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Io e Papperina
Finti falsi o falsi finti? 
Amore amaro come il riso o il caffè nero che ti tiene sveglio la notte o ti porta tra incubi rossi di sangue del tuo passato perchè tutti abbiamo commesso un delitto tagliando, con le nostre mani che crediamo sempre pulite e tenendo un coltello affilato, le nostre idee, guardandoci le unghie lunghe che graffiano la nostra mente e trattengono quel filo di dna che ci farà ricordare questo nostro crimine assassino, colpevole, impunito, bugiardo che inflitto una ferita profonda come al pescatore di De Andrè, una specie di sorriso, promessa omessa, dimenticata nei meandri della mente, verità non detta, tralasciata, distorta, o peggio inventata per placare ciò che chiamiamo coscienza.
Noi umani siamo così: vendiamo le nostre idee al miglior offerente che altro non è che la nostra coscienza. Inventiamo parole per giustificare un torto commesso e per placare sempre ciò che noi chiamiamo coscienza. Noi umani siamo dei falsi smeraldi che appaiono più belli perchè lasciati nell'olio. Lisci, verdi, integri ma solo falsi. Meglio un bel falso o un brutto vero? Chissà quale sarà la risposta di questa umanità vestita a festa che forse è solo apparenza e che crede nell'esteriorità avendo perduto il dono dell'introspezione... Chissà come ogni uomo che abbia diritto a chiamarsi così, giudica veramente se stesso quando, appunto alla sera, il bilancio della giornata deve essere fatto e i conti devono tornare? Quali bugie partorisce il nostro cervello per giustificarci?
Quali crimini siamo disposti a perdonarci, a dimenticare, a farli addirittura apparire una sorta di benedizione di colui che da lassù tutto governa? L'uomo crede veramente di poter giudicare e di rasentare la perfezione? L'uomo crede veramente di vivere nel bene giudicando chi platealmente vive nel male? Oppure camminiamo su una strada sempre più stretta tra il bene e il male e scivoliamo ora di qua o di la trattenendoci con le unghie e i denti su quel vialetto che diventa sempre più stretto fino ad essere un filo lungo e sottile solo dove un funambolo può tentare di non cadere? Il crimine grande o piccolo è sempre comunque un crimine e come tale deve essere espiato. Non esistono cose più o meno gravi ma solo la nostra coscienza che più è pulita e più si sente sporca. Se vivi nel peccato lo accetti ma se vivi nel bene anche un piccolo peccato è un grande peccato. Arriviamo al punto di morire e far morire in nome di un dio. Ecco questo siamo noi esseri umani. Siamo capaci di giustificarci e di convincerci che tutto ciò che facciamo lo facciamo per gli altri perchè noi con la nostra intelligenza ci immergiamo nell'olio e diventiamo belli.


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Pre...Per...Pasqua 

C'era una volta e lucida l'altra le mie storie cominciano sempre così, una gallina che viveva in un pollaio. Non era ovviamente l'unica perchè di galline come lei il mondo è pieno... Ovviamente però la nostra amica qualche cosa di particolare doveva avere per stimolare la fantasia di una pappera a scrivere una storia su di lei e infatti a differenza di tutte le altre che razzolavano bene e predicavano male, lei se ne stava da una parte a osservare il mondo dal suo punto di vista. Si dice che la galliiiina non è un animale intelllllligente lo si capisce, lo si capisce da coooome guaaaarda la genteeee...ma la nostra,forse intelligente non lo era, ma di sicuro andava contro corrente.
Se tutte erano bianche e arruffavano le penne per sembrare più belle lei si ficcava nel fango inforcava un paio di occhiali e recitava Shakespeare tra un coccode e un coccodi e un coccodi e un coccode. Fu così che quell'anno appena si entrò in quaresima lei decise che avrebbe fatto un uovo... Ma non uovo normale un uovo... di Pasqua in anticipo e per l'esattezza voleva che l'uovo nascesse un sabato 10 marzo.
Trovò così nella buca delle lettere del pollaio la pubblicità del supermercato della cioccolata e vide che aveva messo sotto la paglia del suo letto, la cifra esatta per compera la giusta quantità o meglio la quantità giusta per fare l'uovo che voleva lei.
L'uovo nacque un po' prima e la gallina se ne indispettì. Lo guardò male e vide che qualche cosa non andava. Insomma lo aveva curato tanto, aveva speso tutti i suoi risparmi e lui veniva fuori in anticipo e poi facendo quel rumore strano e ciondolando di qua e di là. La gallina che in effetti non era un aniiimale intellligente ma era anche un po' amorale e anaffettiva diede un calcio all'uovo e lo fece ruzzolare in strada. L'uovo lasciato in balia di se stesso ruzzolò lontano. Non aveva ancora avuto tempo di affezionarsi alla madre che già lei lo aveva lasciato. Ma per ogni cosa cattiva ne esce una buona e il fatto di non essere stato molto con lei non gli fece sentire il dolore del distacco. Cominciò così la sua vita da uovo di Pasqua in solitario e cominciò a girare il mondo. Dovete capire che se per noi umani il mondo è grande per un uovo lo è ancora di più e il nostro era appena più grande di un ovetto Kinder. Si mise quindi dondolando qui e là in cammino verso la sua avventura. Sentiva nel suo intimo di essere qualche cosa di speciale ma non ne capiva ancora il perchè. Certo che dalla madre aveva appreso l'essere diverso e in effetti sentiva che dentro di lui c'era qualche cosa che ogni tanto sballottava facendo un rumore strano e poi soprattutto aveva la voglia di far felice un essere speciale.
Il nostro uovo camminò per un paio di giorni interi e ci si deve rendere conto che la vita delle uova è molto più limitata della nostra e quindi, ciò che per noi è un giorno è per una farfalla la vita e per il nostro uovo era quasi più di 5 lustri. Aveva visto abbastanza mondo e in un certo senso gli era anche piaciuto questo mondo bizzarro fatto da galline senza penne che riuscivano a comunicare tra di loro con apparecchi strani, che non restavano chiusi dentro ad un pollaio ma sfrecciavano su bolidi colorati e poi e poi ….poi c'era tutta la poesia dei colori della vita che incantavano il nostro uovo... C'era il calore del sole e la bellezza fredda della luna , le stelle che si accendevano e spegnevano nel blu dipinto di blu, i fiori che sbocciavano dandogli una gioia immensa e la natura che si stava risvegliando e si stiracchiava raccontandogli dolci canzoni e facendogli un po' da mamma.
Fu così che stando sul bordo di una strada vide una piuma in alto su un cappello e se ne innamorò a prima vista. Cominciò ad agitarsi e agitandosi rotolò su stesso emettendo quello strano rumore. Il portatore del cappello se ne accorse e disse “Oh un uovo...”Poi lo guardò meglio e disse” Oh un uovo di Pasqua “...
L'uovo gli sorrise e gli fece capire che voleva stare vicino alla piuma. Il nostro portatore di cappello era in fondo un uomo buono... Molto in fondo perchè gli uomini non sono mai buoni del tutto e recano dentro di loro il peccato. Ma questo era meno peggio degli altri e quindi accontentò l'uovo e lo mise vicino alla piuma e ripartì per la sua meta che era poi la sua metà.
Tra l'uovo e la piuma nacque subito l'amore e si amarono tanto e si amarono di più solo come un uovo e una piuma possono fare. Lui le raccontava le favole e lei lo accarezzava lieve come una...piuma. Furono felici per tutta la loro vita che purtroppo finì molto prima di quella del nostro portatore di cappello. Si sa la vita è quello che è e che sia lunga o breve è solo a seconda di come la vivi. Basta un'ora di felicità o un attimo di dolore per farla lunga o breve. Comunque quando il nostro portatore di cappello arrivò alla sua meta e vide la sua metà, l'uovo e la piuma giacevano uno dentro l'altra uniti nell'eterno riposo. Il nostro buon uomo vedendo tanto amore si commosse e una lacrima scese dal suo bel viso e cadde sull'uovo. Fu solo la sua impressione o l'uovo si era mosso?
L'uomo buono prese subito in mano l'uovo cercò di rianimarlo, lo agitò e sentì che dentro di lui c'era qualche cosa che ancora sballottava. Non sapeva più che pesci pigliare e fu così che lo diede in mano alla sua metà pensando che le donne in situazioni del genere se la cavano meglio. La sua metà non capì la storia e trovandosi tra le mani un uovo di Pasqua pensò ad un regalo fatto in anticipo.
Fu così che lo ruppe e trovò un cuore rosso meraviglioso al suo interno. Lo guardò meglio e vide che era uno splendido anello. Lo infilò al dito e si accorse che il cuore sembrava emanare un calore particolare. Credette così che il suo amato le avesse fatto la sorpresa più bella del mondo regalandole il suo cuore per sempre.
E in effetti questa sarebbe stata l'intenzione del portatore di cappello ma non aveva mai trovato ciò che cercava. Comunque fu felice anche se nel suo cuore rimase sempre un po' di rimpianto per un uovo di Pasqua che aveva trovato sul ciglio della strada e che si era innamorato della sua piuma ed era morto con lei regalandogli il suo cuore perchè anche lui potesse vivere lo stesso suo amore. Intanto da lassù o da laggiù, è solo questione di punti di vista, l'uovo si rese conto di aver fatto ciò che per cui era nato:Aveva fatto qualche cosa di speciale che sarebbe rimasto per sempre. Il suo cuore sarebbe vissuto finchè nel mondo ci fosse stato un amore grande come il suo e quello della sua piuma.


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Cavolo...che ciliegi.... 

Quando butto fuori l'aria dai polmoni si sente una ventola girare...
L'altro giorno la mia macchina faceva lo stesso rumore e l'ho portata dal meccanico...
Diagnosi: cinghia allentata e tenditore rotto... meno 240 euro.
Che abbia anche io la cinghia rotta?
E di che cinghia si tratta? E io avrò il tenditore o come sempre l'avrò perso oppure, data la mia fortuna, ne sono sprovvista dalla nascita ed è per questo che sono in questo stato e cioè una papperina?
A sentire bene potrebbe essere anche semplicemente un sibilo...
Per caso sto cambiando pelle? E se sto cambiando pelle posso fare una Hermes con la pelle vecchia? E se sto veramente facendo questo, questo vuol anche dire che sto tentando Lucia con la mela della Val di Non? Non che? Val che? Madonna mia che misteri circolano tra le parole...
Insomma ancora una volta la pappera sta per lasciarci le penne e dato che io le penne le colleziono( Montblanc di preferenza) non ne sono molto felice. Regalare una penna è una cosa, perderla proprio non si può dato anche che costano dieci cinghie e dieci tenditori se non di più. Oggi mi sono svegliata ossessionata dal libretto al portatore. Dal 31 marzo non si può più avere oppure bisogna tenerlo controllato sotto i 1000 euro. Io ho un libretto al portatore? E in tal caso chi è il portatore del libretto e poi il libretto pesa così tanto da avere un facchino per aiutarti? Insomma in questa Italia tutto sta diventando difficilissimo. Anche Lulù è preoccupata e ha cominciato a dirmi che non vuol più tenere i suoi giocattoli nella cassetta di sicurezza ma li vuole sotto la cuccia. La bimba impara in fretta e infatti anche io adesso tengo i miei soldini sotto al materasso. Il problema è che io ho le reti con le doghe e le monetine da cinque centesimi ( che sono i miei risparmi) cadono regolarmente sulla moquette dove con l'aspirapolvere vengono inalati e scompaiono. Risultato? I soldi non sono più sicuri in nessun posto e al giorno d'oggi è meglio avere tanti debiti( come me del resto ecco perchè sono tanto intelligente: capisco le cose al volo …) che avere soldi.
In compenso questa notte( data la mia costipazione mia madre mi ha detto di non uscire di giorno per cui lo faccio la notte) ho portato fuori Lulù per la consueta caccapipì.
Miracolo a Feriole...Nuovo titolo del mio prossimo film... Titolo troppo sentito? Meglio cambiare il titolo o non fare proprio il film... Madonna mia ( di nuovo) ancora problemi... ma possibile che a questo mondo tutto sia complicato? Che tutto sia già stato detto, fotografato, letto, scritto, cantato, suonato?
Ci sarà ancora qualche cosa di nuovo? Nel frattempo ieri per digerirlo meglio ho lasciato bollire un cavolo per otto ore...
Risultato:C'è una puzza tremenda, ho bruciato la pentola, ho sventato un principio di incendio, ho benedetto la mia fame ad ore impossibili che mi ha fatto scendere in cucina e adesso vivo col...CAVOLO...
Ecco ritorniamo al miracolo di Feriole col cavolo...
Sono uscita dalla porta per accompagnare Lulù e improvvisamente ci siamo trovate nel magico mondo di Oz, nelle cronache di Narnia, nel bosco incantato, nel giardino della imperatrice madre... Era sbocciati improvvisamente i miei ciliegi.


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Ancora chiusa... 
Forse oggi per la prima volta mi sento un po' meglio. In genere la mattina è così. Poi, invece, il pomeriggio è più difficile. Si chiude la testa (anche se io non l'ho la testa ...persa nei pensieri e nei sogni se ne è ho ancora...), comincio a fare il cavallo bolso e cominciano gli spilli che mi trafiggono il petto come Sant'Adalberto solo che io non ho l'aquila che mi protegge...
Comunque per giorni e giorni non ho visto nessuno tranne la mia vivandiera pochi minuti. Mia madre è stata male pure lei quindi il generale ha potuto venirmi a fare visita solo sabato e domenica. Mi ha tirato molto su di morale perchè dal verde che ho normalmente di colorito adesso ero giallastro tendente all'opalino. L'unico mio mezzo di comunicazione era il telefono e ovviamente il pc. Ma non avevo nemmeno voglia di aprirla questa finestra sul mondo. In compenso ho ripreso a leggere e a guardare la televisione. La prima settimana ho avuto la neve e quindi tutta la situazione disastrosa dell'Italia. I lupi che scendevano, il gas che mancava, la luce che non c'era e via dicendo. Io mi sentivo il porcellino saggio che si era fatto la casetta di mattoni. Poi è arrivato il festival di San Remo che quando si è ammalati è un vero antibiotico. So tutto... Ho già imparato le canzoni, mi farò il tatuaggio della farfallina e mi darò alle prediche. Il festival insegna sempre molto. Alla fin fine non me la sono nemmeno passata tanto male. Mi sono riposata e devo dire che come sempre la pappera va da un estremo all'altro: o non dorme mai, o dorme sempre. Ma veramente in questi giorni di ritiro quasi spirituale ho ripercorso un po' la mia vita. Morale: cosa ho concluso? Nulla o quasi. Posso morire? No, ho tante cose da fare ancora... E' qui che mi è nato il dubbio... Tra venti, trent'anni sarò allo stesso punto. Guardando indietro non avrò fatto nulla e avrò ancora tantissime cose da fare quindi: quando si è pronti per morire? C'é un tempo per morire? E poi cosa vuol dire morire? A volte si chiudono gli occhi a volte no... Dove si va? Ma questi sono discorsi triti e ritriti... Filosofia spicciola... Domande inutile... Vorrebbe una risposta ma risposta non c'è, canta Arisa dentro la mia testa...E così anche la morte va via e torna la tosse e la paura. Si la paura perchè secondo me non si ha paura della morte ma si ha paura del dolore che devi provare per morire e di nuovo questi discorsi... ma basta prendi lo sciroppo e dormi.. Papperina si è svegliata. Ha tirato fuori l'ala da sotto la bolla e adesso comincia a dare segni di impazienza. “ Sono stanca, sono stufa voglio uscire...oggi c'è il sole...” Così ho telefonato al generale ho comunicato il bollettino medico e ho ricevuto l'ordine di uscire domani. E domani è un altro giorno dice Rossella...
Ma oggi le sorprese non sono finite. Infatti ho aperto la posta e ho trovato una mail di un mio compagno di classe che mi comunica che uno di noi è morto. La tristezza si mescola alla contentezza di aver ritrovato qualcuno che ha fatto parte della mia vita. I tempi della scuola sono lontani ma gli affetti per certi compagni di scuola rimangono sempre gli stessi. Mi accorgo che il bene non si cancella anzi, rimane sempre lì. I ricordi a volte fanno bene , a volte fanno male ma sono sempre parte di noi stessi e l'amore non si cancella mai. Tra un po' forse un caffè ci farà ritrovare.

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Ancora ammalata... 
E dopo Mission Impossible ecco di nuovo a letto. L'avevo detto che la folatina mi era infilata nella tonsillina...
Così sabato notte (domenica 5 ore 3.30 per essere precisi) mi sono svegliata dentro alla mia bolla che pareva veramente un forno crematorio... Cosa mi stava succedendo? “Che caldo, sono tutta sudata e voglio andare al cinema a vedere Hugo Cabret...”
C'è di sicuro qualche cosa che non va...”Dove vuoi andare alle tre” mi dice Papperina... La guardo ma la vedo doppia e poi la vedo tutta spelacchiata, arruffata, boccheggiante...”Ho detto al generale che andiamo al cinema...” “ Si certo...intanto prova a metterti il termometro per piacere...” Lulù è accanto al mio letto e fa cenno di sì con la testa. Cerco di fare anche io di si con la testa ma mi sta andando in mille pezzi... ho la gola secca ...il cuore scalpita e mi sento fluttuare nella stanza... Ghost? Sono morta? Tolgo la mano dalla bolla e subito un filo di aria fresca mi fa respirare un po' meglio. Prendo il termometro e procedo. Passato il tempo necessario che non capisco sia breve o infinito ho il responso dell'oracolo:39.9.
Passo così le ore che precedono all'alba nel terrore più completo. Morire da sola divorata dalla febbre. Mi vedo già eroina di questa vita fatta di nulla che dura solo pochi attimi che a noi sembrano anni solo per la nostra percezione parziale... “E' morta la grande scrittrice... è morta da sola con la sua pappera al fianco assistita amorevolmente dal suo cane che ora non mangia più e ci racconta le sue ultime ore. Abbiamo così scoperto che la forte Papperina, forte non lo era per nulla ma conservava il segreto di avere un cane parlante.” Lulù sta diventando l'evento del nuovo millennio ma non lo vuole. “Eppure” le dicono “è nel tuo destino questo”. “ No...io voglio morire con lei. Non posso vivere senza di lei... ma prima vi racconterò la sua storia...”
Finalmente arriva l'alba, gelida, livida, stanca di dover ogni mattina dare emozioni che lei in realtà non sente. Telefono al generale e comunico che per oggi niente cinema. Mi risponde con voce da oltretomba...”Anche io sto male”. Bene penso, mal comune mezzo gaudio, me ne pento subito e chiedo perdono ma ironia della sorte con la febbre così alta non mi ricordo il Padre Nostro. Mi spavento aumenta la sudorazione...Proviamo con l'Ave Maria... Questa viene e poi un po' alla volta comincio a ricordare un po' tutto. La febbre è stazionaria. A distanza di due settimane (oggi è venerdì) la situazione non è molto cambiata. Senza dubbio la febbre è scesa ma la tosse mi ha scorticato i polmoni e la gola. Finalmente dopo dieci giorni di squassamento mi sono fatta prescrivere gli antibiotici e da ieri sono sotto di loro... Li ho messi tutti in fila nella loro custodia argentata sullo stomaco e spero che facciamo effetto. Da ieri quindi non posso muovermi perchè altrimenti gli antibiotici cascano. Fa nulla: per la salute questo ed altro. Due settimane da raccontare ( una in meno di Fred ), due settimane in cui mi sono trovata da sola con la pappera , davanti a lutti di amici che ormai stanchi di questa terra volano altrove a svernare. L'Italia è stata invasa dalla neve, (adesso sarà invasa dall'acqua della neve). La gente si è divisa tra fare la vita dei nostri anziani oppure sputare sul nostro governo che non è mai preparato alle emergenze. Ma tre metri di neve non sono un'emergenza...è semplicemente un evento straordinario...come si fa ad essere preparati? Io chiusa in casa non vedevo altro che un giardino bianco. Oltre che nella bolla ho vissuto anche in una nuvola di vicks che spalmavo come fosse nutella sopra ovviamente agli antibiotici... Se domani mi facessero una radiografia dei polmoni troverebbero due barattolini blu con l'etichetta vicks e nello stomaco due bottiglie di sciroppo per la tosse.
Mi sono ricordata di tante cose in questo periodo...
Un viaggio con un'amica, che poi non era tale, in Tunisia. Avevo più o meno la stessa cosa e viaggiavo con i borsa i miei fazzoletti Hermes che altro non erano se non un rotolo di carta igienica. Li ho rispolverati e mi sono legata al collo una cordicella infilandoci il rotolo. Una bella collana utile e sempre “arte in movimento”... Come ne strappi un pezzo la forma cambia, diventa più piccola...
Una collana che ti salva nei momenti del....bisogno. Idea da copiare.
Ho disseminato la Tunisia di microbi ed Hermes. E lasciato un amica...
Ma tante volte le amiche si perdono o, forse sarebbe più saggio dire, noi ci illudiamo che loro ci siano mentre alla fine sono semplici conoscenze. La vita è straordinaria e riserva sempre dei pacchi sorpresa. A volte ,quasi mai, le sorprese sono gradite... a volte le sorprese si rivelano proprio tali e tu non potevi immaginare una sorpresa più sorpresa.
Ma anche questo passa come la tosse del resto.. In fondo le grandi delusioni della vita non sono che malattie alle quali si sopravvive con una forte cura di “dimenticax”. E alla fine tutto serve per diventare quello che si è. Le esperienze positive e negative si amalgamano e otteniamo l'essenza di ciò che siamo.


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