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Io e Papperina
Santo Prepuzio! 
Papperellando qui e là ho trovato questo link e precisamente l’ho trovato su questo blog http://jelinek.splinder.com/ .
Non è che io trovi tanti blog che mi facciano ridere o riflettere, ovviamente di luce solo mia, oppure che mi colpiscano come un ceffone, di quelli antichi che davano le nonne di una volta, che ora non ci sono più, anche perché sarebbero ultracentenerie…
Comunque, ogni tanto sono fortunata anche perché ritento sempre e non mi arrendo mai e oggi ho trovato questo gancio per scriverci due righe.
Quando ho cliccato su Wikipedia Santo Prepuzio, il santo mi ha fatto esclamare… mio dio e poi è partita la mano…
Noooo non bisogna sempre fraintendere…è semplicemente partita la mano solo per scrivere una storiella.
C’era una volta, in un tempo molto lontano, diciamo circa duemila anni fa tanto per dare un significato al tempo, anche se in realtà il tempo è una cosa molto indefinita, un ragazzino biondo, o forse era moro, con gli occhi azzurri, oppure neri, ma comunque con due occhi questo era certo, e con una gran lingua che sapeva usare molto bene e infatti dispensava consigli a manca e a dritta e si perdeva nel tempio a parlare con gli adulti mentre i genitori lo aspettavano con Ansia(che era la sorella più piccola). Venne un tempo, e io mi sto documentando studiando su che tempo fosse ma credo entro l’ottavo giorno dalla sua nascita, in cui il bimbo che era nato in una stalla, tra un bue e un asinello ma con una gran stella con la coda che era apparsa apposta per lui, e con tanti di quei doni dati da re magici o forse solo magi ma tanto non ha importanza, che gli venne tagliato il pisello o quasi…
Infatti fu circonciso e fu tanto circonciso bene che ne venne fuori una festa (brit milà) che ancora oggi tutti gli ebrei festeggiano. A quel tempo il nostro pargolo urlava talmente tanto e di tutto (parlare a otto giorni fu il primo miracolo, ma forse sapeva già che a 33 avrebbe smesso)che tra le parole che tirò fuori c’erano anche gli attributi e fu lì che si verificò il fattaccio. I presenti rendendosi conto che sarebbero incorsi nelle ire di Dio proclamarono ad alta voce che il Prepuzio sarebbe diventato Santo sperando che gli uomini nel corso del tempo non dessero tale nome (come poi successe con firmato Diaz) alla loro prole.
In fin dei conti sono un po’ come quelle cose che si dicono tipo “ ma Santo Iddio…” e invece il bimbo disse “ ma santo prepuzio” e da quel attributo, gli attribuirono diversi miracoli.
Uno dei primi fu quello di far passare un cammello per la cruna del lago, cosa che poi riuscì anche ad Annibale che invece del cammello fece attraversare le Alpi agli elefanti.
Un altro fu quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci che allora si dice sfamò molte anime e che diede la dritta (ma anche la rovescia) alle nostre banche che moltiplicano i nostri debiti e ci mettono alla fame solo perché siamo in sovrappeso e siccome bisogna amare il prossimo (che quello di prima lo abbiamo già amato abbastanza) la banca è attorno a te…anzi a noi, e non ti molla mai( a differenza del fidanzato di Turno che era re dei Rutili e da lì poi scoprirono i rutili del mar morto).
Tramutare l’acqua in vino invece fu un vero miracolo per gli alcolisti del tempo che poi, seguendo il consiglio del Santo Prepuzio degli altri si moltiplicarono e adesso, al giorno d’oggi, avendo perso l’antico incantesimo, riescono solo a tramutare un semplice vinello in Brunello mantenendo comunque la rima.
Sorvolo sul possesso del Santo Prepuzio ma sottoscrivo che di Santo Prepuzio, secondo il mio modesto parere, ce n’è più di uno e comunque ogni uomo dovrebbe avere il proprio e tenerselo stretto.
Per le donne che ne dichiarano il possesso posso solo dire che dal mio punto di vista il Santo Prepuzio non ha mai l’esclusiva, non ha mai un solo nome,anzi ne ha moltissimi, e non risponde a comando. Ha gusti propri e anche se Leone III lo colloca nel Santa Sanctorum è facile vederlo ovunque perché è un grande cacciatore.


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Quello che mi resta... 
è la smania di uscire anche se so che non c'è nessuno fuori che m'aspetta.
Quando non ti resta che la speranza di ritrovare un sorriso che non puoi vedere in casa perchè sei da solo ecco che, per assurdo, cerchi in qualcuno che non conosci quello che desideri. Allora ti getti nel mondo esterno sperando che veramente ci sia una persona che ti aiuti come tu hai aiutato tante volte. Basta un accenno di un saluto, la stretta di una mano, la pacca sulla spalla e tu potresti sopravvivere a quel momento di sconforto sentendoti, se non amata, almeno conosciuta. Così il primo cappotto che trovi, buttato sulle spalle, due euro in tasca e le chiavi di casa vicino al cellulare che non squilla e sei già in strada a cercare uno sguardo amico, come un povero cane dietro la rete mettallica del canile aspetta un padrone. Ma non sempre lo trova, la gente passa, corre, presa nei propri pensieri, magari futili, senza vedere il dolore dietro gli occhi dell'altro che incrocia. Ma noi, noi che per primi lo cerchiamo, vediamo gli altri quando sono come noi?

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Dedicato ad un coniglietto blu 
Lasciami senza metà e poi girerò senza meta per cercare di incontrarti ancora sapendo che sarebbe solo un miracolo perché la vita si srotola davanti a noi e non si ferma, non aspetta i tuoi tempi, ma corre e balla con i suoi…
E allora aspetta piccolo coniglio blu che saltelli, sperando ciò che non può succedere. La vita è più in gamba di te e come sempre ti aspetterà alla fine della tua strada dove tu ci arriverai affannato da cose che in fondo non servono a nulla, pieno di tutto tranne che dei tuoi desideri, pieno di occasioni lasciate, di decisioni prese di cui ti sei pentito, di momenti vissuti e non gioiti...
E lei sarà lì, bella come non mai, che respira piano, in tutta la sua bellezza perché la vita è bella di per sé, non ha bisogno di lifting lei, vive di noi che in tutti i modi le diamo più di quanto abbiamo e lei, da buona strozzina, prende tutto e non da nulla.
Mette nella sua borsa, ti fa un sorriso e subito batte cassa di nuovo.
Eccola la meta piccolo coniglio blu… è lì in fondo alla strada nascosta dietro alla curva perché la meta si nasconde e la fermata dove scendi forse non la vedi nemmeno…
Arriva all’improvviso e la vita quella bella, quella piena di sogni, quella piena d’amore, quella tutta colorata ti lascia lì e riparte. Inutile allungare la mano per dare l’ennesima moneta lei adesso ha un altro cliente che le offre di più.


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Quadro di Sandra Armici 

A volte capita che la vita non abbia più senso, che i colori non esistano più, che il tuo essere sembri soltanto un essere vuoto dove le emozioni, i sentimenti, il dolore o la gioia, l’allegria improvvisa cessino di esistere.
Rimane solo il vuoto.
Questo vuoto non dovrebbe avere nulla dentro e non dovrebbe nemmeno far male o pesare, ma scorrere solo via, senza lasciare traccia.
Ma non è così perchè quel vuoto, invece, in fondo fa male, ti mette a disagio, è un rumore sordo che , se non lo ascolti bene, passa quasi inosservato e quando invece lo ascolti troppo a lungo, trovi che tutto ciò ha un nome: depressione
Quando capisci questo, sei già a un buon punto, su uno scalino più alto verso il cielo.
Ma quando ancora non ti rendi conto di ciò,vedi solo grigio e senti talmente male che non riesci nemmeno a soffrire.





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Lulù Caccapipì 


Caccapipì? Sìiii? Aspetta…
Prendo sacchetto e paletta e mi metto in testa la luce uso minatore e esco con il cane. Fai la cacca... fanne tant... Bravissima!!… Paletta, sacchetto, incarto e porto a casa. Ma se avessi un alano ne farebbe tanta di più?
Quasi quanto una mucca? Forse... Rientro in casa con il sacchettino in mano pronto da mettere nel bidone della raccolta differenziata. E’ quello fatto a salvadanaio con la scritta risparmio senza sforzo ( penso: dipende…). “Non potresti farne di più? Inclina la testa mi guarda e scodinzola. Domani dovrei fare 30 chilometri e ho letto che in Svezia riciclando la cacca dei bovini riescono a far viaggiare un treno tutti i giorno avanti e indietro per 80 chilometri…
Apro l’agenda e segno :informarsi allevamento alani. Vuoi vedere che risparmio sulla benzina?


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