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Io e Papperina
Sempre più incerta.. 
E' passata un'altra settimana e io sono sempre allo stesso punto...
Ci sarà mai una certezza nella mia vita?
La principessa è stanca, molto stanca. Di cosa? In verità nessuno lo sa...Ma presto arriverà il medico di corte che decreterà la sua malattia e le darà una bella cura. La principessa attende ciondolando per il palazzo e aspettando un segno. Ma da lassù non arriva nemmeno una bavetta di vento e lei con i piedi ormai logori dal tanto camminare si trascina sulle unghie che non ha perchè se le mangia...
La nostra principessa è annoiata di tutto? “No.. Non cvedo sia questa la causa...” decreta il medico di corte che l'ha appena guardata e ha già capito tutto! Ma come avrà fatto? ” Semplice se sono il medico delle fiabe savò anche un po' mago no?” E detto ciò disse “Mia cava...” L'occhio della principessa improvvisamente diede un guizzo di vita... Cava? Che voleva dire costui? “Non si pveoccupi maestà ma ultimamente va così di moda la evve froooonsese...Sa io sono il medico di tutte le covti delle fiabe più belle e viaggio da un castello all'altvo vivendo appunto in un mondo da fiaba e quindi mi sono detto: pevchè non esseve non solo il medico ma anche l'amante di tutte le pvincipesse che si sentono sole e annoiate della vita? E così mi sembvava di esseve più affascinante con la evve...” La principessa lo guardò stupita da tanta cretinaggine e pensò: Gli uomini sono sempre scemi comunque li prendi e qualunque tipo di studi facciano. Ma perchè si credono sempre di più di quello che sono? Non potrebbero limitarsi a fare solo il loro dovere? Ma quello era il solo rimedio che aveva a disposizione e il suo sguardo tornò di nuovo nel vuoto di prima. Il medico che in effetti era solo un po' presuntuoso ma era molto bravo nello diagnosticare le malattie, vide l'improvviso cambiamento e capì che il male che affliggeva la principessa era la scoperta di quanto il mondo fosse egoista. Avrà anche avuto la evve ma era un medico con tanto di cuore...
“Cava la mia principessa lei deve cominciave a uscive... Lavovi un po' impavi a cucinare, faccia opeve di bene, dia l'acqua al giavdino, legga, scviva,lavi e guavdi un po' di tv...”
La principessa lo guardava ma in realtà, secondo lui, non lo vedeva proprio...
E pensare che era una creatura bellissima, delicata, bionda, eterea, dalle lunghe ciglia e aveva tutto... Il suo male era che lei non lo sapeva. Ma un rimedio c'era e il nostro medico di corte l'avrebbe applicato subito.
“Cava la mia pvincipessa lei deve fave tutte le analisi pevchè il suo potvebbe esseve un caso gvavissimo..” La principessa ebbe un sussultò piccolo piccolo..
Ma poi tornò ad essere in catalessi. Le misero a disposizione un intero ospedale creato solo per lei e cominciarono a togliere tutto il sangue necessario. La principessa era tutto il giorno sotto esami e non ne poteva più. Un bel giorno tornò da lei il medico e le disse: ”Mia cava come temevo lei è molto malata e non le vesta molto da viveve.” La principessa sbiancò e gli cadde tra le braccia. Quanto era bella questa creatura... Perchè le avevano fatto così male... E perchè non le avevano dato l'amore che le spettava o, anche un po' di meno, ma almeno un po'... Chi era il cattivo che le aveva distrutto il cuore? E sarebbe riuscito a ricostruirle un po' di fiducia in quel mondo così deserto...
Anche lui aveva perso il cuore ma poi lo aveva improvvisamente trovato quando l'aveva vista.
La tenne stretta per un po' riscaldando quel corpo che non aveva più la voglia di provare dei sentimenti. A poco a poco la principessa cominciò a scaldarsi e a rinvenire. Sbattè le lunghe ciglia e disse:”Che fa ci prova? Mi metta giù all'istante e non si permetta di farlo mai più”
Il medico la depose teneramente tra le coltri profumate.
“Quando morirò?”
“Presto purtroppo... Io non ho una cura al suo male”
“Mi scusi ma lei non aveva la evve?”
“Sì l'avevo ma l'ho persa nel preciso momento che ti ho vista come ho perso il mio cuore...”
Ecco il medico aveva trovato la cura che andava bene per la principessa. Immediatamente ordinò di preparare la sala operatoria e fece impiantare il suo cuore al posto del cuore della principessa.
Quando fu tutto finito la principessa si svegliò con un magnifico sorriso si stiracchiò e disse “Come mi sento bene...Portatemi subito il medico di corte”
Ma il medico di corte purtroppo non poteva vivere senza un cuore ed era stato già seppellito con tutti gli onori che competevano a chi salvava le principesse. Era morto per amore ma la sua opera era servita. La principessa aveva riacquistato fiducia nel mondo e adesso era pronta per trovare il suo principe blu.

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J'ai retrouvé une photo de ta mini... 

La lacrima viene giù da sola. La mia prima macchina...tanti ricordi!
Avevo appena compiuto diciotto anni e preso la patente quando è arrivata lei..
Non dico che le mie macchine siano umane ma quella lo era davvero. E' stata la macchina e continuerà ad esserlo per sempre. La mia prima uscita (da pura incosciente io, ma anche i miei due passeggeri ) è stata guidare fino ad Abano per andare a mangiare una pizza.
Non sarà un'avventura...
non può essere soltanto una primavera...
E infatti la mini è stata anche un incubo pazzesco. Ma andiamo con calma...
La prima uscita con mia cugina che saltava sui sedili posteriori e mia nonna aggrappata in qualche modo al sedile con la solita borsetta di coccodrillo tenuta sulle gambe. Meta: appunto Abano. Macchina nuova, patente fresca e lei che come carattere non aveva nulla da invidiare ai miei cavalli. Era blu, tettuccio apribile, cooper, calotta sensibile all'acqua e bella.
E sei bella da morire
mini cooper tu
sui sedili in pelle nera
io non gioco più
e sei bella da morire
tutto sembra un film
da girare troppo in fretta
con la “fine”sopra ai tuoi Hp.
Io con le mani incollate al volante e la faccia attaccata al vetro davanti, sempre in prima per paura di staccare le mani...
Che brividi. Fu la prima di tante corse e di tante avventure. Mi seguì....anzi mi portò al mare, a Lignano vecchi ricordi... vecchie ferite d'amore...come passa il tempo, come vedi diverse le cose...come ti sembrano stupidi i motivi per cui tanto soffrivi... eppure si soffriva!
Al mare lei era contenta. Ci scorrazzava ovunque, giovane lei e noi ancora di più. Le corse a mangiare le angurie, le pizze, le birre, le patatine fritte, il ping pong, le giostre, i fuochi d'artificio visti dalla spiaggia, il mini golf che a lei piaceva tanto perchè in parte le ricordava il suo nome.
Poi il rientro, la scuola, l'università a Bologna, gli inverni a Piancavallo, le sue bizze duranti i temporali...
Ormai la conoscevo e sapevo che la pioggia non le piaceva.. Soffriva di reumatismi e allora io l'asciugavo con una bomboletta di aria compressa e lei felice ripartiva. Era anche un po' svampita, perdeva la marmitta per strada, l'impianto elettrico ogni tanto andava in corto e anche in lungo. Le si bruciò (allora non sapevo che il fuoco sarebbe stato il tema della mia vita) e le si sciolse il sotto del volante. Fu allora che capii che la sua ora era arrivata. La salutai con odio e la dimenticai o meglio la volli dimenticare. Ma la prima macchina è come il primo amore...
E così oggi qualcuno mi ha mandato la sua foto e tutto è ritornato a galla. Io di quel periodo non ho più niente. Tutti i miei ricordi sono stati portati via nel 1996 da un incendio. Non ho più una foto, una diapositiva, un libro, una lettera... Nulla. Tutto ciò che avevo tenuto gelosamente da parte se ne è andato per sempre. Ho ricominciato un po' alla volta a rimettere assieme quello che adesso è una parte di passato. Ancora oggi i miei ricordi si confondono e non riesco ad avere confronti. Ho ritrovato un diario scolastico di quegli anni, unico sopravvissuto chissà perchè...
Ma una mini è per sempre...

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Quando allora pensavo che..."Il mondo per me è rosa" 
Il mondo per me oggi è rosa…
“Ma sbagli…Oggi il mondo è rosa…”
“E io che ho detto?”
“Tu hai detto che il mondo è rosa per te… Margherita oggi il mondo è solo rosa”
Quando ti senti rispondere così ti si deve allargare il cuore per forza.
In questo momento quando un novembre ti dovrebbe mettere tristezza perché è grigio e nebbioso, quando le feste di Natale si avvicinano e io normalmente vado in crisi pensando a feste lontane
con una famiglia che non c’è più, quando scende la tristezza in fondo al cuore come canta Zucchero, ebbene io invece, quest’anno, vedo solo sole, vedo tende di Natale, vedo palle di vetro e sento tanto caldo.
Sì la pappera è felice anche se non vuole fare progetti…
Voglio solo vivere questo momento con tanta dolcezza.
Sono non sazia ma appagata.
Mi spiego: a volte l’essere sazi presuppone essere pieni e aver mangiato anche un po’ troppo e allora la sazietà, in qualche modo, procura anche un senso di disagio.
Io invece sono appagata, il mangiare l'ho goduto, il vino che ho bevuto è stato quello giusto per apprezzarlo e gustarlo, per sentirlo in tutta la bocca e poi felice di quel gusto ho pensato di non esagerare e mi sono fermata quell’attimo prima che mi ha fatto rimanere al vertice del piacere di tutti i sensi. Ecco io mi sento così. Felice di aver preso tutto il più bello senza nessuna riserva ma tenendomi quel pizzico di voglia per rifarlo domani.
Da tavola bisogna alzarsi sempre con un po’ di fame e io seguo la regola
La mattina mi sveglio prestissimo perché mi sembra di avere così più tempo per continuare una giornata che comunque sarà splendida, mi arricchirà l’occhio e il cuore, mi riempirà lo stomaco che quando si è innamorati va sempre su e giù come un ascensore. Strano come alla mia età l’ascensore continui a provocare quei vuoti nei quali inevitabilmente ti assale un terrore inspiegabile.
E’ la sindrome da paura che l’ascensore si fermi e che tutto finisca... perché adesso io questa cosa la vorrei provare sempre e per sempre…
Ancora una volta sono zingara, ancora una volta ho eternamente le valigie in mano, ancora una volta le mie scarpe implorano un posto fisso…
Io non mi preoccupo né voglio farlo…
Questa volta voglio vivere questa storia come se un domani non ci fosse, inventandomelo minuto per minuto come il calcio di una volta, senza creare quelle sovrastrutture che creavo le volte precedenti.
Sono così una pappera stolta, molto poco sexi, e con i calzini di spugna, con le scarpe da ginnastica e la tuta con gli orsetti, l’accappatoio calato sugli occhi o giallo o turchese di spugna calda, una pappera che ama l’acqua e non si asciuga mai,una pappera che ama ridere in ogni situazione, ma che, a dispetto di tutto ciò, può diventare seria in certi momenti e bhe in quei momenti la pappera vede le stelle, tutte quante, vede i pianeti… anzi non vede nulla e parte per un viaggio che la porta in paradiso da dove ritorna sorridendo e sentendosi un po’ in colpa perché ci è andata da sola.
Ma anche questo non è un problema, come non è un problema la luce accesa sempre, come non è più un problema nulla.
AH l’amore…cosa fa questo amore…quasi quasi penso che questo amore mi trasformerà da papera ad oca…
E intanto corro… ieri a Bolzano, oggi qui a Padova domani a Chioggia e venerdì bho…sabato a Bergamo ad una inaugurazione di una mostra che mi interessa e poi domenica… e di nuovo inizia una settimana …partenza per dove? Roma caput mundi!

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Mollare o non molare... 

Sono dal dentista ad accompagnare mia madre che ha perso un canino per strada. Lo teneva senza guinzaglio e, in una delle sue proverbiali passeggiate,( il generale non cammina per nulla...solo se pagata... e si limita ad incrociare le braccia dietro la schiena a piegarsi a 67 gradi e a trascinare i piedi avanti e indietro fotografando tutto e vedendo anche il minimo filino di polvere, per quello che chiama il “Magazzino”),in una di queste passeggiate con il canino quest'ultimo, stanco di starle attaccato è scappato via.
Mia madre ha incrociato ancora di più le braccia dietro la schiena e ha detto tra i denti: delinquente... E la parola le è fuggita attraverso il buco lasciato dal canino.
E' stato solo un semplice flato (non vaginale ma dentale) che ha terrorizzato il suo mondo e tutti si sono prostrati ai suoi piedi attendendo ordini.
Morale: Dentista e anche spostamento di tutto il magazzino.
E' ovvio che la caduta dell'impero, quella della monarchia, la caduta del fascismo, e via dicendo abbiano prodotto grandi mutazioni e grandi cambiamenti, così è facile capire che la caduta del canino abbia portato nel microcosmo di mia madre grandi cambiamenti.
Il magazzino è stato spostato di 360 gradi con l'unico fatto realmente vero che è solo girato e tornato nella posizione precedente.
Ma l'importante è fare! Non fermarsi mai! Muoversi sempre!
In effetti mia madre non risolve le cose: le cambia e basta... E come ogni cambiamento proprio perchè la radice della parola è cambio, non è mai definitivo.
Si osserva così (parla Piero Angela) una continua mutazione nel corso del tempo che porterà fino ai giorni nostri alla situazione attuale che ovviamente continuerà con l'andare del tempo a mutare per poi, alla fine del ciclo, chiudersi in un cerchio perfetto dove tutto ritorna alla posizione iniziale.
Mia madre è così. E' una ruota e rotola (anche perchè anche lei è molto tonda). Avete presente la pubblicità dei Tuc? ” Non mangiare la prima cosa che capita...” Mia madre ingoia di tutto ma poi, alla fine nessuno si rende conto che ha 80 anni e che ormai ha il diritto di poter mangiare ciò che vuole?
La dottoressa le ha fatto fare tutti gli esami. Morale anzi molare?( E' uscita or ora dal dentista...Ha una sacca di ghiaccio sulla guancia la bocca storta e tre, così dice lei, molari in meno) Canino si canino no?
Ha i trigliceridi un po' alterati, il diabete con valori al di sopra della norma e non so quale altra cosa sia leggermente al di sopra sempre di quella povera norma che sopporta tutti...
E allora “ Cara Gabriella devi pensare un po' più a te. Non magiare di tutto, riposati e stai a dieta... e fai un po' di moto... fai moto vero?”
Dieta? E perchè alla sua età volete toglierle i pop corn, i dolci e soprattutto perchè la volete far cucinare?
Povera creatura ( mia madre sembra tutto, compreso il diavolo, tranne che una creatura anche se ha gli occhi azzurri come Felipe...) mia madre non ha mai cucinato e se lo ha fatto è meglio dimenticarsene subito!
Ma la faccenda è un'altra... Tutto il moto di mia madre è uscire dal magazzino, infilare la chiave di avviamento e mettere in moto la sua Subaru rigorosamente station vagon e partire. Questo è il suo massimo moto anzi auto che fa ( oltre ovviamente la passeggiata descritta in precedenza). Poi durante il percorso magazzino-casa muove i muscoli facciali e della mano destra per : Deficiente..lo sapevo io...ci avrei giurato...dove va quello?...vecchio imbecille! E batte la mano sul volante che ormai non ne può più e sobbalza sempre più sovente e tra un po' si rifiuterà di girare così mia madre dovrà percorrere sempre strade solo ed esclusivamente diritte.
Insomma fatto ciò ( il che provoca alterazione del colorito e alterazione del respiro( ODDIO me manca il fià...oddio senti che battito accelerato..)
arriva giusto all'istante prima di morire, alla soglia di casa sua e parcheggia non pensando che gli altri devono uscire ( tanto scendo subito) e infila per la centesima volta in questa mattina la chiave nella cassetta della posta. Io non so perchè la mia cassetta sia sempre vuota e la sua sia sempre miracolosamente piena ma succede sempre così. Ogni volta che mia madre gira la chiavetta della cassetta postale miracolosamente Dio le invia una
lettera. A me arrivano centinaia di volantini di pubblicità a lei solo lettere!
AMMETTO L'INVIDIA!
A quel punto, dopo il rito cassetta, ovviamente prende l'ascensore: mai le scale a piedi perchè giustamente 1) le manca il fià 2) potrebbe cadere alla sua età e rimanere lì per una vita o forse fino alla fine del mondo...
Ecco l'unica ginnastica che fa veramente mia madre sono i pesi ossia ha un mazzo di chiavi da far invidia a san Pietro che pesa circa 7,35 chili. Estrae cotanto peso e già compare la sigla degli spinaci sui muscoli del braccio (sempre il destro) e comincia una seria di improperi verso i vicini e verso le chiavi che si spostano da sole e quindi le impediscono di entrare all'istante. Finalmente come una valanga entra in casa e comincia a mangiare tutto quello che trova sulla tavola della cucina marmo compreso che però ha detto non mangerà più visto che è senza denti...
Fatto ciò e cioè riempito tutto lo spazio possibile dello stomaco, si mette in poltrona e russa con il gatto sullo stomaco svegliandosi di soprassalto quando ci sono notizie sul caso delle bambine rapite. Poi, improvvisamente colta da raptus, riprende la cartella, ritira fuori il mazzo di San Pietro, apre, chiude, riprende l'ascensore e riapre la cassetta della posta che ha di nuovo la lettera e riparte alla volta del magazzino dove consegna cartella e chiavi al custode di turno e si risiede sulla sedia. Unico sforzo aprire il cassetto delle caramelle pensando che ce ne sono sempre meno e pensando chi gliele può fregare...
Altro giro a 67 gradi e poi di nuovo verso casa dove tutto si ripete nella stessa maniera con l'aggiunta dell'accensione della luce. Fatto ciò piomba alle 20,07 nel sonno più profondo per poi alla mattina dirti: Non ho mai dormito. E' dalle tre che sono sveglia... Ovvio pensi tu... hai dormito sette ore... vorrei io... Ma non puoi dirle questo perchè altrimenti lei ribatte “e si vorrò vederti io alla mia età...” Ma comunque adesso piove e la sto riportando a casa. Ovviamente penso che abbia male e formulo la domanda senza rendermene conto... Mi guarda come si potrebbe guardare un pazzo e sputacchiando bofonchia” Perchè devo aver male?. E tornata a casa mangerà una fiorentina per poi nei giorni successivi, dal momento che tu ovviamente non le ricordi se sta bene, ti dirà :”Ho tanto male...” e tu cadendo nel tranello dirai:” I denti?” Nnnooooo la testa ma forse potrebbe essere anche la schiena...



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Carissimo diario... 
Il tempo scorre e non si ferma mai e il tempo cancella le ferite... Frasi fatte dalla saggezza popolare. Le persone non cambiano... nella vita si è sempre soli (e a volte anche lune e io in questo momenti o solo scuri di lune...)
L'eclissi è stata bellissima e io l'ho vista per sbaglio... Pensa un po'... Tanta gente era lì che aspettava con ansia la luna rossa e aveva fatto tanti preparativi. Sembrava quasi di vedere di nuovo la coppa America e soffiare ancora su quelle vele che non prendevano a sufficienza. Bei ricordi di mare, profumo di sole...mare profumo di mare... con l'amore io voglio giocare...Little Tony... Love Boat... ma torniamo coi piedi sulla luna.
Luna rossa...Luna rossa, chi mme sarrá sincera? Basta basta... Passando per caso mentre facevo ginnastica con il telecomando della televisione, improvvisamente, mentre andavo a fare la pipì( mi sembra di essere a reazione a catena nel gioco “dove come quando perchè”) il mio occhio si è posato su di lei. Era lì rossa rossa che si vergognava di essere stata vista tutta nuda in tutto il suo splendore. I piedi mi si sono incollati alla moquette e la pipì improvvisamente ha smesso di scapparmi. La prima cosa (bella che ho avuto dalla vita...dal cielo è sceso il poster dei Ricchi e Poveri e di Nicola di Bari mentre nel cortile un vecchio jukebox mandava le lente note che avevano accompagnato un vecchio festival ormai dimenticato) che mi è venuta in mente è: Dove va a finire la pipì quando non scappa più? Certo era un enigma da risolvere proprio su due piedi e io su due piedi c'ero proprio...
C'era una volta una ragazzina alla quale scappava sempre la pipì... Era una ragazzina piena di fantasia ed era felice di essere al mondo. La vita le aveva già insegnato molto e lei sapeva giocare da sola inventandosi giochi magnifici. Facciamo una piccola parentesi:non sapeva di doverli brevettare perchè era ancora troppo piccola e non sapeva neppure che un giorno questi giochi sarebbero stati messi dentro una scatola magica e avrebbero divertito tanti altri bambini e fatto la fortuna di un bel po' di adulti. La bambina non sapeva tutto ciò ma, se lo avesse saputo, avrebbe messo un freno alla sua fantasia perchè adesso il mondo dei bambini non è più quello di una volta e... torniamo alla vecchia saggezza popolare. I bambini al giorno d'oggi non possono vivere senza un cellulare che non sia un iphone da cui scaricano tutto ( metodo particolarmente usato per chiudere ogni tipo di rapporto umano) e senza un pc possibilmente l'ultimo ritrovato della tecnica che sa fare tutto compreso l'amico del cuore. E già oggi i rapporti vanno così... Ci si conosce in rete...ci si ama in rete...ci si lascia in rete. Nessuno si chiede perchè si chiama rete? Ovviamente no... ci si cade dentro e si finisce a fare la vittima del ragno.. Nessuno capisce che i rapporti dovrebbero essere umani propri perchè tra umani? Chiusa parentesi... La nostra ragazzina aveva già capito tutto del mondo...O meglio aveva capito cosa diceva il cuore della gente. E lei a quel punto aveva fatto la cosa che riteneva più giusta:giocava da sola. Non per questo aveva chiuso le porte al mondo e infatti lei viveva nel mondo normale ma anche nel suo mondo di fantasia. La ragazzina aveva una sua filosofia: prendeva le persone quando volevano andare da lei, e le lasciava andare quando loro volevano andare. Le prendeva per come erano senza volerle cambiare. A volte soffriva perchè sperava che qualcuno stesse con lei un po' di più ma poi si rendeva conto che le persone dovevano essere libere in tutto. La sua filosofia diceva anche che tutto può essere il contrario di tutto e che la ragione, a differenza delle credenze popolari, non sta mai nel mezzo e che alla fine tutti hanno ragione perchè tutti hanno un cervello diverso e nessuno è il detentore della verità. La verità ha molte facce e tutte possono essere vere. Così era per l'amore...
C'erano tanti modi per amare e tutti , alla fine, potevano essere giusti perchè il fine dell'amare è amare e ogni persona lo fa come ritiene giusto. L'importante è essere in pace con se stessi. Questo diceva a tutti ma, in cuor suo sapeva che le cose non stavano poi così e che in pace con se stessi è impossibile essere. A volte infatti si commettono delle cose cattive anche quando non vuoi e allora come si fa ad essere in pace con noi stessi? La bambina pensava spesso a queste cose e pregava il suo Dio affinché le trovasse un modo per vivere serena. Avrebbe voluto rinascere per non commettere gli stessi errori ma poi la sua filosofia le diceva che ne avrebbe senza dubbio commesso degli altri e che anche se le fosse stata data una seconda possibilità, la cosa non avrebbe funzionato. Allora ritornava a giocare promettendo di essere più buona e più comprensiva. Ma rimaneva sempre il dilemma della pipì... Quella continuava a scappare e per quanto la nostra bimba cercasse di prenderla, quella scappava sempre di più. Fu allora che la nostra bimba alzò gli occhi al cielo per chiedere aiuto e rimase di sasso. La pipì stava scappando veloce lassù nel cielo... “Strano” pensò la bimba “ come mai non l'avevo mai notato?”.
“ Prima o poi dovrai scendere da lassù” disse la piccola alla pipì. “ Certo” le rispose quella. La piccola rimase ancora più di sasso. Come? La Pipì parlava?
“ Certo che parlo...basta solo farmi una domanda e io rispondo come tutti coloro che hanno un minimo di educazione”. “ Quando scendi? E come scendi? E perchè vai lassù?”
“ Scendo, scendo, non aver paura è una legge: tutto ciò che sale prima o poi scende e io lo farò quando la terra sarà asciutta ...”
“Che schifo” disse la bambina.
“Ritieniti fortunata che io divento solo una pioggia dorata..pensa un po' se ti domandavi dove scappava la cacca?”
La bambina apprezzò il consiglio e segnò nella sua mente che al peggio non c'è mai fine.
Si alzò dal prato in cui giocava e portò dentro tutti i vasi di fiori... E poi inventò il processo di depurazione dell'acqua e senza pensarci poi molto decise anche di inventare le fogne...
Diventò ricca e famosa, mandò un po' tutti a quel paese e si tenne i suoi spazi tanto si rese conto che non avrebbe mai fatto la cosa giusta e che sicuramente non sarebbe riuscita ad accontentare nessuno.
La pipì ricominciò a scappare e io con lei scappai in bagno. Quando tutto fu finito ripassai davanti alla porta ma la luna si era già vestita di nuovo e non era più rossa.



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