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Io e Papperina
Un po' di informazioni.. 
Giusto per fare un punto quando vedi che gli altri non stanno capendo nulla della tua vita...
Il problema non è spiegare come stai vivendo, il problema è sapere come stai vivendo e io ,in questo momento, non lo so.
Mi spiego: ho scoperto di essere innamorata di Lancillotto e vorrei farmi una vita con lui ma poi ho capito che Lancillotto è solo un mio sogno e che arriva solo quando, riuscendo a far funzionare un cervello che non ho,lo evoco mentalmente.
Così dopo aver pianto tutte le mie lacrime, ho pensato che posso vivere nel mio sogno e adesso rincorro un amore grande così per tutto il mondo.
Mi sento la solita trottola e in questo periodo ho girato tutta l'Italia anzi, l'ho fatto anche in questi due ultimi giorni. Da Padova a Roma, da Roma a Bari, da Bari a Pescara, da Pescara a Siena, poi Firenze e poi ahh dimenticavo sono andata anche a Napoli e adesso sono di nuovo in partenza per Chioggia. Nel frattempo sono stata a Treviso a vedere la mostra sul Canaletto, sono stata a Milano a farnmi una passeggiata per via Monte Napoleone, sono stata a Bolzano, andrò a Ferrara a vedere Turner e ho rifatto il tetto di Padova quello che era stato devastato dalla tromba d'aria, ho preso appuntamento per rifare quello di Chioggia, domani ho i pittori per rifare l'intonaco..lunedì forse riuscirò a fare la mia solita lezione in piscina e intanto rubo minuti ad una giornata che pensa di averli contati..ma io sono più furba e mi sveglio prima di lei così ho il tempo di scrivere 4 stupidaggini per chiarirmi le idee che ovviamente sono sempre più confuse. Insomma non faccio che correre e non riesco neppure a mantenere i contatti con gli amici però sono felice...ah dimenticavo giusto perchè non sapevo che cosa fare durante le vacanze di Natale ho deciso di cominciare un corso di ebraico a Firenze dal 30 dicembre al 5 gennaio. Se qualcuno per caso in quel periodo fosse sulla mia stessa rotta avei giusto 7 minuti e 28 secondi il 3 gennaio per un caffè.


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Aspettando di comperare una cucina 
Sabina la vicina, mi informa che ha visto un’isola che mi andrebbe bene. Ho sempre sognato di avere un isola perché in fondo sono rimasta anche io un po’ Peter Pan.
Comunque adesso sono davanti alla vetrina del negozio
“Torno subito”.Bene, se il cartello dice così sarà vero. Mi siedo sullo scalino e la guardo. Lei è in vetrina tutta laccata di arancio, il piano lucente in acciaio. I fornelli belli pesanti assieme al lavello con una doccia da far invidia ad un bagno!.
Dato che sono qui fuori a non far niente sbircio!
Vassoio e secchiello in vetro turchese. Miei!Non è possibile ci sono Diabolik e Eva Kant in vetrina. I miei idoli da mettere in un ipotetico studio che devo ancora costruire.
Ma non si dice che bisogna cominciare dalla base? E quindi ecco fatto con Diabolik e d Eva Kant abbiamo messo le fondamenta. Ho adocchiata anche una lampada e un tappeto a fiori che è un gioiello.
Intanto aspetto Lucia che con il suo torno subito non è ancora tornata.
Eccola. Mi apre e mi dice: tutto tuo ti va bene? Si certo mi va benissimo tutto tranne quella specchiera bianca che non è proprio il mio stile. Parliamo un po’? Certo dimmi tutto.
Solo per capire un po’ gli spazi che hai e che cosa vuoi.
Ha detto niente. Se sapessi cosa voglio non sarei più Papperina. E poi cosa voglio quando?
Adesso. Ma domani avrò un'altra idea che si sarà fatta strada per l’unica via del mio cervello.
Comunque adesso scappo ho solo 45 minuti anzi avevo 45 minuti adesso ne ho tre per non essere in ritardo all’appuntamento.La saluto la bacio l’abbraccio e le rifilo un mio libro con dedica” A Lucia perché mi faccia una cucina perfetta”.
Questo era ciò che scrivevo in maggio…
Era vero tutto compreso il fatto che avrei avuto un’altra idea. Oggi l’idea è cambiata e anche la cucina è rimasta in vetrina. E’ comunque bella come direbbe Battisti però io non la voglio più. L’ho barattata con due divani, pure loro di colore arancione, che sabato mi hanno portato e adesso la casa di Chioggia brilla. Ho lavorato tanto sono esausta, ho fatto la facchina però che soddisfazione



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A volte... 
A volte succede che le donne mandino messaggi
A volte succede che gli uomini non li mandino
A volte succede che gli uomini chiamino invece di mandare messaggi
A volte succede che le donne non vogliano essere chiamate ma preferiscano leggere
A volte succede che le donne ridano
A volte succede che gli uomini ridano con loro
A volte succede che le donne facciano ridere.
A volte succede che gli uomini non abbiano voglia di ridere.
A volte succede che ridano insieme.
Poi improvvisamente tutto tace e gli uomini e le donne pensano ognuno ai propri problemi.
A volte gli uomini pensano che i loro problemi siano molto più gravi.
A volte succedono tante cose in poco tempo come un temporale estivo. Tutto diventa nero, tutto fa rumore, tutto si bagna, tutto improvvisamente diventa buio, manca la luce e manca l’aria. Poi, tutto si riaccende e ti trovi inspiegabilmente sola.
Il tuono è più lontano e rantola piano in cielo carico di grigio e di malinconia. Lo sguardo all’aria cercando un blu che non esiste lo
ascolto.
Canta di me, canta di te, canta di noi che non siamo più noi ma solo io perché il noi è passato come lo è il tuono.
Tu ti avvicini e lui si allontana e la cappa scende, una cappa calda opprimente che non trova sfogo nel pianto perché la pioggia per il temporale, e le lacrime per me, sono ancora distanti. Non ci si può lasciare senza soffrire, non posso smettere di amarti dall’oggi al domani, perché io ti amo da oggi a ieri, ancora.
E il tuono mi manda un brivido, mi abbaglia improvvisamente con un’istantanea di te che te ne vai semplicemente, così…
In fondo basta solo girarsi e poi un piede dietro l’altro. Ma non per me che rimango immobile ad aspettare che il temporale arrivi e si scateni, perché l’amore fa male da morire ma d’amore non si muore perché altrimenti dove sarebbe la sofferenza?
E il tuono brontola, il grigio insiste a diventare più grigio ancora e mi avvolge, mi ama a modo suo e mi porta con lui e finalmente la pioggia cade, pioggia di lacrime che fanno dimenticare.



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riflessi o riflessioni? 

E questa sera non so perché sono scoppiata a piangere. E’ stato un attimo di debolezza, un attimo di smarrimento improvviso, un attimo di dolore acuto,un attimo di completa paura,un attimo di una solitudine a cui sono da sempre abituata.
A volte mi capita di ritrovarmi in un posto che mi ricorda una sensazione di disagio già provata. E’ una sensazione disorientante. Non sai perché ma improvvisamente anche quando sei in compagnia ti domandi: ma io che ci faccio qui? cosa c’entro io in tutto questo contesto che non capisco? E poi ti senti spersa in un mondo che ti circonda ma di cui tu non fai parte. Non so spiegare meglio certe sensazioni che sono puramente istintive ma, come tutti gli umani, provo almeno a chiedermene il perché.
E quando mi prende questo disagio io ho bisogno di stare da sola per poter parlare con me stessa, per poter parlare di me con uno specchio che mi rimanda un'immagine di me stessa. Lo specchio per me è come un libro devo leggerlo, capirlo, digerirlo e poi ricominciare a rileggerlo. A volte, effettivamente, mettendosi davanti a noi stessi si ha paura.
Capisco che non è facile, anzi a volte è più facile scappare che ammettere che l'immagine che vedi riflessa non ti piace per niente. Però io so che devo farlo, o almeno io lo voglio fare perché ogni volta è stato molto produttivo, ogni volta ne sono uscita con una forza nuova. E allora sù non piangiamo ma andiamo avanti e pensiamo che nello stare da sole ci sono anche molti lati positivi e poi ho appena trovato un commento che mi dice: Pappera non sarai mai sola. Grazie a chi lo ha scritto perché, quel commento, questa sera, mi ha dato la forza di dirmi: avanti, avanti sempre, che sei grande ( ovvio nel senso di età… non nell’ altro… magari!) e se guardi indietro le montagne le hai già passate e davanti a te c'è solo una lunga discesa e, in discesa, tutto è più facile, soprattutto per le palle come sei tu.., rotolano che è un piacere e allora:ragazzi si corre. In questo periodo di confusione totale, di cambiamenti, esistono momenti anche per le riflessioni…sarà uno di questi?
Era agosto e adesso, a novembre, lo stare da sola mi ha fatto proprio bene…Ho riguardato dentro allo specchio, ho fatto un lifting di me stessa e ora sono completamente felice. Durerà?



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donne impazzite 
Ma giovedì a te andrebbe bene? Verresti fino a Bologna? Fino a Bologna... ma scherzi? Io non mi muovo mai… sono tutto il giorno a rotolare in casa! Sì che ci vengo certamente! Ore 16.07 in stazione Bologna binario 1 davanti l’edicola…
Oggi è giovedì anzi lo era fino a poco fa…Alla mattina perchè andare solo a Bologna senza fare altro è tropo semplice, vado a Chioggia e alle 8 sono in piscina per la mia ora sportiva. Finito il “mens sano” doccia e spesa, passaggio rapido in posta a ritirare l’ennesima raccomandata e poi ritorno a casa perché ho l’appuntamento con il muratore per rifarmi il tetto. Ore 13 mi preparo: devo essere in stazione a Rovigo per le 14,30 fare il biglietto e prendere il treno. Mi ricorderò come si fa? Attacco Dante, imposto stazione e parto ascoltando un cd di Battisti. C’è un sole meraviglioso e gli aironi lungo i miei fiumi sono a mollo nell’acqua. Sembrano statuine messe a posta lì come giochi. Fare foto, quando? Non oggi che ovvio la macchina fotografica non c’è.
Stazione, treno, informazioni sul ritorno:ogni 56 di ogni ora. Cerco di interpretare ma il cassiere vuole darmi altre informazioni…però solo in queste ore perché poi invece scatta ogni due ore ma non alle 56 ma alle 03… Chiudo le orecchie tanto poi devo andare a leggere per capire e ringrazio calorosamente. Finalmente sul treno mi rilasso e mi accorgo che non mangio da ieri sera…Appena arrivo e mi vedo con la Marghetti andiamo a mangiare o se no la palla si sgonfia. Sono un ritardo c’è traffico…nessun problema, sono in strada, sono in stazione e faccio la pubblicità al grasso è bello…
Baci, abbracci, risate, felicità di incontrarsi…La Marghetti in scarpe da ginnastica ha un passo che è una cosa... e io tacchettando le corro dietro con il fiatone raccontandole tutto quello che mi è successo. Abbiamo più o meno un’ora poi dobbiamo incontrare Lale. Fame! Siii ti porto al bar e davanti ad una signorina che ci guarda come fossimo alieni, giusto per non dimenticare che anche loro esistono,mi ordino una piadina con una tazza di cioccolata e panna. La signorina non sembra approvare i miei gusti ma lo stomaco è mio. La Marghetti mangia petit fours …Rotoli di parole che si intrecciano come sempre e l’ora scappa ma scappa proprio…e ci salassano con un conto che della Madonna ha solo l’imprecazione…Sono ospite a Bologna e quindi ringrazio anche se la prossima volta meno, nel senso che picchierò se non verranno cambiate le regole.
Corri corri che Lale è sempre puntuale e io sempre in ritardo..
Ed eccola Lale …scende mi guarda un po’ perplessa e poi dice.: La pappera la pensavo diversa! Diversa come? Con la crocchia di capelli( ovviamente bianchi) e poi tanta…una palla insomma…
Invece? Invece ha i capelli corti… e tutto il resto bhe lì sì insomma ci siamo…Rotolo nella sua macchina: deve fare delle fotocopie. Dove? Bho a Bologna città, proverbialmente piccola, pare che codesti negozi stiano tutti nascosti e non si faccian trovare.
La Marghetti e Lale continuano a darsi del Lei e io comincio a credere di essere dentro un blog. Marghetti faccia da navigatore…e la marghetti parla…parla..parla anche quando dorme.
Fotocopiato il non so chè Lale ci ringrazia…ma il negozio è nostro?
Fa nulla dai aperitivo e si riparte. L'ora che abbiamo passa troppo veloce…Non hai un altro treno? Si alle venti e 56 e allora prendi quello no? Si certo…altre chiacchiere da donne, da amiche, altre risate e poi alla fine i saluti. Scappiamo... tutto liscio.. bella giornata…Monì non ho il cell…Come non hai il cell …margheeeerita non lo devi tenere in tasca dai che torniamo indietro e speriamo…Una preghiera mentre la Marghetti fa di una Panda una Ferrari. Il mio cellulare è lì per terra che mi chiama…E adesso adesso via in stazione corri Monì corri che se perdo questo a Rovigo non ci arrivo più. Prendo la corsia preferenziale chiudi gli occhi e prega …spera che sia al binario 3. Non voglio sapere perchè debba essere il tre invece che il primo che sarebbe più comodo ancora. Mi scaraventa giù dalla finta Ferrari e io rotolo di corsa fino al binario 8. Mi sembro un fumetto: treno fermo, carrozze chiuse ovvio…perché chiuse? Perché per l’occasione della mia corsa devo anche correre alle prime... di notte queste sono chiuse…ahhh…salgo la scaletta e mi fiondo davanti ad una ragazza. Ecco treno preso al volo certo…sono una pappera…naturalmente senza obliterare il biglietto e telefono alla Marghetti che aspetta all’angolo poco fiduciosa (anzi per nulla) nella mia presa. Ma davero lo hai preso? Ma era al binario 1? Nooo... Ma che corsa hai fatto? Non lo so ho solo corso e adesso comincio la conversazione con la mia frontista che scenderà a Ferrara. Sono felice. Arrivo a Rovigo, imposto Dante, Battisti mi saluta e seguendo il mio fiume arrivo a casa a Chioggia.


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