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Io e Papperina
Favole da vendere:La casa di Satana 


Cera una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano tutte così...
Quella era la casa del diavolo. Lo aveva sentito dire e adesso vedendo quella terra smossa con le fondamenta appena abbozzate, se ne rendeva pienamente conto.
Non c’era ancora una recinzione ma lei la recinzione la vedeva lo stesso. Sembrava un cerchio marchiato dal fuoco e su questo cerchio si alzava una palizzata di ferro battuto con un sacco di teste bizzarre e spaventose.
C’erano meduse con bocche spalancate che urlavano dolore, c’erano vampiri con le orecchie a punta e occhi che si aprivano su orbite cieche, c’erano diavoli scalpitanti intenti nelle peggiori sevizie.
Si portò automaticamente le mani agli occhi per non vedere e si scordò delle orecchie. Gli urli le arrivarono all’improvviso scuotendola.
Fu un attimo e tutto le girò attorno. La mano di lui la sorresse e per la frazione di un secondo, lei si abbandonò a quell’aiuto. Cos’ hai?
Le chiese…Nulla solo un improvviso capogiro.
Mi piace questo posto ci voglio fare la nostra casa.
A me no avrebbe voluto dire lei, ma gli occhi di lui erano talmente belli che come sempre lei vi si perdette.
Lo sapeva che lui aveva un brutto carattere ma alla fine non sarebbe stata lei se non avesse amato sempre e comunque in quella maniera così forte, così intensa, così distruttiva.
Lei era talmente innamorata dell’idea dell’amore che quando incontrava un uomo che poteva appena assomigliarci, eccola che ci si buttava a capofitto. Non c’erano limiti perché lei come sempre avrebbe dato tutto fino a distruggersi. Quello che non si capiva bene era perché continuasse a fare gli stessi errori.
Ma la risposta per lei era semplice:gli uomini erano tutti così, almeno quelli che incontrava lei… Chiedevano tanto ma non davano mai molto, anzi prendevano e basta. Lei aveva un cuore grande come una casa, come quella che avrebbe costruito in quel cerchio dove lei non vedeva una casa ma un cimitero, una tomba costruita per la grandezza di lui, un mausoleo in suo onore per ricompensarlo di quella carezza che le aveva fatto tanto tempo prima e che le bruciava ancora come una ferita aperta.
Quando lo aveva incontrato sbattendoci addosso le era mancato il fiato. Lo aveva riconosciuto subito e lo aveva amato subito. Nello spazio di un secondo, perché tanto era durato il contatto, lei aveva già visto tutta la loro vita futura.
Aveva visto anche quanto avrebbe sofferto ma poi aveva visto anche qualche momento talmente bello che tutta la sofferenza era scomparsa immediatamente per lasciare posto al sorriso di lui che l’aiutava a non cadere.
Lo scontro era stato duro. Il tacco della scarpa di lei si era infilato dentro ad una grata del marciapiedi come volesse sottolineare che lei lì doveva fermarsi.
Ma la mano di lui, un mano lunga , bella, dalle dita affusolate, una mano di chirurgo, con un colpo di magia le porse la scarpetta e lei come Cenerentola la indossò. All’inizio non capì che la scarpetta essendo di cristallo poteva far tanto male, lei la vide solo come pura bellezza piena di luce che rifletteva colori.
Tutto questo giro di pensieri venne fatto nell’arco di un paio di secondi, poi lei stacco la mano dal suo braccio e ricominciò a vedere le cose come erano in realtà
Il diavolo la guardava da sopra un mattone e le sorrideva ammaliandola.
Lei era consapevole del suo potere ma era talmente bello che gli avrebbe venduto l’anima anzi lo aveva già fatto e adesso vedeva che lui esigeva il suo debito.
Cara piccola pagami la felicità che hai avuto e che mi avevi chiesto…
Quale felicità cercò di chiedere lei con il pensiero
La felicità per avere avuto un uomo così.
Lei volse lo sguardo e immediatamente il pensiero di Satana si insinuò nella sua testa come un serpente…
E il serpente le prese la mente e lei immediatamente pensò:mente! Ma fu solo un secondo perché il secondo pensiero fu quello di guardare il suo uomo e di pensare ma cosa ho fatto io per meritarmi tanta bellezza vicino?
Il sorriso le nacque spontaneo addolcendo i lineamenti e non lasciando trasparire ciò che la realtà le aveva mostrato.
Lui ricambiò lo sguardo e lei cercò di vedere dentro a quello sguardo ma subito il diavolo calò il suo sipario e la luce si spense.
Qui faremo questo, qui quell’altro…
Qui ci metteremo un ulivo disse lei e il diavolo si arrabbiò: Non voglio ulivi, troppo banali, io voglio solo un corbezzolo vecchio come il mondo e una siepe di alloro alta come il cielo per lasciar fuori gli sguardi indiscreti di chi non mi vuole venerare alla luce del sole.
Lei chinò il capo e subito il giardino assunse la sua forma.
I ciliegi giapponesi erano fioriti, le azalee ancora no e gli oleandri stavano per far vedere il colore. L’alloro profumava, la sequoia si pavoneggiava e il cedro del libano mandava sapori di guerra.
fu solo questione di immaginazione e la casa improvvisamente dalle fondamenta arrivò al tetto.
Era una specie di cubo e la vita della casa si svolgeva al suo interno. Le finestre come occhi ciechi davano su un giardino interno dove Satana avrebbe vissuto nella pace e lontano da sguardi indiscreti.
Un brivido le salì lungo la schiena: quella era solo una gabbia dorata dove lei avrebbe dovuto essere felice. Ma l’inferno non è di sicuro un posto dove si sta bene. Anche questo pensiero passò talmente in fretta che lei non se ne rese conto.
Si trovò in una cucina intenta a preparare una cena che non sarebbe mai stata consumata. Ci stava mettendo tutto l’amore che poteva eppure sentiva che qualche cosa non andava. Era come una specie di profumo di cosa sbagliata che non si percepisce se non con il tempo e solo quando improvvisamente apri la porta ed esci da quel cerchio di fuoco che ti circonda. Satana con suoi corni la spingeva verso un baratro in cui lei voleva precipitare in fretta. La sofferenza a volte non si capisce. Ci sono persone abituate a soffrire talmente tanto che non sentono più il dolore. Lei ormai era a questo livello. Aveva cominciato a soffrire quando era piccola o forse ancora prima. Se le si chiedeva il perché lei non avrebbe saputo cosa rispondere. In fondo non le era mancato niente, anzi aveva avuto molto di più di tanti altri bambini…Ma forse era il fatto di non avere avuto dei genitori che le mancava? Ma non aveva avuto due nonni che erano stati a loro modo splendidi? E allora perché tanta tristezza? Si guardò dentro e improvvisamente trovò il vuoto. Era una cosa spaventosa perdersi nel nulla … Ma come si faceva a perdersi nel nulla? Chiuse gli occhi e cercò di capire se stessa guardandosi dentro. Il vuoto persisteva e Satana era ancora lì dietro alla porta e bussava. Ma perché non arriva un angelo pensò… Ed eccolo subito e spiegò le ali. Era meraviglioso era il più bell'angelo che avesse mai potuto essere dipinto e si chiamava Lucifero.
La prese per mano e improvvisamente il pavimento sotto di loro si aprì e lei precipitò nel buio.
Fu lì nel buio che capì che cosa era il vuoto e l’assenza di peso. Lei volteggiava nel nulla leggera come una piuma. Avrebbe dovuto sentirsi benissimo eppure aveva un peso al posto del cuore. Cosa poteva essere se non il fatto che qualcuno si era dimenticato di toglierle il cuore?
Così capì che per colpa di quell'organo avrebbe sofferto le pene dell’inferno e infatti Satana continuava a bussare.
La sua vita all’inizio era una vita da bambina anche se cominciarono subito con il darle talmente tante responsabilità che i giochi passavano in secondo piano e forse anche in terzo. La nonna era ossessiva e la piccola non poteva nemmeno giocare perché si poteva far male. Insomma anche allora si rese conto che le era stata messo tutto attorno il solito cerchio e la solita gabbia dorata anche se sembrava diversa.
Cominciò ad alzare lo sguardo e pensare che il cielo non era certo una gabbia e che le persone dovevano essere veramente cattive per mettere in gabbia delle creature deliziose che avrebbero voluto invece volare. Poi subito un altro pensiero le attraversò la mente: e se invece non tutti volessero essere liberi? E se a lei in fondo piacesse vivere nella gabbia dorata e cercasse proprio questo? Chi ha detto che l’usignolo in fondo non sia felice di avere tutto ciò che può desiderare senza doverlo cercare? E tutta questa libertà di cui si sente tanto parlare è proprio così necessaria? Gli uomini sono veramente esseri liberi o cercano sempre un padrone a cui essere fedeli ed è per questo che adorano un Dio fatto a loro immagine e somiglianza a cui rifilano tante colpe? Chi ha detto che il cane cerchi un padrone oppure che non sia esattamente l’opposto?
La libertà un nome al quale si dà talmente importanza da perderne quasi il valore in se stesso. In nome di quale libertà l’uomo si è eletto capo di un universo del quale in fondo non sa nulla? La lingua! Ecco cosa ci distingue dall’animale ma quale lingua quella che serpeggia nella bocca di Satana e che improvvisamente la fece tornare alla cucina leccandole in modo sensuale il lobo dell’orecchio.
Dove sono cosa sto facendo?
Si ritrovò nella cucina tra l'odore delle patate e quello del pane. Di là Lucifero,seduto davanti al caminetto,sorvegliava un capretto che girava quale offerta di pace in cui non credeva.
Guardandolo meglio pensò che Lucifero dentro al camino sarebbe stato...DIVINO.I suoi occhi avrebbero brillato anche tra le fiamme. Forse ancora di più...
Mi porti l'acqua? Metti su un po' di legna?.
Certo rispose lei in silenzio e con lo sguardo lo sollevò dalla poltrona e lo spinse con la forza della mente nelle fiamme. Ora aveva il cuore libero e la casa improvvisamente si riempì di sole, le finestre si spalancarono, la recinzione fu recisa e la vita si aprì davanti a lei mostrandosi come un giardino pieno di fiori, profumi e colori che prima non c'erano.
Adesso era pronta per far entrare un nuovo diavolo. Passò però di lì una persona vestita tutta di nero che senza esitazione tirò fuori un ferro, lo intense in una boccetta e la casa fu benedetta!

Salvador Dalì

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Favole da vendere: Una donnina fortunata 


Cera una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano tutte così una donnina affranta che tra lacrime e singhiozzi faceva passare il giorno e la notte. Le settimane scorrevano sempre più lente e la Disperazione stava per arrivare. Si sentiva già da lontano la sua puzza perchè Disperazione è tutta grigia, piena di polvere e non si lava mai. Disperazione è una donna che non ha più nulla da perdere e alla quale non interessa niente, non ha stimoli, non ha futuro, vive solo nel presente con Dolore che è figlio di una sorella di sua madre. Non spera, anzi si dispera sempre, è solo totalmente presa dalla sua infelicità. Non vede i colori, non vede il sole, non sente la pioggia e non vede l'amore. La Natura le è nemica, la Primavera è la sua sofferenza assieme alla Bellezza che è, purtroppo per lei, in tutte le cose. La nostra donnina stava per essere presa nelle spire di questa maga del Dolore. Disperazione infatti per sopravvivere si cibava di quello che Dolore donava alle persone che popolavano questo mondo fatto sempre di più di Male. Male era un suo alleato e spesso si potevano vedere insieme. Viaggiavano su un treno di fumo grigio, denso, che li oscurava e che impediva loro di vedere Bello. Come lo vedevano o come lo trovano in qualche cosa, Male e Disperazione diventavano ancora più grigi; si ripiegavano su loro stessi ed erano preda di crampi e di violenti conati di vomito che li rendevano sempre più cattivi e disperati.
La differenza tra Male e Disperazione era evidente anche se sembravano essere le due facce della stessa medaglia. E in fondo era così perchè loro cominciavano e finivano dove l'uno lasciava il posto all'altra. Male era un ribelle. Gioiva delle disgrazie, si intrufolava piano piano nell'animo degli uomini di cui si cibava scoccando una freccia come aveva visto fare da Cupido. Da lui infatti aveva imparato che le frecce non fanno tanto male e le loro punture passano quasi inosservate, ma poi, come la freccia colpiva, il siero che Male iniettava cominciava prendere il sopravvento e l'uomo cominciava a soffrire in modo tremendo. Male gioiva della sua vittima e scoccava la seconda freccia che poi sarebbe stata quella letale. Quando l'uomo era ormai al termine della sua esistenza ecco che arrivava l'altra faccia di se stesso e Male lasciava il posto alla sorella Disperazione. Disperazione arrivava nel momento in cui l'uomo aveva ormai il cuore aperto e lì Disperazione si riposava, ritrovava le forze cibandosi chinata sulla sua vittima e poi prelevava il sangue che donava, dentro ad un provetta fatta di un materiale ideato da Dolore, al fratello che prendeva nuove energie prima di trovare un'altra vittima.
Il loro treno era come quello che partiva per i lager. Era un treno che aveva una sola fermata e non tornava mai al punto di partenza. Adesso stavano viaggiando verso la donnina che li stava aspettando. A nulla erano servite le cure degli amici... Lei languiva in attesa di morire. Male cominciò a scendere dal treno. Era tutto vestito di grigio, sciarpa appoggiata sulle spalle, polsini di piombo , smoking grigio con reveres in satin di seta nera lucida,il papillon era perfetto, una fascia gli stringeva la vita sottile facendo vedere quanto fosse bello,i pantaloni a sigaretta senza risvolto era appena stirati e gli fasciavano i fianchi, ai piedi indossava scarpe di vernice con fiocco dove la polvere, che gli turbinava intorno, non osava posarsi per non sentire Dolore che era sempre nei pressi. Un fazzoletto nero usciva dal taschino e un orologio che segnava un tempo che non c'era era l'unico tocco di colore che egli possedeva. La faccia pesantemente truccata risultava grigia anche se priva di rughe e di espressione. Per Male il tempo non passava. Per lui la chirurgia estetica era del tutto superflua. Lui aveva fermato Tempo oppure lo faceva andare talmente lento che Tempo stesso non si accorgeva di passargli vicino e forse Tempo, che era un vecchio saggio, non voleva assolutamente aver a che fare con Male che gli avrebbe causato solo pensieri tristi e neri e lui doveva vivere per l'eternità e voleva farlo con Pace. Tempo si limitava a buttare un'occhiata e a fuggire via. Era in quegli attimi in cui i due si vedevano da lontano che per gli uomini Tempo cominciava passare senza che loro se ne accorgessero e le giornate diventavano minuti e i minuti non esistevano più. Male aveva gli occhi neri in cui si vedeva bruciare la fiamma della Cattiveria che era sua madre. Aveva tra le mani un cappello ovviamente nero in feltro con la fascia di seta nera. Lui scese dal treno con passo felpato quasi volando sul cemento grigio come lui. Disperazione lo seguiva da vicino tendendogli la mano dalle dita lunghe e affusolate. Disperazione aveva un unico gioiello che le aveva donato il padre, Vizio, prima di morire. Era un diamante enorme che copriva quasi tutte le dita, nero come la pece e brillante come il più bianco brillante che si potesse trovare sulla terra. Era ovviamente una pietra unica nel suo genere e terrificante quanto affascinante da guardare. Disperazione era splendida eppure chiunque la guardasse ne usciva disperato. Un abito in vigogna grigio le fasciava il corpo in maniera perfetta. Una fascia come quella del fratello le cingeva la vita sottile. Un ampio cappello grigio era guarnito da rose nere che sembravano fresche e infatti lo erano perchè Disperazione le curava con un concime fatto di sangue ormai putrefatto che le colorava. Le rose sembravano soffrire e nello stesso tempo davano l'idea di Bellezza. Così Disperazione faceva vedere agli uomini che osavano posare lo sguardo su di lei, quanto la Bellezza fosse effimera e cercava di far capire loro che Bellezza non era nulla di fronte a lei che poteva con una semplice infusione di sangue farla vivere anche nei fiori. Gli uomini a volte cadevano nel tranello e la nostra donnina stava per fare la stessa cosa. In quel preciso momento le dita di Disperazione vennero afferrate da Male che con indifferenza l'aiutò a scendere dal treno. Per un attimo anche Tempo che era lì vicino si fermò e sembrò che la vita stessa venisse meno. Fu solo questione di un secondo poi Male lasciò le fredde dita della sorella e Tempo riprese il suo cammino lasciando i fratelli al loro. Male camminava lento su un tappeto di nebbia e Disperazione sembrava volare dietro di lui. Lei era sempre dietro al fratello e mai avrebbe osato passargli davanti e nemmeno mettersi al suo fianco. Lui era il maggiore e come tale aveva tutti i diritti anche su di lei. Male era tutto ciò che le rimaneva e per lei era il fratello , il padre, la madre il marito e l'amante che non aveva. Male era tutto ed era colui che la teneva in vita anche se in effetti lei di Vita conosceva ben poco. Lei esisteva solo nello stesso momento in cui era. E' un concetto strano da spiegare ma Disperazione non aveva passato e non aveva futuro. Il presente era già passato e contemporaneamente il futuro non arrivava mai. Ecco perchè non riusciva a poggiare i suoi piedini sulla terra perchè in realtà Disperazione esisteva solo nell'istante stesso in cui lei pensava di essere. Ovviamente il tempo di Disperazione era molto diverso da quello degli uomini e quando malauguratamente lei arrivava, allora per l'uomo il tempo diventava lunghissimo e Disperazione si poggiava dentro al loro cuore per un attimo fatto di giorni, a volte di anni e l'uomo aveva una lenta agonia per la gioia di Dolore che prendeva la sua parte stando vicino ai cugini. Si sa che il tempo è relativo e la vita in confronto all'eternità non è che un battito di ali di una farfalla. Adesso i tre erano vicini alla casa della donnina. I suoi amici erano tutti fuori e si tenevano per mano facendo un cerchio di protezione per allontanare quello strano trio che vedevano arrivare. La donnina ormai rantolante attendeva nel buio della sua casa.
A volte si sentiva un lamento, un'invocazione a Vita ma poi erano più i rantoli di Dolore, che aveva preceduto i cugini, per prendersi come da contratto ciò che gli spettava.
Fu questione di minuti. Gli amici che aspettavano facendo barriera divennero all'improvviso tutti grigi e immobili. Sembravano diventati di pietra e così in effetti era. Mentre Male e Disperazione passavano sopra di loro, i peccati degli uomini venivano a galla. Purtroppo gli uomini erano pieni di peccati e poi erano egoisti e non riuscivano a pensare al bene degli altri prima che al loro. Gli uomini sono cose delicate, pieni di loro stessi come i fiori sono pieni del loro stesso profumo e tendono a tenerlo per loro. Solo le api riescono a penetrare nel loro cuore per prelevare il polline che li farà rivivere nei loro stessi figli. Egoismo era infatti un'altra creatura che si aggirava per la terra mietendo vittime con la sua falce che Morte gli aveva regalato, anche se era una falce senza lama perchè Morte non era certo un personaggio che regalava qualche cosa se questa era di valore. Ma Egoismo ne andava fiero ugualmente e con la falce, invece che tagliare, si limitava a pungere e attraverso quel forellino si insinuava nella mente dell'uomo. Purtroppo tutti gli uomini ne erano contagiati e ancora questa specie non aveva trovato l'antidoto. Così, nonostante la barriera che avevano cercato di fare, gli amici si ritrovarono impietriti davanti ai loro errori. La donnina si alzò dal letto e si affacciò. Era il momento di Dolore e lui le fece vedere chi erano realmente i suoi amici mostrandole tutti i loro peccati. La donnina vide Invidia , Tradimento, Lussuria, Avarizia, Superbia, Ira tutte insieme che litigavano tra loro e vide che i suoi amici tanto amici non erano. Poi improvvisamente guardò se stessa e vide che anche lei forse era uguale a loro anzi non forse. Si disperò e per un attimo Disperazione entrò nel suo cuore godendone. Fu allora che inaspettatamente Male prese la sorella per mano e la strappò via e si mise a volare veloce verso il treno... Disperazione cercava di puntare i piedi ma non trovava che il nulla e non riusciva a capire come mai il fratello la strattonasse così. Fu allora che la vide... Era enorme. Era tutta color fegato e digrignava i denti. Era una bestia orribile perchè aveva in se il seme di Bene. Era a fianco della sua padrona e la donnina si rese improvvisamente conto che l'unica che l'aveva amata e che l'avrebbe amata per sempre era lei.la bestia perchè non aveva peccati ma era piena solo di Bene. La donnina allungò la mano e accarezzò per l'ultima volta l'orecchio rosa della sua compagna. La bestia la guardò e poi volò via. La lasciò sola ma la lasciò viva. Dette la vita per lei e per lei Male chiese la pena capitale. La bestia morì, diventò bianca e andò in un posto bellissimo... Ma questa sarà un'altra storia.

Piet Mondrian Faro a Westkapelle


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Favole da vendere:il Superquiquo 



( Correva l'anno 2007 e la vita aveva un futuro... Tutto era quasi bello e non tanto difficile... La vita si snodava come una strada con una piccola pendenza e io procedevo sull'asfalto quasi felice... Non pensavo che poi sarebbe stata una vita solo in salita e ricca di dispiaceri anzi non dispiaceri di veri e propri dolori che mi avrebbero reso ancora più chiusa in me stessa... Se lo avessi saputo allora forse il fiume...A distanza di tempo penso che crescere serve solo a perdere il sonno e perdendo il sonno si perdono i sogni e senza sogni non si vive... e soprattutto non si vive quando anche la speranza ti abbandona... Ti limiti solo ad aspettare che venga la sera per poi aspettare che venga mattina e che il tempo passi e con il tempo passi l'angoscia e il dolore che inevitabilmente lui cura... A volte però nemmeno il tempo serve a far dimenticare e il dolore che si prova cambia inesorabilmente le persone che diventano dei ricci chiusi in un mondo fatto di sofferenza.)Il fumetto su Lulù non è mai stato realizzato per mancanza di tempo o di voglia di Sabina la vicina.. Lulù invece è sempre stata con me diventando un fumetto da sola... Un cane talmente bello e buono da diventare parte della vita di tante persone e lasciando poi un vuoto incredibile. Ma forse la vita sa quello che fa e mi ha dato la possibilità di ricominciare una vita da zero o meglio da sotto zero tanto per rendermi le cose sempre facili ma io come dice Max Pezzali sono un cowboy...)




“Buon Giorno lei è ..?”
“Sono Lulù. Sono stata invitata qui. Ho un appuntamento con I e P.. “Lei???”
“Si io...”
“Si sieda e aspetti".
Mi accomodo su un divanetto che non ha nemmeno i cuscini che normalmente Lei ( la mia mamma) mi mette dietro la schiena e io, che sono dispettosa assai, sposto sempre… Non ho nemmeno la copertina, quell'arancione, sulla quale appoggio molto volentieri la testa. Lei mi manca già, perché io vivo con lei e faccio parte della sua giornata. Le voglio molto bene e ci capiamo subito: basta un'occhiata, un mugolio, il modo di spostare una zampa, il sopracciglio che se è irritata, si alza per tre volte di seguito e invece quando è malinconica allora la sento singhiozzare e io le vado vicino e le inondo la faccia di leccate. Mi piace vedere quando ride e i suoi occhi diventano verdi cerchiati di grigio ed è allora che so che in quel momento lei sta creando. I capelli, dire rossi sarebbe un eufemismo, lei li ha di 37 tonalità di rosso che però stranamente non la rendono volgare, solo un po' eccentrica, ma lei è nata così, Se no non scriverebbe e non vorrebbe farmi diventare un disegno. Oggi è arrivata Sabina la mia fotografa personale con tanto di blocco, matita, gomma e tutto il necessario per darmi un'immagine. Io non mi arrabbio, il fatto che mi dicano che sono un cotechino con le zampe non mi scompone. Io voglio solo una vita tranquilla la la la... E qui sto bene. Le mie giornate sono semplici. La mattina ci alziamo tardi verso le 9 in questo periodo, lui fa il caffè e lo porta alla mia mamma (io la chiamo così).
Ero stata abbandonata al canile quando un giorno (ero lì da 15 giorni) ho visto entrare lei e l' ho voluta subito .
Mi piaceva quella donna dai capelli rossi, gli occhi verdi che con tristezza ci guardavano. Allungai le orecchie ed ascoltai.. Ahhh ecco… Aveva dovuto abbattere il suo cane perché continuava a morsicare e cominciava a diventare pericoloso. Non voleva più animali ma quel giorno la mia preghiera deve aver raggiunto qualcuno perché la vidi ferma al cancello. Si guardò attorno cercando un cucciolo o un cane che potesse darle amore. Io, anche se ero piccola e spaventata, avevo capito questo. Quella donna voleva amore, ne aveva sempre avuto poco ed io mi sono detta: Glielo do io perché in lei vedo una mamma. Ero chiusa nel recinto ma quando entrò l'inserviente mi fiondai fuori e cercai di scalare i suoi jeans. Lei si chinò, mi prese in braccio, mi mise all'altezza del suo viso e mi sorrise e io, per ricambiare, le leccai il naso. Mi rimise per terra e io mi sedetti a lato di una sua scarpa leccandole le caviglie. La volevo e feci così tanto da scoprire qual'era la sua macchina e con non chalance mi avvicinai. Vidi che lei telefonava e che parlava concitatamente con qualcuno. "Sì che aspetto ma fai più in fretta che puoi" E chi sarà quest'uomo? Che rapporto c’è con lei e lei è sposata, ha figli, dove vive, come vive...Ma in fondo la mia decisione era presa e quando lei buttò la borsa in macchina e lasciò lo sportello aperto mentre parlava con quella che i cani li fa adottare io... Io non feci altro che saltare sul tappetino a dal tappetino al sedile. E lì mi acciambellai. Come si può non prender una cagnetta che ormai finge di dormire placidamente in macchina? Partimmo, la macchina mi piaceva, e la casa era bellissima. Sarei diventata piena di cultura. Questi due la mamma e il Fip (lei lo chiama così Fip uguale fidanzato in prova) sono persone abbastanza acculturate. Ascoltano musica, leggono molto, vanno a teatro, al cinema e ovviamente non mi portano. Ma io so che non posso andare con loro però mi portano in giro quando è possibile. Per il momento abbiamo due case. In teoria dovremmo avere quattro ma io ho visto solo quella di Napoli. In montagna non ci sono ancora mai stata. Ma io sono entrata per la prima volta in quella di Feriole. Che giardino… E c'è anche un recinto di circa 500 m² con una bellissima casetta in legno, con le porte per me, che posso spingere per entrare e uscire. Ho la luce e anche l'impianto di riscaldamento se fa freddo. Ovviamente non è tutto mio e nella parte davanti ci stanno tutti gli attrezzi per tagliare l'erba. Ma io ho deciso la rete metallica mi chiude la gola. Mi viene un nodo e io non voglio stare chiusa in un recinto ci vado solo se lasciano il cancello aperto per il resto voglio vivere lì il più possibile con lei, attaccata a lei, e prendermi cura di lei. C’è una bella scala di marmo bianca rotonda che va al piano di sopra e di sopra c'è il suo odore. I gradini sono scivolosi. Faccio fatica a farli. Sono piccola ma ho la testa dura e dopo 30 minuti sono di sopra e incomincio l'ispezione. Siii... Questa casa mi piace, mi piace proprio è grande, comoda, ben arredata, allegra e la mia cuccia è già pronta. Ma mi spiegano “Non è la tua cuccia è la cuccia di Franz. Ma l'abbiamo lavata e Umberto l’ha messa vicino al letto. Questa è la tua copertina e tu devi fare tuoi bisognini sul giornale in bagno”. Ho capito tutto bene ma la pappa? “Ahhh dimenticavo la pappa si mangia giù e oggi pomeriggio ti mettiamo nel recinto e andiamo a comperarti un paio di giochi e un collarino con guinzaglio.” Non voglio andare in quel recinto e mi metto con aria desolata tra il bagno e l’antibagno dopo, ovvio, aver mangiato. Mi trovano così con l'aria del cane abbandonato “Dai vai nel recinto”. Mi butto per terra, faccio l’occhio triste. “Fuori c'è il sole…” Non accenno a muovermi, “Vuoi restare qui?” Salti, leccate code che sbattono “Ok ho capito vuoi stare in casa. “Seduta!”Scodinzolo. “Va bene allora dai... Vai lì dentro... Questo è il tuo tappetino. Qui hai l'acqua e quella è la tua pappa. Andiamo” E andarono a fare acquisti. La situazione nel giro di cinque anni è solo migliorata. La mamma non mi mette mai nel recinto, mi porta a Chioggia con lei e passeggio con loro. Ogni tanto mi lasciano libera ma io torno anche perchè vedo che la mia mamma trema ogni volta. Quando sono a Padova tutta la mattina la passo a con Lisa.
E' una persona squisita e io le voglio molto bene, basta che non si mette a cantare in russo... E' stonata e nonostante la mamma mi abbia insegnato che non si dicono certe cose, non la riesco a sopportare e comincio ad abbaiarle contro finché non smette. Per il resto io vivo 24 h su 24 con loro e imparo tanto. Quante cose hanno da dirsi quei due. Parlano di tutto io mi diverto ad ascoltarli ad imparare. Amo la filosofia e la logica e se fosse per me il mondo andrebbe molto meglio, non si pagherebbero tante tasse, non ci sarebbero i canili perché, per ogni cane adottato si potrebbero scaricare almeno € 300 al mese e noi in cambio potremmo fare da baby-sitter ai bambini oppure con un apposito contratto potremmo fare da intrattenitori di feste ma anche insegnanti o personal trainer di quelli che amano correre. Dicevo amo la filosofia oltre alla mamma e ascolto le loro discussioni sull'infinito, su Fibonacci, sulle teorie di centrali elettriche solari, insomma ascolto tutto e me ne faccio un pensiero. Non sono nata su questo pianeta ma su quello di Lapalisse .La mia città è Quicoville sono femmina e età… Sì alle signore non si chiede… Segni particolari: super poteri. Questo è in pratica un sunto molto sunto intanto che aspetto questo famoso appuntamento con questa rompiscatole della signora I & P.. Come sarà I& P? E riusciremo a fare queste famose interviste impossibili? Se ci fosse uno dei due mi sentirei più tranquilla ma loro mi hanno detto: “Lulù detta quiquo, detta bimba, detta Giusi, detta Lulli eccetera eccetera… Questa è un'occasione tua e noi non dobbiamo intervenire. Sei grande e con le idee belle, chiare e quindi…” “Che ci fa una pappera occhialuta davanti a me?”. Ma cosa mi sta dicendo? Emmm mi scusi stavo volando con la fantasia..... Può ripetere…”.
“Buongiorno sono I & P...” “Lei??? è una pappera”
“Certo! infatti I sta per io ( l'inventore di me) e P. per Papperina”. “Dovremo lavorare assieme?” “Bhee questa sarebbe l'idea…”
E io dovrei lavorare con una pappera?”
“Si signora… Lo so che cosa sta pensando... Che deve lavorare con un'oca… Bene io devo lavorare con un attore cane o con un cane attore ma prima di dare giudizi io vorrei sapere: Ma lei non doveva essere un Quiquo filosofico? E come mai allora ha già dato dei giudizi senza nemmeno vederli..” “Come vederli? Lei è sola…” “No,mi dispiace lei vede solo la Pappera ma io ho anche l'Io che c'è in me e le assicuro che se cominciamo a non essere prevenuti forse potremmo anche andare d'accordo…”
Ecco cari lettori questo è quello che c'è dietro al disegno che vedete qui sopra… Ma questo è solo l'inizio perché lo vedrete e comunque mi spiace dirlo ma purtroppo anche se l'abito non fa il monaco la pappera fa di sicuro l’oca.

Figlio mio questa storia è una storia di gente come noi
che si alzava ogni mattina senza lamentarsi mai
persone semplici che lavoravano duro solamente per
un futuro per i figli e un pò di serenità per se
E figlio mio questa storia è la storia di quello che è successo poi
della corsa all'oro
che però l'oro nessuno ha visto mai
da quando sono arrivati in città avventurieri e businessmen
che si son presi tutto quanto anche le briciole


Questa città una volta era un posto bellissimo
pieno di ragazze profumate che ballavano
fino all'alba e regalavano gioia di vivere
e voglia di sorridere
Però sai che i cowboy non mollano
se gli spari poi si rialzano
il destino può rallentarli però
i cowboy non mollano
Figlio mio questa storia è la storia di questi tempi bui
di balordi che vengono giù in città a cercare guai
e whiskey e donne facili e risse nei saloon e slot machine
fino all'ultimo centesimo a bruciarsi il venerdì

E figlio mio questa storia è una storia di uomini del west
di ciarlatani e imbonitori in giro a vendere
pozioni miracolose che curano ogni disturbo e malattia
dalla caduta dei capelli al crollo dell'economia
Questa città sarà ancora un posto bellissimo
pieno di ragazze profumate che ballano
fino all'alba regalando gioia di vivere
le guarderai sorridere...
Perché sai che i cowboy non mollano
se gli spari poi si rialzano
il destino può rallentarli però
i cowboy non mollano
Figlio mio questa storia è la storia delle storie a cui non
crederai
quando te le racconteranno come han fatto con noi
farai un cenno con la testa come per dirgli che ci stai
ma poi monterai in sella come fa un vero cowboy
Perché sai che i cowboy non mollano
se gli spari poi si rialzano
il destino può rallentarli però
i cowboy non mollano
Perché sai che i cowboy non mollano
quando cadono si rialzano
il destino può fargli male però
i cowboy non mollano

I Cowboy Non Mollano Max Pezzali



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E di nuovo è domenica...27 aprile 


E' passata un'altra settimana senza Lulù. Tutto passa e anche la mancanza fa un po' meno male. Un po', solo un po', perchè tornare a casa ( ma questa è la mia casa?) è estremamente difficile. Non trovo più la mia compagna...In compenso trovo una madre che non capisco e che dice di morire presto. Molto consolante. Niente scodinzoli ne regali di giocattoli ma solo lamentele per tutto. Insomma ho trovato veramente la fonte della felicità. Continuo ad aprire scatoloni, a mettere a posto ricordi che non voglio ricordare e non riesco a buttare via, e ,quando pare di aver finito, torno a casa e ricomincio a riempire per poi portare qui e di nuovo scartare. Mi pare un film dove ogni giorno si ricominciava e ogni giorno era uguale a quello precedente. Tornare di là è brutto. Ogni volta è rimpianto di non poter portare avanti una casa che ho tanto amato. Eppure non vedo soluzioni. Da sola quella casa è veramente troppo grande e troppo faticosa da gestire. Così con la morte nel cuore impacchetto cose inutile che una volta ritenevo preziose. Mercoledì guardavo dall'alto il vuoto, o quasi, del salone. Mi sembrava di essere ritornata indietro di vent'anni quando guardavo dalla stessa posizione lo stesso salone ma con speranze diverse. Era l'inizio di una vita a due che non sapevo cosa mi avrebbe portato ma sicuramente ero felice e piena di aspettative. Adesso invece aspettative non ne ho più, non so cosa mi riserverà il domani ma di sicuro non saranno cose belle ma soltanto cose che mi faranno soffrire. Intanto nel mio vecchio giardino sbocciano le rose e le azalee e anche se io non ci sono più ho fatto tirare fuori i limoni che sono fioriti e i miei cactus che purtroppo nessuno vuole e moriranno di freddo il prossimo inverno. E' anche vero che erano scappati alla stessa fine quattro anni fa quando li avevo salvati dalla stessa sorte... Come dire “ Il destino lo puoi forse spostare ma non cambiare...” Comunque loro mi avevano giustamente ricompensato facendomi vedere una fioritura che io non avevo mai visto. Sembra che il mio giardino mi chiami a tornare ma io sono purtroppo sorda e spero che tutto questo finisca in fretta e da lì non passarci mai più. Sono molto stanca e come al solito lo stress si fa sentire sotto varie forme. Intanto non dormo anche se mia madre dice il contrario... Infatti lascio che lo creda tenendo la luce spenta ed ascoltando la radio. Ormai ho imparato i suoi ritmi che sono totalmente diversi dai miei. Alle 21 lei già dorme ed è logico che alle quattro sia sveglia. Io vivo al contrario anche se in questo periodo crollo verso le 23 in sonno fatto di incubi dove montagne di giornali sono pronte ad incartare tutto e di più. Il mio trasloco pare quasi finito se lo guardo da questo punto di vista e cioè dalla mia(?) nuova casa. Quando invece vado nella vecchia mi rendo conto di non averlo nemmeno iniziato. Ho tutti i miei libri e tutti i quadri, i soprammobili, statue, statuette,cavalli e cavallini, bronzi e bronzetti che non so dove mettere... In compenso ho sistemato più mobili di quelli che pensavo. Con mia madre non esiste un colloquio forse per colpa mia che non riesco ad essere sorridente e che non scatto sull'attenti ad ogni suo comando. Quando qualche cosa non mi va bene ho imparato a scappare e a ritornare a mente più lucida. Intanto lei non offre nessun suggerimento quasi la cosa non la interessasse per niente e forse è così. Pazienza, ci vuole pazienza, tanta pazienza. In realtà dovrei essere contenta e lo ero fino a due sabati fa e a proposito come sempre ieri sono andata a messa... Sono giorni che non sento altro che parlare di religione tranne giovedì che sono andata, in un impeto di follia, a Verona a vedere il circo acquatico che doveva essere la risposta a le Cirque du Soleil che avevo visto a Milano. Beh di acquatico c'era solo l'acqua di un paio di fontanelle. Non ho mai visto una cosa più brutta e sono rimasta scioccata dal fatto che chi ci lavora abbia il coraggio di esibirsi. Mi sono sentita presa per il culo e forse anche di più. Sono uscita sconvolta e sono scappata appena in tempo ad un brutto temporale che mi mordeva i calcagni. Comunque dicevo ieri sono venuta a messa...Adesso che ho acceso per un po' la tv, non su radio italia come al solito ma su rai uno, finalmente c'è la canonizzazione e spero che con oggi sia finita... Non ne posso più di sentire parlare di santi, di beatizzazione, canonizzazione, buon giorno, buon pranzo, buona sera, buona pasqua... Tutto ha un limite e il mio ormai è stato superato... Dunque dicevo ieri a messa ho letto attentamente la lettura tratta dal Vangelo secondo Giovanni... A parte il fatto che è ovvio credere a ciò che si vede mentre chi crede in ciò che non vede a volte viene scambiato per matto.... Sì parlo con te gentile signore... Hai presente quei poveretti che credono agli UFO? Bene loro sono considerati o matti oppure dei visionari... Che differenza c'è tra te e un UFO? Come sarebbe che gli UFO sono figli tuoi? E che cosa c'entra? Anche se fossero figli tuoi sempre matti sono considerati chi crede in loro e dicono di averli visti... Eppure a chi invece crede in te e vede i miracoli fatti in tuo nome, non viene dato questo appellativo anzi, vengono definiti credenti e chi crederà senza vederti avrà diritto ad un posto in prima fila nel grande cinema del paradiso godendo per sempre della tua visione spero tridimensionale e senza bisogno di quegli stupidi occhialini che tanto mi infastidiscono. Ma Tu di sicuro sarai molto più avanti di noi nella tecnica e avrai di sicuro dei mega schermi al plasma molto più avanzati... Anzi a pensarci bene, molto probabilmente anche gli UFO avranno una tecnologia molto superiore alla nostra dato che loro ci vengono a trovare mentre noi, a mala pena lanciamo le sonde fino a Marte... Comunque parecchia gente crede in te e spero faccia bene... Spero che tu non la deluda come il circo acquatico, spero che tu sappia quello che stai facendo... Si lo so che tu sai tutto non occorre che urli per ricordarmelo...Lo sai che i Santi non dovrebbero urlare ma solo bisbigliare... Non ho mai sentito di un santo che urla e nemmeno di un Dio salvo quelli dell'antica Roma o della antica Grecia quando facevano la guerra per dividersi ciò che in fondo non era loro perchè “tu lo hai detto” :Il mondo l'ho creato io... Eri un Pippo Baudo ante litteram.... Beh insomma ormai Tommaso ti ha toccato le ferite ( spero piano per non farti male) ed ecco che la fede è scesa su di lui e tu per ringraziare tutti li hai spediti nel mondo per raccontare la lieta novella... Non era meglio inventare le poste prima? Forse la voce si spandeva più in fretta... Quei poveretti hanno camminato tanto e credo abbiano perso la voce a furia di raccontare la tua storia...O forse era meglio facebook o twitter... Invece li hai mandati così allo sbaraglio con un paio di sandali non pensando che sarebbero finiti o forse ci hai pensato e hai mandato loro la Santa Provvidenza che faceva trovare le scarpe risuolate e il pane fresco ogni mattina assieme al bicchiere di vino che era il tuo sangue... Ma quanto sangue hai tu? E se veramente riesci a trasformare l'acqua in vino perchè non trasformi il vino in sangue e non abolisci l'AVIS? Ok ok ok non arrabbiarti non ti si addice ... Dio perdona tutto no? A proposito cosa vuol dire che se io non perdono coloro che ritengo mi abbiamo fatto un torto non saranno perdonati? Io veramente perdono tutti e dimentico... Ma dimentico proprio la persona che mi ha fatto il torto e se da qui apriamo un dibattito si fa presto ad arrivare alla conclusione che tu hai fatto morire Lulù, io ti ho perdonato e quindi ti ho dimenticato. Forse tu non volevi dire proprio così, o almeno io lo sospetto, però attendo una tua risposta non tramite gli apostoli per piacere magari tramite mail che così facciamo più presto. Resto in attesa e intanto ti saluto come farebbe il tuo dipendente:Buona domenica e buon pranzo.

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La rubrica del sabato :Io e (D) io ... PERDONARE SEMPRE...Mah! 


Carissimo, anzi no
Caro, no... no
Spettabile signore
Oggi è sabato ma non vengo a messa e non perchè non mantenga le mie promesse solo che la messa è alle 21 e io sinceramente a quell'ora sono già morta. Sì lo so, sei tu il morto, da ieri sera, da duemila anni che non ormai non se ne può più con questo venerdì santo e di passione e con la processione e la via crucis che per altro non ho trovato sul mio navigatore(Dante s'intende)... Tanto è tutto un bluff perchè poi tra tre giorni ti troveranno vivo e vegeto e grideranno al miracolo come se questa fosse una novità... Un po' come cantava Dalla.
Comunque tu sei morto e tu risorgerai come araba fenice anche se sei ebreo o cristiano a seconda dei punti di vista e non di sicuro una figura mitologica mentre Lulù non risorgerà per niente.
Comunque torniamo alle nostre quattro chiacchiere del sabato...
Vorrei tanto farti una domanda:Tu non smetti mai di perseguitare le persone? Hai il dente avvelenato? Predichi bene e razzoli mali? Che cosa ti ho fatto io? In una settimana, trasloco a parte, trasloco immane di una casa che non è una casa ma un museo pieno delle più inutili chincaglierie, un negozio cinese in poche parole da trasferire da mille metri quadri in 200 (mamma compresa) mi hai fatto morire la mia compagna di una vita, la mia famiglia... E' vero me ne hai data una nuova e mi hai tolto le spese veterinarie e quindi ti dovrei anche ringraziare perchè in fondo tu pensi a me e in periodo di ristrettezze, meglio un cane morto che un conto in rosso... Non ti ho dato soddisfazione, mi sono disperata da sola e sono venuta lo stesso a messa. Mi hai fatto rompere per l'ennesima volta un dito di un piede... Anche di questo dovrei ringraziarti perchè per lo meno non mi rompi sempre lo stesso e dai a tutti e dieci le stesse possibilità... Comunque non ti ho voluto dare soddisfazione nemmeno per questo e ho continuato senza lamentarmi tanto, a spostare mobili e scatoloni...Dato che tutto questo non era abbastanza mi hai fatto arrivare la solita raccomandata... Nulla di chè... Forse anche tu hai un cuore e mi hai mandato solo una multa perchè andavo a 57 chilometri invece che a 50 portando Lulù dal veterinario giusto per farmi ricordare che lei non c'è più. Non ti ho dato soddisfazione e adesso sono senza voce da quattro giorni con la bronchite e il raffreddore... Non ti darò soddisfazione nemmeno questa volta. Niente medicine. Se mi vuoi far morire fallo pure, tanto tu hai il tuo disegno divino e temo che nessuno possa fartelo cambiare... Mi sembra tu sia un tantino ostinato e, in fondo in fondo secondo me, Ponzio Pilato fece bene a lavarsi le mani e lasciarti al tuo destino... Si sarebbe esposto per niente perchè tu il tuo libro lo avevi già scritto e avevi anche messo la parola fine e spedito tutto al tuo editore.
Gentile Signore io la inviterei ad essere più buono e anche clemente perchè continuando a battere in testa ai buoni questi potrebbero diventare anche cattivi e allora non so come potrebbero reagire. E poi sono stufa di tutti questi:”Tu lo hai detto”, sono stufa di: “Porgi l'altra guancia”, sono stufa di: “Bisogna perdonare”...
Tra le altre cose non solo mi mandi dolori e disgrazie ma anche mi mandi persone che hanno la faccia come il culo e si permettono di mandarmi messaggi (che tanto io non leggo e non leggerò mai perchè io veramente ci ho messo una pietra sopra e ti posso garantire che la mia non si leverà tra due giorni).
A questo sì che mi ribello. Per lo meno fa che a loro si disintegri il telefono, si cancelli la memoria, perdano per SEMPRE il mio numero o infondi ma molto in...fondo almeno un po' di buon senso e tacciano per sempre. Fa venire loro le bolle sulle dita, fa venire a loro quello che hai fatto venire a me :la mancanza di voce in modo tale che non potendo usare le mani non possano nemmeno usare la voce per spedire messaggi. Non ti chiedo di darmi anzi ti imploro di togliermi tutti i rompicoglioni che ho attorno ( basta uno se proprio sei stanco dentro alla sindone), fa che qualche piccolo teppista gli tagli tutte le gomme, fa che insomma prenda un'altra strada che per nessuna ragione si intersechi con la mia. Per il resto ti ringrazio ancora una volta per tutto quello che mi mandi... Se vuoi puoi anche mandarmi un tornado, una tromba d'aria(non sarebbe la prima), puoi mandare i teppisti da me. Puoi farmi cadere il cellulare nel cesso, puoi anche far morire mia madre adesso quando ancora non ho goduto della sua compagnia. Sarebbe troppo bello vero? Sono sicura che tu mia madre la lascerai vivere quel giusto tempo perchè io mi ci abitui per poi togliermela facendomi soffrire. Che ci vuoi fare ci sono delle persone fatte come te che non lasciano mai un attimo di respiro e ti mettono sempre al tappeto. Chissà forse è comunque un modo per far vedere che il padrone sei tu e che tu puoi fare di noi tutto quello che vuoi..
Comunque grazie e buon sonno fino a Lunedì. Certo tre giorni di vacanza magari li avessi io e potessi dormire... Perchè tu in questi tre giorno dormi vero?

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