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Io e Papperina
La rubrica di Donna Pappera: Cara EMY HARRISON 
Ho ricevuto un commento da Emy che riporto qui sotto. L'assenza di rapporti umani, l'assenza di amicizia, la ricerca disperata dell'amore è un tema scottante nella nostra rubrica. ( ndr capisco perfettamente che io non ho una rubrica, che non sono un giornale... ma non cerchiamo il pelo nell'uovo)

SEI SAGGISSIMA! TI ADORO! CERCAMI SU FACEBOOK! CERCO AMICI CHE LA PENSINO COME ME, SONO RIMASTA SOLA ANCHE SULL'AMICIZIA PROPRIO PERCHE' SON STUFA DI GENTE SENZA SPESSORE (MI RIFERISCO A QUESTO ARGOMENTO).

Carissima Emy mai nessuna pappera purtroppo fu così perversamente poco saggia e anzi, per dirla tutta, così immensamente ignorante, poco docile alle novità e anche, diciamolo pure, poco diplomatica.
A questo proposito ho intervistato poco tempo fa una quercia...

Il tempo ,quello delle mele, dura molto poco e io ormai sono una vecchia quercia rinsecchita, quella quercia sotto cui hanno sostato tante belle persone, scrittori con storie violente, con storie romantiche, con storie erotiche, pittori di cose che vedon solo loro o che copiano mettendoci una parte di anima, oppure che inventano un nuovo modo di far vedere cosa è il mondo, poeti dai versi perfetti che ti sfiorano appena e ti toccano in una soave carezza angelica e quelli che ci van giù di brutto facendoti vedere il peggio del mondo e lasciandoti capire che il peggio non è mai finito, amanti teneri, appassionati, dolci, trasognati, violenti, esigenti, amanti per sbaglio, per qualche attimo, amanti che non sanno amare, amanti che cercano disperatamente ciò che invece non incontrano perchè vogliono troppo o non cercano nel posto giusto, o non hanno capito che l'amore è solo una cosa per pochi e che si deve allevare , quando lo trovi, come un bambino, con pazienza e farlo crescere a tua immagine e somiglianza perchè l'amore deve durare una vita, pazzi che non distinguevano il bene dal male, che non apprezzavano le bellezze della vita o le apprezzavano talmente tanto da impazzire loro stessi, ricchi , pieni di soldi e vuoti dentro che per fortuna non si rendevano conto che il soldo non può comprare che merce in vendita, poveri in canna che invece di trovare la forza in loro stessi si lasciavano andare a vivere sotto di me mangiando le mie ghiande, bevendo l'acqua che cadeva e aspettando e sperando in un futuro che solo loro avrebbero potuto crearsi, musicisti con canzoni tristi e quelli invece che facevano tanto rumore, ma entrambi capivano , o forse ero io a capire, che la musica è dolce, bella e forte come il caffè, ti lascia il giusto gusto in bocca e ti accompagna nel tuo cammino dandoti l'energia con il suo ritmo, e poi eccoli i poeti cantanti, i nostri cantautori con le loro parole che null'altro son che poesia in musica da ascoltare nei momenti in cui ti devi abbruttire per rinascere, oppure devi sfogare il dolore, oppure invece quando la musica ti fa viaggiare sul veliero dei ricordi e risenti gli odori, risenti il vento sulla pelle, risenti le emozioni di allora con la stessa intensità e ti perdi in quel mare.
Qui l'intervista è stata interrotta per un temporale estivo. Io pappera idiota mi sono riparata sotto di lei e ho beccato l'unico fulmine che è caduto. Non sono morta , anzi, ora sono più abbronzata, forse sarebbe meglio dire più blu, ( così mia madre non mi vedrà più verde) e ho i capelli completamente ricci, le orecchie fumano e il cervello è in corto circuito...
Bene cara Emy tutto ciò per dirti grazie di aver pensato che io fossi saggissima...
Il pezzo a cui ti riferisci non l' ho scritto io...
Grazie di aver potuto pensare che alla mia età io potessi usare facebook ma purtroppo questo per me è difficilissimo.
La nostra Donna Pappera non ama le novità, è molto limitata, non usa il pc che per fare poche semplici cose e sai la verità...forse non ha nemmeno più l'età o la voglia per imparare. Però, un però c'è sempre nelle mie storie, noi ci possiamo scrivere qui sul mio blog oppure, tu guarda il caso, potremmo anche inviarci delle mail dove potresti insegnarmi quello strano posto che si chiama facebook. Tu contattami come ora e, dall'alto della saggezza che non è mia, ti risponderò.
Mi par di capire tra le righe che tu abbia pochi amici( veramente non tanto tra le righe ma fa scena scriverlo...)
Ricorda la vecchia quercia mi disse: gli amici veri non esistono e se ne trovi uno è come nel proverbio...
Tutti crediamo di avere tanti amici ma in realtà sono solo figurine dell'album della nostra vita.
L'amico è colui che ti accompagna sempre che mantiene le promesse, che ti è vicino soprattutto nel male, che ti accarezza piano nei momenti tristi e che ride forte con te in quelli allegri.
Bene gli amici presso chè non esistono.
L'amore?
Quello ancora esiste e credimi non è come quello delle favole.
Il nostro principe ranocchio si tramuta in principe ma poi inesorabilmente ridiventa ranocchio. E' allora che puoi cominciare ad amarlo perchè nelle vita nessuno è perfetto (dal film “a qualcuno piace caldo” la querci andava pure al cinema oppure il cinema andava da lei...) e l'amore, quello vero, ama soprattutto i difetti dell'altro. Basta! Quanta saggezza...
Per lo spessore delle persone sai l'importante e cominciare a capire che legno ti piace...
Ma non credere anche le querce, che hanno uno spessore, sono limitate. Bisogna trovare solo i punti in comune. E' inutile andare in discoteca se ti piace la musica classica oppure andare per musei se all'altro piace solo il rugby.. Ancora sputo sentenze.
Sai che fammo? Andiamoci a preparare una fetta di arancia, un bel po di ghiaccio e un dito di cynar tanta acqua tonica e poi via sotto di lei a berla tranquillamente.
Cara Emy è giunto il tempo dei saluti. Mi ha fatto piacere stare con te per un po' e vorrei tanto saperne di più di questa nuova potenziale conoscenza. Allora fammi sapere e poi mi raccomando ricorda sempre che devi continuare a sognare perchè solo chi sogna riesce a sopportare questa vita che non è affatto facile e oggi anche particolarmente calda.
Un bacio un sorriso e una buona giornata
Donna Pappera


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La terra trema la luce manca sul ponte sventola ... 
Questa mattina ,tanto per non essere da meno di me stessa, mi sono svegliata dopo una notte agitata da incubi pieni di elfi, di streghe,vdi gnomi,di banner che non arrivano, di biancospini che non proteggono dal male, di crocefissi che si fondo come cioccolata al sole, di cattivi che sparano a cattivi che non muoiono,di pioggia battente, di sole cocente, d'aria mefitica, di denti di serpente, con Lulù piangente... Cosa devo mettere ancora in questo calderone perchè la magia faccia il suo dovere e tutti i diavoli porti via?
Insomma mi sono svegliata nel più assoluto silenzio o meglio, mi sono svegliata perchè improvvisamente la radio si è zittita.
Quale strega o essere dalla mente perversa poteva arrivare a cotanta cattiveria? Chi era colui che dal più profondo degli inferi mi toglieva il suono e con il suono la musica e la gioia di avere le orecchie? Al momento l'improvvisa coscienza che un'altra giornata era iniziata mi terrorizzò... Un'ansia improvvisa ...Quell'ansia che ti crea il vuoto, che ti paralizza, che ti fa sciogliere dal sudore, che ti fa mancare l'aria, che ti trasforma in ciò che di peggio tu possa pensare di essere e che ti fa rendere conto che devi sopravvivere ancora un giorno e che non sai se sarà l'ultimo ma, in cuor tuo, la strega cattiva nell'ansia ci ha messo pure questa speranza e così tu vivi nell'incertezza del “voglio o non voglio?”. Ecco il primo pensiero, dopo la costatazione non amichevole, anzi, che il suono della radio era cessato. La fata blu, quella che sposa il principe blu o che potrebbe essere anche la madre del principe blu che sposa la principessa e diventa il suo compagno della vita... Si... si... la fata blu ha sposato un re blu e ha messo al mondo il mio principe blu... anche se in questo momento, ancora ranocchio è leggermente verde ma solo perchè, dato che mia madre mi vede sempre con un colorito verde, lui, che mi ama tanto , si adegua perchè sa quanto io ci tenga ad essere sempre tutta in tinta perfetta dalle mutande-calzini-occhiali-lacci scarpe...Insomma codesta fata avendo un afta fastidiosissima non è riuscita a instillare nella mia mente che la mancanza di suono potesse essere un guasto temporaneo. Improvvisamente così come mi ero svegliata il mio piccolo e tenero cuore ( ridotto alle dimensioni del cuore di un dinosauro ormai estinto, e diventato famoso per il primo trapianto dino-oca, il quale aveva regalato , nell'attimo prima di morire, l'anima a dio, e pure il suo cuore in modo che mi potesse venire trapiantato ottenendo così le due cose per cui diventò famoso: diede la possibilà ad un Barnard alle prime armi di fare il primo esperimento con il quale il futuro grande chirurgp creò la prima pappera dal cuore grande così, e qui si allargano le braccia come fanno i bambini quando poni loro la solita domanda cretina:ma quanto bene mi vuoi?,e le dette la possibilità di soffrire per tutta l'umanità. Insomma questo chirurgo creò la prima pappera che prese su di lei tutte le disgrazie del mondo e ci soffrì tutte le penne che aveva e poi dopo circa 300 anni( lei era leggermente più lenta di quello biondo che rimase appeso solo tre giorni stabilendo un record da dio...) finalmente si ricongiunse al creatore che per lei era un bellissimo uovo blu (non quello del gatto con gli stivali ma il famoso uovo blu di Fabergè dal quale sarebbe nato dopo lunghissima covata, peggio di quella delle tartarughe e dei dinosauri, il famoso principe blu che l'avrebbe impalata alla croce di cui sopra).
Insomma ogni essere vede ciò che vuole e ogni essere crede in ciò che vuole e ogni essere è fatto a sua immagine e somiglianza e una pappera non può vedere che un uovo. Mio dio ( lui mi assomiglia...è verde...capello corto carota un po' di stomaco e leggermente tanto depresso)mi sono persa...
Ricominciamo: Il primo pensiero fu: Non ho pagato la bolletta, non ho soldi per farlo, il frigo genererà muffa verde, io diventerò ancora più verde, Hulk si impossesserà di me, farò una strage ricordata come la strage dell'Enel, e morirò sulla torre dell?? Empire State Bulding come King Kong ma non sarò uno scimmione ma una bellissima enorme oca verde.
Bene adesso che la situazione è questa e io sono morta più o meno da eroe a seconda dei pareri su quanto ladri siano quelli della corrente ( di destra ? di sinistra? di centro?) della corrente (ENEL). Oh...un nuovo partito ( ritornerà?) Partito della corrente... Ci risiamo: ripersa...ripensa...ritorna... La bolletta è pagata ne sono sicura. E allora? L'ira di Dio si è accanita su di me?
Per fortuna esistono i cellulari e i numeri verdi tanto per stare sempre nello stesso colore. Se ha un numero fisso digiti 1...
Ora io ho un cellulare che serve a tutto tranne che a telefonare...
E' un Nokia C3-00. Ha un bel display, non è verde ma non importa, si vedono bene le lettere per mandare i messaggi ma non si vedono i numeri... Anzi darei un piccolo consiglio alla Nokia :il prossimo se vogliono farlo, lo facessero con le lettere anche cinesi sempre ovviamente nello stesso tasto dove ci sono quelle italiane e i numeri così telefoniamo di più...
Bene con la lingua fuori( perchè io mi concentro meglio) digito 1.
Digiti il numero di telefono...
Già andiamo sul difficile. Magari l'uno lo becchi ma dieci cifre la vedo moooolto dura. Comunque proviamo. Dopo sette interminabili minuti concludo la prova numero. Brava le ha vinto e può proseguire...Digiti il codice di avviamento postale di dove manca il servizio... Ora anche questo è abbastanza complicato perchè la bolletta arriva all'indirizzo della sede della ditta della casa che non è ovviamente l'indirizzo giusto quindi non è quello il cap che devo digitare. Io ho la residenza altrove e so dopo ore di prove, il mio cap... Tento facendo una serie di congetture e la fortuna mi arride.
Il guasto comprende le zone di... una sequela di nomi. Praticamente mezza Italia è senza luce causa il mio guasto... Non ci sarà mica un terremoto in corso oltre a quello del calcio, dell'Equitalia ...
Comunque già stanca mi appresto ad alzarmi dal letto.
E dove vado? Non ho musica, non ho acqua calda, non ho il telefono se non quello giù perchè la centralina è elettrica, non ho la televisione, non ho il pc, NON HO LA LUCE!!!!
Mi sento terribilmente isolata. Non posso nemmeno uscire dal cancello con la macchina... e poi se esco come faccio a sapere se lei ritorna?
L'unica cosa che mi rimane da fare è andare in bagno e sedermi sul vater ad aspettare gli ...eventi.
Lulù dorme tranquilla nella cuccia. Lei non ha problemi di luce... lei è la mia luce e lo sa e quindi non si preoccupa. Sono seduta sulla tazza con la mia maglietta arancio con la scritta maratona di sant'Antonio 1902...
Le mie magliette della maratona provengono da uno stock trovato da mia madre. Alquanto poco sexi sono in puro cotone, arrivano a metà coscia e sono le mie preferite camicie da notte.
Lo so di essere meravigliosa quando vado a letto ma Lulù è dotata di cataratta e quindi non mi vede...io neppure dato che sono cecata e le magliette sono tenerine e anche colorate. Tutto perfetto...
Ritorniamo alla tazza... Sono lì in una posizione che chissà perchè ti mette già in imbarazzo al solo pensarci, figurarci ad esserci...
Comunque ho in mano il cellulare e non sapendo a chi telefonare ma tanto per avere una parvenza di contatto con il mondo, gioco ad un gioco assurdo in cui devi distruggere i quadrati. Ormai sono drogata e ogni minuto sono lì a far scoppiare le bombe. Devi fare più punti... devi fare più punti...
Negli sprazzi di lucidità che ti lascia la droga mi rendo conto che sto solo rompendo i quadrati ma poi mi assale la crisi di astinenza e ricomincio.
Insomma devo scoprire cosa c'è dopo il 10 livello....
E infatti sulla tazza do il meglio. Improvvisamente mi accorgo che i miei profumi tremano... tremano gli armadi... tremano i pavimenti...insomma trema tutto. La prima cosa assurda che penso è che gli elettricisti stiano scavando sotto casa mia per riparare il danno. Ma poi il panico mi prende e mi ghiaccia sulla tazza che trema. E' da un po' che le scosse non si sentivano ma questa è veramente forte. Il terremoto è tornato e fa tanta paura.
Improvvisamente da statua di sale che sono mi comincio ad agitare corro a destra e a sinistra e mi accorgo che non so cosa fare. Poi così come è cominciato finisce.
Non ho più tempo di pensare alla luce. Mi rendo conto che se arriva un'altra scossa io sono con la marcia di sant'Antonio, senza scarpe , ancora da lavare, e senza soldi...
Chissà quali sono i meccanismi della mente..
Non ci penso. Tiro lo sciacquone, mi fiondo in doccia, mi vesto, e preparo la borsa...Almeno se devo uscire e fare la sfollata che sia presentabile. La scossa non arriva e quindi perchè no...diamoci anche una truccatina e poi dai.. facciamoci un caffè.
Così è iniziata la mia mattina. Dopo circa un paio di ore mi hanno dato la luce. Il terremoto c'è stato veramente i danni li saprò più tardi. Penso intanto a coloro che veramente sono dovuti scappare e
consiglio tutti di non andare più in bagno se non per una cosa molto veloce giusto per non doversi trovare in situazioni imbarazzanti.
Purtroppo la vita continua e la pappera anche.


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La principessa sotterrata 

C'era una volta e lucida l' altra, le mie storie cominciano sempre così, una piccola principessa dal cuore fragile che viveva con un' ancella ancora più piccola di lei. Le due erano inseparabili ma l'ancella in cuor suo sapeva che alla principessa mancava qualche cosa... Ma cosa? In fondo vivevano abbastanza bene, non mancava loro nulla anzi, avevano anche un po' di superfluo. L'ancella si rendeva conto che la nostra principessa non era una principessa normale: aveva un cuore talmente tenero che se fosse stata una pubblicità si sarebbe potuto tagliare con un grissino. Lei viveva d'amore e di bellezza. Guardava il mondo incantata dai colori, annusava i profumi e si beava della natura. Per lei ogni paesaggio era un quadro, ogni fiore l'opera di un grande pittore, ogni poesia una musica celeste e la musica era semplicemente l'opera di Dio. A modo suo viveva in un mondo incantato fatto di magia pura. Lei era bella a modo suo, era affascinante a modo suo, era felice a modo suo ed era infinitamente triste sempre a modo suo. Un bel giorno l'ancella si svegliò e non trovò più la principessa. Cominciò disperata a cercarla ovunque ma, sebbene avesse un fiuto eccezionale, non riuscì a trovarla da nessuna parte. La principessa sembrava aver preso il volo ed essersi volatizzata. L'ancella pianse disperatamente e invocò tutti gli dei che le vennero in mente per aiutarla. Ma fu tutto inutile. La principessa non si trovava più e la nostra ancella fece il voto di cercarle per sempre. E camminò veramente fino alla fine del mondo, fino alla fine delle scarpe e poi dei piedi, fino alla fine delle sue forze...
La nostra principessa invece si era addormentata nel suo letto fatto di lenzuola intessute di colore miste al profumo e improvvisamente si era svegliata sepolta viva. Sentiva un gran peso addosso e non si poteva muovere. Più si agitava e più il poco d'aria che aveva si riduceva e il peso aumentava. Si chiese chi avesse potuto farle tanto male e perchè. Le rispose solo una voce che proveniva dal basso, sotto di lei che le spiegò che ad un certo punto il nostro cuore e la nostra mente non sopportano più le cattiverie e improvvisamente ci si trova sepolti dal dolore delle delusioni. Non c'è un vero colpevole ma è solo la somma di tante cattiverie. Improvvisamente la principessa capì che l'ultimo tradimento della sua migliore amica l'aveva fatta seppellire da tutta quella terra che non erano altro che tutte le crudeltà che aveva ricevuto.
Ma anche in quell'occasione non riuscì a provare odio o rancore.. anzi cercò una giustificazione incolpandosi di qualche cosa che aveva provocato quel voltafaccia.
Cosa sarebbe successo adesso?
La nostra principessa incominciò prima a disperarsi, poi pianse tutte le sue lacrime, poi perse la voce cercando di urlare per attirare l'attenzione di qualcuno, e poi alla fine di tutto ciò si rese conto che doveva reagire, pensare, mettere a frutto tutto ciò che la vita le aveva insegnato per risolvere la situazione.
Fu così che fece un bilancio della sua vita e decise che se fosse uscita da quella situazione sarebbe diventata un principessa con il cuore di ghiaccio, cattiva come la matrigna di Biancaneve, feroce come una tigre, assassina come il peggior psicopatico. Avrebbe ridotto la terra in cenere, bruciato tutto e ridotto i colori al grigio piatto e uniforme. Non avrebbe mai più sofferto per amore, ne ascoltato più nessun tipo di musica. Tutto questo pensare durò a lungo e quando si rise conto di aver pensato bene cominciò a guardarsi intorno. Fu allora che vide una radice che le penzolava sul naso. Si afferrò a quella con tutte le sue forze e cominciò a tirare. Piano piano riuscì a muoversi e poi improvvisamente tutto fu più semplice e all'improvviso vide la luce. Sfinita si issò sul bordo della fossa e vide che la radice altro non era che la sua ancella che ormai stanca di camminare era diventata una statua di sale. Ma nonostante tutto in lei era rimasta la forza di mantenere la promessa che si era fatta:ritrovare la sua principessa.
E da quella promessa era nata la radice alla quale si era appesa la principessa. In un attimo tutto fu chiaro e la nostra principessa dal cuore di ghiaccio improvvisamente cominciò a piangere e la statua di sale si sciolse finalmente libera. L'ancella non solo aveva liberato la sua amata ma le aveva insegnato che alla fine di tutto basta una semplice radice perchè il bene possa crescere e fece anche capire alla nostra principessa che purtroppo la vita non insegna nulla e che se sei nata per amare e per apprezzare tutta la bellezza, non puoi far altro che soffrire per questo dono.
La nostra principessa riprese la sua strada e siccome era notte rubò un pennello e una tavolozza di colori da un negozio e dipinse il giorno più bello dello sua vita cioè il domani.


La scultura è un'opera in gesso di Andrea Pardini

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Finti falsi o falsi finti? 
Amore amaro come il riso o il caffè nero che ti tiene sveglio la notte o ti porta tra incubi rossi di sangue del tuo passato perchè tutti abbiamo commesso un delitto tagliando, con le nostre mani che crediamo sempre pulite e tenendo un coltello affilato, le nostre idee, guardandoci le unghie lunghe che graffiano la nostra mente e trattengono quel filo di dna che ci farà ricordare questo nostro crimine assassino, colpevole, impunito, bugiardo che inflitto una ferita profonda come al pescatore di De Andrè, una specie di sorriso, promessa omessa, dimenticata nei meandri della mente, verità non detta, tralasciata, distorta, o peggio inventata per placare ciò che chiamiamo coscienza.
Noi umani siamo così: vendiamo le nostre idee al miglior offerente che altro non è che la nostra coscienza. Inventiamo parole per giustificare un torto commesso e per placare sempre ciò che noi chiamiamo coscienza. Noi umani siamo dei falsi smeraldi che appaiono più belli perchè lasciati nell'olio. Lisci, verdi, integri ma solo falsi. Meglio un bel falso o un brutto vero? Chissà quale sarà la risposta di questa umanità vestita a festa che forse è solo apparenza e che crede nell'esteriorità avendo perduto il dono dell'introspezione... Chissà come ogni uomo che abbia diritto a chiamarsi così, giudica veramente se stesso quando, appunto alla sera, il bilancio della giornata deve essere fatto e i conti devono tornare? Quali bugie partorisce il nostro cervello per giustificarci?
Quali crimini siamo disposti a perdonarci, a dimenticare, a farli addirittura apparire una sorta di benedizione di colui che da lassù tutto governa? L'uomo crede veramente di poter giudicare e di rasentare la perfezione? L'uomo crede veramente di vivere nel bene giudicando chi platealmente vive nel male? Oppure camminiamo su una strada sempre più stretta tra il bene e il male e scivoliamo ora di qua o di la trattenendoci con le unghie e i denti su quel vialetto che diventa sempre più stretto fino ad essere un filo lungo e sottile solo dove un funambolo può tentare di non cadere? Il crimine grande o piccolo è sempre comunque un crimine e come tale deve essere espiato. Non esistono cose più o meno gravi ma solo la nostra coscienza che più è pulita e più si sente sporca. Se vivi nel peccato lo accetti ma se vivi nel bene anche un piccolo peccato è un grande peccato. Arriviamo al punto di morire e far morire in nome di un dio. Ecco questo siamo noi esseri umani. Siamo capaci di giustificarci e di convincerci che tutto ciò che facciamo lo facciamo per gli altri perchè noi con la nostra intelligenza ci immergiamo nell'olio e diventiamo belli.


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Pre...Per...Pasqua 

C'era una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano sempre così, una gallina che viveva in un pollaio. Non era ovviamente l'unica perchè di galline come lei il mondo è pieno... Ovviamente però la nostra amica qualche cosa di particolare doveva avere per stimolare la fantasia di una pappera a scrivere una storia su di lei e infatti a differenza di tutte le altre che razzolavano bene e predicavano male, lei se ne stava da una parte a osservare il mondo dal suo punto di vista. Si dice che la galliiiina non è un animale intelllllligente lo si capisce, lo si capisce da coooome guaaaarda la genteeee...ma la nostra,forse intelligente non lo era, ma di sicuro andava contro corrente.
Se tutte erano bianche e arruffavano le penne per sembrare più belle lei si ficcava nel fango inforcava un paio di occhiali e recitava Shakespeare tra un coccode e un coccodi e un coccodi e un coccode. Fu così che quell'anno appena si entrò in quaresima lei decise che avrebbe fatto un uovo... Ma non uovo normale un uovo... di Pasqua in anticipo e per l'esattezza voleva che l'uovo nascesse un sabato 10 marzo.
Trovò così nella buca delle lettere del pollaio la pubblicità del supermercato della cioccolata e vide che aveva messo sotto la paglia del suo letto, la cifra esatta per compera la giusta quantità o meglio la quantità giusta per fare l'uovo che voleva lei.
L'uovo nacque un po' prima e la gallina se ne indispettì. Lo guardò male e vide che qualche cosa non andava. Insomma lo aveva curato tanto, aveva speso tutti i suoi risparmi e lui veniva fuori in anticipo e poi facendo quel rumore strano e ciondolando di qua e di là. La gallina che in effetti non era un aniiimale intellligente ma era anche un po' amorale e anaffettiva diede un calcio all'uovo e lo fece ruzzolare in strada. L'uovo lasciato in balia di se stesso ruzzolò lontano. Non aveva ancora avuto tempo di affezionarsi alla madre che già lei lo aveva lasciato. Ma per ogni cosa cattiva ne esce una buona e il fatto di non essere stato molto con lei non gli fece sentire il dolore del distacco. Cominciò così la sua vita da uovo di Pasqua in solitario e cominciò a girare il mondo. Dovete capire che se per noi umani il mondo è grande per un uovo lo è ancora di più e il nostro era appena più grande di un ovetto Kinder. Si mise quindi dondolando qui e là in cammino verso la sua avventura. Sentiva nel suo intimo di essere qualche cosa di speciale ma non ne capiva ancora il perchè. Certo che dalla madre aveva appreso l'essere diverso e in effetti sentiva che dentro di lui c'era qualche cosa che ogni tanto sballottava facendo un rumore strano e poi soprattutto aveva la voglia di far felice un essere speciale.
Il nostro uovo camminò per un paio di giorni interi e ci si deve rendere conto che la vita delle uova è molto più limitata della nostra e quindi, ciò che per noi è un giorno è per una farfalla la vita e per il nostro uovo era quasi più di 5 lustri. Aveva visto abbastanza mondo e in un certo senso gli era anche piaciuto questo mondo bizzarro fatto da galline senza penne che riuscivano a comunicare tra di loro con apparecchi strani, che non restavano chiusi dentro ad un pollaio ma sfrecciavano su bolidi colorati e poi e poi ….poi c'era tutta la poesia dei colori della vita che incantavano il nostro uovo... C'era il calore del sole e la bellezza fredda della luna , le stelle che si accendevano e spegnevano nel blu dipinto di blu, i fiori che sbocciavano dandogli una gioia immensa e la natura che si stava risvegliando e si stiracchiava raccontandogli dolci canzoni e facendogli un po' da mamma.
Fu così che stando sul bordo di una strada vide una piuma in alto su un cappello e se ne innamorò a prima vista. Cominciò ad agitarsi e agitandosi rotolò su stesso emettendo quello strano rumore. Il portatore del cappello se ne accorse e disse “Oh un uovo...”Poi lo guardò meglio e disse” Oh un uovo di Pasqua “...
L'uovo gli sorrise e gli fece capire che voleva stare vicino alla piuma. Il nostro portatore di cappello era in fondo un uomo buono... Molto in fondo perchè gli uomini non sono mai buoni del tutto e recano dentro di loro il peccato. Ma questo era meno peggio degli altri e quindi accontentò l'uovo e lo mise vicino alla piuma e ripartì per la sua meta che era poi la sua metà.
Tra l'uovo e la piuma nacque subito l'amore e si amarono tanto e si amarono di più solo come un uovo e una piuma possono fare. Lui le raccontava le favole e lei lo accarezzava lieve come una...piuma. Furono felici per tutta la loro vita che purtroppo finì molto prima di quella del nostro portatore di cappello. Si sa la vita è quello che è e che sia lunga o breve è solo a seconda di come la vivi. Basta un'ora di felicità o un attimo di dolore per farla lunga o breve. Comunque quando il nostro portatore di cappello arrivò alla sua meta e vide la sua metà, l'uovo e la piuma giacevano uno dentro l'altra uniti nell'eterno riposo. Il nostro buon uomo vedendo tanto amore si commosse e una lacrima scese dal suo bel viso e cadde sull'uovo. Fu solo la sua impressione o l'uovo si era mosso?
L'uomo buono prese subito in mano l'uovo cercò di rianimarlo, lo agitò e sentì che dentro di lui c'era qualche cosa che ancora sballottava. Non sapeva più che pesci pigliare e fu così che lo diede in mano alla sua metà pensando che le donne in situazioni del genere se la cavano meglio. La sua metà non capì la storia e trovandosi tra le mani un uovo di Pasqua pensò ad un regalo fatto in anticipo.
Fu così che lo ruppe e trovò un cuore rosso meraviglioso al suo interno. Lo guardò meglio e vide che era uno splendido anello. Lo infilò al dito e si accorse che il cuore sembrava emanare un calore particolare. Credette così che il suo amato le avesse fatto la sorpresa più bella del mondo regalandole il suo cuore per sempre.
E in effetti questa sarebbe stata l'intenzione del portatore di cappello ma non aveva mai trovato ciò che cercava. Comunque fu felice anche se nel suo cuore rimase sempre un po' di rimpianto per un uovo di Pasqua che aveva trovato sul ciglio della strada e che si era innamorato della sua piuma ed era morto con lei regalandogli il suo cuore perchè anche lui potesse vivere lo stesso suo amore. Intanto da lassù o da laggiù, è solo questione di punti di vista, l'uovo si rese conto di aver fatto ciò che per cui era nato:Aveva fatto qualche cosa di speciale che sarebbe rimasto per sempre. Il suo cuore sarebbe vissuto finchè nel mondo ci fosse stato un amore grande come il suo e quello della sua piuma.


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