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Io e Papperina
mmmmmme stessa 


La mucca sono io… E adesso ho ritrovato ciò che avevo scritto.
Partenza per Cremona.
Per l’occasione sembrerà strano ma, dopo una settimana di pioggia, oggi c’è il sole. E’il primo buon segno.
Partenza 8.3... Alba per me… Ma ieri sera, in previsione di questa alzataccia, mi sono fiondata a letto alle 23 e, puntata la sveglia alle 7,45 sono sprofondata tra le braccia di Morfeo che aveva le apparenze di un mio primo amore e con lui ho passato tutta la notte.
Poi la sveglia, un minuto prima della sveglia... io credo di avere un orologio al posto del cervello che ho perso anzi tempo o forse mai avuto, una doccietta veloce, una finta pettinata e infilata una felpa rossa e grigia su pantaloni grigi, scarpe e borsa di un argento vivo, non facciamoci notare troppo, ovvio della blu girl, mi avvio.
La giornata è splendida e in tre ore di macchina siamo a Cremona.
Parcheggiata il mezzo, grazie alla signorina del navigatore che spegniamo, ci avviamo verso il centro. L’ufficio informazioni è ovvio che sia chiuso, riapre alle 15.Allora ci facciamo un giretto qui attorno? C’è un vento che sembra bora e mi domando :“non è che ce lo siamo portati noi da Chioggia senza saperlo?” In un attimo di distrazione mentre aprivano uno sportello eccolo che è entrato e si è acquattato sotto il sedile posteriore di sinistra ed è stato buono buono fino al nostro arrivo per poi scendere di corsa e investirci improvvisamente? Arriviamo al Duomo …Cremona è una città molto carina vivibile, a grandezza di uomo, piccolina, con un bel centro pedonale e, ovvio, dei bellissimi negozi, chiusi data l’ora. Ma questo adesso non è importante; intanto guardo e poi dopo le 15 posso fare follie.
Ammiro il Duomo. Entro e rimango incantata. Il soffitto è tutto dipinto ed è proprio come vorrei fosse il soffitto della mia casa, Chissà dove potrò trovare un pittore così e peccato che non si possa fotografare perché lo vorrei proprio uguale uguale. Mi incanto soprattutto davanti a tre finestre dell’arcata destra che non sono finestre ma sono solo il riflesso del sole che entra dalle finestre di fronte e vanno ad illuminare degli angioletti che svolazzano lassù. La piazza è proprio bella, ci sono due trifore che porterei a casa ma, secondo me, in macchina non ci stanno. Intanto fotografo dei bambini che giocano a pallone nella piazza. Era tanto che non vedevo una cosa del genere. Mi incammino verso una galleria dove c’è un mercatino di libri. E’ andando lì che la vedo. Vorrei fotografarla ma la luce non me lo permette perché la vetrina riflette il sole. Lei in realtà sono io. E’ in mezzo ad una mandria di mucche come posso lasciarla lì? E così decidiamo di tornare più tardi. Un toast veloce e ritorniamo alle informazioni e come prima tappa mostra dei violini. Non capisco perché certi abbiano la cassa fatta in due pezzi e altri invece siano fatti con pezzo unico. Lo domando: io non mi vergogno di essere ignorante. “Sa ci sono alberi più grossi e alberi più piccoli” Eccola la grande verità e pensare che io non me ne ero mai accorta!.”Quindi se l’albero era abbastanza largo veniva fatta la cassa intera se no veniva fatta in due e incollata” “Ma va?” Io non lo avrei mai pensato…. Volevo dire alla gentile signora che mi spiegava, che questo lo avevo capito ma dal punto di vista… ”Dal punto di vista del suono è la stessa cosa”. Ahh ecco quello che volevo sapere… Non è che fosse più o meno virtuoso ma solo più o meno prezioso. “Bisogna solo avere la mano giusta per incollarlo?” Bhe non solo comunque il suono non ne risente." Usciamo. Ho imparato una cosa nuova e ci avviamo verso la pinacoteca. Siamo un po’ sullo stanco e anche un po’ infastiditi dal vento. Il museo ha un ingresso favoloso e imponente con la scalinata di marmo a sinistra e davanti un giardino con due magnolie uguali e ovviamente immense. Entriamo. Il museo è strutturato molto bene e devo dire che i quadri hanno la giusta luce e la collocazione è perfetta. Vorrei vedere l’Arcimboldo un pittore che io adoro e che mi diverte con la sua geniale fantasia vegetariana, ma mi dicono che in questo momento non c’è, è andato via, è uscito per andare a trovare un altro amico in un altro museo. Anche il Caravaggio al momento è latitante. Comunque incrocio delle belle nature morte e mi porto via una cartolina con l’Arcimboldo. Ma si sta facendo tardi e ritorniamo sui nostri passi e cioè al negozio della mucca. Davanti a noi c’è una signorina indecisa su quale teiera scegliere tra le quattro che le propongono. Ne approfitto per guardarmi attorno. Che bei vasi, bei porta caviale(essenziali), bellissimi bicchieri e mi innamoro di un cucchiaio in plastica trasparente arancione da tenere a lato del fornello per mettere i mestoli sporchi. Non so resistere e non so resistere nemmeno ad un litro di profumo al pompelmo da rovesciare nelle vaschette. Amo questo tipo di diffusore candeline più bicchierino acqua ed essenza. E poi voglio lei. “Quale?” quella e indico la mucca e dico “Quella sono io”. I miei amici se ne rendono conto subito e cominciano SI SI SI SI è lei è lei! È proprio lei!. Mi danno una scatola speciale con le mucche disegnate sopra, mi danno tanto di etichetta e pure un depliant con sito internet. Me ne piacciono tante di mucche... c’è un toro azzurro che telefona da una cabina telefonica, c’è una mucca che si perde nel bagno schiuma dentro ad una vasca da bagno, mi piace il toro che legge il giornale seduto sulla panchina, mi innamoro di Sherlock Holmes che, con cappellino e lente di ingrandimento, cerca l’erba giusta. Insomma sono tutte stupende. Ma la mia mucca è la mia e, felice di questa spesa, adesso possiamo anche tornare a casa. Saliti in macchina usciamo da Cremona e troviamo una latteria e ci riempiamo di formaggi tipici, salami e anche una fesa di maiale da fare arrosto. Adesso siamo proprio a posto e possiamo, chiacchierando, tornare all’ovile anzi alla stalla. La giornata è stata intensa abbiamo camminato un bel po’ e adesso sono stanca e ho freddo. E’ normale quando si è stanchi si sente freddo. Guardo la temperatura esterna: 1! Altro che stanchezza questo è freddo. L’unica cosa che mi riscalda è il pensiero della mia mucca e subito sono felice. E’ impossibile descriverla ma sappiate che sono vere opere d’arte che vengono fatte a grandezza naturale e poi riprodotte in piccolo e rifinite a mano. Ogni mucca è fatta da un artista diverso e una parte del guadagno va devoluto in beneficenza. Vi propongo la foto e per me Cremona è stata l’incontro con me stessa.

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San Valentino 
Tu mi piaci … Tu mi diciiiii
Quando monto in macchina automaticamente parte il cd di Biagio
Antonacci. Sarà che son pigra e non lo cambio, sarà che mi piace,
Sara di Venditti … e tra un “ lui è pazzo di lei" e un "tu mi piaci" io mi sciolgo pensando che oggi è San Valentino.
In realtà a me non me ne frega nulla delle feste sponsorizzate ma,
dal momento che la mia fantasia ha partorito Lancillotto, allora
tiriamolo fuori al momento opportuno e oggi mi sembra sia
proprio il momento perfetto. Ahhh l’ amour l’ amour…
Come dice una mia carissima amica l’amore non è un brodo di
fagioli e in effetti il brodo di fagioli per me non è proprio tanto
romantico … e io invece in questo preciso istante sono molto
romantica!Tra un po' mi infilerò un paio di calzettoni con i cuori, indosserò l'accappatoio rosso e aspetterò il mio principe blu.
Che cosa farò con lui? Bhe intanto scambierò un po’ di idee sui
massimi sistemi, parlerò di filosofia facendo fisica applicata e poi mi farò la solita dose di insulina per l’abbondanza di zuccheri…
“Non rinuncerò mai a te”. Ovvio come potresti “lui è fatto di lei…” “Io ti amo… HAI CAPITO CHE TI AMO?”. Siiichèl’hocappittto…sono
sorda solo quando mi tappi le orecchie…”
“Ma devi fartelo entrare bene in quella zucca”
“Ma se la zucca non l’ho come faccio a farci entrare qualche cosa…”
“E non mangiarti le unghie…”
“Nooo Buooooni i fiiiiori”
Adesso faccio il tamagotchi che mia madre tiene sopra uno scaffale.
Io mi sento molto lui o lei che sia… anzi è una lei. Per me è fucsia
ma potrebbe anche essere arancione e comunque sulla testa ha
una chiavetta che mia madre pesta ogni volta che vuole farle dire
qualche cosa. Ha due occhi enormi con i cuoricini dentro e li gira a
destra e sinistra mentre parla.
“Ho sonno… è l’ora di fare la nanna… ho fame mangio fioori….Ohhh
buoni i fiori… diventerò mamma… cuccioooolooo”
Ho aspettato che uscisse l’uovo (come lo chiama mia madre ) ma
lei. da stronza, l’uovo con me non l’ha voluto fare. Ovviamente l’ha
fatto subito quando c’era Lancillotto che la guardava… Può un
principe blu stimolare istinti materni?
A quanto pare sì e come sempre Lancillotto ha conquistato un’altra,
mentre Ginevra non lo sa… anzi Margherita non lo sa cantava Dori
Ghezzi ( era lei o non era lei?)
Gelosa? A quanto pare direi che un pelino di sana gelosia verso un
tamagotchi ci deve sempre essere anche se io non sono mai stata
gelosa di nulla e di nessuno in vita mia ma c’è sempre una prima
volta sussurra un tamagotchi alato che funge da Cupido…
Ecco la colpa di chi è di Cupido che mi ha piantato una freccia nel
cuore anzi mi ha messo una chiavetta in testa e ha spinto” io ti
amo, buono sanvaleeeentino… mangio margheriiite… io ti amooo “ e
poi Tu mi piaci …tu mi diciiii…

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oggi in macchina 
Aspettando davanti ad un ufficio postale alle 11,17 mi guardo intorno:
solo anziani ma anche molto anziani!
Mi passa vicino una coppia, lei attaccata al giaccone di lui per paura di cadere, lui piegato in due che la trascina.
Non si parlano. In compenso parla il vecchietto che li segue a distanza da solo.Parla con se stesso unica compagnia che gli è rimasta, nella sinistra un sacchetto del discaunt con dentro un barattolo di conserva e un altro sacchetto forse contenente pane.Si perde nel piumino con scritte americane made in china anche lui strascinando i piedi e appoggiandosi con la sinistra ad un bastone con il manico fatto ad uccello. Si vede che vive solo e mi domando come mai. La mia attenzione passa su un altro e poi un altro ancora e poi un'altra che invece tenta di rincorrerre quello precedente. Lo chiama urlando ma lui deve essere anche sordo e continua incessantemente ad andare avanti, lento ma inesorabile, come una volta ti insegnavano ad andare in montagna piano, passo dopo passo senza mai fermarsi ma lentamente su per la salita. Lei continua accelerando e continuando ad urlare e finalmente ecco che lui si ferma e, sempre molto lentamente si gira. Sembra una vecchia tartaruga che allunga il collo fuori dal carapace. Lei improvvisamente diventa per un attimo femmina e con una nuova ma consumata esperienza, sorride gettando indietro una ciocca di capelli una volta fluenti e forse neri.
Per un attimo il tempo ritorna indietro mentre lui le sorride con una smorfia quasi senza denti... poi tutto riprende e assieme, lei parlando e lui non ascoltando ripartono.

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Stanchezza felice 
Sono stanca…sono tanto stanca e mi sento la solita trottola.
E’ stato un anno strano pieno di tutto…ed è stato un inizio ancora più assurdo.
A volte si pensa che la vita riserva sempre sorprese ma poi la vita in fondo la facciamo noi e io ho fatto delle scelte che oggi mi costano questo stato di grazia in cui vivo.
Sì, nonostante sia stanca, sono incredibilmente felice e vivo sempre nella mia favola.
Sono giornate pesanti. Ritrovare il generale dopo 27 anni ha procurato molte emozioni che ancora devo digerire. Diciamo che mi si è fermato tutto sullo stomaco e ho paura e corro forse perché così ho l’impressione di allontanare questo terrore di non riuscire ad avere tempo.
E infatti di tempo non ne ho perché la mia vita corre troppo in fretta e io vorrei avere una giornata di 48 ore perché non ho il tempo per fare tutto ciò che voglio.
Vorrei avere un paio di ore per leggere dentro di me, un paio per capirmi, un paio per leggere veramente tutti quei libri che mi aspettano sul comodino e che mi chiamano, un paio di ore per rispondere alle mail dei miei amici, un paio di ore per leggere i loro blog, per partecipare alla loro vita, per dir loro che non li ho abbandonati,e un paio di ore per scrivere tutto ciò che passa per la testa di Papperina che in questo periodo non riesco neppure a trovare oppure è lei sempre talmente presente in me che non la vedo.
Mi alzo alle 5 di mattina e ho appena il tempo per una doccia, per fare un letto, per un paio di coccole a Lulù che sto trascurando,per bere un caffè distrattamente e poi scappo correndo tra la neve che ancora riempie il mio giardino.
Salgo in macchina e vado dalla mia mamma. Con il pensiero sto con Lancillotto e con lui prendo la famosa audi otto e vedo che se ne va a Mantova per esempio, a Milano, giusto per quel caffè in quel bar e giusto per rilassarmi un po’ parlando di arte. Invece sono con mia madre e imparo a ritrovarla dopo tanto tempo.
Si parla dei tempi che furono mischiando ricordi di allora a ricordi di ieri. Mangio da mia madre scoprendo che ha imparato a cucinare, che il suo risotto è buono come dovrebbe essere quello di tutte le mamme, rido con lei e l’accompagno dall’oculista che me la ritorna, invece che generale, pirata con tanto di benda non nera ma bianca.
Ovviamente Lancillotto mi comprende e mi fa compagnia, mi calma.
Lui è comprensivo (di tutto? È un pacchetto completo?) e con lui incomincio ad inquadrare una situazione che invece da sola vedo rotonda
Non è semplice far rientrare una persona nella propria vita e io lo sto facendo.
Rimane la pura di dover rimettere in discussione i propri sentimenti. Ecco il mio terrore. Avevo chiuso una parte di cuore e avevo in qualche modo smesso di soffrire. Adesso ho girato di nuovo la chiave e l’ ho riaperto. Sicuramente è gioia ma scuramente saranno anche dolori. E’ inevitabile.
Non intendo dire che il ritrovare mia madre mi possa far male per colpa sua, ma anche oggi dall’oculista solo a sentirla dire “Ahi.. Ahiahi…mi fa male” faceva male pure a me.
Questa è la mia paura. Perdere ancora una cosa che avevo volutamente perso e che avevo già elaborato come tale.
Ma anche questa è la vita e anche queste sono le scelte. E io ho deciso che soffrire sarà senza dubbio inferiore alla felicità che adesso sento.
E la mia favola continua
Cenerentola ha baciato il suo principe blu, ha ritrovato la mamma e per tutto ciò ha perso il tempo. Per cui adesso dormo che tra quattro ore la sveglia suona. Vorrei andare a Treviso vorrei vedere Theva, vorrei andare a messa con la mamma, vorrei vedere il mio Lancillotto ma domani è solo una domenica con 24 ore e io devo anche stirare, cambiare le tende che ormai il Natale è passato e prepararmi ad un lunedì in cui scapperò in piscina, andrò a vedere il mio tetto nuovo e un paio di amici, farò un paio di foto lungo i miei fiumi e ritornerò a Padova a cambiare la benda al corsaro generale e sarà di nuovo sera.


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a volte la befana è...stronza 
Trovare una mamma nella calza della befana non è per niente semplice e soprattutto se la mamma non è una taglia 40…
A me questa befana ha consegnato un paio di collant invece che la solita calza e me le ha riempite con una genitrice (era forse sinonimo di carbone?) e di amici piangenti.
Tralascio il fatto (mio Dio io tralascio sempre troppo spesso) che io sono lenta nelle mie decisioni e che ci ho messo 27 anni per comporre quel numero di telefono (però devo ammettere che era un numero luuuuungoooo luuuuungoooo) e devo anche rendere noto a tutti quelli che mi leggono ( tre …forse due …persone) che non ne lascerò passare altrettanti perché non ho intenzione di trovarmi di fronte una mamma mummificata chè la mia è già abbastanza così com’è. Avete presente un generale delle SS? Hitler e Himmler le avrebbero dato il grado di “main general” e lei infatti tuona e dirige tutti a bacchetta, sgranando gli occhi (e io da piccola giravo con un piattino che le posizionavo sotto i bulbi oculari che, in caso di fuoriuscita, non sarebbero così caduti cadere per terra). E poi guida il camion.
Non posso mettere la foto che le ho rubato da una scatola dove è identica alla nonna di Titti ( in gatto Silvestro) quando con il casco guida… Mi ucciderebbe all’istante.
Ma la cosa più difficile di questi giorni così frenetici per poter rimettere a posto 27 anni (io mi sento in continuo trasloco di ricordi) è stato spiegarle che io scrivo, che ho un blog, cosa è un blog e anche che lei è la mamma di Io e Pappe.
Mi ha sgranato i famosi occhi e ha tuonato.”Margherita per carità non scriverai di me…io ho un’immagine”
Nooo io scrivo solo di me e di qualche personaggio immaginario che affolla la mia vita molto normale…Sono tutti personaggi nati nella mia testa e creati dalla mia fantasia tranne Lancillotto che è l’unico reale…( mio dio ancora…non è che sto invertendo le cose? Fa nulla…)
Mia madre a questa risposta mi guarda male e dice.” Ma cosa devo espiare io….cosa ho fatto per aver partorito una COSA del genere” e ride.
Continuo a tralasciare e tralascio che io non ho chiesto di nascere, tralascio che non è colpa mia se ho un blog, e tralascio che a me la befana faceva meglio a portarmi il carbone …
Comunque ho capito che non è solo la mia penna papperina che la spaventa ma sono proprio io.
Mi sono sentita dire che non sono per niente una signora, mi sono sentita dire che sono un teatrino e da domani sono sicura che mia madre mi metterà sotto vetro mi infilerà una chiavetta nella schiena e dirà a tutti: “ questa è mia figlia …perché io l’ho partorita”.
E io, animale da palcoscenico mi esibirò nei miei numeri preferiti e cioè: farò la foca (mi raccomando con la OOOO ), farò l’orso e la scimmietta del tiro a segno delle giostre di una volta, farò la pubblicità delle caramelle ambrosoli e poi riderò tanto perché da sabato scorso, anche se tutti piangono, io invece rido.
Secondo me quando ritrovi una mamma improvvisamente ritorni pure bambina e giochi, giochi, e ti diverti tanto.
Adesso ovviamente l’ ho appena lasciata e le ho dato una pila perché era logico che mia madre rimanesse senza luce causa guasto improvviso e girasse armata di cellulare acceso che non è il massimo per esempio in bagno quando hai le mani impegnate.
Mi ha anche accennato al fatto che io le ho sconvolto la vita ma io credo di fare questo effetto un po’ a tutti.
Mia madre mi assomiglia molto (o forse sarebbe più logico che fossi io ad assomigliare a lei?) e io oggi non mi rendo conto che lei ( per questo verrò picchiata e fustigata e messa nelle cantine delle torture) ha una certa età e adesso che ci penso è meglio se le telefono e dal momento che è senza luce la porto in discoteca. Ovviamente ci andiamo con il suo camion …magari solo con la cabina chè il rimorchio lo lasciamo a casa perché non è fine e poi è più difficile il parcheggio…ovviamente la truccherò da Moira Orfei e io a quel punto non farò più la pappera ma diventerò colomba e faremo il nostro numero da circo…ovviamente questo post si autodistruggerà nel giro di dieci secondi e ovviamente io ho già provveduto a togliere definitivamente la ADSL al generale che così non potrà più leggermi.
In fondo è giusto che i genitori non spiino i figli e non vadano a legger i loro blog. In fondo chiunque conosca la mia mamma e legga questo post sappia che la visione di un figlio non è mai quella giusta. Basta pensare che Darwin( era lui o non era lui?) era la mamma di tante pappere…


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