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Io e Papperina
Dolore 


Ho conosciuto il dolore
(di persona, s’intende)
e lui mi ha conosciuto:
siamo amici da sempre,
io non l’ho mai perduto;
lui tanto meno,
che anzi si sente come finito
se, per un giorno solo,
non mi vede o mi sente.
Ho conosciuto il dolore
e mi è sembrato ridicolo,
quando gli dò di gomito,
quando gli dico in faccia:
Ma a chi vuoi far paura?
Ho conosciuto il dolore:
era il figlio malato,
la ragazza perduta all’orizzonte,
il sogno svanito,
la miseria dopo l’avventura;
era il brigante all’angolo
che mi chiedeva la vita;
era il presuntuoso tumore che mi porto dentro
da una cellula impazzita;
era Dio, che non c’era
e giurava, ah se giurava, di esserci;
la sconfitta patita,
l’indifferenza del mondo alla fame,
alla povertà, alla fatica;
l’ho conosciuto
e l’ho preso a colpi di canzoni e parole
da farlo tremare,
da farlo impallidire,
da farlo tornare all’angolo,
pieno di botte,
che nemmeno il suo secondo
sapeva più come farlo di nuovo salire sul ring,
continuare a boxare.
E, un giorno, l’ho fermato in un bar,
che neanche lo conosceva la gente;
l’ho fermato per dirgli:
Con me non puoi niente!
Ho conosciuto il dolore
ed ho avuto pietà di lui,
della sua solitudine,
di questo cavolo di suo mestiere;
l’ho guardato negli occhi,
che sono voragini e strappi
di sogni infranti:
Ti vuoi fermare un momento?”, gli ho chiesto,
Ti vuoi sedere?
Vieni con me,
andiamo insieme a bere.
Hai fatto di tutto
per disarmarmi la vita
e non sai, non puoi sapere
che mi passi come un’ombra sottile sfiorente,
appena-appena toccante,
e non hai vie d’uscita
perché, nel cuore appreso,
in questo attendere
anche in un solo attimo,
l’emozione di amici che partono,
figli che nascono,
sogni che corrono nel mio presente,
io sono vivo
e tu, mio dolore,
non conti un cazzo di niente


Così canta Vecchioni e il dolore si voltò e fu lui a guardarlo negli occhi... Cercò il riflesso della sua immagine ma vide solo un folle che lo guardava... Fu questione solo di un attimo e il dolore si trovò faccia a faccia con se stesso e cominciò a piangere di se stesso, cominciò a strapparsi i pochi capelli che ormai gli rimanevano e cominciò a soffrire tutto quello che aveva fatto soffrire agli altri. Si rese conto della sua stessa cattiveria ma in fondo che colpa aveva lui se Dio lo aveva disegnato così? Il dolore doveva per forza far male altrimenti avrebbe avuto un altro nome. Vide il buio, vide l'orrore dei corpi bruciati dal tempo e fermi nella posa in cui lui li aveva rapiti entrando all'improvviso nella loro vita e rubando loro non solo l'anima ma anche il respiro, il sorriso, la felicità. Li prese nel sonno, li prese nell'atto più bello quello dell'amore, li prese mentre allattavano al seno un bimbo con infinita dolcezza, li prese mentre rubavano un fiore e fece morire anche il verde, il rosso e il giallo. Rubò l'anima ai colori perchè il dolore è solo il signore nero della notte senza stelle, rubò i colori ai pittori e rubò loro i pennelli facendoli morire le loro mani che non potevano dipingere, rubò la voce alle canzoni e la musica allo spartito, rubò le corde delle chitarre e seccò l'inchiostro a chi la penna invece la usava come musica, cercò pace ma non la trovò. Il dolore non ha mai pace ne la troverà mai perchè il dolore può essere solo sordo e non può sentire nulla, non un suono non una parola, non una risata. Il male non si sente, il male fa solo male, il male si prova, ti si infila fin sotto le unghie e si attacca come l'edera e tu puoi solo provarlo e subirlo e aspettare sperando che passi. Il male non passa mai... Al limite si attenua, forse diventa solo fastidio ma ne devi aver provato talmente tanto che quello che è poco per te per gli altri è insopportabile. Lui si cercò ancora un'altra volta e poi un'altra ancora, ma vide solo spettri, fantasmi di se stesso che volteggiavano, le bocche spalancate nell'urlo che Munch ci regalò... Guardò ancora una volta cercando di cogliere almeno un particolare che non facesse orrore. Ma il male vide solo se stesso e si spaventò ancora di più. Come potevano averlo disegnato così male? Chi lo aveva inventato e perchè? Perchè doveva essere così brutto così cattivo così terrificante? Cosa aveva fatto lui di male per essere tale? Il male tirò un pugno a se stesso ma l'immagine si ruppe in mille pezzi che riflettevano mille mali e lui si ritirò in silenzio piangendo sulla cattiveria di quel Dio che lo aveva inventato. In fondo anche il male non era poi il peggio...


Vecchioni: Ho conosciuto il dolore
De Chirico: Archoelogo

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Ragazzi brutte notizie ... 



Ho cercato ovunque il cervello ma proprio non vi è traccia.
Dove ne posso comperare uno? E poi mi serve?Sapete in questo momento sono in fase di ristrettezza economica causa mancanza di lavoro..
Voi vi chiederete come è possibile ebbene vi do ,per voi, delle belle notizie la vita si è allungata si muore ormai oltre i novanta per cui esiste un buco dove non si lavora e quel buco è anche da me quindi il primo passo NON SPENDERE.
Questo fatto ovviamente ha avuto forti ripercussioni sul mio stato mentale che vi elencherò:
1) Attacchi di panico .Mi sveglio tutta sudata oppure se sono sveglia ovviamente non mi sveglio ma mi vengono le vampate . Mi sento un formicolio in tutto il corpo ,mi sembra di non respirare e mi si chiude lo stomaco. Corro in bagno e vomito. Tutto questo è meglio descritto nel male oscuro di Giuseppe Berto
2) La convinzione di essere sull’orlo del fallimento ,quindi si apre il sipario su una piccola cella dove io ,povera capinera, languisco su un lurido pagliericcio. Naturalmente siccome non avevano posto nel reparto donne ,come quella volta che sono stata operata al piede,mi hanno messo nel reparto maschile con tutte le conseguenze.
3) Il continuo far calcoli sulla mia posizione economica soprattutto per prendere sonno meglio..
4) Il non dormire che equivale ad essere una specie di iena alla mattina quindi ringhio a tutto e a tutti soprattutto a Lulù che essendo la più vicina ,ha tutti gli svantaggi..lei mi guarda ,mi si strofina addosso,mi lecca la mano come per dire: NON IMPORTA IO TI AMO LO STESSO e poi VEDRAI ANDRA’ TUTTO BENE..
5) Non posso uscire perché se no compro tutto e non devo..
A questo punto non posso nemmeno comperare un cervello …
Forse se tutto va bene potrei rubarlo, come in Frankenstein Junior... E forse, come nel film, ruberei il cervello sbagliato anzi,sicuramente data la mia fortuna..
Che cervello ruberei? Non di sicuro quello di un assassino sarebbe troppo favorevole al mio lavoro...E io non sono fortunata così...Forse di un ladro? Già mi vedo Diabolik le sopracciglia in su le ho ..la tuta non starebbe bene come a lui ..avrei una tuta palla la famosissima tuta palla di Diabolik, non potrei girare in Jaguar perché non ci starei ma mi comprerei un rullo compressore :il famosissimo rullo compressore, ideato dalle sorelle Giussani,di Diabolik ingrassato così godrei anche dell’aria e per la festa un bel trattore largo e spazioso con aria condizionata e musica, naturalmente non avrei Eva Kant ma potrei usare la mia amica (tanto per ricordarvi il famoso tronco con la pancia)...
Oppure mi potrebbe capitare un cervello di un genio e potrei inventare di tutto a cominciare dallo shopping gratuito, molto conveniente soprattutto per chi vende così potrei avere tutto ciò che desidero gratis salvo poi avere degli enormi problemi di spazio che ho già ma moltiplicati per mille.. potrei anche avere quello di un grande politico ed eliminare tutte le tasse alle donne che hanno imprese di Onoranze Funebri e ovviamente, per compensare, alzarle negli altri settori... Viaggerei in un auto enorme blu ossequiata da tutti perché come dicevo prima essendo una palla non si saprebbe mai di che partito faccio parte … E non ridete perché un partito che si chiama come me c’è. e non solo un partito... Questo mi crea una crisi di identità non so più chi sono :un partito...una catena di supermercati...un fiore...una pizza … una palla? Oppure un cervello alla Mariline Monrooe..Questo si che mi piacerebbe potrei mettermi finalmente quel fiocco rosa che lei sfoggia sul sedere e che ho sempre sognato sarei stupenda una palla con un fiocco …
Ma dove starebbe il fiocco se rotolo? Avrebbe lo stesso problema del politico ...Peccato non potrò mai avere quei vestiti tutte paillettes, attillatissimi, gambe lunghe sottile con tacchi 15 portati con la disinvoltura di un infradito, e tutti gli uomini ai miei piedi...
E poi potrei avere quello di uno scrittore e così potrei riscrivere Guerra e pace, L’uomo senza qualità, Sogno di una notte di mezza estate, Il male oscuro...Potrei essere un novello Goethe o disquisire di filosofia ad alti livelli, parlare dell’infinito se è finito o no...Se esistono infiniti maggiori o minori di classe A o B oppure avere il cervello di un Michelangelo e riuscire a mettere su carta tutti i colori che vedo e inventare un nuovo modo di pittura insomma perché proprio a me manca il cervello ?
Siamo sicuri che quando sono nata lo avevo? E se lo avevo per caso si è sciolto nel tempo come l’unghia del mio piede in varechina? Già sono senza un unghia dell’alluce causa una botta sotto il cancelletto del mio patio presa ancora secoli fa … Da quel momento l’unghia è sempre ricresciuta male ..
Antonella, la mia estetista, colei che si prende cura delle mie unghie che io regolarmente mangio e rompo per cui ogni volta prendo un sacco di parolacce , mi ha dato prima una cura di spennellature di non mi ricordo cosa poi l’ultima volta mi ha consigliato di fare delle spugnature di varechina sull’unghia.
Per me il fatto delle spugnature era inutile così ho preso un bicchiere, l’ho riempito di varechina e ci ho messo dentro il ditone, poi ho aperto il pc e ho dimenticato il dito... Morale quando nella mia mente è comparso il dubbio che fosse passato troppo tempo mi sono accorta di non avere più l’unghia e per fortuna che ho ancora il dito perché se non ricordo male le unghie ricrescono ma le dita no...
Alla fine di tutto ciò allora non sono solo senza cervello ma anche senza soldi e soprattutto sono senza unghia e quindi questa estate non potrò farmi il french e mettermi i miei meravigliosi infradito che avevo comperato assieme alla borsa ovviamente accompagnati da un completino uguale e credetemi questa è la cosa più grave.

Questo era un vecchio capitolo scritto circa sei, sette anni fa e ritrovato mettendo ordine nelle carte. Come mai metto ordine nelle carte? Perchè da un paio di mesi mi sono arrivati scatoloni pieni di contabilità di un “AMICO” da mettere in ordine. Come sempre io mi sono lasciata prendere la mano e così ho messo a posto anche le mie trovando ricordi che non avrei mai voluto trovare. Nello stesso periodo mia madre sta facendo lo stesso e oggi domenica 24 novembre sta tirando fuori tutte le sue agende per “Ricostruire il suo passato” come dice lei. Le ho appena consigliato di lasciar stare che il passato è passato e i ricordi dimenticati evidentemente non erano importanti o facevano troppo male per essere ricordati. Ma ovviamente mia madre non mi darà retta e passerà una domenica nel pianto del passato:

L’albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da’ bei vermigli fior,
 
nel muto orto solingo
rinverdí tutto or ora
e giugno lo ristora
di luce e di calor.
 
Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,
 
sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra;
né il sol piú ti rallegra
né ti risveglia amor.

Poveretto. Anche lui(Giosuè) doveva essere infelice quando gli sgorgava dal cuore e poi passava alla mano quello che noi avremmo dovuto poi, passati tanti anni, maledire perchè dovevamo imparare a memoria!
Comunque mia madre sola con le agende partorirà anche lei triste canzoni e la tristezza la riempirà ma arriverà la Vanoni (non la riforma del sistema tributario...ma quella della mala...quella che canta) e mia madre si accorgerà che Vinicius con Toquinho l'hanno preceduta...


Tristezza
per favore va via
tanto tu in casa mia
no non entrerai mai
c'e' tanta gente
che ha bisogno di soffrire
e che ogni giorno piange un po'
invece Ornella
vuole vivere e cantare
e deve dirti di no

Mia madre non dirà di no e su Padova si scatenerà un alluvione di lacrime che porterà via tutto lasciando solo fango e desolazione come è successo alle Filippine e come è successo alla Sardegna. E anche le nostre galline moriranno chiuse nel pollaio affondando nel guano causato dalle lacrime della tristezza della Gabriella. Sarà ricordata come “La strage delle ignare galline padovane”.
Sarà una perdita gravissima . Una specie che verrà persa e dimenticata. E perchè? Perchè qualcuno ha voluto ricordare ciò che invece non andava fatto e il fato, o Dio, o chi si voglia, ha pensato bene di punire un'intera città. Mah! La giustizia è veramente giusta? Non è che hanno messo la bilancia nei tribunali proprio per far capire che non sarà mai in equilibrio perfetto se non quando è scolpita o disegnata?
Da me le lacrime di mia madre non sono ancora arrivate ( o non ha ancora aperto le agende e le cataratte del cielo sono ancora tranquillamente sotto le coperte delle nuvole al caldino a scaldarsi prima di uscire e piangere sulle sventure della terra che bagnano ora troppo ora troppo poco perchè di giusto al mondo non c'è mai niente salvo quando va tutto bene, cosa impossibile che facciamo finta succeda alla mezzanotte di capodanno quando per forza vogliamo e dobbiamo divertirci). Oggi c'è ancora un po' di sole e il mio corbezzolo ha fatto tutti i suoi campanellini bianchi. Ieri una meravigliosa farfalla si era posata. Ho tentato con il cellulare e di immortalare il momento ma la distanza era troppa e la farfalla non ne voleva sapere di farsi fotografare. Ma le farfalle non muoiono di freddo? Hanno una casa? Certo! Hanno la casa delle farfalle ad Abano dove puoi vedere tutte le specie. Forse questa era momentaneamente evasa e forse le gazzelle dei carabinieri( sono gazzelle, pantere, elefanti ...Non mi ricordo mai..Forse sono scimmie...) che ho sentito passare cercavano proprio lei retino alla mano (spero solo che il retino lo avessero quelli che non guidavano...)
Ma non l'hanno trovata lei si è nascosta tra le foglie e i campanelli e io ho perso ( perdo sempre tutto ancora oggi) la foto.
In compenso non perso la mostra di Salviati nei musei Eremitani. Non ho mai visto un cesso più cesso se non quello della Ginori! Pochi vasetti che forse se la mostra la facevo io con quelli che avevo era meglio. Un centinaio di esemplari che di raro non avevano niente. Unica consolazione:non aver pagato nulla!Ah solo una piccola nota: la mia unghia dopo 13 anni ha cominciato a ricrescere ed io ne ero veramente orgogliosa e giù pensavo allo smalto da mettere l'anno prossimo ( non rendendomi conto che forse l'alluvione delle lacrime di mia madre mi avrebbero sommersa e io sarei perita sotto una montagna di fatture e bolle di accompagnamento diventata improvvisamente troppo pesante per essere gestita e sollevata). MAI FARE PROGETTI! E infatti è proprio il dito che scivolando sul gradino è andato a sbattere con la violenza che potrebbe avere l'acqua della famosa alluvione delle galline padovane causando una dozzina di ematomi (che sarebbero il meno data la varietà di colori in cui il nostro occhio può perdersi... Perdo sempre tutto ancora una volta) e un dolore che ha distanza di un mese non è ancora passato. Cammino zompettando e ovviamente siccome le disgrazie non vengono mai da sole il mio mal di schiena è accentuato dal fatto di non poter appoggiare bene il piede. Sembro il Gobbo di Notre Dame. Gli assomiglio talmente tanto che forse mi prenderanno per farne la parte nell'opera di Cocciante. Ho deciso di andare a fare i provini dato che non mi hanno preso per fare il film con Checco Zalone e io per dispetto non gli darò la soddisfazione di spendere i soldi per andarlo a vedere. Come dici? Ho la tessera e posso vederlo gratis... Beh nemmeno la soddisfazione di vederlo allora!


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Cara Madre 


Cara madre,
So benissimo che non ti piace essere chiamata così...Ed è proprio per questo che io lo faccio. Per non essere troppo lecchina, troppo sdolcinata, troppo sbaciucchina e anche per darti un motivo per arrabbiarti con me, altrimenti sarei una figlia perfetta e la perfezione per me è solo noia mortale....
C' è un tempo per tutto. A volte la vita ti fa fare scelte difficili che poi magari con il tempo nemmeno ritieni giuste ma se si potesse prevedere il futuro Dio che cosa ci starebbe a fare?
Il nostro è un rapporto strano. Tu non sei una mamma normale ( non ridere non nel senso che pensi tu... non hai nessun handicap e forse questo è proprio il tuo handicap...)
Non sei una mamma normale perchè tu forse non hai mai fatto la mamma. Non prendere queste parole come un demerito oppure come un rimprovero. Non ho nessuna di queste intenzioni. A volte la stessa verità come dico spesso è vista da punti diversi e risulta per questo diversa. Io mi ricordo poco la tua presenza nella mia infanzia. Non voglio discutere il perchè o il per come. Ormai non ha senso C'è un tempo quando si diventa adulti in cui si deve smettere di guardare il passato e di giudicarlo. Bisogna quasi dimenticarlo e poi, quando non hai più ricordi, devi andare a cercare quelli belli e imprimerli nel file del tuo cervello.
Per tanto tempo non ti ho vista, non ti ho cercato e forse non ti ho nemmeno pensato. Non voglio rivangare i perchè. Non ha più alcun senso piangere sul latte versato( lo abbiamo mai versato? E poi perchè dovevamo versarlo?) Non ha più alcun senso nemmeno chiedersi i perchè delle cose successe. Non si può cambiare il passato ne si possono cercare gli errori fatti e anche se fosse possibile ormai non sarebbero riparabili. Ormai il pasticcio è stato fatto (sarà anche questo come il latte o sarà che ormai è ora di mangiare e io ho fame? Il signor Sigmund Freud mi direbbe che la causa della fame è il cattivo rapporto che ho con i genitori).
Ma appunto è inutile voltarsi indietro... Magari potremmo anche diventare statue di sale e ci salirebbe la pressione che tu hai già alta o bassa a seconda di come ti svegli.
Ho incontrato nella mia vita tante persone che sembravano buone e poi alla fine invece si rivelavano delle serpi in seno ( e io di seno ne ho tanto... una quinta abbondante!)e una in particolare nonostante tutto il male fatto ha fatto una cosa buona:mi ha spinto a telefonarti dopo 27-28 anni di silenzio. Silenzio mio ma anche tuo quindi colpe a metà. In realtà questa specie di omino ha solo affrettato un po' il processo di avvicinamento che era già in atto da tempo. L'ho capito leggendo il mio blog all'indietro. Così come ho scritto, ti ho chiamato e da li abbiamo percorso più o meno la stessa strada. Anche se ancora non capisco molto di te, come del resto succederà anche a te, penso di conoscerti meglio io. Forse perchè il mio carattere mi porta a studiare le persone mentre tu mentre guardi una cosa ne pensi un'altra. Sei un vulcano in continua eruzione. Un piccolo grande Vesuvio che sommerge tutti quelli che gli stanno attorno. Tu sai come prendere le persone, come non farti mai dire di no, come ottenere sempre ciò che vuoi. Poi naturalmente la tua versione è del tutto diversa ma come ho detto prima basta cambiare il punto di vista e cambiare un paio di virgole e la frase diventa il contrario della precedente. Io continuerò comunque a vedere le cose dal mio punto di vista anche se la tua personalità è talmente forte da avere ogni tanto il sopravvento. Ma è estremamente difficile riuscire a condizionarmi. Ho avuto una buona scuola. Mi sono persa come sempre nei meandri della mia mente contorta (vedi foto). Oggi chissà perchè mi sono sono svegliata un po' male(Quando mai mi sveglio bene io? Quando mai vedo la vita rosa? Quando mai non mi creo un problema?) e quando mi succede o mi lascio morire nel letto finchè non sento i morsi della fame e della sete oppure con un salto che compromette ulteriormente la mia schiena che continua a far male,mi lazo e mi metto a pulire. Oggi il salto mi ha fatto pulire tutta la mia casetta... Si la chiamo casetta perchè sono nel reparto invernale e anche se mi sento bene, quando vado nella parte estiva per dare acqua a miei limoni e ai tuoi cactus, respiro un po', anzi mi perdo nello spazio un po' come faceva fare Kubrick in Odissea nello spazio o più moderno in Ender's game quando fanno la guerra nel vuoto). Non so se sono già pronta a lasciare più di vent'anni in questa casa ma comunque come mi hai insegnato tu è inutile ipotecare il futuro. Non sappiamo cosa possa succedere e quindi viviamo alla giornata tanto, sempre come dici, Dio ti ha sempre aiutato e continua a farlo. A me forse non mi vede perchè non mi aiuta in niente o forse, visto sempre da un altro punto di vista, io non me ne accorgo. Comunque ti volevo ringraziare per questi anni perchè ritrovare una mamma non è una cosa da niente e non sentirsi più soli è ancora di più. Con te vicina mi sento più forte, non ho più tantissime paure ( solo molte...), so comunque di avere una persona che mi vuole bene, magari a modo suo ( ma chi ti vuole bene a modo tuo? Nemmeno Dio infatti io non riesco a capire quando mi aiuta...), magari senza tanti slanci di affetto perchè tu, ammettilo ora e poi non torniamo più su questo argomento, non sei affatto affettuosa nemmeno con Pepe povero gatto che aspetta una carezza che non arriva. Ma io ti conosco e ormai so che da te sicuramente sarà difficile avere una coccola ma poi in fondo non sono queste le cose importanti. Dicevo che questa mattina mi sono ritrovata a pulire e poi a cucinare verdura cotta e broccoletti. Li ho divisi a metà e ho pensato che in genere sono le mamme che cucinano per le figlie che sono sempre impegnate... Noi abbiamo i ruoli invertiti. Ma io sono felice di cucinare per te e sono felice di dividere il mio tempo con te e sono felice soprattutto perchè presto andremo a farci una vacanza per la prima volta in vita nostra. Spero di essere buona, di essere paziente, di non contraddirti, di non voler aver ragione su cose che è impossibile vedere nella stessa maniera. Ho vissuto tanto tempo senza di te e questo vale anche per te quindi non siamo abituate a questi ruoli ma io mi sto impegnando molto. Sto studiando cosa ti da fastidio (oltre al sibilo dei denti) per cercare di non farti innervosire. L'unica cosa che non riesco a capire è come fai ad avere tanta energia alla tua età, ad essere così lucida, così attiva così sempre pronta a tuffarti in nuove avventure. Hai sempre il cervello in movimento e, anche se a volte sarebbe meglio che fosse fermo perchè ogni tanto ti lasci prendere la mano dai sogni,sei da ammirare. Io ti faccio fare una vita che è pesante anche per me. Andiamo al cinema, ti porto a teatro, ti faccio conoscere la mia musica, adesso ti porto via tre giorni che forse saranno pesanti perchè in programma abbiamo spettacoli e mostre e quindi per te che cammini poco (Ecco l'unica cosa che non fai bene nella tua vita...e che invece dovresti fare) sarà come fare la maratona di New York. Ma se la fa Gianni Morandi la puoi fare anche tu... Lo so lui è più giovane ma tu hai una marcia in più in tutto. Spero siano tre giorni indimenticabile, spero che l'albergo sia di tuo gradimento( anche se questo non è possibile perchè come minimo la camera avrebbe potuto essere al piano di sopra o di sotto), spero che i posti che ho fissato siano belli, che ci facciano vedere uno spettacolo che io penso debba essere meraviglioso e che mi ritengo fortunata di poter vedere dal vivo... Spero sia bel tempo spero non faccia freddo, spero non piova e soprattutto spero che ci divertiremo molto. Per tutto questo e per tanto altro volevo dirti grazie e soprattutto ti voglio bene.

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Papperstory: La vita di I&P. Incendio parte seconda 


E’ passato un mese dall’incendio e noi viviamo sempre più accampati che mai, mentre il genitore vive nel suo regno bianco, lindo e soprattutto profumato. Io sembro un toro inferocito dalle cui narici esce un fumetto che altro non è che il nero che sto cercando di togliere da tutto e che invece invade anche me.
Continuo a pulire senza un risultato visibile e i muri sono ancora caldi. Penso: Almeno risparmio in riscaldamento! Vediamo il lato positivo…
Ma in fondo esiste un lato positivo? Ormai cominciano a sorgermi alcuni dubbi circa la mia capacità di aver fortuna anche perché essendo la fortuna notoriamente cieca non capisco, essendo cieca anche io, come faremo a scontrarci...
Ma le vie del signore ( dov’è questo signore che io cerco ma non trovo mai e poi signori si nasce o si diventa?) Intanto si è fuso pure il box della doccia dal caldo sviluppato da questo incendio impertinente. Sempre accampati al piano terra ma da ieri con riscaldamento funzionante e anche tutte le luci del piano terra.
Mi sveglio e stranamente i cani sono silenziosi. Vado in cucina ..
Non scendo in cucina, ma vado perché di sopra non si può andare e preparo il caffè. Aspetto il marito. Facciamo colazione senza alzare lo sguardo :mi fa troppo male vedere ancora sempre e solo nero!
“Strano non sento nessun rumore di sopra” possibile che il genitore dorma?
“Andresti di sopra a vedere come sta?” chiedo timidamente…Il marito sale e scende dopo un attimo.
“E’ morto”
“Scusa?”
“E’ morto sei sorda?”
“Come?”
“Aspetta che vado a ricontrollare”.
La cucina sta girando ma io sono sempre seduta al mio posto la tazza di caffè in mano.
“Si è morto, proprio morto”
E continuo a rimanere seduta.
“Senti io esco…Vvado in ospedale. Tu alle 10.30 mi telefoni e mi dici che tuo padre è morto e io ritorno”
Mi esce un “Va bene” lo finisco di dire e sono già sola.
Continuo a rimanere seduta e non so cosa fare e mi sento incredibilmente stupida perché in fondo questo è il mio lavoro dovrei sapere bene cosa fare in certe situazioni. Ma quando succede a te perdi la lucidità e senti solo un vuoto incolmabile e una sensazione di impotenza. Ai fini pratici rimani solo seduta sgonfiata di tutto…
Cerco di calarmi nella parte di un mio cliente che farebbe? Telefonerebbe a me… s
Scartiamo questa soluzione. Autochiamarmi non servirebbe a nulla ma posso telefonare in ufficio e usare un mio dipendente. “ Buongiorno è morto mio padre può venire a casa?”
“Ma dov’è?”
”Non lo so non l’ ho ancora visto”
“NO ma come? E dai si muova, si sbrighi vada a vedere e poi mi richiami”
Salgo. Il vuoto può diventare ancora più grande? Ma se è vuoto come fa a ingigantirsi? Il vuoto è quantificabile? Ecco adesso gli sono davanti. Mio padre è in poltrona e sembra che dorma. Il giornale in una mano, gli occhiali nell’altra e per lui il tempo si è fermato lì . Per me sarà solo l’ultimo ricordo, l’ultimo attimo in cui lo potrò ricordare quasi vivo.
Mentalmente faccio il percorso inverso per vedere cosa ne ha fatto dei suoi ultimi momenti. Si è alzato, si è lavato, si è fatto la barba, si è fatto il caffè, ha lavato la tazzina e poi, stanco forse di tutte queste abitudini, si è semplicemente seduto per leggere due righe e due righe sono state, perché il tempo non gli ha concesso di più. Mi prendo anche io due minuti per guardarlo e per ridiventare professionale, per fingere che tutto va bene e che in fondo questo è solo un lavoro. Il potere della mente funziona e comincio sbrigare le prime formalità. Alle dieci e trenta come mi è stato ordinato telefono al marito.
”Scusa ripeti …E' morto tuo padre? Quando? Arrivo subito non preoccuparti”.
Preoccuparmi di che…Lascio perdere. E' molto più semplice in questo momento. Intanto la notizia si è sparsa e io rispondo e racconto la stessa storia a tutti quelli che telefonano. Mi chiedo ma alla fine a me è morto mio padre agli altri che interessa sapere come? Non farebbero meglio a chiedermi come sto io?
Arriva il marito.
“ Vestiti. Andiamo in banca”.
Mi vesto, non ho parole né da spendere né da vendere ma sono tutte incastrate in gola e so che prima o poi usciranno e so anche che quando usciranno purtroppo tutta la mia vita cambierà.
Mi vesto e andiamo. Il direttore mi guarda, io guardo lui e non capisco perché mi trovo lì. Mi mette in mano un foglietto e mi dice “Ho già fatto tutto suo padre mi aveva detto cosa fare”
Usciamo. Io sempre più frastornata.
Il marito mi chiede” Sei contenta”. Di che penso… Ma tanto se sono contenta o se non lo sono dov’è la differenza?
Ritorniamo a casa e trovo finalmente una faccia che volevo vedere. Devo essere veramente stralunata perché lei mi guarda e poi esordisce” Solo tu potevi avere la casa in tinta per l’evento”
“ E’ sempre tutto e comunque calcolato” e finalmente rido piangendo o piango ridendo e so che finalmente sento qualche cosa. Non ha importanza cosa sento l’importante è che sento. Grazie amica mia tu ci sei sempre nei momenti del bisogno. Almeno allora lo credevo...
A volte la morte di un padre si porta via un marito e un'amica, Ma la vita di I&P è ancora lunga, difficile, sempre in salita e soprattutto ricca di delusioni.

William Turner Eruzione del Vesuvio


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Papperstory: la vita di I&P. Lunedì fa sempre e comunque schifo 


Per me che non lavoro o meglio non ho un lavoro con orari fissi o giorni fissi il lunedì potrebbe benissimo essere domenica
Ma io sono io ed è una delle poche certezze della vita che ho!Quindi il lunedì per me è il più brutto giorno della settimana. Lo era anche quando ero piccola. Il maneggio il lunedì era chiuso e per me era una cosa orribile!
Dopo un giorno di festa riprendere il tran tran quotidiano vuol dire rivedere tutti i problemi che ti sconvolgono la vita o almeno sconvolgono me!
Mi sento molto Anna Frank quando scrivo delle mie giornate. In pratica non faccio niente. Cerco di nascondermi anche da me stessa per non vedere l aarealtà e vivere nel mondo di Alice, per non affrontare non solo il domani ma anche semplicemente l'oggi ( non la rivista ovviamente: oggi in senso di ora. Non ora nel senso di sessanta minuta ,ma ora nel senso do oggi... la rivista appunto! Domani la compro...)
Oggi dopo un lungo ponte dei Santi, dei morti, di chi ancora semplicemente cerca di vivere al meglio o al peggio, guardando i problemi o non guardandoli, affrontandoli o meno quando li ha di fronte, è di nuovo lunedì.
Ma come si fa ad affrontare i problemi? Purtroppo io non solo i problemi li ho, ma cerco di prevenirli, cerco di appianarlo e in realtà alla fine i problemi me li cerco da sola. Me li vado a cercare e quando ho un attimo di felicità cado e mi rompo un dito il che mi costringe a stare con me stessa e ovviamente a crearmi problemi nuovi. Non di sicuro avuto una vita facile anche se ,guardandomi indietro,ci rido su. E' il futuro che mi spaventa perchè non lo conosco e io ho paura delle cose che non conosco.
Poi magari le affronto anzi sicuramente affronto tutto e tutti. Ma oggi è ancora lunedì
Devo andare al Comando di Polizia. Ho smesso di frequentare i Carabinieri e adesso frequento i Vigili.
Il mio postino è in ferie?
Sono comunque affascinata dalle divise o almeno così sembra.
Finalmente dopo sette-otto mesi che ci avevano chiuso la strada e chiusi in un ghetto per lavori in corsi hanno riaperto i portoni. Noi povere Anna Frank siamo uscite da dietro il uro e riprese le solite strade. Quando hanno iniziato i lavori il comune ci aveva scritto una bellissima letterina scusandosi per il disturbo che ci avrebbe arrecato. Nessuno pensava ad un disturbo lungo quanto una gravidanza... Sia quello il motivo dei miei piedi gonfi? Non intendevo la gravidanza cosa alquanto improbabile dato che non tocco uomo e che sono in menopausa chirurgica( i miracoli sono sempre dietro l'angolo ma la strada è chiusa e da quell'angolo io non ci potevo passare...). La primavera è volata, l'estate è finita e l'inverno è qui.
Carramba che sorpresa ho trovata una lettere che non era del postino ma del comune...
Da lunedì prossimo non solo la strada sarà finalmente riaperta ma avrà anche le telecamere...e sarà possibile percorrerla solo per i residenti. E se qualcuno vuole venirmi a trovare? Pedala o cammina tanto fa bene alla salute si dimagrisce e si mettono in moto ( ma se si cammina o si va in bici come faccio a metterli in moto?) muscoli che in genere non si usano.
Così oggi sono andata dai vigili a chiedere il mio lasciapassare
La situazione non mi è molto chiara circa i non residenti ma tanto è uno dei pochi problemi che non mi creo...
Nessuno mi viene a trovare e poi tanto tra un po' cambio casa! Sto cercando con calma quella che mi vada a fagiolo come si suol dire.
Sarà sicuramente un trasloco traumatico. Dopo 22 anni sarà un trasloco all'insegna del vendi tutto e compra niente. Comunque casa nuova vita nuova umore buono, nuovo vicini, nuova strada, nuove abitudine da creare.
Dormo sempre poco. Il mio dito non è più nero ma di tutte le variazioni del viola e fa comunque male, anzi va sempre peggio ma nonostante tutto oggi sono stata a veder I Vespri Siciliani
Pensavo fosse un mattone tremendo:5 atti,5 lunghi atti magari anche cantati male!
Così dopo aver prelevato il generale che era più aglio che generale sono andata al cinema a vedere l'opera.
Ancora una volta apprezzo questa iniziativa che mette a disposizione di tutti non solo i film ma anche musica e mostre.
Mia madre ha impestato il cinema. So che non mi guarderà più in faccia per quello che sto scrivendo, ma temo che nemmeno la notte sia sufficiente a smaltire il tutto e prevedo che domani, che la devo accompagnare dal dentista, sia ancora peggio. Non invidio il poveretto. Comunque a parte lo svuotamento tempestivo del cinema appena mia madre ha alitato si è improvvisamente svuotato anche il Royal Opera House. L'aglio di mia madre era arrivato anche lì. Solo i cantanti e la meravigliosa orchestra sono rimasti ai loro posti. Forse erano contro vento.
Devo dire che il Bolshoi mi manca. La vista del fiume, Mosca, il teatro che ormai mi era famigliare mi mancano. Si sa che sono abitudinaria. Ora devo abituarmi a Londra Io mi affeziono alle cose, alle persone, ai posti, e quando cambiano inevitabilmente ne soffro. Il teatro di Londra è più piccolo. Le didascalie sono troppo veloci, non parlano in francese, ma comunque è bello.
I vespri Siciliani mi hanno rapita. Sono attuali ancora oggi. L'amore per la patria. L'amore per una donna, lo spirito di vendetta, lo stupro iniziale, il figlio che riconosce il padre solo da adulto, il giusto e l'ingiusto che sono divisi quasi da l nulla,e che poi alla fine sembrano giusti cambiando prospettiva.
La musica è bellissima, violenta, dolce, sospirata, attesa , conosciuta nuova, fresca, eccitante, entusiasmante,languida, cattiva, arrabbiata, triste, delusa. % atti bella scenografia, ballerine bellissime, unione tra ballo e opera veramente innovativo,un coro eccezionale e un bellissimo e altissimo basso.
Anche questa volta Verdi è riuscito a stupirmi e io sono arrivata a casa giusto in tempo perchè la mia Mondeo non si trasformasse in zucca. Ho lasciato mia madre senza paura che alcuno potesse impensierirla. Ho spalancato i finestrini e ho ascoltato:



Sono un peso per me stessa 
sono un vuoto a perdere 
Sono diventata grande senza neanche accorgermene 
e ora sono qui che guardo 
che mi guardo crescere 
la mia cellulite le mie nuove 
consapevolezze  

Quanto tempo che è passato 
senza che me ne accorgessi 
quanti giorni sono stati 
sono stati quasi eterni 
quanta vita che ho vissuto inconsapevolmente 
quanta vita che ho buttato 
che ho buttato via per niente 


Sai ti dirò come mai 
giro ancora per strada 
vado a fare la spesa 
ma non mi fermo più 
a cercare qualcosa 
qualche cosa di più 
che alla fine poi ti tocca di pagare 

Sono un'altra da me stessa 
sono un vuoto a perdere 
sono diventata questa 
senza neanche accorgermene 
ora sono qui che guardo 
che mi guardo crescere la mia cellulite le mie nuove consapevolezze

Sai ti dirò come mai 
giro ancora per strada 
vado a fare la spesa 
ma non mi fermo più 
mentre vado a cercare quello che non c'è più 
perchè il tempo ha cambiato le persone 
ma non mi fermo più 
mentre vado a cercare quello che non c'è più 
perchè il tempo ha cambiato le persone 

Sono un'altra da me stessa 
sono un vuoto a perdere 
sono diventata questa 
senza neanche accorgermene.

Vuoto a perdere Noemi

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