Warning: strpos(): needle is not a string or an integer in D:\inetpub\webs\ioepapperinait\blog\index.php on line 31

Warning: strpos(): needle is not a string or an integer in D:\inetpub\webs\ioepapperinait\blog\index.php on line 37
Io e Papperina
Agosto 2, 0,1,0 ....dando numeri! 
Ed eccomi di nuovo qui davanti ad un foglio bianco. Ci sono stata diverse volte in questo mese ma non sono mai riuscita a sporcarlo con un po' di parole. Agosto sta finendo e come ogni agosto che si rispetta anche questo sta portando dei cambiamenti nella mia vita. Non so spiegarmi perchè le mie ferie debbano coincidere con grandi cambiamenti. Due anni fa ritraslocavo qui a Padova con un caldo torrido (che comunque c'è anche oggi) e senza internet maledicendo tutto e tutti. Oggi invece internet funziona mentre i miei cordless no. Ho ripristinato dei vecchi telefoni e poi ci penserò. Ma torniamo ad agosto. L'anno scorso la colonscopia e poi Lulù ammalata. Quest'anno, cercando di fregare il destino, mi sono anticipata la colon... Rien à faire... Il generale alias mamma si è ammalata. Non so di cosa, ma so che ho passato tre settimane a fare il tour degli ospedali. Non ho ancora capito cosa abbia avuto ma adesso dopo 727 prelievi le hanno prescritto una cura e da venerdì il generale è tornato in attività. Da morta che era (mi manca il respiro...oddio quanto sono stufa...nooo non mangio niente... sono stata in bagno 1318 volte... non ho voglia di nulla...) è stata “miracolata”.
Così ha ripreso la sua vita (si fa per dire perchè più che prendere la sua, toglie la mia...ma sono solo punti di vista) ha ricominciato a guidare e a fare vari spostamenti in casa (mia ovviamente).
Il non avere una mamma per 30 anni mi ha fatto capire quanto sono stata fortunata e quanto Dio mi abbia amato.
Adesso sono praticamente sempre verde (mia madre definisce così la mia cera), sono sempre demotivata (mia madre se non sposti mobili pensa tu sia depressa) sono villana, cattiva, ribelle e soprattutto non mangio cose semplici (metto il basilico nel pomodoro).
E, miracolo, avrò anche un inquilino. Ha deciso (e spero legga quanto scrivo) di sua spontanea volontà di trasferirsi da me. Non so quanto possa durare questa decisione dato che la mia mamma è leggermente volubile ma so che oggi ho dovuto trasferire il letto da una piazza e mezza nel mini togliendo quello matrimoniale che dal suo punto di vista era decisamente ingombrante. Lasciamola fare: l'importante è che non mini la mia già labile stabilità mentale (lo ha già fatto). Così ricomincio un altro anno perchè, per me, l'inizio dell'anno è settembre. Nel frattempo (esattamente in 7 minuti) il generale mi ha telefonate sette volte dicendo che mi sente giù... Adesso scappo in farmacia perchè domenica sera mi sono presa una puntura da una vespa ripagandola con un pestone e da allora ho un braccio rosso e gonfio ma sono sicura di non morire (il generale ha dei denti e una lingua molto peggiore e io sono sempre sopravvisuta). Chissà cosa riserverà questa nuova esperienza? Forse la nostra papperoca trarrà nuova linfa vitale da tutto ciò ...e vissero tutti felici e contenti

[ 5 commenti ] ( 24 visite )   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 945 )
Presa per il culo! 
14 luglio oltre alla famosissima presa della Bastiglia la nostra pappera è stata presa per il culo per la seconda volta.
Dopo aver bevuto il solito beverone schifoso che ti fa vedere il mondo completamente nero ma soprattutto ti fa notare lo sporco che si insinua tra le fughe delle mattonelle del bagno perchè lì devi stare per gran parte del tempo...ho passato una notte insonne.
Ma teniamoci ai fatti. Infiliamo il berrettino da Sherlock Holmes e la famosa lente stretta sotto l'ala e appoggiata sull'occhio per guardare (ma se io son cieca?) i famigerati indizi.
La pappera ha una paura porca di avere qualche cosa quindi si agita inutilmente nel suo stagno starnazzando all'impazzata. Nessuno la capisce e lei con uno sguardo che perfora tipo laser di Star Treck trapassa i malcapitati che tentano di entrare nel suo piccolo cervello. Si richiude in se stessa e piange dentro mentre esternamente è completamente abulica.
Attende la sentenza di morte mettendo il famoso collo di cigno (mmm che sicuramente farà venire la pelle d'oca solo a guardarlo data l'età della papperoca) sul famoso ceppo che accolse quello di Maria Antonietta.
Mai perdere la testa era la morale della regina...ma se lei se l'è potuto permettere perchè la nostra eroina Papperoca non potrebbe?
Ed eccola nel suo costumino. Arancio e verde come i colori della contrada della Selva... coloriamo tutti i muri, case, vicoli e palazzi perchè lei ama i colori...e mettiamole un mantello...sarà verde arancio e bello...ma soprattutto coprirà quel suo corpo sconvolgente alla Jessica Rabbit avvolto in uno splendido vestito fatto di pelle di serpente e quelle lunghe gambe che tanto sono da ammirare e sognare e toccare (ma solo per il suo Lancillotto)... pronta per salvare il mondo anche se il mondo non ha nessuna voglia di essere salvato. I lunghi e fluenti capelli di tutti i colori grazie a Cocciante e ai suoi secchi di vernice le cadono in morbidi riccioli naturali lungo quella schiena che rapisce gli occhi tranne i suoi: verdi dalle lunghe ciglia che ombreggiano le guance dall'incarnata perfetto.. salviamo il mondo pensa mentre sulla tazza del suo bagno guarda la fuga delle mattonelle. Ma dove scapperanno le mattonelle? Ecco cosa dobbiamo salvare oggi dice Papperoca sigillando con il silicone la tazza al suo dolce culetto...”
Alt ferme tutte dove andate?”
“Scappiamo siamo in fuga come le galline del film...”
“Ma quelle deambulano voi no...”
“Chi se ne frega noi intanto siamo momentaneamente in fuga. Vogliamo un bagno libero...vogliamo un bagno nostro... Vogliamo costruire il partito delle mattonelle senza fuga per stare un po' ferme anche noi...”
“Ma voi siete ferme...”
“Già questo è il nostro dramma siamo ferme ma tu vedi la nostra fuga. E questo ci destabilizza non capiamo più chi siamo e poi insomma che ci fai tu qui da quattro ore?”
“Mie care mattonelle lasciatem'ire... or non ho tempo ma devo bere e bere quell'intruglio micidiale... Ma non siate tristi continueremo il nostro dialogo tra esattamente 7 minuti e 53 secondi...”
E infatti rieccola la nostra superoina che rinvade il territorio delle mattonelle usando la famosa tazza per cui aveva riscritto un nuovo testo l'anno precedente sull'aria di Scende la pioggia...(amo la tazza più che mai appartiene solo a me per la colon sto..morendo...)
“Già che sono immobilizzata qui raccontatemi che c'è che non va...a me sembra che voi siate belle tranquille con i piedi(?) ben piantati sul pavimento...ognuna col suo viaggio, ognuna diversa,e ognuna in fondo persa dentro ai cazzi suoi...”
“Quali cazzi queste son fughe...fughe... fughe...soltanto fughe tra noi...ma non capisci come si fa ad avere la testa a posto quando la vita stessa è un controsenso...Ferme ma con la fuga li...tra noi. E tu? Sarai mica normale seduta qui a vedere dentro di noi i disegni che ti passano per la tua testa?”
“Mattonelle mie perchè voi siete ancora mie vero?”
“Finchè non entra un nuovo padrone...”
“Allora mattonelle mie, io vedo dentro la vostra superficie e scavo nella vernice che vi fa brillare; guardo dentro di voi e vedo la vostra anima ecco guarda lui...la mattonella lì a destra...”
“Chi io?”
“Si tu sei un mattonello un po' stanco con la barba lunga e l'occhio corrucciato e le tue rughe profonde solcano la fronte stanca che cosa hai?”
“Ma come fai a saperlo?”
“Basta guardare un po' e lasciarvi parlare e ascoltare e poi non è così difficile vi guardo e osservo dal 1992... Ne abbiamo fatta di strada e soprattutto ne avete fatto voi con le vostre fughe...”
“Eccola di nuovo quando penso di non rivederla più le viene e se ne va...ma non mi lascia mai...”
“Ohh conosci la musica vecchio mio... adesso però vi lascio vado di nuovo a bere la mia pozione magica e magari dopo mi vedrete tornare più bella di prima( il beverone ti fa bella!). E la nostra super eroina beve come un'ocarana (“ocarina scema...”Scema tu: Ocarana wikipedia: dicesi ocarana l'incrocio tra una pappera, un fiore e una rana...animale stravagante,molto colorato, ama trasformarsi ,travestirsi, imitare, far filosofia spicciola. Anche nel modo di accoppiarsi è estremamente eccentrica. Lo fa in un comodo contenitore preferibilmente a temperatura costante intorno ai 25 gradi.. preferibilmente sempre con lo stesso patner che amerebbe tenersi per tutta la vita).
Dopo quattro litri di spumeggiante e deliziosa bevande la nostra ocarana non ce la fa più ed ecco che arriva la supermamma...
E' il massimo. La dolce genitrice comincia subito ad informarsi sul discorso tazza e dice di aver fame. La nostra papperoca sviene davanti al formaggio della genitrice e maledice in cuor suo tutto l'universo che le è contro.
Ma da domani tutto cambierà... e le nostre due si fiondano davanti alla televisione a vedere il circo. Dopo diverse puntatine per continuare la conversazione con le mattonelle finalmente si spenge la luce (e quei poveri funamboli del circo che fine faranno al buio?)
Arriverà la mattina e con la mattina il sole e la dolce colonscopia...
Dormirò finalmente fino alle sette di mattina e il tempo passerà velocemente... Certo vedrai...e infatti all'una Lulù che non si alza nemmeno con i calci vuole fare la sua caccapipì... e poi sono le tre e Lulù si agita e poi sono le cinque e la dolce cara mammina non dorme e si alza con Lulù che non pensa altro che alla pappa e a mangiare prima...Insomma io tento di dormire ma non è possibile. Bene dai forza: oggi 14 luglio mi son svegliata e... e sto pensando a te cara colonscopia che tra un po' invaderai l'anima( chiamiamola così) mia..
Ore sette e 35 siamo in patio che facciamo parole crociate.
“Senti come si sta bene con il freschetto”
Io sono coperta da becconi immensi fatti da zanzare inesistenti...
“La solita esagerata...quanta paura hai? Ma che cosa hai sulla gamba? Come hanno fatto a beccarti così? Anche da piccola ti mangiavano”
Vorrei rispondere ma mia madre sta tentando di parlare con un misterioso uccello e il suo cervello è già da un'altra parte. “Vai a lavarti che è tardi...” Ma se due minuti fa era presto?
Non replico tanto comunque lei resta con le sue idee. Mi lavo e partiamo per la clinica. I nostri compagni di viaggio sono già pronti a raccontarci tutti le loro disgrazie. Io non avevo nulla ma poi mi hanno trovato questo e poi questo insomma tutto e adesso chi se ne frega vivo così. Io invece ho avuto tanto male ho dovuto chiamare la guardia medica..e poi ho fame e sete e poi BASTA non ne posso più perchè sono in ritardo di un'ora e io pensavo già di aver finito e invece ho ancora da cominciare. Mia madre racconta storie per distrarmi e io faccio domande che non mi accorgo di fare. Sono gelata e ho paura. Poi finalmente il mio nome . Mi preparo.Fai così fai colì e adesso guarda. Guardo la tv e vedo tutto chiaro e poi vedo tutto buio e poi mi sveglio. Ho male ma tutto bene... non ha nulla colonscopia rinviata a data molto da destinarsi. Mi siedono su una sedia a rotelle e fanno entrare la genitrice. La lasci seduta per un po e poi magari se vuole faccia una gastroscopia. Ma manco morta! Mi si riscaldano gli arti che avevo parzialmente congelato. La pancia mi fa male ma il cuore è felice. Torno saltellando alla macchina e adesso PAPPA e in culo alla colon almeno una volta che se lo prenda lei in quel posto.


[ 1 commento ] ( 21 visite )   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 851 )
Certe notti...silenzio 

A me i silenzi fanno male. Non li sopporto. Ho la sensazione che il mondo sia rotto e che una cappa molto pesante mi si sia fermata sul petto e non mi faccia respirare. Difficilmente io sono in silenzio e, anche se lo sono, dentro di me la musica della vita canta la sua canzone che io seguo ballando con le mie scarpette rosse come nella favola...batto i tacchi e volo.
Credo che fin da quando ero piccola il silenzio sia stato per me la più grossa punizione. La mia nonna e soprattutto mia madre, lo avevano capito bene e le punizioni più terribili erano proprio la mancanza del verbo. Ancora oggi non accetto un silenzio. Devo dire però che sono cresciuta e ho imparato che se anche il silenzio esiste e crea un muro, io posso con la mia fantasia abbatterlo e continuare il mio dialogo da sola. Così instauro un ipotetico discorso con una persona che in quel preciso momento è muta. Mi faccio e rifaccio spiegazioni inutili che non esprimerò mai perchè alla fine è inutile parlare con chi ti nega questa possibilità per cui tutto ciò rimane solo pura teoria. Ma la cosa scalfisce lo stesso la mia anima... e il mio cervello purtroppo non dimentica. Perdono, perdono molto anche perchè penso di aver sempre torto. Oggi piove e io canto. Mi sono presa un giorno per me perchè ho tanto male la pancia e quindi voglio stare tranquilla in questa casa per godermela un po' perchè non sai mai quanto tempo di rimanga e allora meglio viverlo al meglio. Questa mattina con una deliziosa arietta che rinfresca questa mia nuova stanza dove ho messo tutti i miei vetri, i miei libri, dove ho tolto tutte le sedie lasciandone una solo per me e una molto scomoda per un ipotetico ospite mi sto rileggendo e riguardando le foto che facevo. Ho aperto il pc per giocare un po' e dopo tre ore di rottura di uova colorate e una decina di mahjiong mi sono ritrovata a scrivere senza neppure rendermene conto. In questo periodo del mio più profondo medio evo in realtà non faccio nulla. Tutto è rinviato ma non capisco perchè o meglio non me lo voglio chiedere. Aspetto solo che il tempo passi sperando che lo faccia in fretta. Il mio esame di metà luglio forse influisce in questo mio nuovo modo di essere? Il rapporto con mio madre è difficile. Non è mai stato facile però io speravo che con il tempo si potessero anche smussare degli angoli, invece nulla è cambiato. A volte mi sembra impossibile ritornare indietro di 30 anni e ritrovare sulla bocca di mia madre le stesse frasi, le stesse espressioni e lo stesso modo di agire. Non è cambiata. La vita non le ha insegnato nulla direbbe qualcuno... Ma la vita insegna? A volte penso che lei viva senza farsi nessun esame di coscienza convinta di vivere in pace ( ma sarà poi vero?) con Dio sotto la sua ala. Se Dio lo vorrà! Ma quale Dio vede mia madre? E soprattutto gli esami lei non li ha mai fatti? Riesce per sua fortuna a vedere sempre delle scappatoie, trova sempre(apparentemente) una giustificazione alle sue azioni e ci crede con tutte le sue forze cambiando completamente la realtà. Un dono che io non ho. Io sbaglio sempre e parto da questo concetto scusando tutti tranne me. A volte la invidio. Vive bene(sarà vero?). Io no. Forse credere è proprio questo: accettare senza farsi domande. E l'uomo ignorante vive senza dubbio meglio.
Sto perdendo i contatti con tutti... Mio dio mi sembra di scrivere come Anna Frank. Forse non me ne rendo conto ma io sto vivendo confinata nel mio mondo dove nessuno può entrare perchè io ho chiuso tutti i chiavistelli. E a quanto pare non ho nessuna voglia di aprirli. Mi mancano un po' i contatti con i vecchi amici però in questo momento ho solo bisogno di solitudine. I miei pensieri vagano senza una meta e rincorrono tempi felici che scappano sempre più veloci. Ma oggi qui nel mio nuovo studio con la mia musica di sottofondo sto vedendo la pace più vicina e forse allungando un po' il passo potrei afferrarla per un attimo. La notte tu mi appari immensa, invano tento di afferrarti...si la notte. Certe notti macchina calda... La notte è brutta. E' un misto di paure, angosce e realtà. Ma la notte è difficile mettere dei divisori. E' difficile capire veramente dove la realtà lascia il posto al limbo della fantasia. E io nel mio dormiveglia vivo comunque il mio piccolo principe. Ed io non vedo più la realtà...Insomma buio buio buio...notte incubi, paura, terrore, sudore, caldo, freddo, mostri fatti di carne che assomigliano ad uomini e mostri che si chiamano letti di ospedali pieni di cannette infilate ovunque. Ma poi viene il giorno...Lulù si agita nella sua cuccia nuova. Si agita perchè io mi agito. Poi la vedo a pancia in su l'occhio aperto che vigila sul mio sonno. Accenno ad un movimento e subito è li vicina la letto scodinzolante e piena di gioia di vivere. Ne ha talmente tanta che una parte mi penetra e io per un attimo colgo la bellezza del giorno. Torna un po' di pace e spero che la vita continui, anche così ma che continui perchè io voglio vivere.


[ 1 commento ] ( 21 visite )   |  permalink  |  riferimento  |   ( 2.9 / 809 )
Un libro nuovo. 
Ecco adesso ti ho davanti. Sei nuovo. Hai ancora il profumo di libro mai aperto, un po’ come le macchine nuove che mantengono quell’odore particolare per un certo periodo e quando entri pensi: ah questo è l’odore di nuovo.
Così è per i libri. Un libro per me non è un susseguirsi di pagine all’interno di una copertina. Per me un libro ha un’anima e parla una sua lingua.
Faccio fatica ad aprirlo e a cominciare a leggerlo.
Faccio sempre fatica a incominciare un libro.
Ho bisogno di tempo, di qualche decina di pagine per entrarci dentro.
In realtà sono ancora con la testa nel libro precedente che ho finto questa notte, perché io, i libri, li finisco di notte e li comincio di giorno. Ho ancora la voce del libro che ho finito che cerca di essere la voce di questo nuovo, ma non ci riesce perché, come dicevo, ogni libro ha una sua voce, e io ogni volta devo cercarla.
Poi all’improvviso ecco che arriva e comincia a leggere per me, mentre io entro nel libro come Alice, e lo vivo veramente.
La voce prende il ritmo del libro, prende la sua cadenza, impara le sfumature della scrittura sottolineando le virgole, e facendo una pausa più lunga sui punti, per riprendere fiato e per darmi il tempo di spostarmi nella scena.
Insomma questa voce per me racconta ciò che lo scrittore voleva dire e che invece ha scritto. E’ una voce alla quale mi affeziono e mi abituo, come ci abituiamo ai doppiatori dei film. Siamo abituati a conoscere De Niro da quella voce, e per noi De Niro parla solo così, con un’altra voce non sarebbe il nostro De Niro. Libro voce, voce del libro. Adesso sono a pagina 31 e ancora la voce non parla. Sarà anche che questa mattina la voce non l’ho nemmeno io, sono completamente afona forse per un colpo di pagina, o forse per allergia a tutto tranne che alle parole o forse semplicemente per un colpo di vento che ha cercato di entrarmi nei polmoni e si è fermato in gola. La voce tace ma io proseguo, la voce di ieri sera tenta di leggere ma non è il suo libro, e si inceppa su certe parole perché non le capisce. Non è la voce giusta e a poco a poco se ne va e rientra nel libro finito. Continuo a leggere da sola, non c’è suono, manca la musica. Poi ad una girata di pagina, come se avessi acceso la radio, arriva con tutta la sua potenza. E comincia a parlare, a parlare , a raccontare. Chiudo gli occhi e ascolto questa storia. Il libro ha trovato la sua voce finalmente, e anche la mia anima. Lo leggerò volentieri adesso ascoltandola, lo leggerò e come sempre mi affezionerò a lui e alla sua voce per un po’ finché non dovrò cercarne un’altra.

[ 5 commenti ] ( 34 visite )   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 868 )
Questo era sempre un po' di tempo che fu... 
Con una Montblanc nuova si vola... Sono sul lago di Como non con Clooney ma con l'immaginina di Lancillotto e una nuova penna. Anche se sto facendo la corte alla nuova uscita nera e bianca, oggi, dopo un bel po' di tempo che la guardavo nella scatola, le ho infilato una cartuccia nel buco... giusto e adesso comincio a scrivere con lei. Una penna nuova è sempre un motivo per scrivere del nulla. Dopo aver passato tutta la mattina a zonzo guardando una luna immensa che andava via via sbiadendo con il crescere delle ore lasciando posto ad un'alba dai colori liquidi che si spandeva su una nebbia fina tipo paesaggio di Avalon, sono arrivata davanti al lago di Como.
Le papere sono uscite subito a farmi le feste e ho cominciato a dialogare anzi a pappereggiare con loro. “Ma ma da dove vieni tu?” “Da Padova.” “E che razza di pappera sei... A Padova ci sono solo galline!!!”. Nascondo la testa sotto due palle della mia sciarpa e arrossisco. Tutto fuorché gallina... e arruffo le penne del petto. “Ma quali penne? Hai le palle lì... altro che le penne...” E' vero. Ho il cappellino con le palle, la sciarpa con le palle e non mi avvedo di Lancillotto che pure lui ha le palle oggi... “Oggi? Solo oggi?” “Ma scusatemi le palle le ha sempre... Il dramma è quando le ha girate...” “Ma tu guarda che razza di oca è questa... Giragliele quando le ha girate e così tornano dritte… Insomma impegnati.” Queste papere altro che… A vivere in un lago, e quindi in un ambiente ristretto, hanno una mancanza di larghe vedute a differenza delle ville che si specchiano in questo ramo. “Ma che dice questa... è acqua non è un ramo... sarà verde forse...” “Bhe il verde non è sempre fatto di rami? E poi via lasciatemi ire…” “Ma quali ire... tu non sei arrabbiata…” “ Via non ho più quel tempo…” “Ma senti questa! Caso mai il ramo è legato ad Alessandro non a Ugo.. Ma che stai a dì... fai filosofia spicciola!” “ Ma quale filosofia era una poesia… “Si certo e cantava Patty Pravo…”. A proposito è finito il festival di Sanremo che con Como non c'entra proprio niente ma sempre sull'acqua sta. “Ti è piaciuto?” “Ma sapete com'è Sanremo è sempre Sanremo. E' una manifestazione canora a cui nessuno vuole partecipare, che nessuno vuole guardare, ma in fondo il non esserci e il non averlo visto è comunque aut. Da una Clerici che mi assomiglia nel camminare a un Cotugno che sembra un fantasma, da una super leccata Marika ad un finto scanzonato Cristicchi che attende invano una Bruni accontentandosi anche di un Biondi, che pure lui haimè latita. E siccome l'Italia non manca mai di stupirci ed è altamente presente qui nella riviera grazie a Casa Savoia (che somiglia molto a casa Vinello) Emanuele Filiberto senza dubbio ci rallegra le serate con tanto di Pupo a carico. Dal ramo di Como è tutto la linea ritorna a te Papperblog.

[ 1 commento ] ( 33 visite )   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 766 )

Indietro Altre notizie