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Io e Papperina
A qualcuno finalmente riesce la quadratura del cerchio... 
Ho trovato questo commento: "Ma le due domande sono esattamente la stessa domanda.
Se riconosci la vita in quella serie di eventi che caratterizzano la tua esistenza in questa valle di lacrime, e tu dai una valenza di bello, brutto, buono o cattivo a tutta quella serie di eventi che riassumi nel sintetico concetto di vita, puoi senz'altro dire che nella vita c'è di bello la vita stessa, intendendo che nel tempo trascorso da quando inspiegabilmente ti sei ritrovata viva, fino ad oggi che inspiegabilmente lo sei ancora, il valore degli eventi verificatisi è senz'altro positivo.
Spero di essere stato chiaro e dopo aver quadrato il cerchio come mi piace fare, ti saluto e me ne vado."
A questo punto mi chiedo devo rettificare? ho sbaglaito tutto? invece che quadrare il cerchio io ho cerchiato il quadrato?
Forse alla fine ha ragione lui, la domanda potrebbe essere la stessa, ma secondo me c'è una lieve differenza in senso temporale.
La vita stessa è un concetto di più ampio respiro che comprende tutto.
Spiegare cosa c'è di più bello nella vita richiede invece una scelta e quindi una ricerca. Diciamo che forse si potrebbe dire che sono i due lati di una moneta, uno solo un po' più definito.

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Ma cosa c'è di bello nella vita? Chiede Papperina dai piedi del letto dove tento di dormire: la vita stessa? 
se la tua domanda è cosa c'è di bello nella vita... "la vita stessa" non è certo una risposta.
Se la tua domanda è cosa c'è di più bello della vita... Allora "la vita stessa" può essere la risposta.
Mi spiego o tento di interpretare: oltre alla bellezza della vita che comprende tutto il nostro universo, non esistono altre bellezze paragonabili. Forse intendevi il come viverla questa vita: attimo dopo attimo, assaporandola come fanno i cinesi con una tazza di tè, ogni giorno, come in rituale che si ripete ed è sempe nuovo perchè cambiano i fattori, cambi tu, cambia il tempo, cambia la tua ètà, la gente nasce, soffre, muore e tutto questo ti sfiora e ti lascia comunque un segno, come quando entri in bosco e gli arbusti ti rigano appena le gambe. Non senti un atroce dolore, ma un sordo fastidio.
Questo è anche il bello della vita, perchè, in quei momenti, persa nel verde dalle mille sfumature, e atterrita da rumori nuovi, non abituali al tuo orecchio cittadino, dove le ombre, che ristagnano nel tuo cuore assieme alle strane storie, che i vecchi ti hanno raccontato da bambina, riafforano in tutte le loro sensazioni di terrore, e tu tiravi le lenzuola sopra agli occhi e il respiro ti mancava perchè non sapevi se volevi ancora sentire oppure restare sospeso con i mostri della tua fantasia. Ecco che gli arbusti ti riportano alla vita, quella vera, provocandoti quel dolce male che ti fa dire "sono viva" e incominci questo nuovo giorno con l'anima predisposta a mille sorprese, che magari non ci saranno, ma sarà un nuovo giorno, uguale e diverso da tutti, e da cui tu imparerai che la vita è tua e che la devi vivere.
Questa è la risposta più articolata alla "la vita stessa". Se, invece, la tua domanda dovesse esere la prima, allora forse potrei dirti che, se avessi avuto figli, quello sarebbe stato il momento più bello nella mia vita... ma credo non fosse questa la tua domanda


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Quando il sonno non arriva, le domande si insinuano nella mente..."ma la vita è bella " mi chiedo? 
Forse a posteriori quando le difficoltà sono passate... ma quando ti ci trovi in mezzo e non vedi nessuna via di uscita è veramente bella? Certo nel suo complesso è una cosa neravigliosa come l'amore ma, alle volte, quanto fa male!
La nostra fortuna è che più il tempo scorre, più i ricordi ingrigiscono e si tende a dimenticare le cose più brutte o, per lo meno, le si vedono meno brutte perchè passate, e di loro ti rimangono solo le esperienze positive.
Allora sì che dici, in quei rari momenti in cui sei in pace con te stessa e con il mondo: quanto è bella questa vita che ci è stata data senza chiedere nulla e che, se ben guardiamo, ogni giorno ci da tanto anche se, in cambio, noi le diamo un giorno di meno della nostra vita. Questo è il nostro scotto.
Ogni giorno che passa noi ne vivremo uno in meno per cui alle volte, mi chiedo se veramenete valga la pena di affannarsi tanto, perdendo tante opportunità di vedere cose belle, per poi lasciare tutto questo inutile fardello che, come una tartaruga ci portiamo dietro, sempre più pesante, perchè dentro vuoi metterci tutto quello che possiedi.
E così tu, tartaruga che nella sua casetta pone tutti i suoi beni, diventi sempre più lenta, e percorri sempre meno strada, e sempre con più fatica.
Quande possibilità ti perdi di vedere più mondo, solo per quella stupida casetta riempita di cose frivole che ti porti dietro? La vita è bella, questo dovrebbe essere il motto della nostra tartaruga ma, a volte, la bellezza la trovi, o meglio credi di trovarla, nel tuo guscio.
Una bellezza fatiscente che il tempo tiranno consumerà e distruggerà senza lasciarti il beneficio di un'istantanea del posto, un metro più avanti, che non hai raggiunto.

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Dov'è l'inferno? Pensieri prima della buonanotte 
così prima di dormire per rilassarmi un po', facciamo della filosofia spicciola... Quando il sonno arriva e le domande si perdono all'infinito, seguendo strade che via via si diramano in sentieri, e si perdono nei boschi dell'incoscenza, si accende un faro che indica la domanda e ti riporta per un secondo sulla retta via... Ma poi ecco il dio del sonno che ti annebbia nuovamente le idee e da tutto ciò ne esce: DOV'E' L'INFERNO?
Il mio inferno sono io. E' la mia immagine allo specchio che mi rimanda il mio sguardo dove intravedo tutte le lacune dell'umano. I miei più radicati difetti che non voglio ammettere, le verità nascoste dentro ad un armadio, scheletri che non riescono ad uscire, per non gettarmi là dove brucerei per sempre... questo il mio inferno, questa la maniera in cui lo vedo.
Ma in realtà esiste un inferno? Non siamo forse noi stessi a creare questi orrendi luoghi dove non cadere? Non è la nostra paura di non sapere cosa esiste dopo che ci fa credere in queste leggende metropolitane? Chi mai è tornato da questa lontana terra dove gli uomini pagano le loro colpe, per poterci dire che cosa è?
L'inferno lo trovi negli occhi di una madre che ha perso il figlio, in autostrada quando la nebbia accatasta macchine su macchine, dove è caduto l'ennesimo aereo e non resta che polvere bruciata, in un ospedale dove la sofferenza si intravede dai corridoi, nelle case di riposo dove la morte avanza le sue mani su persone che non hanno più la forza e il coraggio di vivere. Questo è il vero inferno reale... il resto è solo la conoscenza di cosa siamo e il terrore di esserlo veramente.


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siamo soli in questo mondo? 
certo siamo soli... ma questo perché è la vita che lo vuole... questo non significa non avere amici e non socializzare, è solo che alla sera, quando tutti dormono, anche se, essendo fortunato hai una persona accanto, sei fondamentalmente solo con te stesso, ed è ovvio che la malinconia, che vive celata nel buio, assieme alla tristezza e alla paura, si fa forza ed esce. Così la mattina, invece di sorridere ad una nuova giornata, il tuo animo è ancora lì tra la malinconia e l'incertezza che ti ha lasciato la notte.
Comunque queste sensazioni fanno parte della nostra vita dove, purtroppo, i dolori e le perdite sono sempre maggiori dei momenti di spensieratezza e di felicità. La mancanza di coccole e di attenzioni poi... chi ne ha mai abbastanza? e, soprattutto, perchè non apprezziamo mai quello che abbiamo? Ah, la notte, cosa inventata per riflettere sulla nostra pochezza di fronte ad un mondo così grande...

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