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Io e Papperina
Questo era sempre un po' di tempo che fu... 
Con una Montblanc nuova si vola... Sono sul lago di Como non con Clooney ma con l'immaginina di Lancillotto e una nuova penna. Anche se sto facendo la corte alla nuova uscita nera e bianca, oggi, dopo un bel po' di tempo che la guardavo nella scatola, le ho infilato una cartuccia nel buco... giusto e adesso comincio a scrivere con lei. Una penna nuova è sempre un motivo per scrivere del nulla. Dopo aver passato tutta la mattina a zonzo guardando una luna immensa che andava via via sbiadendo con il crescere delle ore lasciando posto ad un'alba dai colori liquidi che si spandeva su una nebbia fina tipo paesaggio di Avalon, sono arrivata davanti al lago di Como.
Le papere sono uscite subito a farmi le feste e ho cominciato a dialogare anzi a pappereggiare con loro. “Ma ma da dove vieni tu?” “Da Padova.” “E che razza di pappera sei... A Padova ci sono solo galline!!!”. Nascondo la testa sotto due palle della mia sciarpa e arrossisco. Tutto fuorché gallina... e arruffo le penne del petto. “Ma quali penne? Hai le palle lì... altro che le penne...” E' vero. Ho il cappellino con le palle, la sciarpa con le palle e non mi avvedo di Lancillotto che pure lui ha le palle oggi... “Oggi? Solo oggi?” “Ma scusatemi le palle le ha sempre... Il dramma è quando le ha girate...” “Ma tu guarda che razza di oca è questa... Giragliele quando le ha girate e così tornano dritte… Insomma impegnati.” Queste papere altro che… A vivere in un lago, e quindi in un ambiente ristretto, hanno una mancanza di larghe vedute a differenza delle ville che si specchiano in questo ramo. “Ma che dice questa... è acqua non è un ramo... sarà verde forse...” “Bhe il verde non è sempre fatto di rami? E poi via lasciatemi ire…” “Ma quali ire... tu non sei arrabbiata…” “ Via non ho più quel tempo…” “Ma senti questa! Caso mai il ramo è legato ad Alessandro non a Ugo.. Ma che stai a dì... fai filosofia spicciola!” “ Ma quale filosofia era una poesia… “Si certo e cantava Patty Pravo…”. A proposito è finito il festival di Sanremo che con Como non c'entra proprio niente ma sempre sull'acqua sta. “Ti è piaciuto?” “Ma sapete com'è Sanremo è sempre Sanremo. E' una manifestazione canora a cui nessuno vuole partecipare, che nessuno vuole guardare, ma in fondo il non esserci e il non averlo visto è comunque aut. Da una Clerici che mi assomiglia nel camminare a un Cotugno che sembra un fantasma, da una super leccata Marika ad un finto scanzonato Cristicchi che attende invano una Bruni accontentandosi anche di un Biondi, che pure lui haimè latita. E siccome l'Italia non manca mai di stupirci ed è altamente presente qui nella riviera grazie a Casa Savoia (che somiglia molto a casa Vinello) Emanuele Filiberto senza dubbio ci rallegra le serate con tanto di Pupo a carico. Dal ramo di Como è tutto la linea ritorna a te Papperblog.

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Di sera 
Per me la sera è magica sempre, il tramonto o l'oscurità che scende piano con lo scandire del tempo mi trova sempre meravigliata di come possano fondersi i colori del mondo, poi, ad una una si accendono quelle luci che d'inverno sono piccole e fredde e distanti mentre d'estate sono più vicine. Ogni sera mi incanto e ogni sera, la sera mi sorprende incantata. E' il momento del ritiro in casa, il momento che dovrebbe essere della famiglia, tenero scambio dei fatti quotidiani, cicaleccio davanti ad un aperitivo... ma a volte invece è solo lo sbattere della porta e il silenzio rotto dalla radio che lasci accesa solo perché la tua sera non diventi nera, ma solo grigia e scivoli come ogni sera lasciando una scia di solitudine che in fondo brucia solo un po'. Non muore assassinata la mia sera,inciampa forse in un buon libro che mi tiene sveglia, scivola sul pelo di Lulù che cerca le coccole dimenando la coda...a volte muore, comunque di sicuro non assassinata, ma di noia.

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Essere o non essere... 
Mi parla e chiedo: "Chi sei?" "et onoS". Non lo capisco. Ha un linguaggio diverso anche se apparentemente conosciuto. Lo scruto: mi assomiglia ma non lo conosco. Eppure mi pare di averlo già visto. E' familiare, ha qualche cosa che non mi convince, deve essere un ladro di immagine oppure di vestiti, uno che copia ma che non ci riesce al cento per cento. No non sono io, sono solo uno dei tanti che albergano in me e lui da bravo artista copia anche questo lato. Gli artisti non dicono bugie e si calano solo nella parte. Rubano l'anima delle persone che interpretano a modo loro, con la loro verità forse non assoluta ma, sicuramente, verità dal loro punto di vista e così lui non dice bugie, e mi ridà solo una facciata dell'immagine che riflette in quell'attimo. Coglie la mia essenza e me la sbatte in faccia. No non sono io quello sconosciuto che vedo. Io non voglio essere così eppure guarda: lo stesso riccio, la stessa lacrima sulla guancia che scende. Destra, sinistra, sinistramente sogghigna, rifà il verso mi schiaccia l'occhio con aria complice...chi sei? "et onoS".

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Ma il mondo è musica... 

Come potremmo avere un mondo sordo? Siamo già parzialmente sordi noi che viviamo in mezzo al rumore, che non apprezziamo i rumori della vita, del tempo, delle parole di uno sconosciuto. A volte non sappiamo nemmeno ascoltare il nostro cuore. Il vento che fischia, lo scrocchiare delle foglie sotto piedi, il canto degli uccelli, l'acqua che scivola sotto i ponti, una campana in lontananza, i suoi lenti rintocchi, il rumore della terra arata che si assesta, una musica da una finestra, uno strillone con il giornale, una chitarra che aspetta di essere suonata, il canto di un motore che ruggisce, la parola di un bimbo, una madre che canta una ninnananna, un urlo di disperazione, uno schianto improvviso, un tuono, una radio che parla di notizie, notizie che si spandono diffondendosi con impeto, il mare che si scontra con la sabbia, la sabbia che geme, l'onda prorompente su uno scoglio silenzioso, bambini che corrono, gemiti dietro ad una porta, rumore d’amore, rumore di speranza, canto divino che esce dalla chiesa, il lamento di un mendicante assente con la mente, il bisbiglio di segreti nascosti, il rimprovero ad un bimbo impertinente, una pentola che bolle in una cucina indaffarata, il passo felpato di una visita in ospedale, il rumore del male, quieto, accettato, i piatti che si strisciano, un coltello che cade, un disco che si incanta...

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e sia san Valentino! 
Domani è San Valentino. Ad una certa età i cuoricini se ne vanno a quel paese e si diventa saggi ...o no? L'amore non ha età...forse...ma l'amore dei vent'anni miei di Ranieri è solo proprio a vent'anni. Poi, piano piano come le candele, diventano piccole bugie in tutti i sensi. L'amore è sopportazione ed è anche non sapere che lo è. Mi spiego: In gioventù tutto è superabile poi invece la cipolla si fa sentire, l'aglio fa vampiro e infetta la stanza e il suo russare non è più una sinfonia ma diventa solo un rumore irritante che ti dà fastidio invece che farti compagnia. Ah l'amour... l'amour c'est comme un jour d'un infini sourire, un'infinie tendresse, un'infinie caresse. Già l'amore questo folle sentimento che domani scatenerà i cuori finti e veri, dipinti, colorati, puri. Una macchina che mette in moto un business da primati( ecco infatti da dove veniamo, chi siamo, e dove andremo...nello zoo di Berlino!!). Sono conica( ops volevo scrivere cinica...si sa che io sono una palla e non conica!)? Forse ma a me tutto sto zucchero non piace tanto. Gli innamorati son sempre soli? E allora che aspettiamo a far quattro passi in compagnia...Vogliamo far la fine delle tende da sole? Mah chi li capisce questi uomini e pure mettiamoci per par condicio anche ste benedette donne.. San Valentino e subito e mi ricordo le figurine di Peynet oppure ve le ricordate voi il lui e la lei che dicevano L'amore è? Io a quel tempo inguaribile ammalata di amore ritagliavo i giornali e magia...eccoli ancora qui nella scatola dei ricordi assieme a tutte le altre cianfrusaglie che allora era di moda attaccare sul diario. I diari di scuola, sapori lontani di carta nuova, le uscite pomeridiane a cercare i famosi testi, la scelta della carta per ricoprire la copertina, i libri venduti usati (nuovi in realtà mai aperti) davanti al liceo, le etichette ...Pure quelle mettevamo! La penna, la matita..io ricordo ancora le elementari con la penna e l'inchiostro che il bidello veniva a versare.. Che c'entra tutto ciò con San Valentino? Bho! Vedete ad una certa età il romanticismo diventa solo una corrente artistica e quando poi l'età avanza ancora diventa solo un lontano dolore che da reumatico diventa malinconicamente romantico. Innamorata? Certo sempre di Lancillotto che è sempre là dietro l'angolo con l'immancabile audi 8 per far rima e con tanto di cuore per far rima con amore...
Volevo parlare dei cuoricini di Schifano e del mio incontro con i cuoricini di Celiberti ma poi le oche pappereggiano e quindi alla prossima le mie disquisizioni sull'arte.
Notre été s'en est allé. C'est comme un jour de soleil en ripaille, et de lune un chamaille et de pluie en bataille...

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