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Io e Papperina
Ma dove va a finire il cielo... magari dove dormi tu... 

Dove va a finire quell'amore che fa sempre rima con cuore ..
Dove va finire quell'amore che quel cuore te lo fa battere sempre e comunque...Quell'amore che ti toglie il respiro, che ti fa sentire le farfalle, che ti fa sorridere piano, che ti porta lassù sulle montagne russe, che ti colora il mondo, che ti fa mancare la terra sotto i piedi e ti fa volare tre metri sopra il cielo, che ti fa aspettare ore con il terrore di non veder arrivare nessuno, che ti fa piangere e disperare e ridere ed essere felice... Dove va a finire la poesia che si trova in tutto ciò che l'altro fa o tocca o dice... Dove va a finire l'assenza di difetti e la sua perfezione? Dove va a finire la complicità, il gergo peculiare, dove vanno a finire i ricordi...
Improvvisamente così come era venuta la malattia “amore” se ne va. Chiude la porta, butta via il termometro, ritira i puntini rossi del morbillo di maga Magò e ti lascia svuotato di tutto e pronto a ricominciare perchè la vita è proprio come una ruota. Cosa avviene in quegli attimi? Da innamorati che si era improvvisamente una folata di vento gelido lascia davanti a te un baccalà. Tu lo guardi e pensi:”Possibile? A me il baccalà fa schifo, non lo digerisco, fa una puzza tremenda...” Eppure quel baccalà ha fatto parte della tua vita. Hai dedicato a lui parecchio tempo e tutto il tuo cuore. Hai visto come maga Magò Merlino fare tutte le sue evoluzioni, esprimersi al meglio con la sua magia... Hai combattuto con lui per elevarlo ancora di più. Hai cercato di nascondere quello che la vocina dentro la tua testa ti consigliava : “Attenzione non è tutto oro ciò che luccica”.
Ma tu braccato e beccato da Cupido e dall'alto della tua arroganza avevi decretato che la fonte di tanto amore poteva stare solo lassù nel cuore e nella testa e lo hai innalzato su un obelisco. Ma l'obelisco aveva una punta che la strega cattiva della Bella Addormentata aveva dimenticato lì per caso.
Su quella punta in equilibrio precario per un po' di tempo il tuo amore è rimasto a sfidare non solo la logica della stabilità ma anche tutte le tempeste che Talos inviava non a caso. Tutti gli dei sono cattivi come gli uomini e vogliono, come gli uomini del resto, avere la supremazia su tutto e quindi il solo vedere un essere umano felice porta la loro infelicità.
Talos invia fulmini, lampi, tempeste, grandine, trombe d'aria che suonano musiche argentine per le sue orecchie, e gode nel far soffrire la nostra terra. Ultimamente si è evoluto e invia pure tsunami che devastano la già devastata umanità. Non ha ancora capito che il suo compito è finito perchè gli uomini hanno imparato a farsi del male da soli e hanno in qualche modo preso le sue armi e il suo posto. Ma come tutti i condottieri e i capi in genere il difficile non è prendere il potere ma sapere quando è il tempo di lasciarlo. Ahi!!! Talos non ha ancora capito che il suo tempo è finito e scaglia gli ultimi sprazzi della sua grande e vecchia gloria sull'obelisco dove il poveretto infreddolito, pieno di paura e anche un po' stanco di una posizione che a parer suo non gli confà, incomincia ad escogitare un modo per scendere. E' sempre per caso perchè ovviamente le cose succedono solo per questo, che in quel preciso istante passa di lì Icaro con le sue belle ali di cera. Si ferma un attimo a guardare il poveretto nudo e sull'orlo di una crisi di nervi, lo apostrofa:”Sali?”. “Monto su...Monto su...” E come Monica Vitti, il poveretto fa la mossa e poi sale. E' li che tu perdi lui mentre il tuo amore fugge sulle ali di Pegaso che pure lui, ma guarda la coincidenza, passava di li. E via e via con il carro del sole l'amore passa come dice ogni canzone d'amore che si rispetti e tu ti ritrovi a guardare solo l'obelisco. Improvvisamente di rendi conto che tutto è finito e nello stesso preciso momento ti domandi ma era veramente cominciato? La potenza del cervello umano mescolato alle emozioni del cuore è ancora talmente sconosciuta che nessuno riesce a trovare una spiegazione. E tu, che fino ad allora vivevi in simbiosi e anche in adorazione, ti accorgi che si è aperto davanti a te un gran portone e come in Ghost Whisperers segui la luce e finisci in un nuovo mondo dove non senti dolore e vivi un altra vita dove la precedente rimane solo come un bellissimo ricordo. Ecco dove finisce l'amore: su una porta che si apre come un portone, quasi come un proverbio. Ma l'amore non è forse solo illusione o storia tramandata da sempre che confonde realtà e favola? In fondo Giulietta e Romeo non era una storia un po' enfatizzata da un certo Shakespeare che ha fatto succedere tutto nell'arco di appena pochi giorni? L' amore quello vero, bello e infinito ha una durata effimera come la vita di una farfalla.
Ma noi uomini siamo cocciuti e vogliamo che tutto sia per sempre non ricordandoci che anche noi abbiamo una nostra misera fine.


Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole
"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai",

vorrei dirti ora le stesse cose
ma come fan presto, amore, ad appassire le rose
così per noi

l'amore che strappa i capelli è perduto ormai,
non resta che qualche svogliata carezza
e un po' di tenerezza.

E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano,
li rimpiangerai

ma sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

E sarà la prima che incontri per strada
che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo.

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Carote....caro...te 

Eravamo ancora tutte tremanti dentro ad un luogo scuro e molto rigido. Non avevamo nemmeno voglia di parlare tanta era la paura di essere state prese e rinchiuse chissà dove lontane da tutto ma soprattutto da tutti quegli affetti che fino a pochi minuti primi ci davano la sicurezza di essere amate e di avere una vita spensierata e un futuro certo. Poi improvvisamente una sessola grande come una casa si era abbattuta su di noi e ci aveva sollevato alte nell'aria fino a farci vedere bene il blu del cielo. Avevamo urlato a squarciagola ma nella nostra follia di bambine avevamo preso tutto ciò come un gioco. Una Gardaland per semi e noi eravamo felici di questa montagna russa arrivata per caso e del tutto gratuita. Non avevamo fatto la fila, non avevamo pagato il biglietto e ci ritenevamo molto superiori a tutte le altre che restavano chiuse nel nostro sacco che era, fino ad allora, il nostro mondo. La spensieratezza dei bambini non fa mai vedere il mondo in modo cattivo. Tutto è o può diventare con la loro innata fantasia un bellissimo gioco e i più grandi dolori possono alla fine potarli nel mondo dove Peter Pan combatte ancora con Capitan Uncino. I bambini vedono sempre le fiabe con un lieto fine e forse noi adulti per preservare questo loro mondo fantastico ancora un pochino di più, inventiamo sempre storie a lieto fine. Così, con lo stomaco ancora in subbuglio, ci apprestavamo a fare la discesa. Chissà perchè in fondo le montagne russe, pur facendoti star male, sono così apprezzate. Noi semi, come gli uomini del resto, siamo attirati da ciò che in fondo ci da emozioni violente anche se queste provocano dolore. Ci adoperiamo per avere delle sensazioni forti che in qualche modo ci facciamo provare emozioni più potenti. Gli uomini cercano nell'alcool e nella droga ciò che non trovano in loro stessi. Poi, non contenti di questo, si buttano con elastici nel vuoto, cercano disperatamente di schivare la morte correndo come forsennati per le strade e nuove emozioni sparandosi negli occhi wodka che regali loro attimi di lontananza da quel mondo in cui vivono e che ai loro sensi è solo la quotidianità che loro aborrono. E così all'inizio è il vuoto nello stomaco delle montagne russe. Stai male e nel male trovi la felicità. Noi semi siamo tutti uguali perchè Dio ci ha fatto tutti a sua immagine e conoscenza e quindi tutti abbiamo un nostro modo di ragionare che è molto simile anche se parliamo lingue molto incomprensibili e il nostro metro del tempo è molto diverso. Si potrebbe quasi dire che tutte le forme di vita che popolano il mondo siano in realtà degli alieni agli occhi degli altri. Sopra tutti c'è lui:l'uomo che dice di essere il vero figlio... Ma noi piccoli semi sappiamo che non è vero e che un giorno anche lui capirà che tutto ciò che ha un ciclo di vita è uguale. Cambia solo il modo di vedere il mondo o meglio di vivere la vita. Noi semi siamo simili all'uomo nella nostra deficienza e nella ricerca di emozioni per vivere una vita diversa. Ma torniamo al nostro viaggio. Eravamo ancora lassù e io guardavo quel cielo e pensavo che un blu così solo la tavolozza di un pittore lo poteva fare. E poi improvvisamente cominciò la discesa e vidi con lo stomaco nella testa il verde degli alberi e il rosso del sole. Poi ancora il freddo e il buio. Eravamo di nuovo come dentro il sacco. Ma questo non era morbido anzi faceva un rumore strano. Ecco sembrava quasi come se fosse un sacchetto di carta. E il sacchetto sembrava camminare. Poi improvvisamente tutto si fermò e nuovamente la luce mi abbagliò e fui improvvisamente sbattuta su una cosa dura e lo vidi... Era bellissimo. Mi innamorai di lui subito e decisi di essere la sua schiava. Lui intanto mi sorrideva e mi teneva fra le dita. Mi accarezzava piano e sussurrava dolci parole che avrei imparato a conoscere. La mia lingua era diversa dalla sua ma la bellezza è sempre e comunque bellezza e si capisce sempre e lui era inspiegabilmente bellissimo. Cominciai a fare uno sforzo per poter conoscere ciò che lui diceva.” Sei un seme bellissimo e tu diventerai grande forte e sarai la gioia del mio orto.” Ecco cominciavo a capire ciò che lui diceva ma poi bastava che mi strofinasse tra le dita e la mia mente era sconvolta da queste sensazioni a tal punto che la mia testa non funzionava più. Mi ripose con molta dolcezza. Mi convinsi immediatamente che guardava solo me e pensai” Non ti tradirò mai amore mio. Sarò la tua schiava e renderò dolce la tua bocca con il mio sapore...”
“Domani cominceremo il nostro lavoro...”
“ Certo amore mio tutto ciò che vorrai... Io sarò solo tua prendimi...”
” A suo tempo dolcezza ti prenderò e diventerai mia per sempre”
La mattina dopo aspettavo con trepidazione il suo arrivo. Aveva un meraviglioso cappellino arancione il mio colore preferito e capii subito che se lo era messo solo per me. Per non farmi male si era messo un paio di guanti anche loro con una riga arancione. Mi amava proprio.
Fu così che mi trasportò fuori a fare una bella passeggiata e io mi godetti il tepore del sole e il profumo dell'aria. Poi mi depose con molta cura sulla terra, scavò una fossetta e poi, improvvisamente, con un gesto del tutto inaspettato, mi afferrò e mi butto giù e mi seppellì. Rimasi da sola al buio e piansi tutte le mie lacrime. Perchè lo aveva fatto? Non mi amava più? Cercavo disperatamente di rendermi conto di cosa avrei potuto fare ma le mie lacrime inondavano la terra attorno a me creando solo fango e rendendomi la respirazione più difficoltosa. Con le ultime forze che mi restavano mi imposi la calma. Feci un po' di training autogeno e cominciai a pensare a delle soluzioni per venir fuori da quel pasticcio. Il fatto che lui non mi amasse invece che rendermi disperata, adesso mi dava la forza per volermi vendicare. Piano piano il mio respiro tornò normale e comincia ad allungarmi. Capii immediatamente che grazie alle mie lacrime il mio aspetto stava mutando. Non ero più una semplice semina ma stavo mettendo delle barbe attorno a me e con queste barbe riuscivo a respirare e tastare il terreno attorno. Poi con il passare del tempo dalla mia testa cominciarono a spuntare delle cose verdi. Un giorno improvvisamente le mie antenne videro la luce. Ero in una specie di...orto ecco come lo chiamano gli uomini. Vicino a me tante me... E lui eccolo...
Lui veniva ogni giorno, mi parlava e mi allagava di acqua che io bevevo avidamente. Ma secondo me lui mi aveva tradito e io in cuor mio, cuor di carota, lo odiavo. I miei sentimenti erano cambiati e anche se lui continuava a prestarmi tutte le attenzioni che mi aveva promesso io capivo che lui aveva uno scopo diverso da quello che avevo inteso io il giorno in cui ci eravamo incontrati. Comiciai a studiarlo e a vedere come fosse possibile fargliela pagare. Intanto passava il tempo e lui veniva sempre. Mi diceva le solite cose, mi allagava, mi toglieva ciò era superfluo, picchiettava la terra attorno togliendo quell'erba che non faceva sì che io respirassi bene. A suo modo forse, adesso che il tempo è passato, lui mi amava. Solo oggi capisco che il concetto di amore e del tutto personale. Ogni essere ama a modo suo e non è giusto sindacare e giudicare. Ogni essere da quello che può e a modo suo senza dubbio da il massimo. Ma noi esseri siamo dei giudici molto severi verso gli altri e molto accondiscendenti con noi stessi. Io allora tutto ciò non lo sapevo, non lo capivo e non mi ponevo neppure il problema. Volevo solo la mia vendetta. Fu così che un giorno poco prima che si arrivasse all'epilogo di questa storia lui disse “ Carote domani sarete sulla mia tavola”. “Caro te io domani ti strozzerò. Tu mi taglierai mi ferirai nel corpo meno di quello che mi hai ferito nel cuore ma i miei pezzi ti romperanno prima un molare poi scenderanno lungo la tua gola provocandoti atroci dolori e nello stomaco creeranno dei buchi tremendi, lacereranno l'intestino e infine non riuscirai più a liberarti di me. Vedrai l'ospedale, vedrai il chirurgo e infine vedrai la terra e sarai sepolto come tu hai fatto con me. La tua bara sarà di legno durissimo e a nulla serviranno le tue lacrime. Tu non rivedrai mai più la luce del giorno ne quella delle stelle”
E infatti così fu. L'unica cosa che non avevo preso in considerazione e che i miei pezzi rimasero in lui e mi ritrovai di nuovo al buio ma non da sola.
Lui piangeva ma non succedeva nulla. Le sue lacrime alla fine mi fecero vedere ciò che non avevo capito. La vendetta non ha senso se non una piccola soddisfazione momentanea che lascia poi solo amaro in bocca.
Caro te chiedo adesso perdono. Non volevo farti morire. Non sapevo cosa voleva dire e non sapevo neppure cosa voleva dire amare. Anche se in apparenza le due cose sembrano molto diverse amore e odio sono le facce della stessa medaglia e vanno di pari passo e spesso uno si integra nell'altro. Amore sconfina in odio e odio in amore... Caro te noi siamo solo semplici carote vedi anche qui non c'è molta differenza basta solo staccare due lettere...A volte Dio non ti spiega molto bene le cose ma cosa vuoi farci oggi è solo il lunedì di Pasqua e quel poveretto è risorto ieri...avrà già tanti problemi a farlo capire agli altri che di sicuro non ha tempo per spiegare qualche cosa a noi.

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Regalo inaspettato 
Come ogni anno in questa stagione i miei ciliegi giapponesi fioriscono e, come ogni anno, io faccio le stesse fotografie... Le stesse anche perchè i ciliegi fioriscono sempre con gli stessi fiori e fanno in genere più o meno un miliardo di petali rosa e un tappeto rosa impalpabile e semplicemente stupefacente. Ogni anno aspetto questo momento perchè in effetti è sempre secondo me un miracolo. Aspetto e sbircio il divenire della primavera. Poi una mattina quando nemmeno te lo aspetti esci e tutto è in fiore. Sono sbocciati anche quest'anno così da soli, in silenzio, in una notte di luna piena che mi faceva l'occhiolino dalla finestra inondando di luce la mia camera e spandendo scie di giallo ovunque. Io ho dormito con lei, in lei, facendo sogni gialli, rosa e anche un po' rossi...
Poi alzata di buon mattina sono uscita per vedere a che punto erano... Ed eccoli li tutti in fiore mentre ancora intorno l'inverno allunga le mani. Il giardino non è ancora pronto ma loro sì...loro non aspettano e sono i primi a dare un buon giorno ad una nuova primavera. Primavera era con loro e con le sue dita gentili li accarezzava e loro diventavano un po' più rossi vergognosi di tanta delicatezza. Lei con le sue lunghe bellissime mani bianche li guardava sorridendo e loro davanti a tanto amore sbocciavano ancora di più. Così presa la macchina fotografica ho fatto le stesse foto di ogni anno rendendomi conto di quanto il tempo passi in fretta. Mi sono seduta su una sedia e il mio pensiero è corso tra i ciliegi. “Quanto tempo è passato da quando vi ho piantati? E quanto vi ho cercato prima di potervi piantare?” “ E' passato molto tempo e noi ti abbiamo visto percorrere tanta strada...Sai eravamo piccoli ...ora, quest'anno diventiamo maggiorenni... Abbiamo visto molto da qui...Molte persone sono passate sotto di noi...molti cani hanno concimato le nostre radici ...Ti ricordi?”
“ Si ricordo tutto ma a volte vorrei poter non ricordare...Vorrei essere morta o come voi immobile ad aspettare solo guardandomi attorno e sapendo che altri si prenderanno cura di me... Ma voi avete dei sentimenti? Avete dei dolori? Avete dei problemi?” “ Mia cara noi non abbiamo quella funzione ...Noi dobbiamo solo pensare a fiorire, a mettere poi le foglie, ad aspettare che le api facciano il loro dovere e a cercare di restare in vita per poi rifare l'anno prossimo quello che facciamo ora. Tutto qui. Tu invece secondo noi ti poni troppi perchè e cerchi di trovare strade che non portano mai a nulla perchè tutto sta già scritto... Tu invece ti agiti. Lascia semplicemente che la vita ti porti dove devi e non scappare a Samarcanda ma stai dove sei e lascia solo che sia la tua fantasia a viaggiare. Riposati qui e vola via con la mente... Non domandare, non preoccuparti, dormi e sogna che in questi anni non lo hai mai fatto...” Mi sveglio dal mio sogno con la macchina in mano e 50 foto fatte senza nemmeno essermene accorta. Lulù è al mio fianco e io penso che è vero: tutto passa troppo in fretta e il tempo mio vola e io non riesco a fare nulla.
Tra meno di una settimana la fioritura lascerà spazio al verde e io di nuovo piangerò perchè è durata troppo poco. Nel frattempo i petali faranno un tappeto che io non pesterò per non rovinarlo e così mi rimarrà sempre il desiderio di poter camminare su un tappeto di petali. Come è stupido l'uomo... Io per non sciupare le cose mi tengo un desiderio. Un po' come con i saponi o con le scatole di colori che non uso per non vederle finire. Assurda la mia mentalità ma è la mia e devo accettarla. Modificarmi? Si certo, ci penso spesso ma poi mi dico alla mia età perchè dovrei? E i saponi rimangono nelle loro carte e i colori nelle loro scatole. Dovrei comperarne forse due? Così anche quest'anno io non ho camminato sui petali mentre tutti i miei ospiti lo hanno fatto distruggendo il mio tappeto. Ma agli ospiti puoi vietare qualche cosa? Sabato mattina come sempre sono andata con il generale al mercato coperto e ho lavorato tutta la mattina a dispensare verdura. Poi sono arrivata a casa e ho scaricato una macchina di verdura. Ho dato la pappa a Lulù e poi ho finito di mettere la luce all'interno delle lampade che mi invento prendendo pezzi vari dal magazzino di mia madre. Naturalmente le lampadine di cui ero provvista erano andate chissà dove perchè hanno fatto saltare la luce. Quando si è stanchi fare qualche cosa richiede non solo uno sforzo mentale molto più grande ma anche molto più tempo e io ero stanca. Così dopo aver fatto dieci volte le scale per riaccendere l'interruttore generale ho pensato di cambiare lampadina e la magia è avvenuta. Contenta di tutto sono sprofondata in un sonno meraviglioso illuminata dalle lampade nuove. Poi improvvisamente mi sono resa conto che era tardi, che dovevo pulire la verdura e correre a messa. Sono scesa ho preparato la tavola perchè il giorno dopo avrei avuto ospiti e mi sono messa tranquillamente a pulire il prezzemolo. Era una montagna...non finiva mai!Lulù era in giardino e io pensavo a che bella giornata era stata. Non avrei mai pensato che le sorprese non erano finite. Improvvisamente mi sono resa conto che il prezzemolo mi aveva fatto fare tardi per la messa. Io non sono molto di chiesa ma con Dio faccio i miei patti. Uno di questi è l'andare a messa in cambio del funzionamento della caldaia. Lui assolve al suo compito e io vado a sentire il vangelo che è pure interessante. I rapporti con Dio sono sempre molto personali ma i miei forse lo sono di più...Mi sono messa le ali ai piedi e sono volata di sopra a prepararmi. Al momento il fatto che ci fossero un paio di occhi che mi fissavano dal letto non ha sortito nessun effetto. Poi ho realizzato che quei due cosi che mi guardavano erano proprio due occhi e non due occhi di un pupazzo di Lulù...Lui era lì e mi fissava anzi fissava più precisamente il vuoto. Non ho avuto nemmeno la presenza di spirito di fargli una foto. Era lì e nello stesso tempo era lontano... Ho preso il telefono in mano e sempre fissando il letto ho urlato a mia madre:”Ho un topo sul letto...Ho un topo sul letto...” “Ma è vivo?” “Certo che no...” “ Ma dai per un topolino...” “ Ma quale topolino questo è grande... E' un regalo di Lulù...Me lo ha portato qui come regalo di compleanno in ritardo”. Ecco a volte i regali arrivano quando meno te li aspetti. Con estrema prudenza ho foderato con un sacchetto un cestino e poi scrollando piano piano il copripiumone ho fatto scivolate il regalo nel sacchetto pensando che domani lo avrei buttato nelle immondizie. Già quali immondizie? Io non ho i cassonetti e così ho pensato che dato che ho ospiti e che in città i cassonetti esistono rifilo il sacchetto a mia madre. Mentre urlavo tutta la mia paura mista a schifezza Lulù mi guardava basita. Non capiva perchè quel regalo non mi piacesse. Mi sono fermata di botto e mi sono detta che era solo questione di punti di vista e che in fondo lei cosa poteva saperne che a me i topi non piacciono? Così mi sono messa a grattarle la pancia,e a farle le coccole ... Come si fa a non ringraziare chi con tanto amore ti ha cercato un regalo? Ho anche ringraziato Dio che fatto in modo che Lulù lo mettesse sul letto ( ho scoperto un motivo in più per ascoltare la messa con più attenzione) e non sotto al cuscino perchè l'idea di andare a letto e di sentire qualche cosa di peloso e di freddo mi avrebbe fatto andare ancora più fuori di testa...

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Spu(n)ti da pe(n)sare 
A me sarebbe sempre piaciuto saper sputare. Da oca raffinata lo sputo ovviamente ha un fascino tutto suo. Non ci sono mai riuscita nonostante i molti tentativi. Io al massimo riesco a farmi colare un rivolo di saliva. Non vi racconto poi le umiliazioni subite in gioventù quando si facevano le gare. C'erano certi amici che tiravano sputi a dieci metri... io mi limitavo a guardare e a fare le prove in vasca da bagno. Niente! Assolutamente non riuscivo a sputare!
Arrotavo la lingua, gonfiavo i polmoni, inalavo più aria, cercavo di espellerla in un colpo solo...ma non c'era verso... La saliva colava lungo il mento e io ficcavo la faccia nell'acqua. Ora alla veneranda età di 55 anni passati ho scoperto che per sputare devo avere in bocca qualche cosa. Lo so che non si dovrebbe fare ma per me non esiste cosa più bella se non quella di ficcarmi nella bocca 3 cicche e poi fare le bolle (ogni tanto devo essere onesta la bolla mi si rompe e io rimango impiallacciata da chewingum su tutta la faccia ottenendo così in parte una ceretta meno invasiva ) poi, finita la voglia di bolle si apre il finestrino e dopo diverse iperventilazioni si sputa verso il ciglio della strada e possibilmente non contro vento la cicca. Ormai con la mia proverbiale signorilità riesco a sputarla anche a tre metri, tre metri e due centimetri record massimo ottenuto in una galleria del vento con appunto il vento a favore...
Tutti questi sputi da pesare hanno portato a degli spunti da pensare e così tra uno sputo e l'altro facciamo un po' di filosofia della gomma.
La vita continua sempre? Io vivo sempre o ogni tanto sono morta? Quando dormiamo dove siamo? Si... certo... ovviamente siamo a letto semprechè non ci si addormenti altrove...ma con la nostra mente dove andiamo? In quale mondo parallelo va a finire il nostro pensiero? I nostri sogni sono la realizzazione di ciò che non riusciamo ad ammettere? Le nostre fantasie diventano veramente incubi? La nostra essenza diventa sogno o il sogno è la nostra realtà? Mi sembro Gigi Marzullo .. Ma in effetti dove andiamo quando sogniamo? Quando la Bella Addormentata dormì per cent'anni dove andò con i suoi pensieri? Voleva veramente essere svegliata dal principe azzurro o preferiva restare zitella a vita e studiare i matrimoni falliti degli altri? Voleva forse studiare medicina per poter poi avvelenare senza essere incolpata la vecchia brutta e cattiva strega? Aveva aspirazioni di fare la lavandaia invece che la principessa? Voleva un profilo basso e non ricevere mai ospiti? Voleva invece che un castello una semplice casetta in mezzo ai fiumi? Cosa sognava? E la Bella Addormentata raccontò la sua storia...
E pensare che ero piccola. Piccola …
Ti ho invitato, m'hai stregato, ti ho creduto, ho dormito...
E nei miei pensieri vedevo una croce rossa e capii di essere Kandy Kandy e cominciai ad avere tutte le disgrazie che ogni serie di cartoni animati ha. Del resto io ero un cartone e stavo dormendo da circa cento anni attendendo quel bacio che non volevo... Già... Avessi potuto avrei dormito fino alla fine dei miei giorni continuando a sognare di essere un'altra. Intanto Kandy Kandy si era innamorata, aveva perso il fidanzato, era stata espulsa da scuola, insomma viaggiava nella bufera, felice di avere il dono della vita... Avete mai osservato come tutte le storie siano incredibilmente piene di disgrazie che anche a volerle non riuscirebbero mai ad essere concentrate nella vita di una sola persona? Ebbene Kandy Kandy diventa grande e lascia tutti li a bocca aperta e scappa con Pippi calze lunghe sul suo cavallo a pallini neri tenendo stretta la scimmietta signor Nilsson che anche lei sogna di non essere in quella fiaba ma di diventare Cita... La Bella Addormentata chiede a Cita come sia Tarzan ma quest'ultima le da una brutta notizia... “ Io non sono opera della fantasia di Burroughs ma sono solo stata messa nel film. Io sono reale”. E da qui Kandy Kandy alias la Bella prenderà un'altra direzione buttandosi dal cavallo e arrivando dritta in braccio al Cappellaio matto che avendo appena finito un turbante conturbante a base di mercurio tirava gli ultimi respiri e dettava le sue ultime volontà. Ovviamente non era possibile che il passaggio non fosse più che doloroso e infatti il Cappellaio sul punto di tirare le cuoia non riesce a tenere tra le braccia la piccola Bella che cade a terra fracassandosi e spezzandosi per sempre la sua gamba che vola alta nel cielo dove una grande aquila la prende al volo. L'aquila ovviamente prosegue per un'altra strada e incontrerà Merlino e anche quel cornuto di Artù che diventerà Vicky che si troverà con Asterix e Gerard Depardieu finalmente incontrerà una pappera e se ne innamorerà creando una nuova serie di cartoons anni 2010 che diventeranno il punto di partenza per grandi successi non solo televisivi ma anche letterali perchè una certa Margherita si ispirerà a tale racconto e farà soldi a palate vincendo anche il primo premio letterario per tutto. La nostra scrittrice avrà ovviamente una sua fiaba che però alla fine diventerà quella della Bella Addormentata raggiungendo così i suoi due obiettivi principali: l'aver finalmente dormito e l'aver ottenuto il bacio e l'amore del suo principe blu. Ma torniamo a Kandy Kandy alias la Bella... Al posto della gamba negli ultimi momenti di vita il Cappellaio costruisce una specie di uncino e da li metterà la Bella su una vecchia bagnarola lasciandola al suo destino con un coccodrillo che poi a sua volta avrà un percorso molto diverso diventando una zucca con sveglia incorporata e scandendo il tempo di tutti continuerà a far capire agli adulti che bisogna anche un po' essere bambini e come in tutte le belle storie farà vedere la fine di Andrea in Incompreso... Ma torniamo alla Bella che dalla sua bagnarola vede una balena ma forse era un pesce cane... la Bella deve per forza pescare perchè altrimenti muore di fame e così butta in mare la gamba ad uncino e arpiona la balena che in un attimo di distrazione di Bella che teme per la sua deambulazione futura, le sputa in faccia una Bestia e se ne scompare di nuovo tra i flutti. Ovviamente tra la Bella Addormentata e la Bestia sboccia l'amore e da lì cominciano un percorso di chirurgia plastica una per rifarsi la gamba e l'altro la faccia inequivocabilmente brutta. Ma alla porta della sala operatoria si affaccia Frankestein che vuole a tutti a costi operare Bella invaghito dal suo cervello che vede fluttuare al di sopra della ragazza stessa. E' nel momento preciso in cui si scatena il fulmine per forgiare la nuova gamba di Bella che quel maledetto principe azzurro la bacia e Bella deve svegliarsi.
T'ho cercato, t'ho scovato, t'ho trovato, t'ho baciato..
E con questo t'ho svegliato..
uno schiaffo tu mi hai dato ,la pistola mi hai puntato ed un colpo mi hai sparato..
E così il principe morì e fu aperta un'inchiesta e Scherlock Holmes scoprì che la principessa aveva incontrato l'inventore della prima pistola che si era ovviamente innamorato della sua gamba di lucido acciaio come una canna e le aveva donato il primo prototipo della storia che Bella teneva nascosta sotto al cuscino e oliava ogni giorno tra un sogno e l'altro. La principessa venne condannata ma siccome era reggente si fece una legge ad hoc e non scontò mai la pena.. A volte le storie finiscono anche per essere vere e infatti più o meno ai nostri tempi le cose funzionano così. Ecco perchè le mamme raccontano ancora le storie di un tempo perchè le storie hanno sempre da insegnare a tutti.


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Amore e amicizia 

Papperina oggi si è svegliata male. Le girano le penne e scrive e fa domande e vuole risposte da me che invece cerco di dormire.
Ho di nuovo i miei problemi di insonnia e ormai so tutto su alluvioni politica e il modo di accoppiarsi di quasi tutti gli animali.
Ho il decoder ma io sono affezionata ai miei vecchi canali ma sono anche curiosa e ogni tanto sbircio di la.
Ho scoperto l'olfatto spaventoso dei cani e i nuovi esperimenti fatti attraverso il loro fiuto per capire in anticipo le malattie, ho scoperto che le cavallette fanno sesso a lungo e soprattutto non sono affatto timide. Qui devo dire però che la tv non c'entra nulla ma c'entra anzi fa da letto una finestra della mia sala da pranzo dove per una giornata(tanto che pensavo fossero morte) due cavallette sono state più di 24 ore una sopra l'altra. Poi il maschio è sceso e con un'indifferenza unica se ne è andato. Lei invece ha aspettato un altro po' forse per mantenere dei ricordi?
Ovvio che ho fatto delle foto e ovvio che ci devo scrivere una storia.
Le cavallette amano? Si innamorano? Piangono l'abbandono? Hanno dei ricordi? Sono stata a lungo a fare la guardona e non ho capito nulla. Lei sotto molto più grande di lui agitava le antenne e si puntellava con le zampe. Sembrava una di quelle gru alle quali si posizioni i piedini... Lui guardava nel vuoto del vetro e le stava sopra. I movimenti erano appena visibili ma non davano la sensazione di amore. Sembravano due cavallette che dovevano farlo con il primo che passava perchè ormai era tardi e l'estate era finita. Non c'era partecipazione almeno ai miei occhi. Comunque dopo 24 ore sono andata a vedere se per caso fossero morte. No erano vive e sono sembrate anche molto seccate dell'intrusione. Mi sono scusata e mi sono ritirata dall'altra parte del vetro. Loro si sono ripuntellate e hanno continuato. Poi così di punto in bianco lui è sceso non ha nemmeno salutato e se ne è andato. Lei è rimasta li a rifare il letto cercando nelle pieghe di lenzuola inesistenti dei ricordi, dei profumi, il rumore di parole ancora non portate via dalla leggera nebbia che ormai comincia a sfocare le immagini.
Ho pensato fosse una peripatetica e lui il passante di turno che ha approfittato di quell'amore in vendita.
L'amore si compra? Si vende? E l'amicizia? L'amicizia non dovrebbe avere un prezzo ma essere puro sentimento. L'amicizia è amore o l'amore è amicizia? Il dilemma è arduo e molte cose si intersecano e si fondono in un due parole che alla fine sono quasi la stessa cosa. L'amico ama ma non c'è la fase dell'innamoramento che invece è la prima parte parte dell'amore?
L'amore è comunque la base di tutto ma un'amicizia non finisce o almeno non dovrebbe mentre un amore è inevitabile che finisca?
Ormai non penso più al vissero felici e contenti perchè questo non esiste. La felicità è come l'amore: impalpabile.
In realtà mi accorgo che la parola amore io l'associo a ciò che definisco l'altra metà.
Ma ragionando io amo tutto, anche le cose; quindi il sentimento per il principe blu o per l'amica dovrebbe avere la stessa matrice. E allora da cosa deriva la differenza tra amicizia e amore?
Quando trovi il principe blu in realtà perdi la testa. Lui è solo blu e tuo, è privo di difetti e tu non riesci a vivere senza. Il principe blu in realtà è la tua droga del momento. E' il surrogato della nutella quando sei sola.
L'amicizia invece è un sentimento cosciente. Nasce un po' alla volta e cresce. Scopri i difetti, li accetti e vai avanti. In realtà forse con l'amico dividi tutto tranne che il letto mentre con il principe blu sei costretto a dividere anche quello oppure in realtà dividi solo quello.
Insomma la delusione c'entra sempre perchè alla fine tutti se vanno infelici e scontenti a dispetto di Andersen o di Perrault.
Ma poi le fiabe erano veramente a lieto fine? Cenerentola non aveva mal di piedi con quella scarpetta e l'aveva persa apposta? Biancaneve voleva veramente essere svegliata con l'alito del principe che magari aveva appena finito una frittata con la cipolla?


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