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Io e Papperina
Mi la do, la do sol, la do si, si la do… 

Tre note volano felici li tra le nuvole o era qualche cosa di diverso…Non lo so ma sento ancora la voce di Mina che la strillava…
A volte quando la vita si fa amara basta un po’ di zucchero e andiamo direttamente da Mina a Mary Poppins e tutto diventa più dolce!
In fondo, a pensarci bene, basta ridere o meglio imparare a ridere di noi stessi, giocare un po’, prenderci in giro..
A questo punto con tre note si può fare un bel gioco che può durare tanto o poco oppure può essere solo l’inizio di un gioco molto più grande , l’inizio di un gioco molto più lungo, può essere un gioco delizioso, divertente, appagante, stuzzicante, amorevole, sentimentale, romantico, dolcemente salato, pepato al punto giusto, piccante, invitante, colorato, lusingante, soddisfacente, pieno di brividi di impazienza, pieno di brividi di sudore voluto e cercato, di parole dette e di quelle non dette, tra lenzuola rotonde che potrebbero essere quadri, oppure tra lenzuola che potrebbero essere dei quadri veri al naturale, oppure dentro un campo di grano che fa da lenzuolo, tra sabbia fine che entra e che striscia come dita sapienti, dita che da sapienti diventano serpenti e che corrono dove la mente non mente e il cuore mente ancora meno o la mente del cuore vuole mandarti, serpenti insinuanti che ottenebrano quel poco che le mente ancora sente prima di scoprire i sentimenti che alterano la mente stessa creando dei giochi già fatti e facendoli sembrare sempre nuovi, giochi alla fine di potere, giochi aspirati, giochi sognati in sogni insistenti, giochi per sempre, o solo belli perché piacevolmente invitanti ad una bella tavola ben preparata traboccante di leccornie esposte, da guardare, da toccare, da gustare, e infine da mangiare.
In fondo il resto , tutto il resto che rimane fuori al momento dalla mente perché la partita non è ancora iniziata e i giochi non sono ancora aperti, cosa conta?
In fondo poi cosa importa quello che sarà? Siamo timidi, ci vediamo delle specie di Richard Ginori modello vecchio? Alla fine l’importante è farlo il gioco…farlo in due volendolo entrambi…E quindi? Si la do il momento viene da solo e se verrà non ci sarà il bisogno di dirlo con tre note ma con quelle tre note verrà fuori una sinfonia.

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Sempre più incerta.. 
E' passata un'altra settimana e io sono sempre allo stesso punto...
Ci sarà mai una certezza nella mia vita?
La principessa è stanca, molto stanca. Di cosa? In verità nessuno lo sa...Ma presto arriverà il medico di corte che decreterà la sua malattia e le darà una bella cura. La principessa attende ciondolando per il palazzo e aspettando un segno. Ma da lassù non arriva nemmeno una bavetta di vento e lei con i piedi ormai logori dal tanto camminare si trascina sulle unghie che non ha perchè se le mangia...
La nostra principessa è annoiata di tutto? “No.. Non cvedo sia questa la causa...” decreta il medico di corte che l'ha appena guardata e ha già capito tutto! Ma come avrà fatto? ” Semplice se sono il medico delle fiabe savò anche un po' mago no?” E detto ciò disse “Mia cava...” L'occhio della principessa improvvisamente diede un guizzo di vita... Cava? Che voleva dire costui? “Non si pveoccupi maestà ma ultimamente va così di moda la evve froooonsese...Sa io sono il medico di tutte le covti delle fiabe più belle e viaggio da un castello all'altvo vivendo appunto in un mondo da fiaba e quindi mi sono detto: pevchè non esseve non solo il medico ma anche l'amante di tutte le pvincipesse che si sentono sole e annoiate della vita? E così mi sembvava di esseve più affascinante con la evve...” La principessa lo guardò stupita da tanta cretinaggine e pensò: Gli uomini sono sempre scemi comunque li prendi e qualunque tipo di studi facciano. Ma perchè si credono sempre di più di quello che sono? Non potrebbero limitarsi a fare solo il loro dovere? Ma quello era il solo rimedio che aveva a disposizione e il suo sguardo tornò di nuovo nel vuoto di prima. Il medico che in effetti era solo un po' presuntuoso ma era molto bravo nello diagnosticare le malattie, vide l'improvviso cambiamento e capì che il male che affliggeva la principessa era la scoperta di quanto il mondo fosse egoista. Avrà anche avuto la evve ma era un medico con tanto di cuore...
“Cava la mia principessa lei deve cominciave a uscive... Lavovi un po' impavi a cucinare, faccia opeve di bene, dia l'acqua al giavdino, legga, scviva,lavi e guavdi un po' di tv...”
La principessa lo guardava ma in realtà, secondo lui, non lo vedeva proprio...
E pensare che era una creatura bellissima, delicata, bionda, eterea, dalle lunghe ciglia e aveva tutto... Il suo male era che lei non lo sapeva. Ma un rimedio c'era e il nostro medico di corte l'avrebbe applicato subito.
“Cava la mia pvincipessa lei deve fave tutte le analisi pevchè il suo potvebbe esseve un caso gvavissimo..” La principessa ebbe un sussultò piccolo piccolo..
Ma poi tornò ad essere in catalessi. Le misero a disposizione un intero ospedale creato solo per lei e cominciarono a togliere tutto il sangue necessario. La principessa era tutto il giorno sotto esami e non ne poteva più. Un bel giorno tornò da lei il medico e le disse: ”Mia cava come temevo lei è molto malata e non le vesta molto da viveve.” La principessa sbiancò e gli cadde tra le braccia. Quanto era bella questa creatura... Perchè le avevano fatto così male... E perchè non le avevano dato l'amore che le spettava o, anche un po' di meno, ma almeno un po'... Chi era il cattivo che le aveva distrutto il cuore? E sarebbe riuscito a ricostruirle un po' di fiducia in quel mondo così deserto...
Anche lui aveva perso il cuore ma poi lo aveva improvvisamente trovato quando l'aveva vista.
La tenne stretta per un po' riscaldando quel corpo che non aveva più la voglia di provare dei sentimenti. A poco a poco la principessa cominciò a scaldarsi e a rinvenire. Sbattè le lunghe ciglia e disse:”Che fa ci prova? Mi metta giù all'istante e non si permetta di farlo mai più”
Il medico la depose teneramente tra le coltri profumate.
“Quando morirò?”
“Presto purtroppo... Io non ho una cura al suo male”
“Mi scusi ma lei non aveva la evve?”
“Sì l'avevo ma l'ho persa nel preciso momento che ti ho vista come ho perso il mio cuore...”
Ecco il medico aveva trovato la cura che andava bene per la principessa. Immediatamente ordinò di preparare la sala operatoria e fece impiantare il suo cuore al posto del cuore della principessa.
Quando fu tutto finito la principessa si svegliò con un magnifico sorriso si stiracchiò e disse “Come mi sento bene...Portatemi subito il medico di corte”
Ma il medico di corte purtroppo non poteva vivere senza un cuore ed era stato già seppellito con tutti gli onori che competevano a chi salvava le principesse. Era morto per amore ma la sua opera era servita. La principessa aveva riacquistato fiducia nel mondo e adesso era pronta per trovare il suo principe blu.

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J'ai retrouvé une photo de ta mini... 

La lacrima viene giù da sola. La mia prima macchina...tanti ricordi!
Avevo appena compiuto diciotto anni e preso la patente quando è arrivata lei..
Non dico che le mie macchine siano umane ma quella lo era davvero. E' stata la macchina e continuerà ad esserlo per sempre. La mia prima uscita (da pura incosciente io, ma anche i miei due passeggeri ) è stata guidare fino ad Abano per andare a mangiare una pizza.
Non sarà un'avventura...
non può essere soltanto una primavera...
E infatti la mini è stata anche un incubo pazzesco. Ma andiamo con calma...
La prima uscita con mia cugina che saltava sui sedili posteriori e mia nonna aggrappata in qualche modo al sedile con la solita borsetta di coccodrillo tenuta sulle gambe. Meta: appunto Abano. Macchina nuova, patente fresca e lei che come carattere non aveva nulla da invidiare ai miei cavalli. Era blu, tettuccio apribile, cooper, calotta sensibile all'acqua e bella.
E sei bella da morire
mini cooper tu
sui sedili in pelle nera
io non gioco più
e sei bella da morire
tutto sembra un film
da girare troppo in fretta
con la “fine”sopra ai tuoi Hp.
Io con le mani incollate al volante e la faccia attaccata al vetro davanti, sempre in prima per paura di staccare le mani...
Che brividi. Fu la prima di tante corse e di tante avventure. Mi seguì....anzi mi portò al mare, a Lignano vecchi ricordi... vecchie ferite d'amore...come passa il tempo, come vedi diverse le cose...come ti sembrano stupidi i motivi per cui tanto soffrivi... eppure si soffriva!
Al mare lei era contenta. Ci scorrazzava ovunque, giovane lei e noi ancora di più. Le corse a mangiare le angurie, le pizze, le birre, le patatine fritte, il ping pong, le giostre, i fuochi d'artificio visti dalla spiaggia, il mini golf che a lei piaceva tanto perchè in parte le ricordava il suo nome.
Poi il rientro, la scuola, l'università a Bologna, gli inverni a Piancavallo, le sue bizze duranti i temporali...
Ormai la conoscevo e sapevo che la pioggia non le piaceva.. Soffriva di reumatismi e allora io l'asciugavo con una bomboletta di aria compressa e lei felice ripartiva. Era anche un po' svampita, perdeva la marmitta per strada, l'impianto elettrico ogni tanto andava in corto e anche in lungo. Le si bruciò (allora non sapevo che il fuoco sarebbe stato il tema della mia vita) e le si sciolse il sotto del volante. Fu allora che capii che la sua ora era arrivata. La salutai con odio e la dimenticai o meglio la volli dimenticare. Ma la prima macchina è come il primo amore...
E così oggi qualcuno mi ha mandato la sua foto e tutto è ritornato a galla. Io di quel periodo non ho più niente. Tutti i miei ricordi sono stati portati via nel 1996 da un incendio. Non ho più una foto, una diapositiva, un libro, una lettera... Nulla. Tutto ciò che avevo tenuto gelosamente da parte se ne è andato per sempre. Ho ricominciato un po' alla volta a rimettere assieme quello che adesso è una parte di passato. Ancora oggi i miei ricordi si confondono e non riesco ad avere confronti. Ho ritrovato un diario scolastico di quegli anni, unico sopravvissuto chissà perchè...
Ma una mini è per sempre...

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Quando allora pensavo che..."Il mondo per me è rosa" 
Il mondo per me oggi è rosa…
“Ma sbagli…Oggi il mondo è rosa…”
“E io che ho detto?”
“Tu hai detto che il mondo è rosa per te… Margherita oggi il mondo è solo rosa”
Quando ti senti rispondere così ti si deve allargare il cuore per forza.
In questo momento quando un novembre ti dovrebbe mettere tristezza perché è grigio e nebbioso, quando le feste di Natale si avvicinano e io normalmente vado in crisi pensando a feste lontane
con una famiglia che non c’è più, quando scende la tristezza in fondo al cuore come canta Zucchero, ebbene io invece, quest’anno, vedo solo sole, vedo tende di Natale, vedo palle di vetro e sento tanto caldo.
Sì la pappera è felice anche se non vuole fare progetti…
Voglio solo vivere questo momento con tanta dolcezza.
Sono non sazia ma appagata.
Mi spiego: a volte l’essere sazi presuppone essere pieni e aver mangiato anche un po’ troppo e allora la sazietà, in qualche modo, procura anche un senso di disagio.
Io invece sono appagata, il mangiare l'ho goduto, il vino che ho bevuto è stato quello giusto per apprezzarlo e gustarlo, per sentirlo in tutta la bocca e poi felice di quel gusto ho pensato di non esagerare e mi sono fermata quell’attimo prima che mi ha fatto rimanere al vertice del piacere di tutti i sensi. Ecco io mi sento così. Felice di aver preso tutto il più bello senza nessuna riserva ma tenendomi quel pizzico di voglia per rifarlo domani.
Da tavola bisogna alzarsi sempre con un po’ di fame e io seguo la regola
La mattina mi sveglio prestissimo perché mi sembra di avere così più tempo per continuare una giornata che comunque sarà splendida, mi arricchirà l’occhio e il cuore, mi riempirà lo stomaco che quando si è innamorati va sempre su e giù come un ascensore. Strano come alla mia età l’ascensore continui a provocare quei vuoti nei quali inevitabilmente ti assale un terrore inspiegabile.
E’ la sindrome da paura che l’ascensore si fermi e che tutto finisca... perché adesso io questa cosa la vorrei provare sempre e per sempre…
Ancora una volta sono zingara, ancora una volta ho eternamente le valigie in mano, ancora una volta le mie scarpe implorano un posto fisso…
Io non mi preoccupo né voglio farlo…
Questa volta voglio vivere questa storia come se un domani non ci fosse, inventandomelo minuto per minuto come il calcio di una volta, senza creare quelle sovrastrutture che creavo le volte precedenti.
Sono così una pappera stolta, molto poco sexi, e con i calzini di spugna, con le scarpe da ginnastica e la tuta con gli orsetti, l’accappatoio calato sugli occhi o giallo o turchese di spugna calda, una pappera che ama l’acqua e non si asciuga mai,una pappera che ama ridere in ogni situazione, ma che, a dispetto di tutto ciò, può diventare seria in certi momenti e bhe in quei momenti la pappera vede le stelle, tutte quante, vede i pianeti… anzi non vede nulla e parte per un viaggio che la porta in paradiso da dove ritorna sorridendo e sentendosi un po’ in colpa perché ci è andata da sola.
Ma anche questo non è un problema, come non è un problema la luce accesa sempre, come non è più un problema nulla.
AH l’amore…cosa fa questo amore…quasi quasi penso che questo amore mi trasformerà da papera ad oca…
E intanto corro… ieri a Bolzano, oggi qui a Padova domani a Chioggia e venerdì bho…sabato a Bergamo ad una inaugurazione di una mostra che mi interessa e poi domenica… e di nuovo inizia una settimana …partenza per dove? Roma caput mundi!

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Mollare o non molare... 

Sono dal dentista ad accompagnare mia madre che ha perso un canino per strada. Lo teneva senza guinzaglio e, in una delle sue proverbiali passeggiate,( il generale non cammina per nulla...solo se pagata... e si limita ad incrociare le braccia dietro la schiena a piegarsi a 67 gradi e a trascinare i piedi avanti e indietro fotografando tutto e vedendo anche il minimo filino di polvere, per quello che chiama il “Magazzino”),in una di queste passeggiate con il canino quest'ultimo, stanco di starle attaccato è scappato via.
Mia madre ha incrociato ancora di più le braccia dietro la schiena e ha detto tra i denti: delinquente... E la parola le è fuggita attraverso il buco lasciato dal canino.
E' stato solo un semplice flato (non vaginale ma dentale) che ha terrorizzato il suo mondo e tutti si sono prostrati ai suoi piedi attendendo ordini.
Morale: Dentista e anche spostamento di tutto il magazzino.
E' ovvio che la caduta dell'impero, quella della monarchia, la caduta del fascismo, e via dicendo abbiano prodotto grandi mutazioni e grandi cambiamenti, così è facile capire che la caduta del canino abbia portato nel microcosmo di mia madre grandi cambiamenti.
Il magazzino è stato spostato di 360 gradi con l'unico fatto realmente vero che è solo girato e tornato nella posizione precedente.
Ma l'importante è fare! Non fermarsi mai! Muoversi sempre!
In effetti mia madre non risolve le cose: le cambia e basta... E come ogni cambiamento proprio perchè la radice della parola è cambio, non è mai definitivo.
Si osserva così (parla Piero Angela) una continua mutazione nel corso del tempo che porterà fino ai giorni nostri alla situazione attuale che ovviamente continuerà con l'andare del tempo a mutare per poi, alla fine del ciclo, chiudersi in un cerchio perfetto dove tutto ritorna alla posizione iniziale.
Mia madre è così. E' una ruota e rotola (anche perchè anche lei è molto tonda). Avete presente la pubblicità dei Tuc? ” Non mangiare la prima cosa che capita...” Mia madre ingoia di tutto ma poi, alla fine nessuno si rende conto che ha 80 anni e che ormai ha il diritto di poter mangiare ciò che vuole?
La dottoressa le ha fatto fare tutti gli esami. Morale anzi molare?( E' uscita or ora dal dentista...Ha una sacca di ghiaccio sulla guancia la bocca storta e tre, così dice lei, molari in meno) Canino si canino no?
Ha i trigliceridi un po' alterati, il diabete con valori al di sopra della norma e non so quale altra cosa sia leggermente al di sopra sempre di quella povera norma che sopporta tutti...
E allora “ Cara Gabriella devi pensare un po' più a te. Non magiare di tutto, riposati e stai a dieta... e fai un po' di moto... fai moto vero?”
Dieta? E perchè alla sua età volete toglierle i pop corn, i dolci e soprattutto perchè la volete far cucinare?
Povera creatura ( mia madre sembra tutto, compreso il diavolo, tranne che una creatura anche se ha gli occhi azzurri come Felipe...) mia madre non ha mai cucinato e se lo ha fatto è meglio dimenticarsene subito!
Ma la faccenda è un'altra... Tutto il moto di mia madre è uscire dal magazzino, infilare la chiave di avviamento e mettere in moto la sua Subaru rigorosamente station vagon e partire. Questo è il suo massimo moto anzi auto che fa ( oltre ovviamente la passeggiata descritta in precedenza). Poi durante il percorso magazzino-casa muove i muscoli facciali e della mano destra per : Deficiente..lo sapevo io...ci avrei giurato...dove va quello?...vecchio imbecille! E batte la mano sul volante che ormai non ne può più e sobbalza sempre più sovente e tra un po' si rifiuterà di girare così mia madre dovrà percorrere sempre strade solo ed esclusivamente diritte.
Insomma fatto ciò ( il che provoca alterazione del colorito e alterazione del respiro( ODDIO me manca il fià...oddio senti che battito accelerato..)
arriva giusto all'istante prima di morire, alla soglia di casa sua e parcheggia non pensando che gli altri devono uscire ( tanto scendo subito) e infila per la centesima volta in questa mattina la chiave nella cassetta della posta. Io non so perchè la mia cassetta sia sempre vuota e la sua sia sempre miracolosamente piena ma succede sempre così. Ogni volta che mia madre gira la chiavetta della cassetta postale miracolosamente Dio le invia una
lettera. A me arrivano centinaia di volantini di pubblicità a lei solo lettere!
AMMETTO L'INVIDIA!
A quel punto, dopo il rito cassetta, ovviamente prende l'ascensore: mai le scale a piedi perchè giustamente 1) le manca il fià 2) potrebbe cadere alla sua età e rimanere lì per una vita o forse fino alla fine del mondo...
Ecco l'unica ginnastica che fa veramente mia madre sono i pesi ossia ha un mazzo di chiavi da far invidia a san Pietro che pesa circa 7,35 chili. Estrae cotanto peso e già compare la sigla degli spinaci sui muscoli del braccio (sempre il destro) e comincia una seria di improperi verso i vicini e verso le chiavi che si spostano da sole e quindi le impediscono di entrare all'istante. Finalmente come una valanga entra in casa e comincia a mangiare tutto quello che trova sulla tavola della cucina marmo compreso che però ha detto non mangerà più visto che è senza denti...
Fatto ciò e cioè riempito tutto lo spazio possibile dello stomaco, si mette in poltrona e russa con il gatto sullo stomaco svegliandosi di soprassalto quando ci sono notizie sul caso delle bambine rapite. Poi, improvvisamente colta da raptus, riprende la cartella, ritira fuori il mazzo di San Pietro, apre, chiude, riprende l'ascensore e riapre la cassetta della posta che ha di nuovo la lettera e riparte alla volta del magazzino dove consegna cartella e chiavi al custode di turno e si risiede sulla sedia. Unico sforzo aprire il cassetto delle caramelle pensando che ce ne sono sempre meno e pensando chi gliele può fregare...
Altro giro a 67 gradi e poi di nuovo verso casa dove tutto si ripete nella stessa maniera con l'aggiunta dell'accensione della luce. Fatto ciò piomba alle 20,07 nel sonno più profondo per poi alla mattina dirti: Non ho mai dormito. E' dalle tre che sono sveglia... Ovvio pensi tu... hai dormito sette ore... vorrei io... Ma non puoi dirle questo perchè altrimenti lei ribatte “e si vorrò vederti io alla mia età...” Ma comunque adesso piove e la sto riportando a casa. Ovviamente penso che abbia male e formulo la domanda senza rendermene conto... Mi guarda come si potrebbe guardare un pazzo e sputacchiando bofonchia” Perchè devo aver male?. E tornata a casa mangerà una fiorentina per poi nei giorni successivi, dal momento che tu ovviamente non le ricordi se sta bene, ti dirà :”Ho tanto male...” e tu cadendo nel tranello dirai:” I denti?” Nnnooooo la testa ma forse potrebbe essere anche la schiena...



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