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Io e Papperina
Parlando ad Alba andando a Firenze 

Ore 5,45 partenza per Domodossola
“Ma non andiamo a Domodossola...andiamo a Firenze!”
Ok va bene lo stesso...tanto è la stessa cosa e fotografo un'alba che sta sorgendo. Ma un' alba può tramontare?
Comunque sia l'alba mi parla come fan tutte le albe educate.
“Dove stai andando?”
“Boh non lo so ma che importanza può avere, e tu?”
“Io salgo più in su perchè voglio vedere la terra un po' meglio”
“Ma scusami non la vedi tutti i giorni?”
“Si ma io sono come le farfalle: nasco e muoio nello stesso giorno e quando rinasco il giorno dopo, non mi ricordo più nulla.”
“Dillo a me che se anche non nasco ogni giorno di certo al mattino mi sono già dimenticata tutto!”
“Ma non potresti scrivere?”
“Ma io scrivo...”
“Non in quel senso. Lo so che tu scrivi. Ho letto il tuo libro.”
“Davvero e perchè?”
“Perchè è un libro colorato come me e pieno di sfumature sottili come me”
“Mi stai prendendo in giro?”
“NOOO se mai io ti prendo proprio”
“Questo è verissimo anzi per essere precisi solo a guardarti non è che mi prendi...è che io mi perdo in te.
”Ma INSOMMA TU PERDI SEMPRE TUTTO!”
“Ovvio che pappera sarei se non perdessi tutto e poi via diciamo la verità non è vero che io perdo tutto...imbuco solo. Sono una ricettatrice di tutto e riempitrice di buchi rendendo il tutto talmente pieno che soffoco soprattutto oggi che incomincia ad esserci profumo di estate n.2009 e io soffro di allergia.Ehi non scappare..”
“Mi spiace, non posso. Non vedi che sto morendo?”
“Nooo ti prego ancora un po'...non morirmi così...”
“E come dovrei morire? Lo sai che non c'è un modo per farlo?Si muore di colpo e basta. Se sei fortunato non soffri e non te ne accorgi nemmeno oppure soffri talmente tanto che speri che la morte con la sua falce venga a prenderti presto”
“E tu come muori?”
“Io muoio in fretta, senza dolore, lasciando spazio a chi viene dopo di me, senza rimpianti,sapendo che domani risorgerò come una fenice.”
“Quella di Venezia?”
“Ma dai perchè ogni volta che si fa un discorso serio tu butti tutto in vacca?”
“Cosa ci vuoi fare sono nata papperina...ma ritorniamo alla morte...tu allora la conosci bene?”
“Certo la incontro ogni giorno e per un po' viaggiamo assieme”
“E com'è?”
“La morte è bella , è bellissima, è affascinante, è colta, è raffinata, intrigante, è beffarda,talvolta assurda, è fatale, strana, piena di controsensi, piena di se stessa, cattiva, irritante e invitante, nera, vuota, piena, ridente, un po' maga per niente prevedibile...Passa con passo svelto toccando con il suo dito affusolato e seminando semi che non daranno frutti. Ti incanta muovendosi come un serpente, sussurra frasi musicali e ti porge l'ultima dose e poi e poi cantava Mina. Ecco mia cara cose è la morte e ricordati la morte ti fa bella solo ai tuoi occhi perchè è questo che loro vogliono vedere. La morte è solo un'illusione di pace eterna ma in realtà è solo l'assenza di tutto.
E io a adesso lì vado...nel nulla perdendomi dove il concetto si perde perchè nel nulla non c'è neppure il vuoto perchè anche il vuoto è un qualche cosa.
E rimango lì sospesa fino a domani mattina, morta come Giulietta, come Biancaneve, come la Bella addormentata.
“Ma cara alba la Bella addormentata non era morta si era solo assopita perchè era stanca e con la scusa di essersi punta un dito...e pure Giulietta e Biancaneve non erano proprio morte.”
“Beh insomma non stiamo a fare dei sofismi...”
“Allora nemmeno tu muori ogni giorno”
“Già a questo non avevo pensato”
E detto ciò morì nel giorno.

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Storia di due piedini 
Cera una volta e lucida l'altra , le mie storie cominciano sempre così due piedini che come tutte le cose con il tempo crebbero anche se non troppo.
Erano due piedini un po' strani e terribilmente irrequieti tanto che uno dei due a furia di muoversi e agitarsi era finito sotto un cancello e si era fatto tanto male. Ma nemmeno questo fatto era riuscito a fermarlo e anzi lui correva se poteva ancora di più e si fermava davanti alle vetrine delle scarpe invidiandone le punte e i tacchi. Era un po' feticista il nostro piedino ma santo cielo come non si potevano guardare delle scarpe così quando poi te le sbattevano in vetrina?
I nostri due piedini avevano anche due nomi perchè ogni cosa deve avere il suo nome e le regole sono regole. Uno si chiamava Callisto e l'altro Bollicino.
Avevano giocato tanto nella loro vita e avevano anche corso tanto... Erano stati al mare ed erano stati in montagna avevano girato l'Italia erano stati in Europa ed avevano calpestato le Americhe. Ultimamente erano un po' più sedentari e stazionavano per ore in una macchina muovendosi solo per scorrazzare un po' in quei cimiteri dove avevano deciso di proporre una guida simile alla Michelin che si sarebbe chiamata Margheritin.
Non era una guida normale ma avrebbe insegnato, secondo i nostri due piedini,la bellezza della nostra Italia: Margheritin la guida per sempre. E intanto viaggiavano e viaggiavano e vedevano posti bellissimi. Ma un giorno sentirono una voce che diceva.”meno male che non piove...”
Sorpresi i nostri due piedini guardarono sotto e videro che la voce proveniva dalla loro pianta
“E perchè?” Si chiesero.
“Perchè se no io avrei già radicato... E voi sareste inchiodati a questa macchina”.
I nostri due piedini spalancarono gli occhi e si guardarono sorpresi.
La loro pianta avrebbe messo le radici e poi avrebbe fatto fiori e frutti?
“Certo” Rispose la piantina “ In montagna avrei fatto dei fiori peduli così avreste potuto arrampicarvi meglio ed al mare avrei fatto i fiori infradito.”.
“E che profumo avrebbero avuto?” chiesero i due piedini.
“Quelli di mare sanno da sandalo e quelli di montagna più che profumo sanno un po' puzza di essenza naturale di stallatik numerò cinq “
“ E poi fai anche i frutti?”
“Certamente che pianta sarei se non li facessi...”
“E che frutti fai?”
“Ovvio al mare faccio frutti di mare e al monte faccio frutti di bosco”:
I nostri due Calli e Bolli si guardarano e scoppiarono a ridere. “Ma dai non ci dire che fai frutti come le cozze...”
“ Certo che sì. I miei frutti non solo solo cozze, vongole, ostriche ma sono anche frutti della passione quando voi mi fate camminare tanto. E poi dovete smetterla di farmi camminare sui sassi che si sa le piante amano l'acqua ...”
“Allora tu preferisci il mare?”
“Certo che sì...Lo sapete che la sabbia mi leviga e io mi allargo diventando a pianta larga quando sono senza scarpe”
I nostri due piedini rimasero di sasso e la pianta brontolò:”Di sabbia, di sabbia non di sasso”
“Ma insomma si può sapere cosa vuoi da noi?”.
“Vorrei un po' più di cura e vorrei che voi due ogni tanto mi portaste dalla signorina Cure.
“E chi è codesta?”
“Come non la conoscete? Si chiama Damiana Pedi sposata in Cure insomma Damina Pedicure”
“E dove la troviamo?”
“Ecco il suo numero”
E detto e fatto si ritrovarono dentro ad un catino dove vennero tagliate loro tutte le unghiette, vennero incremati e poi passati con una vernice rossa e allora improvvisamente con quel trucco notarono quanti musei ed alberghi e ristoranti avesse la loro pianta

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Caro...se..( l) lo...vuoi? 
Bella dolce cara mammina
Sei la più bella mammina
Bidi bodidi bù
Dacci una caramellina
La la là
E oggi pubblicità e via con Carosello.
Mia madre mi chiede come faccia a fare le imitazioni. Ovvio io osservo, fotografo, registro e copio, in-collo, a volte in testa, a volte in bocca.
Insomma io tendo ad essere leggermente teatrale e mi piace tanto.
Ho un vasto repertorio e dopo aver imparato a fare il tamagocki adesso sto studiando un nuovo personaggio e mentre lo faccio propongo le vecchie pubblicità delle caramelle Ambrosoli.
Carosello a me piaceva molto e da lì era facile prendere spunti. Ora con i cartoni animanti giapponesi non si riesce a fare molto. A parte le facce perennemente da cretini ripiegate a destra o a sinistra con la bocca che va da linea continua ad ooo non riesco a trovare delle caratteristiche peculiari e così l'unica cosa che mi rimane è imparare le sigle...
Non c'è molto spazio per la mia fantasia e così mi limito a fare Heidi che corre per i prati con le braccia larghe e con le caprette, che a volte mi riesce ( a volte no), oppure a fare la principessa Sapphire e quando mi va di lusso, infilo gli stivali ed ecco a voi Lady Oscar. Per dirla proprio tutta questi cartoni non i divertono e non riesco a fare delle belle imitazioni e a trovare quel lato ironico perchè i cartoni giapponesi sono piatti e senza spessore.
Una volta c'era Calimero con il suo cappellino ad uovo che tanto era bello nero quanto brutto era bianco. C'era la pubblicità della linea che poi diventava omino e c'era Paulista, l'uomo di Carmencita talmente sfigato che lei non lo riconosceva mai e non spegneva il gas e non fuggiva con lui e lui povero cane ogni volta ci ritentava e le stelle allora (come oggi) erano milioni di milioni ma la stella di Negroni ( che non era un aperitivo ma un salame) aveva un'altra qualità...
E un salame di qualità si sposava bene con Gringo e con la carne Montana che stringo alè vengon tutti a mangiare a mezzogiorno di cuoco...con lui.
Insomma da un niente si arriva a tutto e da un filo di un ricordo ho preparato la tavola... Salame, carne in scatola, caffè... manca solo il dolce ed ecco di Gioele amici ed in coro noi cantiam i famosi biscolussi...oppure chi si ricorda quei wafer grandi il doppio rigorosamente incartati nella carta stagnola dorata che erano una squisitezza?
E ora un bel Cynar con acqua tonica per oliare il logorio della vita moderna e poi tutti a nanna con Eminflex che dopo carosello il letto è bello ...se poi non sei da sola è ancora meglio.

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Non ci vedo proprio... 
Ti guardo mentre dormi nel mio letto come fosse il tuo di sempre e il tuo per sempre.
Ti guardo mentre dormi finalmente fermo e invidio quel sonno che è riuscito a darti ciò che cercavi facendoti fermare.
Ti guardo mentre dormi e penso che , dopo tutto, quello ch ecrcavi sono io e tu ti sei fermato con me e per me.
Ti guardo mentre dormi e penso a quante donne lo hanno fatto prima di me e pensando le stesse identiche cose che io penso adesso..
Ti guardo mentre dormi e vedo che ti stai svegliando. Mi sorridi e riprendi a correre lasciandomi solo il tuo odore in un letto ormai sfatto.

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E Dio fece la notte.. 
Cala la sera e io sono in macchina ad aspettare che si faccia.
Ma allora la sera si fa o c'è? O cala?
Difficile trilemma. Certe volte guardo il cielo e penso proprio che la sera abbia sniffato cocaina a più non posso perchè per inventarsi così tante sfumature bisogna proprio essere fuori di...cielo.
Le nuvole sono sospese come la cometa di un presepe fatto in una chiesa, tenuta su da una bava leggera che non si sa se sia di vento o da pesca. Comunque stanno su e sono rosa e viola, arancio e lilla e si rincorrono felici.
Oggi sembra primavera e un sole grande come una casa, anzi grande come un grattacielo sta sprofondando laggiù tra le montagne.
La sera sta arrivando trainata da stelle che ancora non hanno coscienza di quanto sono splendenti. Sembra che tirino coperte, in un letto che sta per essere rifatto con lenzuola fresche di bucato che profumano di mimose. Un quadro in movimento per occhi attenti a cose del tutto normali quando la normalità è considerata la vita stessa.
Io guardo, guardo sempre e non solo fuori...guardo anche dentro di me ritenendomi felice di poterlo fare. I miei occhi sono attenti forse perchè non mi interessano più certe cose ma ne guardo altre. Mi piace ammirare questa terra in un modo nuovo. Forse per questo motivo ho sentito il bisogno di cominciare a fotografare perchè per me questi spettacoli sono quadri che voglio conservare.
Questi colori che invidio a non so chi mi fanno sentire vicina a Dio e mi domando dove egli sia.
“Cresce in sapienza chi ha con Dio una relazione che diventa di giorno in giorno più intima”
Allora io sono sapiente perchè con Dio ci parlo come se fosse una persona qualsiasi.
Ma chi ha detto che Dio non sia anche questo?
Secondo me lui può essere proprio così anzi lo è in primis. E non pensiate che io sia pazza...
Perchè non dovrei avere un colloquio con lui? Perchè dovrei considerarlo come qualche cosa di così grande e distante da non poterlo raggiungere?
Dio è con noi e io allora sono con lui sempre, ogni attimo in cui il mio cervello formula una domanda io lo sento vicino.
E lui mi risponde, mi fa ragionare, mi lascia il tempo per riflettere e poi mi fa vedere. E io vedo il mondo talmente bello che non sarebbe possibile vederlo così senza il suo aiuto. Mi rendo conto perfettamente che io ho bisogno di lui perchè senza mi sentirei persa, senza punti di riferimento, senza prospettive per un domani, senza la sicurezza che lui è sempre là.
Ma Dio c'è?
“Sono qui” mi risponde una voce che sento provenire da dietro una nuvoletta rosa.
“Salve capo come andiamo oggi?”
“Bhe insomma da anziani... Sto mondo pieno di incongruenze non mi soddisfa molto...”
“Ma lo hai fatto tu no?”
“Si certo che l'ho fatto io ma ad una certa età starci dietro è veramente faticoso. All'inizio ero giovane e mi piacevano tutte queste novità...Adesso, invece me ne starei volentieri davanti a questo schermo a guardare un bel programma.”
“Capo ma quella non è una televisione è solo la veduta panoramica della tua finestra.
“ Si lo so non sono ancora scemo del tutto ma sai è meglio un bel tramonto che un grande fratello”
“Lo so, lo so. Capisco non ci sono più i programmi di una volta quando Folco Quilici ti faceva capire cosa avevi fatto nel fondo del mare... Bhe Capo i tempi cambiano, anzi, a proposito non è che hai in programma un cambio di stagioni?”
“Nooo nooo al massimo un cambio di lenzuola..sai, le stagioni le ho date in appalto un po' a Vivaldi e un po' alla pizzeria sotto la nuvola..per il resto il mondo è nato così e andrà avanti finchè io vorrò.” E detto ciò chiuse la finestra sul mondo e fu notte.

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