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Io e Papperina
E di nuovo è domenica...27 aprile 


E' passata un'altra settimana senza Lulù. Tutto passa e anche la mancanza fa un po' meno male. Un po', solo un po', perchè tornare a casa ( ma questa è la mia casa?) è estremamente difficile. Non trovo più la mia compagna...In compenso trovo una madre che non capisco e che dice di morire presto. Molto consolante. Niente scodinzoli ne regali di giocattoli ma solo lamentele per tutto. Insomma ho trovato veramente la fonte della felicità. Continuo ad aprire scatoloni, a mettere a posto ricordi che non voglio ricordare e non riesco a buttare via, e ,quando pare di aver finito, torno a casa e ricomincio a riempire per poi portare qui e di nuovo scartare. Mi pare un film dove ogni giorno si ricominciava e ogni giorno era uguale a quello precedente. Tornare di là è brutto. Ogni volta è rimpianto di non poter portare avanti una casa che ho tanto amato. Eppure non vedo soluzioni. Da sola quella casa è veramente troppo grande e troppo faticosa da gestire. Così con la morte nel cuore impacchetto cose inutile che una volta ritenevo preziose. Mercoledì guardavo dall'alto il vuoto, o quasi, del salone. Mi sembrava di essere ritornata indietro di vent'anni quando guardavo dalla stessa posizione lo stesso salone ma con speranze diverse. Era l'inizio di una vita a due che non sapevo cosa mi avrebbe portato ma sicuramente ero felice e piena di aspettative. Adesso invece aspettative non ne ho più, non so cosa mi riserverà il domani ma di sicuro non saranno cose belle ma soltanto cose che mi faranno soffrire. Intanto nel mio vecchio giardino sbocciano le rose e le azalee e anche se io non ci sono più ho fatto tirare fuori i limoni che sono fioriti e i miei cactus che purtroppo nessuno vuole e moriranno di freddo il prossimo inverno. E' anche vero che erano scappati alla stessa fine quattro anni fa quando li avevo salvati dalla stessa sorte... Come dire “ Il destino lo puoi forse spostare ma non cambiare...” Comunque loro mi avevano giustamente ricompensato facendomi vedere una fioritura che io non avevo mai visto. Sembra che il mio giardino mi chiami a tornare ma io sono purtroppo sorda e spero che tutto questo finisca in fretta e da lì non passarci mai più. Sono molto stanca e come al solito lo stress si fa sentire sotto varie forme. Intanto non dormo anche se mia madre dice il contrario... Infatti lascio che lo creda tenendo la luce spenta ed ascoltando la radio. Ormai ho imparato i suoi ritmi che sono totalmente diversi dai miei. Alle 21 lei già dorme ed è logico che alle quattro sia sveglia. Io vivo al contrario anche se in questo periodo crollo verso le 23 in sonno fatto di incubi dove montagne di giornali sono pronte ad incartare tutto e di più. Il mio trasloco pare quasi finito se lo guardo da questo punto di vista e cioè dalla mia(?) nuova casa. Quando invece vado nella vecchia mi rendo conto di non averlo nemmeno iniziato. Ho tutti i miei libri e tutti i quadri, i soprammobili, statue, statuette,cavalli e cavallini, bronzi e bronzetti che non so dove mettere... In compenso ho sistemato più mobili di quelli che pensavo. Con mia madre non esiste un colloquio forse per colpa mia che non riesco ad essere sorridente e che non scatto sull'attenti ad ogni suo comando. Quando qualche cosa non mi va bene ho imparato a scappare e a ritornare a mente più lucida. Intanto lei non offre nessun suggerimento quasi la cosa non la interessasse per niente e forse è così. Pazienza, ci vuole pazienza, tanta pazienza. In realtà dovrei essere contenta e lo ero fino a due sabati fa e a proposito come sempre ieri sono andata a messa... Sono giorni che non sento altro che parlare di religione tranne giovedì che sono andata, in un impeto di follia, a Verona a vedere il circo acquatico che doveva essere la risposta a le Cirque du Soleil che avevo visto a Milano. Beh di acquatico c'era solo l'acqua di un paio di fontanelle. Non ho mai visto una cosa più brutta e sono rimasta scioccata dal fatto che chi ci lavora abbia il coraggio di esibirsi. Mi sono sentita presa per il culo e forse anche di più. Sono uscita sconvolta e sono scappata appena in tempo ad un brutto temporale che mi mordeva i calcagni. Comunque dicevo ieri sono venuta a messa...Adesso che ho acceso per un po' la tv, non su radio italia come al solito ma su rai uno, finalmente c'è la canonizzazione e spero che con oggi sia finita... Non ne posso più di sentire parlare di santi, di beatizzazione, canonizzazione, buon giorno, buon pranzo, buona sera, buona pasqua... Tutto ha un limite e il mio ormai è stato superato... Dunque dicevo ieri a messa ho letto attentamente la lettura tratta dal Vangelo secondo Giovanni... A parte il fatto che è ovvio credere a ciò che si vede mentre chi crede in ciò che non vede a volte viene scambiato per matto.... Sì parlo con te gentile signore... Hai presente quei poveretti che credono agli UFO? Bene loro sono considerati o matti oppure dei visionari... Che differenza c'è tra te e un UFO? Come sarebbe che gli UFO sono figli tuoi? E che cosa c'entra? Anche se fossero figli tuoi sempre matti sono considerati chi crede in loro e dicono di averli visti... Eppure a chi invece crede in te e vede i miracoli fatti in tuo nome, non viene dato questo appellativo anzi, vengono definiti credenti e chi crederà senza vederti avrà diritto ad un posto in prima fila nel grande cinema del paradiso godendo per sempre della tua visione spero tridimensionale e senza bisogno di quegli stupidi occhialini che tanto mi infastidiscono. Ma Tu di sicuro sarai molto più avanti di noi nella tecnica e avrai di sicuro dei mega schermi al plasma molto più avanzati... Anzi a pensarci bene, molto probabilmente anche gli UFO avranno una tecnologia molto superiore alla nostra dato che loro ci vengono a trovare mentre noi, a mala pena lanciamo le sonde fino a Marte... Comunque parecchia gente crede in te e spero faccia bene... Spero che tu non la deluda come il circo acquatico, spero che tu sappia quello che stai facendo... Si lo so che tu sai tutto non occorre che urli per ricordarmelo...Lo sai che i Santi non dovrebbero urlare ma solo bisbigliare... Non ho mai sentito di un santo che urla e nemmeno di un Dio salvo quelli dell'antica Roma o della antica Grecia quando facevano la guerra per dividersi ciò che in fondo non era loro perchè “tu lo hai detto” :Il mondo l'ho creato io... Eri un Pippo Baudo ante litteram.... Beh insomma ormai Tommaso ti ha toccato le ferite ( spero piano per non farti male) ed ecco che la fede è scesa su di lui e tu per ringraziare tutti li hai spediti nel mondo per raccontare la lieta novella... Non era meglio inventare le poste prima? Forse la voce si spandeva più in fretta... Quei poveretti hanno camminato tanto e credo abbiano perso la voce a furia di raccontare la tua storia...O forse era meglio facebook o twitter... Invece li hai mandati così allo sbaraglio con un paio di sandali non pensando che sarebbero finiti o forse ci hai pensato e hai mandato loro la Santa Provvidenza che faceva trovare le scarpe risuolate e il pane fresco ogni mattina assieme al bicchiere di vino che era il tuo sangue... Ma quanto sangue hai tu? E se veramente riesci a trasformare l'acqua in vino perchè non trasformi il vino in sangue e non abolisci l'AVIS? Ok ok ok non arrabbiarti non ti si addice ... Dio perdona tutto no? A proposito cosa vuol dire che se io non perdono coloro che ritengo mi abbiamo fatto un torto non saranno perdonati? Io veramente perdono tutti e dimentico... Ma dimentico proprio la persona che mi ha fatto il torto e se da qui apriamo un dibattito si fa presto ad arrivare alla conclusione che tu hai fatto morire Lulù, io ti ho perdonato e quindi ti ho dimenticato. Forse tu non volevi dire proprio così, o almeno io lo sospetto, però attendo una tua risposta non tramite gli apostoli per piacere magari tramite mail che così facciamo più presto. Resto in attesa e intanto ti saluto come farebbe il tuo dipendente:Buona domenica e buon pranzo.

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La rubrica del sabato :Io e (D) io ... PERDONARE SEMPRE...Mah! 


Carissimo, anzi no
Caro, no... no
Spettabile signore
Oggi è sabato ma non vengo a messa e non perchè non mantenga le mie promesse solo che la messa è alle 21 e io sinceramente a quell'ora sono già morta. Sì lo so, sei tu il morto, da ieri sera, da duemila anni che non ormai non se ne può più con questo venerdì santo e di passione e con la processione e la via crucis che per altro non ho trovato sul mio navigatore(Dante s'intende)... Tanto è tutto un bluff perchè poi tra tre giorni ti troveranno vivo e vegeto e grideranno al miracolo come se questa fosse una novità... Un po' come cantava Dalla.
Comunque tu sei morto e tu risorgerai come araba fenice anche se sei ebreo o cristiano a seconda dei punti di vista e non di sicuro una figura mitologica mentre Lulù non risorgerà per niente.
Comunque torniamo alle nostre quattro chiacchiere del sabato...
Vorrei tanto farti una domanda:Tu non smetti mai di perseguitare le persone? Hai il dente avvelenato? Predichi bene e razzoli mali? Che cosa ti ho fatto io? In una settimana, trasloco a parte, trasloco immane di una casa che non è una casa ma un museo pieno delle più inutili chincaglierie, un negozio cinese in poche parole da trasferire da mille metri quadri in 200 (mamma compresa) mi hai fatto morire la mia compagna di una vita, la mia famiglia... E' vero me ne hai data una nuova e mi hai tolto le spese veterinarie e quindi ti dovrei anche ringraziare perchè in fondo tu pensi a me e in periodo di ristrettezze, meglio un cane morto che un conto in rosso... Non ti ho dato soddisfazione, mi sono disperata da sola e sono venuta lo stesso a messa. Mi hai fatto rompere per l'ennesima volta un dito di un piede... Anche di questo dovrei ringraziarti perchè per lo meno non mi rompi sempre lo stesso e dai a tutti e dieci le stesse possibilità... Comunque non ti ho voluto dare soddisfazione nemmeno per questo e ho continuato senza lamentarmi tanto, a spostare mobili e scatoloni...Dato che tutto questo non era abbastanza mi hai fatto arrivare la solita raccomandata... Nulla di chè... Forse anche tu hai un cuore e mi hai mandato solo una multa perchè andavo a 57 chilometri invece che a 50 portando Lulù dal veterinario giusto per farmi ricordare che lei non c'è più. Non ti ho dato soddisfazione e adesso sono senza voce da quattro giorni con la bronchite e il raffreddore... Non ti darò soddisfazione nemmeno questa volta. Niente medicine. Se mi vuoi far morire fallo pure, tanto tu hai il tuo disegno divino e temo che nessuno possa fartelo cambiare... Mi sembra tu sia un tantino ostinato e, in fondo in fondo secondo me, Ponzio Pilato fece bene a lavarsi le mani e lasciarti al tuo destino... Si sarebbe esposto per niente perchè tu il tuo libro lo avevi già scritto e avevi anche messo la parola fine e spedito tutto al tuo editore.
Gentile Signore io la inviterei ad essere più buono e anche clemente perchè continuando a battere in testa ai buoni questi potrebbero diventare anche cattivi e allora non so come potrebbero reagire. E poi sono stufa di tutti questi:”Tu lo hai detto”, sono stufa di: “Porgi l'altra guancia”, sono stufa di: “Bisogna perdonare”...
Tra le altre cose non solo mi mandi dolori e disgrazie ma anche mi mandi persone che hanno la faccia come il culo e si permettono di mandarmi messaggi (che tanto io non leggo e non leggerò mai perchè io veramente ci ho messo una pietra sopra e ti posso garantire che la mia non si leverà tra due giorni).
A questo sì che mi ribello. Per lo meno fa che a loro si disintegri il telefono, si cancelli la memoria, perdano per SEMPRE il mio numero o infondi ma molto in...fondo almeno un po' di buon senso e tacciano per sempre. Fa venire loro le bolle sulle dita, fa venire a loro quello che hai fatto venire a me :la mancanza di voce in modo tale che non potendo usare le mani non possano nemmeno usare la voce per spedire messaggi. Non ti chiedo di darmi anzi ti imploro di togliermi tutti i rompicoglioni che ho attorno ( basta uno se proprio sei stanco dentro alla sindone), fa che qualche piccolo teppista gli tagli tutte le gomme, fa che insomma prenda un'altra strada che per nessuna ragione si intersechi con la mia. Per il resto ti ringrazio ancora una volta per tutto quello che mi mandi... Se vuoi puoi anche mandarmi un tornado, una tromba d'aria(non sarebbe la prima), puoi mandare i teppisti da me. Puoi farmi cadere il cellulare nel cesso, puoi anche far morire mia madre adesso quando ancora non ho goduto della sua compagnia. Sarebbe troppo bello vero? Sono sicura che tu mia madre la lascerai vivere quel giusto tempo perchè io mi ci abitui per poi togliermela facendomi soffrire. Che ci vuoi fare ci sono delle persone fatte come te che non lasciano mai un attimo di respiro e ti mettono sempre al tappeto. Chissà forse è comunque un modo per far vedere che il padrone sei tu e che tu puoi fare di noi tutto quello che vuoi..
Comunque grazie e buon sonno fino a Lunedì. Certo tre giorni di vacanza magari li avessi io e potessi dormire... Perchè tu in questi tre giorno dormi vero?

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La vita è come un albergo 



Ogni tanto arriva un cliente, prende una stanza per un certo periodo... Il tempo è sempre relativo e il nostro in confronto all'eternità è come l Ephemeroptera che vive un solo giorno.
Poi il cliente se ne va. Nessuno è in grado di dire dove, oppure ai suoi compagni di albergo non viene in mente la domanda, oppure, cosa molto più probabile, tutti hanno paura di farsi questa domanda perchè non si può sapere sapere la risposta e tutte le cose che sono mistero creano ansia e terrore.
Solo chi parte sente di dover partire e molto probabilmente sa anche per dove o spera di saperlo. Se ne va e lascia solo un grande vuoto che non puoi aspirare come nei sacchetti e che ti riempie e ti toglie il respiro. Non è il primo momento che fa più male, sono i giorni che seguiranno. Il fatto di non vederlo più per un po' è come se la persona fosse in vacanza e la tua mente si rifiuta di pensare che non tornerà mai più da quella vacanza che molto probabilmente non ha affatto voluto. L'albergo è solo un via vai continuo di persone che si incontrano e poi inevitabilmente si lasciano. Chi va via in fondo sta meglio... O almeno lo pensa chi resta. Per te che invece l'albergo continuerà ad essere la tua casa, è un dolore sordo. Ti mancano tutte quelle piccole cose che condividevi, le abitudini, senti gli odori familiari, speri di intendere i rumori che purtroppo invece non ci saranno più.
Così anche tu mi hai lasciato come hanno fatto tutti del resto. Hai fatto anche tu come Ponzio Pilato. Te ne sei lavata le mani di lasciarmi qui da sola e hai preferito prendere un'altra strada. Mi hai lasciato da sola nel momento in cui avevo più bisogno e lo sapevi. Come sempre anche tu hai mancato alla promessa che ci eravamo fatte :Ancora quattro anni!
Mi hai lasciato da sola in un mare di problemi, con tanti dolori di tante cose che sto perdendo e che purtroppo cambieranno anche me inevitabilmente. Questo albergo che una volta forse mi sembrava bello, adesso sembra un albergo con un'unica stella. Triste e anche un po' sporco.
La mattina quando mi stiracchiavo dopo una notte per lo più insonne e dicevo buongiorno, tu eri la prima con la tua caratteristica voglia di vivere che si alzava dal suo cuscino per farmi e farsi le coccole. Eri felice ogni mattina di questi dodici anni passati assieme. Eri felice e venivi scodinzolando, la coda in tondo che era il tuo modo di esprimere la felicità al massimo, un giocattolo, ogni giorno diverso in bocca come regalo di buon risveglio.
Eri speciale e non perchè tu fossi mia, perchè eri stata tu a scegliermi , eri speciale perchè eri tu semplicemente, perchè non ti ho mai vista scontenta, non protestavi mai, eri veramente un cane felice. Eri anche la mia compagna di vita e la mia famiglia, eri quella che leccava le mie ferite, che mi stava vicino nei momenti peggiori e che mi ha aiutato a buttare via i pensieri troppo cattivi che a volte mi passavano per la testa. Tu avevi più giudizio di me.
Mi hai lasciato guardandomi dopo aver bevuto un po' di acqua senza nemmeno alzare la testa solo per farmi ancora una volta contenta. Ti ho asciugato e tu hai cambiato posizione per vedermi meglio. Poi hai rovesciato, come nei momenti in cui volevi far capire quanto mi amavi, il tuo orecchio rosa e non hai più respirato. In silenzio come sempre. Tu non ti sei mai lamentata anzi, mi consolavi quando mi lamentavo io. Mi prendevi la mano in bocca quasi tu volessi portarmi nel tuo mondo che era fatto di felicità perchè tu sei nata felice e hai vissuto sempre cercando di continuare ad esserlo.
Tu eri saggia e cercavi il bello dovunque. Questo però non mi fa dimenticare che alla fine non sei stata né brava né buona perchè dovevi ancora restare con me e non cambiare albergo. Mi manchi. Mi manca la tua caccapipì, la preparazione della pappa, le passeggiate, la tua lingua, la tua gioia di vivere. Mi manchi e la mancanza rende le persone infelici, non ti fa vedere il sole e non ti fa nemmeno pensare al domani. Tutto si cristallizza e rimane solo il vuoto grande incolmabile. Ma purtroppo questo albergo che è la vita riserva solo dolori e perdite perchè chi rimane è costretto ad accettare la partenza di chi per un poco ha condiviso le scale, l'ascensore e la prima colazione.
Poi, come tutte le cose, tutto ha una fine... Ma non si è mai abituati a questo e quando si vedono le valigie si augura solo a chi parte di andare in una città più accogliente , di trovare un lavoro migliore, e di vivere con meno problemi. Tu invece ti accolli oltre la tua squallida vita, anche il dolore della perdita. Non passerà mai perchè il dolore si subisce, si sopporta ma non va mai via.
Sono arrabbiata con te perchè hai preferito lasciarmi qui. Potevi almeno chiedermi se volevo venire. Adesso anche se ti volessi cercare non ti troverei più. Io non ho il tuo fiuto. Ti hanno portato via ieri pomeriggio dopo una corsa dal veterinario che mi aveva dato buone prospettive.
Venerdì per la prima volta quando sono entrata dalla porta non mi sei venuta incontro. E' stata l'unica volta. Il mio primo pensiero è stato quello di aver chiuso la porta perchè anche se non mi sei venuta incontro mi chiamavi come facevi sempre quando non riuscivi ad arrivare da me. Ho temuto per tanto tempo quel momento e quando ti ho vista seduta sul tappeto che non riuscivi ad alzarti mi sono sentita male. Ho fatto finta di nulla e tu piano piano sei arrivata da sola in cucina. É stata l'ultima tua fatica per dirmi che mi volevi bene. Ti ho guardato tutta la notte e poi ieri mattina ti ho messa su un tappeto e con l'aiuto di due ragazzi ti abbiamo portato giù. Tu non ti muovevi stavi buona come sempre perchè c'ero io e tu da me ti lasciavi fare tutto tranne che tagliare le unghie.
Sei stata buonissima ma poi alle tre hai deciso che dovevo crescere e arrangiarmi da sola.
Non sono arrabbiata con te sono arrabbiata con Dio perchè lui non rispetta le promesse mentre io ieri sera anche se tu non c'eri più perchè ti ha portato via un uomo, che forse non aveva nemmeno il cuore oppure lo aveva perso in mezzo a tanto dolore ti ha messo in un sacchetto della spazzatura blu , io sono venuta a messa. Sembravi piccola lì dentro e soprattutto sembravi starci male. Ti sei acciambellata e lui urlando che gli aprissi il cancello ti ha messa nel camion.
Il momento più brutto è quando chiudono la cassa. Lo so l'ho vissuto per trent'anni eppure il sacchetto blu è stato ancora peggio di quello che potevo pensare. Adesso devo fare i conti con te lassù perchè le promesse vanno mantenute e per fartelo capire io continuerò ad andare a messa ma credimi la mia fiducia in te sta vacillando e non c'è di peggio perchè io ho un brutto carattere e se non mi fido più di una persona per me è morta. Lo so tu morirai di nuovo venerdì e sarai tradito tre volte prima che il gallo canti ma io sono stata tradita da te. Adesso vedi tu. Ogni essere ha la sua coscienza e io mi sento abbastanza tranquilla con la mia ma tu?
Sarebbe troppo facile chiudere con te. Invece verrò tutte le settimane a messa per ricordarti le tue colpe perchè anche tu non sei senza peccato e lo hai detto proprio tu.
Nella mia vita tu hai mandato solo sofferenze e persone cattive che mi hanno tradito... Mi avevi dato una compagna e mi hai tolto anche lei. CHE COSA VUOI DA ME? Cosa mi chiederai ancora per fari vedere che sei tu il padrone? Lo sai a me che tu sia il padrone non me ne frega niente ma ti dico che i padroni devono essere giusti altrimenti diventano dei tiranni e tu, nonostante mi abbia insegnato il perdono e mi abbia detto di porgere l'altra guancia sei su quella strada, una brutta strada come la tua amica Maddalena.


lo lavoro al bar 
d'un albergo a ore 
porto su il caffè 
a chi fa l'amore. 
Vanno su e giù 
coppie tutte eguali, 
non le vedo più 
manco con gli occhiali... 
Ma sono rimasto là come un cretino 
vedendo quei due arrivare un mattino: 
puliti, educati, sembravano finti 
sembravano proprio due santi dipinti ! 
M' han chiesto una stanza 
gli ho fatto vedere 
la meno schifosa, 
la numero tre ! 
E ho messo nel letto i lenzuoli più nuovi 
poi, come San Pietro, 
gli ho dato le chiavi 
gli ho dato le chiavi di quel paradiso 
e ho chiuso la stanza, sul loro sorriso ! 
lo lavoro al bar 
di un albergo a ore 
porto su il caffè a chi fa l'amore. 
Vanno su e giù 
coppie tutte eguali 
non le vedo più 
manco con gli occhiali ! 
Ma sono rimasto là come un cretino 
aprendo la porta 
in quel grigio mattino, 
se n'erano andati, 
in silenzio perfetto, 
lasciando soltanto i due corpi nel letto . 
Lo so, che non c'entro, però non è giusto, 
morire a vent'anni e poi, proprio qui ! 
Me Ii hanno incartati nei bianchi lenzuoli 
e l'ultimo viaggio l' han fatto da soli: 
né fiori né gente, soltanto un furgone, 
ma là dove stanno, staranno benone ! 
lo lavoro al bar 
d'un albergo ad ore 
portò su il caffè 
a chi fa l'amore... 
lo sarò un cretino 
ma chissà perché 
non mi va di dare a nessuno 
la chiave del tre !

Albergo A Ore

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Ho cessato... 



Ho cessato (momentaneamente... Non gioite prima del tempo...) di scrivere perchè "NON NE POSSO PIU'" come diceva Magda dentro al cesso dell'autogrill..
Arrivo alla sera esausta.Sono senza piedi ma li ho gonfi contemporaneamente, ho male la schiena, le mani, la testa mi gira, ho mille chiavi, troppe case e tutte in movimento. Sto traslocando e mi sembra di dover traslocare un castello( cosa in parte vera data la mole della mia ex casa...) che non considero più nemmeno tale. E' solo un posto che ho occupato e riempito, soprattutto, per ventidue anni e adesso, devo dire senza grandi traumi, lascio. Lascio una casa che tutto sommato ha soddisfatto le mie esigenze per tanto tempo, ha visto un matrimonio, la sua fine e tante altre cose molto meno rilevanti. La lascio alla sua strada( le case hanno una strada loro? Non stanno sempre nella stessa strada? Ma che razza di domande passano per una mente stanca...). Comunque il trasloco è in atto. So che non finirà mai oppure finirà tra tanto, troppo tempo e a me, come sempre, il tempo passa troppo in fretta. Non ho avuto nemmeno il tempo di ammirare i miei ciliegi o meglio non li ho ammirati perchè quest'anno mi sembravano brutti, meno rosa, meno soffici o forse loro sono sempre uguali e sono io che ho cambiato modo di guardarli... Allora tanto per non lasciare il blog vuoto che mi fa pena, riciclo cose vecchie. La mia fantasia è occupata in cucina e in bagno per rendere tutto abbastanza carino e cominciare una vita senza lucchetti.



Domenica mattina.
Questa notte ho dormito.. Ieri pomeriggio, dopo una notte passata praticamente sveglia come un grillo (come può una pappera essere un grillo? Forse come una donna può essere un'oca), mi sono svegliata alle dieci.
Miracolo!!!
E il miracolo continuava perché la santissima messa mi dava, a modo suo, il risveglio per poi, non so come, finire in un altro programma, mentre io, nel dormiveglia, aspettavo la benedizione. Insomma tra comunione e non liberazione, ma benedizione, io mi ero riaddormentata, e così non capendo più nulla -ma tanto è normale- ho pensato che da lassù avessero visto chi ero e, stanchi di mandarmi a farmi benedire, mi avessero spostato, con la sola forza del pensiero, la stazione. E io infatti a stazione spostata ho perso il treno. Quale treno? Quello della mia mente, che, infatti, essendosi alzata con il patema d'animo di non essere andata a messa, adesso mi rompeva le scatole insistendo sulla mia pigrizia.
A questo punto scendendo, e guardando bene di farlo con il piede destro, perché non vorrei, almeno oggi, passare una domenica bestiale, ma una domenica normale, senza una vita spericolata, ma una vita molto rilassata (ma una palla ha una vita? E non si dica che tutto ha una vita: io intendevo per vita la circonferenza che ti prende la sarta).
Ho messo giù entrambi i piedi. Ma non li avevo persi?
Ecco il miracolo in questa domenica di fine luglio: ho ritrovato i miei piedi e con loro anche il male che mi fanno!
Ma dove sono stata ieri e dove ho camminato per avere cotante vesciche?
“Carneade, ma quante sono?” E Carneade rispose “Infinite…” “Come infinite?”
“Certo sono un tot non precisabile…”
“Ma allora questo vuol dire che ho piedi pieni di vesciche…”
“No questo potrebbe anche voler dire che hai solo vesciche…”
“E quindi vuoi dire che non ho piedi e che li ho persi di nuovo?”. Niente miracolo allora, e la benedizione continua!
Comunque rotolando apro le finestre al nuovo sole, che nuovo non è affatto, anzi direi che è un sole stanco, affaticato, un po’ incazzato, se mi si lascia passare un termine non proprio italiano ma che rende invece l’idea in toto.
Lo guardo e lui mi rimanda un mezzo raggio che dice: “Oggi fa caldo Anto’”.
E io “Mi scusi sa, ma non sono Antò e io il tè nel frigo non ce l’ho, anzi tra un po’ non ho nemmeno il frigo, ma se aspetta domani sono a Padova e lì il frigo, quello bello, dispensatore di tutto tranne che di benedizioni, c’è”.
“Ma sei oca?”
“No, sarei una pappera, ma fa niente tanto credo che lei le sue opinioni se le tenga e non pensi neppure di cambiarle…”
“Perché, secondo te le persone cambiano opinione?”
“Beh, credo di sì, almeno quelle intelligenti. Se capiscono che sono in errore cambiano…”
Mi guarda e il raggio diventa più luminoso e leggo “ILLLUSA”
“Si, ha ragione, io sono un’illusa”.
E lui sempre con il raggio, che altro non è che la misura di me stessa:“Accidenti, sono incappato nell’unica intelligente” e ride.
Mi chiedo se pensa che io sia talmente cretina da pensare che lui mi consideri intelligente, ma siamo solo alle 10.30 e la mia mente a questa ora è ancora molto meno lucida e certo non brilla mentre il suo raggio sì.
Tutto ruota intorno a lui e lui si perde con me.. “Perché?” gli domando.
“Come perché? Tu hai detto che oggi sembro incazzato ma non è vero… non brillo come al solito perché oggi è domenica e le nuvole hanno fatto sciopero. Vorrebbero andare al mare e io non posso permetterglielo perché tutti quei poveretti che si chiamano pendolari e che lavorano tutta la settimana, ci vogliono andare loro.”
“E quindi?”
“E quindi le ho mandate al monte”
“Al monte??? e quanto le hanno dato?”
“Non quel Monte, lì vogliono solo oro e non nuvole, e poi, scusami, lo sai che io sono ricco?”
“Beato lei… ricco come?”
“Sicuramente sono ricco di energia e oggi l’energia la pagano cara…”
“Lo dica a me che ho due case.. ma perché mi vuole rovinare la domenica parlando dei problemi di fine mese?”
“Volevo solo scambiare un mezzo raggio con te che eri l’unica che stava a becco all’insù e che in fondo reputavo fosse per lo meno un po’ sveglia…”
“Ma se mi sono appena alzata come faccio ad essere sveglia? Lo sa che a me ci vuole un po’ di tempo per cominciare a riflettere? Oh, scusi, è vero, io non rifletto mentre lei sì, certo che riflette… riflette anche troppo certe volte!”
“Senti un po’ tu, stai facendo la birichina con me.”
“Non mi permetterei mai di fare la birichina da sola con un sole solo che manda il suo raggio impertinente per stuzzicare la mia mente…”
Ride, ride di gusto e poi scrive…”Ciao pappera passa una buona domenica e scrivi di me”
E io: “Certo di me, di te, e anche di lei”.
Rientro in casa e sono avvolta da odor di aglio…
Mio dio hanno scoperto i vampiri di mattina!
E siamo allora alla vera crisi! Se anche i vampiri accettano di succhiare il sangue sfidando il malefico raggio del sole che mi ha appena salutato, allora siamo alla frutta…
Come alla frutta? Ma se non ho preso nemmeno il caffè?
Ma sto’ aglio da dove viene? Dalla mia cucina!
“Ho messo l’asado a marinare”.
Certo che marinerà talmente tanto che lo bocceranno alla fine dell’anno!
“Ma lo dobbiamo mangiare questa sera!”
Non mi viene voglia nemmeno di ribattere, batti e ribatti sull’incudine, lavora di fantasia che poi il ferro si batte quando è caldo, e allora stirami pure questo… Ma non fa una piega... Ma se non fa una piega perché lo stiro?
Giusto: la logica è logica.
“Allora diciamo che vai di là, ti pulisci le mani che sanno da aglio e poi chiudi la porta all’asado all’aglio…”
E quindi? Potresti essere un vampiro se non tolleri l’aglio… Io l’aglio lo tollero. Non lo tollero quando vuole stare sulla tazzina del caffè che sto bevendo.
Ma con chi sto parlando? Mi guardo intorno e devo dire che sì, qualcuno c’è, ma tanto non mi ascolta. Forse il sole era meglio?
Basta così. Sono le 11.30… Caffè con aglio, asado pronto, sole incazzato, e io ho ancora una giornata tutta da scrivere.

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Favole da vendere:La principessa attrice 2 



Zdzislaw Beksinski




Cera una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano tutte così una principessa che era stata presa tra le braccia della morte che l'aveva cullata a lungo, non volendola quasi lasciare andare via.
La principessa, che aveva invocato la fine della sua vita molte volte, sorrideva finalmente felice per l'assenza del dolore. La principessa volava nel cielo che non era il solito cielo che vedeva da viva, ma era un cielo fatto di cotone colorato come quello dei sacchettini che lei una volta usava per struccarsi. Il profumo in cui era immersa evocava i colori dello zucchero caramellato che si mangiava quando si andava alle giostre. Lì il mondo era in movimento e nello stesso tempo era fermo. C'era un sacco di traffico di persone, di animali e tutti sembravano imbambolati perchè lì si stava bene eppure si aveva la netta sensazione che fosse solo un giro di giostra che sarebbe terminato e dal quale si sarebbe dovuto scendere. Ma ci sarebbe stata un'altra giostra su cui salire? E che giostra sarebbe stata? Sarebbero statti cavalli alati che li avrebbero portati sopra il mondo e loro dall'alto avrebbero visto i mortali sorridendo delle loro debolezza, cercando di capire i folli gesti che molti facevano, cercando di capire il correre continuo dietro a cose assurde, capendo quell'insaziabile voglia di possedere non di avere che sono concetti ben diversi? La principessa guardò ancora giù attraverso quei colori meravigliosi e quella musica celestiale che la invadeva tutta: cuore, cervello, testa, piedi... La morte le disse:” Mia cara perchè non stai con me? Tu ormai sei mia figlia...” Ma la principessa le rispose “ Gentile signora io ti ho tanto invocato ma purtroppo io non potrò mai essere tua figlia perchè io ho un padre ed una madre che regnano laggiù e che adesso vedo piangere di disperazione perchè io sono qui con te... Capisco però che avendo fatto questa scelta io devo mantenerla per cui io starò con te per sempre...” E mentre diceva queste parole si chiese quanto fosse SEMPRE . Il tempo in effetti non è quantificabile. La morte era una dolce compagnia e tutto ciò che la principessa vedeva attorno era veramente di una Grande Bellezza da Oscar del cinema. Fu così che chiese alla morte se poteva stringerla un po' meno e magari tenerla solo per mano in modo di poter camminare su quel cotone dove i piedi sparivano e tutti sembravano felici e senza calli nè unghie incarnite... La morte non poteva certo dire di no ad una figlia e quindi a malincuore, perchè anche lei aveva cominciato ad avere un cuore, la prese per mano e lasciò che lei infilasse i piedi nelle nuvole. La principessa si rese conto che lì tutto poteva essere vero . Bastava solo sognare e la morte ti dava l'illusione che il sogno fosse la realtà.
La principessa staccò la mano da quella della morte e cominciò a correre felice tra le nuvole di cotone e mentre correva raccoglieva fili che intrecciava facendo gomitoli di tutti i colori che poi mischiava, creando abiti impalpabili che regalava alle persone che le stavano attorno. Corse e corse finchè non fu stanca e allora chiamò di nuovo la morte e le chiese cosa fosse quel posto magico quel luna park fantastico, chi fosse quella gente che era sempre sorridente, perchè ci fossero tutti quegli animali e come mai il gatto faceva le fusa al cane e la pecora conviveva con il lupo?
La morte la prese in braccio, le accarezzò i lunghi capelli e dolcemente le raccontò una storia che era quella del mondo.
“C'era una volta tanto e tanto tempo fa un posto che non aveva ancora un nome e che era completamente vuoto. Passò di lì volando una creatura e, vedendo che il posto era vuoto, pensò bene di fermarsi per farlo suo. Si sedette e si guardò intorno affinchè le venisse un'idea per costruirlo. La creatura era una creatura molto strana frutto della fantasia più sfrenata Era fatta da due metà che convivevano male, molto male in un essere solo. Infatti come si posò su quel posto completamente vuoto, la destra cominciò a litigare con la sinistra e volarono pugni, ceffoni, sberle, calci...
Poi stanche di picchiarsi le due metà, ritornarono ad essere uno e decisero di dividersi il posto a metà. Cominciò così a formarsi la terra. Le due metà dipinsero tutto il male e tutto il bene che ogni metà aveva dentro a se stessa e come ultima creazione inventarono l'UOMO.
Quando la creatura ebbe finito si riposò e guardò il capolavoro fatto. In effetti aveva creato un mondo di una bellezza unica. Sembrava proprio Lucifero:era bellissimo con gli occhi di fuoco, era un angelo ma anche un demonio. Questo era ciò che la terra sarebbe stata. Angelo e demonio avrebbero convissuto litigando tra loro come facevano le sue due metà. La creatura stette ancora ferma per un po' di tempo, che come sempre era un tempo indefinito, finchè non vide crescere alberi, spuntare fiori, fiumi arrivare ai mari, pesci nuotare e uomini moltiplicarsi. Solo allora le due metà si dichiararono soddisfatte e insieme spiegarono le ali e ripartirono lasciando la terra senza nessuna regola.
In poco tempo la terra si popolò talmente tanto che il bene e il male finirono per incontrarsi e ovviamente finirono anche per scontrarsi.
Il mondo a quel puntò tremò ma l'uomo non se ne rese conto preso da se stesso e dal litigare con il proprio vicino. Un mondo senza regole non può continuare ad essere uno splendore e infatti, un po' alla volta, il bene e il male cominciarono a fondersi e l'uomo cominciò anche lui ad avere due facce. Fu allora che il diavolo che c'era dentro fece sì che l'uomo uccidesse i suoi simili, volesse il potere, volesse essere l'unico a regnare... La terra si divise in vincitori e schiavi. I padroni potevano tutto e come sempre i padroni sono anche un po' vili e quindi se la prendevano con i più deboli e cioè con le donne. Le donne venivano picchiate, stuprate, tenute chiuse a chiave, usate per tutto quello che agli uomini veniva in mente. Le donne non si ribellavano perchè purtroppo loro avevano una dignità diversa, si vergognavano di ammettere che gli uomini erano solo violenti, non parlavano fra di loro e se lo facevano era solo per decantare le bellezze del proprio uomo. Negavano la verità anche a loro stesse. E...”
La morte stava continuando la sua storia ma la principessa la interruppe perchè lei da quel punto la storia della terra la conosceva già. Lei era nata in quel tempo ed era per questo che aveva invocato colei che adesso le stava parlando. La morte si interruppe e guardò con amore quel bellissimo fiore che l'aveva interrotta...
“Allora adesso cosa vuoi sapere?” le chiese sorridendo.
“Voglio sapere cosa mi aspetta e cosa aspetta a tutti coloro che sono qui” le disse la principessa. La morte allora scoppiò in una grande risata e dal gran ridere cominciarono a scenderle delle lacrime lungo le guance. Improvvisamente la principessa vide che la terra era invasa dall'acqua e che le lacrime della morte si tramutavano in neve, ghiaccio, grandine, bombe di acqua e che la terra gemeva e che tutte le donne si affrettavano a correre a rinchiudere finestre, a mettere sacchi di sabbia sull'uscio, a mettere al riparare i bambini , gli animali nelle stalle mentre gli uomini continuavano a litigare incuranti del tempo.
“Cosa avrebbero fatto gli uomini senza le donne?” si chiese la principessa. La morte le rispose semplicemente:”Gli uomini senza le donne non nascerebbero ma senza le donne non nascerebbero nemmeno le donne quindi il mondo finirebbe e tornerebbe ad essere vuoto come all'inizio. Ma non era questa la tua domanda... Tu vuoi sapere dove andrai e cosa faranno tutti quelli che tu vedi qui... Vedi mia cara perchè pensi di dover andare in un altro posto?
Perchè tutti quelli che sono qui secondo te sarebbero di passaggio? Perchè anche in te alberga l'anima di un uomo. Infatti tu ragioni come ti ha insegnato tuo padre e tua madre ha ribadito. Secondo voi il mondo deve continuare e io che porto via buoni e cattivi sono la falciatrice di vite, sono senza cuore. porto con me vecchi e bambini, faccio soffrire chi resta e poi secondo voi li traghetto in un altro mondo... Ma io ti sembrò così?”
La principessa guardò bene in faccia la morte, sentì la sua mano calda, vide il suo petto alzarsi al ritmo del battito del cuore e rispose:” No tu non sei cattiva, ma non sei nemmeno buona, non sei giusta né ingiusta, fai solamente quello per cui sei stata creata.”
La morte allora fece un sorriso dolcissimo. La principessa finalmente aveva capito. Si guardò di nuovo intorno e vide sempre la stessa gente e gli stessi animali che prima aveva visto sembrare in attesa di scendere dalla giostra, essere adesso incredibilmente felici con lo stesso dolcissimo sorriso della morte e capì che nessuno sarebbe mai andato in nessun altro posto perchè quello era il capolinea del loro autobus. “ Dopo di te allora non c'è niente?” chiese la principessa. E la morte le parlò ancora una volta:”Figlia mia il niente non esiste, è solo un qualche cosa creato da voi uomini e quando anche tu lo capirai finalmente allora anche tu capirai come gira questo mondo e finalmente vivrai felice perchè questa è la vera vita”

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