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Io e Papperina
Firenze era ... 


Più che greco è proprio ebraico.
Mi mettono in mano un fascicoletto che ovviamente si legge dalla fine all’ inizio.
Che bei segni questo ebraico… Mi affascina.
Sono in un'aula con circa 30 persone che capiscono tutto e traducono ancora di più.
In un primo momento mi sento molto fuori posto e mi metto in un angolino su una sedia.
Apro timidamente il fascicoletto e mi perdo con la mente.
Sono in un altro mondo.
Habacuc deve avere dei capelli molto forti perché l'angelo, e non chiedetemi quale, lo prende proprio per quelli e lo trasporta direttamente a Babilonia nella fossa dei leoni da Daniele.
Li Habacuc dà da mangiare a Daniele ed è subito trasportato indietro.
Mi domando lo scopo dell'angelo: invece di fare tanta fatica per portarlo lì per i capelli, non faceva prima a materializzare il cibo nella fossa dei leoni?
E che senso ha trasportare il profeta a Babilonia senza lasciargli modo di vedere una città che lui non conosce?
Tutte queste domande me le sto facendo mentre a turno tutti leggono e traducono una di queste frasi producendo suoni assurdi.
Ma perlomeno poi viene tradotto e io ho il tempo di fantasticare mentre loro sputacchiano consonanti e acca aspirate… siamo al sai... al sai di che ? Agoi anar e Agoi anare…
Ecco ho fatto sorgere qualche cosa che non capisco cosa è…
Intanto i Caldei, popolo amaro e impetuoso si dirige per terre ampie per occupare dimore non sue….
I Caldei insomma usurpano qualche cosa…come ogni popolo che si rispetti e che viene ricordato forse proprio perché ha usurpato.
Cerco di capire come Dio sia sempre unico per tutte le religioni. Certo è che l'ebraico mi affascina come del resto mi affascinano tutte le cose che non conosco. Sono passate quasi 2 ore e io sono qui ancora incantata da queste persone che alla loro veneranda età hanno voglia di imparare e di mettersi in gioco.
Picar… Piazza come si dirà vicolo? Avrà la radice di stretto o di corto?
Mio Dio siamo finiti nel monopoli manca solo il parco della Vittoria ma come si dirà parco ?” Egli è terribile, è tremendo, da lui esce il potere di giudizio e anche la sua prepotenza”
Penso che stiamo parlando di Dio... Ma Dio è terribile? E se è terribile noi che siamo fatti a sua immagine e conoscenza?
Dio ha un giudizio terribile e noi umani anche.
Sempre pronti a giudicare gli altri. Sempre pronti a spendere una parola di troppo.
Capisco sempre meno adesso entra così di brutto anche il comma dramma e poi prepotenza e giudizio volano come avvoltoi che piombano sulla preda.
Siamo in piena tragedia. La signora vicino a me con le ballerine rosse sostiene che non piombano, ma balzano.
Io sinceramente non ho mai visto avvoltoi che balzano. Ma non sono avvoltoi, sono aquile.
Anzi sono tigri, anzi sono leopardi. Insomma tra Leopardi e Bernini io ci capisco sempre meno …Non è che questo ebraico giochi un po' sui termini?
Sarà forse che allora Leopardi non era ancora nato?
E Bernini cosa c'entra?
Bernini traduce….Ma Bernini non scolpisce?
Si ma qui non scolpisce ma colpisce il fatto che io mai avrei pensato che ci potessero essere fiere che saltellavano, anzi saltellano, anzi balzano...
Insomma siamo fermi sul verbo… io più ferma che mai! Ma adesso c'è una visione che i nemici si diffondano come animali di branco. Ma i leopardi cacciano in branco?
Parash… Ma dove lo leggono? Qui e mi indicano un geroglifico. Vedi?
L'ebraico mette prima il verbo poi il sostantivo.
Ho già imparato una cosa…
“Polvere sei e polvere ritornerai” dice qualcuno del gruppo e io penso che anche la mia colf deve sapere l’ebraico perché è una frase che le sento dire spesso quando spolvera.


Finalmente mi sento tranquilla.
Oggi, anzi ieri, anzi questa notte, improvvisamente ho deciso che male che vada andrà comunque bene.
Ormai ha preso le mie decisioni: ho deciso che la settimana prossima torno a Chioggia.
Lunedì ho un appuntamento con un’altra immobiliare… Poi martedì l’ avvocato poi giovedì mi porto Lisa a Chioggia e cominciò togliere l'odore del Fip.
Domenica forse vedrò Monica.
Ma la mia decisione è vivere alla giornata perché i programmi non hanno mai nulla di fondato e non poggiano che sulle sabbie mobili dove poi affondano… almeno i miei.
Così mi sono posto nuovo programma: niente programmi.
E che serà, serà e da una canzone ci costruirò una vita, vivendo minuto dopo minuto come le partite di calcio.
Sarà una vita tranquilla la la la la perché da quando sono nato è… spericolata e da un’altra canzone, adesso, sulla soglia della vecchiaia, la voglio serena.
Voglio le mie passeggiate lungo gli argini conosciuti, voglio Lulù al mio fianco che tanto di uomini non ne ha bisogno e tanto, anche se ne avessi bisogno, non ci sarebbero lo stesso.
Di necessità si fa virtù disse la volpe guardando l'uva e se non l' ha detto la volpe lo dice la pappera.
È tra un po' l’uva è matura ma la pappera lo è ancora di più per cui adesso, qui ad ebraico, ho pensato che a Natale (tanto per non fare programmi) mi iscriverò al corso per i principianti perché anche l'ebraico può essere uno svago per la mente.
È intanto vago per una città che di Firenze non ha nulla.
Sconosciuta in una città sconosciuta fotografa scorci.
Devo dire sinceramente che mi sento persa e che ho una gran rabbia dentro ma siccome sono una signora a differenza della Loredana Bertè mi tengo tutto dentro. Guardo il cellulare con odio perché non suona e piango dentro a me stessa… ma lo vedo solo io.

Chissà dove si erano nascoste queste memorie che ho improvvisamente trovato dentro ad una cartella dimenticata in un angolo del desktop. comunque sicuramente era circa il 2008. Quante cose sono cambiate? Poche. Sono solo semplicemente cambiata io e di conseguenza anche tutta la mia vita.


Alfred Stevens, il bagno

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Troppo poco tempo, troppo poco...unione di parole senza senso 


Tante cose da fare da vedere da imparare e io non sono eterna..
E la sera diventa mattina e la mattina è già sera...
Settimana intensa a partire dal dentista... quello lo ricordo bene …
Per fortuna ho la mia agenda e da lì non si scappa Dalì scappava? Scappava pestandosi i baffi con il pennello in mano sporcando una tela, tela? Tela di ragno che tesse che tesse? Tesse di giorno, e la notte disfa aspettando colui che non ritorna o cavallina storna, storna i numeri del bilancio che non torna, non torna perchè non è mai partito è morto prima di andare in guerra, guerra di sangue, fredda come la morte che ti ha portato via nel fior degli anni, anni di piombo che infestarono le notti di tanti giovani, anni di bombe, di porfidi tirati, di scuola bruciata, di date e di fatti che il tempo immortalò , avventure di un giovane negli anni sessanta, musica alle stelle, fatti e rifatti di canne e di cannoni quelli pieni di fiori che si cantavano allora, cannone come quello che sparò prima che tu arrivassi e tu vedesti solo devastazione e morti, morti che ti chiamavano e tu pestando un po' di più sul terreno saltasti in aria come uno stambecco, come una palla, come un uomo spezzato dal fato che si chiama odio e dall'amore che si chiama pure odio, dallo spirito che fu guerriero e che sopra il destriero inviò la nera macabra e funesta sventura sul tuo elmo fatto di niente, fatto di carta come un aereo di quelli che faceva tuo padre quel giorno quando si accasciò sull'uscio e da lì più non si mosse, mosse? Mosse degli scacchi che tremano sulla scacchiera in attesa di essere perduti o vinti e rimessi nella scatola, scatola di cartone con cui facevi le scarpe in tempo di guerra , e poi ecco si ritorna lì la guerra guerra santa, guerra in nome di colui che mai si fa vedere, guerra che è buona da parte e cattiva dall'altra ma che comunque sempre quella è, che fa morti storpi, e rovina famiglie come il gioco, gioco al casinò e giocando perdette tutto anche se stesso, perse la sua dignità e l'unica cosa che gli rimase fu quella di buttarsi dal ponte e lasciarsi andare giù sempre più giù lontano dagli occhi lontano dal cuore perchè non c'è spazio per l'amore, amore di patria, amor di mamma, cuore di mamma, mamma che manca mamma che non c'è, mamma che non ti vuole eppure sarebbe facile una carezza in un pugno, un abbraccio e il gioco è fatto, gioco di mano gioco di villano, gioco la mia carta, carta per accendere il fuoco, freddo ombra e non è inverno allora perchè il freddo? Solo per te gelo nel cuore e nella mente il niente e tutto si perde ma tutto si ritrova, se mano non prende canton di casa rende, rende pane per focaccia e il profumo invade la casa, profumo di pane, profumo di famiglia persa per strada, e strada di corsa macchina che spinge, che urla, che impatta, che colpisce, ferisce, uccide chi attraversa ignaro che il volante sia in mano di uno pieno di grappa, Bassano con il Piave che mormora “non guidare” e invece diventa rosso di sangue e piange e si comprime e poi si allarga, allaga tutto, porta il dolore con se e poi lo rimanda indietro mezzo sciupato e completamente zuppo, orrore negli occhi orrore nel cuore di chi prega davanti ad una chiesa aspettando che dio ti aiuti ma dio non c'è è andato a messa a fare che? A dare se stesso pane della messa e vino del sangue e allora perchè non mi aiuta? Perchè ti devi fortificare, aiutati da solo che chi fa da sé fa per tre e tre per tre fa nove e alla fine viene il bove che bevve l'acqua che spense il fuoco, fuoco di passione fuoco che riscalda come neve al sole è tutto segnato nero su bianco, biglietti del cinema e del teatro attaccati con la nuova cucitrice tutta un fiore...
Un giorno forse ...Quando verrà la primavera ti scatterò una foto...

Ricorderò e comunque anche se non vorrai 
Ti sposerò perché non te l' ho detto mai 
Come fa male cercare, trovarti poco dopo 
E nell' ansia che ti perdo ti scatterò una foto… 
Ti scatterò una foto… 

Ricorderò e comunque e so che non vorrai 
Ti chiamerò perché tanto non risponderai 
Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco 
E capendo che ti ho perso 
Ti scatto un' altra foto 

Sei bellissima

Perché piccola potresti andartene dalle mie mani 
Ed i giorni da prima lontani saranno anni 

E ti scorderai di me 
Quando piove i profili e le case ricordano te 
E sarà bellissimo 
Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te 
Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse 
E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse 
E voglio amore tutte le attenzioni che sai dare 
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire 


Tiziano Ferro

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La famiglia cosa è? 


Ma io ho mai avuto una famiglia? E io ho il concetto di famiglia?(Una famiglia è costituita da un gruppo di persone che vivono insieme aventi in comune la discendenza (dimostrata o stipulata) da uno stesso progenitore o progenitrice nel caso di famiglia matriarcale, da una unione legale.). Mio Dio io ho perso la famiglia. Dove l'ho messa? Perchè perdo sempre tutto? Eppure dovrei vederla, dovrebbe essere grande... La famiglia si compra? Nella mia vita ho comprato di tutto e di più, possibile che mi sia dimenticata di comprarmene una? Perchè io non ho una famiglia?
Mah domande, domande, domande..Un giorno nasci e ti ritrovi in quella che tutti definiscono famiglia. Cresci e poi dietro ad un angolo incontri una persona e si accende un fuocherello piccolo dove bolle un pentolino piccolo... Potrebbe essere l'inizio della famiglia? Il pentolino va guardato sempre in ogni istante ed entrambe le persone devono tener acceso il fuocherello e cercare di riempire il pentolino con qualche cosa oltre all'acqua che è data in dotazione. I due si tengono per mano e cominciano a buttare dentro una parte dei loro pensieri e il pentolino comincia a riempirsi e ad ingrandirsi. Non ti danno le istruzioni per far crescere bene il pentolino ma è implicito che alla fine della tua storia con questa persona il pentolino dovrà ovviamente diventare un calderone e tu e il tu compagno potrete tranquillamente nuotare nel bollitore comune, felici di farlo...
All'inizio i due cercano in ogni modo di mettere nel pentolino cose belle e soluzioni per risolvere tutti i problemi che li attorniano.
I pensieri brutti, gli incubi, i problemi più grossi in questo momento, secondo me, non vengono buttati nella pentola perchè c'è la paura che l'acqua bollendo esca e spenga il fuoco.
Forse il concetto di famiglia non è questo ma sicuramente questo è un modo per dimostrare che ami l'altra metà e cerchi di prospettargli una vita rosa. Il tempo passa e la pentola comincia a riempirsi e a diventare sempre più grande. I due sempre tenendosi per mano cominciano a pensare che dentro alla pentola i funghi(io sono allergica ai miceti che non son gatti piccolini) è meglio non metterli e si comincia così ad affinare i gusti in comune cercando un compromesso. Si comincia un colloquio mentre la pentola si ingrandisce. All'inizio, non avendo le famose istruzioni, non si capisce che la pentola si allarga anche solo mettendo dentro dei semplici pensieri che poi saranno le basi per ciò che si incomincia a intravedere scritto sulla pentola:FAMIGLIA.
I due sempre insieme soffiano a turno sul fuocherello e a turno cercano legna per alimentarlo. Mentre il fuoco va prendendo la giusta consistenza i due tenendosi per mano cominciano a conoscersi, cominciano a capire i gusti, cominciano a vedere una strada comune da percorrere assieme e cominciano pure a staccarsi dalla precedente “famiglia”. Cominciano a sognare una casa loro da vivere in due e cominciano a fare progetti. La pentola bolle piano. Ogni tanto qualche goccia del contenuto esce perchè o l'uno o l'altro ha alimentato troppo il fuoco. Avvengono così le prime litigate. Se i due riescono a togliere la legna di troppo il fuoco si stabilizza e il contenuto non fuoriesce...
Se non si riesce ad attenuare il bollore della pentola quest'ultima esplode e la scritta famiglia va in mille pezzi.
I nostri due eroi si scottano un po' le dita e riescono a mantenere il giusto pipare del contenuto. Il minestrone fatto di pensieri continua a diventare sempre più profumato. I due riprendono a raccontarsi la vita vissuta scambiandosi le esperienze di quello che per loro è stata la famiglia fino a quel momento.
Non sempre il concetto è lo stesso perchè purtroppo esistono varie situazioni per cui uno dei due può non essere vissuto in una famiglia normale. Io per esempio di famiglia normale non ho avuto nulla. Vissuta con i nonni la mia era una famiglia allargata dove io dovevo arrangiarmi perchè l'unica certezza era non di non avere certezze, che nel momento del bisogno potevo solo contare su me stessa e che è sempre meglio non credere a ciò che dicono gli altri perchè loro non sanno di non avere certezze. Ma allora quale è il vero concetto di famiglia? I nostri due eroi cominciano a perlustrare il vocabolario ed ad affrontare il concetto e a capire che, se anche la parola è la stessa, il significato a volte può essere diverso. Comunque l'inizio è sempre abbastanza facile finchè nella pentola-famiglia non entrano in gioco altre persone o meglio figli e parenti. Se la vita a due può sembrare facile, a tre-quattro, otto diventa veramente difficilissima. Tutti hanno una loro testa e non tutte le teste ragionano nella stessa maniera e non tutti hanno purtroppo le stesse esigenze.
Io per esempio ho avuto un matrimonio che è durato circa 20 anni e dopo tutto questo tempo ho scoperto che non conoscevo affatto l'uomo che viveva con me. Come può essere? A volte non solo solo le persone tendono a nascondersi ma siamo noi che non vogliamo vederle per quello che sono. Ecco questo è un concetto di non famiglia. Le persone devono, davanti a quel pentolino, spogliarsi e buttare tutto dentro facendosi vedere per quello che si è anche se a volte nascondiamo noi stessi persino a noi.
Ma la famiglia è solo l'unione di due che si amano? No di certo la famiglia resta comunque anche quando la mamma e il papà diventano vecchi e i loro figli se ne vanno dal nido per costruire nuove unità che comunque restano legate all'unità principale da dei fili che vengono prodotti dall'amore. La famiglia dovrebbe essere un concentrato di amore e soprattutto un luogo dove trovare non solo pace e serenità ma anche comprensione, aiuto, consiglio. Dovrebbe essere un nucleo così compatto da far fronte comune verso il male senza paura di rompersi forte dell'amore che racchiude e dell'unità incredibile che ha. Se io ho il mio concetto di famiglia è di sicuro grazie a chi mi ha cresciuta e che ha cominciato a piantare il semino della famiglia quando ero piccola. E non è stata di certo mia madre perchè io non ho una madre, ho solo avuto una fattrice. Qualcuno penserà che io sia matta o cattiva ma posso garantire che dopo tanti anni non nutro nei confronti di mia madre nessun sentimento e quindi nemmeno alcun risentimento. Io semplicemente ho smesso di farla esistere con questo nome nella mia testa. Per me è diventata una persona qualsiasi: La signora del piano di sotto, la vicina che saluto ma con la quale non condivido che il semplice buongiorno.
Alla mia età si tirano i remi in barca e si fa una specie di bilancio...Io ho capito che mia madre non ama non solo me, ma nessuno tranne se stessa. E' una donna cattiva, che vive e si nutre del male altrui, che ovviamente non amando non può avere sentimenti. Tutto ciò mi dovrebbe portare ad un giudizio negativo eppure ancora una volta preferisco pensare che una persona sia AMORALE e cioè non conosca la differenza tra bene e male piuttosto che definirla delinquente recidiva. E poi dopo tante domande la risposta è sempre la stessa: se una persona non ti ama non puoi farci nulla. Ma come può una madre non amare una figlia? Dovrebbe essere un mostro! Bene io vivo con quel mostro oppure non è vero che le madri devono amare le figlie... E sono sicura anche di un'altra cosa... Mia madre è convinta di volermi bene oppure lo vuol far credere.. Allora cara mamma voler bene vuol dire non solo perdonare ma anche stare vicino alle persone, sopportarle, tenerle strette, abbracciarle, magari anche litigarci... Tu mia cara te ne sei andata quando ti ha fatto comodo, non mi hai cercato per quasi trent'anni e adesso che ancora una volta sono venuta io perchè io sono una figlia e sono anche una figlia decente, ti permetti di trattarmi in questo modo? Mia cara tu non conosci proprio tua figlia e in effetti come potresti? Non si possono conoscere le persone se non le ami perchè la conoscenza implica impegno e tempo e amore che tu non hai. Io invece ho sempre cercato il tuo bene e ti conosco meglio anche forse di te stessa. Fai pure quello che vuoi mangia in camera, fai finta di essere il capo tanto non lo sei e se pensi di esserlo perchè gli altri ti assecondano, ricordati che il nemico è sempre quello che ti lecca il culo, che le persone ti usano, come del resto le usi tu. Se non dai, non puoi nemmeno ricevere, A volte anche dando non si riceve figuriamoci... Detto ciò credo che ormai siamo arrivati al capolinea e io devo correre a teatro.
Ma porca miseria ho trovato la famiglia nel cassetto di destra della scrivania...
"Che dice che dice?"
"Taci pappera dici che la mia famiglia è morta con Lulù..."
"E tu prendi un altro cane..."
"Pappera ci sto pensando..."




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La rubrica di Donna Pappera: Figli disperati per nulla.... 


Carissima Donna Pappera
Ti scrivo perchè sono disperata. Mia madre mi odia e di conseguenza fa di tutto per darmi non solo il tormento, ma per mettermi in cattiva luce con tutti. Non mi parla, non viene a mangiare in cucina, mangia in camera sua, scaldandosi la minestra sul termosifone, lasciando piatti sporchi che inevitabilmente puzzano. Esce di casa e ovviamente non mi avvisa, dice che la picchio, che io le faccio paura, che lei teme sempre per la sua vita

Continua...
Maria Elena

Carissima Maria Elena ho dovuto interrompere la tua lettera in quanto molto simile ad altre 10.000 che mi pervengono. L'unico motivo per cui rispondo a te e non alle altre, è perchè le ho messe tutte in un cappello e ne ho estratta una. Era la tua.
Non posso altro che dirti:vattene di casa...
Perchè tutte vi lamentate e invece non uscite dall'ala protettiva del genitore e cominciate a crescere?
Cambia casa, renditi adulta e indipendente e manda a quel paese tua madre. Non sai tagliare il cordone ombelicale?
Non è per caso che sei tu che ti inventi determinate cose? Forse tua madre mangia con te in cucina e sei tu che non la vedi... O forse semplicemente tua madre effettivamente ti odia e allora perchè cercare amore dove non ne puoi trovare? Rifatti una vita e anche se sei responsabile per tua madre quando verrà quel momento ci penserai. Non vale la pena di rovinarsi la vita per una persona che non sa nemmeno cosa sia essere madre sempre chè la tua lettera sia vera.

Carissima Donna Pappera,
Io non ho molte possibilità e mi reputo una persona per bene. Non ho mai fatto del male, non ho mai maledetto nessuno, cosa che invece fa mia madre, non ho mai lasciato un debito, faccio il mio dovere, non godo delle sventure altrui, non istigo le persone a far del male, cerco di vivere tranquillamente essendo felice delle piccole cose che mi capitano. Da un po' di tempo però mi sto chiedendo una cosa... Perchè io devo essere responsabile per il sostentamento di mia madre? Quella signora, di madre ha solo il nome sul certificato di nascita, mi ha abbandonato quando ero piccola, non mi ha mai cercato e adesso che è vecchia io dovrei anche pagarle una casa di riposo? Perchè se lei non ha mai tirato fuori una lira per me io dovrei fare dei sacrifici per lei?
Maria Teresa

Carissima Maria Teresa
Purtroppo questa è la nostra legge... Non so veramente cosa dirti. In effetti tu hai ragione e non sai quanti casi come il tuo mi arrivano. Mentre i genitori possono parcheggiare i bambini dai nonni e fregarsene completamente di loro hanno anche il vantaggio di essere, da vecchi, accuditi. Questa è la nostra legge e in effetti io ho notato che i genitori che non amano i figli e li abbandono sono senza scrupoli e quindi sfruttano poi la situazione appoggiandosi a delle persone che con loro hanno in comune solo il certificato anagrafico. Bisognerebbe indire un referendum e cambiare un po' la legge. Forse, adesso che abbiamo l'ennesimo presidente che di sicuro non possiamo definire giovane e che pare sia molto attaccato alla famiglia, potresti mandargli una lettera con le tue motivazioni. Non si sa mai forse si potrebbe anche cambiare un po' la legge dimostrando l'estraneità della madre o del padre nella propria vita. L'unica cosa che mi sento di augurarti è che tua madre muoia senza bisogno di cure. Un bel colpo, che è la morte migliore e quindi non saresti nemmeno ritenuta cattiva augurandogliela. In caso contrario come dice mia madre “Dio l'ha punita” dalle il minimo di assistenza che si deve per placare la tua coscienza.

Seguono molte altre lettere alle quali rispondo in modo sintetico.

Enrica: Vuoi denunciare tua madre? Se lo ritieni opportuno, se ha violato la legge, se, se, se. Ogni persona deve essere consapevole di quello che fa e se tu ritieni che questa sia l'unica via giusta perseguila.

Michela: Non puoi uccidere tua madre è contro la legge... Però puoi farla morire lentamente...e se sei fortunata tu le puoi sopravvivere e già questa è una grande vittoria perchè la vita è una cosa bellissima soprattutto se vissuta con amore e in armonia. Chi non riesce a vedere questo sta su questa terra come se fosse sui carboni ardenti e vive rabbioso... Perfino i cani temono la rabbia e quindi, carissima, perdona e sopporta sapendo che chi vive con amore vive felice. Con questo mai perdere la propria dignità e non permettere mai a nessuno di farlo. Esigi semplicemente il rispetto perchè l'amore purtroppo non si può comperare e nemmeno pretendere... ma il rispetto Si'

Angela: Ti sei già risposta da sola. Non smettere mai di amare il prossimo anche se il prossimo non ti ama. A volte è più gratificante fare un regalo che riceverlo.

Silvia:Come dico sempre: LE PERSONE NON CAMBIANO.

Carlo: I delinquenti esistono dall'inizio dei tempi e se Dio lo ha permesso serviranno a qualche cosa... Insomma un po' come le zanzare no?

Oggi insieme alla rubrica di Donna Pappera dopo tanto tempo facciamo anche la rubrica del sabato dato che mia madre ha sollevato una questione interessante.
DIO L'HA PUNITA!!!

Ora se veramente esiste Dio si presume anzi, lo impone la Chiesa, che sia BUONO. Se Dio è buono e perdona perchè allora punisce? E' un controsenso ammesso sempre che Dio esista. A volte penso che Dio sia qualche cosa che noi ci siamo inventati per dare un senso alla nostra vita o meglio per spiegarci il perchè della morte. Gli animali hanno questo concetto? Capiscono cosa è la dipartita? Pare di sì dato che si sono visti cani piangere sul compagno di vita morto, oppure cani che hanno portato l'amico morto al bordo della strada sfidando il traffico, oppure cani che piangono sulla tomba del loro padrone... Quindi anche gli animali hanno un Dio? Molto probabilmente se Dio esiste esiste per tutti. Ammettendo l'esistenza dovrebbe in quanto DIO essere perfetto e quindi giusto e buono e commiserevole. Dato questo per valido Dio non può punire ma solo perdonare. Oppure ammettiamo per assurdo che Dio possa anche punire. Chi punisce? Questa settimana sono stata in ospedale a Bologna ad accompagnare un'amica che doveva fare un esame. L'hanno ricoverata assieme ad una bambina di sette anni alla quale avevano appena tolto il muscolo ed il nervo di una gamba perchè un cancro occludeva il passaggio del sangue e il piede era andato in cancrena. La madre era disperata e aspettava di sapere se dovevano tagliare completamente l'arto e se questo sarebbe stato sufficiente. Fuori nella sala giochi piangendo borbottava: Dio perchè ? E mi guardava in cerca di una risposta che io non avevo. “Perchè alla mia bambina e non a me? Cosa ha fatto lei di male?” Ecco il punto... Perchè punire una bambina di sette anni? Oppure ha voluto punire i genitori? In tutti i casi cosa può aver fatto di male una bambina a sette anni? Nulla, quindi la punizione è sbagliata. E se invece hanno sbagliato i genitori perchè far soffrire chi non ha colpa?Punizione sbagliata lo stesso. Allora Dio sbaglia e se Dio sbaglia allora che Dio è? Con questo terribile dubbio vado a teatro...
A proposito domenica scorsa sono andata a vedere come avevo scritto Simone Cristicchi in “Magazzino 18”. Non vi racconto niente ma vi assicuro che è veramente eccezionale. E' uno spettacolo da non perdere. Uno spettacolo che mi ha fatto conoscere cose che talvolta non vengono raccontate oppure si vogliono dimenticare. Ho letto un sacco di polemiche su questo spettacolo, ho letto che è politica fatta male, ho letto che antipatriottico, che Cristicchi si è spinto oltre e tante tante altre critiche. Io ritengo che se questo spettacolo ha fatto riflettere anche solo una persona, se ha fatto luccicare qualche occhio, se anche un solo spettatore ha capito che noi siamo italiani e soprattutto se anche un solo giovane ha aperto un libro per saperne di più allora lo scopo è stato raggiunto. E come sempre non tutti sono cattivi e nemmeno tutti sono buoni... Chi taglia una gamba a volte lo fa per salvarti la vita a volte però anche solo per cattiveria. Questo è il nostro mondo dove genitori hanno figli cattivi e dove invece genitori pessimi sembrano non rendersi conto di avere delle perle di figli. Tutto e il contrario di tutto e alla fine quindi torniamo alla solita domanda che non avrà mai una risposta DIO C'E'?


Scippato
Simone Cristicchi

Ci tirerò con una fionda, e cambierò i piani di volo alla cicogna.
E piano planerò in una casa dove un bambino lo aspettano,
come un presepe perfetto, e lo innaffiano d'affetto.

Mica vero che giocavo a nascondino
in quel cassonetto dove mi hanno trovato,
forse mi avevano dimenticato, forse mi avevano parcheggiato,
forse mi avevano imprestato... scippato.

Ma io ringrazio la vita ogni giorno per quello che ho avuto e l'amore che ho dato
ché siamo palloncini persi in un volo infinito nel cielo.
Per le ginocchia sbucciate, le scarpe slacciate, per ogni pennarello finito,
per colorare il disegno di un mondo perfetto.

Mica vero che giocavo a lavorare
in quel sottoscala dove mi hanno trovato.
Le mani sporche e mai di cioccolato, seconda scelta di un supermercato
io vita "a perdere" appena nato... tradito, scippato.

Ma io ringrazio la vita lo stesso ogni volta che piango, ogni volta che rido
e per avermi insegnato che cosa vuol dire "perdono".
Per ogni fetta di torta mangiata, la mia bicicletta un poco arrugginita,
per il tuo amore che ogni giorno mi salva la vita...

Ci tirerò con una fionda, e cambierò i piani di volo alla cicogna.

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Pappermount il cine di I&P: Big Eyes 


Settimana intensa e soprattutto già passata e chiusa...
In realtà senza la mia agenda non riuscirei a ricordare nulla.
I casi sono due :ho un avita talmente piatta che ogni giorno è uguale all'altro, oppure è talmente varia che non riesco a starle dietro. Comunque scrivo sempre tutto e anzi devo ricordarmi di andare a comperare il refill nuovo per la mia penna vecchia... Oppure poso cambiare penna e finalmente usare le mie vecchie-nuove penne che giacciono nel cassetto tutte pulite nelle loro casette. Una botta di vita? Tiro fuori una nuova montblanc? Ci devo pensare comunque intanto munita di agenda cerchiamo di riassumere ciò che è stata la vita di I&P...
Il generale continua a non parlarmi e io faccio finta che sia morto. In genere i morti non dovrebbero disturbare e intanto mi adatto alla situazione : prima o poi dovrà succedere no? COMUNQUE TUTTO PROCEDE...Come non lo so, certo che non capisco come si possa vivere come vive lei.. Ma questo non è un mio problema. Sono contenta di aver trovato una soluzione che mi permetterà di darle assistenza. Comunque in casa non si parla , non ci si vede e io in realtà non ne soffro. Mi faccio la mia pappa, invito quelle quattro persone che ancora vedo e faccio finta che sia morta. Unico inconveniente è avere la lavatrice assieme e la dispensa... Per il resto basta organizzarsi tanto la vecchia esce e va a lavorare. Intendo con vecchia non un offesa, non mi permettermi mai, ma solo una costatazione. Per fortuna che va via a tormentare gli altri. Ma non soffermiamoci su problemi che non possono essere risolti e che in fondo non avendo soluzione non sono nemmeno problemi... Ecco la “filosofia papperiana”... Se un problema non ha soluzioni non può e non DEVE essere un problema. Bisogna accettare le persone per quello che sono e poi fregarsene altamente. Ricordarsi che per non soffrire non bisogna amare... Per non soffrire non bisogna nemmeno attaccarsi alle cose materiali e infatti io sto sbarazzandomi di tutto. Unica cosa per vivere bene è essere in pace con se stessi Ommmmm... ommmm ….ommmm
Dente rotto a parte che mi ha portato a tornare in quel di Chioggia sono stata, come già avevo anticipato, a vedere “Il gioco delle parti! al Verdi. Padova è una cittadina piccola e come temevo gli incontri sono inevitabili come inevitabile è il riassumere tutta la tua vita in poche parole per spiegare ad un interlocutore che a volte è sordo o distratto ma che comunque pretende di sapere, il perchè delle tue scelte. Fatto tutto questo con il Gazzettino gentilmente offerto dal teatro, mi sono seduta al mio posto e leggendo ho aspettato il campanello che annunciava gli ultimi 5 minuti prima dell'inizio. Mi sono ritrovata nella mia identica situazione. La commedia di Pirandello mi è piaciuta molto e sono uscita dal teatro ancora con la luce, cosa che mi ha messo ulteriormente di buon umore, ma soprattutto contenta. Ho fatto la strada a piedi, e questa è una delle bellezze che offre casa mia nuova-vecchia, con un freddino che mi arrossava le guance. La storia è molto semplice:lei lui e l'altro. Triangolo inevitabile quello non considerato da Renatino Zero, che però non da soddisfazione a chi lo inventato e voluto. Io mi sentivo molto nella parte del marito. La moglie lo tradisce, cerca nuove emozioni e lui pacificamente si ritira in buon ordine inventandosi una vita e vivendosela al meglio anche se in realtà non sarebbe stato a lui a volerla. La moglie, che ha voluto tutto, però non vuole vedere il marito se non felice, almeno tranquillo e nonostante la ritrovata libertà questa le va stretta e non è felice. Pretenderebbe che il marito non vivesse tranquillo, quella tranquillità che a volte può essere scambiata anche come mancanza di sentimenti la disturba. Lei vuole vedere tutti infelici e quindi si inventa un modo per coinvolgere il marito in un duello con un personaggio che le avrebbe fatto un torto. Ecco io mi sento molto il marito... Ho trovato un modus vivendi ma questo non va bene a chi divide la vita con me perchè appunto la mia tranquillità in qualche modo dà fastidio a chi non riesce a trovare pace e non riesce a vivere la vita apprezzando le poche cose belle che ci vengono regalate.
Pirandello comunque per me è sempre attuale e mi piace questa masturbazione mentale che ti propone e che ti mette in moto le rotelle.
Durante la settimana invece mi sono regalata una nuova pentola sempre pensando alla commedia, e ho fatto un paio dei miei risotti. Adoro fare il risotto perchè mentre mescolo posso guardare nella pentola e lasciare che la mia immaginazione ci veda di tutto... Mi succedeva anche in casa vecchia... E' un po' guardare le mattonelle o i tappeti e scoprire volti, paesaggi, animali, profili, scritte... La mia fantasia non ha limiti e così nel riso con il pomodoro possono uscire i personaggi di una fiaba che, mentre giro, mi raccontano la loro storia che io poi racconterò ad altri. Adoro cucinare e lo faccio anche per me da sola. La pentola è fantastica e io sono tornata a casa felice del mio acquisto.
Big eyes: Film che mi è piaciuto... Ma a me cosa non piace? Storia di una donna che dipinge questi famosi quadri con bambini dai grandi occhi spalancati sul mondo ma che le vengono “rapiti” dal marito che li firma. Alla fine tutto sarà svelato e finalmente la madre avrà i suoi diletti figli. Chi fa la figura del cattivo è ovviamente il marito. Ma perchè? In fin dei conti lei comunque è consenziente e vive una vita piena di soldi che sicuramente non aveva prima e piena di successo anche se di riflesso. Il marito in fondo è un bravo venditore che riesce da un quadro a tirar fuori tutta la potenzialità. Insomma io non trovo giusto che la colpa venga data a lui. Lei ci ha marciato un bel po'ma forse lo scopo del film era di raccontare la storia di una donna che dipinge molto bene e che solo alla fine riuscirà ad avere la forza per combattere un mondo fatto di pregiudizi. Ma forse non erano cambiati anche i tempi?
Sicuramente negli anni cinquanta le donne non erano considerate e le pittrici ancora meno e quindi questo escamotage proposto dal marito non era accettabile? Chissà perchè non ci si ferma mai e ad un certo punto tutto crolla. E così anche nel film. Ad un certo punto la verità deve uscire e deve affossare inevitabilmente uno dei due. Ma la verità non è mai quella che sembra perchè ogni persona vede solo il suo punto di vista. Comunque un bel film e soprattutto due ore impegnata in problemi che finalmente non erano miei. Adesso aspetto di andare a vedere oggi pomeriggio Simone Cristicchi in Magazzino 18.
Ovvio che mi piacerà... Già mi piacciono le sue canzoni... E attendendo una bella doccia per rinfrescare lo spirito e un bel massaggio con il mio olio per il corpo dal soave profumo della mia fantasia e della mia pelle che mi regalano un pomeriggio immersa in un campo di fiori.

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