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Io e Papperina
Una domenica così… Un libro così!! 


L’ho comperato senza pensarci perché chi non ha uno stronzo nella rubrica del cellulare?
Io ne ho due!!! E hanno lo stesso nome!!! Per non vedere QUEL NOME ho deciso di chiamarli solo “STRONZO” così quando per caso mi arriva un sms non so quale sia dei due e nell’imbarazzo non apro neppure il messaggio.
Per questo ho comperato il libro!!! Vedere che non sono solo io ad incontrare persone così, è stato veramente un toccasana. Ma chi sono questi stronzi?
In genere sono gli uomini ad essere stronzi o sono stronze anche le donne?
Molto probabilmente chi di stronzo perisce stronzo sarà nel prossimo futuro!
Del libro mi è piaciuto solo il titolo. Per il resto è solo un ammasso di parole già dette, già lette, già digerite. In pratica non ho imparato nulla e non c’è nulla di nuovo. Ho capito però che di stronzi il mondo è pieno, che nascono come i funghi e soprattutto che il ” tuo stronzo “ sarà poi preda di una stronza se non ne ha già una che doveva lasciare per te e che ovviamente non ha mai lasciato perché non ne aveva mai avuto l’intenzione.
Gli stronzi non hanno una morale e nemmeno una parola. Sono solo ammassi di parole che non rispondono alle tue domande. Se per caso chiedi loro qualche cosa non rispondono mai in modo chiaro ma sembra si siano mangiati il libro della Sibilla Cumana o quello di Nostradamus. Interpreta tu quello che dicevano e poi a posteriori vedrai che troverai sempre una verità. Perché sei tu che vuoi trovare la verità in quello che ti dicono, sei tu che vuoi credere agli stronzi evitando di ascoltare il tuo buonsenso. Come sempre (ecco il denominatore comune con la scrittrice del libro) sono io sola a sbagliare. Alla fine non sono loro gli stronzi ma io cretina che ci credo. Devo dire che il libro prende in considerazione solo la parte sentimentale mentre invece esiste anche una parte economica
Già lo stronzo non solo ti spacca il cuore ma ti rende vulnerabile anche economicamente. Facciamo un esempio: Se per caso lavori con lui quando capisci che è stronzo cosa fai?
Ecco appunto perdi il lavoro e ovviamente non vai in crisi solo emotivamente, ma anche nel portafoglio. Lo stronzo non solo ti spacca il cuore ma ti svuota il conto corrente e ti prende tutto quello che hai.
Ti trovi alla fine della storia, perché tutto ha un fine figurarsi la tua storia cono stronzo, privata di tutto. Non hai più una dignità, non hai più amici perché per stare con lui li hai sacrificati, non hai più un soldo, non hai più un briciolo di autostima, e insomma sei senza tutto: anche la casa ti ha mangiato.
Certo io sono una persona che dà tutto e per questo non sono brava ma solo deficiente. Comunque poi tutto passa. Sei diventata povera, sei stata depressa, hai avuto crisi di panico, sei stata ammalata perché le tue difese immunitarie erano al minimo storico, e un giorno finalmente quando hai toccato il fondo, sei risalita. Hai giurato di non ripetere gli stessi errori e hai imparato a volerti più bene.
Ma quanta fatica! Anche nel libro si fa fatica, la stessa che ho fatto io senza averlo letto. Anche io ho relegato le foto in una chiavetta e le ho cancellate dal telefono, ho eliminato quel nome e soprattutto non ho mai più cercato un contatto. In entrambi i casi non ho mai risposto ad un sms né ad una telefonata. Nonostante la sofferenza non ho più voluto vederli né sentirli perché non c’è alcuna ragione per tornare sui propri passi. Dal momento in cui ho deciso di chiudere ho anche deciso che dovevo dimenticare tutto. Non c’è ragione per farsi più male di quello che mi ero fatta io. Ed è stato così. Adesso ritrovo pacchi di lettere deliranti, messaggi altrettanto deliranti, e foto dove io ero apparente felice. Eppure dovevo capirlo… Ecco sono ricascata nello stesso errore. Non è colpa mia… Non è colpa mia non è colpa mia… eppure forse sì!!!
Ma torniamo a noi Allora lo stronzo è comunque sempre uguale. I comportamenti non cambiano a nessuna latitudine e chi nasce stronzo o figlio di puttana, come meglio io catalogo gli stronzi, lo fa vedere da piccolo. Stronzi secondo me si nasce e non si diventa. O hai il cromosoma S oppure non lo puoi iniettare.
Certo che il 70% degli uomini LO HA!!!
Non sono in contraddizione con prima. E’ solo che la S a volte è latente e non esce allo scoperto… Ma poi trova casi disperati come me ed ecco che improvvisamente si manifesta e comincia ad infettare il cervello e a renderlo STRONZO.
E adesso è tutto tuo!!! Improvvisamente lo Stronzo si palesa e tu come tutte le oche che ci sono al mondo te ne innamori. Sai già nel fondo del tuo cuore che soffrirai ma tu hai il cromosoma F ( facciamocimale ) che è sbucato da dietro un polmone e che non sta zitto. Dai dai dai che lo pigli in quel posto, dai che poi fai la vittima, dai che soffri… e tu povera ingenua donnina che vuoi semplicemente un po’ di sana attenzione, ti butti a capofitto in questa nuova avventura che sarà peggio del peggior horror che hai visto. Altro che Annabelle, Suspiria, La Madre ( già averne una a volte è un incubo), La casa ( a volte averne una sarebbe meglio), Esp altro che questi film.. Il tuo sarà ovviamente il tuo incubo peggiore (Rambo forse?). Dopo due giorni di lettura l’ho finalmente finto. Non consiglio questa lettura anche se la mia autostima è leggermente salita leggendolo. Capire che ero arrivata da sola a fare tutto quello che lei scrive è stata una bella soddisfazione. E adesso con l’ennesimo sms di uno dei due stronzi( che ovviamente non leggerò) comincio un altro libro…






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OCHELEGGEREZZE: i libri di I&P Markus Zusak Storia di una ladra di libri. 


Ho rincorso il film per circa un...tanto tanto tempo forse tre-quattro mesi che per me vogliono dire secola secolurum in questo periodo perchè è cambiata completamente la mia vita... Volevo a tutti costi vedere quel film ma per un motivo o per un altro o perchè non ci volevo andare da sola, non ci ero riuscita.
Però in effetti anche se non ho visto quel preciso film sono stata a Milano a vedere Vasco e questo già l'ho detto, sono stata al cinema a vedere altri film, sono andare a sentire il concerto dei Metallica e la storia dei Duran Duran e tante tante altre cose che mi hanno reso abbastanza vivibile questa vita un po' assurda, un po' noiosa, un po' troppo nuova, senza le mie abitudini. In uno di miei pellegrinaggi al cinema ho trovato il libro e mi sono detta “Se non vedo il film almeno che lo legga...” E così insieme ad altri libri anche questo ha trovato il suo posto sul comodino attendendo la notte giusta per farsi aprire, farsi annusare, farmi entrare nel suo mondo e farmici perdere cercando così di trovare un po' di felicità in un mondo che esiste solo nella fantasia di un'altra persona che forse come me cercava di dimenticare la sua , scrivendo di un'altra vita
In realtà non ho nulla di cui preoccuparmi e la vita scorre tranne che per il mio continuo mal di pancia, la mia ansia e la convivenza con qualcuno che non è Lulù. Mio marito è morto da dieci anni e io in realtà da allora sono sempre stata molto indipendente nella mia vita. Ma a tutto c'è un limite e io mi sono trovata a dover fare delle scelte e le scelte purtroppo anche se sono giuste, comportano sempre un sacrificio.
E' strano pensare che non ho più un marito, che sono felicemente vedova e che non ho nessuna intenzione di intraprendere per nessuna ragione una nuova relazione. Ma si sa che noi miseri mortali facciamo tanti progetti e poi il destino (perchè tu per me caro Dio ancora non esisti e non dai nemmeno alcun segno di vita per farmi cambiare idea molto probabilmente non ti interessa poi tanto la mia anima oppure non ti interessa quella di nessuno), con un colpo di vento te li fa cambiare. Come corre questo maledetto tempo... Dieci anni dal giorno in cui ho perso un nemico da combattere e la mia vita improvvisamente ha avuto prima una battuta di arresto e poi semplicemente ha svoltato una curva e ha trovato un'altra direzione, ha incrociato altre persone, ha condiviso alche momenti felici, ma soprattutto ho vissuto da sola quelli più tristi. Non si è mai in compagnia quando si soffre e non ti aiuta mai nessuno quando hai bisogno. Tutti sono piccoli topolini che lasciano correndo la nave che affonda. Nemmeno il capitano affonda con lei e la nave prima si guarda intorno, cerca un sostegno, cerca un appiglio, cerca una ragione per tornare a galla e poi inevitabilmente tuffa la prua nell'acqua e si lascia scivolare verso il fondo per non riemergere mai più Eppure anche da lì sotto continua a guardare il mondo che le sta attorno e che inevitabilmente è cambiato ma che rimane sempre e comunque affascinante e ricco di elementi da osservare. Ci sono sempre sorprese e io per esempio è da un po' che ho dovuto chiudere i commenti del mio blog perchè delle persone mi lasciano in continuazione dei messaggi di pubblicità. Non riesco a metterli nella spam oppure a rendere indesiderabile il loro indirizzo. Così ho chiuso i commenti. Per chi mi vuole contattare mandi una mail al CONTATTAMI e forse se ci riesco e se ho imparato, dovrebbero arrivarmi nella casella di posta elettronica. “Marò” direbbero a Napoli quando è complicato questo mondo e quanti rompicoglioni esistono! Ma ritorniamo al libro. Dopo aver terminato una serie di thriller uno peggio dell'altro che spaziano dall'oggi al trecento avanti sempre di te (e mi riferisco a Cristo o a Dio che evidentemente era in quel periodo in ozio forse a Capua perchè non c'era, oppure noi non l'avevamo ancora inventato? E poi siamo sicuri che, perchè noi diciamo A.C., lui non ci fosse? Ma se c'era il mondo allora chi lo aveva inventato? Porca miseria mi sono persa in un circolo e se comincio a pensare non riesco più a trovare il filo del libro che dovrei aver letto semprechè non me ne sia già dimenticata o non l'abbia perso nei meandri del cervello che proverbialmente non ho) comunque dei romanzetti di cui mi vergogno solo di aver avuto il coraggio di finire... E non parliamo poi di averli comperati spendendo un mezzo patrimonio per avere semplicemente carta da culo che all'Ikea compro con molto meno, che rende molto di più, che dura sicuramente di più ed è pure colorata. Insomma dopo un periodo tot che era sul comodino in una notte buia e tempestosa ( in realtà anche se siamo in estate siamo in inverno e fa un freddo cane tanto che io vado a letto con i calzini di lana e il mio berrettino sempre di lana, la copertina e ancora quasi quasi ho freddo...ma arriverà l'estate farà finalmente caldo? Mi andrà via il raffreddore? Mi si aprirà il naso? Le mie povere ossa avranno un po' di tepore da conservare come ricordo per i tempi di gelo e non scricchioleranno più?) si è acceso e io ho cominciato ad aprirlo. L'ho richiuso solo dopo averlo finito. E' stata inutile anche la legge che mi sono fatta di leggere solo cento pagine ogni sera e poi di fare la brava e dormire ad un'ora decente. Le leggi vanno fatte per essere infrante e io le infrango sempre e non riesco mai a spegnere quella maledetta luce prima delle tre. Per non far preoccupare mia madre invece che leggere a letto leggo nel mio studio, lei non vede la luce e crede che io dorma. Così siamo tutti felici e contenti. Comunque l'ho aperto, l'ho annusato, ho girato un po' le pagine, mi sono fatta inebriare dall'odore della stampa quasi fosse droga, con un bicchiere di ouzo mezzo pieno mi sono tuffata dentro di lui. Il libro ha trovato subito la sua voce e la voce è quella della morte che racconterà la sua storia ovviamente dal suo punto di vista e ovviamente facendoci credere che la morte può anche essere bella come diceva un film.. Ma la morte non solo racconta la storia un po' Anna Frank di una bambina che in periodo di guerra cresce e vive tutte le esperienze di una bimba che diventa adolescente sotto le maceria di una guerra e con tutti i pregiudizi del tempo... É ovviamente una trovatella ma trova una famiglia deliziosa che nonostante l'apparenza rude le mostrerà la bontà, la serenità dell'anima, le farà conoscere gli orrori della guerra trovando anche le cose positive, le insegnerà la bellezza della musica tramite una fisarmonica, la bellezza del disegno tramite un uomo nascosto perchè ebreo, la bellezza della trasgressione nel rubare dei libri che poi alla fine non sono veramente rubati. Il patrigno le farà passare gli incubi che di notte la fanno svegliare di soprassalto ricordando la morte del fratello che coincide con il primo furto di un libro e le insegnerà in quelle notti a leggere e questo creerà un legame indissolubile tra i due.
Vita, amore, amicizia si intrecciano creando un quadro magico in cui luci fantastiche aprono pagine di colori e di suoni. Ma quello che più mi è piaciuto è chi racconta: la morte. Questa vecchia signora che tutti prende e che a volte piange per non poter prendere. E' una morte che ha un'anima, che soffre, che corre, che si dispera, che è stanca di portare sempre con lei qualcuno, di arrivare sempre prima di qualcuno che doveva sentire quell'ultima parola che lo avrebbe fatto vivere meglio togliendo magari un peso, assolvendo magari un peccato, portando con se il desiderio di un bacio non dato che avrebbe forse cambiato la vita di colui che inevitabilmente invece lei porta con se. Un morte che alla fine è umana, anzi una morte che è sempre con noi, che ci vive vicino, nella casa accanto, che ci accarezza e passa soltanto per darci un'occhiata sapendo che comunque un giorno sarai suo. Una morte alla fine bella che toglie l'imbarazzo di morire male, con dolore, soffrendo perchè alla fine cerca anche di non farti fare la figura brutta che ogni malato fa quando non gli resta che piangere o imprecare nel tentativo di farla arrivare prima. Insomma finalmente un bel libro


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OCHELEGGEREZZE :I libri di I&P Gli sdraiati Michele Serra 



Carissimo Michele Serra
ho comperato questa sera il suo (tuo?) libro. Erano circa le 19,40 e stavo andando a vedere “Giselle” splendido balletto che mi ha appagato della settimana scorsa. A volte il balletto (che devo ammettere seguo da ben poco tempo e che ovviamente ancora non conosco e capisco ancora meno) per me è un film muto parlato. Lo so che è un controsenso però a me sembra tale. Il sonoro è fatto dai gesti, dalle mani, dai piedi, dal corpo e la gestione di queste varie parti del nostro essere che trasmettono in qualche modo un suono che non c'è. Ovviamente non parlo della musica che corona e mette la ciliegina sulla torta. Anche se togli l'audio il sonoro continua ad esserci. Comunque ancora piena di emozioni violente, prepotenti, dolci, tristi, armoniose, sono arrivata a capire che avevo fame e che avevo mangiato in tutta la giornata solo tre biscotti. Ma volevo iniziare il suo ( Tuo? Se posso osare il tu...) libro. Alla terza pagina già non sapevo più chi ero. Ho circa la tua (dai facciamo i giovani e passiamo al tu diretto)età ma purtroppo io alla terza pagina ero con il tuo libro sulla tavola e con una mano mantenevo un panino mentre con l'altra lo spalmavo di nutella, avevo la tv accesa, con un occhio leggevo , con l'altro cercavo di non spargere cioccolata ovunque, bevevo con non so quale mano ma sicuramente bevevo un buon rosso avendo scartato il bianco che per me, in quel momento, non si intonava con il sapore di nocciola. Dopo la nutella è stata la volta del petto di pollo e poi degli orsetti quelli molli coloratissimi. Insomma non avevo più la tua età ma assomigliavo misteriosamente a tuo figlio. Faccio briciole, ingoio bocconi enormi però leggo senza sporcare il libro che per me è sacro entrando improvvisamente in un altra personalità: la tua.
Adesso con la pancia piena, il lavello pulito, non ho fumato perchè io non fumo più da tanto tempo ma le Camel e le Marlboro rimangono comunque ancora impresse nella memoria, mi trovo sempre con il tuo libro davanti al pc a cercare in internet un bravo psichiatra che mi chiarisca chi sono, ammesso che lui sappia chi è, cosa del tutto improbabile. Ho perso leggendo la mia identità(normale per me che perdo sempre tutto e non per l'età ma solo per Grazia Divina sono una giovane vecchia o una vecchia giovane?)
In qualsiasi modo io guardi la situazione non sono più io. E la colpa è tutta tua.
Come hai fatto tu a dare un taglio netto e ad essere quello che sei? Continuo la lettura. Il tuo libro mi piace. E' stringato e nello stesso tempo pieno di aggettivi descrittivi ( esistono o sono una mia invenzione?), di scene lunghe ma sempre concise. E' un altro punto da chiarire con il mio futuro psichiatra: A pancia piena si legge meglio? Forse è più una domanda per Marzullo... I sensi più maschili adesso lasciano il posto a quelli più femminili cioè diventano meno rozzi e più gentili, più amabili, più sentiti dentro, meno visibili all'esterno, più profondi, più, se vogliamo, personali. A pancia piena ci si confessa meglio e si ascoltano le confessioni con più giudizio, con una visione più aperta, a 360 gradi. La fame e lo stomaco vuoto impediscono la visone pura che assomiglia molto alla ragion pura che a suo tempo qualcuno ha scritto e qualcuno, dopo averlo letto, ha anche cercato di spiegare.
Il libro ormai va avanti da solo. Il tuo essere vecchio e paragonabile al suo essere giovane e anche al nostro essere stati giovani. Mi piace da morire questo modo di scrivere sintetico, poetico, a volte anche troppo azzardato nelle parole, mi piace il concetto di amore che esprime, mi piace la continua ricerca del capire ciò che purtroppo non si può capire perchè non solo i figli, ma tutti siamo diversi, e non si riesce a capire ciò che non siamo.
La vita continua sempre. La morte non muore, i vecchi nemmeno sono solo sostituiti da altri vecchi che un tempo sono stati giovani ma che ormai non si ricordano più di essere stati tali. Non possiamo capire i giovani. Sono su un altro pianeta anche se noi cerchiamo lo stesso di metterli in qualche modo nella nostra vita. Non si può. Loro vivono la loro vita e siamo già fortunati quando per caso o per fortuna o perchè imposto i nostri mondi si incontrano per un breve attimo. Allora e solo allora capiamo di essere diventati vecchi. Così si conclude il tuo libro.


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OCHELEGGEREZZE :I libri di I&P Massimo Gramellini “Fai bei sogni” 


“Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare una vita a nasconderlo dietro ad una nuvola di scetticismo ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti segnali disperati, come la noia e l'assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione.”
Massimo Gramellini “Fai bei sogni”
Ho quasi finito di leggerlo. Non ho ancora capito se mi piace o no.
Una lettura... Più un parlato che una lettura.
Anche se è scorrevole, se è scritto con caratteri grandi e quindi facili, anche se non è lungo, non so perchè ci metto tempo a leggerlo.
Nonostante appaia un libro semplice, una storia quasi infantile io non riesco a leggerne più di venti pagine alla volta.
Lo trovo scorrevole, a volte esilarante, a volte molto triste, a volte forzatamente allegro.
Forse ultimamente non ho una mia identità e mi immedesimo nei libri che leggo. Entro a farne parte, o forse in questo periodo leggo semplicemente libri che mi assomigliano.
A parte il contesto storico che è lo stesso io e Gramellini abbiamo vissuto con Carosello e forse ancora oggi con Carosello prendiamo sonno sperando di fare bei sogni essendo consapevoli che il lupo nero e Belfagor sono presenti nella vita di tutti. Comunque la vita è sempre più in salita che in discesa e inevitabilmente è più il tempo in cui si soffre che quello in cui si è felici.
La felicità non esiste nemmeno nei bambini. Anche da piccoli si soffre, solo che i grandi non lo capiscono perchè, essendo cresciuti, hanno dimenticato.
Il tempo fa dimenticare tutto e forse questo è anche la fortuna del genere umano.
La vita alla fine diventa bella solo perchè dobbiamo necessariamente viverla ed è più facile farlo pensando che domani sarà un giorno nuovo e migliore piuttosto che un giorno uguale ad oggi se non peggio.
Domani deve essere migliore e la vita deve per forza essere meravigliosa perchè altrimenti l'unico cosa che rimane è il suicidio.
Come la madre del protagonista si uccide per mancanza di fiducia nel domani e lui non vuole conoscere la verità e nessuno si prende la briga di fargliela sapere per quarant'anni.
Il suicidio è quindi un atto che va nascosto. In effetti visto da un certo punto di vista il suicidio e la mancanza di accettazione della vita, non affrontare i problemi, non voler conoscere la malattia, non provare dolore. Visto da un'altra ottica invece è logico:Mi uccido perchè la mia vita non è vita.
Io vegeto e vegeto con dei problemi che mi procurano dolore. Perchè devo farlo? Chi ha ragione?
Ma la vita ti è stata regalata! E chi l'ha chiesta?
Insomma sempre questione di punti di vista. Io non saprei a chi dare ragione. La logica vorrebbe che le cose inutili e che non producono e che per di più fanno male vadano tagliate e quindi tagliarsi i polsi e morire dissanguato nella vasca magari con Vasco che canta guardando “Chi” mentre lo immortala che passeggia sul lungomare.L'altra è invece una scelta da duri alla Rocky. Mai arrendersi. Prenderne tante ma sempre avanti.
Comunque concordo con Gramellini “La verità preferiamo ignorarla per non soffrire. Per non guarire”
A volte però invece la verità io la voglio sapere perchè il dolore ti rende anche l'idea di essere viva.
Non fa solo male ma ti carica emotivamente e finalmente ti rendi conto di vivere.
I problemi e le contrarietà della vita ti spingono a lottare e mentre lo fai finalmente ti senti grande, pieno di forza.
Mi sono persa dentro ad una serie di sternuti che mi hanno completamente distrutta. Allergia? Allergia al libro? Allergia alla vita? Allergia e basta. A volte non serve cercare spiegazioni inutili. La più semplice è quella giusta.
Riprendo la lettura. Questa sera dovrei in teoria finirlo. Sto rendendomi conto che invece di recensioni faccio puntate di recensioni. Ecco non saranno più OCHELEGGEREZZE ma avranno una sotto cartella LIBRUTIFUL:recensioni a puntate... Puntate..fuoco!.
Puntate di recensioni, puntate di appunti su un libro, puntate che dal libro mi hanno fatto girare e perdere la testa, verso la cucina, verso la TV, verso il cinema, verso una mostra... Mostra che?
“Pur di non fare i conti con la realtà preferiamo convivere
con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo.”
Ho finito il libro. Ho anche iniziato un nuovo quaderno. Oggi giornata altamente lavorativa. Ferragosto per me equivale a pulizie di Pasqua. Passato aspirapolvere, pulito bagni, tolto polvere, pulito quadri, ma soprattutto lucidato gas. Ora tutto luccica e sfavilla come nella pubblicità. La polvere ha fatto fagotto...
Un commento sul mio blog mi ha fatto capire che non sono sola. Un'anonima amica che per me è sicuramente qualche cosa di più ha di nuovo riunito dei fili che si erano persi.
Emozioni, forti e belle come il caffè nero bollente della canzone...
“L'intuizione non mente mai e non si sbaglia mai. Per riuscire ad ascoltarla dobbiamo però smettere di coprirla con il rumore dei pensieri e delle emozioni. Il nostro cervello sa tutto ma preferisce fingere di non sapere. Ogni sofferenza è un trauma ma anche un'occasione per evolvere, attivando parti di sè che altrimenti resterebbero inerti e addirittura sconosciute.”
Concludo così la mia lettura. Non so ancora quante emozioni mi ha suscitato. Tante. Adesso ho chiuso il libro. Sono contenta di averlo letto...
“Come si fa a perdonare? Accettando la vita e smettendo di giudicare gli altri. Il perdono è il passo successivo. Perdonare è un grande regalo che fai innanzitutto a te stesso perchè il perdono ti consente di affrontare la vita con un bagaglio più leggero.”
E adesso libro nuovo.


Foto come sempre (o quasi...) rubata

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OCHELEGGEREZZE :I libri di I&P Il segreto della creazione 


“Cerca la felicità in tutto quello che semplicemente di è toccato di essere e di vivere. Non pretendere ciò che non hai perchè questo ti farà soffrire.
Godi di ciò che sogni, intraprendi, respira, vivi e senti."
La bellezza c'è sempre stata basta solo vederla. Dio ha dato degli occhi più sensibili a certi più fortunati e con questo regalo riusciamo a vedere dove sta la bellezza.
La bellezza aspetta . E' paziente fino a che un amano prestata da Dio non la trova e le dà forma.
Gli artisti aiutano solo la bellezza ad uscire da dove è intrappolata, in un colore, in un pezzo di marmo, in un tronco di albero,nella terra e nella creta con cui ha plasmato la sua prima grande bellezza vivente.
Quando guardo il cielo volo verso di lei... Scorgo le nuvole, ci passo attraverso, sento il loro pizzicore gentile, sento il loro trattenermi tra la bambagia più a lungo, bambagia profumata di mille odori per dare piacere.
Guardo ancora più in su e vedo gli angeli, vedo i miei morti, vedo la croce che tanto pesò, vedo Maria che piange, vedo lui che la tocca e come sbocciano i fiori, in lei sboccia il sorriso soave della madre, il bue parla, l'asino risponde, i colori sono il meglio della tavolozza e la terra si riflette nel cielo come se quest'ultimo fosse fatto di mille e ancora mille specchi. Tutto si vede nella sua perfezione. Vedo:l'ansa pigra di un fiume pigro nell'arsura della piana spagnola dall'odore di bruciato, in lontananza il verde rame di una cupola che racchiude il fresco cicaleccio di una donna che prega, un bimbo davanti all'altare che gioca con una macchinina rossa parlando con Dio mentre non sa di farlo o forse, meglio sarebbe dire, mentre la madre non sa che lui lo stia facendo e lo sgrida perchè parlotta, un angelo che spiega le ali nell'angolo della cappella di destra, il giuggiolo verde smeraldo pieni di frutti tutti perfetti ma appena dipinti e ancora acerbi, il mare che si increspa davanti al colosso, vedo il colosso tremare davanti al re che lo accoglie e adesso dopo il suo atto di sottomissione lo culla, le montagne coperte di boschi segreti, l'aquila che cerca di trovare ciò che io non vedo. Vedo un filo d'erba perfetto in ogni suo infima parte baciato da un venticello leggero che passa attraverso di lui e fa rabbrividire il roseto che a questo tocco fa sbocciare tutte le sue rose. Vedo la bellezza, tutta la bellezza. L'universo è veramente complesso e fatto da una mano divina e grazie a lui io ho gli occhi per vedere e le mani per scrivere tutto ciò che i miei occhi riescono a vedere.
Questo è il seguito del libro quello famoso che mi aveva lasciato a metà...
Storia ambientata nel seicento racconta di un ragazzino autistico che parla ai cavalli.
Il libro è scorrevole, la storia un po' così ma si lascia leggere anche se costa un po' di più dei soliti euro 9,90
Nei mesi scorsi ho mandato dei miei racconti in giro. Non ho più ottenuto risposte. Ne avevo mandati anche alla Europa Edizioni. Poi, come sempre succede a me, me ne ero completamente dimenticata. Invece questi mi avevano risposto con una mail dicendo che la mia opera (che parolona per quattro lettere messe assieme) non era di tot caratteri... Non nel senso che non avesse personalità ma che proprio mancava di parole...
Come faccio a contare i caratteri? Se mi ci metto mi perdo in due minuti come quando conto le pecore che mi scappano dappertutto...
Non arriverò mai a farlo! La disperazione aguzza l'ingegno e infatti ho telefonato ad un amico per chiedere se ci fosse un programmino che calcolava le suddette paroline delle mie storielline.
Mai chiedere aiuto agli amici... Sono sempre impegnati, non hanno tempo, non lo sanno fare … In poche parole quando ti serve una mano nessuno te la da.
Ma io non mi arrendo e comincio a guardare tutti i programmi dentro alla mia scatoletta magica e dopo due ore buone di perdita di occhi con conseguente fortunato ritrovamento, trovo ciò che cerco. Adesso so esattamente quanti caratteri e quante parole ha ogni mio testo.
Così rispedisco il tutto e me ne dimentico un'altra volta.
Passa il tempo, come passa il tempo, come corre, come non riuscirò mai ad afferrarlo, come sguiscia come direbbe Marilyn Monroe ( ma perchè mi ricorda lei?)
Il mio collo è sempre più gonfio. Guardavo questa sera la mia immagine allo specchio:una palla con il gozzo. Mai più magliette scollate mi vergogno.
Ma ritorniamo ai racconti... Circa venti giorni fa vado a Chioggia per vedere la posta e per portare la poveretta dal dentista... Solite bollette, solite volantini e una busta che io credo sia il mio giornalino mensile di Arabica Fenice.
Infatti dico a mia madre di ricordarsi che poi glielo mostro e anche di ricordarsi che devo fare il versamento annuale per questi poveretti che lavorano così bene.
Faccio tutto quello che devo fare vale a dire controllare se il lavandino è ancora intasato (sì lo è) controllare che la luce ci sia(c'è), controllare che la doccia scarichi ( evviva funziona), controllare il frigo( e' spento ma si accende), controllare se per caso qualche topolino ha traslocato a casa mia senza farmelo sapere (no)... Insomma tutto bene. Mentre aspetto il generale che, dato che l'acqua c'è, il water funziona,ha approfittato del mio bagno, per non pensare che non sono riuscita a realizzare il mio progetto di un bagno nuovo e di allargare la cucina e di istallare la famosa stufa a pellet... insomma per non pensare di aver fallito in tutto apro la busta. Non è Arabica fenice. E' un contratto per pubblicare i miei racconti. All'inizio mi agito, mi sudano le mani, non so se piangere o ridere e mi manca il respiro. Nella prima pagina mi si dice che il mio libro verrà reclamizzato al salone del libro di Torino (bellissima città) e in quello di Francoforte mi pare, che passerà in televisione, in radio, insomma tutta la pubblicità di dovere e se dovesse poi diventare un Best seller dovrò girare per essere presente. Il gruppo fa capo alla Feltrinelli. Ovviamente mia madre salta e balla e “Te lo avevo detto io...”
Io invece sono più calma apparentemente e voglio leggere tutto fino in fondo.
Ed ecco la clausola che non mi piace.” Si impegna a comperare 100 libri per un valore di 950 euro...”
Così un po' molto delusa ritorno a casa ma poi ci penso e dopo una decina di giorni telefono. Mi risponde una signorina molto preparata che da una soluzione ad ogni mia domanda. "Certo che può venire a Roma a vedere dove siamo e parlare con noi prima ovviamente di firmare il contratto!”
Sono ancora più in confusione. Dovrei telefonare la prima settimana di agosto per prendere appuntamento per settembre. Non ho nessuna voglia di spendere 950 euro, non ho nessuna voglia di andare fino a Roma da sola... Il mio primo contratto rimarrà dentro ad una busta di plastica.

Illustrazione di Chet Phillips

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