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Io e Papperina
Mollare o non molare... 

Sono dal dentista ad accompagnare mia madre che ha perso un canino per strada. Lo teneva senza guinzaglio e, in una delle sue proverbiali passeggiate,( il generale non cammina per nulla...solo se pagata... e si limita ad incrociare le braccia dietro la schiena a piegarsi a 67 gradi e a trascinare i piedi avanti e indietro fotografando tutto e vedendo anche il minimo filino di polvere, per quello che chiama il “Magazzino”),in una di queste passeggiate con il canino quest'ultimo, stanco di starle attaccato è scappato via.
Mia madre ha incrociato ancora di più le braccia dietro la schiena e ha detto tra i denti: delinquente... E la parola le è fuggita attraverso il buco lasciato dal canino.
E' stato solo un semplice flato (non vaginale ma dentale) che ha terrorizzato il suo mondo e tutti si sono prostrati ai suoi piedi attendendo ordini.
Morale: Dentista e anche spostamento di tutto il magazzino.
E' ovvio che la caduta dell'impero, quella della monarchia, la caduta del fascismo, e via dicendo abbiano prodotto grandi mutazioni e grandi cambiamenti, così è facile capire che la caduta del canino abbia portato nel microcosmo di mia madre grandi cambiamenti.
Il magazzino è stato spostato di 360 gradi con l'unico fatto realmente vero che è solo girato e tornato nella posizione precedente.
Ma l'importante è fare! Non fermarsi mai! Muoversi sempre!
In effetti mia madre non risolve le cose: le cambia e basta... E come ogni cambiamento proprio perchè la radice della parola è cambio, non è mai definitivo.
Si osserva così (parla Piero Angela) una continua mutazione nel corso del tempo che porterà fino ai giorni nostri alla situazione attuale che ovviamente continuerà con l'andare del tempo a mutare per poi, alla fine del ciclo, chiudersi in un cerchio perfetto dove tutto ritorna alla posizione iniziale.
Mia madre è così. E' una ruota e rotola (anche perchè anche lei è molto tonda). Avete presente la pubblicità dei Tuc? ” Non mangiare la prima cosa che capita...” Mia madre ingoia di tutto ma poi, alla fine nessuno si rende conto che ha 80 anni e che ormai ha il diritto di poter mangiare ciò che vuole?
La dottoressa le ha fatto fare tutti gli esami. Morale anzi molare?( E' uscita or ora dal dentista...Ha una sacca di ghiaccio sulla guancia la bocca storta e tre, così dice lei, molari in meno) Canino si canino no?
Ha i trigliceridi un po' alterati, il diabete con valori al di sopra della norma e non so quale altra cosa sia leggermente al di sopra sempre di quella povera norma che sopporta tutti...
E allora “ Cara Gabriella devi pensare un po' più a te. Non magiare di tutto, riposati e stai a dieta... e fai un po' di moto... fai moto vero?”
Dieta? E perchè alla sua età volete toglierle i pop corn, i dolci e soprattutto perchè la volete far cucinare?
Povera creatura ( mia madre sembra tutto, compreso il diavolo, tranne che una creatura anche se ha gli occhi azzurri come Felipe...) mia madre non ha mai cucinato e se lo ha fatto è meglio dimenticarsene subito!
Ma la faccenda è un'altra... Tutto il moto di mia madre è uscire dal magazzino, infilare la chiave di avviamento e mettere in moto la sua Subaru rigorosamente station vagon e partire. Questo è il suo massimo moto anzi auto che fa ( oltre ovviamente la passeggiata descritta in precedenza). Poi durante il percorso magazzino-casa muove i muscoli facciali e della mano destra per : Deficiente..lo sapevo io...ci avrei giurato...dove va quello?...vecchio imbecille! E batte la mano sul volante che ormai non ne può più e sobbalza sempre più sovente e tra un po' si rifiuterà di girare così mia madre dovrà percorrere sempre strade solo ed esclusivamente diritte.
Insomma fatto ciò ( il che provoca alterazione del colorito e alterazione del respiro( ODDIO me manca il fià...oddio senti che battito accelerato..)
arriva giusto all'istante prima di morire, alla soglia di casa sua e parcheggia non pensando che gli altri devono uscire ( tanto scendo subito) e infila per la centesima volta in questa mattina la chiave nella cassetta della posta. Io non so perchè la mia cassetta sia sempre vuota e la sua sia sempre miracolosamente piena ma succede sempre così. Ogni volta che mia madre gira la chiavetta della cassetta postale miracolosamente Dio le invia una
lettera. A me arrivano centinaia di volantini di pubblicità a lei solo lettere!
AMMETTO L'INVIDIA!
A quel punto, dopo il rito cassetta, ovviamente prende l'ascensore: mai le scale a piedi perchè giustamente 1) le manca il fià 2) potrebbe cadere alla sua età e rimanere lì per una vita o forse fino alla fine del mondo...
Ecco l'unica ginnastica che fa veramente mia madre sono i pesi ossia ha un mazzo di chiavi da far invidia a san Pietro che pesa circa 7,35 chili. Estrae cotanto peso e già compare la sigla degli spinaci sui muscoli del braccio (sempre il destro) e comincia una seria di improperi verso i vicini e verso le chiavi che si spostano da sole e quindi le impediscono di entrare all'istante. Finalmente come una valanga entra in casa e comincia a mangiare tutto quello che trova sulla tavola della cucina marmo compreso che però ha detto non mangerà più visto che è senza denti...
Fatto ciò e cioè riempito tutto lo spazio possibile dello stomaco, si mette in poltrona e russa con il gatto sullo stomaco svegliandosi di soprassalto quando ci sono notizie sul caso delle bambine rapite. Poi, improvvisamente colta da raptus, riprende la cartella, ritira fuori il mazzo di San Pietro, apre, chiude, riprende l'ascensore e riapre la cassetta della posta che ha di nuovo la lettera e riparte alla volta del magazzino dove consegna cartella e chiavi al custode di turno e si risiede sulla sedia. Unico sforzo aprire il cassetto delle caramelle pensando che ce ne sono sempre meno e pensando chi gliele può fregare...
Altro giro a 67 gradi e poi di nuovo verso casa dove tutto si ripete nella stessa maniera con l'aggiunta dell'accensione della luce. Fatto ciò piomba alle 20,07 nel sonno più profondo per poi alla mattina dirti: Non ho mai dormito. E' dalle tre che sono sveglia... Ovvio pensi tu... hai dormito sette ore... vorrei io... Ma non puoi dirle questo perchè altrimenti lei ribatte “e si vorrò vederti io alla mia età...” Ma comunque adesso piove e la sto riportando a casa. Ovviamente penso che abbia male e formulo la domanda senza rendermene conto... Mi guarda come si potrebbe guardare un pazzo e sputacchiando bofonchia” Perchè devo aver male?. E tornata a casa mangerà una fiorentina per poi nei giorni successivi, dal momento che tu ovviamente non le ricordi se sta bene, ti dirà :”Ho tanto male...” e tu cadendo nel tranello dirai:” I denti?” Nnnooooo la testa ma forse potrebbe essere anche la schiena...



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Carissimo diario... 
Il tempo scorre e non si ferma mai e il tempo cancella le ferite... Frasi fatte dalla saggezza popolare. Le persone non cambiano... nella vita si è sempre soli (e a volte anche lune e io in questo momenti o solo scuri di lune...)
L'eclissi è stata bellissima e io l'ho vista per sbaglio... Pensa un po'... Tanta gente era lì che aspettava con ansia la luna rossa e aveva fatto tanti preparativi. Sembrava quasi di vedere di nuovo la coppa America e soffiare ancora su quelle vele che non prendevano a sufficienza. Bei ricordi di mare, profumo di sole...mare profumo di mare... con l'amore io voglio giocare...Little Tony... Love Boat... ma torniamo coi piedi sulla luna.
Luna rossa...Luna rossa, chi mme sarrá sincera? Basta basta... Passando per caso mentre facevo ginnastica con il telecomando della televisione, improvvisamente, mentre andavo a fare la pipì( mi sembra di essere a reazione a catena nel gioco “dove come quando perchè”) il mio occhio si è posato su di lei. Era lì rossa rossa che si vergognava di essere stata vista tutta nuda in tutto il suo splendore. I piedi mi si sono incollati alla moquette e la pipì improvvisamente ha smesso di scapparmi. La prima cosa (bella che ho avuto dalla vita...dal cielo è sceso il poster dei Ricchi e Poveri e di Nicola di Bari mentre nel cortile un vecchio jukebox mandava le lente note che avevano accompagnato un vecchio festival ormai dimenticato) che mi è venuta in mente è: Dove va a finire la pipì quando non scappa più? Certo era un enigma da risolvere proprio su due piedi e io su due piedi c'ero proprio...
C'era una volta una ragazzina alla quale scappava sempre la pipì... Era una ragazzina piena di fantasia ed era felice di essere al mondo. La vita le aveva già insegnato molto e lei sapeva giocare da sola inventandosi giochi magnifici. Facciamo una piccola parentesi:non sapeva di doverli brevettare perchè era ancora troppo piccola e non sapeva neppure che un giorno questi giochi sarebbero stati messi dentro una scatola magica e avrebbero divertito tanti altri bambini e fatto la fortuna di un bel po' di adulti. La bambina non sapeva tutto ciò ma, se lo avesse saputo, avrebbe messo un freno alla sua fantasia perchè adesso il mondo dei bambini non è più quello di una volta e... torniamo alla vecchia saggezza popolare. I bambini al giorno d'oggi non possono vivere senza un cellulare che non sia un iphone da cui scaricano tutto ( metodo particolarmente usato per chiudere ogni tipo di rapporto umano) e senza un pc possibilmente l'ultimo ritrovato della tecnica che sa fare tutto compreso l'amico del cuore. E già oggi i rapporti vanno così... Ci si conosce in rete...ci si ama in rete...ci si lascia in rete. Nessuno si chiede perchè si chiama rete? Ovviamente no... ci si cade dentro e si finisce a fare la vittima del ragno.. Nessuno capisce che i rapporti dovrebbero essere umani propri perchè tra umani? Chiusa parentesi... La nostra ragazzina aveva già capito tutto del mondo...O meglio aveva capito cosa diceva il cuore della gente. E lei a quel punto aveva fatto la cosa che riteneva più giusta:giocava da sola. Non per questo aveva chiuso le porte al mondo e infatti lei viveva nel mondo normale ma anche nel suo mondo di fantasia. La ragazzina aveva una sua filosofia: prendeva le persone quando volevano andare da lei, e le lasciava andare quando loro volevano andare. Le prendeva per come erano senza volerle cambiare. A volte soffriva perchè sperava che qualcuno stesse con lei un po' di più ma poi si rendeva conto che le persone dovevano essere libere in tutto. La sua filosofia diceva anche che tutto può essere il contrario di tutto e che la ragione, a differenza delle credenze popolari, non sta mai nel mezzo e che alla fine tutti hanno ragione perchè tutti hanno un cervello diverso e nessuno è il detentore della verità. La verità ha molte facce e tutte possono essere vere. Così era per l'amore...
C'erano tanti modi per amare e tutti , alla fine, potevano essere giusti perchè il fine dell'amare è amare e ogni persona lo fa come ritiene giusto. L'importante è essere in pace con se stessi. Questo diceva a tutti ma, in cuor suo sapeva che le cose non stavano poi così e che in pace con se stessi è impossibile essere. A volte infatti si commettono delle cose cattive anche quando non vuoi e allora come si fa ad essere in pace con noi stessi? La bambina pensava spesso a queste cose e pregava il suo Dio affinché le trovasse un modo per vivere serena. Avrebbe voluto rinascere per non commettere gli stessi errori ma poi la sua filosofia le diceva che ne avrebbe senza dubbio commesso degli altri e che anche se le fosse stata data una seconda possibilità, la cosa non avrebbe funzionato. Allora ritornava a giocare promettendo di essere più buona e più comprensiva. Ma rimaneva sempre il dilemma della pipì... Quella continuava a scappare e per quanto la nostra bimba cercasse di prenderla, quella scappava sempre di più. Fu allora che la nostra bimba alzò gli occhi al cielo per chiedere aiuto e rimase di sasso. La pipì stava scappando veloce lassù nel cielo... “Strano” pensò la bimba “ come mai non l'avevo mai notato?”.
“ Prima o poi dovrai scendere da lassù” disse la piccola alla pipì. “ Certo” le rispose quella. La piccola rimase ancora più di sasso. Come? La Pipì parlava?
“ Certo che parlo...basta solo farmi una domanda e io rispondo come tutti coloro che hanno un minimo di educazione”. “ Quando scendi? E come scendi? E perchè vai lassù?”
“ Scendo, scendo, non aver paura è una legge: tutto ciò che sale prima o poi scende e io lo farò quando la terra sarà asciutta ...”
“Che schifo” disse la bambina.
“Ritieniti fortunata che io divento solo una pioggia dorata..pensa un po' se ti domandavi dove scappava la cacca?”
La bambina apprezzò il consiglio e segnò nella sua mente che al peggio non c'è mai fine.
Si alzò dal prato in cui giocava e portò dentro tutti i vasi di fiori... E poi inventò il processo di depurazione dell'acqua e senza pensarci poi molto decise anche di inventare le fogne...
Diventò ricca e famosa, mandò un po' tutti a quel paese e si tenne i suoi spazi tanto si rese conto che non avrebbe mai fatto la cosa giusta e che sicuramente non sarebbe riuscita ad accontentare nessuno.
La pipì ricominciò a scappare e io con lei scappai in bagno. Quando tutto fu finito ripassai davanti alla porta ma la luna si era già vestita di nuovo e non era più rossa.



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Ma dove va a finire il cielo... magari dove dormi tu... 

Dove va a finire quell'amore che fa sempre rima con cuore ..
Dove va finire quell'amore che quel cuore te lo fa battere sempre e comunque...Quell'amore che ti toglie il respiro, che ti fa sentire le farfalle, che ti fa sorridere piano, che ti porta lassù sulle montagne russe, che ti colora il mondo, che ti fa mancare la terra sotto i piedi e ti fa volare tre metri sopra il cielo, che ti fa aspettare ore con il terrore di non veder arrivare nessuno, che ti fa piangere e disperare e ridere ed essere felice... Dove va a finire la poesia che si trova in tutto ciò che l'altro fa o tocca o dice... Dove va a finire l'assenza di difetti e la sua perfezione? Dove va a finire la complicità, il gergo peculiare, dove vanno a finire i ricordi...
Improvvisamente così come era venuta la malattia “amore” se ne va. Chiude la porta, butta via il termometro, ritira i puntini rossi del morbillo di maga Magò e ti lascia svuotato di tutto e pronto a ricominciare perchè la vita è proprio come una ruota. Cosa avviene in quegli attimi? Da innamorati che si era improvvisamente una folata di vento gelido lascia davanti a te un baccalà. Tu lo guardi e pensi:”Possibile? A me il baccalà fa schifo, non lo digerisco, fa una puzza tremenda...” Eppure quel baccalà ha fatto parte della tua vita. Hai dedicato a lui parecchio tempo e tutto il tuo cuore. Hai visto come maga Magò Merlino fare tutte le sue evoluzioni, esprimersi al meglio con la sua magia... Hai combattuto con lui per elevarlo ancora di più. Hai cercato di nascondere quello che la vocina dentro la tua testa ti consigliava : “Attenzione non è tutto oro ciò che luccica”.
Ma tu braccato e beccato da Cupido e dall'alto della tua arroganza avevi decretato che la fonte di tanto amore poteva stare solo lassù nel cuore e nella testa e lo hai innalzato su un obelisco. Ma l'obelisco aveva una punta che la strega cattiva della Bella Addormentata aveva dimenticato lì per caso.
Su quella punta in equilibrio precario per un po' di tempo il tuo amore è rimasto a sfidare non solo la logica della stabilità ma anche tutte le tempeste che Talos inviava non a caso. Tutti gli dei sono cattivi come gli uomini e vogliono, come gli uomini del resto, avere la supremazia su tutto e quindi il solo vedere un essere umano felice porta la loro infelicità.
Talos invia fulmini, lampi, tempeste, grandine, trombe d'aria che suonano musiche argentine per le sue orecchie, e gode nel far soffrire la nostra terra. Ultimamente si è evoluto e invia pure tsunami che devastano la già devastata umanità. Non ha ancora capito che il suo compito è finito perchè gli uomini hanno imparato a farsi del male da soli e hanno in qualche modo preso le sue armi e il suo posto. Ma come tutti i condottieri e i capi in genere il difficile non è prendere il potere ma sapere quando è il tempo di lasciarlo. Ahi!!! Talos non ha ancora capito che il suo tempo è finito e scaglia gli ultimi sprazzi della sua grande e vecchia gloria sull'obelisco dove il poveretto infreddolito, pieno di paura e anche un po' stanco di una posizione che a parer suo non gli confà, incomincia ad escogitare un modo per scendere. E' sempre per caso perchè ovviamente le cose succedono solo per questo, che in quel preciso istante passa di lì Icaro con le sue belle ali di cera. Si ferma un attimo a guardare il poveretto nudo e sull'orlo di una crisi di nervi, lo apostrofa:”Sali?”. “Monto su...Monto su...” E come Monica Vitti, il poveretto fa la mossa e poi sale. E' li che tu perdi lui mentre il tuo amore fugge sulle ali di Pegaso che pure lui, ma guarda la coincidenza, passava di li. E via e via con il carro del sole l'amore passa come dice ogni canzone d'amore che si rispetti e tu ti ritrovi a guardare solo l'obelisco. Improvvisamente di rendi conto che tutto è finito e nello stesso preciso momento ti domandi ma era veramente cominciato? La potenza del cervello umano mescolato alle emozioni del cuore è ancora talmente sconosciuta che nessuno riesce a trovare una spiegazione. E tu, che fino ad allora vivevi in simbiosi e anche in adorazione, ti accorgi che si è aperto davanti a te un gran portone e come in Ghost Whisperers segui la luce e finisci in un nuovo mondo dove non senti dolore e vivi un altra vita dove la precedente rimane solo come un bellissimo ricordo. Ecco dove finisce l'amore: su una porta che si apre come un portone, quasi come un proverbio. Ma l'amore non è forse solo illusione o storia tramandata da sempre che confonde realtà e favola? In fondo Giulietta e Romeo non era una storia un po' enfatizzata da un certo Shakespeare che ha fatto succedere tutto nell'arco di appena pochi giorni? L' amore quello vero, bello e infinito ha una durata effimera come la vita di una farfalla.
Ma noi uomini siamo cocciuti e vogliamo che tutto sia per sempre non ricordandoci che anche noi abbiamo una nostra misera fine.


Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole
"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai",

vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
così per noi

l'amore che strappa i capelli è perduto ormai,
non resta che qualche svogliata carezza
e un po' di tenerezza.

E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano,
li rimpiangerai

ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

E sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

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Carote....caro...te 

Eravamo ancora tutte tremanti dentro ad un luogo scuro e molto rigido. Non avevamo nemmeno voglia di parlare tanta era la paura di essere state prese e rinchiuse chissà dove lontane da tutto ma soprattutto da tutti quegli affetti che fino a pochi minuti primi ci davano la sicurezza di essere amate e di avere una vita spensierata e un futuro certo. Poi improvvisamente una sessola grande come una casa si era abbattuta su di noi e ci aveva sollevato alte nell'aria fino a farci vedere bene il blu del cielo. Avevamo urlato a squarciagola ma nella nostra follia di bambine avevamo preso tutto ciò come un gioco. Una Gardaland per semi e noi eravamo felici di questa montagna russa arrivata per caso e del tutto gratuita. Non avevamo fatto la fila, non avevamo pagato il biglietto e ci ritenevamo molto superiori a tutte le altre che restavano chiuse nel nostro sacco che era, fino ad allora, il nostro mondo. La spensieratezza dei bambini non fa mai vedere il mondo in modo cattivo. Tutto è o può diventare con la loro innata fantasia un bellissimo gioco e i più grandi dolori possono alla fine potarli nel mondo dove Peter Pan combatte ancora con Capitan Uncino. I bambini vedono sempre le fiabe con un lieto fine e forse noi adulti per preservare questo loro mondo fantastico ancora un pochino di più, inventiamo sempre storie a lieto fine. Così, con lo stomaco ancora in subbuglio, ci apprestavamo a fare la discesa. Chissà perchè in fondo le montagne russe, pur facendoti star male, sono così apprezzate. Noi semi, come gli uomini del resto, siamo attirati da ciò che in fondo ci da emozioni violente anche se queste provocano dolore. Ci adoperiamo per avere delle sensazioni forti che in qualche modo ci facciamo provare emozioni più potenti. Gli uomini cercano nell'alcool e nella droga ciò che non trovano in loro stessi. Poi, non contenti di questo, si buttano con elastici nel vuoto, cercano disperatamente di schivare la morte correndo come forsennati per le strade e nuove emozioni sparandosi negli occhi wodka che regali loro attimi di lontananza da quel mondo in cui vivono e che ai loro sensi è solo la quotidianità che loro aborrono. E così all'inizio è il vuoto nello stomaco delle montagne russe. Stai male e nel male trovi la felicità. Noi semi siamo tutti uguali perchè Dio ci ha fatto tutti a sua immagine e conoscenza e quindi tutti abbiamo un nostro modo di ragionare che è molto simile anche se parliamo lingue molto incomprensibili e il nostro metro del tempo è molto diverso. Si potrebbe quasi dire che tutte le forme di vita che popolano il mondo siano in realtà degli alieni agli occhi degli altri. Sopra tutti c'è lui:l'uomo che dice di essere il vero figlio... Ma noi piccoli semi sappiamo che non è vero e che un giorno anche lui capirà che tutto ciò che ha un ciclo di vita è uguale. Cambia solo il modo di vedere il mondo o meglio di vivere la vita. Noi semi siamo simili all'uomo nella nostra deficienza e nella ricerca di emozioni per vivere una vita diversa. Ma torniamo al nostro viaggio. Eravamo ancora lassù e io guardavo quel cielo e pensavo che un blu così solo la tavolozza di un pittore lo poteva fare. E poi improvvisamente cominciò la discesa e vidi con lo stomaco nella testa il verde degli alberi e il rosso del sole. Poi ancora il freddo e il buio. Eravamo di nuovo come dentro il sacco. Ma questo non era morbido anzi faceva un rumore strano. Ecco sembrava quasi come se fosse un sacchetto di carta. E il sacchetto sembrava camminare. Poi improvvisamente tutto si fermò e nuovamente la luce mi abbagliò e fui improvvisamente sbattuta su una cosa dura e lo vidi... Era bellissimo. Mi innamorai di lui subito e decisi di essere la sua schiava. Lui intanto mi sorrideva e mi teneva fra le dita. Mi accarezzava piano e sussurrava dolci parole che avrei imparato a conoscere. La mia lingua era diversa dalla sua ma la bellezza è sempre e comunque bellezza e si capisce sempre e lui era inspiegabilmente bellissimo. Cominciai a fare uno sforzo per poter conoscere ciò che lui diceva.” Sei un seme bellissimo e tu diventerai grande forte e sarai la gioia del mio orto.” Ecco cominciavo a capire ciò che lui diceva ma poi bastava che mi strofinasse tra le dita e la mia mente era sconvolta da queste sensazioni a tal punto che la mia testa non funzionava più. Mi ripose con molta dolcezza. Mi convinsi immediatamente che guardava solo me e pensai” Non ti tradirò mai amore mio. Sarò la tua schiava e renderò dolce la tua bocca con il mio sapore...”
“Domani cominceremo il nostro lavoro...”
“ Certo amore mio tutto ciò che vorrai... Io sarò solo tua prendimi...”
” A suo tempo dolcezza ti prenderò e diventerai mia per sempre”
La mattina dopo aspettavo con trepidazione il suo arrivo. Aveva un meraviglioso cappellino arancione il mio colore preferito e capii subito che se lo era messo solo per me. Per non farmi male si era messo un paio di guanti anche loro con una riga arancione. Mi amava proprio.
Fu così che mi trasportò fuori a fare una bella passeggiata e io mi godetti il tepore del sole e il profumo dell'aria. Poi mi depose con molta cura sulla terra, scavò una fossetta e poi, improvvisamente, con un gesto del tutto inaspettato, mi afferrò e mi butto giù e mi seppellì. Rimasi da sola al buio e piansi tutte le mie lacrime. Perchè lo aveva fatto? Non mi amava più? Cercavo disperatamente di rendermi conto di cosa avrei potuto fare ma le mie lacrime inondavano la terra attorno a me creando solo fango e rendendomi la respirazione più difficoltosa. Con le ultime forze che mi restavano mi imposi la calma. Feci un po' di training autogeno e cominciai a pensare a delle soluzioni per venir fuori da quel pasticcio. Il fatto che lui non mi amasse invece che rendermi disperata, adesso mi dava la forza per volermi vendicare. Piano piano il mio respiro tornò normale e comincia ad allungarmi. Capii immediatamente che grazie alle mie lacrime il mio aspetto stava mutando. Non ero più una semplice semina ma stavo mettendo delle barbe attorno a me e con queste barbe riuscivo a respirare e tastare il terreno attorno. Poi con il passare del tempo dalla mia testa cominciarono a spuntare delle cose verdi. Un giorno improvvisamente le mie antenne videro la luce. Ero in una specie di...orto ecco come lo chiamano gli uomini. Vicino a me tante me... E lui eccolo...
Lui veniva ogni giorno, mi parlava e mi allagava di acqua che io bevevo avidamente. Ma secondo me lui mi aveva tradito e io in cuor mio, cuor di carota, lo odiavo. I miei sentimenti erano cambiati e anche se lui continuava a prestarmi tutte le attenzioni che mi aveva promesso io capivo che lui aveva uno scopo diverso da quello che avevo inteso io il giorno in cui ci eravamo incontrati. Comiciai a studiarlo e a vedere come fosse possibile fargliela pagare. Intanto passava il tempo e lui veniva sempre. Mi diceva le solite cose, mi allagava, mi toglieva ciò era superfluo, picchiettava la terra attorno togliendo quell'erba che non faceva sì che io respirassi bene. A suo modo forse, adesso che il tempo è passato, lui mi amava. Solo oggi capisco che il concetto di amore e del tutto personale. Ogni essere ama a modo suo e non è giusto sindacare e giudicare. Ogni essere da quello che può e a modo suo senza dubbio da il massimo. Ma noi esseri siamo dei giudici molto severi verso gli altri e molto accondiscendenti con noi stessi. Io allora tutto ciò non lo sapevo, non lo capivo e non mi ponevo neppure il problema. Volevo solo la mia vendetta. Fu così che un giorno poco prima che si arrivasse all'epilogo di questa storia lui disse “ Carote domani sarete sulla mia tavola”. “Caro te io domani ti strozzerò. Tu mi taglierai mi ferirai nel corpo meno di quello che mi hai ferito nel cuore ma i miei pezzi ti romperanno prima un molare poi scenderanno lungo la tua gola provocandoti atroci dolori e nello stomaco creeranno dei buchi tremendi, lacereranno l'intestino e infine non riuscirai più a liberarti di me. Vedrai l'ospedale, vedrai il chirurgo e infine vedrai la terra e sarai sepolto come tu hai fatto con me. La tua bara sarà di legno durissimo e a nulla serviranno le tue lacrime. Tu non rivedrai mai più la luce del giorno ne quella delle stelle”
E infatti così fu. L'unica cosa che non avevo preso in considerazione e che i miei pezzi rimasero in lui e mi ritrovai di nuovo al buio ma non da sola.
Lui piangeva ma non succedeva nulla. Le sue lacrime alla fine mi fecero vedere ciò che non avevo capito. La vendetta non ha senso se non una piccola soddisfazione momentanea che lascia poi solo amaro in bocca.
Caro te chiedo adesso perdono. Non volevo farti morire. Non sapevo cosa voleva dire e non sapevo neppure cosa voleva dire amare. Anche se in apparenza le due cose sembrano molto diverse amore e odio sono le facce della stessa medaglia e vanno di pari passo e spesso uno si integra nell'altro. Amore sconfina in odio e odio in amore... Caro te noi siamo solo semplici carote vedi anche qui non c'è molta differenza basta solo staccare due lettere...A volte Dio non ti spiega molto bene le cose ma cosa vuoi farci oggi è solo il lunedì di Pasqua e quel poveretto è risorto ieri...avrà già tanti problemi a farlo capire agli altri che di sicuro non ha tempo per spiegare qualche cosa a noi.

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Regalo inaspettato 
Come ogni anno in questa stagione i miei ciliegi giapponesi fioriscono e, come ogni anno, io faccio le stesse fotografie... Le stesse anche perchè i ciliegi fioriscono sempre con gli stessi fiori e fanno in genere più o meno un miliardo di petali rosa e un tappeto rosa impalpabile e semplicemente stupefacente. Ogni anno aspetto questo momento perchè in effetti è sempre secondo me un miracolo. Aspetto e sbircio il divenire della primavera. Poi una mattina quando nemmeno te lo aspetti esci e tutto è in fiore. Sono sbocciati anche quest'anno così da soli, in silenzio, in una notte di luna piena che mi faceva l'occhiolino dalla finestra inondando di luce la mia camera e spandendo scie di giallo ovunque. Io ho dormito con lei, in lei, facendo sogni gialli, rosa e anche un po' rossi...
Poi alzata di buon mattina sono uscita per vedere a che punto erano... Ed eccoli li tutti in fiore mentre ancora intorno l'inverno allunga le mani. Il giardino non è ancora pronto ma loro sì...loro non aspettano e sono i primi a dare un buon giorno ad una nuova primavera. Primavera era con loro e con le sue dita gentili li accarezzava e loro diventavano un po' più rossi vergognosi di tanta delicatezza. Lei con le sue lunghe bellissime mani bianche li guardava sorridendo e loro davanti a tanto amore sbocciavano ancora di più. Così presa la macchina fotografica ho fatto le stesse foto di ogni anno rendendomi conto di quanto il tempo passi in fretta. Mi sono seduta su una sedia e il mio pensiero è corso tra i ciliegi. “Quanto tempo è passato da quando vi ho piantati? E quanto vi ho cercato prima di potervi piantare?” “ E' passato molto tempo e noi ti abbiamo visto percorrere tanta strada...Sai eravamo piccoli ...ora, quest'anno diventiamo maggiorenni... Abbiamo visto molto da qui...Molte persone sono passate sotto di noi...molti cani hanno concimato le nostre radici ...Ti ricordi?”
“ Si ricordo tutto ma a volte vorrei poter non ricordare...Vorrei essere morta o come voi immobile ad aspettare solo guardandomi attorno e sapendo che altri si prenderanno cura di me... Ma voi avete dei sentimenti? Avete dei dolori? Avete dei problemi?” “ Mia cara noi non abbiamo quella funzione ...Noi dobbiamo solo pensare a fiorire, a mettere poi le foglie, ad aspettare che le api facciano il loro dovere e a cercare di restare in vita per poi rifare l'anno prossimo quello che facciamo ora. Tutto qui. Tu invece secondo noi ti poni troppi perchè e cerchi di trovare strade che non portano mai a nulla perchè tutto sta già scritto... Tu invece ti agiti. Lascia semplicemente che la vita ti porti dove devi e non scappare a Samarcanda ma stai dove sei e lascia solo che sia la tua fantasia a viaggiare. Riposati qui e vola via con la mente... Non domandare, non preoccuparti, dormi e sogna che in questi anni non lo hai mai fatto...” Mi sveglio dal mio sogno con la macchina in mano e 50 foto fatte senza nemmeno essermene accorta. Lulù è al mio fianco e io penso che è vero: tutto passa troppo in fretta e il tempo mio vola e io non riesco a fare nulla.
Tra meno di una settimana la fioritura lascerà spazio al verde e io di nuovo piangerò perchè è durata troppo poco. Nel frattempo i petali faranno un tappeto che io non pesterò per non rovinarlo e così mi rimarrà sempre il desiderio di poter camminare su un tappeto di petali. Come è stupido l'uomo... Io per non sciupare le cose mi tengo un desiderio. Un po' come con i saponi o con le scatole di colori che non uso per non vederle finire. Assurda la mia mentalità ma è la mia e devo accettarla. Modificarmi? Si certo, ci penso spesso ma poi mi dico alla mia età perchè dovrei? E i saponi rimangono nelle loro carte e i colori nelle loro scatole. Dovrei comperarne forse due? Così anche quest'anno io non ho camminato sui petali mentre tutti i miei ospiti lo hanno fatto distruggendo il mio tappeto. Ma agli ospiti puoi vietare qualche cosa? Sabato mattina come sempre sono andata con il generale al mercato coperto e ho lavorato tutta la mattina a dispensare verdura. Poi sono arrivata a casa e ho scaricato una macchina di verdura. Ho dato la pappa a Lulù e poi ho finito di mettere la luce all'interno delle lampade che mi invento prendendo pezzi vari dal magazzino di mia madre. Naturalmente le lampadine di cui ero provvista erano andate chissà dove perchè hanno fatto saltare la luce. Quando si è stanchi fare qualche cosa richiede non solo uno sforzo mentale molto più grande ma anche molto più tempo e io ero stanca. Così dopo aver fatto dieci volte le scale per riaccendere l'interruttore generale ho pensato di cambiare lampadina e la magia è avvenuta. Contenta di tutto sono sprofondata in un sonno meraviglioso illuminata dalle lampade nuove. Poi improvvisamente mi sono resa conto che era tardi, che dovevo pulire la verdura e correre a messa. Sono scesa ho preparato la tavola perchè il giorno dopo avrei avuto ospiti e mi sono messa tranquillamente a pulire il prezzemolo. Era una montagna...non finiva mai!Lulù era in giardino e io pensavo a che bella giornata era stata. Non avrei mai pensato che le sorprese non erano finite. Improvvisamente mi sono resa conto che il prezzemolo mi aveva fatto fare tardi per la messa. Io non sono molto di chiesa ma con Dio faccio i miei patti. Uno di questi è l'andare a messa in cambio del funzionamento della caldaia. Lui assolve al suo compito e io vado a sentire il vangelo che è pure interessante. I rapporti con Dio sono sempre molto personali ma i miei forse lo sono di più...Mi sono messa le ali ai piedi e sono volata di sopra a prepararmi. Al momento il fatto che ci fossero un paio di occhi che mi fissavano dal letto non ha sortito nessun effetto. Poi ho realizzato che quei due cosi che mi guardavano erano proprio due occhi e non due occhi di un pupazzo di Lulù...Lui era lì e mi fissava anzi fissava più precisamente il vuoto. Non ho avuto nemmeno la presenza di spirito di fargli una foto. Era lì e nello stesso tempo era lontano... Ho preso il telefono in mano e sempre fissando il letto ho urlato a mia madre:”Ho un topo sul letto...Ho un topo sul letto...” “Ma è vivo?” “Certo che no...” “ Ma dai per un topolino...” “ Ma quale topolino questo è grande... E' un regalo di Lulù...Me lo ha portato qui come regalo di compleanno in ritardo”. Ecco a volte i regali arrivano quando meno te li aspetti. Con estrema prudenza ho foderato con un sacchetto un cestino e poi scrollando piano piano il copripiumone ho fatto scivolate il regalo nel sacchetto pensando che domani lo avrei buttato nelle immondizie. Già quali immondizie? Io non ho i cassonetti e così ho pensato che dato che ho ospiti e che in città i cassonetti esistono rifilo il sacchetto a mia madre. Mentre urlavo tutta la mia paura mista a schifezza Lulù mi guardava basita. Non capiva perchè quel regalo non mi piacesse. Mi sono fermata di botto e mi sono detta che era solo questione di punti di vista e che in fondo lei cosa poteva saperne che a me i topi non piacciono? Così mi sono messa a grattarle la pancia,e a farle le coccole ... Come si fa a non ringraziare chi con tanto amore ti ha cercato un regalo? Ho anche ringraziato Dio che fatto in modo che Lulù lo mettesse sul letto ( ho scoperto un motivo in più per ascoltare la messa con più attenzione) e non sotto al cuscino perchè l'idea di andare a letto e di sentire qualche cosa di peloso e di freddo mi avrebbe fatto andare ancora più fuori di testa...

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