la memoria è quella che è e quindi non sarà facile ritrovare il famoso gomitolo dei miei pensieri...
Comunque sono impazzita per The Swallow Quartet anche se effettivamente Medeski Scofield, Martin, Wodd erano senza dubbio più creativi. Senza un canovaccio parevano ritrovarsi senza che il pubblico capisse dove andavano a pescare le note... Un jazz veramente improvvisato ma talmente bene da essere un jazz già conosciuto e vissuto in mille altri concerti. The Swallow Quartet più spartiti e meno improvvisazione ma a me sono piaciuti tantissimo. Unico neo non c'era il CD che mi avrebbe fatto rivivere quelle due ore in cui tutti i pensieri sono andati altrove mi hanno lasciato la bocca pulita come dopo un caffè fatto ad arte a Napoli. La bocca con quel gusto che ti rimane che continui ad apprezzare per tanto tento tempo e che poi alla fine ti rendi conto di non poter dimenticare. Sabato la voce stupenda di Paula Morelenbaum è stato incantevole come il marito con il suo violoncello con il suo cappello appeso. Musica un po' molto meno jazz ma era un omaggio a Jobin e forse io ero reduce da Gilbert Gil quindi, nonostante la bravura, questa musica mi ha lasciato la tristezza tipica del Brasile che anche se sembra allegria alla fine è comunque un pianto. Lei meravigliosa anche la domenica con Gino Paoli. Insomma il jazz non mi fatto dormire per due tre notti perchè io la musica la devo capire , la devo sentire nella mia mente, mentre a volte la musica deve solo essere semplicemente ascoltata... Ma io non sono affatto semplice e così sabato sera mi cominciava un cerchio alla testa che forse altro non era che lo spuntare dell'aureola.

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Falaccordo: tra opera e samba 


Ancora di corsa ad afferrare il tempo perso...Ma perchè? Perchè corri via così in fretta e mi lasci stremata senza poter darmi un po' del tuo tempo per riprendermi da tutte le emozioni che provo...
Se poi mi metto a cercare di scriverle quando tu sei passato da troppo non le trovo più. Le mie emozioni spariscono, le perdo, come perdo tutto o meglio sbiadiscono e quasi quasi scappano via vergognose di essere state provate. Eppure quando sono lì attenta io sento i brividi , vengo portata in un altro mondo, vedo colori che prima non sapevo di conoscere... Insomma ecco appena, o quasi, finite due esperienze meravigliose.
Carmen dal Metropilan Opera di New York. Si sa che l'opera è quello che è. Non può di certo cambiare ma cambia sicuramente il modo di dirigerla, cambia la regia ,la scenografia e cambiano soprattutto le voci. Non ero preparata ad una Carmen così coinvolgente e così eccitante.
Bellissime voci, una scenografia molto curata, e soprattutto lei la leonessa del palcoscenico. Carmen era veramente entrata nella parte di Carmen. Lei era una zingara che regalava amore e che voleva mostrare tutto il suo potere sugli uomini e così è stato. Mi ha fatto diventare lei. Non riuscivo più a stare ferma, era travolgente. La musica ha fatto il resto. Per tutta la durata dell'opera lei era bellissima e affascinante trasmettendo quella sensazione anche a me che invece dei blue jeans mi sentivo in guepiere.



Nonostante non fosse né particolarmente bella né particolarmente magra anzi, lei sembrava veramente il serpente che incantava la vittima. Allora l'importante non è essere belle ma credere di esserlo? Lei sicuramente ci è riuscita e forse io sono uscita con un po' più di autostima. Da domani ceretta, niente cioccolata, passeggiata, tacchi alti un filo di trucco... sarà vero? Di certo no! Io sono come sono e non sarei capace di fare come Carmen... Peccato a volte i sogni non son solo desideri ma diventano realtà. Io alla mia età non credo più nei sogni anzi io faccio solo incubi. Comunque una Carmen che veramente meritava e che mi ha lasciato un argento vivo addosso, una carica di positività, una spinta per vivere meglio una vita che in effetti bisogna vivere e che si deve vivere al meglio. Grande musica che non solo scalda il cuore ma te lo mette a fuoco e che ti inebria, ti scuote, si impossessa di te e ti da una carica che non credevi fosse possibile quando ti sei seduta nella poltroncina del teatro.
Ovviamente l'opera è una cosa che bisogna amare e io ho cominciato ad amarla da piccola per poi lasciarla per altra musica per poi ritornare ogni tanto ad apprezzarla.



Ieri sera invece cambiamento di ritmo:Gilbert Gil.
A differenza della Carmen che è una musica potente e violenta che resuscita i morti, che ti infonde vigore, che ti incita, che ti spinge, che ti dona la forza per continuare a vivere godendoti la vita senza pensare al domani Gilbert Gil fa una musica raffinata struggente, allegra malinconicamente o malinconica con allegria.
Comunque una musica che non riesce a tenerti fermi i piedi che continuano a battere il ritmo del samba. Quanta tristezza e quanta allegria, quanta delicatezza in quelle mani e quanto amore in quella voce. Lui riempi il palco e io mi perdo in quadri che non esistono in colori che affiorano dalle note. Dalla sua chitarra escono donnine vestite con gran cesti sulla testa pieni d frutta che ballano sotto piogge torrenziali o sotto un enorme sole di un arancio che sembra poter essere spremuto e lasciare scendere il suo dolce succo. La musica fa strani sortilegi e i quadri si moltiplicano. Vedo ascoltando una mostra che si propone solo per me, per la mia fantasia che si è aperta e inchinata davanti a tante belle note messe assieme in modo magistrale. Non pensavo che la musica potesse diventare improvvisamente visiva. Eppure io vedo cose che in realtà non ci sono che solo lei mi ispira. Ma in fondo io sono solo un pappera e forse le oche si lasciano trasportare senza fare resistenza … O forse è veramente questa la maniera per ascoltare la musica? Aprire la mente e lasciare che tutto ciò che sentiamo venga a galla senza preoccuparci di ciò che ci sta intorno ma godendo o soffrendo con le sue note. Io per due ore sono stata immobile, piedi a parte, ma di sicuro ho viaggiato tanto.
Da solo su quel grande palco Gil ci ha fatto vivere il Brasile e la sua musica, mi ha fatto vedere ciò che lui vede del Brasile e della sua musica. Mi ha fatto provare quell'emozione che la musica deve suscitare. Mi ha fatto sognare e mi ha fatto vedere un'altra faccia del mondo. Allegramente e con malinconia sono salita in macchina e tornata a casa mia sempre i rima e sempre canticchiando un motivetto che non mi ha ancora lasciato e che si è trasformato in ninnananna per conciliarmi un giusto sonno.








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ALT STOP FERMI TUTTI SI TORNA INDIETRO! 


Ero rimasta ancora a Roma... Ma come faccio a rimanere sempre indietro? Perchè il tempo corre così in fretta? Perchè non si ferma un attimo... Ho il fiatone e mi mancano i piedi... Lui,il tempo, lo sa ma tanto se ne frega di me e di tutti... Lui, sempre il tempo, ha il suo passo e non molla mai... Certo che ha una costanza... Il tempo è costante... Chi lo ha detto e l'ha veramente detto qualcuno? Non è vero. Il tempo è sempre lungo quando stai male è breve quando sei felice. E' inversamente proporzionale alle mie emozioni. E' un filo di chewing gum che si allunga e si accorcia se io sento male o sto bene... Mai più gomma da masticare … Chi dice che fa male ha ragione... Il dolore è lunghissimo ma dove mi ero fermata? A Roma! Certo a Roma e da lì sono tornata a casa con gli occhi pieni di cose belle e con una settimana nuova da affrontare... In realtà mi rendo conto che non faccio nulla tutto il giorno anche se sono sempre impegnata. Cosa farò? Logico: perdo tempo!
Eppure nonostante non faccia nulla quello, sempre il tempo, corre sempre e io guardo l'orologio con odio e rancore. Non so perchè ma ultimamente lui mi manca un po' come mi manca l'aria. Faccio fatica, arranco e non riesco a prendere la spinta per essere un po' più serena e non pensare che ormai di tempo ne ho sempre meno. Ultimamente questo è il mio problema... Sento di non avere tempo... Sono diventata sensitiva... Mio dio assomiglio al Generale...Ti prego no questo no non lo sopporterei … Non voglio assomigliare a nessuno... Voglio essere io, voglio perdermi in me stessa, voglio ritrovarmi, prendere il filo della mia vita e poi lasciarlo per perdermi dentro ad un mare di colori e poi ecco arrivare il nero e io mi tuffo dentro aspettando di vedere cosa c'è dopo il nero e dopo il nulla..
Persa di nuovo. Non ho proprio speranza eppure sono io che faccio muovere le dita ma loro, queste brutte mascalzone, anche se io scrivo solo con due dita, volano sulla tastiera e raccontano cose che io non ho neppure pensato oppure ho pensato ma non me ne sono resa conto... Le mie dita sono un po' come la macchina della verità scrivono ciò che io mi rifiuto anche di pensare... E di nuovo persa nel nulla e nel bel mezzo di tante parole che non servono perchè non sono ciò che volevo dire … O no?
Comunque tornata da Roma mi aspettava L'Ermitage al cinema ovviamente. Mi ha lasciato con la bocca un po' asciutta ma con la voglia di andare a San Pietroburgo prima di morire. E' un viaggio che considero da tempo ma il tempo, come si sa, non è un mio alleato e io non lo trovo mai anzi lo perdo.
Il giorno dopo mi aspettava il film :I due volti di gennaio. Tralascio perchè in realtà anche se tutti dicono che è bello, le recensioni lo danno come un gran thriller, io veramente l'ho trovato noioso e anche non ho capito nulla... Avevo perso ovviamente il senso. Il giorno dopo ( settimana di tour de force) balletto :Manon. Mi è piaciuto tantissimo ma devo confessare che mentre lo guardo riesco ad esprimere un giudizio, a creare una storia, a raccontarla, poi a distanza di tempo indovinate un po'? Perdo la memoria e non ricordo più nulla. Mi devo mettere in testa ( ho perso anche quella mi sa, ma dove l'avrò messa? Di sicuro sono certa che chi l'ha trovata ne ha fatto una zucca per Halloween). Comunque è stato uno dei balletti più interessanti forse perchè non lo conoscevo? Le cose che non si conoscono piacciono di più perchè non si possono confrontare? Forse. Oppure un termine di paragone riesce a chiarire le idee... Gigi Marzullo... Ma quali idee siamo sinceri io non ho tempo per le idee e anche quelle come mi vengono scappano via inorridite vedendo il mio misero cervello... E' vero poverino è piccolo e modesto e forse questo è il motivo per cui non ho ancora imparato ad averlo? Come dice il Generale io sono senza? Serata successiva commedia... Io passo da un museo a un balletto ad un concerto al teatro con la stessa facilità con cui riscaldo la minestrina... Ovvio non sapendo con cosa ragionare non vedo la differenza. Comunque :Il ventaglio commedia di Goldoni piacevole giocata sull'equivoco di un ventaglio che passa di mano in mano creando pasticci... Carina vissuta con allegria e con fame (non avevo mangiato!). E qui finisce la settimana per fortuna... Tanta cultura e in così poco tempo mi ha debilitato e io sono caduta morta venerdì sera per riprendermi solo al lunedì che era già il 20 di gennaio. Non ho voglia di raccontare per esteso tutto quello che faccio e quindi lascerò stare di aver visto le Nozze di Figaro e anche di averle sentite... Ma c'è un piccolo particolare... improvvisamente ho avuto un déjà vu e mi sono ricordata di averlo già sentito e già visto... Quindi ho trovato la memoria? Era persa tra le pagine di Mozart e si stava allegramente ascoltando un andante? E se ascoltava un andante, stava andando con lui oppure era sempre rimasta al suo posto? Certo è che finalmente ritrovata la memoria ho deciso di sottolinearla con l'evidenziatore giallo e così spero di non perderla.. Ma secondo me lei scapperà di nuovo. Io ho una teoria... Io non perdo le cose sono le cose che scappano... Devo mettere molta paura io... Devo essere una specie di orco!
Archiviate le nozze sono andata al cine a vedere uno dei più bei film che ho visto quest'anno:Amore cucina e curry. A differenza di quello che dicono le critiche a me è piaciuto tanto anzi tantissimo anzi lo andrei a rivedere anzi comprerò il cd con gioia del Generale che potrà dirmi che io butto via i soldi... Mi sono piaciute le ricette, i colori, gli abbinamenti, le foto quasi cartoline, i piatti e infine perchè no anche i sentimenti e il modo in cui vengono espressi. A volte per fare arte è sufficiente un riccio di mare. Io quel sapore non lo dimenticherò mai... E' un sapore di ricordi belli, di barca, di tempi ormai lontani che però grazie all'evidenziatore sono rimasti lì chiusi fra cuore e memoria che non fa rima ma che rende l'idea. Insomma per me uscita dal cinema sarei andata al ristorante indiano... Forse era fame? E arriviamo alla domenica... Domenica scorsa? Si dai corri che ce la fai ti stai riprendendo... Ti stai avvicinando a sabato dei santi e poi via sarà di nuovo domenica...
Domenica pomeriggio abbonamento lirica: Madama Butterfly
Non si sa ancora se sia inverno o no comunque io soffro caldo e freddo. Starò male? Nooo è solo che questo autunno o inverno o mancata estate non sta rispettando i tempi... Anche le stagioni hanno problemi con il tempo? Ultimamente pare di sì. L'anno scorso era un freddo cane e si viaggiava in cappotto oggi invece giacchettina di velluto ma alla sera farà un freddo boia e io mi infilerò sotto la doccia bollente per scaldarmi. Sarà stata l'emozione o l'autunno che non si è più sentito mancata estate e per non essere preso in contropiede è diventato inverno?
La temperatura ha subito un brusco calo... Ho capito, anzi l'ho sentito tutto il freddo... Mi è entrato nelle ossa e da domani per quattro giorni avrò un terribile torcicollo... Veggente ? No solo scrivo dopo una settimana e quindi so cosa è avvenuto ...Solo torcicollo... No anche torcispalla... Sembro una scopa... Anzi sembro Maga Magò che ha mangiato una scopa... Ho anche la tutina fucsia. Non mi muovo, rotolo... Mi fa male anche parlare... Il mandarino che ho in gola potrebbe essere una causa? Via via non pensare al peggio tanto la tua ora è già scritta e quando arriverà vedrai che lo saprai di sicuro... Passeggerai nel nulla e vedrai tutto dall'alto...Saprai tutto e condividerai tutto... Ma se non riesco neppure a condividere il pc mio con il mio 2... A proposito mi hanno messo la fibra ottica... adesso ci vedo molto meglio... Scherzo ma non capisco la differenza tranne che l'allarme non funziona se manca la corrente... Boh... Comunque ho la fibra ottica … Forse sarà la stessa cosa da morta... Torniamo alla poveretta che si esibiva al Verdi. Se non ci fosse stata lei sarebbe stata una bellissima opera. L'avessero uccisa da piccola non sarebbe stato un crimine..Lei adesso uccide Puccini... Vedi che danni possono fare i bambini?Uccidere Puccini... fa anche rima!
La scenografia mi è piaciuta molto soprattutto quando hanno fatto svolazzare le cartine come quando fanno a capodanno solo che queste sembravano farfalle. Volteggiavano candide nell'aria muovendosi al ritmo dei violini. Leggere e bellissime farfalle che hanno ricoperto il palcoscenico. Anche le luci erano belle e il giorno faceva seguito ad una notte di luna brillante. Insomma si sa a me piace tutto e infatti sono uscita contenta e ghiacciata tranne per la soprano che avrei volentieri ucciso assieme al freddo che mi ha dato la tremarella fino a casa. Ed era di nuovo lunedì e io mi sono preparata con la trapunta, il thermos di caffè corretto grappa, berretto sciarpa e cappello di lana e sono andata a vedere I due Foscari. Con Placido Domingo ovviamente al cinema in diretta da Londra. Altra bella opera. Non ho patito freddo, non avevo ancora il torcicollo e tutto filava liscio.
Ho bevuto anche un buon caffè non del thermos e sono stata felice, e non era corretto grappa, fino al giorno dopo. I costumi erano bellissimi e ho pensato di farmi un cappotto con lo stesso colletto... Metterò in pratica al più presto. Ecco a cosa serve vedere l'opera: a rimodernare i cappotti.
Dopo questo tour de force mi sono presa il torcicollo come dicevo e ho passato tre giorni tra divano e letto e letto un paio di libri nell'attesa che il mio collo smettesse di farmi impazzire come diceva Nora Ephron. Uno dei due anche abbastanza carino che consiglio in caso di giramento di collo: Il segreto di Rembrandt
Sempre per stare in tema di cultura anche se in realtà questo è un semplice thriller ambientato nel mondo esclusivo delle gallerie d'aste e dei collezionisti di opere d'arte di Amsterdam. Veloce e senza pretese giusto per chi ha l'influenza o vuole dimenticare i dolori non solo reumatici ma anche romantici.


Alberto Sughi

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