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Io e Papperina
Ad un anno di distanza da questa foto... 

Sono molto stanca e quindi chiudo per un po', vado in ferie e aspetto che il mio cervello si adegui al cuore e che finalmente trovino l'accordo che , secondo me, non hanno più.
Lascio per un po' per vedere se riesco a ritrovare in mezzo a questo caos me stessa.
Divisa tra un Generale e un Lancillotto mi sono persa in mezzo ad una strada che di sicuro non è la mia perchè non la riconosco.
Non trovo pace in nessun posto e mi sento garabildina: straniera in casa!!
Le mie abitudini sono state violate e gli scatoloni non so neppure dove sono e se ci sono. Questo fa parte del Generale e del suo modo di vita totalmente diverso dal mio. Lei vola e io invece butto ancore ovunque e vivo dal suo punto di vista nel passato. Per Lancillotto sono il sogno ma poi ogni persona ha solo un sogno? E la verità e quella che ci diciamo o in fondo tutti a modo nostro mentiamo?
Il generale e Lancillotto alla fine dicono la loro verità o solo io penso di vedere la verità? E poi un'oca troverà mai uno scopo e un perchè a tutte le domande inutile che si fa? Riuscirà la nostra oca a capire veramente cosa vuole?
Ai posteri l'ardua sentenza...e intanto mi perdo nelle sabbie mobili...

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Andare verso il perfezionamento e il miglioramento ? 
Forse riusciamo a migliorarci ma sicuramente non a raggiungere una perfezione. Per quanto ci arrabattiamo per essere perfetti come potrebbe l' uomo esserlo, quando per definizione è mortale? lo stesso fatto di essere tale lo rende imperfetto e poi l' unico ad esserlo, sarebbe solo Dio (per la chiesa). Per migliorarci innanzi tutto dovremmo fare un attento esame di coscenza e riconoscere i nostri demeriti e le nostre imperfezioni, o difetti, il che, alle volte, comporta un notevole sforzo. Non per nulla è molto più facile vedere i difetti altrui che non ammettere di avere una trave nell' occhio.. Fatto questo si potrebbe prendere in considerazione di migliorare ma , secondo me, al limite si possono solo arrotondare certi angoli e non di sicuro demolire certe strutture. I nostri difetti, in fondo , fanno anche parte del nostro essere e come tali ci danno delle peculiarità diverse e forse, anche in questi risiede in parte il nostro piacere agli altri. Chi amerebbe una persona perfetta? chi non sarebbe invidioso oppure mortalmente annoiato di vivere accanto ad una persona che non sbaglia mai? Quale possibilità di dialogo ci sarebbe con una persona onnisciente? Sicuramente è vero che i difetti non sono belli da accettare, ma ci rendono anche diversi da tutti nel modo di pensare, di agire nella vita e questo fa di noi delle persone uniche. Forse per andare verso un miglioramento in primis bisognerebbe accettare l'errore altrui con consapevolezza di sbagliare, se non altrettanto , molto di più.


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C'è sempre un motivo 
Doveva andare così... Ci sarà un motivo.
Questa frase ormai è diventata per me maestra di vita. Ogni volta che mi esce dalla bocca è associata immediatamente ad una immagine.
Quante volte in un giorno appare nel mio cervello e si formula in modo silenzioso.
Doveva andare così... ed eccola che appare l'immagine e prende forma, un ammasso di riccioli caldi, sbarazzini, castano biondo miele, due occhi vispi attenti, sornioni, due occhi da gatta nascosti ad uno sguardo poco attento che si illuminano di divertimento e di ironia, un sorriso accattivante, dolce, rubato da chissà dove che ti riempie il cuore.
Lei non lo sa di essere bella in quei momenti, di diventare splendente, di essere per un po' una stella che non brilla fredda ma scalda l'anima. Lei non lo sa...
Lei non sa di essere sempre vicina a me, così tante volte in un giorno, lei non lo sa...
Lei non sa quanto sia importante e quanto io le possa volere bene perchè non lo so nemmeno io.
Non so quantificare questo bene, questo caldo che mi ha rimpito il cuore lei non lo sa...
Perchè nemmeno io so dimostrarglielo.
So solo scriverlo: per me è più facile, meno imbarazzante.
E così adesso lo dico, anzi lo scrivo: GRAZIE Raffaella!
Grazie a te per questa frase, grazie a te perchè illumini una stanza, grazie a te per quello che mi hai insegnato, grazie per tutto quello che mi dai, grazie per la tua filosofia, che faccio spesso mia, grazie soprattutto per la tua amicizia per me così importante, grazie per essere entrata nella mia vita non sapendo di essere un raggio di sole, grazie di tutto e sappi che se è andata così e perchè... doveva andare così. Ci sarà un motivo.

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Parlando ad Alba andando a Firenze 

Ore 5,45 partenza per Domodossola
“Ma non andiamo a Domodossola...andiamo a Firenze!”
Ok va bene lo stesso...tanto è la stessa cosa e fotografo un'alba che sta sorgendo. Ma un' alba può tramontare?
Comunque sia l'alba mi parla come fan tutte le albe educate.
“Dove stai andando?”
“Boh non lo so ma che importanza può avere, e tu?”
“Io salgo più in su perchè voglio vedere la terra un po' meglio”
“Ma scusami non la vedi tutti i giorni?”
“Si ma io sono come le farfalle: nasco e muoio nello stesso giorno e quando rinasco il giorno dopo, non mi ricordo più nulla.”
“Dillo a me che se anche non nasco ogni giorno di certo al mattino mi sono già dimenticata tutto!”
“Ma non potresti scrivere?”
“Ma io scrivo...”
“Non in quel senso. Lo so che tu scrivi. Ho letto il tuo libro.”
“Davvero e perchè?”
“Perchè è un libro colorato come me e pieno di sfumature sottili come me”
“Mi stai prendendo in giro?”
“NOOO se mai io ti prendo proprio”
“Questo è verissimo anzi per essere precisi solo a guardarti non è che mi prendi...è che io mi perdo in te.
”Ma INSOMMA TU PERDI SEMPRE TUTTO!”
“Ovvio che pappera sarei se non perdessi tutto e poi via diciamo la verità non è vero che io perdo tutto...imbuco solo. Sono una ricettatrice di tutto e riempitrice di buchi rendendo il tutto talmente pieno che soffoco soprattutto oggi che incomincia ad esserci profumo di estate n.2009 e io soffro di allergia.Ehi non scappare..”
“Mi spiace, non posso. Non vedi che sto morendo?”
“Nooo ti prego ancora un po'...non morirmi così...”
“E come dovrei morire? Lo sai che non c'è un modo per farlo?Si muore di colpo e basta. Se sei fortunato non soffri e non te ne accorgi nemmeno oppure soffri talmente tanto che speri che la morte con la sua falce venga a prenderti presto”
“E tu come muori?”
“Io muoio in fretta, senza dolore, lasciando spazio a chi viene dopo di me, senza rimpianti,sapendo che domani risorgerò come una fenice.”
“Quella di Venezia?”
“Ma dai perchè ogni volta che si fa un discorso serio tu butti tutto in vacca?”
“Cosa ci vuoi fare sono nata papperina...ma ritorniamo alla morte...tu allora la conosci bene?”
“Certo la incontro ogni giorno e per un po' viaggiamo assieme”
“E com'è?”
“La morte è bella , è bellissima, è affascinante, è colta, è raffinata, intrigante, è beffarda,talvolta assurda, è fatale, strana, piena di controsensi, piena di se stessa, cattiva, irritante e invitante, nera, vuota, piena, ridente, un po' maga per niente prevedibile...Passa con passo svelto toccando con il suo dito affusolato e seminando semi che non daranno frutti. Ti incanta muovendosi come un serpente, sussurra frasi musicali e ti porge l'ultima dose e poi e poi cantava Mina. Ecco mia cara cose è la morte e ricordati la morte ti fa bella solo ai tuoi occhi perchè è questo che loro vogliono vedere. La morte è solo un'illusione di pace eterna ma in realtà è solo l'assenza di tutto.
E io a adesso lì vado...nel nulla perdendomi dove il concetto si perde perchè nel nulla non c'è neppure il vuoto perchè anche il vuoto è un qualche cosa.
E rimango lì sospesa fino a domani mattina, morta come Giulietta, come Biancaneve, come la Bella addormentata.
“Ma cara alba la Bella addormentata non era morta si era solo assopita perchè era stanca e con la scusa di essersi punta un dito...e pure Giulietta e Biancaneve non erano proprio morte.”
“Beh insomma non stiamo a fare dei sofismi...”
“Allora nemmeno tu muori ogni giorno”
“Già a questo non avevo pensato”
E detto ciò morì nel giorno.

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Storia di due piedini 
Cera una volta e lucida l'altra , le mie storie cominciano sempre così due piedini che come tutte le cose con il tempo crebbero anche se non troppo.
Erano due piedini un po' strani e terribilmente irrequieti tanto che uno dei due a furia di muoversi e agitarsi era finito sotto un cancello e si era fatto tanto male. Ma nemmeno questo fatto era riuscito a fermarlo e anzi lui correva se poteva ancora di più e si fermava davanti alle vetrine delle scarpe invidiandone le punte e i tacchi. Era un po' feticista il nostro piedino ma santo cielo come non si potevano guardare delle scarpe così quando poi te le sbattevano in vetrina?
I nostri due piedini avevano anche due nomi perchè ogni cosa deve avere il suo nome e le regole sono regole. Uno si chiamava Callisto e l'altro Bollicino.
Avevano giocato tanto nella loro vita e avevano anche corso tanto... Erano stati al mare ed erano stati in montagna avevano girato l'Italia erano stati in Europa ed avevano calpestato le Americhe. Ultimamente erano un po' più sedentari e stazionavano per ore in una macchina muovendosi solo per scorrazzare un po' in quei cimiteri dove avevano deciso di proporre una guida simile alla Michelin che si sarebbe chiamata Margheritin.
Non era una guida normale ma avrebbe insegnato, secondo i nostri due piedini,la bellezza della nostra Italia: Margheritin la guida per sempre. E intanto viaggiavano e viaggiavano e vedevano posti bellissimi. Ma un giorno sentirono una voce che diceva.”meno male che non piove...”
Sorpresi i nostri due piedini guardarono sotto e videro che la voce proveniva dalla loro pianta
“E perchè?” Si chiesero.
“Perchè se no io avrei già radicato... E voi sareste inchiodati a questa macchina”.
I nostri due piedini spalancarono gli occhi e si guardarono sorpresi.
La loro pianta avrebbe messo le radici e poi avrebbe fatto fiori e frutti?
“Certo” Rispose la piantina “ In montagna avrei fatto dei fiori peduli così avreste potuto arrampicarvi meglio ed al mare avrei fatto i fiori infradito.”.
“E che profumo avrebbero avuto?” chiesero i due piedini.
“Quelli di mare sanno da sandalo e quelli di montagna più che profumo sanno un po' puzza di essenza naturale di stallatik numerò cinq “
“ E poi fai anche i frutti?”
“Certamente che pianta sarei se non li facessi...”
“E che frutti fai?”
“Ovvio al mare faccio frutti di mare e al monte faccio frutti di bosco”:
I nostri due Calli e Bolli si guardarano e scoppiarono a ridere. “Ma dai non ci dire che fai frutti come le cozze...”
“ Certo che sì. I miei frutti non solo solo cozze, vongole, ostriche ma sono anche frutti della passione quando voi mi fate camminare tanto. E poi dovete smetterla di farmi camminare sui sassi che si sa le piante amano l'acqua ...”
“Allora tu preferisci il mare?”
“Certo che sì...Lo sapete che la sabbia mi leviga e io mi allargo diventando a pianta larga quando sono senza scarpe”
I nostri due piedini rimasero di sasso e la pianta brontolò:”Di sabbia, di sabbia non di sasso”
“Ma insomma si può sapere cosa vuoi da noi?”.
“Vorrei un po' più di cura e vorrei che voi due ogni tanto mi portaste dalla signorina Cure.
“E chi è codesta?”
“Come non la conoscete? Si chiama Damiana Pedi sposata in Cure insomma Damina Pedicure”
“E dove la troviamo?”
“Ecco il suo numero”
E detto e fatto si ritrovarono dentro ad un catino dove vennero tagliate loro tutte le unghiette, vennero incremati e poi passati con una vernice rossa e allora improvvisamente con quel trucco notarono quanti musei ed alberghi e ristoranti avesse la loro pianta

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