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Io e Papperina
e sia san Valentino! 
Domani è San Valentino. Ad una certa età i cuoricini se ne vanno a quel paese e si diventa saggi ...o no? L'amore non ha età...forse...ma l'amore dei vent'anni miei di Ranieri è solo proprio a vent'anni. Poi, piano piano come le candele, diventano piccole bugie in tutti i sensi. L'amore è sopportazione ed è anche non sapere che lo è. Mi spiego: In gioventù tutto è superabile poi invece la cipolla si fa sentire, l'aglio fa vampiro e infetta la stanza e il suo russare non è più una sinfonia ma diventa solo un rumore irritante che ti dà fastidio invece che farti compagnia. Ah l'amour... l'amour c'est comme un jour d'un infini sourire, un'infinie tendresse, un'infinie caresse. Già l'amore questo folle sentimento che domani scatenerà i cuori finti e veri, dipinti, colorati, puri. Una macchina che mette in moto un business da primati( ecco infatti da dove veniamo, chi siamo, e dove andremo...nello zoo di Berlino!!). Sono conica( ops volevo scrivere cinica...si sa che io sono una palla e non conica!)? Forse ma a me tutto sto zucchero non piace tanto. Gli innamorati son sempre soli? E allora che aspettiamo a far quattro passi in compagnia...Vogliamo far la fine delle tende da sole? Mah chi li capisce questi uomini e pure mettiamoci per par condicio anche ste benedette donne.. San Valentino e subito e mi ricordo le figurine di Peynet oppure ve le ricordate voi il lui e la lei che dicevano L'amore è? Io a quel tempo inguaribile ammalata di amore ritagliavo i giornali e magia...eccoli ancora qui nella scatola dei ricordi assieme a tutte le altre cianfrusaglie che allora era di moda attaccare sul diario. I diari di scuola, sapori lontani di carta nuova, le uscite pomeridiane a cercare i famosi testi, la scelta della carta per ricoprire la copertina, i libri venduti usati (nuovi in realtà mai aperti) davanti al liceo, le etichette ...Pure quelle mettevamo! La penna, la matita..io ricordo ancora le elementari con la penna e l'inchiostro che il bidello veniva a versare.. Che c'entra tutto ciò con San Valentino? Bho! Vedete ad una certa età il romanticismo diventa solo una corrente artistica e quando poi l'età avanza ancora diventa solo un lontano dolore che da reumatico diventa malinconicamente romantico. Innamorata? Certo sempre di Lancillotto che è sempre là dietro l'angolo con l'immancabile audi 8 per far rima e con tanto di cuore per far rima con amore...
Volevo parlare dei cuoricini di Schifano e del mio incontro con i cuoricini di Celiberti ma poi le oche pappereggiano e quindi alla prossima le mie disquisizioni sull'arte.
Notre été s'en est allé. C'est comme un jour de soleil en ripaille, et de lune un chamaille et de pluie en bataille...

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la vita è un'affacciata di finestra 
La vita è un'affacciata di finestra si sa dove si nasce e non si sa dove si muore verissimo ma quanto affascinante è affacciarsi ad una finestra sconosciuta e guardare sempre un panorama diverso... questa è la vita ...tu sai che devi morire ma dove? quando? come? e intanto ti affretti, accumuli, sperperi, lavori, tutto questo per un domani...ma quale domani? il domani nostro, è oggi; questa è la certezza che abbiamo. Oggi. Il domani è solo un concetto che può, più o meno, diventare realtà ma non certezza. Siamo noi nella nostra illusione di poter essere eterni, che pensiamo al futuro non sapendo che noi, un futuro forse non l'abbiamo perchè stiamo sempre camminando sul filo che i funamboli percorrono avanti e indietro, anche loro sperando di non scivolare e cadere, per poter fare un altro spettacolo. Questa è la mia finestra dove la bellezza si confonde con l'armonia, i colori si perdono nel tramonto del tempo (che quello sì ha un futuro ) che scorre tranquillo senza guardare il nostro piccolo universo fatto di continuo movimento frenetico, la musica diventa poesia e la poesia si trasforma in arte assoluta: la natura. Ecco cosa vedo dalla mia finestra , da qualsiasi finestra vedo la natura che al giorno d'oggi, è un gran privilegio, perchè non tutti possono dirlo. Io ci vivo in mezzo e qui la mia tranquillità prende il passo del tempo e con lui vivo aspettando di non riuscire domani a riaprire quella finestra ma forse a riaprirne un'altra da dove il mio sguardo non sia limitato, ma da dove vedrò tutto quello che il mio occhio vorrebbe vedere adesso.
Questo era tanto tempo fa... Una vita fa, quando ancora forse vivevo di sogni o forse vivevo in un sogno o forse adesso vivo in sogno e quella era solo la finestra della realtà. Ieri sera invece scrivevo non ricordandomi tutto ciò perchè si sa le pappere sono oche che si dimenticano tutto anche i momenti belli e anche quelli brutti (per loro fortuna), dimenticano ciò che hanno scritto e dimenticano pure di saper scrivere perchè, in quel momento, l'oca che c'è in loro vive di qualche cosa d'altro...di un amore, magari un amore bello a prima vista ma che, a lungo andare, ti sfianca, un amore puro, un amore che è unico come tutti gli amori. Ma vediamo che scrive cotanta pappera.
La vita è come mi piace. La vita è un'affacciata di finestra. L'ho definita così o forse, poiché le parole non sono infinite e molto spesso ciò che si scrive è già stato scritto, un po' come diceva Branduardi ieri sera parlando della musica, è stata definita da qualcun altro. Ma questo, in fondo è solo un concetto, un'immagine.
Tu ti affacci e sotto ti scorre il mondo. La vita è bella bisbiglia o urla a seconda del suo umore va visssssuuuuutaaaaaaaa...
E' come un ottovolante che ti attanaglia lo stomaco e che devi percorrere se vuoi scendere dal momento che ormai ci sei salito. Non puoi mollare,(mai... non mollare mai... se non ce la fai... tieni duro e aspetta quel momento prima o poi.... finchè vita avrai...Gigi bravo lo avevo capito da me) perchè per mollare o per buttarti giù forse ci vuole più coraggio, molto più coraggio.
Oggi c'è dolore, non so di che, dolore per non so cosa. Dolore da capire. Forse c'è solo voglia di buttarmi da quella finestra e vedere che in fondo è solo un volo di un piano e vedere che sotto mi aspetta un acqua tiepida che mi avvolgerà cullandomi e trasportandomi senza farmi fare fatica con la sola forza della sua corrente sapendo che prima o poi mi fermerò, magari al mare o davanti ad uno splendido lago perchè io non so dove vado ma lei, l'acqua, scorre sempre verso la sua meta. Io non so dove scorro e dove soprattutto scorrerò e ho capito che non devo chiedermelo perchè è inutile.
L'uomo ha un suo percorso ben preciso da fare e per quanto cerchi di uscire dal suo letto fa solo un ansa ma lì, nel suo letto, deve tornare perchè così sta scritto nel suo destino.
La vita va veramente vissuta? E si deve viverla fino in fondo amandola come si ama solo un vero amore?
La vita è forse come l'amore: fa male. Fa male e vive solo per se stessa e, come l'amore, è estremamente egoista. Tutto ciò scrivevo prima che squillasse il mio telefono e che il generale mi chiedesse come stavo. Poi parlando del più e del meno come succede sempre tra generali e subalterni o tra madri e figlie la vena, se così si possono chiamare 4 parole in croce, essendo domenica, è andata anche lei a farsi benedire.

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Cantando ad un raffreddore 
E' passato il mio compleanno, è passato Natale,è arrivato l'anno nuovo, la befana e scesa e salita per il camino sperando di smaltire un po' di calorie (fortuna che il camino era spento perchè altrimenti le calorie le avrebbero bruciato un pelino il culo e non per via dell'alimentazione...)e io sono a casa da tre giorni in compagnia non del mio principe blu, ma del mio solito raffreddore che non perde mai l'occasione per farmi piangere. L'altro giorno mi sono pesata e con mia sorpresa sono ingrassata di 3 chili... Come mai dato che essendo un po' costipata non mangio le mie solite due brioches a colazione?Secondo me il raffreddore pesa, e pesa giusto tre chili. Comunque dal momento che io in realtà non so quanto potrebbe pesare un raffreddore, ho fatto una piccola indagine. (Mi sono messa la mantellina a quadretti, la lente di ingrandimento e sono andata al cinema a vedere Sherlock Holmes.)
Ivonne sostiene, come del resto mia madre e come pure mia cugina, che io trattenga i liquidi...Potrebbe essere una teoria giusta me se il raffreddore mi fa consumare 157 pacchetti di fazzoletti di carta, senza contare scottex e carta igienica, tra soffiamento di naso e asciugatura di lacrime, come si spiega il fatto? Molto probabilmente l'aspirina o tutto il resto che ingurgito nella speranza di attenuare il senso di pesantezza di testa ( che è del tutto ridicolo dato che io non l'ho, la testa) e nella speranza di morire per non soffrire più( ridicolo perchè siamo nati per soffrire) e nella speranza di non morire soffocata tra i moccoli, mi fa trattenere i liquidi! Io invece penso che mi sento sola e quindi, non potendo trattenere nessun altro, trattengo i liquidi che in realtà adesso mentre scrivo stanno urlando perchè vogliono uscire al sole che, a dispetto di me che sto male, sta benissimo.
Rien a faire (si dirà così?) voi state lì e anche se dovessi aumentare di 38 chili me ne frego. Bhe tralasciamo i liquidi che al momento scorrono verso il basso come ogni liquido normalmente fa e quindi io ho due zampe di elefante al posto dei piedi e vediamo cosa ci ha portato l'anno nuovo.
Tutti quanti abbiamo delle aspettative enormi nell'avvenire senza veramente renderci conto che non ha alcun senso. Perchè le cose dovrebbero cambiare? Perchè l'anno nuovo dovrebbe portare tante belle novità? Ragionando un momento mi accorgo che se è passato un anno vuol dire che io sono diventata più vecchia di un anno e quindi sarà più facile avere due raffreddori al posto di uno( che adesso te li danno con le offerte prendi due e paghi uno) e poi perchè la vita dovrebbe darti di più se fino adesso ti ha dato sempre più o meno lo stesso? Ma non poniamoci ora che ho la testa piena di moccoli, domande altamente filosofiche e atteniamoci ai fatti. Ho passato il primo Natale con mia madre e questo mi sembra mooolto positivo.( o no? Ve lo dirò a distanza di tempo) Improvvisamente è arrivato San Silvestro mi ha guardato e mi ha detto: “Stattene a casa a guardare gli Aristogatti con Lancillotto” E io, buona buona, così ho fatto. Ho finito un anno e cominciato un altro in una favola tra Romeo e Tarzan. E' stato veramente un capodanno molto tranquillo, sereno, in pace con me stessa, senza smanie di divertimento che poi alla fine ti lasciano delusa. Ho cominciato così sentendo i botti e guardando una campagna illuminata da tutti i colori più scoppiettanti possibili. Il tre ho festeggiato con mia madre un anno dal ritrovamento e poi adesso sono a letto con lui:il mio amato raffreddore. Insomma nulla di nuovo. Nel frattempo mi sono depressa. Mi sono tirata su,ho pianto, ho ripianto, ho pensato che mi sento in croce, che non ho più la mia libertà e poi e poi e poi...mi sei scoppiato dentro al naso!

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oggi... 
Ed ecomi qua qua sempre più oca, sempre più incasinata,sempre meno logica, sempre più palla, sempre senza soldi, sempre senza luce perchè le mie bollette spariscono non si sa dove, sempre più indecisa se vivere l'oggi o non viverlo proprio...
Insomma un altro anno se ne è andato piano piano per non farmi troppo male e poi questa mattina è sbucato da sotto le coperte, mi ha tirato un piede ghiacciato e mi ha portato alla finestra. Mi sembrava di essere in quei film natalizi dove tutti sono disperati,la tavola è inequivocabilmente vuota, il camino non ha legna i bambini guardano un pino che non c'è e attaccano i nasi sulle vetrine dei giocattoli sognando e io, sognando ho visto la neve. Il mio compleanno è cominciato con questo meraviglioso regalo candido e quando vedi la neve ti si allarga il cuore e tutti i brutti pensieri passano. E' il primo compleanno che passerò con mia madre che da ieri mi fa gli auguri per poter essere la prima(logica delle mamme)a farmeli. In realtà io non amo questo tipo di ricorrenze come non amo tutte le feste.Mi fanno malinconia perchè devo rendermi conto che il tempo passa e io di tempo ne vorrei tanto tanto tanto. Al contrario, certe volte, penso che non ne vorrei affatto. La logica delle pappere non è una logiga e quindi vale tutto e il contrario di tutto. A volte sento il peso degli anni, li sento tutti e non ho più voglia di portarmeli dietro. A volte il desiderio di scappare da tutto mi fa vedere tutto buio e allora mangio una fiesta e via. Scherzi a parte l'umore è una cosa molto sportiva e salta in continuazione. Questa notte mentre sentivo un silenzio surreale che poi ho scoperto essere neve, ho fatto quattro chiacchere con lui tra un sonnellino e l'altro.
"Ma non puotresti stare un po' fermo? Almeno di notte stai tranquillo metti giù la corda e non saltare..."
"Non posso.. o salto o vado in altalena"
"Ma spiegami perchè tu sei così iperattivo..."
"Perchè devo rompere le scatole a tutto il mondo. Io sono nato per questo"
" Ma ti hanno creato male"
"Digglielo a lui lassù che tutto vede e tutto sa"
"Ne sei sicuro? E allora perchè all'Enel non vedono il mio fax? Non potrebbe metterci lui un po' di luce, e mai parola fu tanto precisa, e far leggere il fax che da lunedì invio?"
"Tu cara pappera vuoi troppo. Non ti rendi conto di avere già tanto? Guarda indietro e fai un bilancio di quest'anno e vedrai che di mio ci ho messo poco. Tu hai solo voglia di sfogarti con qualcuno e te la prendi con un povero umore perchè la notte dormi poco"
Bilancio: compio 54 anni...sono 54 o di meno o di più? Ma via che importa...Sono stata graziata da una rettoscopia...sono sopravvisuta ad un'altro anno anche con il peso di un ritrovamento di mamma,ho ancora una casa che fortunatamente all'apparenza sembra ancora piena, ho ritrovato i piatti di natale che non erano stati venduti a 0.50, avrò un compleanno coi fiochhi, un Lancillotto dovrebbe esserci ancora e poi ho una nipotina un paio di carissime amiche che sono molto di più e ho ritrovato anche delle cugine. Insomma chi cerca trova e io in quest'anno ho trovato molto..ho trovato anche un anno di più. Ma il bello della vita è proprio questo poter dire "Bhe un altro anno è passato"

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Vien....nna! 

OK planning settimana passata o trascorsa che dir si voglia...
Lunedì non mi ricordo dove ero ma sicuramente c'ero. Martedì nella notte più notte, e cioè alle 4 di mattina con lupi ghiaccio e freddo e tanto buio (dato che non era giorno) sono partita alla volta di Vienna.
La mia prima volta  a Vienna. Per l'occasione, perche mai nulla può essere perfetto, ho una cistite con prolasso di qualche cosa e una specie di petardo toujours acceso nel basso ventre. In macchina, a cosce strette, la situazione risulta drammatica ma non disperata. Vienna è grigia e per l'occasione(ci sono i saldi natalizi e tutto è un'occasione) pioviggina. Trovato un alberghetto nei pressi(circa 7 km ) dal centro ci avviamo dopo aver fatto la commissione per cui siamo venuti. Cominciano già a mettere i festoni natalizi e noi, con summo gaudio della mia cistite, entriamo al Dorotheum. Per chi non lo sapesse ( e io ero tra quelli) il Dorotheum è un complesso enorme dove si svolgono aste e si compera di tutto. La mia cistite urla e io odio il mondo. Ho caldo, sudo freddo e sto male. I miei occhi sono pieni di porcellane, quadri, gioielli, vetri, mobili vecchi e modernariato. Mi domando cosa ci faccio qui dato che sto proprio male. Ho paura di svenire e di essere etichettata e venduta per 0,50. Mi vedo già dentro ad una teca a roteare gli occhi quando mi girano la chiavetta... certo che non è il posto migliore per mettere una chiavetta dato che lì mi brucia già...Al mondo si deve soffrire e io soffro a Vienna. Pensare che ho desiderato tanto vedere questa città magari vestita da Sissi con tanto di gonne larghe e senza male... ma Sissi non era poi malata anche lei? ed era una donna seria?Mi domando come vivessero qui in questi splendidi palazzi che devono essere stati non solo freddi ma anche terribilmente sporchi...e io che se non mi faccio tre docce al giorno rischio il suicidio..
Passate quattro interminabili ore  a vedere di tutto di più ho intenzione di morire in gabinetto. Mi domando ma da dove vengo... che cosa faccio...mi sento Pazzaglia ( era o non era lui?)
Le mie idee sono confuse...se le donne ragionano proverbialmente con l'utero io ragiono con la vescica e mi sento tanto un pesce con quella natatoria ma più che altro un pesce fuor d'acqua. Voglia andare a casa...la casa dov'è?Intanto continua la mia passeggiata per delle vie bellissime che per me sono fonte solo di dolore. Vorrei vedere il bello di questa città ma ho male, tanto male e odio tutti austriaci compresi che non capiscono l'italiano. Ma insomma si adeguino un po' no? Loro sono meno di noi e quindi imparino l'italiano loro e noi, dai che fa tanto chic, parliano seulment francais e un peu un peu di italien...Vienna è indiscutibilmente una bella città e io arrivo davanti al teatro dell'Opera. il primo pensiero è di venirci il primo dell'anno e appunto nella mia agenda mentale di chiedere in albergo se hanno stanze anche per tre. Ma poi mi ricordo che le miei compagne di viaggio questo natale saranno a Vicenza e penso anche che io sarò già sotto un metro di terra. Infatti la bellezza del teatro è svanita è tornato il male. Continuo una passeggiata terrificante e incominciano anche  a farmi male i piedi. Penso che in fondo averne uno solo di male o due di mali non fa peggiorare la situazione. Meglio soffrire contemporaneamente che non più a lungo. Cerco attraverso un training autogeno di convincermi che non ho nulla che tanto è passato ma lì in fondo una vocina urla...bruciooooo.
Si è fatta quasi sera e qui si accendono i lampadari del centro. Eccole le lucine natalizie che sfavillano. Non ho mai visto delle luminarie così raffinate tranne che a Parigi. A Padova fanno un po' pena perchè vorrebbero essere e invece non sono. Mi accorgo che noi a Padova siamo un po' tirchi o forse, diciamo che siamo un po' riservati e e non amiamo esibire se non nel nostro cerchio ben ristretto. Ma adesso siamo a Vienna e io sogno l'albergo. Tra le altre cose mi hanno messo in mano una pianta della città grande 7 centimetri con le vie grandi 0,9 millimetri che non riesco a leggere. Funziona così: se mi tolgo gli occhiali strizzando berne le pupille riesco a identificare attraverso l'alfabeto braille le vie della carta ma non quelle delle strade per cui metto e levo gli occhiali con il risultato  di non ottenere nulla. Fermo un passante e chiedo. Non c'è mai una persona che risponda esattamente a ciò che tu chiedi. Tutti si industriano per aiutarti. Dove ha l'albergo? (Ma a lei cosa interessa?) Qui.. Ecco allora left drit, sinistr... Ma io vorrei sapere solo dove sono...non capire... grazie mille...sorriso.
Finalmente davanti ad una birra e dopo essere stata in bagno scopro che ho talmente male che non ne ho più. Mi mangio un insalata, bevo una birra e poi la classica cotoletta impanata. Riesco nel freddo della sera: sono solo le 19,30 e Vienna comincia  a prepararsi per la notte. Io invece fuggo in albergo. Ho i brividi. Voglio una doccia calda e un letto su cui non debba camminare. E finalmente dormo il sonno dei giusti e anche quello degli ingiusti perchè tutti dormono. La mattina dopo una colazione abbondante mi faccio circa 30 minuti per andare all'appuntamento preso il giorno prima. E poi Via verso l'Italia. Vienna rimane lì in attesa di tempi migliori.


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