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Io e Papperina - Roma ultimo giorno
Roma ultimo giorno 

Due caffè lunghi e la Marghetti comincia a svegliarsi. Dopo le solite effusioni con i proprietari dell'albergo e dopo esserci messe in ginocchio e aver fatto 1000 genuflessioni sui chicchi di caffè, dopo averli ragguagliati circa la nostra giornata e ottenuto una proroga per lasciare le nostre valigie sotto alla reception, Bari sette o giù di li, ci attende. “Dove andate?” “Teatro Parioli grazie.” “A teatro di mattina??” “Insomma si a teatro di mattina!” In realtà abbiamo appuntamento con Santin e di questo non vi parlo perché ho fatto un'intervista con i fiocchi che posterò prossimamente. Impressioni??? Dopo un caffè direi che é semplicemente una persona speciale: mi piace, mi piaci, mi piaci, mi piaci tanto tanto ma sembra incredibile ma sono pazza di te… e Santin a queste parole fugge. Naturalmente scherzo perché non può fuggire. Da persona educata qual è, deve per forza sopportarmi. E infatti lo fa con um aplomb degno di una regina oppure con tutta la grazia che potrebbe avere una Hepburn o oppure la signorilità di una Kelly insomma lo fa, non solo elegantemente e con educazione, ma mi sopporta in modo tale che io non credo lo faccia. La nostra conversazione scorre veloce, il tempo passa, il caffè finisce, il suo lavoro continua e quindi tra baci e abbracci, lacrime, e un arrivederci a presto, ci lasciamo.
Sempre sedute allo stesso bar aspettiamo di conoscere un'altra persona. Memoria liquida è qui Carramba che sorpresa riprende la Carrà che si era nascosta sotto il tavolino. Dopo aver cantato per Santin rieccola sotto il tavolino; è patetica e Memoria liquida che per il momento non conosce il potere della mia mente (ma se vorrà potrà fare un corso speciale rapido, veloce. accelerato a seconda delle sue esigenze) non la vede. Non ho mai voluto pensare come possano essere delle persone che io conosco solo sulla carta. Non voglio che quello che può anche essere scritto non di getto possa influire sul mio giudizio. Con Memoria liquida e ancora più facile: non conosco il suo blog, non so nulla di lui, ma la slot-machine mi tenta. Tira la leva che vengono fuori i fiori, tira la leva che escono quattro assi e hai vinto! Hai sbancato il casinò, le luci si accendono, lampeggiano e una marea di monetine scende….Hai fatto poker!!!!! L’ho fatto perché Memoria liquida non sono quattro assi solo … ha anche un asso in più nella manica e me lo da subito e improvvisamente (non si sa perché tra due persone ci sia uno scambio di sensazioni) è solo nella mia mente? è solo una mia sensazione? Ma no Memoria liquida ha un profumo buono, ha belle mani, ha una bella voce e io di solito cosi timida che, per non farlo vedere sparo battutte sceme una dopo l'altra, mi sento a mio agio mi rilasso, mi godo il fresco che non c'è, ascolto una musica che è solo nella mia testa e spero che, per una volta, il tempo non fugga ma vada piano. E’ solo questione di alchimia, è solo questione di capire quello che si è, e che io sono così… E lui è semplice, pulito e ascolto e mi racconta e si racconta. Roma mi ha fatto l'ultimo grande regalo. Memoria liquida si allontana ma una promessa muta è stata fatta dall’oca.
Intanto grazie a tutti i partecipanti



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Roma 4 ...Pappera Prima! 
Chi è il quarto? il quarto è un pennuto che porta me come porta chiavi anzi porta una papera porta chiavi (un altro segno??). Il poveretto viene messo a sedere tra me e la Patty. Sarà la sua rovina. Chi sei? come ti chiami? quanti anni hai? cosa scrivi? hai il ciclo? Il povero Giorgio mi guarda leggermente stralunato (sarà la fame) e con lui anche lo struzzo nero che già devo ammettere comincia socializzare con Papperina (cosa che continueranno a fare per tutta la serata). Le 22 e siamo sempre in 4.uno struzzo una pappera, un ciclo, e una Patty). Arriva Paolo con sorella. Baci e abbracci. La sorella (tanto non parla) la incerottiamo subito e la mettiamo vicino a me e di fronte alla Marghetti. La povera tace e noi che in fondo siamo buoni, le infiliamo una cannuccia attraverso il cerotto per alimentarla. Gli occhi le diventano sorridenti. Bene arriva anche Carlo Maria: la recensione è pronta, non mi sono dimenticato. Ma chi se ne frega della recensione siamo qui per divertirci!!!! Finalmente alle 22,15 la tavola è completa arriva Raffaele (Mr. X.alias dolcecaronte tanto per non fargli pubblicità…un omino di una certa età un po’ desueto in tutta la sua interezza)con Barbara, Gli F.d.t sono completi e dopo un duello con Patty ottengo il primato della più grande degli F.d.t. Il mio ego è alle stelle. Mi spiegano che per più grande si intende la più vecchia; leggo l’ego scende. “Bambini attenti ordinate”
“Ma veramente …”
“Ma come siete seduti qui da 2 ore e non avete ancora deciso???” La classe è stata punita: tutti mettono la testa dentro il menù ma non la toglieremo più da lì (Dalì dov’è? nooo non c’è!) perché l'effetto classe ci ha contagiati. Come i bambini piccoli che sanno di non dover dire “cacca” perché è una brutta parola e quando le dicono si riempiono la bocca di risate, noi tra cicli, cicli di pompe, pompe funebri, cappelle ardenti, vestiti rossi o turchesi anzi turchesi e poi rossi, non facciamo altro che ridere. Mi fa male la pancia, piango come una cretina e quel poco di trucco che non si era sciolto con il caldo sta colando tra le rughe e disegna una cartina topografica di Roma. Ma tutto ha una fine: grande filosofia di fine serata e tra lacrime di riso, riso alle lacrime e poi via… anche un po’ di malinconia per un arrivederci arrivato troppo in fretta, veniamo riportate in albergo e domani anzi oggi sarà un altro post.


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Come vincere una pappera 
Oggi ho due minuti giusto per me... Per rispondere a tutti i miei fans(non ridete... fatelo dopo) e giusto per chiarirmi le idee che non ho.
Sono stanca e quindi pensavo di prendermi un tot di tempo per:
1) sabato andare vicino ad Arona dove sono stata invitata, ma sarò più precisa in ulteriore terribile post a puntate.
2) finire la 57 stesura del viaggio a Roma che ho finito ma che non posto non essendo adesso il posto giusto per un post(o) finale.
3) avendo una certa nostalgia (di cosa lo so io e non lo dico dicerto a voi) ho pensato di indire un concorso a premi che invece vi posto essendo giusto il posto fatto apposta per un post(o) studiato sul posto.
PARTECIPATE IN TANTI E VINCERETE UNA PAPPERA
Modalità del concorso:
Mandate una mail oppure mandate pure un commento indicando:
1) Dove portereste una pappera se venisse a Roma
2) Quanto tempo dedichereste ad una pappera se venisse a Roma
3) Quando vorreste che una pappera venisse a Roma
Dopo aver risposto con parole vostre (l'autocensura, la censura dell'auto o lauta censura sono gradite).
Una giuria del tutto incompetente giudicherà l'unico che avrà risposto decretandolo vincitore della pappera d'oc(a).
Il prestigioso premio sarà inviato tramite ferrovia. Non si può cambiare il premio in denaro.
Il fatto di aver partecipato ad altre edizioni di questo premio non implica il non dover ritentare. Se invece la prima edizione romana vi ha deluso diteci il perchè e vedremo di migliorare la prossima edizione( se ci sarà).
Tengasi presente che la giuria è insindacabile,è altamente corrttibile, è femmina e per tutti i curiosi la giuria è formata da una Margherita.



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Roma 3...2 minuti! 
Tanto per non perdere tempo, e anche perché non è il caso di lasciare pacchettini in giro, ci rituffiamo nel negozio famoso.
Cosa comperiamo è troppo lungo da raccontare però, basti sapere, che appena uscite, la proprietaria ha tirato giù la serranda e ha esposto il cartello: Chiuso per momentaneo svuotamento.
Comunque non ci perdiamo la sua storia che, dato il caldo, dato il mal di piedi (mio), dato l’occhio che guarda tutto e annota i vari accessori (ovviamente sempre il mio occhio..) a me entra in un orecchio e cerca di uscire dall’altro restando imbottigliato nel traffico di idee che si è sviluppato nell’ultima mezz’ora causa intasamento di quello potrebbe stare bene con quell’altro.
Morale: Me ne frego della sua storia tanto è sua e non si può comperare e ritorniamo in albergo.
”Adesso apri tutto, metti sul letto… io devo controllare cosa c’è, e se c’è tutto perché io ho registrato ogni acquisto”.
La Marghetti in questo momento mi sembra vestita da ciclista anni 30, maglietta rossa e blu da marinara, (mi spiace ma alla fantasia non si comanda) ha un paio di manicotti, gli occhialini da ragioniere e una matita rossa e blu tra i capelli, la penna con il pennino tra le dita a mo’ di sigaretta.
Eseguo immantinente (parola desueta per dolcecaronte) e mi ritrovo non più un letto ma una vera bancarella. Vorrei tanto aprire la porta e far entrare i proprietari a comperare…invece la Monì è impegnatissima a guardare i suoi sandali pieni di fiorini in abbinamento con la borsa ancora più piena ( di fiori ovvio… mai pensare che le borse nostre possano traboccare di eurini!) che si è comperata.
“C’è tutto!!! Rimetti via subito e sgombera che devo fotografarmi i piedi con i sandali nuovi!”
Sono sfinita. Riempio 2037 sacchetti, stivo 3 borse (di cui una rossa che userò questa sera) nella mia valigia e rifilo pure un libro ( ovviamente mio, cioè l’unico che ho scritto) alla proprietaria
Va detto che il mio libro colpisce molto perché ha una bella copertina. Per il resto tralascio ma sul bancone della reception fa la sua bella figura… Ci vestiamo: io tutta di rosso non pensando alle battute che usciranno da bocche maligne (e chi le ha dette sa bene che mi riferisco proprio a lui, anzi a loro, anzi a tutti!) circa il mio rosso e il ciclo della Marghetti. Sorvolo…insieme a te io prendo il volo…ma se vuoi nuotiamo ( ops intermezzo musicale).
La Marghetti invece non sorvola su nulla.
” Non sarebbe meglio se tu mettessi un lucchetto al ciclo e lo lasciassi qui attaccato al palo?”.
“ Al palo???”. Mi guarda male anzi malissimo e poi sbotta:” Ma insomma cosa c’è di male ad avere un ciclo…Io quando l’ ho lo dico a tutti…mica mi vergogno eh???”
“ Non so perché ma avevo intuito che era così.“
Mi ritrovo un Blu che ci aspetta per portarci a bere un aperitivo ( mai bevuto tanto, mangiato meno, e non dormito. Ma scusatemi sono a Roma no? E in più con un ciclo!).
Blu è una sorpresa come poi lo sono tutti, ed è anche una bella sorpresa. Mi compra subito guardandomi in un certo modo che solo io ( che sono cieca) posso capire. Lo sguardo è uno sguardo particolare… Anzi è lo stesso sguardo che faccio io quando sono senza occhiali. Insomma Blu, mi perdoni, ma quando si è un po’ cecati, un peletto e forse anche un po’ di più, si tende a socchiudere gli occhi per cercare di mettere a fuoco e ne esce in genere uno sguardo molto sexy che però, tra cecati non funziona, perché essendo tali non riesci a focalizzare lo sguardo!
Insomma Blu lo so perché mi guardava in quel modo…la prossima volta occhiali prego e vedrà che appena le comparirò davanti cercherà immediatamente di toglierseli per non vedere! La seconda mossa del conquistatore è quella di mettermi in mano ( non pensate male che il signor Blu è un signore) una Moleskine. La mia prima tanto sognata e agognata MOLESKINE!
Vi rendete conto di questo? Ho una moleskine, un Blu, una Monica e un ciclo!! Per restare in tema con il vestito (e il resto!) vorrei tanto ordinare un Campari ma poi reggerei l’alcool o mi troverei su Blu che ovviamente non mi reggerebbe o che forse non mi regge già da adesso…
Ebbene sì! Blu ti confesso: Tu mi hai visto nel mio massimo splendore e non venivo direttamente dal museo ma avevo passato 7 ore in bagno a truccarmi e a preparami per l’incontro.
Ora pensa un po’ cosa devo essere normalmente. Nooo!!! ti prego non ci pensare e continua a rimanere così… un po’ cecato che l’alone attorno non fa effetto aureola ma aiuta molto, sfocando, ad attenuare le mie piccole imperfezioni!
Salutiamo un Blu che ci accompagna ad una fermata di taxi.
Destinazione..” Ha presente la centrale del latte?”…” A presente quella via là?”
“ Bene ci porti subito, di corsa e in fretta perchè oggi sono nervosa sa… ho il ciclo!”
Il taxista ha intenzione di rapinarci e infatti lo sta facendo con molta maestria. Impieghiamo più di un’ora ma ci alleggeriamo di 43 euro… Adesso siamo più leggere ”Lasciagli la mancia poveretto”
“Monì ma quale poveretto è più ricco di noi…o almeno adesso ha 43 euro in più”
E siamo a casa di Pattychiari.
Suono il campanello e mentre suono leggo il campanello a fianco ”Lombardi”.
Spendo due parole (tanto ho appena speso 43 euro) con me stessa e mi dico che è un segno…
Saliamo e mi ritrovo tra le braccia di una bionda che mi apre un sorriso così grande che ci entro tutta … Le ridono pure gli occhi. Patty è pronta per la pizza pazza, la Marghetti si sbaciucchia un povero figlioletto ( sempre della Patty) dicendogli” Mo sei belìsssimo …”e lui ovviamente arrossisce e ci rimarrà traumatizzato a vita ( con relativo esborso economico dei poveri genitori che faranno arricchire il prossimo psicologo…anzi se qualcuno leggesse e fosse interessato può mandarmi direttamente il curriculum che io vaglio)
Arriva anche Ciaoamò (marito di Patty) che viene pure lui subito sbaciucchiato dalla Mughetti che gli urla: “Lo sai che ci ho il ciclo??”
Stravolta definitivamente la felice, ora non più, famiglia, sequestrata la Patty con torta ( e leggasi bene con torta con spazio e non tutta una parola) ci avviamo verso la pizzeria
Presto che è tardi.
Infatti sono le 20,30 e il tavolo è fissato (certo!!! lo hanno imbullonato al pavimento dato che forse la nostra fama ci ha preceduto) per le 21.
Dalla macchina alla sedia in un balzo…siamo talmente in ritardo che i F.D.T.(Fuori di testa per la cronaca e cioè noi) non ci sono più. Serie di telefonate…Patty è scarica e le viene l’ansia per mancanza di eventuale comunicazione con il resto del mondo.Le prestiamo i nostri cellulari. Patty si rilassa ma solo un po’ perché quei maledetti cellulari hanno un loro carattere e infatti” Eh nooo mi spiace già per voi siamo bollenti… che volete farci fondere del tutto?”
Alle 21,15 sempre più cieca (anche per la fame) siamo ancora noi tre …anzi, veramente quattro ma questo ultimo arrivo al prossimo post.


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a volte...basta un sms. 
Ieri appunto era una giornata un po’ così..
A volte si pensa “lo devo fare” a volte poi non lo si fa.
So benissimo che la morte fa parte di noi. Ho lavorato trent’anni con lei a volte invocandola perché il lavoro è lavoro. Ma alla morte non ci si abitua perché la morte, se ci pensi, è sempre degli altri e quindi tu ti adatti a una nuova condizione ma non ti abitui, ti adatti solo.
La morte può forse far bene quando arriva rapida, può far bene a chi l’aspetta, può far bene a me che la scambiavo con il pane quotidiano. Ma ci sono morti alle quali non puoi dire grazie e allora ritorni il pane dicendole: oggi faccio dieta grazie.
Ma la morte era di ieri e io che sono pappera-coraggio lì al funerale non ci sono andata. L’ho vista la morte, era nascosta dietro l’angolo. Voleva vedere che cosa facevo ma io l’ho guardata negli occhi e le ho fatto marameo…io vado da un'altra parte e non aspettarmi perché a Samarcanda non mi troverai. Oggi non è il mio giorno e tu, per oggi, i tuoi danni li vai a fare da un’altra parte che qui ne hai già fatti abbastanza. Oggi non ti voglio vicina.
E’ bastato un secondo, è bastato un mazzo di chiavi, e’ bastato un pieno di benzina, è bastato guardare il sole e sono partita.
Mi sono ritrovata su uno dei tanti argini. Erano tutti belli verdi e sotto nella campagna tante cose gialle, grandi, rumorose, particolarmente attive, mangiavano il grano.
Erano solo macchine. Erano solo mietitrebbiatrice di grano, api operose che festanti portavano a termine il loro lavoro.
Al di qua lento, un Po’ lento, un po’ grigio, un po’ calmo e un po’ tranquillo si avvicinava alla sua meta. Ho aperto i finestrini e l’odore della campagna rodigina mi entrata nelle narici allargate per catturarlo al volo. Profumi di altri tempi quando un trattore non aiutava molto ma era solo un lusso da esibire e i contadini ne parlavano guardandolo o stavano zitti ma erano vicini. Noi bambini sopra al carro dietro al trattore, pestavamo il fieno. A volte, anzi sempre, allegri ridendo o piangendo quando una forca cattiva dimenticata ci bucava un piede.
Non avevo la macchina fotografica con me e questo mi ha ulteriormente infastidito perché tutto era perfetto per uno scatto di giornata.
Sono scesa, mi sono tolta le scarpe e ho lasciato che i piedi si muovessero liberi su un’ erba fresca che li accarezzava piano.
Ero lì e nessuno lo sapeva. Un attimo è stato sufficiente per capire che ero sola, che non esistevo per nessuno. Nessuno sapeva dov’ero, nemmeno io. A volte si cerca questa condizione per poter dire: alt fermati,voglio capirmi, voglio sapere cosa penso, adesso , subito, cosa cerco…ma la solitudine si insinua e ti offre la mela che tu cogli e le domande rimangono senza risposte o forse non sono semplicemente le risposte che tu vuoi in quel momento.
Ero così, sospesa… e mi è arrivato un messaggio. No non era un messaggio normale e non era aspettato e non era cercato.
“Non credere che ti abbia dimenticato…. continuo a leggerti”
Ecco tutto questo post è per dire che a volte succedono cose strane che non capisci e allora” non chiedermi il perché…” e io non lo chiedo, lo metto nel mio zaino, sorrido alla vita perché un messaggio così ti riporta tutta una vita e sali, sali e poi ecco l’aria… la respiri a pieni polmoni anche se a volte respirarla così può far male. Ma il male che senti è la certezza di essere vivo. Sono risalita in macchina ho chiuso i finestrini, ho acceso l’aria condizionata e ascolto qualcuno che canta “Apri lo zaino allora..quando sei sola…
Tienilo stretto al cuore c’è un regalo per te e per nessun altro…”




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