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Io e Papperina
OCHELEGGEREZZE i libri di I&P I custodi della cattedrale perduta  



Jon Trace lo stesso autore de La profezia vaticana.
Thriller. L'unico libro che riesco a leggere mentre aspetto Lulù che è dentro in sala operatoria. Un libro che inizia nel 666 A.C.e si conclude ai giorni nostri.
Un veggente ovviamente nel 666 A.C. ha una visione. Non a caso è il 666 A.C. numero caro al diavolo. Il veggente ha appena salvato la moglie dalla morte uccidendo chi l'ha stuprata.Lui non riesce a perdonare e a perdonarsi per il delitto commesso. Mentre cerca risposta nei suoi dei si perde nella visone, è preda del demonio, cade nel fuoco, diventa cieco dopo aver disegnato ciò che la sua mente alterata gli ha fatto vedere. La moglie, bravissima scultrice, ovviamente non distrugge ciò che il marito ha fatto come lui stesso le chiede anzi, ricopia sulla terracotta il disegno. Tre tavole che insieme compongono un rettangolo. Le tre tavole verranno vendute al re del posto che le farà riprodurre in argento.. Le tavole manco a dirlo sono maledette ma funzionano solo se sono insieme e se si fanno delle messe nere ovviamente con le croci capovolte, con le offerte in sangue e le tuniche rigorosamente nere e le maschere sulla faccia che sono in argento. La tradizione si tramanda nel tempo. La setta arriverà ad essere pronta nel 1700 circa, quando a Venezia si riuniranno le tavolette. Il libro è quindi contemporaneamente ambientato nel 666 A.C., nel 1700 e al giorno d'oggi quando viene ritrovata una donna con 666 coltellate ovviamente morta. I cattivi stanno per riunire le tavolette e il tempo è poco. Verranno aperte le porte dell'inferno e il Diavolo prenderà il posto di Cristo. La storia quindi si intreccia. Un triller tra Atanta, la Venezia del 1700 e la Venezia di oggi. Libro è molto molo leggero a parte le circa 500 pagine di cui circa trecento del tutto superflue. Ovviamente tutto andrà a finire bene e tra amore, messe nere, rituali del diavolo, sesso, delitti, divertimenti, preti che si tolgono la toga, gente drogata, torture e tutto ciò che fa di un libro inutile un libro da vendere, ho raggiunto il mio scopo ovvero far passare il giorno dell'operazione di Lulù. Ultimamente è difficile trovare negli scaffali delle librerie qualche cosa di interessante, o forse sono io che non so guardare, oppure che non cerco cose impegnate. Ma quasi alla fine mi imbatto in una pagina in cui si parla della sezione aurea. Avevo letto un libro tempo fa ma non ricordo niente. E' da qui che parte una serie di ricerche che mi farà rivedere il mio giudizio. In fondo anche se il libro non valeva nulla, questa pagina è servita per farmi conoscere altre cose. A+B diviso A è uguale ad A diviso B.
La formula non mi è chiara . Io per le formule, tranne la Formula uno, non valgo proprio niente. Le formule sono concetti a me astrusi. Vado a documentarmi non solo sulla sezione aurea ma anche su Picabia che viene citato e che io ovviamente non conosco. Mi accorgo che non so nulla, che la mia è una cultura molto superficiale assomiglia ad una coltura di piselli più che ad una conoscenza. La mia è stata solo una spruzzata di semi che si sono fermati appena sotto terra e invece che andare in profondità si sono diretti verso la luce ...Sezione aurea... Collegata con Fidia e alla successione di Fibonacci. Oh questo lo conosco … Fibonacci ha scoperto che le conchiglie hanno lo stesso numero della sezione aurea. Le conchiglie quelle vecchissime che si arrotolano su loro stesse facendo quasi una scala a chiocciola. Per me la sezione aurea è una lastra non un numero. Io mi figuro la sezione di una delle tavolette di Atamanta. Ma è solo la mia immaginazione e i fili dei miei pensieri e la mia fantasia.
Ma la sezione aurea invece è collegata a Leonardo da Vinci. Insomma questo libro poco interessante ha aperto non le porte del dell'inferno ma quelle della mia curiosità sperando che la curiosità non sia opera del diavolo. Come sempre si impara da tutto e da tutti anche da quelli che non sanno niente e vivono di sola esperienza. Il libro però rimane comunque cretino. Ma guarda un po' la sezione aurea è anche la tomba di Cheope o meglio le misure della Tomba sono le stesse della sezione e della legge di Fibonacci. Insomma un numero perfetto. Gli egizi già lo conoscevano e prima di loro i babilonesi. Insomma questa formula d'oro era conosciuta da tutti tranne che da un'oca come me. Bhe qualche cosa sapevo ma non che nell'ottocento iniziano i primi studi psicologici sulla preferenza estetica del rettangolo con Fechner. Ma la sezione aurea influenza anche Giotto, Duccio e Cimabue che fa una cosa e ne sbaglia due come insegnerà Carosello ai bambini della mia generazione. Leonardo ne è un patito, non dei caroselli che allora non c'era nemmeno la radio, ma della sezione tanto che pare abbia voluto metterla in tutti i suoi dipinti ovviamente nascosta anche nella Gioconda che forse ha quello sguardo perplesso perchè non capisce il rettangolo e non l'aveva considerato come Renato Zero non considererà il triangolo.
Ma la malattia del rettangolo viene anche ad un certo Seraut che dipinge La parade de cirque.E poi la malattia troverà la sua forma ovviamente nel cubismo dove il rettangolo troverà la forma di cubo e il cerchio finalmente quadrerà o rettangolerà. Ma anche nella musica la sezione ha dei legami e infine tanto per non dimenticare i miei fumetti troviamo Paperino nel mondo della matemagia...




Bene adesso partiamo da Picabia e qui la cosa diventa interessante... Chi era? Era un uomo... che aveva le idee chiare e infatti diceva:”Delle uova artificiali non fanno delle galline.”
E “Ho sempre amato divertirmi seriamente” E' un dadaista e Jean Arpe lo definisce il Cristoforo Colombo dell'arte...




Ma chi è Arpe? Tipo strano con due nomi Jean quando è in Francia e Hans quando va in paesi anglosassoni. Insomma gestisce bene il suo nome. Lui supera le forme tradizionali dell'arte e comincia i collages e va alla ricerca di forme nuove o della quadratura del cerchio? Mah certo è che approda alla Fucina degli Angeli. E qui la cosa si fa interessante perchè io amo il vetro e la Fucina la conosco. Nel 2012 infatti è stato il centenario della nascita di Costantini che ne è il creatore. Bancario e studioso di botanica diventa poi agente commerciale di alcune vetrerie di Murano. Jean Cocteau battezza la galleria con il nome di Fucina degli Angeli. Jean Hans Arp incontra Costantini ad Abano, al di la di casa mia, e crea la stella che diventa marchio della Fucina e suo logo. Peggy Guggenheim ne diventa madrina e pure mecenate. Ma il diavolo ci mette lo zampino e non trova le tre tavolette di Atamanta ma fa venire l'acqua alta che arriva a Calle Corona e tutto viene chiuso anche se Rokfeller invia un assegno di 3900 dollari per una scultura in vetro a metà degli anni 60. Insomma costui disegnava anche vetri... Ecco a cosa è servito il libro ad insegnarmi un po' di geometria,a farmi ricordare un telefilm che parlava di conchiglie e a vedere un po' di vetri.

La parade de cirque.Seraut
Adorazione del vitello Picabia
Vetri Harpe

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Favole da vendere:Tempo 



Cera una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano tutte così un uomo che si chiamava Tempo. Tempo era un signore anziano ma restava sempre tale. Era nato così, vecchio e con le rughe attorno agli occhi che sembravano già stanchi di essere vivi appena nati ma che nascondevano dietro a quella tristezza una velocità e un'attenzione tipica dei bambini. Era nato anziano e rimaneva tale, inossidabile, e non invecchiava più. Aveva di sicuro fatto un patto con qualcuno che però non si sapeva chi fosse. Rimaneva stabile dentro alla bolla in cui viveva, lontano da tutto e da tutti, chiuso nella sua solitudine e fermo nel suo stesso tempo. Ma quale sarà il tempo di Tempo? Sarà lento, sarà veloce sarà, come penso io, solo cristallizzato nell'attimo in cui lui è stato creato. Per Tempo infatti il tempo non passava mai. Lui era annoiato e pareva quasi essere la Bella addormentata nel bosco. Eccolo lì seduto su una Savonarola, la bombetta in testa lucida, appena pulita, perfetta del giusto numero. Lo smoking nero coi risvolti in raso lucido, la sciarpa bianca lasciata svolazzare sul petto e la farfalla sopra la spalla, lasciata libera di volare. Ha un monocolo sull'occhio sinistro ed è un po' sinistro anche lui, è ovviamente mancino e assomiglia un po' a Verdi. I capelli bianchi candidi appena lavati liberi anche loro di muoversi come lui, ovviamente al suo tempo, che gli ricadono sbarazzini sulla fronte. Tempo è un vecchio giovane saggio. Lui sa tutto. Ha imparato, nel corso dell'universo, tutto sulla vita e ne sa una più del Diavolo, anzi lui sicuramente è nato prima di tutto perchè quando Dio ha creato l' universo lui era già stato attivato e infatti Dio creò tutto in sette giorni e questo già dice che lui, Tempo, c'era e dava una misura a Dio. Per questo lui sa tutto anche perchè è attento e non perde mai un secondo e nemmeno un primo e quando mangia dopo il primo e il secondo mangia anche una bella fetta di torta che tutti coloro che lo seguono, e sono milioni di milioni, gli offrono nella speranza che lui per un attimo si fermi o torni sui suoi passi. Tempo adesso sta giocando a scacchi con se stesso. Gioca contro l'altro Tempo che scorre sull' orologio doppio e che in questo momento ha fermato la bandierina che ha cominciato a sollevarsi. Adesso Tempo è fermo ma nessuno se ne accorge perchè gli uomini sono troppo occupati a rincorrerlo e non riescono mai ad acchiapparlo anche se gli offrono la famosa torta. Tempo ride con se stesso mentre l'altro Tempo fa ripartire con il suono del campanellino l'orologio doppio. Tutto riprende nella bolla mentre nel mondo nulla si è fermato. Gli assassini hanno ammazzato, i ladri rubato e i buoni sono a pregare un Dio che lui ha conosciuto e visto. L'unico che lo ha visto. L'unico che gli ha parlato e che ha ascoltato la sua voce dal vivo. Ride pensando all'uomo che parla con Dio e che crede di avere delle risposte. Ride pensando all'uomo che crede di averlo visto. Lui sa che Dio non ama esibirsi. Lui sa che Dio nella sua infinità bontà ha scelto l'anonimato. Lui sa che Dio è ovunque lo si voglia trovare e sa anche che lui, Tempo, a suo tempo gli ha fatto un regalo: ha regalato anche a lui l'immortalità e anche Dio, come Tempo, ha un suo Tempo. Ogni tanto, ma succede molto di rado, quando Dio si arrabbia con l'uomo e scatena tutte le peggiori catastrofi Tempo gli va incontro e cerca di calmarlo. Cerca anche di proteggere quegli uomini così stupidi da credersi eterni e immortali ma lo fa solo per via delle torte... Ha scoperto da poco, e il poco è sempre relativo, che Dio sa anche questo e anche se si è sentito un po' preso in giro poi ha perdonato quell'amico speciale. Dio in effetti ne sa una più di Tempo e insieme fregano sempre Diavolo che poveretto si limita solo a fare le pentole per le torte. Non riuscendo a fare i coperchi, Diavolo ha capito che le torte non venivano bene e allora ha inventato l'inferno che per l'uomo è il forno. A volte però anche gli uomini si confondono e infornano altre cose al posto delle torte. Il Diavolo e anche Dio e pure Tempo si ricordano di quando la Chiesa che è una donna molto santa faceva bruciare le altre donne dichiarandole streghe, oppure quando qualche uomo con il cappello rosso e di rosso vestito dava dell'eretico ad un altro uomo e lo faceva finire tra le spire del fuoco, ma quello che ricordano in modo peggiore era quando si erano costruiti dei grandi forni e dentro al posto delle teglie venivano messi tanti altri uomini e l'odore che usciva dai camini non era certo quello del pane o della torta margherita. Era un odore cattivo perchè gli uomini erano cattivi e sono ancora oggi cattivi, perchè nonostante Dio sia infinitamente buono ha dato loro in regalo il libero arbitrio e Diavolo ci ha messo lo zampino trasformandosi in gatto nero e ha graffiato l'uomo lasciando nel graffio una parte del suo veleno. L'uomo non ci ha fatto caso ma la malvagità da un piccolo graffio è penetrata nel suo cuore e il libero arbitrio è diventato velenoso e difficile da gestire. Ma Dio ci ha messo una pezza dicendo che se l'uomo si pente lui lo perdona e dona una vita oltre alla vita, una vita eterna dove l'uomo conoscerà il suo volto, quello di Tempo e anche quello di Diavolo e l'uomo potrà giocare a scacchi contro Tempo se Tempo lo riterrà all'altezza. Intanto Tempo continua a giocare a scacchi. Ha la gamba destra appoggiata sulla sinistra e la muove a tempo, il suo tempo ovviamente, tempo che adesso è di danza e le ballerine sono quelle di Degas, nei loro tutù bianchi o rosa che prendono vita in un balletto di Petipa, o nel prossimo balletto Il lago dei cigni. Muove la gamba e il movimento si percuote sull'altra e ne esce un suono che diventa un suono di corno e la caccia inizia. I cani latrano con gli occhi fuori dalla testa fiutando la pista, i cavalli impazziscono stretti dagli speroni dei cavalieri e trattenuti dalle doppie redini e non vedono l'ora di potersi lanciare al galoppo per sfuggire al male che le stelle d'acciaio provocano sui loro fianchi. A distanza, appena dentro alla prima macchia del bosco, il cervo e la volpe vicini si guardano e guardano i loro aguzzini. Ancora non sanno chi dei due sarà la preda. Si guardano, e nei loro occhi c'è la speranza di non essere il condannato ma nell'incertezza, dopo essersi guardati negli occhi ancora un momento, scappano in direzioni opposte. Il cervo rompe fronde e rami con il suo palco maestoso mentre la volpe più furba si acquatta sotto la vite e aspetta che l'uva si maturi. Sarà il cervo a diventare spettatore inanimato del palazzo del re e guarderà con occhi di vetro dall'alto della sala dei trofei tutti gli invitati passare.
Il suo Tempo è scaduto. E intanto il nostro Tempo, quello che gioca a scacchi arrocca. Ma perde subito dopo il suo cavallo che cade nelle mani del nemico.
Il tempo sta perdendo la partita. Ma se il tempo perde cosa resterà dl nostro mondo? Dove andranno a finire le stagioni se non sanno quando devono arrivare? Come faranno a maturare i frutti se le stagioni son perse? Come farà il sole a far l'amore con la luna e la luna come farà ad avere le sue fasi? Come faranno a fiorire i fiori, il mare ad ingrossarsi e le nuvole a scappare come fanno i sogni al mattino? Ma il tempo non può perdere la sua partita e comunque anche se la perdesse sarebbe comunque il vincitore giocando contro se stesso.
Tempo lo sa che lui può tutto. Tempo fa dimenticare. Tempo insegna. Tempo passa inesorabilmente per chi di tempo ne ha poco.
Tic tac tic tac tic tac.

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Favole da vendere: LA STREGA 


Quella mattina si era svegliata male. Non era una cosa di umore ma un mal di testa che era rimasto dal giorno prima e che la continuava a tortura. Era come avere un elmo di ferro che ogni minuto diventava più stretto. Era un dolore sordo e continuo, lento, che la torturava. Aprì gli occhi di malavoglia. Non era ancora pronta per affrontare una giornata che si preannunciava lunga, faticosa e immensamente piena di dolore. La donna soffriva e avrebbe voluto vendere la sua anima al diavolo ma lui non la voleva. Pregò ancora con gli occhi mezzi chiusi il buon Dio ma dall'alto una voce che lei conosceva le urlò:STREGA NON HAI IL DIRITTO DEL PERDONO. Il paradiso non la voleva, l'inferno nemmeno... Dove sarebbe scivolata quando la lunga falce le avrebbe tagliato quella testa che le faceva tanta male? Cercò di passarsi una mano tra i capelli. Aveva capelli neri morbidi come la seta e lunghi che lei arricciava in modo che le incorniciassero il viso. Aveva una pelle bianca come la luna, perfetta sotto la luce del sole. Il sole... Dove era finito il sole? Perchè c'era tanto buio e tanta puzza di muffa? Dove era? Cercò il sole... Ma non lo trovò nemmeno nei suoi ricordi eppure lei amava il sole e il sole amava lei tanto da non baciarla per non rovinare il bianco madreperla della sua pelle. Il sole, il suo amante che lei chiamava nelle notti di luna e che arriva puntuale ogni mattina a svegliarla. Dove era? Perchè l'aveva abbandonata in quella cella buia? Non le aveva detto mille volte che lui ci sarebbe sempre stato perchè lui era il Dio dell'universo, perchè era lui che faceva muovere tutto? E allora perchè adesso, come ogni uomo, si era ritirato dietro alla luna che, gelosa della sua bellezza aveva decretato la sua morte? Perchè tutti alla fine muoiono soli senza sole? Perchè quando arriva la signora nera tutto intorno diventa buio e la vita improvvisamente si ferma e tu per un attimo rivivi tutti i secoli di vita del mondo stesso? In quei pochi momenti in cui ti rendi conto che la vita fugge sul suo cavallo baio balzano di quattro, improvvisamente tutto diventa chiaro e l'origine della vita ti appare evidente, tutte le tue domande trovano la giusta risposta e ti rendi conto che in effetti la risposta alle tue domande era sempre stata lì, davanti a te e che tu non avevi tempo, ne occhi per vederla, leggerla e capirla. Adesso era più sveglia e il mal di testa era ulteriormente peggiorato. Aprì gli occhi. Era in un sotterraneo scavato nella roccia. Il soffitto era talmente alto che lei non vedeva la volta. Tutta la roccia attorno trasudava umidità e un odore di carne bruciata impregnava tutto. Le pietre che sembravano parlare raccontavano cose terribile ma lei non poteva far altro che ascoltarle. Non poteva tapparsi le orecchie perchè le sembrava di non averle più. La testa continuava a far male e adesso anche la gola. Improvvisamente sentì un gran caldo nello stomaco, bruciava, faceva ancora più male della testa. Il sapone scese e pulì la sua bocca da tutte le cattiverie che aveva anche solo osato pensare. Dio la puniva per tutti i cattivi pensieri che erano passati in quella testa che adesso le scoppiava. Cosa stava succedendo? Non riusci a pensare. Era troppo il male. Improvvisamente sentì la presenza di una bestia che dondolava sopra di lei. L'elefante infatti stava per schiacciarle l'altra mano... L'altra? Si accorse solo allora che una mano era già stata spalmata sul terreno come se fosse cioccolata, glassa per una torta. Una di quelle torte che lei faceva e che poi regalava al sole. L'elefante era uno strumento di tortura. L'animale era statoi istruito per procurare dolore ma senza dare la morte. Improvvisamente si rese conto della sua situazione. Come era potuto accadere e perchè? Lei in fondo non aveva fatto nulla di male se non far l'amore con il sole e il sole che l'amava a differenza di quello che aveva fatto con Icaro, non l'aveva bruciata e allora perchè l'uomo adesso voleva bruciarla? Se era stata risparmiata dal sole che tutto può, perchè l'uomo si era eretto suo giudice e la voleva morta in quella maniera?. L'elefante le camminò sulla gamba destra e altra glassa fu pronta per un'altra torta e lei lasciò che una lacrima le scendesse sulla guancia. Non le uscì un grido. Non avrebbe potuto. Si ricordò che un tempo, non avrebbe saputo dire quanto perchè quando si soffre il tempo si ferma e aspetta che il dolore diventi insopportabile e il dolore, quando vede che l'uomo non ne può più, con un ghigno beffardo ricomincia il suo battito senza dare il metro, una pinza le aveva strappato la lingua , le corde vocali e tutti i denti. Adesso aveva un buco al posto della bocca e sembrava un dipinto incompiuto. Il dipinto di un pittore che non riuscendo a dare alla bocca la bellezza della sua musa lo aveva lasciato senza. Il suo viso se si fosse vista era una maschera, una maschera dove paura e odio si fondevano lasciando solo il fuoco che ardeva tra i suoi capelli che non c'erano più, bruciati anche loro dal fuoco stesso. L'elefante adesso non c'era più. Era scivolato via sopra il suo corpo. Ma lei non era ancora morta. Chiamò di nuovo il diavolo, Dio e il sole ma nessuno rispose. Quando si muore si è sempre soli. NO NON E' VERO... Sentì una voce dal di fuori che lo diceva e lei subito si rese conto che la voce aveva ragione... Quando si soffre si è soli, quando si muore in realtà non te ne rendi nemmeno conto. Non sai nulla e non capisci perchè la morte ti culla nelle sue braccia e ti porta con se senza che tu te ne accorga, sono i momenti, lunghi anni che precedono il suo arrivo che fanno in modo che tu la invochi. E' la sofferenza che si vive da soli e poi la morte cancella tutto. Tutto ridiventa bello perchè lei con la sua ninnananna cattura il tuo spirito e la tua anima e tu gliela regali fiduciosa delle sue promesse. Perchè la morte è donna e tu non ti fidi degli uomini... Gli uomini sono cattivi, Gli uomini sono traditori. Gli uomini sono codardi e si nascondono dietro alle gonne delle donne. E allora tu alla morte ci credi e in effetti la morte ti salva. Ti salva dalla sofferenza causata dagli uomini nel nome di un Dio che alla fine fanno loro. Nel nome di un Dio a cui son loro stessi che danno voce facendogli dire cose che lui non avrebbe mai neppure pensato. Ma l'uomo è arrogante e Dio lo perdona lo stesso anche se adesso stava facendo questo a lei che in fondo non aveva fatto nulla se non dire un semplice no. Questo aveva fatto. Aveva detto no a lui e lui non potendola avere aveva detto che era una strega e adesso la stavano torturando per questo. Per non aver detto sì per non aver aperto le cosce al nanetto che in questo momento comandava tutto l'universo. Un uomo piccolo e cattivo e prepotente che faceva tutto in nome di un Dio che non conosceva ma che di sicuro lui usava. Ma Dio dove era?
“Sono qui” E lei improvvisamente si trovò nella luce del sole. Non era una strega. Era solo una persona, una donna che aveva visto giusto e anche aveva creduto veramente, e amato veramente. E il sole la fece di nuovo risplendere come una stella e la bocca tornò ad essere un bocciolo di rossa rossa e i lunghi capelli le si arricciarono attorno all'ovale. E finalmente il pittore riuscì a finire il quadro.

Le streghe Francisco Goya

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Pappermount il cine di I&P:Il Grande Gatsby 


Ed è di nuovo sabato. Come corre sempre il tempo e sempre le stesse domande:dovrà andare? E' sempre in ansia e mi mette l'ansia perchè scorre via e non si può più riprendere. Improvvisamente da tempo da spendere diventa immediatamente tempo perduto e intanto piove e io immortalo una luna che si specchia sulla finestra e ci entra desiderosa di vedere cosa nasconde la tenda. La lascio fare. Un tocco di luna è quello che ci vuole dopo essere stata tutto il giorno in giro. Sono stata come sempre a prendermi la verdura dal generale, ho mangiato da lei, sono stata a fare la spesa, ho scaricato la verdura, l'ho pulita e poi sono ripartita per vedere il film della settimana Il grande Gatsby
Lo aspettavo perchè ero curiosa , curiosa come tutte le donne, curiosa come la luna che ho lasciato entrare e che in cambio mi ha lasciato una scia argentata sulla coperta. Si è appoggiata lì mentre si guardava attorno. Abbiamo scambiato due chiacchiere da donne, chiacchiere inutili, pettegolezzi fatiscenti che mi ricordano il film del pomeriggio. E ne parlo alla luna che mi dice che anche le lo ha visto, era lì quando lui cercava di toccare la luce verde della casa di lei. Un amore, un grande amore...
La luna mi spiega che sul set si è commossa e che per un attimo la sua stessa emozione l'ha oscurata e una nebbia l'ha coperta e il regista immediatamente ne ha preso lo spunto.
Avevo letto il libro. Francis Scott Fitzerald raccontava forse la sua storia e comunque raccontava del suo tempo. Anni venti. La ricchezza, il proibizionismo, la smania del divertimento, una società che gia' inizia a non avere nessuna morale.
Chi racconta la storia è un amico del protagonista e la racconta da moralista quale è.Tipo tranquillo senza tanti grilli per la testa viene coinvolto in questo mondo che non gli appartiene e dentro il quale ci si trova invischiato costretto a dare un giudizio a tutti quelli che lo circondano. Alla fine assolverà solo colui che all'inizio additava e veniva definito con tutti i peggiori epiteti. Il libro
è un grande ritratto di quel periodo, periodo di jazz, vittismo e tragicità. C'è tutto in questo libro. Lo avevo letto da giovane ma quando poi è uscito il film con Robert Redford sono corsa al cinema.
Oggi ho un po' paura che il confronto non regga che Di Caprio non sia all'altezza di Redford,e che soprattutto non sia all'altezza di Fitzgerald.
So che è un film lungo. Ho letto, mi sono documentata ma le critiche non sono molto favorevoli. Mi preparo ad una delusione.
Mi siedo con il generale a fianco. Il film inizia e io mi lasci trasportare. Siamo in America o a Parigi? Mi sembra un po' atmosfera da Moulin Rouges... Ma poi mi ritrovo in Cotton Club. Lei affascinate, bionda, vestita in modo divino con delle scarpette da far invidia, balla e si diverte facendo l'oca giuliva. Mia madre dirà che non è bella e in effetti non è una bellezza, ma se lo fosse stata avrebbe portato via una fetta di attenzione che invece si concentra sul narratore che è un guardone di questa grande storia d'amore e lui, il protagonista bello da morire ma anche un po ' troppo ossessivo che sicuramente vive questo amore in modo morboso e fuori dal mondo. E' innamorato perso tanto da non capire nulla oppure c'è una malattia mentale nascosta dietro a quegli occhi? Certo è che qualsiasi donna vorrebbe essere guardata così almeno una volta. Ma lei no. Lei è l'eccezione alla regola. Chi scrive, ma anche il regista, non devono avere delle donne un gran concetto. Lei è vuota, interessata, senza sentimenti, senza nulla un gusci vuoto e lui la ama lo stesso. Priva anche di dignità non solo di morale,non ha iul senso della misura. Ma nemmeno lui che si lascia morire pur di non vedere la realtà. Non accetta il suo non amore, anzi lo insegue finchè non muore per una causa persa perchè lei continuerà comunque ad essere un guscio vuoto. La casa è hollywooddiana, meravigliosa nel suo essere estremamente kitsch fino all'estremo. Lui è vestito in modo stupendo ed è un grande interprete. Anche il narratore fa bene la parte del guardone. Mi piacciono anche le musiche. Il film si snoda tra feste e corse in macchina, macchine di altri tempi con un fascino che mi fa rimpiangere di non essere nata allora, dalla parte giusta però dalla parte dei ricchi. Ma sarà poi la parte giusta? La fine del film mi dirà di no. Comunque si soffre sempre . I soldi non servono a nulla e il passato non ritorna mai. Questa è la fine del film. Non si può rivivere ciò che inesorabilmente ti sei lasciato alle spalle e soprattutto non si possono cambiare le cose che sono già passate. Il passato deve restare inesorabilmente un vissuto sperando di averlo vissuto bene. Il film si conclude. Per me è stato un bellissimo film. Forse io mi accontento ma comunque io sono contenta di trovare sempre il lato positivo e di divertirmi comunque. Lascio il cinema ancora dentro al film e ancora con le note struggenti della tromba e la scena delle finestre impresse nella mente.

Il bar de foulie bergère Manet

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maggio gelato, maggio fottuto... anzi FOTTATO 


Fa tanto freddo... Siamo a fine maggio ma il termometro segna 13 gradi. Sto congelando. Mi fanno male i piedi dal freddo e continua a piovere. Le mie piante( quelle dei piedi ma anche quelle fuori adesso che ascolto bene) gridano PIETA' ma la Pietà se 'è data a gambe levate e adesso sta nei paesi caldi sdraiata al sole infilando i piedini sotto la sabbia baciata dal sole. L'ombrellone le da quell'ombra di tristezza che Michelangelo ha scolpito e dipinto... L'anima della Pietà dove sarà?

Dove sarà? Dove sarà l'isola bianca di stelle
Là dove la luna si cambia pelle
Dove sarà l'isola che circonda il mare
è un cerchio perfetto! Così mi hanno detto
ma dove sarà?

Intanto canto quel motivetto che mi piace tanto del Banco del Mutuo... Canto e mi si congela anche il cuore respirando l'aria ghiacciata... Canto per dimenticare che è maggio il mese delle rose e invece di maggio si muore anche se Maggio, Antonio Maggio canta Mi piacerebbe sapere... Anche a me piacerebbe sapere perchè la primavera ha dato forfait all'ultimo momento ed è sparita... Sarà andata a farsi un lifting per diventare una estate più lunga e prendere il posto dell'estate normale che poi prenderà il posto dell'autunno che impazzito dal dolore aspetterà inverno con un pugnale tra le dita e lo assassinerà gettando nello sconfortopiù assoluto le stagioni e l'anno suo compagno di sempre... Ma come anno e inverno due maschi? Già si sono sposati in Spagna o in Inghilterra...
Viva, viva L'inghilterra pace donne amore e libertà

Viva, viva L'inghilterra ma perchè non sono nato là

Cantava Baglioni che adesso ha un nuovo progetto che non vuole presentare se non online ma se Fazio chiede, Baglioni è pronto e allora via a i progetti dimenticali e vai a che tempo che fa … Ma come che tempo che fa ...Piove piove piove.

Allora anno e inverno sono gay ma si amano e vogliono sposarsi e quindi... Dai apriamo la mente e anche in Italia lasciamo che tutti si sposino... In fondo che male c'è? Ma come tu sei contraria la matrimonio perchè vuoi quello dei gay? A me poco importa. Ogni persona deve fare ciò che vuole solo non capisco il bisogno di sposarsi, di rendere pubblico un sentimento che è privato... A questo punto largo anche alle adozioni... Bhe lì sarei un po' più cauta perchè da sempre i bimbi li porta la cicogna e qui gattacicogna... Ma non era gatta ci cova... Fa lo stesso non essere pignola e perfettina.. Lascia correre la fantasia... Ma qui stiamo parlando di creature... E le creature hanno diritto ad un padre e ed una madre...Marò... Quanto sei antica... Sì, sarò anche antica ma secondo me la famiglia è composta da due genitori di sesso opposto... E dai sorvola..

Vola con quanto fiato hai in gola
Il buio mi innamora
qualcuno ti consola
la notte vola

E volasse veramente e venisse il sole e il caldo.
Non vedo l'ora e non perchè mi sono ghiacciati gli occhi ma solo perchè non vedo l'ora che venga martedì e porterò Lulù dal veterinario e finalmente saprò...
Devo dire però che

Io penso positivo perchè son vivo perchè son vivo, io
penso positivo perchè son vivo e finchè son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal
ragionare, niente e nessuno al mondo potrà
fermare, fermare, fermare quest'onda che va
…..
Lulù non sembra affatto malata, mangia dorme ed è allegra...
insomma come dice Jovannotti, però sarà meglio martedì sera...O peggio. Nessuno lo può prevedere...
Solo Dio lo sa. Lui che tutto può, che tutto vede e a CUI NULLA SFUGGE... Sarà vero? Anche al generale non sfugge nulla nemmeno Pepe il suo gatto che lei prende a scopate quando sale sul carrello e che sgrida anche dopo una settimana sostenendo che il gatto ricorda tutto. Per me invece il tempo degli animali è molto più corto e la memoria molto più breve come la strada maestra... Mai lasciarla... E chi la lascia te la tolgono lo stesso , Il comune basta faccia dei lavori vedi nella mia... Quando ho ricevute le scuse del Comune per i lavori e per il disturbo che mi avrebbe arrecato ho pensato che fosse un Comune molto educato e scrupoloso e invece a distanza di quasi due mesi il mio punto di vista è totalmente cambiato. Il comune si è solo parato come si suol dire le terga e io me lo sono presa dritto dritto in quel posto addolcito dal biglietto e con il sorriso stampato in faccia. Oggi devo ancora fare un giro immenso e non si prevede un ripristino veloce. Fa freddo mi sono gelate le dita. Stop . Passo e chiudo.

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