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Io e Papperina
Arrivo su Grazia 3 


Il matrimonio era finito per colpa della babysitter che però, nel frattempo, lui aveva fatto sposare ad un amico e…
Non capisco i sentimenti di quei quattro personaggi. Uniti davanti al dolore per la morte del Professore ci sono due figli e due mogli. Una moglie, quasi della stessa età dei figli, e un’altra moglie, che fa da mamma a tutti e tre, almeno in questa situazione.
Decidiamo il da farsi.
- «Alzabara?»
- «No, assolutamente» - dice la più giovane delle mogli - «Lui la voleva, ma io questa soddisfazione non gliela voglio dare». Concordano tutti. Non doveva essere un padre esemplare e nemmeno un marito modello… Il giorno del funerale il Duomo è pieno. Chi si rivede dopo tanto tempo e chiacchiera, chi ride, chi invece assume un’aria di circostanza, chi spettegola. Salutano la vedova, e Rebecca che è sempre accanto a lei con i figli, come a proteggerla. Ascolto in disparte.
- «E quella?»
- «E’ la prima moglie»
- «Ah… E quelli?»
- «I figli»
- «Ma hanno la stessa età della moglie!»
- «Vedi, il matrimonio era finito per colpa della babysitter che però nel frattempo lui aveva fatto sposare ad un amico e allora lui si è sposato con lei. Anche perché sposare una semplice babysitter…»
- «E poi?»
- «Poi, dieci anni fa, mi sembra, lui crede di aver fatto un figlio con M. la babysitter che gli fa appunto credere di aspettare un bambino suo. Ma dopo dieci anni la moglie eredita una bella fortuna e lui vuole i soldi. Allora pare che lui le abbia fatto trovare scritto sul pc Io ho solo un figlio, il figlio che ho sempre voluto dalla donna che ho sempre amato. E pare che la seconda moglie non gli abbia perdonato il fatto di non aver voluto figli con lei, adducendo la scusa che ne aveva già due, e quindi lo ha buttato fuori di casa».
Penso, ecco perché niente alzabara. La chiesa tace, la predica è molto fredda, Il parroco lo conosceva ma non si rivolge al Professore, solo alla famiglia.
Poi, all’improvviso, l’entrata in scena della terza donna: vestita di nero con occhiali scuri per nascondere le lacrime - di sale, penso. Perché secondo me quella non sa piangere. I parenti le si fanno incontro come fosse la sola autentica vedova, la baciano e la confortano. Il prete continua, alzando la voce e mandando tutti i peccatori all’inferno. Perché il matrimonio è indissolubile, perché quest’uomo ha sbagliato e deve scontare le sue colpe assieme a quelli che le hanno commesse con lui.
Immagino il Professore ridere dentro la sua bara, come un novello Dracula.


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Il sole e l'arte 
Al cospetto dell'arte il sole impallidisce e, come Narciso vuole la sua bellezza e ne è innamorato, il sole ama la sua luce e nulla deve offuscarla. Il nostro pensiero ci porta lontano ma il sole preferisce che restiamo in sua contemplazione. Meglio dei sudditi incolti che sudditi dediti alla conoscenza che poco ti venerano. Meglio la tenebra del non sapere. I tuoi sudditi capiranno meglio quanto ti devono… E' più semplice vivere da ignoranti e bearsi della luce del sole senza porsi tanti problemi per sapere da dove viene il caldo che emana..Questi sono i nostri limiti. Ci accontentiamo del poco perché il più costa fatica e ricerca. E l'arte aspetta che il sole sia coperto dalle nuvole per vedere se qualcuno la guarda.

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Da Homo Sapiens.. 
A Homo Demens...Il cervello che è stato dato in dotazione alla specie "homo sapiens" alla luce delle nuove ricerche pare abbia una scadenza. Questa scadenza si attesta intorno al 1900 e secondo gli studi a partire da tale data il cervello subisce una lenta trasformazione che poi, via via che lo scorrere del tempo procede, porta ad una distruzione delle cellule fino ad arrivare alla completa eliminazione della parte che è andata in scadenza. Si ipotizza quindi che in un secolo, se non si è arrivati alla completa assenza, si sia ormai molto vicini. Pappera delirans

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arrivo su Grazia 2 


E non ditemi che non c’è mai crisi, perché a me una crisi viene sempre!
Quando una persona mi domandava - ma non ci siamo già visti da qualche parte? - per me era automatico chiedermi chi dei suoi cari avessi seppellito.

Ebbene sì, lo ammetto, sono la titolare di un’impresa funebre. Sono nata in questo lavoro vivendo con i nonni e sapendo da sempre di essere l’erede designata.
A vent’anni sono stata messa in cassa. A quel tempo, tantissimi anni fa, credo di essere stata una delle prime titolari donne e sicuramente la più giovane.
- Scusi patente e libretto, dove va a alle quattro di mattina?
- In obitorio…
- Mi dispiace (faccia contrita del poliziotto)
- Non si preoccupi, è il mio lavoro.
Gli uomini al mio passaggio si toccavano per scaramanzia. È stata dura quando un amico me lo ha spiegato, ma sono sopravvissuta… Quando tornavo a casa, adolescente, con i primi fidanzatini e un carro funebre si fermava per chiedermi se volessi un passaggio, il ragazzino fuggiva sempre. Ogni persona ha i propri mezzi e con i propri mezzi muove i primi passi. E il nonno con i suoi mezzi mi teneva d’occhio.
Presa in mano l’azienda mi becchinai il titolo di avere “La Boutique del Morto”.
Il mio lavoro, in realtà, è un po’ delicato, perché entri nella vita di persone che sono o veramente distrutte. Devi assisterle in tutto. A volte invece sono famiglie incredibilmente felici, va detto. Il difficile è capire cosa vogliano, o vorrebbero, e non superare mai quel sottile limite. Infatti quando devono pagare il conto (e sono ormai calmi), non devono mai avere l’impressione che sia stato fatto qualche cosa che loro non avrebbero mai voluto, e che tu, approfittando del loro dolore, hai loro offerto.
Entrai per la prima volta in obitorio con il mio insediamento come “capo” e come segno di rispetto mi chiesero vuole vedere la sua morta? Avevo allora un collaboratore - che poi mi ha fatto da padre, da tutore, insomma mi ha insegnato in pratica tutto - che disse no, adesso non abbiamo tempo e mi spinse fuori. È il caso di dire che io ero più morta che viva!
Ma imparai abbastanza nel tempo. Imparai tutto, tranne che ad essere fisionomista. Quando una persona mi diceva non ci siamo già visti? per me era automatico chiedermi chi dei suoi cari avessi seppellito.
Ad un matrimonio, alla presentazione dei testimoni
- Piacere, sono Margherita
- Ma noi ci conosciamo! Mia moglie la nomina sempre (Vicino di casa? Cena di amici?)
- Mi scusi, sa com’è, non ho la testa in questo periodo…
- Lei ha seppellito mia suocera e mia moglie è stata tanto contenta (in che senso?)

Tutto si può dire del mio lavoro, ma non ditemi che non c’è mai crisi, perché a me la crisi viene sempre. Non riesco ad abituarmi a certe cose, anche se ci scherzo spesso


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arrivo su Grazia 

La Pappera, con grazia, ringrazia Grazia.
Se volete venire a trovarmi lì linkate quì e se invece volete leggere il post di là, stando qua, ecco… ve lo imposto domani.


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