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Io e Papperina
Di sera 
Per me la sera è magica sempre, il tramonto o l'oscurità che scende piano con lo scandire del tempo mi trova sempre meravigliata di come possano fondersi i colori del mondo, poi, ad una una si accendono quelle luci che d'inverno sono piccole e fredde e distanti mentre d'estate sono più vicine. Ogni sera mi incanto e ogni sera, la sera mi sorprende incantata. E' il momento del ritiro in casa, il momento che dovrebbe essere della famiglia, tenero scambio dei fatti quotidiani, cicaleccio davanti ad un aperitivo... ma a volte invece è solo lo sbattere della porta e il silenzio rotto dalla radio che lasci accesa solo perché la tua sera non diventi nera, ma solo grigia e scivoli come ogni sera lasciando una scia di solitudine che in fondo brucia solo un po'. Non muore assassinata la mia sera,inciampa forse in un buon libro che mi tiene sveglia, scivola sul pelo di Lulù che cerca le coccole dimenando la coda...a volte muore, comunque di sicuro non assassinata, ma di noia.

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Essere o non essere... 
Mi parla e chiedo: "Chi sei?" "et onoS". Non lo capisco. Ha un linguaggio diverso anche se apparentemente conosciuto. Lo scruto: mi assomiglia ma non lo conosco. Eppure mi pare di averlo già visto. E' familiare, ha qualche cosa che non mi convince, deve essere un ladro di immagine oppure di vestiti, uno che copia ma che non ci riesce al cento per cento. No non sono io, sono solo uno dei tanti che albergano in me e lui da bravo artista copia anche questo lato. Gli artisti non dicono bugie e si calano solo nella parte. Rubano l'anima delle persone che interpretano a modo loro, con la loro verità forse non assoluta ma, sicuramente, verità dal loro punto di vista e così lui non dice bugie, e mi ridà solo una facciata dell'immagine che riflette in quell'attimo. Coglie la mia essenza e me la sbatte in faccia. No non sono io quello sconosciuto che vedo. Io non voglio essere così eppure guarda: lo stesso riccio, la stessa lacrima sulla guancia che scende. Destra, sinistra, sinistramente sogghigna, rifà il verso mi schiaccia l'occhio con aria complice...chi sei? "et onoS".

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Ma il mondo è musica... 

Come potremmo avere un mondo sordo? Siamo già parzialmente sordi noi che viviamo in mezzo al rumore, che non apprezziamo i rumori della vita, del tempo, delle parole di uno sconosciuto. A volte non sappiamo nemmeno ascoltare il nostro cuore. Il vento che fischia, lo scrocchiare delle foglie sotto piedi, il canto degli uccelli, l'acqua che scivola sotto i ponti, una campana in lontananza, i suoi lenti rintocchi, il rumore della terra arata che si assesta, una musica da una finestra, uno strillone con il giornale, una chitarra che aspetta di essere suonata, il canto di un motore che ruggisce, la parola di un bimbo, una madre che canta una ninnananna, un urlo di disperazione, uno schianto improvviso, un tuono, una radio che parla di notizie, notizie che si spandono diffondendosi con impeto, il mare che si scontra con la sabbia, la sabbia che geme, l'onda prorompente su uno scoglio silenzioso, bambini che corrono, gemiti dietro ad una porta, rumore d’amore, rumore di speranza, canto divino che esce dalla chiesa, il lamento di un mendicante assente con la mente, il bisbiglio di segreti nascosti, il rimprovero ad un bimbo impertinente, una pentola che bolle in una cucina indaffarata, il passo felpato di una visita in ospedale, il rumore del male, quieto, accettato, i piatti che si strisciano, un coltello che cade, un disco che si incanta...

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e sia san Valentino! 
Domani è San Valentino. Ad una certa età i cuoricini se ne vanno a quel paese e si diventa saggi ...o no? L'amore non ha età...forse...ma l'amore dei vent'anni miei di Ranieri è solo proprio a vent'anni. Poi, piano piano come le candele, diventano piccole bugie in tutti i sensi. L'amore è sopportazione ed è anche non sapere che lo è. Mi spiego: In gioventù tutto è superabile poi invece la cipolla si fa sentire, l'aglio fa vampiro e infetta la stanza e il suo russare non è più una sinfonia ma diventa solo un rumore irritante che ti dà fastidio invece che farti compagnia. Ah l'amour... l'amour c'est comme un jour d'un infini sourire, un'infinie tendresse, un'infinie caresse. Già l'amore questo folle sentimento che domani scatenerà i cuori finti e veri, dipinti, colorati, puri. Una macchina che mette in moto un business da primati( ecco infatti da dove veniamo, chi siamo, e dove andremo...nello zoo di Berlino!!). Sono conica( ops volevo scrivere cinica...si sa che io sono una palla e non conica!)? Forse ma a me tutto sto zucchero non piace tanto. Gli innamorati son sempre soli? E allora che aspettiamo a far quattro passi in compagnia...Vogliamo far la fine delle tende da sole? Mah chi li capisce questi uomini e pure mettiamoci per par condicio anche ste benedette donne.. San Valentino e subito e mi ricordo le figurine di Peynet oppure ve le ricordate voi il lui e la lei che dicevano L'amore è? Io a quel tempo inguaribile ammalata di amore ritagliavo i giornali e magia...eccoli ancora qui nella scatola dei ricordi assieme a tutte le altre cianfrusaglie che allora era di moda attaccare sul diario. I diari di scuola, sapori lontani di carta nuova, le uscite pomeridiane a cercare i famosi testi, la scelta della carta per ricoprire la copertina, i libri venduti usati (nuovi in realtà mai aperti) davanti al liceo, le etichette ...Pure quelle mettevamo! La penna, la matita..io ricordo ancora le elementari con la penna e l'inchiostro che il bidello veniva a versare.. Che c'entra tutto ciò con San Valentino? Bho! Vedete ad una certa età il romanticismo diventa solo una corrente artistica e quando poi l'età avanza ancora diventa solo un lontano dolore che da reumatico diventa malinconicamente romantico. Innamorata? Certo sempre di Lancillotto che è sempre là dietro l'angolo con l'immancabile audi 8 per far rima e con tanto di cuore per far rima con amore...
Volevo parlare dei cuoricini di Schifano e del mio incontro con i cuoricini di Celiberti ma poi le oche pappereggiano e quindi alla prossima le mie disquisizioni sull'arte.
Notre été s'en est allé. C'est comme un jour de soleil en ripaille, et de lune un chamaille et de pluie en bataille...

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la vita è un'affacciata di finestra 
La vita è un'affacciata di finestra si sa dove si nasce e non si sa dove si muore verissimo ma quanto affascinante è affacciarsi ad una finestra sconosciuta e guardare sempre un panorama diverso... questa è la vita ...tu sai che devi morire ma dove? quando? come? e intanto ti affretti, accumuli, sperperi, lavori, tutto questo per un domani...ma quale domani? il domani nostro, è oggi; questa è la certezza che abbiamo. Oggi. Il domani è solo un concetto che può, più o meno, diventare realtà ma non certezza. Siamo noi nella nostra illusione di poter essere eterni, che pensiamo al futuro non sapendo che noi, un futuro forse non l'abbiamo perchè stiamo sempre camminando sul filo che i funamboli percorrono avanti e indietro, anche loro sperando di non scivolare e cadere, per poter fare un altro spettacolo. Questa è la mia finestra dove la bellezza si confonde con l'armonia, i colori si perdono nel tramonto del tempo (che quello sì ha un futuro ) che scorre tranquillo senza guardare il nostro piccolo universo fatto di continuo movimento frenetico, la musica diventa poesia e la poesia si trasforma in arte assoluta: la natura. Ecco cosa vedo dalla mia finestra , da qualsiasi finestra vedo la natura che al giorno d'oggi, è un gran privilegio, perchè non tutti possono dirlo. Io ci vivo in mezzo e qui la mia tranquillità prende il passo del tempo e con lui vivo aspettando di non riuscire domani a riaprire quella finestra ma forse a riaprirne un'altra da dove il mio sguardo non sia limitato, ma da dove vedrò tutto quello che il mio occhio vorrebbe vedere adesso.
Questo era tanto tempo fa... Una vita fa, quando ancora forse vivevo di sogni o forse vivevo in un sogno o forse adesso vivo in sogno e quella era solo la finestra della realtà. Ieri sera invece scrivevo non ricordandomi tutto ciò perchè si sa le pappere sono oche che si dimenticano tutto anche i momenti belli e anche quelli brutti (per loro fortuna), dimenticano ciò che hanno scritto e dimenticano pure di saper scrivere perchè, in quel momento, l'oca che c'è in loro vive di qualche cosa d'altro...di un amore, magari un amore bello a prima vista ma che, a lungo andare, ti sfianca, un amore puro, un amore che è unico come tutti gli amori. Ma vediamo che scrive cotanta pappera.
La vita è come mi piace. La vita è un'affacciata di finestra. L'ho definita così o forse, poiché le parole non sono infinite e molto spesso ciò che si scrive è già stato scritto, un po' come diceva Branduardi ieri sera parlando della musica, è stata definita da qualcun altro. Ma questo, in fondo è solo un concetto, un'immagine.
Tu ti affacci e sotto ti scorre il mondo. La vita è bella bisbiglia o urla a seconda del suo umore va visssssuuuuutaaaaaaaa...
E' come un ottovolante che ti attanaglia lo stomaco e che devi percorrere se vuoi scendere dal momento che ormai ci sei salito. Non puoi mollare,(mai... non mollare mai... se non ce la fai... tieni duro e aspetta quel momento prima o poi.... finchè vita avrai...Gigi bravo lo avevo capito da me) perchè per mollare o per buttarti giù forse ci vuole più coraggio, molto più coraggio.
Oggi c'è dolore, non so di che, dolore per non so cosa. Dolore da capire. Forse c'è solo voglia di buttarmi da quella finestra e vedere che in fondo è solo un volo di un piano e vedere che sotto mi aspetta un acqua tiepida che mi avvolgerà cullandomi e trasportandomi senza farmi fare fatica con la sola forza della sua corrente sapendo che prima o poi mi fermerò, magari al mare o davanti ad uno splendido lago perchè io non so dove vado ma lei, l'acqua, scorre sempre verso la sua meta. Io non so dove scorro e dove soprattutto scorrerò e ho capito che non devo chiedermelo perchè è inutile.
L'uomo ha un suo percorso ben preciso da fare e per quanto cerchi di uscire dal suo letto fa solo un ansa ma lì, nel suo letto, deve tornare perchè così sta scritto nel suo destino.
La vita va veramente vissuta? E si deve viverla fino in fondo amandola come si ama solo un vero amore?
La vita è forse come l'amore: fa male. Fa male e vive solo per se stessa e, come l'amore, è estremamente egoista. Tutto ciò scrivevo prima che squillasse il mio telefono e che il generale mi chiedesse come stavo. Poi parlando del più e del meno come succede sempre tra generali e subalterni o tra madri e figlie la vena, se così si possono chiamare 4 parole in croce, essendo domenica, è andata anche lei a farsi benedire.

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