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Io e Papperina
Cantando ad un raffreddore 
E' passato il mio compleanno, è passato Natale,è arrivato l'anno nuovo, la befana e scesa e salita per il camino sperando di smaltire un po' di calorie (fortuna che il camino era spento perchè altrimenti le calorie le avrebbero bruciato un pelino il culo e non per via dell'alimentazione...)e io sono a casa da tre giorni in compagnia non del mio principe blu, ma del mio solito raffreddore che non perde mai l'occasione per farmi piangere. L'altro giorno mi sono pesata e con mia sorpresa sono ingrassata di 3 chili... Come mai dato che essendo un po' costipata non mangio le mie solite due brioches a colazione?Secondo me il raffreddore pesa, e pesa giusto tre chili. Comunque dal momento che io in realtà non so quanto potrebbe pesare un raffreddore, ho fatto una piccola indagine. (Mi sono messa la mantellina a quadretti, la lente di ingrandimento e sono andata al cinema a vedere Sherlock Holmes.)
Ivonne sostiene, come del resto mia madre e come pure mia cugina, che io trattenga i liquidi...Potrebbe essere una teoria giusta me se il raffreddore mi fa consumare 157 pacchetti di fazzoletti di carta, senza contare scottex e carta igienica, tra soffiamento di naso e asciugatura di lacrime, come si spiega il fatto? Molto probabilmente l'aspirina o tutto il resto che ingurgito nella speranza di attenuare il senso di pesantezza di testa ( che è del tutto ridicolo dato che io non l'ho, la testa) e nella speranza di morire per non soffrire più( ridicolo perchè siamo nati per soffrire) e nella speranza di non morire soffocata tra i moccoli, mi fa trattenere i liquidi! Io invece penso che mi sento sola e quindi, non potendo trattenere nessun altro, trattengo i liquidi che in realtà adesso mentre scrivo stanno urlando perchè vogliono uscire al sole che, a dispetto di me che sto male, sta benissimo.
Rien a faire (si dirà così?) voi state lì e anche se dovessi aumentare di 38 chili me ne frego. Bhe tralasciamo i liquidi che al momento scorrono verso il basso come ogni liquido normalmente fa e quindi io ho due zampe di elefante al posto dei piedi e vediamo cosa ci ha portato l'anno nuovo.
Tutti quanti abbiamo delle aspettative enormi nell'avvenire senza veramente renderci conto che non ha alcun senso. Perchè le cose dovrebbero cambiare? Perchè l'anno nuovo dovrebbe portare tante belle novità? Ragionando un momento mi accorgo che se è passato un anno vuol dire che io sono diventata più vecchia di un anno e quindi sarà più facile avere due raffreddori al posto di uno( che adesso te li danno con le offerte prendi due e paghi uno) e poi perchè la vita dovrebbe darti di più se fino adesso ti ha dato sempre più o meno lo stesso? Ma non poniamoci ora che ho la testa piena di moccoli, domande altamente filosofiche e atteniamoci ai fatti. Ho passato il primo Natale con mia madre e questo mi sembra mooolto positivo.( o no? Ve lo dirò a distanza di tempo) Improvvisamente è arrivato San Silvestro mi ha guardato e mi ha detto: “Stattene a casa a guardare gli Aristogatti con Lancillotto” E io, buona buona, così ho fatto. Ho finito un anno e cominciato un altro in una favola tra Romeo e Tarzan. E' stato veramente un capodanno molto tranquillo, sereno, in pace con me stessa, senza smanie di divertimento che poi alla fine ti lasciano delusa. Ho cominciato così sentendo i botti e guardando una campagna illuminata da tutti i colori più scoppiettanti possibili. Il tre ho festeggiato con mia madre un anno dal ritrovamento e poi adesso sono a letto con lui:il mio amato raffreddore. Insomma nulla di nuovo. Nel frattempo mi sono depressa. Mi sono tirata su,ho pianto, ho ripianto, ho pensato che mi sento in croce, che non ho più la mia libertà e poi e poi e poi...mi sei scoppiato dentro al naso!

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oggi... 
Ed ecomi qua qua sempre più oca, sempre più incasinata,sempre meno logica, sempre più palla, sempre senza soldi, sempre senza luce perchè le mie bollette spariscono non si sa dove, sempre più indecisa se vivere l'oggi o non viverlo proprio...
Insomma un altro anno se ne è andato piano piano per non farmi troppo male e poi questa mattina è sbucato da sotto le coperte, mi ha tirato un piede ghiacciato e mi ha portato alla finestra. Mi sembrava di essere in quei film natalizi dove tutti sono disperati,la tavola è inequivocabilmente vuota, il camino non ha legna i bambini guardano un pino che non c'è e attaccano i nasi sulle vetrine dei giocattoli sognando e io, sognando ho visto la neve. Il mio compleanno è cominciato con questo meraviglioso regalo candido e quando vedi la neve ti si allarga il cuore e tutti i brutti pensieri passano. E' il primo compleanno che passerò con mia madre che da ieri mi fa gli auguri per poter essere la prima(logica delle mamme)a farmeli. In realtà io non amo questo tipo di ricorrenze come non amo tutte le feste.Mi fanno malinconia perchè devo rendermi conto che il tempo passa e io di tempo ne vorrei tanto tanto tanto. Al contrario, certe volte, penso che non ne vorrei affatto. La logica delle pappere non è una logiga e quindi vale tutto e il contrario di tutto. A volte sento il peso degli anni, li sento tutti e non ho più voglia di portarmeli dietro. A volte il desiderio di scappare da tutto mi fa vedere tutto buio e allora mangio una fiesta e via. Scherzi a parte l'umore è una cosa molto sportiva e salta in continuazione. Questa notte mentre sentivo un silenzio surreale che poi ho scoperto essere neve, ho fatto quattro chiacchere con lui tra un sonnellino e l'altro.
"Ma non puotresti stare un po' fermo? Almeno di notte stai tranquillo metti giù la corda e non saltare..."
"Non posso.. o salto o vado in altalena"
"Ma spiegami perchè tu sei così iperattivo..."
"Perchè devo rompere le scatole a tutto il mondo. Io sono nato per questo"
" Ma ti hanno creato male"
"Digglielo a lui lassù che tutto vede e tutto sa"
"Ne sei sicuro? E allora perchè all'Enel non vedono il mio fax? Non potrebbe metterci lui un po' di luce, e mai parola fu tanto precisa, e far leggere il fax che da lunedì invio?"
"Tu cara pappera vuoi troppo. Non ti rendi conto di avere già tanto? Guarda indietro e fai un bilancio di quest'anno e vedrai che di mio ci ho messo poco. Tu hai solo voglia di sfogarti con qualcuno e te la prendi con un povero umore perchè la notte dormi poco"
Bilancio: compio 54 anni...sono 54 o di meno o di più? Ma via che importa...Sono stata graziata da una rettoscopia...sono sopravvisuta ad un'altro anno anche con il peso di un ritrovamento di mamma,ho ancora una casa che fortunatamente all'apparenza sembra ancora piena, ho ritrovato i piatti di natale che non erano stati venduti a 0.50, avrò un compleanno coi fiochhi, un Lancillotto dovrebbe esserci ancora e poi ho una nipotina un paio di carissime amiche che sono molto di più e ho ritrovato anche delle cugine. Insomma chi cerca trova e io in quest'anno ho trovato molto..ho trovato anche un anno di più. Ma il bello della vita è proprio questo poter dire "Bhe un altro anno è passato"

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Vien....nna! 

OK planning settimana passata o trascorsa che dir si voglia...
Lunedì non mi ricordo dove ero ma sicuramente c'ero. Martedì nella notte più notte, e cioè alle 4 di mattina con lupi ghiaccio e freddo e tanto buio (dato che non era giorno) sono partita alla volta di Vienna.
La mia prima volta  a Vienna. Per l'occasione, perche mai nulla può essere perfetto, ho una cistite con prolasso di qualche cosa e una specie di petardo toujours acceso nel basso ventre. In macchina, a cosce strette, la situazione risulta drammatica ma non disperata. Vienna è grigia e per l'occasione(ci sono i saldi natalizi e tutto è un'occasione) pioviggina. Trovato un alberghetto nei pressi(circa 7 km ) dal centro ci avviamo dopo aver fatto la commissione per cui siamo venuti. Cominciano già a mettere i festoni natalizi e noi, con summo gaudio della mia cistite, entriamo al Dorotheum. Per chi non lo sapesse ( e io ero tra quelli) il Dorotheum è un complesso enorme dove si svolgono aste e si compera di tutto. La mia cistite urla e io odio il mondo. Ho caldo, sudo freddo e sto male. I miei occhi sono pieni di porcellane, quadri, gioielli, vetri, mobili vecchi e modernariato. Mi domando cosa ci faccio qui dato che sto proprio male. Ho paura di svenire e di essere etichettata e venduta per 0,50. Mi vedo già dentro ad una teca a roteare gli occhi quando mi girano la chiavetta... certo che non è il posto migliore per mettere una chiavetta dato che lì mi brucia già...Al mondo si deve soffrire e io soffro a Vienna. Pensare che ho desiderato tanto vedere questa città magari vestita da Sissi con tanto di gonne larghe e senza male... ma Sissi non era poi malata anche lei? ed era una donna seria?Mi domando come vivessero qui in questi splendidi palazzi che devono essere stati non solo freddi ma anche terribilmente sporchi...e io che se non mi faccio tre docce al giorno rischio il suicidio..
Passate quattro interminabili ore  a vedere di tutto di più ho intenzione di morire in gabinetto. Mi domando ma da dove vengo... che cosa faccio...mi sento Pazzaglia ( era o non era lui?)
Le mie idee sono confuse...se le donne ragionano proverbialmente con l'utero io ragiono con la vescica e mi sento tanto un pesce con quella natatoria ma più che altro un pesce fuor d'acqua. Voglia andare a casa...la casa dov'è?Intanto continua la mia passeggiata per delle vie bellissime che per me sono fonte solo di dolore. Vorrei vedere il bello di questa città ma ho male, tanto male e odio tutti austriaci compresi che non capiscono l'italiano. Ma insomma si adeguino un po' no? Loro sono meno di noi e quindi imparino l'italiano loro e noi, dai che fa tanto chic, parliano seulment francais e un peu un peu di italien...Vienna è indiscutibilmente una bella città e io arrivo davanti al teatro dell'Opera. il primo pensiero è di venirci il primo dell'anno e appunto nella mia agenda mentale di chiedere in albergo se hanno stanze anche per tre. Ma poi mi ricordo che le miei compagne di viaggio questo natale saranno a Vicenza e penso anche che io sarò già sotto un metro di terra. Infatti la bellezza del teatro è svanita è tornato il male. Continuo una passeggiata terrificante e incominciano anche  a farmi male i piedi. Penso che in fondo averne uno solo di male o due di mali non fa peggiorare la situazione. Meglio soffrire contemporaneamente che non più a lungo. Cerco attraverso un training autogeno di convincermi che non ho nulla che tanto è passato ma lì in fondo una vocina urla...bruciooooo.
Si è fatta quasi sera e qui si accendono i lampadari del centro. Eccole le lucine natalizie che sfavillano. Non ho mai visto delle luminarie così raffinate tranne che a Parigi. A Padova fanno un po' pena perchè vorrebbero essere e invece non sono. Mi accorgo che noi a Padova siamo un po' tirchi o forse, diciamo che siamo un po' riservati e e non amiamo esibire se non nel nostro cerchio ben ristretto. Ma adesso siamo a Vienna e io sogno l'albergo. Tra le altre cose mi hanno messo in mano una pianta della città grande 7 centimetri con le vie grandi 0,9 millimetri che non riesco a leggere. Funziona così: se mi tolgo gli occhiali strizzando berne le pupille riesco a identificare attraverso l'alfabeto braille le vie della carta ma non quelle delle strade per cui metto e levo gli occhiali con il risultato  di non ottenere nulla. Fermo un passante e chiedo. Non c'è mai una persona che risponda esattamente a ciò che tu chiedi. Tutti si industriano per aiutarti. Dove ha l'albergo? (Ma a lei cosa interessa?) Qui.. Ecco allora left drit, sinistr... Ma io vorrei sapere solo dove sono...non capire... grazie mille...sorriso.
Finalmente davanti ad una birra e dopo essere stata in bagno scopro che ho talmente male che non ne ho più. Mi mangio un insalata, bevo una birra e poi la classica cotoletta impanata. Riesco nel freddo della sera: sono solo le 19,30 e Vienna comincia  a prepararsi per la notte. Io invece fuggo in albergo. Ho i brividi. Voglio una doccia calda e un letto su cui non debba camminare. E finalmente dormo il sonno dei giusti e anche quello degli ingiusti perchè tutti dormono. La mattina dopo una colazione abbondante mi faccio circa 30 minuti per andare all'appuntamento preso il giorno prima. E poi Via verso l'Italia. Vienna rimane lì in attesa di tempi migliori.


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ahhhhhh... 
L'amore è un'altalena (Orietta Berti o Litfiba) e quando si è innamorati lo stomaco va su e giù e la testa è comunque e sempre altrove. Tu la cerchi e la trovi piena dei suoi occhi, della sua bocca( Gino Paoli?) dei suoi modi di fare, di dire.. e tu diventi improvvisamente idiota e ammalata perchè l'amore è una malattia che non provoca febbre ma idiozia.
Assumi un'espressione del tutto ebete, ti stampi un mezzo sorriso scemo e viaggi a circa 50 centimetri da terra dispensando felicità in pillole a destra e a manca( che cosa manca?)ovviamente non richiesta.
Gli altri che naturalmente e logicamente non vivono nel tuo mondo non solo non capiscono ma si irritano pure davanti a tante tinte pastello. Chi non è innamorato non riesce a comprendere, o forse invidia, chi invece lo è.
L'innamorato invece pensa:”Ma sarà stato pure lui innamorato no?Lo capirà? Lo ricorderà?”
No, quello non si ricorda nulla e non ha nessuna intenzione di farlo.
Quando hai l'influenza d'amore sei solo un idiota e tu che sei malato in realtà lo sai ma non vuoi ammetterlo perchè in fondo, con l'influenza, si sta così bene a letto e con l'innamorato anche.

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Storia di un bonsai 
(prima di tutto bisogna dire che i bonsai non si coltivano ma si allevano).
E così cera una volta e lucida l'altra, tanto tanto tempo fa in una città fondata da Antenore un piccolo bonsai.
Era nato in una famiglia un po' strana dove la verità non esisteva, la certezza era poco sicura e la vita non era per niente facile. A leggerla così parrebbe proprio una famiglia nella norma ma il nostro bonsai non la pensava così:la mamma era un salice piangente, il papà era talmente alto che aveva la testa nella nuvole, il nonno era un cipresso e la nonna era una vecchia quercia di un palazzo decaduto. A volte l'origine non è tutto pensò il nostro bonsai e forse io posso farcela anche se provengo da una famiglia così devastante e devastata.
E così forte delle sue radici cominciò il suo cammino.
Era piccino piccino ma con una determinazione grande grande. I primi anni passarono veloci...
Guardò un po' il mondo e vide una margherita. Adottò il fiore come cugina e ci giocò tanto.
Si sa che le margherite non hanno un carattere facile, sono spigolose, sono arroganti insomma non sono fiori semplici come si vorrebbe far credere, ma le faceva compagnia.
Si sa anche che le storie sono sempre incasinate e quindi il percorso più breve non si trova mai. Così un giorno il bonsai e la margherita arrivarono ad un bivio e si dovettero lasciare. Un vero perchè non c'era. Diciamo solo per la cronaca che la pace apparente che regnava in famiglia d'improvviso con il morire della vecchia quercia trapiantata, scoppiò. E fu subito guerra. Spada alla mano cominciarono tutti a darsele di santa ragione e il nostro bonsai pensò bene di cercarsi un surrogato dell'amore e se ne andò lasciando Antenore nella tomba e la margherita nel prato.
Fece finta di essere felice e visse con un cartone animato per un po' di tempo.
Ma anche qui le storie si complicano e un bel giorno il nostro bonsai vide che il cartone animato con cui viveva non era di cartone e non era nemmeno molto animato e così lo lasciò. Antenore lo aspettava di nuovo e gli consegnò le chiavi della città. Tornò dal salice che piangeva sempre e tornò dal padre che non era sceso dalle nuvole.
Fece un po' di tutto tranne che guardarsi dentro. Poi una mattina guardandosi allo specchio entrò dentro se stesso e vide che era pieno di complessi che doveva togliersi. Ci pensò un po' e poi trovo che l'unica soluzione era quella di sposare un musicista che avrebbe scritto un sacco di musiche per tutti i complessi e li avrebbe spediti per il mondo a suonare ogni uno la propria musica.
Detto fatto il nostro bonsai fu finalmente libero di crescere come voleva. Ora vive in campagna con tantissimi libri, tanti cani, due gatti e un laghetto orientaleggiante con pesci colorati
Il musicista è diventato suo marito e continua a correrle dietro ma dato che a lei la corsa non piace, lo mette su un tapis roulant e gli sorride dolcemente quando lui corre più veloce.
Nei tempi morti(e credetemi in questa famiglia di morti se ne è sempre parlato tanto) ha inviato una mail a quella famosa margherita(perchè la nostra margherita intanto è diventata famosa) e adesso stanno ricucendo assieme l'ombra ai piedi di Peter Pan

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