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Io e Papperina
Stanchezza felice 
Sono stanca…sono tanto stanca e mi sento la solita trottola.
E’ stato un anno strano pieno di tutto…ed è stato un inizio ancora più assurdo.
A volte si pensa che la vita riserva sempre sorprese ma poi la vita in fondo la facciamo noi e io ho fatto delle scelte che oggi mi costano questo stato di grazia in cui vivo.
Sì, nonostante sia stanca, sono incredibilmente felice e vivo sempre nella mia favola.
Sono giornate pesanti. Ritrovare il generale dopo 27 anni ha procurato molte emozioni che ancora devo digerire. Diciamo che mi si è fermato tutto sullo stomaco e ho paura e corro forse perché così ho l’impressione di allontanare questo terrore di non riuscire ad avere tempo.
E infatti di tempo non ne ho perché la mia vita corre troppo in fretta e io vorrei avere una giornata di 48 ore perché non ho il tempo per fare tutto ciò che voglio.
Vorrei avere un paio di ore per leggere dentro di me, un paio per capirmi, un paio per leggere veramente tutti quei libri che mi aspettano sul comodino e che mi chiamano, un paio di ore per rispondere alle mail dei miei amici, un paio di ore per leggere i loro blog, per partecipare alla loro vita, per dir loro che non li ho abbandonati,e un paio di ore per scrivere tutto ciò che passa per la testa di Papperina che in questo periodo non riesco neppure a trovare oppure è lei sempre talmente presente in me che non la vedo.
Mi alzo alle 5 di mattina e ho appena il tempo per una doccia, per fare un letto, per un paio di coccole a Lulù che sto trascurando,per bere un caffè distrattamente e poi scappo correndo tra la neve che ancora riempie il mio giardino.
Salgo in macchina e vado dalla mia mamma. Con il pensiero sto con Lancillotto e con lui prendo la famosa audi otto e vedo che se ne va a Mantova per esempio, a Milano, giusto per quel caffè in quel bar e giusto per rilassarmi un po’ parlando di arte. Invece sono con mia madre e imparo a ritrovarla dopo tanto tempo.
Si parla dei tempi che furono mischiando ricordi di allora a ricordi di ieri. Mangio da mia madre scoprendo che ha imparato a cucinare, che il suo risotto è buono come dovrebbe essere quello di tutte le mamme, rido con lei e l’accompagno dall’oculista che me la ritorna, invece che generale, pirata con tanto di benda non nera ma bianca.
Ovviamente Lancillotto mi comprende e mi fa compagnia, mi calma.
Lui è comprensivo (di tutto? È un pacchetto completo?) e con lui incomincio ad inquadrare una situazione che invece da sola vedo rotonda
Non è semplice far rientrare una persona nella propria vita e io lo sto facendo.
Rimane la pura di dover rimettere in discussione i propri sentimenti. Ecco il mio terrore. Avevo chiuso una parte di cuore e avevo in qualche modo smesso di soffrire. Adesso ho girato di nuovo la chiave e l’ ho riaperto. Sicuramente è gioia ma scuramente saranno anche dolori. E’ inevitabile.
Non intendo dire che il ritrovare mia madre mi possa far male per colpa sua, ma anche oggi dall’oculista solo a sentirla dire “Ahi.. Ahiahi…mi fa male” faceva male pure a me.
Questa è la mia paura. Perdere ancora una cosa che avevo volutamente perso e che avevo già elaborato come tale.
Ma anche questa è la vita e anche queste sono le scelte. E io ho deciso che soffrire sarà senza dubbio inferiore alla felicità che adesso sento.
E la mia favola continua
Cenerentola ha baciato il suo principe blu, ha ritrovato la mamma e per tutto ciò ha perso il tempo. Per cui adesso dormo che tra quattro ore la sveglia suona. Vorrei andare a Treviso vorrei vedere Theva, vorrei andare a messa con la mamma, vorrei vedere il mio Lancillotto ma domani è solo una domenica con 24 ore e io devo anche stirare, cambiare le tende che ormai il Natale è passato e prepararmi ad un lunedì in cui scapperò in piscina, andrò a vedere il mio tetto nuovo e un paio di amici, farò un paio di foto lungo i miei fiumi e ritornerò a Padova a cambiare la benda al corsaro generale e sarà di nuovo sera.


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a volte la befana è...stronza 
Trovare una mamma nella calza della befana non è per niente semplice e soprattutto se la mamma non è una taglia 40…
A me questa befana ha consegnato un paio di collant invece che la solita calza e me le ha riempite con una genitrice (era forse sinonimo di carbone?) e di amici piangenti.
Tralascio il fatto (mio Dio io tralascio sempre troppo spesso) che io sono lenta nelle mie decisioni e che ci ho messo 27 anni per comporre quel numero di telefono (però devo ammettere che era un numero luuuuungoooo luuuuungoooo) e devo anche rendere noto a tutti quelli che mi leggono ( tre …forse due …persone) che non ne lascerò passare altrettanti perché non ho intenzione di trovarmi di fronte una mamma mummificata chè la mia è già abbastanza così com’è. Avete presente un generale delle SS? Hitler e Himmler le avrebbero dato il grado di “main general” e lei infatti tuona e dirige tutti a bacchetta, sgranando gli occhi (e io da piccola giravo con un piattino che le posizionavo sotto i bulbi oculari che, in caso di fuoriuscita, non sarebbero così caduti cadere per terra). E poi guida il camion.
Non posso mettere la foto che le ho rubato da una scatola dove è identica alla nonna di Titti ( in gatto Silvestro) quando con il casco guida… Mi ucciderebbe all’istante.
Ma la cosa più difficile di questi giorni così frenetici per poter rimettere a posto 27 anni (io mi sento in continuo trasloco di ricordi) è stato spiegarle che io scrivo, che ho un blog, cosa è un blog e anche che lei è la mamma di Io e Pappe.
Mi ha sgranato i famosi occhi e ha tuonato.”Margherita per carità non scriverai di me…io ho un’immagine”
Nooo io scrivo solo di me e di qualche personaggio immaginario che affolla la mia vita molto normale…Sono tutti personaggi nati nella mia testa e creati dalla mia fantasia tranne Lancillotto che è l’unico reale…( mio dio ancora…non è che sto invertendo le cose? Fa nulla…)
Mia madre a questa risposta mi guarda male e dice.” Ma cosa devo espiare io….cosa ho fatto per aver partorito una COSA del genere” e ride.
Continuo a tralasciare e tralascio che io non ho chiesto di nascere, tralascio che non è colpa mia se ho un blog, e tralascio che a me la befana faceva meglio a portarmi il carbone …
Comunque ho capito che non è solo la mia penna papperina che la spaventa ma sono proprio io.
Mi sono sentita dire che non sono per niente una signora, mi sono sentita dire che sono un teatrino e da domani sono sicura che mia madre mi metterà sotto vetro mi infilerà una chiavetta nella schiena e dirà a tutti: “ questa è mia figlia …perché io l’ho partorita”.
E io, animale da palcoscenico mi esibirò nei miei numeri preferiti e cioè: farò la foca (mi raccomando con la OOOO ), farò l’orso e la scimmietta del tiro a segno delle giostre di una volta, farò la pubblicità delle caramelle ambrosoli e poi riderò tanto perché da sabato scorso, anche se tutti piangono, io invece rido.
Secondo me quando ritrovi una mamma improvvisamente ritorni pure bambina e giochi, giochi, e ti diverti tanto.
Adesso ovviamente l’ ho appena lasciata e le ho dato una pila perché era logico che mia madre rimanesse senza luce causa guasto improvviso e girasse armata di cellulare acceso che non è il massimo per esempio in bagno quando hai le mani impegnate.
Mi ha anche accennato al fatto che io le ho sconvolto la vita ma io credo di fare questo effetto un po’ a tutti.
Mia madre mi assomiglia molto (o forse sarebbe più logico che fossi io ad assomigliare a lei?) e io oggi non mi rendo conto che lei ( per questo verrò picchiata e fustigata e messa nelle cantine delle torture) ha una certa età e adesso che ci penso è meglio se le telefono e dal momento che è senza luce la porto in discoteca. Ovviamente ci andiamo con il suo camion …magari solo con la cabina chè il rimorchio lo lasciamo a casa perché non è fine e poi è più difficile il parcheggio…ovviamente la truccherò da Moira Orfei e io a quel punto non farò più la pappera ma diventerò colomba e faremo il nostro numero da circo…ovviamente questo post si autodistruggerà nel giro di dieci secondi e ovviamente io ho già provveduto a togliere definitivamente la ADSL al generale che così non potrà più leggermi.
In fondo è giusto che i genitori non spiino i figli e non vadano a legger i loro blog. In fondo chiunque conosca la mia mamma e legga questo post sappia che la visione di un figlio non è mai quella giusta. Basta pensare che Darwin( era lui o non era lui?) era la mamma di tante pappere…


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Un nuovo numero 
Pronto?
Siiiii…
Possiamo vederci?
Quando?
Anche adesso…
Va bene..
Arrivo tra venti minuti.
Esco e mi ritrovo tra le neve. E’ stato un capodanno coi fiocchi in tutti i sensi.
Il 31, lasciando da parte tutte le tradizioni, sono passata a prendere Theva e siamo andate prima all’Ikea poi in un altro centro commerciale, poi al ristorante giapponese e quindi a vedere Madagascar. Piene di tutto e di più siamo tornate a casa dove mi sono infilata un maglione dorato, ho fatto fare la pipì a Lulù e siamo ripartite per un cenone a 4 a casa di Theva.
E’ stato il primo primo dell’anno passato con lei. Ma tutto ciò è finito come la favola di Cenerentola. A mezzanotte (sai che io ti penserò…ovunque tu sarai sei mio…) e poco più la neve ci ha sorpresi e io sono scappata cercando di non farmi acchiappare.
Insomma mi sono ritrovata il primo dell’anno per una strada a guardare dei fuochi artificiali che non erano affatto artificiali ma freddamente naturali. Arrivata a casa non ho potuto entrare in giardino. La neve era tanta e lo è ancora oggi. La caldaia ha fatto le bizze e io mi sono tuffata in letto blu… Mi sono risvegliata la mattina giusto per rendermi conto che il mio pranzo sarebbe saltato perché non potevo uscire. In fondo si sta bene anche da soli no? Ma Lancillotto a che serve se non per arrivare con le sue super gomme da neve solo per dirmi che mi ama e che non poteva non cominciare l’anno tra le mie lenzuola blu? E così è cominciato il 2009 che sarà ricco di tutto perché il buongiorno si vede dal mattino…
Ho perso le labbra succhiate da cotanto amore, sono stata ad una Messa cantata che ha benedetto cotanto amore, ho passeggiato con cotanto amore e sono finita in un letto blu con cotanto amore…anzi con cotanto Lancillotto.
Questa mattina mi sono ritrovata con la macchina piena di neve che non voleva sciogliersi mentre io ero in ansia per il mio ritardo. 20 minuti…
Sono in ritardo… Arrivo tra il ghiaccio… La vedo…
Anche lei mi vede e mi viene incontro. Parcheggio e scendo.
Come in un fumetto lei scivola sul ghiaccio… Vedo i piedi che si alzano contemporaneamente e poi la vedo caderee sento che sbatte la testa.
NOOOO noooo... corro… non volevo che fosse così… doveva esserci il sole, doveva essere tutto perfetto.
Mi ritrovo a singhiozzare forte e il tempo incredibilmente si ferma. Sento solo che mi dice “Non piangere, non è niente, stai buona…”
Il tempo si rimuove. C’è un capannello di gente che guarda. Perché? Perché lei è distesa, perché io singhiozzo, perché lei piange.
Nooo non vi preoccupate non piange perché è caduta (o forse anche per quello…) piange per me.
La gente, dato che non vede sangue, se ne va. L’abbraccio, la bacio, la stringo, la guardo. Ha solo un bernoccolo che si sta gonfiando. Meglio mettere del ghiaccio… Non ne abbiamo… però abbiamo la neve…
Così dopo circa 27 anni ho rivisto la mia mamma. Era ovvio che non potesse essere un incontro normale e Papperina per una volta tanto è rimasta zitta. Ha lasciato spazio a me, ai miei ricordi…Una giornata bellissima. Il mio cellulare lampeggia e suona. Leggo MAMMA. Sì oggi( non 29 settembre) 2 gennaio ho memorizzato un nuovo numero.



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AUGURI 


Non me sono andata...ci sono sempre anche se a spizzichi e bocconi che fa tanto pizza margherita (ovvio). Sto rimettendo ordine nella mia vita. Sto rimettendo a posto una vita che non aveva alcun senso. Scrivere le mie stupidaggini era l'unica cosa positiva. Ma io purtroppo non ho un carattere facile e devo sempre capire cosa ho in fondo e anche perché non ero felice. In genere lo sono sempre di tutto e anche nelle cose negative ho imparato a trovare la bellezza e poi chi ha detto che le cose brutte non sono belle? E chi siamo noi per giudicare ciò che è bello e ciò che non lo è? siamo solo esseri inferiori che ci crediamo superiori e quindi ci arroghiamo il diritto di giudicare.
Poveri umani che non sappiamo cogliere il bello della vita sempre in cerca del Santo Graal... Così questa primavera meditavo tra me... Ho lasciato un lavoro che non riuscivo più a fare per appropriarmi di un tempo di cui sentivo la mancanza. Ma non sentivo la mancanza solo del tempo, sentivo la mancanza di me stessa mi ero persa e non riuscivo a ritrovare la strada per trovarmi. Così ho buttato all'aria una casa per vivere in un'altra dandomi delle scuse...era una casa grande, era una casa piena di ricordi, era una casa...ma il punto non era questo. Ero solo io che non andavo e così dopo aver avuto un Fip per circa sette anni, mi sono resa conta che in realtà non era lui il mio principe blu, che in fondo non si può vivere una storia solo con l'affetto, che io all'amore con la A maiuscola ci credevo e non l'avevo mai trovato. Poi eccolo lì Lancillotto...l' ho riconosciuto subito e mi son detta :ecco cosa cercavo… cercavo un grande amore e nulla di più. Cercavo una ragione per svegliarmi presto, cercavo una ragione per sorridere, cercavo una ragione per vivere. E adesso sono latitante perché sto scoprendo giorno dopo giorno quanto è bello questo amore di cui tutti si riempiono la bocca e io per prima. Latito (si dirà così?) tra uno scrivere su un quaderno e una foto, tra un tramonto e un' alba. Latito tralasciando pure un blog senza palle (di Natale) e senza auguri per chi ci passa. Latito senza aver la voglia di aprire questo pc per trovare gli amici ma tenendoli sempre nel cuore. Ci son periodi anche così periodi da vivere intensamente, cogliendo un attimo irripetibile e vivendolo appieno. Latito ma sono presente perché il mio blog sono io e non potrei mai lasciarlo solo sarebbe come perdere me stessa e io invece mi sono ritrovata. Oggi dopo un bel po' di tempo e con ritardo faccio a tutti tantissimi auguri di tutto e spero che abbiate un nuovo anno uguale al mio di quest'anno perché per me è stato l'anno più bello della mia vita e se proprio qualcuno dovesse farmi un regalo spero mi regali un anno uguale uguale dove le fiabe diventano realtà e Ginevra sarà sempre amata da Lancillotto e Lancillotto sarà per sempre solo un bellissimo principe blù


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una settimana fa o poco + 
Piove , piove e fa freddo e il mio raffreddore starnutisce e strenutisce e la tosse gli risponde e parlano di gossip… di questo e di quello, di come sono questi umani e queste pappere. In realtà parlano di me.
E io non posso che ascoltare spostando il mal di testa ai piedi che tanto nel mio caso è uguale, pari pari, tonda sono!
“Ma l’ hai vista? Ha gli occhi rossi come i calzini…”
“Già. Ma hai visto che calzini? Ti sembrano calzini seri quelli con quei pon pon e i fiocchi?”
“E perché il berrettino che si mette quando esce? Ti pare che debba girare con un cappellino di lana bianco con le palle?”
“Ma non hai visto che ne ha anche uno nero uguale?”
“Si ho visto e me ne vergogno da morire”
Tra me e me penso:”Ma questi due, se si vergognano tanto, perché non escono da me e se ne vanno da un altro un po’ più serio? Io ne trarrei vantaggio e non mi sentirei più costipata”
Ma loro due sono pettegoli e azzeccosi e continuano…
“Hai visto oggi ha mangiato un brodino…vuoi vedere che questa fa la giovincella ma sotto sotto è anziana?”
Sorrido pensando che la settimana prossima è il mio compleanno e che ormai quasi non li riesco più a contare i miei anni perché ogni volta che metto a fuoco quanti sono, mi spavento e inorridisco ma non per l’ età ma per il fatto che io di me ho un immagine molto diversa.
Mi sento incredibilmente ragazzina, mi piace scherzare, mi piacerebbe sputare, vorrei saltare, amo i calzettoni con le alci e le scarpe da ginnastica, mi piacciono i quaderni, gli astucci, i sandali quelli con gli occhi e lo stereo, quando guido, al massimo mentre suono un’ipotetica chitarra immaginaria cantando a squarciagola (quando non ho il raffreddore che allora le t diventano d e gli acuti diventano bassi). Ecco… una diciottenne ma di quelle che hanno l’esperienza di godersi l’attimo di una giornata.
Io mi sento così anche se alla mattina mi scricchiolano le ginocchia, il collo e incollato e non gira, la testa è pesante perché da anziani si dorme poco e male.
“Hai visto? Te lo avevo detto io che con l’età questa non fa i conti…”
“ Ma ti sembra che una debba fare la ragazzina quando ha le rughe che sembra una tartaruga e non riesce più a succhiarsi le dita dei piedi?”
Come sarebbe che non riesco più a succhiarmi le dita dei piedi…certo che ce la faccio e così, seduta sul tappeto dove sto intrecciando ghirlande di palle natalizie mi metto un piede in bocca. Visto che ci riesco ancora? E’ così che mi trova l’idraulico che mi ha portato la lavastoviglie nuova. Mi guarda e io leggo sul display della sua mente: ”Mah... sarà l’età... però è carina lo stesso”
Penso che l’idraulico non ci vede, poi lo guardo meglio e ..no..non è lui che non ci vede, è solo che lui per la mia età ci è già passato da un po’ e mi capisce infatti preso coraggio mi chiede:”Ma che fa la contorsionista?”.
“OHHH NOOOO cerco di imparare un po’ di Yoga dicono che faccia bene per il cervello come il fosforo…”
“AHHH bisogna che impari anche io sarebbe utile usare anche i piedi per avvitare i tubi…”
Mi metto a ridere di gusto e penso che i piedi prensili li ho…oltre oca sono anche un po’ scimmia…mi manca solo la coda…
Rimetto il piede a terra, l’idraulico mi tende la mano e io l’afferro e mi rialzo con un’agilità più unica che rara e vado a vedere la lavastoviglie nuova.
E’ bellissima e profuma di plastica. Comincio a riempirla perché la voglio vedere subito in azione.
Mestoli, taglieri, bicchieri, barattoli ci butto dentro di tutto e le metto la pastiglia…forse a lei il raffreddore e la tosse, data la pastiglia, non verranno.


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