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Io e Papperina
Mi perdo e mi riperdo...mi prendo e mi riprendo... 
(Di nuovo ho perso il metro del tempo...è gennaio anzi quasi febbraio e io mi chiedo di che anno? Sarà un anno diverso, un anno di sofferenze, di dolore di gioie, di divertimento... di soddisfazioni personali? Un anno di carattere o un anno che non c'è come l'isola di Bennato? E io sono Peter Pan o Trilly?)
Mio Dio ci risiamo...
E' di nuovo Natale! In questo periodo è un freddo cane e io sto morendo. Ho eternamente i piedi congelati e da lì sotto il gelo sta salendo al cuore. Ritorno ad essere la principessa dal cuore ghiacciato. Questa settimana è anche il mio compleanno...
La pappera è talmente stanca di tutto che metterebbe volentieri la testa nel forno e morirebbe così su due zampe. “Tira fuori le palle...tira fuori le palle e comincia ad addobbare la casa...”. “Ma nemmeno per sogno quest'anno Natale e compleanno sono banditi...”. “Banditi? Dove sono i banditi?”. “Ovunque guardati attorno e vedrai...” "Certo è che hai molta fiducia nel prossimo...”. “Certo molta. Sono anche delusa secondo te?”. “Solo un peletto!”. “Ma va...”
Insomma con il morale a terra ( così non può cadere) e il cuore ghiacciato e gonfio di amarezza mi appresto a festeggiare un nuovo anno.
Bilancio? Molto negativo come del resto è il bilancio della nostra Italia. Elezioni? Berlusconi bis? ( non ce ne basta uno?) Fiducia al governo? Ma dove si è nascosta costei? Vaga sola in un buio oscuro da troppi anni e cammina con ormai le piaghe sui piedini alla ricerca di un giusto che non trova. Fiducia era una gran brava ragazza, bella e generosa. Dava a tutti tutto ciò che poteva passando anche talvolta per una poco seria...Ma lei continuava a fare e a dare quello per cui era nata. Dava se stessa perchè questo era il suo modo di realizzarsi. Fiducia era sempre allegra e vedeva il mondo sempre rosa. Aiutava tutti e quando qualcuno le si avvicinava irradiava talmente calore che anche la vita del passante casuale si scaldava e spuntava subito il sole. Aveva tra le mani una tavolozza di colori e con quella dipingeva il mondo del suo amante di passaggio. Fiducia in ogni uomo vedeva solo l'uomo dei suoi sogni e sperava fosse sempre per sempre. Ma poi purtroppo l'uomo è traditore e Fiducia si ritrovava con qualche sogno in meno e sempre da sola. Ma i sogni di Fiducia non finivano mai e lei riprendeva di nuovo la strada con coraggio e con un sorriso che faceva risvegliare il mondo. I fiori le parlavano quando passava e lei, gentile, con le sue dita lunghe dispensava carezze e ascoltava le loro voci che cantavano canzoni profumate. Fiducia amava i fiori e gli animali e i colori che la terra le offriva. Staccava istantanee di momenti che metteva nei file che aveva tra i capelli. La sua testa era tutta un ricciolo d'oro dove la sua grande memoria teneva schede di tutto ciò che in tutti quei millenni passati aveva memorizzato. Era nata in una terra promessa vicino a Dio e lui l'aveva creata per gli uomini, per darsi loro, per far capire che senza di lei non si vive. E lei da allora aveva percorso tanta, tanta strada e avevo anche sofferto tanto. Ma alla fine di ogni rapporto Fiducia metteva via il file e se ne dimenticava per ricominciare con la stessa Fiducia di sempre. Camminava vestita di un un impalpabile velo che la faceva sembrare una dea a piedi nudi volando sui prati che le solleticavano le piante dei piedini. Era veramente uno spettacolo. Erano passati tantissimi anni da quando Dio l'aveva messa sulla terra e lei non era cambiata in nulla. Era sempre giovane e bella come allora e con la stessa voglia di cercare e di dare. Quel giorno stava passeggiando e parlando agli uccellini che le raccontavano che l'inverno era vicino... Lei si guardava attorno ma dell'inverno non c'era traccia Fu allora che un uccellino un po' diverso le disse: “Ma sei sicura di non vederlo?”. “Certo che sì guardati in giro, guarda i fiori e i frutti e ascolta il sole caldo...”
“Mia cara tu vivi in un mondo che solo tu vedi.”
Fu in quel preciso momento che il gelo la colpì e Fiducia si ritrovò in un mondo buio, freddo e senza fine. “Mio Dio dove mi hai mandato? Cosa ho fatto di male? Perchè mi hai mandato all'inferno?”.
“Mia cara” disse la voce fuori scena che secondo lei poteva essere solo Dio ”Questa è la terra come la vedono gli uomini e adesso io ho deciso che anche tu dovrai essere una di loro e vivere come loro, capire cosa è il male, cercare di fare il bene e soprattutto capire che amare vuol dire soffrire, ricordare, sopportare e a volte anche cedere e morire dentro.”
Così Fiducia si ritrovò al freddo, con le scarpe che le facevano male e da sola. Le voci degli uccellini erano scomparse e in cambio c'erano solo strilla di gente che non faceva altro che litigare.
Ma dove era? Era in una grande aula e c'era un cumenda che la guardava di traverso.
Fiducia capì immediatamente che quell'omino la cercava e la voleva ad ogni costo. Lui le si avvicinò subito le cinse la vita e le promise un paradiso fatto di pan di zucchero. Fiducia colse lo sguardo e sentì il calore della mano sul fianco e improvvisamente capì che ormai il cumenda era già diventato il re e l'aveva già pagata. Capì che era caduta in quella rete e che Dio l'aveva fatta arrivare lì perchè le cose non succedono mai per caso. “Non puoi più tornare indietro ormai hai accettato”. “Ma così il mondo non andrà più avanti anzi... Torneranno i carri armati ci sarà la rivoluzione, la terra cambierà e tornerà indietro di mille anni, i ragazzi non avranno futuro, ci saranno morti e sangue nelle strade, le scuole chiuderanno, ci sarà anarchia e anche tu sarai dimenticato...Perchè tutto questo? Perchè hai mandato tuo figlio sulla terra se ora vuoi la sua distruzione?”. Nessuno le rispose. Non le rimaneva altro che dire di si e così ieri in quella camera La Fiducia fu ridata.



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La famiglia PorcosPina 



Cera una volta e lucida l'altra (le mie storie cominciano tutte così) un bel maschiaccio con nobili natali (e anche nobili pasque per par condicio) che discendeva da uno dei tre moschettieri... un certo Porthos che difendeva con la spada e la vita la sua amatissima regina che lo aveva (e si evince dal nome stesso) posto a guardia dei porti. Porthos era un maschiaccio molto sveglio e aveva introdotto alla corte anche i propri parenti. Un cugino era a guardia dei parchi (Parcos) e il figlio del fratello di sua madre che non gli era molto simpatico, lo aveva messo nelle stalle ad attendere ( e lui infatti aspettava non si sa che) i porci (Porcos).
E fu da Porcos Primo che attendeva, che nacque un figlio dal quale ne nacque un altro e via via finchè si arrivò al protagonista della nostra fiaba.
Porcos oltre ad essere un gran bel pezzo di gnocco, era un girovago dei boschi. Si svegliava presto e si metteva in cammino in cerca di idee da sfruttare per farsi un giorno tanti e tanti soldi e crescere una famiglia ricoprendola d'oro.
Fu in una di queste mattine che Porcos incontrò Pina. Porcos la guardò e pensò :Io ti impalmerò...anzi ti impalerò dal momento che hai tutti quegli aghi sulla schiena e tu dovrai stare a casa per sempre e io potrò monitorarti in ogni attimo della giornata. Pina invece lo guardò e penso: Ecco ci siamo è nata la famiglia Porcospina... E vide già un bel vialetto con la cassetta della posta con i nomi finalmente uniti: Famiglia PrcosPina.
La famiglia PorcosPina dalla sera alla mattina
Si decise piano piano ad andar dal sagrestano
Quando furono all'altare
lui le fece la morale
lei quel dì la accettò
ma poi la dimenticò
La famiglia PorcosPina decise così di crescere dato che entrambi credevano in un essere superiore che disturbava i loro sonni con domande che mai e poi mai avrebbero avuto risposte perchè credere vuol dire accettare senza domandare.Fecero dei piccoli ma purtroppo le cose non vanno mai come dovrebbero andare o dal lato giusto che dir si voglia e la famiglia che entrambi sognavano non era alla fine la stessa famiglia.
Porcos esce tutte le mattine all'alba e lavora, lavora... per Pina dice lui ma sarà vero?
A volte gli esseri viventi per non vedere la verità si creano dei castelli di bugie oppure creano un'infinità di specchi per cui di riflesso in riflesso si ottiene un'immagine diversa dalla bugia stessa e più vicina ad una realtà voluta.
La mente degli esseri viventi è fatta solo di idee e di fantasie e sta in loro stessi cercare di guardare la cosa più vicina alla verità. Ma non è concesso ai più... anzi, guardare la verità è difficile quanto per un ricco entrare nel regno dei cieli. I cammelli e anche i gobbi( ecco perchè in fondo questi disgraziati sono fortunati e tutti li toccano) passano più facilmente attraverso la cruna di un ago... ( A questo punto lo scrittore fa una pausa di riflessione e si domanda perchè mai si dovrebbe passare attraverso un ago quando le porte del cielo dovrebbero essere enormi? Ma questa ,dice sempre lo scrittore, sarà un'altra storia).
Porcos faceva infatti solo finta di avere una famiglia perfetta ma lo faceva con talmente tanta convinzione da crederci e da far credere questo a tutto il mondo che lo circondava.
Pina , a casa con la prole, non guardava nello stesso specchio di Porcos e così senza accorgersene si ritrovarono con una famiglia mezza disfatta.
A volte la pigrizia, l'abitudine e un certo senso del dovere fanno sì che se anche tutto sembra crollare si metta una toppa e si continui ad aggiustare una cosa che ha più buchi di un colabrodo. Ma nessuno si rende conto che da un colabrodo l'unica cosa buona che si ottiene è forse la ricotta e la nostra non produceva certo formaggi.
E così la nostra famiglia PorcoPina, senza più nulla in comune continua la sua non vita allontanandosi sempre di più.
Fu proprio quando Pina ormai era tranquilla di aver rattoppato il colabrodo e già pensava alla fine dei suoi giorni con Portos in una tana in montagna che qualcuno offrì le perle a Porcos.
No lite proicere Margaritas ante Porcos. Ogni proverbio ha un suo perchè e ovviamente come ogni proverbio e ogni regola che si rispetti hanno anche la loro eccezione.
Mai proverbio fu più giusto. Era in uno dei suoi giri quando gli fu fatta vedere una perla. Era bellissima, perfetta nella sua sfericità, splendeva come se la luce le venisse da dentro e aveva un cartello che diceva : Comprami io sono in vendita. Porcos vide immediatamente che era una perla di inestimabile valore perchè lui era appunto l'eccezione. Porcos perse la testa, la perla la raccolse e lui comperò la Margarita.
La famiglia PorcosPina si è divisa sta mattina
si è divisa ed è in rovina e la colpa è una perlina
Porcos tornò a casa e disse:
cara Pina me ne vò
io qui non resterò.
La Pina lo guardò
e un anatema gli mandò
Ma Porcos non le badò.
Fu così che con il suo cavallo bianco e una valigia si presentò da Perla e le disse:
Amore mio ti ho fatto una sorpresa... vengo a vivere con te.
Margarita lo guardò con la sua faccia da... perla e gli disse: Amico mio non tutto ciò che brilla è oro e non tutto ciò che ha un cartello con scritto in vendita si può comperare. Tu prima di arrivare qui dovevi almeno avvisare perchè vedi le cose vanno sempre discusse e pensate prime.
Porcos si rattristò ma Perla non cambiò idea e ora Porcos passeggia nei boschi mentre Perla continua la sua vita. Non è che non ami Porcos ma ama molto la sua ostrica che divide a malapena con una impurità che ormai fa parte di lei stessa e che lei pensa essere una specie di pescecane in miniatura. La morale di questa storia in realtà non c'è ma se proprio si vuole cercare qualche cosa di istruttivo forse qualche cosa si può trovare.
1 Dire sempre e solo ciò che si pensa sia la verità
2 Parlare molto ma soprattutto parlare prima di fare qualche cosa
3 Le perle sono rare soprattutto se sono vere
4 Le Margherite sono perle e sono sempre vere
5 Le perle van tenute con molta cura
6 Tutto a questo mondo ha un prezzo
7 Tutto si può comperare
8 Bisogna sempre comunque fare l'offerta giusta ed essere puri di cuori.
9 Le famiglie (come le stagioni) non sono più quelle di una volta
10 I tempi cambiano troppo in fretta.
11 Dio c'è oppure l'uomo se lo deve creare
(I personaggi di questa piccola storia sono immaginari ma sicuramente data la varietà del mondo, da qualche parte qualcuno che vi si identifichi ci sarà di sicuro)




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compleanno 
parentesi graffa,parentesi quadra, parentesi tonda...era il 17... Oggi è già l'8 gennaio...Adesso è il 13 gennaio...Il pc ha fatto le bizze e il mio sito pure...Sono stata tagliata fuori dal mondo virtuale e poi il mio ex FIP ha ripristinato il tutto...grazie Umbè... Sono sempre in ritardo...sempre di più! Perdo me stessa e non ritrovo nulla nemmeno le parole.Perdo le parentesi... Sto dimenticando le patate sul fuoco e mi sono messa la sveglia sul cellulare...non riesco a pubblicare questo post e lo riscrivo ogni volta perchè ovviamente mi dimentico di salvarlo. Al diavolo tutto... chiusa tonda,chiusa quadra,chiusa graffa.
Oggi compio gli anni.
Il programma è abbastanza vario:Alzarsi all'ora che si vuole senza sveglia, un po' di coccoli con Lulù e poi aspetto mia madre. Sto ancora cercando di vendere questa specie di mausoleo in cui vivo. Non è il momento ma vorrei tanto che lo fosse. Ho voglia di una casa nuova, di chiudere con il passato, metterci la proverbiale pietra sopra e ricominciare a vivere una vita pulita e sorridente. Ultimamente ho perso anche il sorriso si sa che io perdo sempre tutto!
Così infatti mi sono svegliata da un incubo in cui picchiavo selvaggiamente Lancillotto e lo tenevo per le palle. Cosa vorrà dire?
Comunque mi sono svegliata troppo presto e con il cuore un gola. Ultimamente mi succede e mi ritornano i famosi attacchi di panico ma poi passano. Ormai ho una grande esperienza in merito. Mi sono alzata e sono andata a vedere la caldaia che fa le bizze. Le faceva anche questa mattina. Nessuno sconto perchè era il mio compleanno e nessuna interferenza nemmeno con Dio con il quale avevo fatto un patto...
Non so perchè io faccia i patti con Dio quando poi critico la Chiesa perchè vendeva le indulgenze... Sta di fatto che io baratto messe domenicali con caldaia e quant'altro. Ma ogni singolo individuo ha dei rapporti strani e molto personali con colui che tutto vede e tutto sa e soprattutto tutto può. Comunque domenica messa equivale caldaia funzionante. Ma torniamo alla giornata di oggi. Mia madre è arrivata e anche se ne è andata con la promessa di tornare questa sera. La colazione è con Ivonne e Theva e poi ci aspettano le cronache di Narnia e quindi mia madre poi letto e poi alzata ore 3 per andare al mercato coperto a caricare i furgoni di frutta e verdura che regaleremo domani mattina a tutti coloro che prenderanno il biglietto. Il sabato ormai è così. Il mercato coperto è una realtà diversa. Partire la mattina presto con il freddo e con mia madre è bellissimo. Le strade sono deserte e poi si arriva qui dove la vita è già cominciata da molto. Si carica tutto ciò che ci viene regalato, si ritorna alla base si scarica e si comincia a distribuire. A me è un lavoro che piace. E' automatico e questo mi lascia libera la mente stancandomi solo i muscoli e scaricando la tensione di una settimana.
Mentre preparo 2 cavoli, 3 broccoli, una manciata di mandarini, 3 pere, 5 pomodori e poi passo la cassetta sento pungermi le guance dal freddo e mi sento viva. I miei occhi guardano chi viene a prendersi tutto ciò e mi rendo conto di quanta gente diversa ci sia al mondo. Ormai tanti sono conosciuti, si scambiano le solite 4 chiacchiere e poi si continua la catena. Finito tutto ciò mi porto a casa un po' di verdura, scarico, faccio fare la pipì a Lulù faccio la doccia e vado a mangiare da mia madre. Un sabato in famiglia e così doveva essere anche domani. Ma mentre mangiavo i fiocchi di neve hanno cambiato il nostro programma. Ivonne con Theva sono scappate a casa e le cronache sono state rinviate. Adesso fuori è tutto bianco e Lulù non vuole uscire perchè la neve le ghiaccia i piedini. Mia madre dice che non viene e io penso che domani alle 4 non è il caso di uscire da sola. A Padova il traffico è bloccato. Questo il mio compleanno. Mi ha regalato la neve anche quest'anno e a me la neve piace tantissimo. Lancillotto come ogni uomo che si rispetti non si è ricordato di farmi gli auguri , ricordando invece a me che lui è veramente un uomo.
Il piedistallo sta vacillando e Lancillotto rischia di sgretolarsi in tanti pezzi. L'amore finisce sempre così? Sono sempre più stanca di questo rapporto solo ideale e temo dovrò dirgli addio e reinventarmene uno. Insomma oggi sono sola e finalmente riapro il pc.

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Vieni via con me 
Ultimamente vanno di moda gli elenchi, i noi che.., gli anni 60-70, ritornano le manifestazioni, i lanci delle bomba carta, gli scioperi e i vecchi romanticismi.
Allora ecco anche un mio elenco ...

1 I compleanni purtroppo vengono comunque una volta all'anno
2 Le feste sono sempre tristi dopo che hai compiuto i 12 anni
3 Babbo Natale non esiste anche se Berlusconi dice di essere lui.
4 L'Italia rimane comunque con Casini vari
5 Le cose vanno sempre nei due sensi ma le persone non vogliono ammetterlo
6 E' più facile dire sempre di si che sostenere le proprie idee
7 La logica, e di conseguenza i ragionamenti logici, sono per pochi eletti( per fortuna)
8 I suicidi sono pochi (vedi punto 7)
9 La vita comunque finisce e non ti è dato di sapere quando.
10 la Madonna è stata la prima ragazza madre (ma io l'ho realizzato solo domenica)
11 Quando il tempo passa e tu lo vivi, inevitabilmente diventi più grande o più vecchia ( la differenza sta nell'essere più o meno ottimista)
12 Speri sempre che l'anno prossimo sia meglio ma vieni regolarmente smentita
13 La speranza è l'ultima a morire
14 La matematica non è un'opinione e io continuo ad avere i conti in rosso
15 Le persone che ti amano potrebbero anche non farlo per sempre perchè nulla è per sempre ( forse Dio?)
16 Come dice una persona a me molto cara:Il bene viene dal bene.
17 Gli amici si vedono nel momento del bisogno( ma in quel momento essendo tu loro amico taci)
18 E' meglio vivere da ignoranti che farsi molte domande
19 Far finta di essere sani come diceva Giorgio Gaber è meglio che essere veramente malati
20 Essere ansioso e impaurito non serve a nulla. Agitarsi nemmeno ma tutti lo fanno(O solo io?)
21 Decidere della propria vita è una cosa da pochi grandi. Pensare di farlo e da molti...
22 Quest'anno non tirerò fuori le palle...Sarà un Natale in sordina...
23 Di mamme ce n'è una sola per fortuna
24 Io per fortuna ne ho ancora una
25 Dove c'è Lulù c'è famiglia
26 Non mettere mai radici anche se sei una Margherita...
27 Domani vado a vedere le cronache di Narnia
28 Ieri sera tornando a casa a -6 nella nebbia ho capito che il mondo è ancora bello e che ricominciare fa sempre bene
29 Bisogna saper vivere anche da soli e io sono una persona che è nata libera






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Io non voglio giudicare( ma lo faccio) 
E' normale astrarsi dal mondo mentre, immersa in una vasca da bagno, ti godi il tuo momento. La tua mente vola e ti vedi nella tua essenza:è un attimo tuo che assapori al di fuori della realtà. Strano, invece quando mi succede tra la gente e mi accorgo di essere affacciata ad una finestra in attesa di un qualcosa che mi attragga ma la conversazione è stagnante, difficile, vuota, priva di ogni attrattiva.
Mi ritiro lassù e guardo la gente dal di fuori ed è qui, che purtroppo arrivano i primi giudizi. E' questo che mi succede: giudico. E' una cosa che per me è estremamente sgradevole perché non rientra nella mia mentalità eppure in quei momenti mi accade. Mi rendo conto della pochezza altrui, della mancata conoscenza e non solo ma anche purtroppo della mancanza di voglia di apprendimento. In fondo non sono nessuno per giudicare eppure perchè di fronte a tali persone mi ergo a giudice? Perchè in un attimo la finestra si apre e mi affaccio su questo mistero che sono gli uomini? Non vorrei provare questo, mi impongo un metro più lungo ma la mente non lo accetta e la realtà sommerge l'irrazionale che è dentro di me per lasciare solo posto ad un misero e poco ortodosso giudizio.
Mi rendo conto che il mio metro di giudizio è solo una linea e che è estremamente difficile mantenersi al di qua di questa linea. Certe persone riescono a percorrerla stando perfettamente in bilico tra l'essere corretto e non esserlo. Forse penso che anche io potrei essere giudicata così? Mi sono sempre e veramente comportata seguendo il metro che oggi uso? Dove è la differenza tra essere completamente onesti o pararsi il culo dagli altri? E se è in gioco una parte grossa di te vale la stessa regola? Sono veramente così perfetta io?
Ultimamente non capisco le persone o forse non le ho mai capite proprio perchè ogni persona ha un suo metro di giudizio e si comporta di conseguenza. Dove sta il metro giusto? Dove comincia il male e finisce il bene? L'altra sera a cena con un'amica si disquisiva un po' di questo senza poi fare degli approfondimenti troppo impegnativi perchè la cena era molto piacevole e tra un vecchio testamento, un carosello, una canzoncine di jngle anni 60, il tempo di Dio, Ernesto Calindri con i suoi carciofi e là in alto il padre che diventa umano per imparare a capire il nostro tempo ho intuito che basta solo vedere ciò che si vuole e le cose cambiano.
Non è proprio vero ma noi uomini abbiamo una grande abilità nello scusarci, nel distorcere, nel non farci capire, nel far capire che gli altri hanno capito male.
Insomma nessuno è in buona fede ma io ultimamente giudico e questo non mi piace per nulla anche perchè mi porta a delle conclusioni a cui non voglio arrivare. Noi uomini abbiamo anche paura e io in questo periodo sono terrorizzata. Mi sveglio con le ansie più stupide che mi fanno andare da un sudore all'altro. Non ho voglia di uscire e tremo anche quando si illumina il cellulare. Non so di cosa ho paura... Sarò forse veggente? Rispunterà il cubo di vetro? Sarò come il generale che sente arrivare le disgrazie? Sibilla? Cassandra? Depressa?
Molto più probabile. Dopo una settimana di un mal di denti atroce e di una infiammazione per cui mi faceva male anche il mignolo del piede destro oggi mi sento un po' meno male...il che non vuole dire che mi senta bene.
Ho passato una settimana davanti alla televisione. Ho scoperto che ci sono ottantenni che hanno ancora voglia non solo di farsi vedere, ma di cercare un'anima gemella. L'uomo è proprio adatto a soffrire. Non ho ben capito che trasmissione sia ma mi sono molto vergognata per loro. Forse invece la televisione è semplicemente questo. Io non amo ballare, non voglio vivere con nessuno (tranne con Lulù) e non vorrei abbruttirmi a cercare un uomo che poi alla fine a 70 anni che ti serve? Ricominciare tutto da capo pensando che di tempo ormai non ne resta poi tanto e perchè? Perchè l'uomo non vuole essere solo. Così ci si presenta lì e si corteggia qualcuno. “Sono venuta per te perchè mi sembri interessante. Soi che ti piace ballare, so che vuoi accompagnarti”. E quello eccolo lì già bello che pronto “Quando ci vediamo? Possiamo vederci in esterna?”. “Certo possiamo fare una vacanza assieme...”. “Ma sai io al momento voglio solo conoscerti”. “Va bene certo a tua disposizione”. Cambio canale e c'è Forum. Tema: “Mi sono sposato due anni fa ho 75 anni e mia moglie non ha ancora voluto consumare”. Dibattito: “Io non mi sento ancora pronta devi avere pazienza che dimentichi il vecchio marito...”. “Ma che razza di pazienza...Posso morire domani...” (Forse è la sua ultima cartuccia). Per sette giorni ho cercato di cambiare canale. Avetrana imperversa. Mi domando cosa ci può mai interessare chi sia stato a commettere un delitto. L'importante è che il delitto sia stato commesso per il resto sono solo supposizioni e parole buttate al vento per riempire una trasmissione. Insomma abbrutimento davanti alla tv. Unica nota positiva Sex and the city a cui avevano fatto dei tagli (oppure io al cinema ho sognato?...) e poi un po' di musica con x factor.
La mia settimana si è dissolta come i cartoon di Cartunia dentro il liquido verde.

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