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Io e Papperina
2 novembre: un amore per i... morti 

Caro orsacchiotto
Questa mia è solo mia e tu non la riceverai mai, come ogni lettera d’amore che si rispetti, e come ogni lettera che si rispetti è logico precisare che tu nemmeno immagini che io ancora ti pensi. Sei stato un lampo durato una vita che ora piango in un’altra vita. Era primavera e tu ed io nemmeno ci conoscevamo ma io già sapevo che ti avrei amato perdutamente. Non fu galeotto il libro in questo caso, ma fu galeotto lo schermo di un pc e una chat che è più o meno l’amico di penna di un giorno che fu, e l’amico eri tu.Come vedi non trascuro nemmeno la rima che in una lettera d’amore fa sempre la sua figura. Amore mio così mi chiamavi e io ridevo leggendo queste parole e in cuor mio pensavo che eri scemo se speravi che io ci credessi. Ma tu continuavi e mi arrivarono i primi dolci pensierini. Una pietra è per sempre e la pietra anzi le pietre, sono lì in salotto che dichiarano quanto vera sia ancora la tua frase. Eravamo ancora estranei e ancora io ridevo leggendo “amore mio” e ti dicevo che certe frasi non si dicono per scherzo perché sono parole grandi che non vanno sprecate e tu mi rispondevi “Hai ragione amore mio, non mi ero mai accorto di chiamarti così”. E mi dicevi che imparavi a ridere con me, che non avevi mai riso prima così. E io mi perdevo senza saperlo sempre di più e ritornavo bambina quando il primo amore stravolge la tua vita e il tuo metabolismo, quando la felicità diventa inspiegabilmente dolore acuto perché passi sempre dalle stelle alle stalle, un’ altalena di umori che non ti spieghi perché l’amore è così non ha tempo, non ha età e soprattutto non ha pietà per chi osa pensare di averlo, perché lui, l’amore è come te, ti assomiglia in tutto e non vuole padroni mentre io come padrone ti avrei voluto allora e forse ti vorrei anche adesso anche se ormai ragiono, e so che avere una cosa bella come te non è per me perché io bella non sono e tu meriti di più. Tu meriti tutto ciò che hai e che hai costruito con la tua forza camminando su tutto e su tutti, compresa me che ho lasciato che tu ti pulissi le scarpe su di me tante volte, felice solo di poter vedere i tuoi piedi bellissimi, lasciando che mi sfiorassero anche se facevano male ma solo per il gusto di sapere che almeno una parte di te restava su di me. Aspettavo solo un tuo cenno e te ne ero grata e ne ero grata a tutti. Ma siamo ancora in là nel racconto perché allora ero solo innamorata di parole su uno schermo. E poi ecco, mi innamorai di te senza saperlo, so solo che ti vidi uscire da un ascensore e fu amore, anzi fu solo il dolore di un attimo, un dolore enorme, una sensazione di vuoto allo stomaco, furono le famose farfalle, furono le montagne russe al buio, fu lo sconvolgimento totale.
Mi persi non sapendo di farlo e sperai nel miracolo. Forse successe, forse no, forse l’amore perché sia tale deve durare quanto basta, né un po’ di meno né un po’ di più perché è solo quando finisce così che diventa indimenticabile. E io non potrò mai dimenticarmene amore mio perché tu per me sei ancora tale, e ho ancora nel naso il tuo odore che sa di buono perché è l’odore che piace a me, e negli occhi ho il tuo viso. Ci siamo insegnati l’amore a vicenda o forse lo penso nella mia presunzione. Sta di fatto che tu me lo hai insegnato.
Fu un periodo da sogno, la fiaba di una vita in cui il cellulare squillava e aveva la tua voce, ma a me non bastava, io volevo portarti con me, con le parole, volevo una chat ,volevo ancora un amore scritto e ti ricattai “o scrivi o non rispondo”. Imparasti in fretta o facesti finta di farlo e cominciarono i 700 messaggi che scandivano le mie ore mentre tu scandivi il mio tempo. Mi si accendeva il cuore con il display del cellulare e aspettavo il passare delle ore per sapere se la notte avrei dormito serena con la tua buonanotte, oppure se il sonno sarebbe stato agitato senza averti sentito. Non me ne accorgevo ma il nostro amore ormai aveva veramente il tempo contato e tu invece contavi sempre di più per me, e io forse non contavo affatto per te. Tra alti e bassi arrivava anche il tuo compleanno e la mi decisione di volerti lasciare diventava sempre meno decisa. Ma si sa che noi donne alla fine tiriamo fuori le palle che non abbiamo, e la frase fu detta, e il nostro amore archiviato con poche parole che non hanno convinto ne me e tanto meno te. Adesso, a distanza di anni, questa sera ho deciso di mettere su carta ciò che volevo dirti quel giorno e che, ovviamente non sono riuscita a far uscire: io ti amato tanto, tantissimo e ti ho amato in tutti i modo possibili coniugando il verbo in tutti i suoi tempi. Ti amato da adolescente con tutti i controsensi dell’età, e ti ho amato da adulta con tutte le conseguenze che l’amore adulto implica, e mi sono accorta solo adesso che ti ho solo amato perché l’amore non ha un tempo, perché l’amore è solo amore e fa male da morire o fa morire d’amore, e io con te sono morta e rinata tantissime volte e ti ringrazio perché se adesso sono così e perché ti ho amato amore mio.

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ma che freddo fa....la lalalallalla... 

E' arrivato il freddo...tanto freddo...freddo ovunque e un poco è entrato anche nel cuore della principessa...
Improvvisamente l'estate ha fatto le valigie ed è scomparsa: Desaparesida!
Sabato come sempre la sveglia è alle tre e trenta di mattina e questo sabato non solo si gelava ma la notte non voleva andarsene via. Ho cercato di spedirla con l'estate ma si è rifiutata e così ho dovuto aspettare le sei e quaranta tre per veder un po' di chiaro. Peccato che veda chiaro solo verso est e non dentro di me. Caos si è intrufolato di nuovo ed è scoppiato un nuovo tornado. Calma in compenso è partita con l'estate. Strani personaggi popolano i miei sogni e conducono la mia vita in maniera del tutto diversa da ciò che vorrei io. Come sempre mi perdo e non mi ritrovo ma ormai è normale pure questo. Ho capito che il farsi tante domande non è sintomo di intelligenza ma sintomo di masochismo e io ormai mi sottopongo anche alle umiliazioni più schifose dando agli altri scusanti che non hanno.
Si può arrivare a toccare il fondo e poi risalire? E io l'ho toccato? Si certo che sì... L'ho toccato giovedì il fondo quando, in un impeto di far del bene, ho iscritto mia madre e me ad un corso di acquagym.
Rido ancora nel pensare la scena... Mia madre ovviamente con costume turchese con drappeggio alla Esther Williams e cuffia fucsia è stata una visione straordinaria. (Peccato non aver avuto la macchina fotografica...E a che servono i cellulari allora ? Bhe io sono oca e quindi non lo uso per quello e non lo farò mai perchè nella mia testa ogni cosa ha solo una funzione. Potenza dello schema del cervello!) Perchè la cuffia fucsia? Ovvio io sono cecata e quindi l'unico punto di riferimento per vederla era il colore. Per altro è stato del tutto inutile perchè mia madre si è attaccata al bordo della piscina e per quarantacinque minuti non si è mai mossa. Io invece ho fatto tutti i miei esercizi. Conclusione:Sono tre giorni che non cammino dal male i muscoli. Mia madre? Sta benissimo ed è felicissima perchè ha mosso (dice lei) le gambe. Con codesta convinzione infatti sabato correva su è giù per il mercato coperto dicendo che la ginnastica fa benissimo, che tutte le gambe (quante ne ha?) le funzionano da Dio, che è meraviglioso sentirsi leggeri, che mai e poi mai avrebbe pensato di riuscire a farla (infatti cosa ha fatto?).
Inutile parlare con il generale, lasciamole le sue convinzioni tanto l'importante e che faccia un po' di movimento per il resto chi se ne frega?
Già la domenica la faccenda era leggermente cambiata: Ci sono pochi spogliatoi, non si può fare la doccia, le donne sono troppo chiassose, non c'è un posto per le scarpe, devo comperare un costume nuovo perchè questo per metterlo devo fare un corso (inutile dirle che il corso lo sta già facendo ed è il corso di acquagym), voglio avere delle ciabatte decenti, devo trovarmi un berretto perchè manca il phon ..
Insomma nonostante le solite lamentele a tutt'oggi lunedì 17 ottobre ore 13.03 pare che venga anche giovedì. Poi si sa la vita prevede delle svolte molto più prevedibili del cambiamento di piani del generale.
Ma torniamo a sabato... E' arrivata la luce e con lei è rimasto il gelo. Il sole, anche se c'era, era salito talmente tanto in alto che non riusciva a scaldare nulla. Gli ho chiesto di scendere un po', di risparmiarmi il dolore della fine dell'estate ma lui è stato irremovibile e infatti non è sceso per niente. Ha continuato la sua ascesa anzi scaldando sempre meno e ogni volta che lo guardava mi faceva gli sberleffi. Così disperata ho vista arrivare un angelo anzi l'arcangelo Gabriele che con tocco soave e chiave inglese ha recuperato una caldaia che non voleva partire. Ho passato con lui un interessante pomeriggio parlando di tubi, circuiti, collettori, pressostati e poi per chiudere in bellezza un pomeriggio in odore di santità e di caldarroste sono andata a messa. Ritornata a casa ho sentito il caldo della fede che ripensandoci bene forse molto era dovuto proprio al lavoro dell'arcangelo Gabriele. Comunque con il termosifone che stempera l'aria ghiacciata ho sperato in un recupero di temperatura che non è arrivato per nulla. Come sempre le mie previsioni non si avverano mai. Ormai ci sono abituata! Questa notte portando fuori Lulù ho sentito qualcuno che piangeva piano. Di chi era quel pianto? Era uno spathiphyllum che si congelava. “Portami dentro, portami dentro...o io ne morirò”
Ho chiuso la porta dietro di me di corsa per non sentire il suo dolore e tanto meno quello delle altre sue compagne e mi sono ficcata sotto le coperte. Oggi 17 ottobre ore 8 ritirata delle piante e vittoria del freddo. Ore 9 squilla il telefono proprio quando stiamo trasportando l'ennesima pianta che pesa un quintale. Chi sarà? E? Il generale che con voce molto sofferta mi dice:Devo darti un abruttisima notizia...” Per un attimo mi si ferma il respiro. Nooo ancora brutte notizie... Ma non avevo toccato il fondo giovedì? “Dimmi” sussurro già disperata vedendo catastrofi e calamità naturali, incidenti mortali, incendi, allagamenti, distruzioni ambientali, ladri, saccheggi,malattie morti improvvise... “Devi mettere dentro le piante” Mi dimentico sempre con chi ho a ceh fare... “Già fatto” “Allora no n ti devo mandare i ragazzi?” “No grazie” Sento (anzi io la vedo con il mio pensiero) mentre dentro di lei impreca perchè io in effetti le ho scombussolato i piani che in realtà si era fatta da sola. Finito. La mia casa è diventata una fioreria e non c'è più spazio per altro. Ovviamente ho ritirato solo quelle più freddolose:i limoni e le bouganville e cumquat dovranno aspettare i morti... O almeno dovranno aspettare i piani del generale... E' possibile che domani mattina anche i limoni e il resto stiano tranquillamente lì nella caldaia dove sabato era passato l'arcangelo Gabriele.


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dita...dite... 
Sempre caro mi fu questo nero roller
con cui divido la mia quotidiana vita…
Haimè mai in blu scrissi…
e mai senza scriver vissi.
Così lungo i sentieri di quell'ostinata penna
mi ritrovai in una pagina bianca
che nulla mai vi era già stato impresso.
La rimirai e subito rapita,
la riempì con una nera mia minuta.
Era una grafia ma parea scolpita
e come Michelangelo credetti d’esser…
e mi ritrovai con un poema fra le dita.
così tra musica e poesia
passo la vita mia
e aspetto l'alba e attendo un tramonto
come se fosse novo ogni giorno.
carissimo pennino
amico dei giorni più lieti
mi aspetto sempre che tu finisca in sul calar
dell'inchiostro.
intanto scrivo, scrivo
e ho molte altre virtù.
via non fo per dire ma oltre al nero o anche il blu.
e se per caso tu dovessi poi finire in un istante
allora c'è la ricarica immantinente.
e poi... e poi... e poi
c'è anche la matita
che senza scriver io non so proprio stare
o forse riuscirei a scrivere con il sangue delle dita…
e sia a voi lo posso proprio dire
io mi mangio le unghie.

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MARGHERITA... 

Non importa chi ha sbagliato...
L'importante è che è finita …
Margherita...

Una vita regalata...
Ad un uomo che ha tradito...

Così cantava Lauzi in una delle sue tante canzoni dedicandomela
Devo dire che Papperina è molto invidiosa del fatto che io abbia tante canzoni mentre lei nessuna ma quando sarò ricca e famosa prometto di farne fare una anche per lei, solo per lei...tutta per lei...
Ecco adesso sempre come dice Il Bruno :Se volessi tu potresti cominciare un'altra vita...lallalalllllla...
E certo che la ricomincio... Come sempre si chiude una porta e si apre un portone. Devo dire che i primi giorni fanno tanto male e ci si butta non giù ma proprio sotto il giù se questo potesse esistere. Poi vengono i momenti dei ricordi che fanno ancora più male.
Poi ci si isola. Si costruisce una specie di diga come quella che facevamo quando si era piccoli al mare e ci si mette nel mezzo, lontani da tutti. Allora era un segno di potenza: ”Guarda un po' che razza di muro ho tirato su e tu, piccolo sgorbio non entrare nella mia spiaggia privata...” Quando si è piccoli non si è coscienti della solitudine e non si sa quanto possa essere difficile vivere da soli. Ma poi, un po' alla volta e con tanto coraggio e con tanta pazienza nell'accettare noi stessi, si impara e si capisce che in realtà nasciamo da soli e moriamo da soli e che i più, magari senza accorgersene, vivono anche da soli. Io in realtà non ho paura della solitudine. Mi sono allenata molto da piccola e un po' ho imparato. Ho capito che al mondo anche se dai non è detto che ricevi quando tu ne hai bisogno, che gli amici lo sono solo per te nel senso che tu sei amica ma la maggior parte non fa altrettanto. La gente ti usa ed è anche giusto perchè è ovvio che ogni persona pensi sempre prima a se stessa che agli altri. Io lo scrivo ma in realtà ogni volta ci ricasco. Penso sempre di aver trovato la perla diversa e invece le perle sono sempre le stesse e immancabilmente false.
Ma via riprendiamo il filo. Vita nuova per l'ennesima volta. Al momento di nuovo non c'è altro che un dolore appunto ...Lo stesso dolore di cui scrivevo tre righe più sopra. Quando si rimane delusi è come aver avuto una grande malattia. Si ricomincia piano piano ...Un po' di minestrina...poi minestrina e stracchino...poi un tè con biscotti tra una minestrina e l'altra e un po' alla volta il tuo stomaco ricomincia la solita vita di prima. Così è con la delusione. Ti svegli, sempre chè tu sia riuscita a dormire e ti domandi cosa farai durante tutto il giorno. Normalmente, prima appunto della delusione, avevi un programma, ti eri organizzato e tutto per arrivare alla sera con una certa soddisfazione nell'aver concluso qualche cosa. Ora invece hai davanti una giornata da riempire e che sicuramente per un certo periodo ,e cioè fino a quando non troverai la forza di reagire, non ti darà nessuna soddisfazione. E allora?
E allora aspetti perchè tutto passa anche se forse lentamente. E poi improvvisamente una mattina senza un perchè e anche se Endrigo cantava “ma i sogni belli non si avverano mai” tu ti svegli riposata e guardi indietro la tua vita e ti sembra improvvisamente come cantava Renato:”Penso che ogni giorno sia come una pesca meravigliosa”. Già allora ti rendi conto che la delusione è passata, che sono rimasti solo i bei ricordi e che sei pronta per buttare giù il muro di sabbia e rientrare nella spiaggia comune e da li riprendere il tuo cammino che sicuramente ti riserverà ancora tante altre delusione ma che alla fine sarà sempre comunque positivo perchè la vita è bella :Begnini docet

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colloqui... 

In uno di quei famosi sette giorni in cui Dio creò la terra e con lei tutto il nostro mondo ( animali e uomo compresi) creò anche una coscienza e un cuore. Noi umani che crediamo di essere i prediletti e che ci teniamo ad essere fatti ad immagine del nostro creatore, pensiamo di essere gli unici ad essere stati dotati di questi due ultimi doni: un cuore nel senso di sentimento, e una coscienza per distinguere il bene dal male. In realtà nessuno sa cosa ci sia nel cervello di un pesce o di un cane ma noi ci sentiamo gli esseri superiori. Nessun uomo con la sua intelligenza vuole essere inferiore per esempio ad un verme. E tutto ciò forse è anche vero:noi abbiamo il dono della parola, il dono di poterci spiegare e di parlare tra noi disquisendo di tutto il mistero del mondo e dell'universo che ancora non abbiamo esplorato ma che ,nella nostra mente, faremo in seguito. Nessun uomo pensa di potersi estinguere come è successo ai dinosauri. Noi siamo POTENTI ed ETERNi e quando moriamo non moriamo, ma riviviamo in un altro mondo fatto di luce eterna e di bellezza, oppure fatto della peggior sofferenza, oppure nell'incertezza del quando potremmo godere della vista del Creatore.
Noi ci siamo inventati un mezzo per sopravvivere a noi stessi. Ma dobbiamo comportarci bene. E allora qual'è il bene? Ogni essere vede le cose dal proprio punto di vista e la nostra coscienza non è certo quella dell'altro. Per cui chi di noi andrà in paradiso? Quale coscienza è giusta se ogni individuo ha la propria e sono tutte diverse e a volte diametralmente opposte?
“Segui il tuo cuore, comportati secondo quello che IO ti dico, ama il prossimo, fa quanto è in tuo potere e godrai della mia vista...”
Io vado a messa ogni settimana e faccio dei patti strani con Dio: ma questo già si sa. Il mio rapporto con Lui è un po' strano e a volte Lui mi prende anche in giro. Lo so: ogni persona ha dei rapporti peculiari con gli altri e io mi intrattengo con Lui su problemi abbastanza importanti. Ho molta paura di sbagliare, di giudicare e spesso mi metto nei panni degli altri anche se questo vuol dire mettersi in svantaggio. Lui, a modo suo, mi insegna. Nessuno è cattivo, tutti hanno una loro giustificazione, tutti a modo loro sono nel giusto e tutti prima o poi dovranno morire e credo che con lui le giustificazioni valgano poco... Ma anche qui sorge il problema perchè lui essendo infinitamente buono perdonerà tutti quindi alla fine i buoni se lo sono presi in quel posto e i cattivi no... ma anche per questo lui ha delle risposte:il buono non fa fatica ad esserlo perchè lo è.
A volte queste evoluzioni di pensieri mi fanno diventare un acrobata sul filo e non riesco ad andare più avanti. Rimango in equilibrio senza cadere ma senza neppure progredire. Allora mi addormento e lui torna nei miei sogni e mi insegna una nuova strada.
Così la mattina mi sveglio stanca di riflettere ma forse con una nuova strada da seguire. In questi giorni la mia attività mentale cresce e le domande che gli faccio mi fanno dormire sempre meno aumentando la mia cattiveria giornaliera. Più che cattiveria la chiamerei scontrosità... Ma poi in fondo le parole non hanno un senso ben preciso possono essere cambiate a seconda dell'uso voluto.
“Insomma caro Dio ultimamente non capisco le persone, mi sento solo usata, mi sento presa per il culo ( e io odio le colonscopie).
Perchè?”
“Molto probabilmente perchè ogni uomo vede le cose diverse... E tu le vedi solo dal tuo punto di vista...”
“Ma se manco ci vedo … Come pretendi che veda un punto? E di vista per di più?”
“Ascolta piccola oca la voce di chi è al di sopra di tutto... Ascolta e cerca di capire... ( mio Dio anzi mio me...le avrò messo il cervello dentro quando l'ho creata?...Mah speriamo... Oppure sarà l'ennesimo errore... Si in effetti ne ho fatti tanti ma per fortuna che nessuno se ne accorge perchè mi crede perfetto). L'importante èèèèèèèèè è finire come cantava Mina...L'importante nella vita è convincere gli altri che ciò che dici è giusto...”
“ Ma questo non vuol dire che ciò che dico sia vero...”
“(Allora non ho sbagliato... Il cervello l'ho messo lì dentro)”
Dio sorride...
“Perchè sorridi...oppure ridi di me?”
“No piccola oca sorridevo perchè guardavo i tuoi occhi verdi e pensavo:Và che bravo sono stato ad inventare i colori...”
“Hai inventato anche il rosso...guardati...e anche Pinocchio...”
“Io ho inventato tutto mia cara piccola oca e io posso essere tutto... Ecco la risposta alle tue domande. Non esistono confini. Tutto ciò che è amore è anche odio... Ciò che è bellezza è anche orrore... Il freddo è relativo, la verità ancora di più, il male e il bene non esistono se non nella mente degli esseri che si pongono domande.”
“ Ma allora come faccio io a sapere se ho ragione ?”
“Papperina la ragione è solo degli stolti e di chi vuole fare della filosofia perchè non ha altri problemi... Vivi la tua vita come credi, prendi ciò che vuoi, cerca di non far del male, cerca di comportarti bene, cerca di essere imparziale ma alla fine, cara dolce pappera, pensa a te stessa che tanto io questo consiglio lo do a tutti e infatti ogni persona che mi contatta (e credi ultimamente ho i call center pieni) lo sente sul nastro che ho registrato.
Problemi di salute? Premi 1
Problemi sentimentali? Premi 2
Problemi esistenziali? Premi 3
Problemi di fede? Premi Emilio
Problemi di soldi? Non premere nessun tasto ma spremi le meningi e arrangiati
Ti ricordo che non hai fatto l'offerta la settimana scorsa... E che senza offerta i nostri patti vanno a farsi friggere... Niente caldaia ricorda... e raccomandate a iosa... Passa in chiesa e lascia ciò che hai promesso perchè io le promesse le ricordo bene e chiudi il telefono che stai spendendo un sacco di soldi quando invece io e te abbiamo un numero diretto... Tanto lo so che alla fine pago io perchè tu mi chiedi di farlo in cambio di una messa...”
“ Scusa non mi ricordo mai che ho il numero gratis con te e comunque sabato farò il mio dovere”




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