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Io e Papperina
E di nuovo Papperina chiede: cos'é la vita? 
La vita è un passaggio che non sai dove ti porta. E' un autobus che fa tante fermate.Tu scendi, ti sgranchisci le gambe, guardi, impari e risali. I tuoi compagni di cammino ti siedono accanto, si alternano, si fanno conoscere se vuoi, oppure sono solo ombre che scendono alla fermata successiva. Ti spingono un po', traballi, ti rimetti nella posizione più comoda e li vedi scendere con indifferenza. Altri si affacciano dal sedile di dietro e comincia la discussione, la conoscenza. Ti accompagnano fin dove possono, fino a dove vuoi tu e ti lasciano per una nuova conoscenza. Si fermano, ti salutano, forse aspettano che ritorni. Tu non sai qual è la tua fermata ma il controllore sì.
Viaggi lungo una strada a volte larga e dritta, a volta in salita con tante curve. Ammiri il panorama, lo stampi nella mente, leggi un libro che non conosci e continui. Quale sarà la tua fermata e cosa ci sarà ad aspettarti li? Ci sarà qualcuno che ti aiuterà a scaricare la valigia che ti tieni stretto con dentro i tuoi preziosi ricordi? L'autobus arranca, le fermate continuano ma la tua non c'è ancora. Ansia, paura...arriverò in tempo? e il controllore dice: ultima fermata. Sei arrivato.


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La notte 



E l'oscurità calò le sue ombre potenti...
E i bimbi si prepararono per un sonno giusto.
Noi miseri mortali cademmo in un sonno agitato dalle nostre stesse ombre, cercando di vincere questo buio assoluto che ci circonda, aspettando che il sole ricominci di nuovo il suo cammino.
Paurosi del domani che non sappiamo cosa ci riservi, speriamo nella luce, e se siamo fortunati ci sveglieremo stanchi da una notte calda di incubi dove la morte tende le sue lunghe mani. La senti, si avvicina, ti sfiora, va a trovare il vicino…
Il tuo respiro da ansante diventa lento, un sorriso nel sonno appare sul tuo volto teso. Ti rilassi è solo passata vicino. Adesso, la luce filtra…
E’ la luce della tua anima che non si è fatta trovare...
Si è nascosta tra le pieghe del tuo lenzuolo stropicciato.


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"Il maggior ostacolo alla scoperta non è l'ignoranza: è l'illusione della conoscenza" 
Il perchè io ricerchi certi libri non è da chiedere: basta guardare il titolo "Il potere della mente matura".
E' quel "matura" che ha attirato il mio sguardo su Gene Cohen, e quel sottotitolo, "quando il cervello invecchia la mente migliora",mi ha dato la spinta per comperarlo.
Poi l'ho girato e ho letto "Invecchiare non è per i vigliacchi" dice Bette Davis. E ancora "Per tutti quelli che hanno superato i 40".
Sono corsa alla cassa tenendolo stretto a me. Ho rifilato i soldi ad una cassiera che era interessata a tutto fuorché ai libri, e mi sono precipitata a casa per leggere quel tesoro.
Finalmente qualcuno che ci giudica migliori... Noi povere che abbiamo passato la quarantina e siamo leggermente (tanto) sovrappeso, adesso, anche se non troviamo le nostre taglie, almeno troviamo il libro giusto.
Potenza dello scrivere... il mio ego è salito e rischia di arrivare in un nuovo universo. Ho deciso: questa sarà una nuova Bibbia per me, che non mancherò di citare.
"Una nuova teoria dice che il cervello essendo un muscolo, se lo si usa, diventa più forte". Bene, odio la palestra e quindi non si potrebbe esercitare un po' più il cervello ed esibire un fisico meno palestrato ma sicuramente con un cervello meno flaccido?
"Sudate come nell'esercizio fisico, dovete far sudare la mente lavorando con il cervello"
E ancora "Il cervello maturo è più flessibile di quello giovane".
E' notte fonda ma io sono felice e amo intensamente questo signor Cohen che mi ha ridato una parte di giovinezza...
Nel buio, prima di lasciarmi andare tra le braccia di Morfeo (l'unico che ancora mi voglia), mi domando chi sia, e la curiosità mi fa riaccendere la luce e riprendere in mano il libro per saperne di più. E leggo: Direttore del Centro sull' invecchiamento della George Washington University e psichiatria. Spengo di nuovo la luce ma mi sorge un dubbio: non è che tutti tiriamo l'acqua al nostro mulino e il signor Cohen è plurisettantenne?


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Cari lettori 
Carissimi lettori qualcuno mi ha fatto notare che questo è il centesimo pezzo di una pappera e quindi la domanda sorge spontanea…
Lo so che il mio blog è quello che è (grande filosofia) ma tenete conto che essendo una pappera e forse anche incrociata con un’oca, anche se a volte non molto giuliva ma lacrimosa e pessimista, mi sto chiedendo ”ma chi è quell’anima pia che viene a leggermi?”
E soprattutto voi cari lettori (sembro Donna Letizia nella sua rubrica su Grazia), cosa ne pensate e cosa vi aspettate da me… Lo so che chiedo molto ma la mia curiosità supera la mia discrezione, ma io la discrezione l’ho persa come i piedi. - faccio riferimento al mio libro (ndr). Ogni giorno vedo che 48-50-55–68-72 (Ullalà … segnateli escono sulla ruota di… per chi deve giocare melius abundare quam deficere e quindi su tutte le ruote) digitano io e papperina. Ok certi li conosco, ci troviamo su e giù per i blog. Una volta ci saremmo trovati a cena e avremmo disquisito del meno molto più che del più davanti al famosissimo desco. Oggi il progresso fa sì che ognuno mangi a casa propria ciò che più gli aggrada e che ci si trovi tutti contenti davanti ad una scatoletta scrivente e a volte parlante (da non confondere con il grillo che quella è un’altra storia che vi racconterò in seguito). Appunto davanti alla scatoletta si diventa amici. Per me va benissimo. A una certa età uscire di sera è faticoso e fa male per l’artrite e quindi con il mio bel pigiamino fucsia (ogni tanto lo cambio anche) con i cuoricini che mi fanno ancora più palla, mi metto qui davanti non mostrando il mio corpo ma la mia mente (talvolta completamente assente).
Diciamo che tolti coloro che mi annoverano pubblicamente tra gli amici e che lasciano i loro commenti e quindi che riesco a identificare, mi rimangono gli anonimi che non so proprio chi siano. E’ per questo che vi chiedo un grande sforzo e indico un bando!
Siori e Siore venghino a leggere le papperate scritte per voi e soltanto per voi (sempre pura filosofia: chi le legge se non voi) di questa pappera e se (vi supplico piangendo, urlando, strappandomi le penne e insomma in un modo qualsiasi pur di ottenere lo scopo) lasciate una traccia o voi che entrate (leggasi anche come nome, cognome, indirizzo, numero di scarpe, nick, due parole, città, professione, modello Unico) nella mia mail (se non volete esporvi nel blog)
Vorrei solo sapere (se possibile) perché mi leggete, se ho un futuro come fotografa (o se le foto che faccio fanno schifo) ma soprattutto cosa mi consigliereste per continuare ad avervi come lettori? Prometto di tenere i vostri dati rigorosamente chiusi e sigillati nel mio fegato (pare che sia il pezzo più buono dell’oca anche perché non ho mai sentito cuore di pappera). Non garantisco la segretezza in caso di espianto e trapianto di fegato, in caso di perdita o smarrimento sia del fegato che della pappera e in caso di furto.
In ogni caso (qualunque esso sia) vi ringrazio dal profondo del mio fegato.


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Musica 
Immaginate una vita senza musica? Come sarebbe? Cosa si definisce con la parola musica? Io definisco tutto ciò che procura un rumore piacevole alle mie orecchie...il canto degli uccelli, lo stormire delle fronde, il tuono del temporale, il rumore dell'acqua che scorre, il silenzio di un campo piene di neve, il bisbigliare degli insetti quando accendi improvvisamente la luce, il gracidare dei ranocchi, l'erba sotto ai tuoi piedi, il rumore della pioggia che rimbalza su un terreno e ti procura una serie di altri rumori, e il diverso rumore della stessa nel mare che invece canta perdendosi nella sua profondità, il frignire della cicale d'estate che incanta chi le ascolta, il rumore della neve che cade lenta, il vento che fischia e ti fa sentire viva, e poi tutto questo per magia diventa musica. Una persona riesce a mettere tutto ciò su uno spartito e le sensazioni e i suoni diventano armonia, diventano opere, canzoni, ballate, sinfonie, che poi vengono fischiate e poi ritornano a tutto quello che ho descritto prima. Che vita senza tutto ciò? Una vita silenziosamente triste come vedere un libro mai letto e non aprirlo, come non ascoltare la persona che ti parla e che parlando fa musica anche lei. Tutto per me è musica e il mondo non sarebbe tale senza. Come esprimere oltre che con la pittura le nostre gioie, i nostri dolori, come farli capire agli altri se non immortalandoli in tante note che ti ricorderanno sempre il momento in cui le hai gustate per la prima volta. La musica e fors'anche il rumore è parte della nostra vita e ci fa sentire vivi e per questo ringrazio ogni giorno chi ci ha dato la possibilità di sentire, di vedere e di avere un cuore per apprezzare. E da lunedì scorso ho cominciato le lezioni di chitarra!

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