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Io e Papperina
Lutefisk 
In Norvegia per digerire tutto quello che hanno ingurgitato durante le feste mangiano il lutefisk; i popoli nordici evidentemente sanno come digerire e soprattutto non soffrono di sicuro di gastrite o ulcera.
Grandi pescatori di stoccafisso lo propinano in tutte le salse e quindi anche in salsa di soda caustica.
Per digerire tutto, anche rospi più grandi e forse il tubo digerente intero.
Consiglio quindi di lasciar macerare lo stoccafisso per diversi giorni in soda caustica e quindi gustare il tutto con immensa concetrazione per sentirne il sapore in tutta la sua pienezza.
Si consiglia anche di accompagnarlo con le frasi adatte.Paese che vai Antonetto che trovi.

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C’è un tempo… 
Non riusciamo ad ammettere nemmeno con noi stessi certe cose, le teniamo nascoste dentro di noi, abbiamo paura dei nostri stessi sentimenti, belli o brutti ma comunque nostri, sofferti, acquisiti, presi al volo, confrontati, rifiutati..
Il tempo è poco, tanto, infinito...ma per noi no, il nostro tempo ha una fine e cerchiamo di viverlo al meglio, tutelando il nostro cuore, tenendolo per noi...la paura non fa parlare, ti zittisce, ti inscatola, vedi ma non parli, senti ma non parli. Poi a volte si apre il cielo e tutto esplode... una fontana di pensieri travolgono e ti travolgono, ti metti a nudo, guardi la tua anima e cerchi di spiegarla, ma non sempre il tuo interlocutore capisce, o non gli interessa e quindi chiudi l'acqua, la fontana diventa secca, e tu torni ad essere quella di sempre. Il tempo non è mai adatto per gli uomini!


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Sono le 2:13 di notte, sola ,in macchina, in campagna., musica lontana e... 
Volo... volo in quel posto ballando al ritmo dell'armonica. I miei piedi volteggiano felici, liberi delle scarpe che mi fanno male, e corrono ballando verso la non relatà del momento. Un chilo di magia mi annaffia dall'alto e rabbrividendo prendo atto che sono altrove, dove non so, ma dove in quel momento, voglio essere. Voci lontane mi invitano, canti di serene lungo una strada in discesa verso quel parco giochi che vedo nel fondo, illuminato a giorno. Mi aspetta e mi promette cose che nemmeno la mia fantasia mai ha raggiunto. IL mondo quello vero, è lontano, dimenticato, senza tempo. Corro a piedi nudi sull'erba che finalmente profuma di erba appena tagliata come dovrebbe essere, e l'odore dello zucchero filato di quando era bambina mi penetra nel cervello. Come il serpente tentatore la giostra dell'infanzia mi spinge a fare presto e io ci salto sopra cominciando a girare tra i cavalli, quelli di una volta con l'unicorno sulla testa , rosa , azzurri che salgono e scendono lungo il palo che li infilza. Hanno un sorriso beffardo sul muso che ti ricorda che il tuo giro finisce, il loro no. Poi mi ritrovo in un labirinto di specchi, cerco l'uscita ma non la trovo e mi inoltro sempre più in quel mare di tante me stessa ed è in quel momento che uno specchio del labirinto mi da la mia vera immagine. Mi ritrovo in quella stessa strada di campagna che avevo abbandonato, rimetto le scarpe, la radio ripete le notizie di tutti i giorni, la normalità è tornata ed io mi rimetto in viaggio per raggiungere la mia noisa abitudine,ma intanto il mio attimo io l'ho afferrato!

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Sono ottimista. 



Sempre andando qui e la per i vari blog, in quello di Baskerville ho letto: e quindi rido.
E così, sono a casa da sola e rido, ascolto la radio e rido, guardo Lulù e rido, leggo un libro e rido, guardo fuori e rido, le orchidee sono fiorite e rido, passa una bettolina e rido, sento un rumore e rido, passa qualcuno e rido, arriva il postino e rido, suona il cellulare e rido, c'è freddo e rido, il caffè borbotta e rido, sotto la doccia e rido, mi si spezza un'unghia e rido, accendo il Pc e rido, rido, rido perchè non so cosa voglio rido, perchè penso rido, perchè mi piace rido, perchè è dolce rido,perchè tra un po' è un altro giorno rido, perchè sono sola rido, perchè se non rido piango.

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Mi perdo nella nebbia 
Non ho più punti di riferimento solo la riga bianca continua alla mia destra e alla mia sinistra.
Avvolgente e a suo modo accogliente, attutisce i rumori, ovattandoli in un mondo dove la tua fantasia può far vivere tutto.
La nebbia bagna le idee e le fa crescre a dismisura.
In questo pezzo di terra, non mi vedo i piedi... spariscono se mi siedo su questo argine.
E' strano, ma la nebbia mi assomiglia o forse assomiglia un po' a tutti noi.
Mi siedo e affondo i piedi in lei.
Guardo, li cerco, dovrebbero esserci ma non li vedo.
Forse li ho persi da tempo ma ho perso anche il fiume e, al suo posto, c'è solo bambagia morbida sporca di anni.
Il miracolo è che mentre sparisce tutto sotto una certa linea, sopra il cielo è limpido e il sole, anche se lontano e freddo, riflette i suoi raggi su questo specchio che invece di rimandare la sua immagine, l'assorbe come se lui fosse un vampiro senza volto.
E la mente elabora. Perchè la nebbia ci assomiglia? Perchè anche noi in fondo ci conosciamo fino a un certo punto ma poi, se andiamo più giù verso il fondo, il nostro io si nasconde pauroso di svelare segreti troppo faticosi da sopportare, e noi, che in realtà facciamo molta fatica a scavare, accettiamo di arrivare solo fino al ginocchio di noi stessi e lasciamo penzolare i piedi laggiù dove li perdiamo.

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