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Io e Papperina
Burkini si Burkini no… 



Che dire… Continuo a guardare le olimpiadi divanata. Niente cinema, teatro ormai dimenticato e passeggiate? Nessuna voglia di camminare dopo una nottata di sport a livelli altissimi… Tutte medaglie quando non faccio le qualifiche! Così tra una gara e l’altra ascolto il telegiornale e le notizie sceme che ci vengono date.
In Corsica si multa il burkini. In Francia si multava il bikini e poi il topless. In altri tempi le donne non potevano fare il bagno se non vestite e non solo in mare, non si poteva prendere il sole perché era indecoroso abbronzarsi e quindi si stava al mare completamente vestite sotto a deliziosi ombrellini e nessuno aveva nulla di dire.
Poi si è passati all’emancipazione femminile. La donna poteva votare e poteva esporre le proprie grazie al mare coperte da sempre più striminziti costumi. Poi i costumi sono diventati inutili e hanno cominciato ad esserci le spiagge per i nudisti. Adesso il gossip ritrae topless truccati e tette visibilmente rifatte oltre a tutto il resto.
Ed ecco che perché certe donne decidono di andare al mare vestite scatta la multa.
Sarà solo per un fatto di religione? Mi viene quasi il dubbio…
E se anche io andassi in spiaggia e non mi spogliassi?
Dove finisce la mia libertà e comincia quella degli altri?
Che fastidio possono dare delle donne vestite?
No, io non sono favorevole al burca perché non mi dà modo di riconoscere una persona … Eppure tutte le mamme dicono ai bambini quando fa freddo di mettersi la sciarpa sulla bocca e di tirarsi il berretto sulle orecchie… E’ vero è inverno…
Comunque poniamo il caso che dia fastidio il fatto che sono vestite per un fattore igienico. Fare il bagno magari con dei vestiti sporchi… Può dare fastidio? Forse il bambino vicino a noi non ha mai fatto la pipì in mare? Forse il mare non è inquinato? Tralascio Lampedusa e i barconi che rovesciano cadaveri vestiti e non… Tralascio l’inquinamento che c’è, tralascio tutto ciò che noi svestiti portiamo in acqua…Tralascio le persone che magari hanno fatto appena la cacca e non si sono lavate… Tralascio chi non lava i costumi per una settimana, chi non risciacqua le cuffie, chi sputa e si soffia il naso nelle nostre bellissime e pulitissime acque dove una donna si immerge vestita.
E chi si immerge con la muta?
Niente più sub?
Insomma io non capisco più nulla. In un mondo che diciamo sia civile non siamo civili in nulla.
La mia libertà finisce, e questo dovrebbe essere insegnato, dove comincia la tua mancanza di libertà. Io sono libero di fare tutto ciò che non dia fastidio ad altri. Voglio ascoltare la musica altissima perché voglio spaccarmi i timpani o sono semplicemente sordo? Mi metto le cuffie!!! Voglio sputare? Sputo nel lavandino di casa mia o per terra a casa mia se vivo da solo o con qualcuno a cui non dia fastidio! Voglio andare in giro nudo? Sempre a casa mia se chi vive con me non vomita!!! Insomma io continuo ad essere dell’idea che non si è colpevoli fino a prova contraria… Ma nessuno rispetta questo e infatti i tg sono pieni di colpevoli, di persone indiziate che tutti ritengono colpevoli e che saranno bollate a vita mentre non c’è una prova se non indiziaria. Non trovo giusto tutto ciò e con questo non è che io sia favorevole o ammiri i mussulmani o la loro religione. Ritengo solo che tutti siamo liberi di vestirci e comportarci come riteniamo opportuno fino a che non facciamo nulla di male. Chi dice che la nostra religione sia quella giusta? Chi detta le regole su cosa dobbiamo o meno mangiare? L’importante è non far male, non offendere e soprattutto rendersi conto che non tutti ragioniamo nelle stessa maniera e non per questo se mille dicono che una cosa è giusta e uno no, hanno ragione i mille. In questo momento sono in canoa vestita mi multeranno? Per fortuna che siamo In Brasile!


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Estou Sem Fôlego 


Come sono stanca!!!
Dopo 5 giorni di Olimpiadi mi sento veramente distrutta. Non faccio altro che salire in bicicletta, scendere, correre ad un altro stadio, fare l’esercizio alla trave, prendere in mano la pistola, centrare il bersaglio, buttarmi in piscina con tuffo arrotolato, carpiato, indietro, in avanti, senza spruzzi, con presa d’aria, senza aria, trattengo il respiro, faccio partire il colpo, il piattello si spezza creando un fumetto colorato e io mi ritrovo di nuovo in acqua, a vogare contro un vento dispettoso, e poi via al finale del completo con un passaggio di dressage e un tiro di fioretto che impeccabilmente colpisce il bersaglio, poi alzo 129 chili, salto sul tatami, preparo un’ alzata per una schiacciata, faccio un canestro, tiro con l’arco, centro un rosso, mi issano sugli anelli, faccio una rondine inversa, e di nuovo delfino, staffetta, corpo libero .... Finalmente il corpo è libero ... Sono le quattro di mattina, di ogni mattina di queste olimpiadi e io non capisco più se è mattina, pomeriggio, notte, se sono stanca, se ho male i muscoli a furia di stare divanata e se ho sonno o se sono ancora sveglia... Ho sonno ma non voglio mollare e allora tortura stecchini che tengono aperte le palpebre come in arancia meccanica... Finiranno anche!
E poi quando saranno finite come tutte le cose io avrò i rimpianti e già da adesso mi domando cosa farò quando si chiuderanno.
E’ già ,canta Vasco, io sono fatta così. Abitudianria in tutto.
Comunque ho visto l’apertura ovviamente stando sveglia, poi ho cominciato a fare la buca nel divano a furia di stare divanata. Mi alzo solo per andare in bagno, per guardare un po’ il pc, per preparare qualche cosa da mangiare, guardare il gatto, pulirlo, spazzolarlo, dargli da mangiare.
Mi rendo conto che la mia vita sta diventando un po’ troppo inquadrata. Ho sempre più la sensazione che mi scappi il tempo e che non devo sprecarne un attimo.
Così tutto è organizzato. Se vado in bagno prima apro l’acqua nell’innaffiatoio messo sotto il rubinetto e lo chiudo quando ho finito la pipì. Ci vogliono tre pipì per riempirlo... Cioè voglio dire che non faccio la pipì nell’inaffiatoio ma il tempo che ci vuole perchè si riempia un inaffiatoio da nove litri ( mi sembrano i problemi cretini delle elmentari: chi se ne frega di quanto tempo ci vuole a riempire una vasca se ci devi fare il bagno? Quando ti sembra che sia sufficientemente piena entri. Dove è il problema? Le scuole creano i problemi e la matematica è nata per questo e per rovinare la mente già instabile di un povero bambino!) sono esattamente tre pipì se ti scappa in misura giusta. Se la trattieni più a lungo perchè magari stai finendo l’ultimo set di doppio, allora bastano anche due. Ogni tre pipì di media, essendo appunto l’innaffiatoio pieno, si da da bere alle piante. Per dare da bere a tutte le piante ci vogliono circa sei inaffiatoi. Troppe pipì! Allora si accede alla fase B :si apre l’ acqua anche durante la lavatura dei denti e la struccatura. Fatte le piante si parte con quelle della cucina e si riempie l’altro inaffiatoio, anzi due: uno si riempie e l’altro si vuota e nell’intermezzo, se avanza tempo, si prepara la tavola, si pulisce l’insalata e si cucina la verdura. Se si è stirato ritornando indietro si porta la biancheria e si mette via mentre con una mano si toglie la polvere dall’armadio prima di archiviare la biancheria pulita. Ho comperato delle bellissime scatole da scarpe trasparenti che adesso mi accingerò a montare ma devo trovare uno spazio per non perdere tempo. Non mi sento normale. Alla sera c’è la chiusura delle tapparelle a seconda delle medicine da prendere. Prime medicine tapparella camera... Seconde quelle dello studio... Terze medicine finisco il giro. Quante medicine prendo? Troppe anche perchè in effetti non dormendo non capisco che cavolo prendo a fare i sonniferi!
Nel frattempo che guardo le olimpiadi, rimpiango di non vedere i miei telefilm e qualche bel film e allora sto ideando un programma di registrazione per non perdere il famoso e preziosissimo tempo di prima che mi sta scappando anche adesso.
Continuano le mie uscite per comperare delizie per il mio palato ma di mattina perchè appunto le olimpiadi richiedono il pomeriggio a cui tolgo solo due ore e trentacinque minuti per andare al cinema. I film hanno una durata ben precisa e il tempo per andarci anche . Posso quindi calcolare tutto!!!
Se per caso sono in cucina passo prima ad accendere la tv in modo che durante il passaggio per il corridoio continuo a seguire il tutto. Organizzatissima. Troppo organizzata.
Il gatto sta bene. Continua a fare la sua vita e io la mia. Per il momento non ci sono troppi coinvolgimenti emotivi e mi va bene così.
Passo su Rai sport 1...


Desesperado por ti
Nescessitando de ti
Eu clamo!
Clamo por ti!
Acende a chama em mim
Dá-me olhos para ver tua face
Tua face
Vazio, quebrado me prostarei!
Encha-me com tua graça

Côro:
Estou sem fôlego
Preciso da tua mão
Sopra em mim nova vida outra vez

Estou vazio
Vem e encha-me
Sopra em mim nova vida outra vez

Sopra em mim! sopra em mim! sopra em mim!.


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APERTO PER FERIE 


E si riapre… Dopo tanto tempo finalmente ho deciso di ricominciare.
Il blog, anche se il contatore non è ancora a posto e mi chiedo se lo sarà mai, è di nuovo a posto. Si possono mandare commenti e non mi escono più sigle strane.
E’ stato resettato da un giovane che ringrazio.
Non ho voluto cambiare nulla nemmeno i colori.
Si sa che io purtroppo sono molto abitudinaria… ma non perdiamoci…
Oggi grande spettacolo a Rio. Inizio olimpiadi.
C’era un tempo in cui anche io speravo di andarci e speravo anche di andare a Piazza di Siena… era solo tanto tempo fa e adesso mi domando chi non spera di partecipare alle Olimpiadi?
Comunque non ci sono andata e nemmeno a Piazza di Siena però sono stata dentro nell’arena di Verona quando ancora era concesso farci i concorsi… Molto emozionante forse più di Piazza di Siena tieèèèè alla faccia di chi è nato dopo e non ha potuto godere l’entrata in un’arena!!
Comunque torniamo qui.
Passati circa otto mesi e che è successo?
A me sembra di essere stata ferma per tutto il tempo.
Immobile. Un punto nello spazio. Sola.
Sono io superficiale e non mantengo dei rapporti o sono gli altri che mantengono rapporti superficiali?
Sex end the city ecco scrivo come Carrie.
Comunque nonostante tutte le domande e le risposte che io posso darmi o gli elaborati ragionamenti filosofici, fisici, politici, il fatto sussiste: sono sola.
La cosa in sè non mi spaventa, non mi crea ansia e non mi fa vivere male …da tutto questo ne deduco che ho un problema che non so di avere o che ho un problema che non voglio ammettere o che non sono normale.
Anche questo non mi spaventa e quindi continuo la mia vita come sempre.
Non cerco nulla e anzi se mai mi viene l’idea di cercare mi siedo e me la faccio passare. Tutto ciò che può in qualche modo cambiare lo stato attuale delle cose mi crea disagio e da questo deduco che in questo momento sto bene, anzi benissimo così.
Dicevo di non aver fatto nulla in questi otto mesi… In pratica avrei dovuto stare ferma sdraiata sul divano o quasi. Non è così.
La mia agenda è piena di mostre, film, passeggiate, esami del sangue, visite, dentista, opere ascoltate e viste, teatro. Insomma a quanto pare io credo di stare ferma ma in realtà ho visto tante cose.
Non ho letto molto, non capisco il perché ma ho guardato tanto sport il giro d’Italia il Tour de France, la solita Formula uno, MotoGP, un po’ di tennis, Piazza di Siena e altri concorsi e adesso 15 giorni di Olimpiadi.
Dovrei essere magrissima con tutto questo sport e invece divento sempre più una palla.
Le mie passeggiate proseguono e il ritorno è sempre pesantissimo. Sono costantemente piena d pacchi. Oggi confetture e formaggi con taralli mandorle e pepe, insalatina mista a pomodorini, peperoni e fiori di zucca per eventuale sughetto con pasta o a scelta frittata, e poi spero di dimagrire guardando sport alla televisione!!
Ho una novità in casa. Mi è arrivato un gatto rosso che ho chiamato Micappagibi detto Mi. Lui è russo con tanto di libretto con passaporto e vive una vita per i fatti suoi che si interseca con la mia solo quando ha fame o sete… Gatto russo molto interessato. Non miagola emette solo dei flebili miii in tutte le variazioni e in tutte le lunghezze di iii quando non sono mute del tutto. Non viene a farsi i coccoli, dorme ovviamente nel mio letto, si apre le porte appendendosi alla maniglia, mangia le mie adorate piante, e sosta in bilico sulle ringhiere dei terrazzi. Non ho molta esperienza di gatti ma posso dire con certezza che sono molto diversi dai cani e soprattutto Mi non assomiglia in nulla a Lulù e non potrà mai prendere il suo posto. Ma credo che questo non gli interessi affatto.
Deve essere stato una spia russa e adesso è un cane, anzi un gatto, sciolto. A seconda di chi lo paga lui offre i suoi servigi che non ho ancora capito quali siano. Comunque ormai è parte della famiglia e quindi anche lui avrà un posto quando mi tornerà la voglia di fare foto, su queste pagine. E’ arrivato poco prima del mio compleanno. Anzi una settima esatta prima. Il freddo ha portato la spia… Da qui il celebre libro e forse anche il film… Scherzo Micappagibi è venuto molto dopo aver letto il libro ma è stata la conferma che effettivamente il titolo non era inventato. Un titolo si inventa? Un libro ha già una fine quando si inizia a scriverlo o la fine è solo il punto in cui non si sa più andare avanti?
A volte c’era un tempo in cui leggevo… veramente ora leggo solo poco ma non soffermiamoci sui particolari… Capitava che un libro fosse bellissimo fino a tre quarti. Era bello cadenzato, prendeva e dava respiro, lo leggevi senza saltare una riga poi improvvisamente sembrava che lo scrittore avesse fretta di terminare e nelle ultime pagine succedeva tutto troppo in fretta e talvolta anche senza un senso logico tanto che io cominciavo ad andare in affanno e saltavo le poche righe che mancavano per vedere, anzi leggere, la parola fine. Lo scrittore mi trasmetteva l’ansia di finire. Perso filo…
Parlavamo di gatti. Mondo strano fuori dalla mia portata. Mia madre nel tentativo di aiutarmi mi ha portato a casa un trattato sui gatti. Periodo sbagliato. Il libro sta sulla mia seconda scrivania da gennaio e io ancora non ho avuto la curiosità di aprirlo. Ho pensato di essere diventata cieca e quindi ho fatto una visita mi sono concessa due paia di occhiali nuovi e le lenti a contatto. Con le lenti a contatto vedo benissimo… da lontano. Da vicino sono ancora più cieca. Non riesco nemmeno a leggere sui biglietti la fila… non parliamo poi se devo pagare. Non vedo le monete. Così ho preso un paio di occhiali per vederci da vicino con lenti. Morale ho perso l’amore per guardare e infatti non faccio più foto. Ma credo, anzi temo, sia semplicemente un problema di età che non riuscirò mai a risolvere ma che dovrò accettare come accetto la pelle cadente, le rughe, il mal di gambe e il non riuscire più a mettermi i piedi in bocca cosa del tutto inutile di cui però andavo molto fiera.
Forse il motivo è semplicemente che non vedo bene quindi non leggo. Ma non è vero neppure questo infatti con il Kindle non leggo. Ritengo sia un rigetto a qualche cosa oppure semplicemente qualche cosa di scatenante mi ha dato l’impulso a diventare non un killer ma una illetterata. E adesso smetto perché la tv mi chiama come una sirena ( forse la sirena è quella dell’ambulanza che sta passando…) e mi dice che NCIS, CRIMINAL MIND,ROSEWOOD sta aspettando di allietarmi la serata fino al gran finale: Inizio Olimpiadi



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Natale 2015 


Per lavori di restauro che essendo in Italia non si sa quanto dureranno intanto faccio i miei migliori auguri di tutto a tutti. Un Natale in famiglia, un anno nuovo pieno di dolcezza e di dolcezze e di quelle piccole cose alle quali siamo abituati talmente tanto da non farci più caso ma che sono invece le cose più belle.Ecco il mio augurio e con questo chiudo e vado a letto.

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Favole da vendere: Tutto si aggiusta anche la fanciulla di pietra 


Cera una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano tutte così un pezzo di alabastro. Era la pietra degli dei e lui si faceva vanto in mezzo a tante pietre della sua bellezza. Ma un giorno uno scultore che passava di lì per caso lo senti elogiare la sua bellezza e pensò di guardare chi fosse questo sbruffone che andava raccontando al mondo la sua beltà. Così si fece strada tra tutte quelle pietre e raggiunse quella che si elogiava. La guardò un po' senza farsi notare e vide che in effetti la pietra era veramente bella o almeno per lui era stupenda. Già la vedeva non come pietra ma come una leggiadra ragazza che voltando il viso un po' all'indietro cercava di dimenticare il passato mettendo un piede dopo l'altro e tenendo con le mani dalle dita lunghe con vezzo la leggera vestina. La pietra di alabastro si sentì osservata e a quel punto cominciò a chiamare a gran voce tutto e tutti cantando e decantando le sue lodi ancora più forte. “io sono bello, sono bellissimo e da lì ( che non era il pittore ma solo un avverbio almeno credo)Tricarico ci fece Il bosco delle fragole

Tra di noi chi paga sono solo io
e del resto non fa nulla
forse forse erano meglio le fragole
tu ti eri solo perso.
Sono bello sono bellissimo
sono bravo sono bravissimo
sono solo sono solissimo
però poi mi sono dato un limite
non ho spinto più sulle favole
sono rimasto solo senza alibi
e ho sognato un bosco senza fragole
e son caduto su di te.
Pene dell’inferno per me
non voglio pene senza fine per te
ma solo bene e certezze per te
non ho non è non ha non ho.
Sono cane cane canissimo
sono furbo furbo furbissimo
sono solo solo solissimo
però poi mi sono dato un alibi
la paura paura di vivere
non posso star solo senza vincere
perchè morir senza le fragole
e son caduto su di me
delusa?
Pene dell’inferno per me
non voglio pene senza fine per te
ma solo bene e certezze per te
non ho non è non ha non ho
Pene dell’inferno per me
non voglio pene senza fine per te
ma solo bene e certezze per te
non ho non è non ha non ho
Non è non è non è che non ti capisca
però però non ho tempo
domani domani domani chi sa?

“Sono bello sono stupendo sono la pietra che fa per te...
Se mi prenderai con te ti farò un uomo felice...”
“Come sai il mio nome” chiese l'artista al pezzo di alabastro...
L'alabastro indugiò giusto un attimo e poi riprese la sua nenia... L'artista non se ne accorse nemmeno e non vide la bugia passare attraverso l'alabastro troppo intento a guardare la luce che attraversava la pietra e a vederci ciò che la sua mente aveva già realizzato e la mano avrebbe poi fatto.
“Io so tutto e ti renderò felice di nome e di fatto. Tu mi plasmerai, tu troverai per me le forme più belle e le tue mani accarezzeranno la mia pelle e tu in me troverai ciò che cerchi e la felicità della bellezza invaderà il tuo cuore e l'artista che c'è in te farà di me un'opera unica al mondo e che resterà nei secoli. Io sarò immortale.”
Felice, felice di aver trovato la pietra dei suoi sogni, lo prese con amore, proprio come Geppetto con il pezzo di legno, e andò verso l'uscita. Pagò il prezzo e, senza scontrino perchè allora non c'era nemmeno l'uso della scrittura o quasi, anzi chi sapeva leggere e far di conto allora era quasi un genio guardato con sospetto perchè forse, per sapere, aveva fatto un patto con il diavolo, issò la pietra sul suo carro trainato da un vecchio mulo parlante con il quale faceva lunghi discorsi la notte davanti ad un misero fuocherello mentre cercava di tirare fuori dal marmo le forme che il suo occhio vedeva e andò verso casa. Durante il tragitto raccontò al mulo cosa aveva trovato e gli espose l'anima della pietra. Il mulo non disse nulla. Era stanco e voleva solo tornare davanti al fuocherello, sdraiarsi e sentire il suo padrone infervorarsi mentre usava le sue lunghe dita per creare mondi che anche lui condivideva. Il mulo era a modo suo un critico d'arte e credeva nelle doti del padrone al quale era molto affezionato. Lui era gentile, non lo affaticava mai, gli dava da mangiare e in più vivevano assieme facendosi compagnia. Il mulo lo ascoltava quando raccontava favole di altri mondi che solo lui poteva conoscere perchè erano il frutto della sua fantasia. Il mulo era felice di aver trovato più che un padrone un amico e ogni tanto si lanciava in disquisizioni filosofiche con Felice mentre quest'ultimo beveva un boccale di vino novello. Parlavano un po' di tutto. Di come era il mondo ( il mondo era già rotondo e il mulo non capiva perchè allora lui non camminava sempre in salita o sempre in discesa e allora Felice gli spiegava che c'erano distanze enormi e quindi, anche se la terra era rotonda, in effetti sembrava piatta tranne in montagna dove invece sembrava a volte a punta) di quanta cattiveria potesse essere pieno l'uomo ( e il mulo si chiedeva se anche la donna potesse essere cattiva e Felice allora spiegava che lui si riferiva al genere umano in generale e il mulo allora pensava perchè un generale e non un maresciallo o semplice soldato, ma poi passavano all'arte, ai colori del mondo e improvvisamente si aprivano altri orizzonti...). Insomma il mulo era Felice anche lui o forse Felice era il mulo? Nelle storie tutto è possibile e se Pinocchio diventa un bambino perchè un mulo non può diventare l'anima di un artista? Ma la nostra è un'altra storia perchè è la storia della pietra di alabastro... Così arrivati a casa il mulo si distese sulla paglia e Felice scaricò il suo prezioso carico. Cominciò subito a pulirlo ben bene e immediatamente l'alabastro si illumino come fosse la lampada di Aladino. L'alabastro come il genio parlò e disse: “Fai di me ciò che vuoi basta che mi rendi immortale. Io voglio vivere per sempre. Con te sarò arrendevole e cedevole cercherò di assecondare la tua mano in tutto. Diventerò ciò che i tuoi occhi e il tuo cuore vorranno e adesso fammi vivere, fammi diventare bello e rendimi perfetto”
A quel punto Felice era già al lavoro e non si accorse che l'asino stava guardando con un certo imbarazzo una pietra che parlava e che emanava una luce stupenda. Da quella pietra uscivano mille riflessi. La luce entrava e poi di divideva prendendo le strade che solo la fantasia sa percorrere e poi si riuniva in un tutt'uno svelando la meraviglia dei colori. La pietra imprigionava la luce e poi la lasciava andare dopo averla istruita e resa docile al suo volere. Più che la lampada di un genio la pietra sembrava un serpente incantatore che ti catturava tra le sue spire ma poi, nella sua infinita voglia di vivere per sempre, ti lasciava andare in modo che tu potessi raccontare ciò che lei ti aveva fatto vedere e provare. Il mulo fu anche lui catturato e la pietra gi parlò gentilmente, educatamente e gli disse che lui era bello, affascinante, pieno di cultura e di sapere, e che era un piacere condividere la casa e la vita per quel periodo con lui. Felice era troppo felice per stare ad ascoltare il dialogo ma tra la pietra e il mulo fu quasi amore, anzi di più: si creò un' amicizia e un rispetto che pochi sanno coltivare. Il mulo cominciò quindi a seguire tutte le fasi del lavoro con la massima attenzione. Felice scalpellava e poi accarezzava la pietra e poi tornava a scalpellarla. Il mulo aveva paura che le facesse male e allora chiedeva “Come stai?” E la pietra “ Sai chi bel vuol apparire qualche pena ha da soffrire”.
Intanto Felice ogni tanto guardava nel vuoto e poi sorrideva quasi come se vedesse la Madonna. Il mulo dopo un po' capì che il suo padrone vedeva ciò che voleva diventasse la pietra. Ormai Felice era talmente preso che parlava con ciò che avrebbe creato. Poi una sera dopo un lungo periodo, il mulo si addormentò stanchissimo di tutto quel guardare e quel parlare con l'alabastro. Fu in quella lunga notte in cui lui proprio dormiva che la fanciulla uscì dalla pietra e diventò quasi vera.
La mattina quando il primo raggio di sole scaldò il naso dell'asino nella stanza c'era una meravigliosa fanciulla che si teneva la veste con le mani bianche bellissime. Il mulo si spaventò e subito chiese chi fosse e la ragazza rispose: “Sono ciò che lui ha creato ma rimango comunque nella sostanza il tuo amico. Anche se sono diventata una morbida fanciulla nel mio cuore rimango l'alabastro che tu hai conosciuto” . L'asino fu felice di non aver perso un amico ma fu felice anche di vederlo così bello e aggraziato. Un tocco femminile era quello che mancava in quella stanza. Felice dormiva accanto a lei e sorrideva nel sonno. L'asino si concesse un altro po' di sonno e riprese anche lui a dormire e nel sogno tutti e tre andavano verso il sole che illuminava gli occhi della ragazza e faceva brillare la spilla della sua cintura. Per un po' di tempo non successe nulla. La vita continuava come sempre e tutti erano felici. Il sole si alzava e tramontava e il mulo vedeva il suo padrone trasformato. Sembrava che l'anima della fanciulla fosse entrata in lui, mangiava sempre meno e deperiva. Il mulo era preoccupato e chiese all'alabastro cosa stesse succedendo. Ma l'alabastro non trovava una risposta e non capiva la ragione del perchè le cose fossero così cambiate. Felice aveva gli occhi sempre più rossi e diventava sempre più magro e sempre più debole. Fu in quel periodo che tre briganti entrarono in casa e uccisero Felice che cercava di proteggere la fanciulla. L'asino fu preso e caricato di tutto e di più. Anche lui ormai era vecchio e le forze lo abbandonarono dopo due giorni. Lo lasciarono morente sul ciglio della strada. Lui aveva capito che ormai aveva le ore contate e aveva salutato il pezzo di alabastro che piangendo gli aveva detto che lui sarebbe stato sempre nel suo cuore e in quello della fanciulla. Lui non era preoccupato di morire perchè le pietre sono per sempre ma mai avrebbe trovato un asino più buono di lui.
La fanciulla, perchè ormai così era, passò di mano in mano. Fu venduta , rubata, sepolta, messa in soffitta, poi in cantina e poi tornò ad essere guardata e accarezzata, pulita e vezzeggiata. Entrò a far parte di una famiglia che la comperò da un commerciante e per molto tempo restò in bella vista sopra un trumò. Ma anche da lì fu poi spostata per andare in una vetrina di un lussuoso negozio di città. Fu lì che conobbe tanti artisti e tante opere e cominciò anche lei ad apprezzare le bellezze del mondo. Ogni tanto ricordava chi l'aveva fatta e ripensava con rimpianto all'amico perso ma poi la spensieratezza della sua età, che era ferma nel tempo, la portava ad altri pensieri e la sua veste svolazzava tra le gambe con garbo e la sua acconciatura lasciava cadere un ciuffo birichino sulla guancia e lungo il collo provocandole un gradevole solletico. Fu di nuovo comperata e andò di nuovo in tante altre case ma poi un giorno arrivò una donna speciale. La fanciulla sperò che la donna la guardasse e mentre sperava i loro occhi si incontrarono. La donna seppe subito che la fanciulla sarebbe diventata sua. Infatti pagò e questa volta
le dettero la fattura perchè ormai i tempi erano cambiati e tutti, o quasi sapevano leggere e scrivere e il mondo era cambiato e i muli non parlavano più, anzi forse si erano estinti perchè tanti bambini non sapevano neppure cosa fossero. La fanciulla trovò subito posto nella camera da letto della donna. Era una camera piena di luce, ma di quella luce giusta a tutte le ore per rendere belle ancora di più tutte le cose. Lei era messa su un comò ed era la prima cosa che la mattina la donna vedeva e l'ultima alla sera. Era in un punto di passaggio e la donna tutte le volte che le passava accanto la accarezzava. Fu un periodo felice. Ma poi come tutte le cose belle finì il giorno in cui un orco arrivò la prese e la portò giù e cominciò a sbatterla per terra rompendola. La donna gridava e pregava di smettere ma l'orco continuava a farla in mille pezzi. Fu allora che la donna chiamò i gendarmi che vennero con le armi e portarono via l'orco. La donna si mise a carponi e raccolse tutti i pezzi della fanciulla, li mise in un sacchetto della spazzatura e lì rimasero per molto tempo. Poi un bel giorno il sacchetto fu spostato e portato via e la fanciulla si ritrovò in mille pezzi su un tavolo che le ricordava molto quello di Felice. Ci volle molto altro tempo e tanta pazienza ma alla fine la fanciulla fu di nuovo quasi come prima. Adesso è tornata in casa della donna. Non è più sopra il comò in camera da letto e lei sa che la donna non la vuole lì perchè ancora adesso soffre un po' quando la vede anche se la accarezza sempre quando le passa vicino. Ogni tanto i loro occhi si incontrano e si parlano.
“Hai perdonato l'orco?”
“ No non ho perdonato perchè non c'è niente da perdonare se non me stessa e non riesco proprio a perdonarmi. Vedi cara fanciulla non sono gli altri che sbagliano ma siamo noi che sbagliamo nel giudicare gli altri. Chi si comporta male non è da perdonare è solo da non frequentare e se lo fai lo sbaglio è solo tuo. L'orco non era cattivo era solo diverso da me e io non l'ho capito. Io ho sbagliato fidandomi di chi non doveva avere la mia fiducia. Non c' è nulla da perdonare ma solo da dimenticare. Il difficile non è perdonare gli altri ma perdonare se stessi e io adesso ancora non sono in grado di farlo. Ecco perchè tu sei qui e non nella mia stanza perchè ogni volta che ti vedo so che sarà difficile andare avanti. Ma so anche che un giorno tu sarai in altra stanza e allieterai gli occhi di altre persone . So che tu volevi vivere per sempre . Me lo ha detto un asino in un sogno. Era un ciuchino che assomigliava molto a quello di Collodi. E' per questo mio strano sogno che ti ho fatto aggiustare”.
La ragazza adesso sorride ancora da sopra un tavolo. Si vedono i segni della violenza subita ma lei è talmente bella e ha talmente voglia di vivere per sempre che questo quasi impedisce a chi la guarda di vederli.
E' talmente giovane che i ricordi non le restano impressi e le ferite vengono ricoperte dalla bellezza e dalla patina del tempo.
Un giorno anche la donna la rimetterà nella sua stanza e quando il tempo sarà finito per lei, la fanciulla farà altri viaggi, vedrà altre case e conoscerà persone nuove. Sarà un nuovo dolore ma questo è il prezzo da pagare per vivere per sempre



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