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Io e Papperina
Favole da vendere: Il circo della fantasia 


Cera una volta e lucida l'altra le mie storie iniziano sempre così,un'estate che stava finendo. Si sentiva nell'aria l'arrivo del freddo. Era un odore particolare che sapeva di caldarroste e di legna bruciata. Eppure fuori il sole scaldava ancora. Forse era solo il suo cuore ad essere freddo? No, l'inverno stava già mettendo le mani avanti e le foglie del suo giardino improvvisamente erano arrossite davanti a tanta spudoratezza. Già, Inverno era un tipo tosto, un po' figlio di puttana... Quei figli di puttana che erano belli e impossibili come cantava la Nannini... Inverno era un gran figlio di puttana ma senza offendere quelle signorine o le madri in genere... Non era un offesa quella, anzi era un complimento. Il figlio di puttana ti affascina, ti fa sognare, ti coccola, ti fa sperare e poi alla fine ti fa soffrire... Ma tutti alla fine ti fanno soffrire e molto probabilmente anche lei aveva fatto soffrire o almeno lo sperava!
Forse quest'anno avrebbe lasciato che l'inverno si impossessasse del suo cuore e lo facesse poi a pezzi quando inevitabilmente se ne sarebbe andato per lasciare il posto al caldo, al verde, alla bellezza dei fiori che si schiudevano al bacio di un raggio di sole. Lei sapeva già tutto questo perchè lei era la veggente del circo. Il circo era la sua vita e lei volava in alto sul trapezio e volteggiava facendo strani salti sulla rete che un po' in realtà le faceva male i piedi tenuti stretti in scarpette quasi inesistenti. Poi stanca di saltare e di camminare sul filo che la teneva costantemente in concentrazione si tuffava dentro ad un cilindro e diventava un bellissimo pagliaccio. Nei panni del donatore di risate lei si sentiva bene. Erano larghi e non si vedevano mai i chili di troppo... Quando invece era stretta nel mini abito della trapezista lei si sentiva brutta e grassa. Nessuno l'avrebbe mai detto perchè lei aveva un grazia ed era estremamente duttile , era svitata non nel senso di testa ma nel senso del movimento, era una libellula, era come un ippopotamo rosa di fantasia...
Poi mentre si metteva il costume di scena da pagliaccio ingollava una stecca da mezzo chilo di cioccolata quella nera fondente che luccicava come i chicchi di caffè. Il cioccolato era una cosa che lei, mentre la vestivano e le attaccavano il naso rosso, assaporava prima con la lingua e poi schiacciandolo sul palato. Il sapore del cacao puro le rimaneva per tutta la durata della sua esibizione e lei era trasportata in un mondo di fantasia dove viveva un'avventura che ogni volta era nuova. Poi come aveva smesso i panni del pagliaccio, eccola riemergere come domatrice di leoni. I suoi leoni erano particolari perchè nel suo circo non c'erano animali veri. Erano tutti uomini che venivano travestiti da animali. Il perchè era semplice. Non esiste una diversità tra uomo e animale e tutti gli uomini per definizione sono animali e si comportano come tali: solo che hanno l'uso della parola e inventano scuse per giustificare i loro comportamenti scorretti. Gli uomini sono solo animali dotati di una logopedista che ha insegnato loro la parola. Gli animali invece sono esseri superiori e hanno deciso di non dover dare nessuna spiegazione al loro comportamento. Hanno deciso di parlare solo tra di loro e di non dover socializzare con le altre specie e hanno anche deciso, e questo lo hanno fatto tutti gli animali, di non dover parlare con l'uomo cosa del tutto inutile perchè quella specie è solo egocentrica, piena di se stessa, cattiva nel profondo del cuore e che crede di essere la specie eletta. Così quando lei aveva messo su il suo circo nessun animale aveva aderito alla spettacolo. Aveva quindi trasformato gli esseri umani in animali e non era stata una cosa molto difficile a livello psicologico ma era stato difficile a livello pratico e manuale. I costumi erano difficili ma lei con le sue mani era riuscita a creare delle cose eccezionali. Tutti quelli che entravano nel suo circo erano convinti fossero animali veri. Così mentre le toglievano il costume da pagliaccio e le infilavano quello da domatore lei invece metteva in bocca un buon bicchiere di vino. La sua cantina era un'ottima cantina e lei personalmente sceglieva il vino giusto per ogni spettacolo. Il vino era prima guardato e gustato con gli occhi. Il colore veniva assorbito dai suoi occhi verdi e lei ne teneva una fotografia in un file del suo cervello. Poi veniva scaldato sapientemente dalla mano che gli faceva fare dei giri che poi lei copiava al trapezio. Il vino si allargava in cerchi concentrici dentro al bicchiere studiato apposta per lui. Nulla era lasciato al caso. Le evoluzioni del vino lasciavano sul vetro una scia , una specie di bava che assomigliava a quella lasciata dalle lumache quando senza fretta percorrono il loro cammino insegnando a quelle che le seguono la giusta via da percorrere. Lei a quel punto annusava il profumo che usciva da quei cerchi. Aspirava l'odore con tutte le sue forze per poi ricordarselo per tutta l'esibizione dei leoni. Finalmente, quando le stavano abbottonando la giacca rossa con gli alamari, lei prendeva il calice e lo portava alla bocca. Teneva il vino per un paio di secondi sospeso tra le labbra e la lingua e poi lo spingeva verso il palato, si sciacquava tutta la bocca con il vino stesso per poter permettere al sapore di riempirla tutta. Poi con uno schiocco che presagiva quella della frusta andava in scena. I suoi leoni saltavano e danzavo e alla fine del numero ecco pronto un altro sorso di quel nettare. Intanto lo spettacolo doveva continuare .. Ora era il momento dei cavalli... Da una ciotola in argento battuta a mano che ne conteneva un altra di vetro per non contaminare il sapore del contenuto, preparata su una piccola tavola con tovaglia di pizzo a punto in aria prendeva un pezzettino di formaggio da fossa e lo spalmava con del miele che era in ciotoline più piccole ma uguali alle prima. La tavola veniva preparata dagli uomini-animali durante l'esibizione dei compagni. Sapevano che il più piccolo sbaglio li avrebbe resi cattivi agli occhi della padrona e quindi passibili di qualsiasi cattiveria da parte di lei. Era spietata quanto raffinata e il suo palato gustava anche gli sbagli per poi assaporare la punizione.
Gli uomini sono così e le donne anche peggio. I cavalli stremati dal loro numero uscivano in fila indiana e lei dopo essersi presa i doverosi applausi che le davano quasi la stessa sensazione del vino, salutando con studiata lentezza per mantenere il piacere più a lungo, tornava dietro alla
tenda. Ora sulla tavola c'era un cucchiaio di madreperla vicino ad una ciotola dove delle perle grigie sprigionavano la loro bellezza. Dei bliny erano serviti su un piatto d'argento cesellato. La smetana era in una ciotola di vetro soffiato. In un altra ciotola c'erano cipolline fresce tritate e uova sode. Non si sapeva in anticipo cosa lei avrebbe preferito. Un bicchiere tumbler a pareti svasate conteneva della vodka. Non doveva essere ghiacciata ma fredda al punto giusto altrimenti lei si sarebbe arrabbiata. Una gazzella manteneva tra gli zoccoli un contenitore con del ghiaccio e una zebra aveva un termometro tra le zampe. La vodka era tenuta a costante temperatura e continuamente monitorizzata. La giraffa invece era pronta per il cambio di costume. Lei arrivo. Gettò una rapida occhiata la tavolo, guardò la zebra e l'orso le passò immediatamente il bicchiere pieno. Il lupo le chiese come preferisse il caviale e mentre lei esprimeva i suoi desideri la scimmia li preparava. Si mise in bocca la focaccina ne assaporò il gusto, chiese dell'altra vodka e un po' di cipollina tritata con le uova di caviale. Ancora un piccolo piacere. Non sarebbe ingrassata per questo e poi adesso doveva correre:lo spettacolo continuava. Ora la pista era invasa dai cani che camminava su due, tre, quattro zampe a seconda del comando che veniva loro dato.
Tra un cambio di costume e un altro ancora un piccolo banchetto, una piccola prelibatezza per pulirsi la bocca:il suo te.
Si arrabbiò quando vide che la cerimonia non era stata fatta nella giusta maniera ma poi il profumo delle foglie prese il sopravvento e lei lasciò perdere il malumore e si dedicò alla degustazione. Intanto fervevano i preparativi per l'ultimo numero. La veggente. Tutto era pronto e lei diventò per un attimo ciò che era sempre stata una maga. Lei era la maga della sua vita perchè aveva sempre previsto tutto. Era questo il suo grande problema: sapere tutto già in anticipo anche i sapori di quello che metteva in bocca e che si faceva preparare con tanta cura. La tenda si aprì e comparve la maga. Il pubblico fu invitato a farsi avanti e lei con studiata lentezze lesse loro il destino. Poi lo spettacolo finì, le luci si spensero e lei tornò al suo letto ancora per una notte. La mattina una leggera nebbia, la prima di quell'anno, le fece capire che l'estate era veramente finita. Lei si guardò intorno e vide che ormai del suo circo non era rimasto niente. Tutto era stato imballato o venduto. I costumi erano stati messi dentro a dei sacchi e riposti in scatoloni in previsione di un altro spettacolo. Gli uomini-animali se ne erano andati portando con loro tutto il possibile. Ogni vota che terminava uno spettacolo lei era esausta e loro ne approfittavano per portarle via il più possibile.
Era e sarebbe stato sempre così perchè gli uomini non cambiano come cantava Mia Martini. Lei chiuse la finestra e lasciò fuori la nebbia. Inverno, il figlio di puttana, non era ancora arrivato ma lei si preparava ad aprirgli il cuore. Le donne alla fine soffrono solo perchè cercano disperatamente l'amore che sanno già di non poter avere. Le donne sono solo semplici ( si fa solo per dire) animali, solo più masochisti e più romantici di altri e lo sanno benissimo ma non resistono alla tentazione di catturare l'amore per sempre. L'amore non è mai per sempre e se lo è purtroppo diventa vecchio pure lui.


Quadro di Henri de Toulouse-Lautrec

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Repubblica e venerdì di I&P (quando cultura e sigla fanno rima:) ) 


Sottotitolo: Patata bollente? Nooo patata brillante!


Ho preso l'abitudine di leggere Repubblica e soprattutto di venerdì quando c'è l'inserto. Ho preso l'abitudine tanto tempo fa e adesso ho deciso che certe abitudini non vanno perse e quindi la mia edicola sa che deve tenermi tutti venerdì il giornale. Che poi io lo legga il giorno stesso o nelle settimane a venire poco importa. Io non leggo le cose di attualità ma tutte quelle cose che possono benissimo essere rimandate. Venerdì infatti ero bloccata dal mal di schiena. Piegata in due ero pronta per assumere una di quelle posizioni impossibili del kamasutra. Avete mai notato le posizioni del Kamasutra? Io ho anche il kamasutra delle rane...
Comunque sono tutte posizioni impossibili e difficili da assumere. Assumere come? Per via rettale o per bocca? Mah! Difficile da sapersi. Comunque sicuramente un sesso vario, dalle forme (vedi quella del loto mi sembra)bizzarre e che ti sciolgono le articolazioni. Se lo praticassi sicuramente non avrei il mal di schiena. Comunque da mercoledì piegata in due in seguito(spero) ad un colpo di freddo ho dovuto disdire il mio appuntamento con Brad Pitt e Tom Cruise e spostarlo a data da destinarsi. Dovevamo provare una nuova posizione … Peccato forse sarà per la prossima settimana.
Ma torniamo a noi repubblica e il venerdì mi aspettavano con ansia davanti all'edicola. Loro non sapevano del mio male e speravano in un autografo delle due stars. Così ho mandato un'anima pia a ritirarmeli sabato...
L'anima pia mi ha fatto anche un delizioso massaggio, mi ha portato le medicine, mi ha coccolato e io in cambio mi sono lagnata per tutto il tempo... Bontà sua il sopportarmi. Così tra un dolore e l'altro, tra un grido e una mancanza di respiro mi sono letta il venerdì la domenica.
Ah dimenticavo venerdì tredici... A me salvo il mal di schiena che mi è venuto in anticipo non è successo proprio nulla ma spero che chi ci crede e chi è scaramantico abbia avuto mille piccole seccature.
Il 14 si è aperto a Cremona il nuovo museo del violino. Io avevo visto il vecchio e conosco Cremona molto bene. E' una città che mi piace molto dove ancora le persone coltivano le galline e le tartarughe, dove la cioccolata è fatta a forma di chiave o di ferro, e dove la mostarda è deliziosa. É la città dove ho comperato la mia prima mucca e fatto delle bellissime fotografie. Di fronte al Duomo dentro al palazzo del comune una volta c'era il museo del violino. Ogni giorno un signore si dedicava a pulirli e a suonarli... Adesso non ho capito se il museo è stato spostato o no comunque di sicuro è stato rimesso in ordine. Circa settanta violini tra cui quello di Stradivari, Amati, Guarneri. Prendendo ad esempio il Louvre e il British Museum adesso anche a Cremona verranno fatti degli studi specifici per capire il suono che producono i violini. Allora mi era stato spiegato che il suono era frutto dell'albero (e la cosa non mi giungeva nuova sembrava quasi la canzoncina di Endrigo... Sarà ancora vivo o sarà morto come Jimmy Fontana, il suo mondo e anche quello di Giorgio Bevilacqua?) e che doveva essere un pezzo unico (nel senso che Paganini non ripete?). Adesso invece con questo nuovo museo si è verificato che il violino di Stradivari è veramente di quell'epoca e cioè il legno , la vernice, la colla animale , l'avorio , l'inchiostro tutto risale a quel tempo. Questo significa che se il signor Malagodi avesse appurato il contrario noi avremmo speso i soldi del biglietto per vedere un falso..Comunque tutto è bene ciò che finisce bene e finalmente se si dovranno restaurare i vecchi violini adesso sapranno come fare grazie a questa collaborazione tra ricerca e conservazione....L'interessante è invece il laboratorio di acustica che cercherà di migliorare l'esperienza di ascolto.
Alta notizia...Chi è arrivato per primo sulla terra? Un millepiedi e non poteva essere qualcun altro perchè doveva ver camminato tanto!Il signor Omar Rota Sabelli ci comunica che applicando una tecnica di orologio molecolare che pare sia un conteggio alla rovescia dove elimini gli ultimi e continui così fino a che non rimane il millepiedi da solo che disperatamente cerca di massaggiarsi tutte le dita( quante dita ha un millepiedi in un piede?) 510 milioni di anni fa in un paese che non sembrava affatto la terra viveva dasolo un piccolo esserino con tanti piedi... La mamma e il papà erano molto preoccupati perchè non avevano i soldi per comperargli le scarpe...Non ho ben capito caro signor Rota se non c'erano nemmeno le rocce a quel tempo che cavolo ci facevano i millepiedi con i i piedi? Dove andavano? Andavano tutti al mare perchè hanno trovato le loro orme... ma non sulle spiagge ovvio sulle rocce che c'erano sulle spiagge. Da questo si deduce che i millepiedi sapessero nuotare e da qui si passa subito ad inventare l'elica . Un bel giorno arrivarono dei brutti esseri cattivi e loro che si nutrivano di alghe e funghi dovettero scappare a gambe levate....
Esiste anche chi va in giro con un pulmino azzurro pieno di scaffali E' l'ultima novità di Lisbona:Libri di autori portoghesi tradotti in tutte le lingue per soddisfare un pubblico di turisti di alta cultura... “Gestiremo anche tre pulmini!” Quando l'imprenditore prende il sopravvento sul piccolo artigiano...
Su repubblica invece ci sono articolo molto più seri...
Braccialini ha promosso la nuova borsa … Tutti gireranno con l'Apecar...
Il Liga ha scritto un nuov libro:La vita non è in rima. Anche su venerdì grande articolo per questo musicista che ci ha fatto sognare. A Prato nuova mostra da Donatelo a Lippi. Prato troppo distante mi accontenterò di quello di casa mia se non piove... e le madonne le vedo su internet. Ma la notizia più bella è questa che ho scoperto in qualche sito: VAJAZZLING così si chama la nuova tendenza... Jennifer Love Hewitt e Kathy Griffin già la usano o meglio la usavano anche prima (almeno si spera) ma adesso te la fanno vedere con mille luci... Praticamente prima di tutto bisogna depilarsi completamente diciamo che radersi l'aiola come citava una canzone rende l'idea... Una volta depilate e credetemi fa tanto male tanto male depilarsi del tutto allora quando viene fuori la vera faccia dell'aiola si comincia a decorala... Un po' di Swarovski qui sul monte di Venere un po' più in giù me ne metta uno un po' più grande al centro ecco si grazie metta ancora un po' colla li e ci applichi quelli verdi tutto intorno quelli gialli più all'interno e da domani la faccio vedere atutti! Ecco questa la nuova tendenza perline e brillantini durano circa 5 giorni. Prezzo modico. Poco più di una ceretta brasiliana. E fin qui nulla di male... Qualcuno prima si era fatto mettere un anello sulle grandi labbra emi pareva più doloroso... Ma se questa moda attecchisce lo faranno anche gli uomini?
Mi piacerebbe vedere un membro ricco di diamantini multicolori! E ritorniamo al kamasutra...


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Favole da vendere: In due, per due, con due e poi...finalmente sola 



Cera una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano tutte così Fanny. Fanny era un donnina carina, piccolina, minutina, oretta e anche mattiniera e giornalaia ed era veramente stanca. Non lo voleva più sentire. Non lo voleva più ascoltare. Non lo sopportava più. Eppure c'era stato un tempo in cui erano stati anche abbastanza bene assieme. Poi però inevitabilmente qualche cosa si era rotto. Forse erano semplicemente stati troppo assieme e adesso lei voleva essere libera. Lui aveva un carattere difficile. Era sempre in continuo movimento, non si fermava mai un attimo. La mattina per tanto tempo l'aveva costretta ad alzarsi alle quattro per poi continuare a muoversi correndo a destra e a sinistra senza una vera ragione solo perchè se lui si fosse fermato sarebbe stato per sempre. Lei doveva assecondarlo perchè lui faceva parte della sua vita. E lo aveva fatto anche volentieri ma poi si era resa conto che lui era solo egoista, che pensava solo a se stesso, e che la vita era solo in funzione sua o almeno così lui credeva. Ma da un po' di tempo le cose non andavano tanto bene e lei stava prendendo delle decisioni drastiche. Gli aveva chiesto per piacere di lasciarla stare, di non farsi sentire, di smetterla di spiarla, di non cercarla, di lasciare che potesse vivere la sua vita senza più dovere ascoltarlo. Ma lui non si stancava mai. Era un grande figlio di puttana e per di più anche uno che non mollava mai, era ostinato, era un vero bastardo, non aveva dignità, viveva alle spalle altrui, ed era senza parola. Diceva che l'avrebbe lasciata stare ma poi tornava sui suoi passi e accelerava improvvisamente e lei boccheggiava. Lei aveva cercato di parlagli in tutte le maniere, di spiegare i motivi ma lui continuava con il suo ragionamento e continuava ad agitarsi senza stare nemmeno ad ascoltare. Lui non voleva ammettere i suoi torti e non voleva ammettere di perdere. Così le cose si erano trascinate fino ad un punto in cui lei aveva preso la sua decisione. Per l'ultima volta quel giorno quando lui era tornato a farsi sentire, lei aveva cercato di non vederlo, di non ascoltarlo. L'ansia le aveva tolto il respiro. Nel caldo afoso del pomeriggio lei per un momento aveva pensato che sarebbe morta. Subito era tornata in casa mentre lui continuava a battere sullo stesso chiodo e aveva preso quelle pastiglie che le aveva ordinato il medico la settimana prima. Se solo lui invece di continuare a tormentarla si fosse reso conto che lei aveva chiesto aiuto adesso forse non sarebbero stati a quel punto. Fu così che lei prese tutto il flacone di pastiglie e finalmente lui, il suo cuore, cessò di battere e di correre e di farsi sentire. Finalmente lei capì che lui aveva trovato la calma piatta del suo elettrocardiogramma. Lui,il cuore, per un attimo non capì quello che era successo, poi cercò disperatamente di riprendere a battere ma non ce la fece. Urlando per la sconfitta dovette cedere a chi era stata più intelligente di lui. Lei lo aveva sconfitto anche se per farlo aveva dato la vita in cambio. Adesso finalmente era in pace. Non sentiva più il suo battere e il suo accelerare, non sentiva più il suo peso in mezzo al petto e finalmente si sedette a gambe incrociate ad ascoltare la musica divina in mezzo al verde con un libro in mano. La pace è vivere senza il cuore.

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Favole da vendere:Caos e Ordine 





Caos e Ordine sono due fratelli gemelli. D’ aspetto molto uguali ma molto diversi nel carattere e, anche se sembrano praticamente identici e dovrebbero, come tutti gemelli cercare di scambiarsi almeno una volta i ruoli, loro non lo fanno e non lo faranno mai perché sono uno l'opposto dell’altro.
Caos è bellissimo con i capelli arruffati e i jeans, quelli che usano oggi, i jeans del cazzo, quelli che già prima di averli comprati son rotti perché così va la moda, la maglietta che lascia vedere i muscoli da palestrato, e le ragazzine impazziscono per quelli che come lui vestono così, con disinvoltura, strusciando i piedi dentro a comode adidas che con il gel (non sui capelli,ma forse anche su quelli) ti fanno camminare meglio, e con gli occhi che mandano lampi e ti mangiano ancor prima di vederti tutta. Lui fuma, si fa una canna quando la voglia lo prende, non sa cos'è la puntualità, non sa cosa guadagna, non ha giorno, non esiste il mattino ma le notti son notti e che notti….Certe notti cantava il Liga...
Lui vive semplicemente in un mondo caotico ma soprattutto in modo caotico, non sapendo mai nulla di preciso e non sapendo mai cosa farà domani, perché ciò che farà è scritto nella sua mente solo un momento prima e quindi Caos non riesce ad avvisare nemmeno se stesso… Figuriamoci gli altri.
Ordine invece tutto l'opposto.
Lui è sempre pettinato, ha le scarpe lucide e ha un posto per ogni cosa…. Gli estratti conto finiscono nella cartellina giusta, le bollette pure.
La sua casa è un vero splendore. Pur avendo una cucina nera non esiste polvere o sugo che osi sporcarla perché ordine prevede in anticipo che lo schizzo del sugo cadrà in quel punto e ci mette una spugna.
Ha sempre la camicia impeccabile, un portafoglio perfetto, e un'agenda che sembra stampata. Scrive come un normografo e i suoi impegni sono sempre più che precisi.
Pur essendo uguali hanno due stili talmente diversi che quasi non si direbbero gemelli.
Uno è bello da impazzire perché è ribelle, perché la sua fantasia si mescola al suo stesso nome creando creature intriganti che catturano menti disponibili. Non ha orari perché la vita per lui non ha tempo e quando arriva in ritardo, arriva come se fosse un tornando con le sue scarpe da ginnastica, la prima maglietta che ha trovato infilata alla rovescia e un calzino blu e uno nero…
Però quando arriva, ti dimentichi di quanto hai aspettato perchè prima di lui arriva il suo sorriso e poi arrivano i suoi occhi neri, folti, profondi, nei quali ti perdi e perdoni il ritardo.
Ordine pure lui è bello come il sole sempre con gli occhi neri e folti. Ha un portamento meraviglioso e si muove con studiata maestria. Parla a proposito e sa sempre quello che dice.
E solo un po' rompiscatole (come tutti i perfetti) perché tutto deve essere collocato e tenuto nel giusto posto e nel modo migliore.
Un giorno i due camminando insieme in uno di quei pochi momenti in cui non litigavano, incontrarono una certa Calma.
Era una donna deliziosa: parlava poco ma si guardava attorno e in questo periodo, in particolare, guardava i gemelli e pensava a quanto fossero belli.
Sapeva di essere una donna con un certo carisma e sapeva anche di essere donna e sapeva anche ciò che cercava… Ma soprattutto sapeva ciò che voleva.
Volevo uno dei due.
Ma quale?
Il più affidabile era senza dubbio Ordine e fu da lì che la nostra Calma cominciò piano piano.
Uscirono assieme per un po' di tempo ma Calma per quanto facesse si trovava davanti solo un uomo che le parlava ovviamente con schemi precisi. E Calma invece voleva qualche cosa di meno scontato, un po’ più frizzante, un po’ più improvvisato…
Fu così che provò a uscire con Caos.
Furono solo voli pindarici, belli da morire, divertenti ancora di più.. Era tutto senza un programma, era puro istinto, era voglia di stare assieme senza un preciso scopo.
Non si sarebbero mai fatti progetti o meglio sarebbero stati fatti ma mai rispettati.
Calma era veramente sconvolta. Non sapeva cosa fare.
Le sembrava di essere innamorata di entrambi e questo la faceva vivere male.
In più i due erano gelosi e le mostravano il loro vero io, ancora di più seguendo ciò che realmente erano, senza nascondere nulla e non volendo cambiare nemmeno una virgola.
“Perché non si possono mettere assieme e farne uno solo?” pensava Calma…
“Perché sono nati divisi? Insieme sarebbero stati perfetti…” E Calma con questo pensiero si addormentava.
Ma il gallo cantava e il problema si risvegliava.
Passarono quasi tre settimane… Calma rimaneva sempre nella stessa posizione. I dubbi rimanevano dubbi e le certezze non c'erano e lei non riusciva a fare una scelta giusta. Anzi per la verità non riusciva a fare una scelta.
Poi una sera scoppiò una lite molto grossa tra i due gemelli e la colpa fu data a Calma ( come sempre sono le donne che si prendono le colpe e come sempre sono anche le donne che scelgono perché gli uomini le costringono a farlo)
Così se li ritrovò davanti alla porta. “Devi decidere” le dissero in coro (gli uomini fanno sempre branco e così si danno coraggio)
E Calma, messa alle strette, decise…
Pensò che la vita con Ordine sarebbe stata senza dubbio molto ordinata, sarebbe stata senz'altro organizzata in modo meraviglioso, non ci sarebbe mai stato un capello fuori posto, lei avrebbe già saputo il finale del film che sarebbero andati a vedere, avrebbe saputo con largo anticipo dove sarebbe andata in ferie, quanti figli avrebbe avuto…
insomma con lui era come vivere con una segretaria: tutto a posto, tutto stabilito, senza fantasia e forse questa alla fine sarebbe stato una semplice relazione senza entusiasmo e senza passione.
Pensò a Caos, alla sua mente che sfornava un mare di idee che non realizzava.
Era solo pazzia, era l'incognita del dopo, era una non agenda che però per quel po' che avrebbe dato, le avrebbe fatto vivere grandi emozioni e sarebbe stata una vita sempre nuova ma senza nessuna certezza. Caos si sarebbe dimenticato tutto, anche il suo nome ma soprattutto il codice dell'allarme, la bolletta del telefono, il loro anniversario e poi chissà che cosa…
A questo punto Calma decise che sarebbe rimasta zitella perché, per quanto fossero belli entrambi, lei non voleva essere sempre sospesa nella testa di Caos ma nemmeno vivere con Ordine perchè significava prendere a vivere con loro anche la Noia.
Fatti queste osservazioni si disse: “E chi me lo fa fare? Rimango da sola, rimango libera, posso frequentare sia l'uno che l’altro.”
Il bello di Calma era che sapeva giudicare benissimo gli altri ma non riusciva a giudicare se stessa, come quasi tutte le persone normali. Quando i due scoprirono che Calma andava con entrambi sparsero la notizia che lei era una buona donna…
Calma,non sapendo giudicarsi, lo ritenne un complimento e quando i due non vollero più uscire con lei non fece altro che cambiare semplicemente strada.
Aveva visto che da quella strada non passava nessuno, ma come sempre non dette importanza al fatto. In fondo lei era comunque una buona donna.


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Pappernews: OCHENOTIZIE. Spaccio divino... Condannata? 


Uccide il marito, poi lo fa a pezzi e li mette a bollire in pentola. È accaduto in Cina. La donna è stata aiutata dalla figlia e insieme hanno portato a termine l'efferato omicidio.
Certo che doveva avere una pentola grande quasi come quella con cui fanno il ragout Star da 2000 litri!
La pubblicità a volte da delle buone idee. Peccato che il ragout non sia venuto buono e dopo tre giorni la donna, non sapendo più dove mettere i vasetti, si è costituita in preda ai sensi di colpa... Per aver ucciso il marito o per aver sbagliato il sugo?

Scarafaggi in fuga, zampettando: oltre un milione sono scappati da un grosso allevamento in Cina.
 A quanto riporta la stampa locale, ma anche quella internazionale, gli insetti venivano allevati al fine di estrarre sostanze utili per la medicina tradizionale. Uno sconosciuto avrebbe distrutto l'impianto e in questo modo aperto loro la strada verso la libertà.
Wang Pengsheng aveva acquistato 102 chili di uova di scarafaggio americano e li alimentava con biscotti e frutta.
Evidentemente gli scarafaggi, che parlavano una lingua diversa dal cinese, non si erano espressi bene circa le loro abitudini alimentari e sono scappati. Mi immagino come saranno stati contenti gli abitanti di Dafeng. Io sarei felice di adottarne un paio. Per chi volesse contribuire alla causa scarafaggi do il mio numero di carta di credito prepagata. Io sto partendo con il retino per le farfalle e anche con un piffero(non si sa mai che apprezzino la musica e mi vengano dietro) e li porto tutti ad Arcore.
A proposito di birra...
Per un fine settimana diverso, tutti al September Fest vestiti da tirolesi a Marina di Massa. Noi italiani siamo sempre in anticipo quando si tratta di mangiare e bere. La festa della birra con un mese di anticipo... Ma volete mettere? Invece che andare a Monaco andate al mare!
Niente soldi all'estero tutto rimane in Italia...
La birra? Ovviamente produzione italiana... Perchè allora SEPTEMBER FEST? Perchè un nome straniero? Tanto per confondere le idee a noi poveri italiani che le abbiamo già confuse per conto nostro.
A proposito di vini...
Il barolo va in barca
Ormai è ora di vino divino... nettare degli dei, comperato da tutti, apprezzato da pochi, gustato da meno ancora, conosciuto da pochissimi...
Per il barolo c'è un nuovo protocollo che prevede non solo la lunga stagionatura in botti fatte ad arte da esperti “bottieri” che scelgono il giusto legno, che lo fanno maturare per il giusto tempo, che lo fanno impreziosire dentro a cantine con la temperatura sempre uguale senza sbalzi e se per caso una doga dovesse avere uno sbalzo di umore ecco “via di qui subito nella stufa”. Legni giusti, profumi giusti, bouquet giusti, colori giusti e poi tutti al mare per un anno dentro ad una cisterna fatta forse di vetro per apprezzare il mondo... Il barolo infatti fa un bel giro e grazie al rollio della nave e al suo beccheggio scopre nuovi profumi. Tutti a Capo Horn per acquistare una bottiglia di Barolo. Finita la festa della birra a Massa Marittima restiamo sempre al mare (forse un po' più freddo)... Non lasciatevi scappare il passaggio del barolo! Sarà il prossimo tema di Superquark... Il barolo e il suo viaggio alla ricerca di un nuovo sapore.

A differenza del Barolo il Brunello invece non sa cosa fare e così i suoi produttori pensano di non fare nulla e di non metterlo più in commercio così la gente potrà capire cosa perde...
Come faccia una persona a capire cosa perde se non l'ha mai assaggiato è un mistero ma tant'è il toscano forse non è poi così intelligente come la gallina di Cochi e Renato. C'è solo un piccolo problema: a ottobre i produttori hanno molte spese. Devono rinnovare il parquet tra i vigneti,devono massaggiare i tralci, quasi come i giapponesi che massaggiano le mucche, devono potare le piante con forbici al laser, mettere i panni nuovi ai cingoli del trattore per non disturbare il sonno dei pampini, allontanare con l'ipnosi i cinghiali che cercano di mangiare gli acini, non fare rumore e ogni otto ore dare il cambio alle tre orchestre che allietano le giornate delle viti...Così anche quest'anno il Brunello sarà tra di noi... Sempre a casa mia per 12.000 euro al calice.
Il Pirolino è un vitigno dimenticato. Dopo il Pecorino e ovviamente la Passerina che erano state dimenticati ma poi ritrovati per il piacere del....palato ecco il Pirolino. Vino abruzzese forte. Il poveretto sostava vicino a Montecapraccio nella boscaglia quando assieme alla Passerina è stato scoperto in atti non proprio adeguati alla zona. E' stato preso e chiuso nella botte non senza difficoltà perchè irto di spine (come avrà fatto la povera passerina?).Gli abruzzesi adesso dopo la scoperta stanno cercando con i cani (famosissima la razza cani da uva) i grappoli del Pelosino uva coperta di lana con duplice effetto vino-maglione filato cachemire... Bottiglia con maglione per mantenere la giusta temperatura...Cercano anche la Poverina altro vitigno di cui si spreme tutto: foglie, tralci, tronco e zolle...Poverina! Sapore di terra, di fango bouquet d' eccezione... prossimamente, appena trovato, a casa mia prezzo da definire.
Esiste anche un vino del ghiaccio portato dai lapponi con le slitte e con le renne a Natale come regalo. Fuori nella montagna gli elfi del vino aspettano le renne e poi piantano i nuovi vitigni. Si raccoglieranno l'anno prossimo ovviamente quando saranno congelati. E' bene dire ai lapponi che li portino direttamente in alta montagna onde evitare ulteriori spostamenti. La renne costano e le slitte anche. Saranno acini ghiacciati a differenza del vin del carbon che invece proviene da vitigni carbonizzati (e poi ci chiediamo perchè scoppino gli incendi... per fare il vino ovviamente!) Gli acini vengono raccolti bollenti sanno di casa mia dopo l'incendio, retrogusto di scottature da forno. Si deve bere rovente come il ferro fuso, stessa temperatura e preferibilmente d'estate in pieno deserto assieme all”urlo di Nani” formaggio di malga che si beve ( se no che formaggio fuso sarebbe) direttamente sulla sabbia rovente del deserto stesso.
Il Marturano è un vino bianco prodotto nel basso Lazio. Un ex docente di Portici enologo, agronomo, entomologo, insomma uno che sa tutto ha deciso di rimettere sul mercato un vitigno autoctono. Ha sei ettari di vigne più due in affitto e punta sulla ricerca( di far soldi).
Senza ovviamente questo vino che si può trovare solo a casa mia per la modica cifra di 1500 euro al calice, non si può dire di avere una tavola...Aspetto limpido, luminoso, bouquet esuberante, sapore di frutta esotica,agrumi, boccioli bianchi e gusto ovviamente sapido ed elegante...
E dopo questo vino ecco le bottiglie d'alta moda. Anna Fendi lancia non bottiglie ma la AFV . 18 cantine italiane produrranno 15000 bottiglie acquistabili solo presso casa mia ovviamente...
Troverete per chi è sempre classico il Flanella Pinot grigio,per le più libertine il Negligé Brunello di Montalcino ed altri ancora. Vini per tutti fino ad esaurimento scorte. Lista appesa fuori dal cancello. servizio perfetto. Con modico sovraprezzo pane appena sformato e donnine succinte data la prossima apertura delle case chiuse

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