Warning: strpos(): needle is not a string or an integer in D:\inetpub\webs\ioepapperinait\blog\index.php on line 31

Warning: strpos(): needle is not a string or an integer in D:\inetpub\webs\ioepapperinait\blog\index.php on line 37
Io e Papperina
Ancora chiusa... 
Forse oggi per la prima volta mi sento un po' meglio. In genere la mattina è così. Poi, invece, il pomeriggio è più difficile. Si chiude la testa (anche se io non l'ho la testa ...persa nei pensieri e nei sogni se ne è ho ancora...), comincio a fare il cavallo bolso e cominciano gli spilli che mi trafiggono il petto come Sant'Adalberto solo che io non ho l'aquila che mi protegge...
Comunque per giorni e giorni non ho visto nessuno tranne la mia vivandiera pochi minuti. Mia madre è stata male pure lei quindi il generale ha potuto venirmi a fare visita solo sabato e domenica. Mi ha tirato molto su di morale perchè dal verde che ho normalmente di colorito adesso ero giallastro tendente all'opalino. L'unico mio mezzo di comunicazione era il telefono e ovviamente il pc. Ma non avevo nemmeno voglia di aprirla questa finestra sul mondo. In compenso ho ripreso a leggere e a guardare la televisione. La prima settimana ho avuto la neve e quindi tutta la situazione disastrosa dell'Italia. I lupi che scendevano, il gas che mancava, la luce che non c'era e via dicendo. Io mi sentivo il porcellino saggio che si era fatto la casetta di mattoni. Poi è arrivato il festival di San Remo che quando si è ammalati è un vero antibiotico. So tutto... Ho già imparato le canzoni, mi farò il tatuaggio della farfallina e mi darò alle prediche. Il festival insegna sempre molto. Alla fin fine non me la sono nemmeno passata tanto male. Mi sono riposata e devo dire che come sempre la pappera va da un estremo all'altro: o non dorme mai, o dorme sempre. Ma veramente in questi giorni di ritiro quasi spirituale ho ripercorso un po' la mia vita. Morale: cosa ho concluso? Nulla o quasi. Posso morire? No, ho tante cose da fare ancora... E' qui che mi è nato il dubbio... Tra venti, trent'anni sarò allo stesso punto. Guardando indietro non avrò fatto nulla e avrò ancora tantissime cose da fare quindi: quando si è pronti per morire? C'é un tempo per morire? E poi cosa vuol dire morire? A volte si chiudono gli occhi a volte no... Dove si va? Ma questi sono discorsi triti e ritriti... Filosofia spicciola... Domande inutile... Vorrebbe una risposta ma risposta non c'è, canta Arisa dentro la mia testa...E così anche la morte va via e torna la tosse e la paura. Si la paura perchè secondo me non si ha paura della morte ma si ha paura del dolore che devi provare per morire e di nuovo questi discorsi... ma basta prendi lo sciroppo e dormi.. Papperina si è svegliata. Ha tirato fuori l'ala da sotto la bolla e adesso comincia a dare segni di impazienza. “ Sono stanca, sono stufa voglio uscire...oggi c'è il sole...” Così ho telefonato al generale ho comunicato il bollettino medico e ho ricevuto l'ordine di uscire domani. E domani è un altro giorno dice Rossella...
Ma oggi le sorprese non sono finite. Infatti ho aperto la posta e ho trovato una mail di un mio compagno di classe che mi comunica che uno di noi è morto. La tristezza si mescola alla contentezza di aver ritrovato qualcuno che ha fatto parte della mia vita. I tempi della scuola sono lontani ma gli affetti per certi compagni di scuola rimangono sempre gli stessi. Mi accorgo che il bene non si cancella anzi, rimane sempre lì. I ricordi a volte fanno bene , a volte fanno male ma sono sempre parte di noi stessi e l'amore non si cancella mai. Tra un po' forse un caffè ci farà ritrovare.

[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 873 )
Ancora ammalata... 
E dopo Mission Impossible ecco di nuovo a letto. L'avevo detto che la folatina mi era infilata nella tonsillina...
Così sabato notte (domenica 5 ore 3.30 per essere precisi) mi sono svegliata dentro alla mia bolla che pareva veramente un forno crematorio... Cosa mi stava succedendo? “Che caldo, sono tutta sudata e voglio andare al cinema a vedere Hugo Cabret...”
C'è di sicuro qualche cosa che non va...”Dove vuoi andare alle tre” mi dice Papperina... La guardo ma la vedo doppia e poi la vedo tutta spelacchiata, arruffata, boccheggiante...”Ho detto al generale che andiamo al cinema...” “ Si certo...intanto prova a metterti il termometro per piacere...” Lulù è accanto al mio letto e fa cenno di sì con la testa. Cerco di fare anche io di si con la testa ma mi sta andando in mille pezzi... ho la gola secca ...il cuore scalpita e mi sento fluttuare nella stanza... Ghost? Sono morta? Tolgo la mano dalla bolla e subito un filo di aria fresca mi fa respirare un po' meglio. Prendo il termometro e procedo. Passato il tempo necessario che non capisco sia breve o infinito ho il responso dell'oracolo:39.9.
Passo così le ore che precedono all'alba nel terrore più completo. Morire da sola divorata dalla febbre. Mi vedo già eroina di questa vita fatta di nulla che dura solo pochi attimi che a noi sembrano anni solo per la nostra percezione parziale... “E' morta la grande scrittrice... è morta da sola con la sua pappera al fianco assistita amorevolmente dal suo cane che ora non mangia più e ci racconta le sue ultime ore. Abbiamo così scoperto che la forte Papperina, forte non lo era per nulla ma conservava il segreto di avere un cane parlante.” Lulù sta diventando l'evento del nuovo millennio ma non lo vuole. “Eppure” le dicono “è nel tuo destino questo”. “ No...io voglio morire con lei. Non posso vivere senza di lei... ma prima vi racconterò la sua storia...”
Finalmente arriva l'alba, gelida, livida, stanca di dover ogni mattina dare emozioni che lei in realtà non sente. Telefono al generale e comunico che per oggi niente cinema. Mi risponde con voce da oltretomba...”Anche io sto male”. Bene penso, mal comune mezzo gaudio, me ne pento subito e chiedo perdono ma ironia della sorte con la febbre così alta non mi ricordo il Padre Nostro. Mi spavento aumenta la sudorazione...Proviamo con l'Ave Maria... Questa viene e poi un po' alla volta comincio a ricordare un po' tutto. La febbre è stazionaria. A distanza di due settimane (oggi è venerdì) la situazione non è molto cambiata. Senza dubbio la febbre è scesa ma la tosse mi ha scorticato i polmoni e la gola. Finalmente dopo dieci giorni di squassamento mi sono fatta prescrivere gli antibiotici e da ieri sono sotto di loro... Li ho messi tutti in fila nella loro custodia argentata sullo stomaco e spero che facciamo effetto. Da ieri quindi non posso muovermi perchè altrimenti gli antibiotici cascano. Fa nulla: per la salute questo ed altro. Due settimane da raccontare ( una in meno di Fred ), due settimane in cui mi sono trovata da sola con la pappera , davanti a lutti di amici che ormai stanchi di questa terra volano altrove a svernare. L'Italia è stata invasa dalla neve, (adesso sarà invasa dall'acqua della neve). La gente si è divisa tra fare la vita dei nostri anziani oppure sputare sul nostro governo che non è mai preparato alle emergenze. Ma tre metri di neve non sono un'emergenza...è semplicemente un evento straordinario...come si fa ad essere preparati? Io chiusa in casa non vedevo altro che un giardino bianco. Oltre che nella bolla ho vissuto anche in una nuvola di vicks che spalmavo come fosse nutella sopra ovviamente agli antibiotici... Se domani mi facessero una radiografia dei polmoni troverebbero due barattolini blu con l'etichetta vicks e nello stomaco due bottiglie di sciroppo per la tosse.
Mi sono ricordata di tante cose in questo periodo...
Un viaggio con un'amica, che poi non era tale, in Tunisia. Avevo più o meno la stessa cosa e viaggiavo con i borsa i miei fazzoletti Hermes che altro non erano se non un rotolo di carta igienica. Li ho rispolverati e mi sono legata al collo una cordicella infilandoci il rotolo. Una bella collana utile e sempre “arte in movimento”... Come ne strappi un pezzo la forma cambia, diventa più piccola...
Una collana che ti salva nei momenti del....bisogno. Idea da copiare.
Ho disseminato la Tunisia di microbi ed Hermes. E lasciato un amica...
Ma tante volte le amiche si perdono o, forse sarebbe più saggio dire, noi ci illudiamo che loro ci siano mentre alla fine sono semplici conoscenze. La vita è straordinaria e riserva sempre dei pacchi sorpresa. A volte ,quasi mai, le sorprese sono gradite... a volte le sorprese si rivelano proprio tali e tu non potevi immaginare una sorpresa più sorpresa.
Ma anche questo passa come la tosse del resto.. In fondo le grandi delusioni della vita non sono che malattie alle quali si sopravvive con una forte cura di “dimenticax”. E alla fine tutto serve per diventare quello che si è. Le esperienze positive e negative si amalgamano e otteniamo l'essenza di ciò che siamo.


[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 879 )
Mission:Impossible 

Sempre più freddo...
L'italia sotto il vento della siberia è in ginocchio e io muoio di freddo chiusa nel mio nido. Sto malissimo da due settimane... Che cosa ho? Non lo so... So solo che sto male, ho il naso chiuso, la solita febbretta tipo 37,3 stabile e non ho voglia di fare nulla. La mattina piuttosto che uscire dalla bolla di aria calda che ho creato sotto al piumone mi ammazzerei...ma penso che morirò da sola senza fare tanti sforzi.
Da ieri nevica ovunque e un vento di ghiaccio fa tremare la casa. Nel frattempo c'è stato il terremoto e tutto questo ha leso in modo notevole il sonno di Lulù. La piccola infatti soffre di paure indecifrabili e il terrore è talmente forte da continuare a farla dormire in qualsiasi situazione. Il terremoto ha fatto tremare il mio letto non solo di notte ma anche di giorno ed essendo appunto giorno ho pensato di telefonare, con il cuore in gola, al generale. Se una persona pensa di avere conforto dalla mamma non ha capito nulla dalla vita. Ma atteniamoci hai fatti...
“Mamma hai sentito il terremoto?”
“Non fare la cretina non c'è nessun terremoto ci sei solo tu che stai male... Stai dentro NON USCIRE hai da mangiare?” “Veramente mi manca il latte...” “ Niente latte quando si sta male ...Fatti una minestrina ciao.”
Ecco il generale ha inquadrato le truppe. Mia madre quando è stanca di parlare chiude la comunicazione senza pensare che l'altro sta ancora rispondendo. Ma poi si pente... “ Ti mando il latte ma tu non aprire e non scendere dal letto per niente al mondo...” “ E come mi portano dentro il latte se non apro?” Silenzio assoluto dall'altro capo...Il generale sta pensando a quale scusa inventare per non dirmi che ho ragione.”Bhe allora vestiti mettiti il cappello...”” Il cappello l'ho già... Mi hai detto di stare a letto con il berretto...” “Mettiti il berretto più pesante e tre paia di calzettoni apri la porta e scappa via...Quando senti richiudere la porta acchiappa il sacchetto del latte apri piano la porta del frigo che prendi freddo anzi...se apri il frigo metti la sciarpa sulla bocca e non respirare l'aria ghiacciata...” “ Va bene.” E ritiro la mano nella bolla felice del tepore ritrovato e del terremoto passato.
Così è arrivata la neve e domani se ne prevede ancora. A me la neve piace e mi piace stare dentro alla bolla guardando la neve che fiocca.
“Mamma mi raccomando stai attenta ..” “Non fare la cretina non c'è neve...””Ma se l'Italia è completamente bloccata...” “ Ma va là e tu ascolti le notizie che ti danno...” Lascio perdere tanto riuscirei mai ad avere ragione?
Oggi sto relativamente meglio... La neve si è sciolta oppure si è ghiacciata non lo so, ma so che sono stanca di stare dentro la bolla. Il pan mi manca il latte pure e ho voglia di andare a vedere Tom Cruise in Mission: Impossible. Mi sono informata ma nessuno è disposto a vederlo con me. Per mia madre è un film cretino come per tutti gli altri. Per me pure, ma in fondo due ore di film di azione senza dover pensare ma solo guardare mi farebbero molto bene. In effetti faccio così e parto per il cinema. Se un film comincia alle 16.30 si presume che il cinema apra un po' prima. Non è così e il vento dell'est ghiacciato con su scritto Siberia airlines mi entra ovunque. Sento tra il sibilar del vento la voce del generale che dice” Chiudi la bocca, metti la sciarpa... ecco vedi te l'avevo detto io di non andare al cinema a vedere quel film cretino...” Alzo il naso all'in su ed ecco improvvisamente una folatina si infila sulla tonsillina..
Prevedo che domani sarò di nuovo dentro alla bolla con la solita febbriciattola. Intanto mi rifugio in macchina e aspetto. Il vento che non è contento mi invita in modo lusinghiero e accattivante ad uscire per fargli un po' di compagnia ma io gli faccio segno di no con la testa e lui per dispetto mi sputa sul vetro un ghiacciolo. Il vetro resiste e io con lui. Finalmente in ritardo il cinema si apre e tutti entriamo sperando di trovare un po' di calore. Il film è veramente divertente e per due ore la mia mente si perde. Poi improvvisamente come è iniziato, tutto finisce. Mi accorgo che mi scappa la pipì e che fuori ormai è notte. Come Cenerentola corro alla macchina senza respirare perchè il vento è senza dubbio pronto ad entrarmi in gola da dietro l'angolo. Non perdo fortunatamente la scarpetta perchè ho le scarpe da ginnastica con il nodo doppio. E poi sicuramente nessun principe la raccoglierebbe. Sarebbe uno spreco inutile. Accendo il riscaldamento a 128 gradi e rimpiango che la macchina non abbia un forno a microonde in cui entrare. L'arrivo a casa è ancora peggio...Infatti non ho fatto a tempo a scaldarmi che già devo scendere. Mi tuffo dentro e Lulù come sempre mi accoglie festeggiando. Dai dai che mi scappa la pipì... la faccio uscire ma anche lei rientra subito... Tale madre tale figlia...
Mi ficco sotto la doccia bollente e sento i cristalli del ghiaccio sciogliersi... Un po' di calore... Ripenso a Tom Cruise a Dubai e invidio il caldo. E' a questo punto che mi viene l'ispirazione:VOGLIO ESSERE CREMATA.
Perchè? Perchè almeno per un giorno avrò caldo e poi non posso pensare di morire d'estate... il generale mi metterebbe un vestitino leggero e io d'inverno morirei( Si può morire da morti?) di freddo...oppure morirei di freddo dentro ad un gelido loculo. No sia fatta la volontà della pappera. Meglio un giorno di caldo che una vita di gelo.

[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 832 )
Sempre più vecchi... 
Le feste sono volate via e la befana è corsa arrancando dietro Babbo Natale. Lui scappava guardandola con l'orrore negli occhi e non capiva che avrebbe fatto meno fatica a fermarsi e a spiegarle la situazione invece di continuare a correre rischiando un infarto. Sono anni e anni che quei due non riescono a trovare un modus ragionandi. A volte basterebbe solo sedersi un attimo di fronte ad un tavolino con davanti un aperitivo e cercare quel colloquio che ultimamente vedo manca a parecchi. Nel mondo quotidiano dove l'informazione viaggia più veloce della luce ed è diventata una super eroina gli uomini e non (vedi Babbo Natale e Befana) evitano i dialoghi e i colloqui. È preferibile un insano silenzio che un'urlata liberatoria. Così Babbo Natale scappa da sempre non volendo semplicemente dire alla Befana: "Guarda che a me piace la mia vita da single... Le donne non m'interessa più e vivo felice come Heidi da solo al polo nord... Più che solo sto con le sue caprette che sono diventate le mie renne. Forse, sotto sotto, a Babbo Natale sarebbe piaciuto più una giovane e bella ma insomma sta di fatto che la Befana non gli va proprio giù.
Il 24 notte dopo aver dimenticato il letto, ha fatto il giro del mondo per accontentare tutti bambini e il 25, stanco morto, è caduto nella slitta e le renne, che sono con lui da sempre, lo hanno coperto con un plaid e lo hanno riportato tra i ghiacci del polo nord. Lui, dopo tanto lavoro, ha chiuso finalmente i suoi occhi che tutto conoscono e si è addormentato. Le sue renne lo hanno trasportato veloci sul mondo e hanno visto tutti i bimbi contenti perché il giorno di Natale per i bambini è il giorno più magico dell'anno. Qualche bimbo un po' più attento ha alzato il nasino all'insù per un attimo, distraendosi dal giocattolo che teneva tra le manine, e ha visto la slitta salire veloce verso il sole. È rimasto lì, con la bocca aperta, gli occhi spalancati, ma poi il giocattolo, che ha una sua propria testa e un'anima, ha fatto il suo dovere e ha riacchiappato la sua attenzione e, strizzandogli l'occhio gli ha fatto dimenticare ciò che aveva visto. Babbo Natale è stato svegliato da un'improvvisa accelerata della slitta. Ha aperto anche lui un occhio, ha spostato la barba che gli era caduta sull'altro, e ha brontolato alle renne che quella non era una Ferrari e che non erano nemmeno a Monza ne a Indianapolis. Le renne hanno frenato di colpo hanno abbassato le orecchie chiuso gli occhi e messo in funzione il pulsante della velocità limitata. Così Babbo Natale ha ripreso il suo sonno ed è stato svegliato quando hanno fatto la curva del viale di casa. La casa di babbo Natale è una vecchia villa con un parco rigorosamente con le luci intermittenti, con i pini che invece che le pigne fanno le palle. I ragni, che hanno tutti calzettoni rossi e Babbo Natale deve comperarne sei paia per ogni ragno. Hanno un grazioso cappelletto con un pon pon bianco con le stelle rosse mentre le ragne hanno l'esatto opposto. Tessono ragnatele di filo d'argento per fare i pini più belli. I vialetti sono pieni di soffice neve e le impronte si distruggono da sole e la neve è sempre perfetta nuova e immacolata. All' interno regna l'ordine più perfetto che si possa immaginare e tutto è pieno di giocattoli. Lo zerbino dell'ingresso quando lo pesti ti saluta con una fragorosa risata e la foto di Babbo Natale che c'è impressa su improvvisamente allarga la bocca in un sorriso. Il salone ha un tappeto enorme che riproduce il mondo e se per caso metti piedi sull'acqua te li bagni veramente. L' africa è piena di sabbia e l'iItalia è fatta di spaghetti che se li tiri bene fanno dei fiocchi meravigliosi. Tutto intorno ci sono i più pazzi mobili che si possono immaginare. Le finestre parlano agli interni e la cucina brulica di leccornie che si ha autoriproducono. Le scale scricchiolano e ti portano al piano di sopra che come ogni piano che si rispetti suona una dolce melodia. Il bagno è pieno di alberi come Gardaland che parlano e cantano. C'è una vasca enorme dove ci può nuotare chiunque perché come nel mar morto si galleggia. Insomma qui dentro in questa casa incontaminata Babbo Natale vive nel suo paradiso per bambini adulti e per adulti bambini: ecco perché lui vuole vivere da solo e il solo sentir parlare della Befana lo manda in affanno. Le donne gli imporrebbero l'ordine e lui alla sua età non vuole seguire le regole di nessuno. Babbo Natale ha uno spirito libero e vuole rimanere tale. È un po' egoista se vogliamo, ma alla sua età se lo può permettere e per avere tutto ciò sacrifica la sua vita fabbricando giocattoli per bambini buoni. Ma poi chi dice che esistono bambini cattivi? E se anche lo fossero, come si potrebbe lasciar un bimbo senza un dono? Babbo Natale inventa, lavora, dorme poco, non va a Befane e fa lo scapolo convinto. Accudisce alle sue renne che per lui sono l'equivalente di Lulù. Scappa quando la Befana lo incalza un po' troppo da vicino e alla fine le mette sulle spalle un sacco pieno di giocattoli e lei, a sua volta, compie il suo destino scendendo dall'immancabile camino. Ma questa sarà un'altra storia.

[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3 / 764 )
1 gennaio 2012 
Anche oggi ti penso...
Anche oggi come ogni anno, come ogni giorno ti penso. Sei sempre con me anche se la vita ci ha divisi. Non ci ha regalato tanti momenti. Potevamo viverla più assieme questa vita ma a volte, anzi quasi sempre, ciò che si vuole è impossibile. Non so quasi nulla della tua vita o molto poco. Non abbiamo avuto il tempo giusto perchè tu potessi spiegarmela e io ascoltarla. Non so nulla perchè ho vissuto poco con te, perchè per noi il concetto del tempo è poco o è tanto ma senza ombra di dubbio è sempre limitato come limitata è la nostra vita e la nostra conoscenza. Siamo esseri imperfetti creati da un essere perfetto che come succede agli umani ha sbagliato qualche cosa o ci ha voluto punire di qualche cosa che forse noi non abbiamo neppure commesso. Le colpe dei padri ricadono inevitabilmente sui figli e noi o siamo figli suoi e quindi paghiamo per i suoi errori oppure siamo figli di un padre disgraziato che ha comunque sbagliato e quindi paghiamo ugualmente.
Non abbiamo vissuto molto assieme e quei pochi momenti sono stati veramente pochi. Avrei voluto vivere con te, godere dei tuoi abbracci, vedere i tuoi sorrisi, le tue lacrime, passare i natali con te, scartare i regali che la vita ti fa, emozionarmi con te, mangiare, bere da ubriacarmi e sapere che tu saresti stato lì a tenermi la fronte, imparare il greco, il latino, fare con te i giochi che si fanno, passare le domeniche, andare al mare, in montagna, un viaggio, un bacio della buonanotte... Avrei voluto che tu conoscessi la mia vita, che tu capissi perchè sono poco affettuosa, perchè faccio fatica a dare quel po' di calore umano che tu chiedevi... Ora lo so e mi pento ogni giorno di non aver fatto di più, di non averti ascoltato, di non aver letto dentro i tuoi occhi, di non aver ascoltato le tue parole, di non aver imparato abbastanza, di non esserti stata più vicina. La vita non ha voluto ma io ti penso lo stesso e mi manchi. Mi manchi tanto e mi mancherai sempre soprattutto in questo giorno perchè tu farai sempre parte di me e io farò sempre parte di te.

[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 2.9 / 842 )

Indietro Altre notizie