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Io e Papperina
Un carrello d'amore ( parte prima del viaggio a Roma) 
Partenza mercoledì ore 8.30 dopo due ore di sonno da Chioggia direzione Cavanella d’Adige dove acquisto il nuovo numero di Grazia e prelevo dal mio conto corrente.
Mi sento ricchissima e reimposto la signorina Paola destinazione stazione Bologna. Ma il gentile signore che mi accompagna ci ripensa “… e se andassimo a prendere Monica a Imola non sarebbe lo stesso?”
“Vedi tu. A me basta che poi ci porti in stazione a Bologna…”
“Certo! Mo’ su, andiamo a prendere la Monì, va lì già e la portiamo dritta dritta alla stassione che così non fa fatica!”
La signorina Paola (alias navigator) esegue e trovo una Monì va-li-già che si sbraccia sul marciapiedi.
Impiliamo le 77 valigie, i trolley, e le varie che ci seguono (“Uè, mo’ stiamo via tre giorni eh… ci dovremo pur cambiare…”) in un portabagagli che sembra la stiva di una nave.
Sarebbe giusto la macchina per me, ha solo un piccolo e trascurabile inconveniente (fa notare la Monì) costa un po’ più o un po’ meno, ma tanto si parla di spiccioli, di 100.000 euro.
Arrivo a Bologna previsto ore 13.15.
Siamo perfetti, ci sta anche un aperitivo che in effetti ci sballa un po’ l’orario (e poi anche il ciclo… ma questo alla prossima).
Corsa per prendere un treno, che ovviamente è all’ultimo binario, con tanto di tacchetti (miei) che rimbombano nella galleria che non finisce più.
La Marghetti intanto socializza con la signorina che ci accompagna (avrà capito che essendo deficienti non riusciamo a prendere il treno da sole e il rischio di vederci ancora un paio di ore in stazione a Bologna sconvolge gli alti vertici).
Più che trafelate le nostre eroine, minute delle 77 valigie e accessori vari per l’ammontare di kg 3.027, arrivano al binario triste e solitario senza fiato e sudate come maialette.
Montano in carrozza e finalmente partono verso nuovi lidi (Ostia forse?)…
La carrozza nemmeno a farlo a posta è la prima in tutti i sensi perché, dichiara la Marghetti, c’è l’aria condizionata e non c’è puzza (“perché io gli odori li sento tutti sai?”)
Infatti li sentirà tutti perché l’aria condizionata non c’è… Se ne è andata a Torino su un altro treno e ci hanno dato in dotazione al suo posto, un Paolo che sbaglia e dà la Coca Cola a me invece che a lei e ci racconta di un film che ha visto la sera precedente e del quale a noi non ci può fregare di meno.

La Marghetti ringhia perché inavvertitamente tento di bere la sua Coca e intanto i nostri cellulari stanno fondendo tra messaggi e telefonate che si perdono nelle gallerie. La Marghetti continua a ringhiare guardando l’orologio del cellulare “Siamo in ritardo sulla tabella di marcia di un minuto… voglio fumare…”
Penso che io fumo già, ma non lo dico perché la Monì ha voluto offrirmi il viaggio in prima classe “perché così non arriviamo sfatte”. Arriva il controllore e la Marghetti mi strappa il biglietto dalle mani cercando di obliterarlo con i denti: “Non ti azzardare mica eh”… “a fare che?” “Non mi rompere il ca **o (io quella parola non la scrivo e non la dico) e goditi il viaggio!”

Mi sento Garibaldi e” Obbedisco”, ma ho caldo..
Firenze: rotolo giù dalla scaletta del treno e la Marghetti si accende la famosa paglia.
Rinciampo risalendo. Ho dieci mal di piedi e i tacchi alti e dato che l’aria condizionata non funziona e la puzza è preesistente decido di aprire una delle 35 valigie e cercare un paio di scarpe tacco meno uno. Le trovo e tutti i feticisti del vagone mi piantano gli occhi sui piedi… Fingo il nulla, tanto ho la Mughetti con il collare a punte modello mastino. Adesso va meglio e la Marghetti riconsulta il cellulare “siamo perfette”. “In che senso?”. Sogghigna “Siamo due gnocche che sbarcano a Roma”. Penso che il merito di questa sua paradisiaca visone sia frutto del miraggio di una sigaretta e dell’occhiale super nero che indossa. Vorrei comunque convincermi “Pappera, autostima, mi raccomando.”
Riprendiamo le valigie… sembriamo due muli carichi, ma Roma è una signora e fa fermare il treno davanti ad un miracoloso carrellino.
Ci buttiamo sopra tutto. Il carrello tenta di di ribattere, ma noi lo zittiamo.”Cammina” ordina la Marghè e io assisto al coup de foudre.
Marghetti e carrello si amano e giocano e partiamo alla conquista. Lei tenta di convincerlo a venire con noi e di introdurlo nel taxi. Lui si rifiuta e si blocca. Carrello con problemi psicosomatici.
Tento di spiegarle che il carrello non può oltrepassare la linea off limits ma lei dice che l’amore può tutto.
Non ci vuole credere e vuole arrivare cin lui al taxi “Come faccio?” chiede ad un signore che si è fermato e la guarda in adorazione: “Rientri di qua e poi riesca di là.” La Marghè si gira mi guarda e mi schiaccia l’occhio rientrando di nuovo in stazione. Altra uscita. Il problema si ripropone ma adesso siamo più vicini al taxi. “Allora prendiamo sto taxi?” “ Sì, ma facciamo la fila” “Monì, non c’è nessuno in fila” “ Non importa, la Marghetti lo sai che è ligia al dovere e vuole fare la fila… Posso portare il carrello con me?” “No, lo lasci qui il carrello.” “ VERAMENTE?” “Si, veramente”. Segue un lungo e straziante addio e finalmente siamo in taxi. Destinazione albergo. E sono passate solo 4 ore di una lunga tre giorni.


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veloce, veloce, veloce 
E'tardissimo, non so quanto dormirò... ma questa mattina(ormai) parto per Roma Caput mundi! e in allegra compagnia... e chi sarà mai la persona che mi accompagnerà in questa trasferta?
Bene vi lascio così, con il fiato sospeso. Tornerò da Roma venerdì notte forse anche sabato; ma torno con tante novità...Intanto se qualcuno, Monica (a) parte vuole fare le mie veci, sarà lautamente ricompensato...A domenica o forse anche a sabato!

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Novità. novità, novità. 
Dal momento che oggi è sabato e quindi si spera che domani siano tutti al mare o ai monti e non davanti al piccì come me… faccio una comunicazione importante anzi ne faccio due importantissime.
Già ero famosa per caso, e a questo proposito si prega chi è interessato di andare a vedere il post Famosa per caso, ora lo sono e non per caso.
Come prima notizia ho aperto un blog ( per la verità il mio amico keypaxx ha fatto tutto dato che io sono un’…oca. Bravissimi!!! vedo che imparate in fretta) su Splinder. Il titolo?(si dice così? mah!) Ovvio:
http://ioepapperina.splinder.com/ dove potrete trovare le mie foto, non le mie mie…, ma le foto che tento di fare.
La seconda, e non meno importante, è che mi sono trovata su You Tube. Come mai? Semplice !
Dal momento che scrivo sul blog di Grazia, e dal momento che sono stata invitata al party, gentilmente mi hanno messa come attrattiva dentro ad uno stagno a fare la pappera. E quindi mi potete vedere qui Dal Party di Graziablog e se poi volete proprio, potete anche vedermi andando sempre sul blog di Grazia e guardando party di graziablog e scorrendo le immagini


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C'è un tempo... 
Non riusciamo ad ammettere nemmeno con noi stessi certe cose, le teniamo nascoste, dentro di noi, abbiamo paura dei nostri stessi sentimenti, belli o brutti ma comunque nostri, sofferti, acquisiti, presi al volo, confrontati, rifiutati…
Il tempo è poco, tanto, infinito...ma per noi no, il nostro tempo ha una fine e cerchiamo di viverlo al meglio, tutelando il nostro cuore, tenendolo per noi.La paura non fa parlare, ti zittisce, ti inscatola, vedi ma non parli, senti ma non parli. Poi a volte si apre il cielo e tutto esplode.Una fontana di pensieri travolgono e ti travolgono, ti metti a nudo, guardi la tua anima e cerchi di spiegarla, ma non sempre il tuo interlocutore capisce, o non gli interessa e quindi chiudi l'acqua, la fontana diventa secca, e tu torni ad essere quella di sempre. Il tempo non è mai adatto per gli uomini!


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Foto per Martina 

Martina tutta per te vedi un po' se questa potrebbe andare bene come completino da spiaggia! L'ho fatta questo inverno e l'ho lascita così come è venuta senza nessun ritocco. Quando si gioca a nascondino con il sole, la pioggia, le nuvole l'unico modo per fare tana è scattare una foto!

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