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Io e Papperina
Regalo inaspettato 
Come ogni anno in questa stagione i miei ciliegi giapponesi fioriscono e, come ogni anno, io faccio le stesse fotografie... Le stesse anche perchè i ciliegi fioriscono sempre con gli stessi fiori e fanno in genere più o meno un miliardo di petali rosa e un tappeto rosa impalpabile e semplicemente stupefacente. Ogni anno aspetto questo momento perchè in effetti è sempre secondo me un miracolo. Aspetto e sbircio il divenire della primavera. Poi una mattina quando nemmeno te lo aspetti esci e tutto è in fiore. Sono sbocciati anche quest'anno così da soli, in silenzio, in una notte di luna piena che mi faceva l'occhiolino dalla finestra inondando di luce la mia camera e spandendo scie di giallo ovunque. Io ho dormito con lei, in lei, facendo sogni gialli, rosa e anche un po' rossi...
Poi alzata di buon mattina sono uscita per vedere a che punto erano... Ed eccoli li tutti in fiore mentre ancora intorno l'inverno allunga le mani. Il giardino non è ancora pronto ma loro sì...loro non aspettano e sono i primi a dare un buon giorno ad una nuova primavera. Primavera era con loro e con le sue dita gentili li accarezzava e loro diventavano un po' più rossi vergognosi di tanta delicatezza. Lei con le sue lunghe bellissime mani bianche li guardava sorridendo e loro davanti a tanto amore sbocciavano ancora di più. Così presa la macchina fotografica ho fatto le stesse foto di ogni anno rendendomi conto di quanto il tempo passi in fretta. Mi sono seduta su una sedia e il mio pensiero è corso tra i ciliegi. “Quanto tempo è passato da quando vi ho piantati? E quanto vi ho cercato prima di potervi piantare?” “ E' passato molto tempo e noi ti abbiamo visto percorrere tanta strada...Sai eravamo piccoli ...ora, quest'anno diventiamo maggiorenni... Abbiamo visto molto da qui...Molte persone sono passate sotto di noi...molti cani hanno concimato le nostre radici ...Ti ricordi?”
“ Si ricordo tutto ma a volte vorrei poter non ricordare...Vorrei essere morta o come voi immobile ad aspettare solo guardandomi attorno e sapendo che altri si prenderanno cura di me... Ma voi avete dei sentimenti? Avete dei dolori? Avete dei problemi?” “ Mia cara noi non abbiamo quella funzione ...Noi dobbiamo solo pensare a fiorire, a mettere poi le foglie, ad aspettare che le api facciano il loro dovere e a cercare di restare in vita per poi rifare l'anno prossimo quello che facciamo ora. Tutto qui. Tu invece secondo noi ti poni troppi perchè e cerchi di trovare strade che non portano mai a nulla perchè tutto sta già scritto... Tu invece ti agiti. Lascia semplicemente che la vita ti porti dove devi e non scappare a Samarcanda ma stai dove sei e lascia solo che sia la tua fantasia a viaggiare. Riposati qui e vola via con la mente... Non domandare, non preoccuparti, dormi e sogna che in questi anni non lo hai mai fatto...” Mi sveglio dal mio sogno con la macchina in mano e 50 foto fatte senza nemmeno essermene accorta. Lulù è al mio fianco e io penso che è vero: tutto passa troppo in fretta e il tempo mio vola e io non riesco a fare nulla.
Tra meno di una settimana la fioritura lascerà spazio al verde e io di nuovo piangerò perchè è durata troppo poco. Nel frattempo i petali faranno un tappeto che io non pesterò per non rovinarlo e così mi rimarrà sempre il desiderio di poter camminare su un tappeto di petali. Come è stupido l'uomo... Io per non sciupare le cose mi tengo un desiderio. Un po' come con i saponi o con le scatole di colori che non uso per non vederle finire. Assurda la mia mentalità ma è la mia e devo accettarla. Modificarmi? Si certo, ci penso spesso ma poi mi dico alla mia età perchè dovrei? E i saponi rimangono nelle loro carte e i colori nelle loro scatole. Dovrei comperarne forse due? Così anche quest'anno io non ho camminato sui petali mentre tutti i miei ospiti lo hanno fatto distruggendo il mio tappeto. Ma agli ospiti puoi vietare qualche cosa? Sabato mattina come sempre sono andata con il generale al mercato coperto e ho lavorato tutta la mattina a dispensare verdura. Poi sono arrivata a casa e ho scaricato una macchina di verdura. Ho dato la pappa a Lulù e poi ho finito di mettere la luce all'interno delle lampade che mi invento prendendo pezzi vari dal magazzino di mia madre. Naturalmente le lampadine di cui ero provvista erano andate chissà dove perchè hanno fatto saltare la luce. Quando si è stanchi fare qualche cosa richiede non solo uno sforzo mentale molto più grande ma anche molto più tempo e io ero stanca. Così dopo aver fatto dieci volte le scale per riaccendere l'interruttore generale ho pensato di cambiare lampadina e la magia è avvenuta. Contenta di tutto sono sprofondata in un sonno meraviglioso illuminata dalle lampade nuove. Poi improvvisamente mi sono resa conto che era tardi, che dovevo pulire la verdura e correre a messa. Sono scesa ho preparato la tavola perchè il giorno dopo avrei avuto ospiti e mi sono messa tranquillamente a pulire il prezzemolo. Era una montagna...non finiva mai!Lulù era in giardino e io pensavo a che bella giornata era stata. Non avrei mai pensato che le sorprese non erano finite. Improvvisamente mi sono resa conto che il prezzemolo mi aveva fatto fare tardi per la messa. Io non sono molto di chiesa ma con Dio faccio i miei patti. Uno di questi è l'andare a messa in cambio del funzionamento della caldaia. Lui assolve al suo compito e io vado a sentire il vangelo che è pure interessante. I rapporti con Dio sono sempre molto personali ma i miei forse lo sono di più...Mi sono messa le ali ai piedi e sono volata di sopra a prepararmi. Al momento il fatto che ci fossero un paio di occhi che mi fissavano dal letto non ha sortito nessun effetto. Poi ho realizzato che quei due cosi che mi guardavano erano proprio due occhi e non due occhi di un pupazzo di Lulù...Lui era lì e mi fissava anzi fissava più precisamente il vuoto. Non ho avuto nemmeno la presenza di spirito di fargli una foto. Era lì e nello stesso tempo era lontano... Ho preso il telefono in mano e sempre fissando il letto ho urlato a mia madre:”Ho un topo sul letto...Ho un topo sul letto...” “Ma è vivo?” “Certo che no...” “ Ma dai per un topolino...” “ Ma quale topolino questo è grande... E' un regalo di Lulù...Me lo ha portato qui come regalo di compleanno in ritardo”. Ecco a volte i regali arrivano quando meno te li aspetti. Con estrema prudenza ho foderato con un sacchetto un cestino e poi scrollando piano piano il copripiumone ho fatto scivolate il regalo nel sacchetto pensando che domani lo avrei buttato nelle immondizie. Già quali immondizie? Io non ho i cassonetti e così ho pensato che dato che ho ospiti e che in città i cassonetti esistono rifilo il sacchetto a mia madre. Mentre urlavo tutta la mia paura mista a schifezza Lulù mi guardava basita. Non capiva perchè quel regalo non mi piacesse. Mi sono fermata di botto e mi sono detta che era solo questione di punti di vista e che in fondo lei cosa poteva saperne che a me i topi non piacciono? Così mi sono messa a grattarle la pancia,e a farle le coccole ... Come si fa a non ringraziare chi con tanto amore ti ha cercato un regalo? Ho anche ringraziato Dio che fatto in modo che Lulù lo mettesse sul letto ( ho scoperto un motivo in più per ascoltare la messa con più attenzione) e non sotto al cuscino perchè l'idea di andare a letto e di sentire qualche cosa di peloso e di freddo mi avrebbe fatto andare ancora più fuori di testa...

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Spu(n)ti da pe(n)sare 
A me sarebbe sempre piaciuto saper sputare. Da oca raffinata lo sputo ovviamente ha un fascino tutto suo. Non ci sono mai riuscita nonostante i molti tentativi. Io al massimo riesco a farmi colare un rivolo di saliva. Non vi racconto poi le umiliazioni subite in gioventù quando si facevano le gare. C'erano certi amici che tiravano sputi a dieci metri... io mi limitavo a guardare e a fare le prove in vasca da bagno. Niente! Assolutamente non riuscivo a sputare!
Arrotavo la lingua, gonfiavo i polmoni, inalavo più aria, cercavo di espellerla in un colpo solo...ma non c'era verso... La saliva colava lungo il mento e io ficcavo la faccia nell'acqua. Ora alla veneranda età di 55 anni passati ho scoperto che per sputare devo avere in bocca qualche cosa. Lo so che non si dovrebbe fare ma per me non esiste cosa più bella se non quella di ficcarmi nella bocca 3 cicche e poi fare le bolle (ogni tanto devo essere onesta la bolla mi si rompe e io rimango impiallacciata da chewingum su tutta la faccia ottenendo così in parte una ceretta meno invasiva ) poi, finita la voglia di bolle si apre il finestrino e dopo diverse iperventilazioni si sputa verso il ciglio della strada e possibilmente non contro vento la cicca. Ormai con la mia proverbiale signorilità riesco a sputarla anche a tre metri, tre metri e due centimetri record massimo ottenuto in una galleria del vento con appunto il vento a favore...
Tutti questi sputi da pesare hanno portato a degli spunti da pensare e così tra uno sputo e l'altro facciamo un po' di filosofia della gomma.
La vita continua sempre? Io vivo sempre o ogni tanto sono morta? Quando dormiamo dove siamo? Si... certo... ovviamente siamo a letto semprechè non ci si addormenti altrove...ma con la nostra mente dove andiamo? In quale mondo parallelo va a finire il nostro pensiero? I nostri sogni sono la realizzazione di ciò che non riusciamo ad ammettere? Le nostre fantasie diventano veramente incubi? La nostra essenza diventa sogno o il sogno è la nostra realtà? Mi sembro Gigi Marzullo .. Ma in effetti dove andiamo quando sogniamo? Quando la Bella Addormentata dormì per cent'anni dove andò con i suoi pensieri? Voleva veramente essere svegliata dal principe azzurro o preferiva restare zitella a vita e studiare i matrimoni falliti degli altri? Voleva forse studiare medicina per poter poi avvelenare senza essere incolpata la vecchia brutta e cattiva strega? Aveva aspirazioni di fare la lavandaia invece che la principessa? Voleva un profilo basso e non ricevere mai ospiti? Voleva invece che un castello una semplice casetta in mezzo ai fiumi? Cosa sognava? E la Bella Addormentata raccontò la sua storia...
E pensare che ero piccola. Piccola …
Ti ho invitato, m'hai stregato, ti ho creduto, ho dormito...
E nei miei pensieri vedevo una croce rossa e capii di essere Kandy Kandy e cominciai ad avere tutte le disgrazie che ogni serie di cartoni animati ha. Del resto io ero un cartone e stavo dormendo da circa cento anni attendendo quel bacio che non volevo... Già... Avessi potuto avrei dormito fino alla fine dei miei giorni continuando a sognare di essere un'altra. Intanto Kandy Kandy si era innamorata, aveva perso il fidanzato, era stata espulsa da scuola, insomma viaggiava nella bufera, felice di avere il dono della vita... Avete mai osservato come tutte le storie siano incredibilmente piene di disgrazie che anche a volerle non riuscirebbero mai ad essere concentrate nella vita di una sola persona? Ebbene Kandy Kandy diventa grande e lascia tutti li a bocca aperta e scappa con Pippi calze lunghe sul suo cavallo a pallini neri tenendo stretta la scimmietta signor Nilsson che anche lei sogna di non essere in quella fiaba ma di diventare Cita... La Bella Addormentata chiede a Cita come sia Tarzan ma quest'ultima le da una brutta notizia... “ Io non sono opera della fantasia di Burroughs ma sono solo stata messa nel film. Io sono reale”. E da qui Kandy Kandy alias la Bella prenderà un'altra direzione buttandosi dal cavallo e arrivando dritta in braccio al Cappellaio matto che avendo appena finito un turbante conturbante a base di mercurio tirava gli ultimi respiri e dettava le sue ultime volontà. Ovviamente non era possibile che il passaggio non fosse più che doloroso e infatti il Cappellaio sul punto di tirare le cuoia non riesce a tenere tra le braccia la piccola Bella che cade a terra fracassandosi e spezzandosi per sempre la sua gamba che vola alta nel cielo dove una grande aquila la prende al volo. L'aquila ovviamente prosegue per un'altra strada e incontrerà Merlino e anche quel cornuto di Artù che diventerà Vicky che si troverà con Asterix e Gerard Depardieu finalmente incontrerà una pappera e se ne innamorerà creando una nuova serie di cartoons anni 2010 che diventeranno il punto di partenza per grandi successi non solo televisivi ma anche letterali perchè una certa Margherita si ispirerà a tale racconto e farà soldi a palate vincendo anche il primo premio letterario per tutto. La nostra scrittrice avrà ovviamente una sua fiaba che però alla fine diventerà quella della Bella Addormentata raggiungendo così i suoi due obiettivi principali: l'aver finalmente dormito e l'aver ottenuto il bacio e l'amore del suo principe blu. Ma torniamo a Kandy Kandy alias la Bella... Al posto della gamba negli ultimi momenti di vita il Cappellaio costruisce una specie di uncino e da li metterà la Bella su una vecchia bagnarola lasciandola al suo destino con un coccodrillo che poi a sua volta avrà un percorso molto diverso diventando una zucca con sveglia incorporata e scandendo il tempo di tutti continuerà a far capire agli adulti che bisogna anche un po' essere bambini e come in tutte le belle storie farà vedere la fine di Andrea in Incompreso... Ma torniamo alla Bella che dalla sua bagnarola vede una balena ma forse era un pesce cane... la Bella deve per forza pescare perchè altrimenti muore di fame e così butta in mare la gamba ad uncino e arpiona la balena che in un attimo di distrazione di Bella che teme per la sua deambulazione futura, le sputa in faccia una Bestia e se ne scompare di nuovo tra i flutti. Ovviamente tra la Bella Addormentata e la Bestia sboccia l'amore e da lì cominciano un percorso di chirurgia plastica una per rifarsi la gamba e l'altro la faccia inequivocabilmente brutta. Ma alla porta della sala operatoria si affaccia Frankestein che vuole a tutti a costi operare Bella invaghito dal suo cervello che vede fluttuare al di sopra della ragazza stessa. E' nel momento preciso in cui si scatena il fulmine per forgiare la nuova gamba di Bella che quel maledetto principe azzurro la bacia e Bella deve svegliarsi.
T'ho cercato, t'ho scovato, t'ho trovato, t'ho baciato..
E con questo t'ho svegliato..
uno schiaffo tu mi hai dato ,la pistola mi hai puntato ed un colpo mi hai sparato..
E così il principe morì e fu aperta un'inchiesta e Scherlock Holmes scoprì che la principessa aveva incontrato l'inventore della prima pistola che si era ovviamente innamorato della sua gamba di lucido acciaio come una canna e le aveva donato il primo prototipo della storia che Bella teneva nascosta sotto al cuscino e oliava ogni giorno tra un sogno e l'altro. La principessa venne condannata ma siccome era reggente si fece una legge ad hoc e non scontò mai la pena.. A volte le storie finiscono anche per essere vere e infatti più o meno ai nostri tempi le cose funzionano così. Ecco perchè le mamme raccontano ancora le storie di un tempo perchè le storie hanno sempre da insegnare a tutti.


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Amore e amicizia 

Papperina oggi si è svegliata male. Le girano le penne e scrive e fa domande e vuole risposte da me che invece cerco di dormire.
Ho di nuovo i miei problemi di insonnia e ormai so tutto su alluvioni politica e il modo di accoppiarsi di quasi tutti gli animali.
Ho il decoder ma io sono affezionata ai miei vecchi canali ma sono anche curiosa e ogni tanto sbircio di la.
Ho scoperto l'olfatto spaventoso dei cani e i nuovi esperimenti fatti attraverso il loro fiuto per capire in anticipo le malattie, ho scoperto che le cavallette fanno sesso a lungo e soprattutto non sono affatto timide. Qui devo dire però che la tv non c'entra nulla ma c'entra anzi fa da letto una finestra della mia sala da pranzo dove per una giornata(tanto che pensavo fossero morte) due cavallette sono state più di 24 ore una sopra l'altra. Poi il maschio è sceso e con un'indifferenza unica se ne è andato. Lei invece ha aspettato un altro po' forse per mantenere dei ricordi?
Ovvio che ho fatto delle foto e ovvio che ci devo scrivere una storia.
Le cavallette amano? Si innamorano? Piangono l'abbandono? Hanno dei ricordi? Sono stata a lungo a fare la guardona e non ho capito nulla. Lei sotto molto più grande di lui agitava le antenne e si puntellava con le zampe. Sembrava una di quelle gru alle quali si posizioni i piedini... Lui guardava nel vuoto del vetro e le stava sopra. I movimenti erano appena visibili ma non davano la sensazione di amore. Sembravano due cavallette che dovevano farlo con il primo che passava perchè ormai era tardi e l'estate era finita. Non c'era partecipazione almeno ai miei occhi. Comunque dopo 24 ore sono andata a vedere se per caso fossero morte. No erano vive e sono sembrate anche molto seccate dell'intrusione. Mi sono scusata e mi sono ritirata dall'altra parte del vetro. Loro si sono ripuntellate e hanno continuato. Poi così di punto in bianco lui è sceso non ha nemmeno salutato e se ne è andato. Lei è rimasta li a rifare il letto cercando nelle pieghe di lenzuola inesistenti dei ricordi, dei profumi, il rumore di parole ancora non portate via dalla leggera nebbia che ormai comincia a sfocare le immagini.
Ho pensato fosse una peripatetica e lui il passante di turno che ha approfittato di quell'amore in vendita.
L'amore si compra? Si vende? E l'amicizia? L'amicizia non dovrebbe avere un prezzo ma essere puro sentimento. L'amicizia è amore o l'amore è amicizia? Il dilemma è arduo e molte cose si intersecano e si fondono in un due parole che alla fine sono quasi la stessa cosa. L'amico ama ma non c'è la fase dell'innamoramento che invece è la prima parte parte dell'amore?
L'amore è comunque la base di tutto ma un'amicizia non finisce o almeno non dovrebbe mentre un amore è inevitabile che finisca?
Ormai non penso più al vissero felici e contenti perchè questo non esiste. La felicità è come l'amore: impalpabile.
In realtà mi accorgo che la parola amore io l'associo a ciò che definisco l'altra metà.
Ma ragionando io amo tutto, anche le cose; quindi il sentimento per il principe blu o per l'amica dovrebbe avere la stessa matrice. E allora da cosa deriva la differenza tra amicizia e amore?
Quando trovi il principe blu in realtà perdi la testa. Lui è solo blu e tuo, è privo di difetti e tu non riesci a vivere senza. Il principe blu in realtà è la tua droga del momento. E' il surrogato della nutella quando sei sola.
L'amicizia invece è un sentimento cosciente. Nasce un po' alla volta e cresce. Scopri i difetti, li accetti e vai avanti. In realtà forse con l'amico dividi tutto tranne che il letto mentre con il principe blu sei costretto a dividere anche quello oppure in realtà dividi solo quello.
Insomma la delusione c'entra sempre perchè alla fine tutti se vanno infelici e scontenti a dispetto di Andersen o di Perrault.
Ma poi le fiabe erano veramente a lieto fine? Cenerentola non aveva mal di piedi con quella scarpetta e l'aveva persa apposta? Biancaneve voleva veramente essere svegliata con l'alito del principe che magari aveva appena finito una frittata con la cipolla?


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Ascoltando... 
Il silenzio è musica, se lo ascolti ti canta note lontane che tu conosci, che ti fanno male, che ti ricordano, che ti fanno sorridere, ti fanno riflettere, ti fanno pensare, ti riportano con loro nel tempo di un ballo, ti fanno fare un giro di giostra, ti fanno dipingere un mondo tuo, ti danno tenerezza, ti ritornano un abbraccio dimenticato, ti fanno rivivere un bel momento, ti ributtano in un baratro dove l'incubo ti perseguita, ti fanno volare in alto per bruciarti le ali di cera, ti rimettono con i piedi per terra… Il silenzio è una dolce musica che si diffonde in orecchie talvolta sorde, a volte delicate, a volte pratiche. È da queste orecchie pratiche che il silenzio corre al cuore e poi veloce alla mano che scrive perché sente questo valzer personale e poi tu, ignorante in questa materia, lo ascolti, entri in mondo diverso dove il silenzio, diventato la musica delle tue orecchie, ascolta attento e apprezza… si emoziona a queste note e il pensiero corre alla bellezza di un suono che tu senti ma non sai scrivere….E ringrazi quella mano e quella mente e quel cuore che ti hanno regalato un momento di silenzio suonato.

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Alla faccia di Dio 
Non so cosa mi pigli ultimamente ma mi appassiono, mi esalto, mi accaloro, mi entusiasmo quando devo sostenere una tesi. Questo provoca un inalzamento del tono della mia voce che fa pensare che io sia arrabbiata. Non è così; è solo un modo per far capire al mio interlocutore ciò che vorrei esprimere. Come è difficile spiegare ciò che si sente e io alla fine dei conti cosa sento? Le pappere hanno un'anima? Hanno un cuore? Hanno un paio di orecchie sotto a tutte quelle piume con cui poter sentire?
Periodi così in cui anche noi oche non sappiamo che dire , che fare che cantare che lasciare...
Ti lascio una canzone per coprirti se avrai freddo
ti lascio una canzone da mangiare se avrai fame..
E io che lascio? Dopo di me il diluvio e io lascerò solo acqua che scorre sotto ai ponti e sopra ai quali il cinese aspetta di veder passare il cadavere del suo nemico...
Devo tornare a Chioggia e dare un senso a tutto ciò che ho scritto? Devo veramente raccogliere tutti i pezzi di carta che ho lasciato nei libri...che ho trascritto in mezzo ad appunti della spesa e a note di telefonate nelle mie agende oppure nei vecchi diari in cui da scolara scapestrata amavo tanto scrivere?
Ha un senso voler dare un senso a tutta una vita che forse proprio è bella perchè non ha un suo vero perchè? La vita ha veramente un perchè oppure veramente la vita è bella perchè noi non sappiamo mai dove andiamo e la viviamo creandoci falsi idoli che poi come il colosso di Rodi si sgretolano al tempo e sotto al sole? La vita alla fine cosa è ed è alla fine della vita che si capisce veramente cosa sia la vita e cosa ne è stata della tua? E' veramente quando vedi la luce in fondo al tunnel che improvvisamente capisci perchè hai vissuto e rivivi tutto in un attimo? Il dolore ha una fine o allora solo in quel momento capendo tutti i tuoi sbagli ti rendi conto di quanto grande possa essere e che alla fine tutto il tuo dire di aver sofferto non è nulla al paragone del vero dolore? Quanti perchè... e quanta amarezza anche alla fine. Il nostro misero essere non ci concede spiegazioni...Anzi paradossalmente più domande ti poni e meno risposte riesci a darti e più cretino ti senti. Il sapere non ha confini e io già mi vedo Dio che dall'alto di tutta la sua sapienza ti castiga all'ignoranza. “Chi credi di essere tu piccolo essere insignificante per poter pensare di pensare?” “Veramente io credo di essere tuo figlio...anzi per la precisione me lo dici tu...” “E con questo cosa vuoi dire? Per i figli i genitori sbagliano sempre vero? Non ti ho dato degli esempi? Non ti ho dato degli insegnamenti? Non ti ho dato il pane? Non ti ho insegnato ad aver rispetto per gli anziani? Non ti ho insegnato ad aver pazienza? Non ti ho insegnato ad avere una morale? Non ti ho insegnato a dare agli altri , a chiedere quando hai bisogno, a non giudicare, a vivere in pace. In fondo io ti ho dato la vita e tu me ne devi essere grato”
Già è vero... e tu da bravo figliuolo chini il capo e aspetti che lui dall' alto ti infonda un po' di conoscenza e lo preghi, lo vai a trovare nella sua casa ma lui? Lui si nega anzi per la verità ti nega la sua vista perchè la voce la senti e bene... Caro Dio io ti parlo spesso e tu pure mi rispondi ma sai io non ti mai visto e non so neppure come sei fatto anche se noi uomini ti vediamo come un vecchio con la barba lunga oppure ti confondiamo con tuo figlio e ti vediamo con una corona di spine appeso ad una croce. Certo è che di te non abbiamo nessuna immagine. Non è che domani magari ti fai fare una foto con me e così posso sbattere sul muso a tutto il mondo che tu esisti realmente e che non c'è più alcun dubbio? Non è che magari tu segui la moda e hai 1679 piercing e tutto il resto del corpo tatuato? Non è che porti le scarpe da ginnastica e i pantaloni a vita bassa? Che colori ami? Cosa mangi quando non mangi pane e vino? Cosa leggi nel tempo libero e tu veramente leggi? Che biblioteca frequenti e che documenti dai quando te li chiedono? Hai un codice fiscale e dove vivi? Quale è la tua residenza fissa? Guidi? Che auto si usano lassù dove vivi tu? Che profumo si sente? Nascono fiori diversi oppure son tutti bianchi e quale tipo di candeggina usate per avere un bianco così splendente? Hai i denti? E non ti fanno mai male? Hai mai avuto l'influenza? Soffri di pressione alta lassù? I gusti li senti anche se sei solo spirito? E alla fine che vuol dire essere solo spirito? Pesi meno? Non ingrassi? Respiri come lo faccio io... a volte con fatica come mia madre “Mi manca il respiro?” Sai a volte penso che è inutile che io pensi perchè tu sai già prima di me a cosa penso io.. E allora perchè mi hai dato tante cose se poi alla fine non le riesco ad usare tutte? E' un po' come avere un cellulare ultimo grido ...Sa fare tutto ma tu usi solo la decima se ti va bene parte di tutto ciò che lui sa fare... Perchè mi illudi di capire se poi alla fine mi fai sentire cretino?
“Si hai ragione tu figliolo non si nasce genitori...Si impara ad esserlo ma io sono un po' duro di comprendonio e dopo circa 2000 anni faccio ancora tanti errori...ma sai una cosa a differenza tua che hai solo circa sessanta-settant'anni per imparare ad essere padre io invece ho davanti a me l'eternità e ti giuro su me stesso che imparerò ad essere un buon padre. Dormi bene figlio mio e come diceva Rossella Domani è un altro giorno”

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