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Io e Papperina
Aspettando la luce 




Sembra veramente che io chieda un miracolo e forse è proprio così. E' un periodo di confusione generale, una volta tanto non solo per me...
Ci sono stati tanti cambiamenti... Dal papa in pensione e non a Igea Marina trattamento famigliare... Un giorno lui ha deciso , ha mollato tutti i suoi fans e chissà se ha anche mollato Twitter e si è disintossicato dalla rete o se twitta ancora..
Praticamente è sparito. Quando prenderà di pensione? E cosa farà in pensione? Ormai ad una certa età non è che si abbia tanta voglia di girare il mondo e poi, diciamoci la verità, lui il mondo l'ha girato parecchio...
E' stato praticamente ovunque.
Ma il Papa avrà visto il Prado? E il Louvre?
Avrà visto di persona quanto son belle le opere esposte nei vari musei? Magari per lui aprono le porte dei musei la notte oppure li chiudono per motivi di famiglia...
Mah chissà..
Certo è che ad una certa età uno deve anche essere stanco e quindi si limiterà a leggere? A scrivere encicliche? A guardare la tv? Magari con un gran cappello bianco, tanto per non cambiare colore, farà il cuoco. Sicuramente lui da bravo papa non avrà mai tagliato una cipolla... Esperienza nuova... Nuovo libro: 365 ricette di Joseph.
Ma torniamo a noi. Il papa è rimasto solo, ma forse solo lo è sempre stato. Adesso farà un avita normale tra virgolette semprechè la vita di un prete sia normale ..
Il mio prete per esempio oltre ad avere problemi di dentiera, gioca a calcio con i ragazzini e viene a dire la messa con le scarpe da ginnastica. E' felice di andare in pellegrinaggio perchè può camminare tanto. Ma il papa potrebbe camminare per Roma senza essere riconosciuto? Ah problemi di notorietà.
Bhe insomma abbiamo cambiato papa. Adesso l'Angelus non lo sentiamo più con accento tedesco che devo dire era un po' tanto freddo ed in un certo qual modo anche inquietante e un po' imperioso e spaventoso. Ricordava...
La cadenza ricordava tempi lontani quando il passo dell'oca non era il mio passo ma faceva tremare, tempi in cui un baffo non faceva sorridere e la vita era veramente difficile per chi si trovava nei campi e non per coltivare la terra ma per concimarla come polvere... E non perchè il mercoledì delle ceneri si diceva polvere sei e polvere ritornerai..
Cambio dell'Angelus... Adesso accento spagnolo che assomiglia a quello di Belen che intanto ha partorito e fa pubblicità occulta di biberon, accento che assomiglia anche a quello di Miguel Bosè che litiga con Emma ad Amici e assomiglia anche a quello di Antonio Banderas che intanto fa le macine.
Sicuramente un accento più caldo, più rassicurante. Con tono molto educato adesso questo papa ti dice buon giorno, buon pranzo, buona sera, buona cena, dormite bene... e poi dopo carosello tutti a nanna tra lenzuola di cotone perchè lui si rifiuta di vestire Prada come il diavolo.. Ricomincia anche Carosello dal mese prossimo... Ma non è tutto qui. Il nostro presidente era in scadenza come tutti gli alimenti che si rispettano. E già aveva fatto le valigie per andare anche lui ad Igea Marina nella stessa pensione del Papa camera adiacente. Ma mentre il Papa essendo tedesco ha una volontà di ferro, il nostro presidente invece per l'amore di patria ha lasciato dopo appena due giorni la bella pensione ed è tornato a Roma dove siede alla destra del padre non in cielo ma in Quirinale. Non ha fatto trasloco. Non ne ha avuto il tempo e l'Italia è stata felice di avere un vecchio presidente riciclato. Italia molto ecologica e all'avanguardia. Sarà riciclato dal vetro o dalla plastica? E in quale cassonetto si mettono i vecchi presidenti? E ogni quanto li ritirano?Ogni morte di papa e ora anche ad ogni pensione di papa sempre ad Igea Marina. Stanno cucinandosi le uova, le mie uova... Anzi quelle del generale che mi ha dato sabato e che ho messo a cuocere mentre aspetto di avere la luce... E torniamo al miracolo iniziale. Anche questa mattina sveglia con la radio ma poi improvvisamente il silenzio... Tutto tace e non acconsente anzi non sente proprio... Non si sente nulla... Silenzio assoluto.
E' una settimana che la via di casa mia è chiusa. Si arriva solo passando per Roma, proseguendo per Napoli, seguendo la costa fino a Reggio Calabria, si risale per Sibari, poi Bari, ci si ferma a comperare orecchiette e cime di rapa, poi Ancona, Igea Marina, ovviamente saluto al papa, visita alla camera del presidente vecchio e contemporaneamente nuovo, Ravenna, girare a destra, sempre diritto, giro della rotonda e finalmente piazzale di casa. Tutto ciò con le scuse del comune scritte su un foglietto dentro alla cassetta della posta. Quando ho visto la busta mi è venuta la cacarella. La busta era verde come quella degli atti giudiziari e io ovviamente ho subito pensato all'ennesima tragedia. Poi ho letto che il comune si scusava per il disturbo arrecato ai residenti causa nuova rete fognaria. La cacarella si è fermata di colpo. Non era il caso di infierire e aumentare subito il lavoro. Ho pensato che il tutto sarebbe durato due-tre giorni come un normale raffreddore. Invece ancora oggi 30 aprile devo fare non 7000 caffè di Alex Britti ma 7000 chilometri per tornare a casa. Oggi poi si è spenta anche la radio. Ho subito pensato alle cose più orrende tipo “Non ho pagato la bolletta... Mi hanno sigillato il contatore... Non posso lavarmi... Morirò sporca...Non posso accendere il pc...Non ho caricato il cellulare...”
In punta di piedi, non so il perchè ma quando si ha paura si fa tutto in silenzio e in punta di piedi,sono scesa. Silenzio assoluto. Frigo morto. Quadro elettrico a posto, levette tutte alzate. Nessun corto circuito. Cerco l'elenco telefonico. Trovo Enel. Trovo Enel guasti. Componga il numero di 763.498 cifre che trova sulla sua bolletta in alto a destra dopo IT. Non ho la bolletta. Lo dico ovviamente ad un disco. Ma il disco è intelligente e mi capisce. Se non ha la bolletta digiti il numero di telefono da cui chiama compreso il prefisso.
Digito con una certa ansia per paura di sbagliare.
Adesso digiti il suo Cap.
Digito anche questo sperando sia giusto. Non ho ancora imparato la differenza tra questo e quello di Chioggia perchè uno è l'anagramma dell'altro tanto per rendermi le cose più facili. Ma oggi sono fortunata:Dio mi assiste anche se non sono andata a messa sabato ma l'ho ascoltata per tv domenica...
La zona compresa tra Padova, Ravenna, Milano, Venezia, Bari Catania è momentaneamente sospesa a causa di un guasto tecnico. La luce verrà erogata a partire dalle 14.30. le uova bollono facendo un chiasso infernale. La cucina è buia. Fuori ovviamente piove come sempre solo che oggi piove in silenzio. Ancotra un 'ora e poi di nuovo la luce...


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Falaccordo:Hitpapperade Malika Ayane 


Venerdì che per me era un lunedì salvo che i parrucchieri erano aperti...
Queste due settimane sono all'insegna della confusione mentale...
Giovedì 25 aprile festa della repubblica e quindi domenica...
Mercoledì prossimo 1 maggio festa dei lavoratori e quindi domenica... Insomma in questa settimana ci sono ben tre domeniche... Troppa grazia Sant' Antonio!
E io vado fuori fase. Non ho più punti di riferimento. Tre domeniche da smaltire sono troppe... Non ci sono abbastanza film nuovi, non c'è il sole e io mi deprimo. Le feste a me mettono malinconia...Si si lo so, lo sanno tutti... Continuo a scriverlo ma questa purtroppo è la realtà e intanto aspetto di cominciare il bagno a Chioggia. Giovedì e cioè il lunedì dopo la domenica che non è domenica ma mercoledì comincerò il pellegrinaggio per cercare gli accessori e cioè piastrelle, sanitari, rubinetti... E poi via con i lavori... Casa nuova vita nuova...
Toglierò le piastrelle o incollerò una bellissima resina turchese? Mah ai posteri l'ardua sentenza...
So comunque che tutto verrà fatto all'insegna del risparmio altrimenti dovrò fare ancora musina vendendo un po' di cose senza importanza e piene di ricordi da dimenticare. Così lunedì che era venerdì sono andata dal parrucchiere tanto era aperto.
Magia sono uscita senza capelli e meno male che non ho fatto la tinta o le meches perchè veramente non si sarebbe notato. Ero veramente stremata... Il parrucchiere mi stressa e mi stanca e poi piove piove piove sul nostro amore... Ma quale amore e Renzi parla e parla su un fondo rosso in giacca e cravatta quasi da persona seria... E meno male che nemmeno lui sa cosa farà da grande... Neppure io... Ma forse non cresceremo mai... Rimarremo per sempre dei bambini... Certo è che Renzi è sindaco dovrebbe già essere cresciuto mentre io posso continuare ed essere un' oca... Non porto avanti nessun partito anzi io sono un partito... un buon partito solo che nessuno lo sa o nessuno se ne rende conto. E' vero si diventa famosi e grandi solo dopo morti. Renzi continua a parlare e io non riesco a seguirlo... E' leggermente noioso. Forse non sa che l'attenzione delle persone dura poco minuti e se tu non riesci a catturare l'attenzione del pubblico in quel periodo poi puoi anche smettere di parlare.. Meno male la pubblicità.
Dicevamo? Renzi mi ha fatto perdere il filo... Ma perdo sempre tutto? Sì lo so succederà per sempre …Cambio di canale... Sono stanca di che tempo che fa tanto piove sempre... Amici... Maria de Filippi... Squadra blu, squadra bianca... E bevo te, te nuovo, te comperato oggi pomeriggio con il generale... te alla pesca, te al litchi. Buonissimi ho ancora la bocca piena di sapore tanto che ormai è passata anche la fame.. Il gusto è soddisfatto.. Ma torniamo a lunedì che era venerdi e dovevo andare a teatro. Il geox ci aspettava con Malika Ayane. Lei per me è una cantante molto particolare. La trovo estremamente raffinata ed elegante salvo per i tatuaggi che io non sopporto per definizione. Tutto ciò che mi imprigiona in un non ritorno mi da molto fastidio e il tatuaggio è una di queste cose : non si può cancellare. Non sopporto le cose definitive anche se in realtà io non sono una persona che cambia molto. Malika è una signora. É' un animale da palcoscenico. Le luci si abbassano e si apre la scena. É tutto studiato nei minimi particolari come del resto secondo me è nel suo carattere. Cannella,curcuma, curry, maggiorana, paprika pepe di tutti i colori... La sua voce è così, profumata di spezie. Devo però dire che non mi emoziona più di tanto in questa prima parte. Poi il sipario si chiude. Pausa. Pausa di riflessione. Forse l'orchestra è troppo alta e copre la sua voce un po' troppo. Ma zitti tutti si riapre. É davanti ad uno specchio e canta a se stessa. Adesso la voce è diventata più confidenziale, più struggente, lei adesso sente il pubblico e il pubblico sente lei. Un gioco di luci, un gioco di suoni, un gioco di note. Poi ancora un cambio di abito. Sembra una gazza ladra nei giardini di Versailles. Un abito con strascico bianco e nero che lei porta con un'eleganza quasi unica. La voce esce da non so dove. Le note basse sono piene, tonde e poi lei si espande come fosse un colore su una tela. Un acquerello che corre lungo la trama della tela e si scioglie e ti riempie l'anima.
Un'orchestra che adesso si è adeguata. Non assorda più anzi ti intenerisce e ti intrappola nelle note. Finisce tutto troppo presto. Il secondo tempo mi ha emozionato. Lo ricorderò come ricordo ogni cosa bella e forse come ricordo anche quelle brutte.
Assomiglia un po' a Ornella vanoni. Molto particolare, molto studiata, molto anche se vogliamo teatrale ma sicuramente molto spettacolare.

Prenditi il tuo tempo
Di te e di me
Ancora un po’
Pensa a noi
Perché quando poi tu leggerai
Io non ci sarò
Sarai immobile
Come polvere
Ricorderai noi due
Piangerai
Ormai io non sarò che
Un triste addio
Io non ci sarà
Tu non ci sarai
Immobile, di pietra
Senza di me.
Medusa Malika Ayane


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Non c'è più rispetto... 



Non c'è più rispetto
Neanche tra di noi
Il silenzio è rotto
Dagli spari tuoi
Dimmi
Quanti soldi vuoi
Quanti soldi vuoi
Quanti soldi vuoi
Per lasciarmi stare

Quanti soldi vuoi
Quanti soldi vuoi
Quanti soldi vuoi

Che mi hai fatto male!

Non c'è più rispetto
Uoh uoh uoh uoh uoh

Non c'è più contatto

Oh oh oh oh
Prima ero li
Stavo bene
Con gli amici al bar
Ci credi, ero li
Senza pene
Chiaro come il mar...

Dimmi
Quanti soldi vuoi
Quanti soldi vuoi
Quanti soldi vuoi
Per lasciarmi andare

Quanti soldi vuoi
Quanti soldi vuoi
Quanti soldi vuoi

Non ti ho fatto male mai!
Oh, ma che dolore
Oh, è un gran dolore!

Non c'è più rispetto
Neanche tra di noi

Non c'è più rispetto
Oh oh oh oh oh
E allora

Tira tira tira
che si spezza dai

Tira tira tira

Io non ti ho fatto male mai!
Oh, ma che dolore
Oh, è un gran dolore!

Rispetto
testo di Zucchero


A Roma c'è il sole. Qui fino a poco tempo fa il tempo era brutto, Nuvoloso, piovigginoso a tratti, sicuramente umido. Il mio giardino è di nuovo una foresta. L'erba è di nuovo alta. I rosai dovrebbero essere potati come il melo in una canzone di tanti anni fa... Sono diventati baobab come in Azzurro di Celentano. Ho acceso la tv per caso perchè io la mattina ascolto la radio L'ho accesa per ascoltare la messa e l'angelus e invece mi sono trovata davanti ad un film dove c'era in corso una sparatoria. Strano, lo conosco bene quel posto... Ma non dovevano firmare proprio lì il nuovo governo oggi? E allora perchè SPARANO?
Ma non è tanto il fatto che sparino che mi agita perchè tutto è solo questione di secondi ed un uomo vine appoggiato per terra con la faccia schiacciata sui sanpietrini. L'attentatore, così verrà definito, ormai non può più ledere. Da attentatore passerà poi ad essere un povero pazzo con disturbi psichici perchè è separato... Metà di Italia è separata ma non mi sembra che si spari nello stesso modo salvo poi andare giù verso il basso dell'Italia dove pare che i video giochi si confondono con la realtà e le mitragliette sparano colpi veri che mandano le persone, perchè di persone sempre si tratta, a far parte dell'altro mondo quello di cui non si sa ancora nulla.
Comunque oggi mentre il papa dice di scommettere su grandi ideali, su cose grandi,perchè non siamo stati scelti per cose piccole, e soprattutto di andare controcorrente qualcuno lo ha preso in parola e andando controcorrente ha sparato ad altezza uomo per uccidere chiedendo di essere ammazzato.
Quello che più mi ha angosciato comunque non è stato tutto ciò. Un pazzo può esserci, un attentato anche. Gente che non è a posto con il cervello soprattutto di questo tempi non è certo un ago in un pagliaio. Ma la cosa che più mi ha sorpreso è stata la reazione di qualche persona che si trovava lì per caso, forse aspettando di vedere qualche membro del nuovo governo che ci dovrebbe governare. Certe persone si sono gettate per terra come istintivamente avrebbero fatto tutti, altre si sono bloccate come avrebbero fatto tutti, altri si sono messi a correre come avrebbero fatto tutti. Però certi hanno subito attivato i telefonini, hanno aperto le macchine fotografiche per immortalare forse ciò che credevano fosse finzione. Non è giusto vedere in diretta un uomo che a terra sanguina, che non si muove, che non si sa neppure se sia vivo o morto. Non c'è più rispetto nè per lui nè per la famiglia che magari a casa stava guardando da brava cristiana il papa. Non c'è rispetto nell'istigare le persone ad armarsi, non c'è rispetto nel far vedere le miserie umane per fare audience, non c'è rispetto nel non aver una vita privata quando non si è uomini pubblici, non c'è rispetto quando si fa dell'umorismo sui difetti altrui, non c'è rispetto nella satira politica quando si definisce Brunetta nano oppure Ferrara obeso. Non c' è rispetto per qualcuno che cade nell'esercizio del suo dovere e viene immortalato mentre ancora per terra è ferito. Non c'è rispetto ma soprattutto la vita umana non vale più nulla se non per fare notizia. E poi ci stupiamo di avere un' Italia in crisi... In crisi siamo noi e soprattutto sono i nostri valori che non sappiamo più trasmettere.

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Favole da vendere: dalla? Sì dalla...Sempre e fortissimamente dalla... Dalla 



Cera una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano sempre così, un omino piccolo, un Pollicino con tante idee da realizzare...
Assomigliava di più ad un orango in miniatura, tranne che nel cuore e nel cervello, e non era per niente simile ai genitori che lo avevano fatto in fretta e senza lasciarsi consigliare da chi aveva più esperienza...
Ma si sa i giovani fanno sempre di testa loro e il padre quel giorno aveva la mente rivolta ad un fagiano che forse era una lepre e la madre ad un abito pieno di rafflesia arnoldii. Così proprio 70 anni fa il nostro frutto dell'amore nacque. I genitori non ci misero troppo tempo a capire che era un orango e non un macaco perchè avevano visto sul giornale la foto di Adriano macaco per antonomasia. Comunque concordarono che era meglio non fare altri esperimenti e sperare che qualche zoo potesse prendere quella creatura. La mamma donna di mondo, della moda si intende, non aveva molto tempo per quell'essere peloso e quindi gli riempì di latte la prima cosa che le venne tra le mani: un bastoncino di legno. Non si stupì più di tanto quando il figlio cominciò a suonare il latte, anzi. Il suono la accompagnava mentre cuciva. C'è gente nata per far politica e oranghi nati per fare musica... Il mondo ti stupisce sempre soprattutto se lo guardi con gli occhi di un bambino. Ma poi siccome tutte le storie non finiscono bene il padre morì lasciandolo orfano e il nostro orango con il petto squassato dal dolore continuò a tirare fuori delle note meravigliose da quel pezzetto di legno pieno di latte. Erano le note del dolore. Cominciava a capire che cosa fosse la vita ed a imparare che non era sempre cosa buona e giusta. Chiese a Dio perchè e Dio, in due parole, gli rispose che lui non poteva accontentare tutti ma che tutti avrebbero dovuto accontentarsi di ciò che lui donava loro e poi gli disse anche che il dolore lo avrebbe formato nel suo intimo che nell'aspetto non poteva fare di più. E così Lucio , questo era il nome del nostro orango forse perchè era nato in pieno sole di marzo e non era femmina, imparò a fare della sua vita “un modello di solitudine cercando di viverla come un momento di benessere”. Non era stupido. A volte, e ce ne sono state tante, l'orango rinunciava al suo ruolo di bestia strafottente, un po' antipatica, e lasciava posto al genio della lampada che c'era in lei. L'orango infatti quando era stanco si addormentava, anche in posti stranissimi, ma sempre con la lampada vicina, e dalla lampada usciva Dalla. Usciva in punta di piedi allo scoperto e cominciava a suonare e sulla musica arrivavano volando leggere le parole e si posavano sul pentagramma, lievemente, colorando tutto il foglio con i colori che diventano note come i bruchi diventano farfalle. Ma poi tornava l'orango che c'era in lui ed ecco che camminando per una grande piazza sputava ai piccioni, mostrava il pelo e diventava ribelle e ululava alla luna inventando il lupo cattivo che albergava nel suo cuore da scimmia. Quando i piccioni stanchi degli sputi gli facevano capire che basta, non riuscivano più a sopportarlo lui scappava su un isola in mezzo al blu dove gli sembrava di essere a Sumatra, la sua terra di origine, la terra di tutti gli oranghi. Amava vedere il mare e il mare amava lui e lui dal fondo delle acque trovava tesori che poi metteva in musica per regalarla alle persone che volevano ascoltarla. E venne il giorno in cui i genitori di Lucio furono accontentati perchè lui trovò lo zoo adatto. Era un zoo strano dove le bestie suonavano e cantavano, a volte anche recitavano: era lo zoo dello spettacolo. Lucio entrò nella grande famiglia del circo e gli dettero un carrozzone, Zero compreso, poi un palco dove si doveva esibire. Furono tanti gli spettacoli, furono tanti i numeri che lui inventò, furono tanti gli applausi, e lui da piccolo uomo divenne un gigante. Un giorno, un brutto giorno, morì anche lui. Dio non si era dimenticato della chiacchierata e lo fece morire così di botto, quasi senza che lui se ne accorgesse. Ma a noi piace ricordarlo così sulla sua isola mentre da lontano guarda Maria che lo aspetta. Gli oranghi sembrano animali stupidi ma non lo sono affatto. Gli stupidi siamo noi che non cerchiamo mai di capire gli altri e anche se per caso ci riusciamo non vogliamo accettare che ogni essere a suo modo è grande... Ma a volte ci sono esseri che sono eccezionalmente grandi.


Vorrei essere il vestito che porterai
il rossetto che userai
vorrei sognarti come non ti ho sognato mai
ti incontro per strada e divento triste
perchè poi penso che te ne andrai.
Vorrei essere l'acqua della doccia che fai
le lenzuola del letto dove dormirai
l'hamburger di sabato sera che mangerai... che mangerai
vorrei essere il motore della tua macchina
cosl di colpo mi accenderai.
Tu tu non mi basti mai
davvero non mi basti mai
tu tu dolce terra mia
dove non sono stato mai.
Debbo parlarti come non faccio mai
voglio sognarti come non ti sogno mai
essere l'anello che porterai
la spiaggia dove camminerai
lo specchio che ti guarda se lo guarderai... lo guarderai
vorrei essere l'uccello che accarezzerai
e dalle tue mani non volerei mai.
Vorrei esser la tomba quando morirai
e dove abiterai
il cielo sotto il quale dormirai
cosl non ci lasceremo mai
neanche se muoio e lo sai.
Tu tu non mi basti mai
davvero non mi basti mai
io io io ci provo sai
non mi dimenticare mai



Testo di Lucio Dalla
Tu non mi basti mai



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Favole da vendere:La gazza 


Cera una volta e lucida l'altra le mie storie iniziano tutte così una gazza che non era ladra.
Era migrata da una terra lontana dove c'era sempre il sole. Non si sa perchè un giorno le fosse venuta in testa l'idea di partire...
O forse era stata la cicogna che le era passata sopra la testa con quel fazzoletto nel becco che le aveva trasmesso la curiosità di vedere il mondo. Copiando la cicogna mise tutto il suo mondo che era fatto di piccole cose dentro ad un fazzoletto rubato da un filo dove era stato teso. Il fazzoletto sapeva di pulito era appena stato dentro ad un mastello pieno di acqua, soda e cenere. Era un vecchio mastello che stava in una vecchia fattoria dove non era ancora arrivato il progresso. I campi davano ancora le carote belle arancioni che sapevano da carote, e i piselli erano verdi come l'erba piccoli e tenerissimi e si raccoglievano solo dal 25 di maggio alla fine di giugno. In quel periodo la vecchia si metteva piegata in due a raccogliere i baccelli. Poi seduta su un panchetto li sgranava mentre canticchiava una vecchia filastrocca. Prendeva una manciata di baccelli dalla cesta di vimini e poi li sgranava e metteva i piselli dentro ad un vecchio scolapasta di alluminio. Quando aveva finito si alzava con fatica, metteva una mano dietro alla schiena per aiutarsi a stare di nuovo diritta e poi accendeva la vecchia stufa con la legna. Lavava bene i piselli e li metteva dentro ad una vecchia pentola di alluminio. Con un ferro alzava i cerchi della cucina e ravvivava il fuoco. Poi la pentola piano piano cominciava a borbottare assieme alla vecchia. I piselli cuocevano e la cena si preparava da sola. La fattoria andava avanti così. Le galline la mattina facevano l'uovo che finiva sempre nella stessa cesta. Poi c'era il tempo delle ciliegie, poi quello delle albicocche e la vecchia faceva delle marmellate che profumavano tutti i campi. E la gazza aspettava e guardava il tempo che passava. A volte mentre la donna sedeva sullo sgabello lei si avvicinava e le faceva a suo modo compagnia. Ma la vecchia aveva già vissuto la sua vita e non aveva voglia di novità mentre la gazza voleva vedere il mondo e imparare cose nuove. Così quel mattino quando la cicogna le passò di sopra rubò il fazzoletto della vecchia e partì. Il suo fu un cammino lungo ma il profumo del fazzoletto la spronava. Finalmente la campagna finì e cominciò la periferia di una città. Qui era tutto un lavoro. Dall'alto tutti gli omini sembravano api operose che si muovevano in continuazione. Continuavano a spostarsi a destra e a sinistra tanto che la nostra gazza pensò ci fosse un disegno prestabilito e che alla fine della giornata tutto questo movimento avesse intessuto un arazzo meraviglioso fatto di migliaia di fili multicolori. Ma venne la sera e la gazza non vide nessun arazzo, anzi tutto diventò buio e gli omini ritornarono nelle loro case come faceva la vecchia. La gazza non aveva un nido ma trovò un albero compiacente che le diede un tetto per la notte. Il giorno dopo fu svegliata da un rumore crescente. Lei non era abituata al rumore della macchine ma solo al canto dei merli. Comunque a tutto ci si abitua e la nostra gazza cominciò a guardarsi attorno. Fu allora che vide un balconcino bellissimo tutto fucsia. Lasciò l'albero ringraziando per l'ospitalità e volò sulla ringhiera del balconcino. Lui era lì e la guardava. Sembrava un messaggero degli dei e sembrava avere un messaggio per lei . Era talmente bello che lei sarebbe morta per lui. Ecco perchè dicono che le gazze sono l'uccello del malaugurio e sono frutto della dea morte...
Aveva una livrea stupenda. Le sue penne erano talmente lucide che sembrava appena uscito da Vidal Sasoon. Aveva un becco perfetto. La nostra gazza rimase a becco aperto e lui le rifece il verso.
Ahimè ormai il suo piccolo cuore era andato perduto. Era innamorata persa. Cominciò così un corteggiamento senza sosta. Lei si spostava di lato e lui pure, lei lo guardava e lui pure , lei si girava e lui pure. Poi improvvisamente lei prese coraggio e spiccò il volo verso di lui. Gli andò a sbattere addosso e prese paura. Ritornò indietro e si posò di nuovo sul balconcino. Poi improvvisamente l'amore tornò più forte e lei di nuovo gli si avventò addosso. Di nuovo prese paura da tanto ardore e ritornò sulla ringhiera. Ma si sa l'amore fa compiere strane cose e poco dopo il raptus la riprese. Questa volta gli si scagliò contro con tutta la sua forza. Morì così in croce spiaccicata su un vetro che rifletteva la sua immagine. Intanto nella campagna la vecchia cercava il fazzoletto perduto.
Lo trovò nei campi dove era finito spinto dal vento. La vecchia non seppe mai che il fazzoletto era stato rubato e pensò sempre alla gazza con immenso affetto.




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