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Io e Papperina
FREDDO, FREDDO, FREDDO…  




Quest’anno l’estate e l’inverno non hanno lasciato spazio all’autunno e io mi sono ritrovata ad essere in magliettina e infradito a patire un freddo cane. Una mattina mi son svegliata o bella ciao bella … azzz ferma il cervello, concentrati.. dicevo mi sono svegliata completamente gelata e costipata.
Speravo in cuor mio di non patire freddo durante quei 15 giorni in cui l’autunno dovrebbe fare il suo ingresso portandoti gradualmente dal caldo afoso verso il gelo invernale carico di umidità e nebbia, e arrivare al fatico 15 ottobre, giorno in cui in genere i condomini dovrebbero attivare la modalità riscaldamento, senza raffreddore. Ahimè come sempre vengo regolarmente smentita. Mi sono così svegliata con l’idea di tirare fuori subito il piumone e tirare dentro le mie piante. Otto gradi… E’ inverno… si gela…mister raffreddore assieme a miss tosse sono dietro l’angolo e attendono solo che io mi alzi per allungare le loro lunghe mani e insinuarsi in me… vade retro… influentia.






Tirato fuori piumone e sfacchinato per mettere al sicuro dalle intemperie le mie ormai ventennali piante, mi sono messa a cucinare un bel risotto con la zucca tanto per far capire anche ai miei occhi che ormai è inverno e che Natale è ormai alle porte. Al solo pensiero sono svenuta sulla pentola… Di nuovo Natale? E’ veramente passato un altro anno? E quest’anno tirerò fuori le palle e le tende natalizie? Avrò ancora un po’ di forza per fare tutto e, soprattutto, avrò poi la forza per rimettere via tutto? Già, se il freddo mi ha preso alla sprovvista e Natale è arrivato come un fulmine, allora il 6 gennaio, giorno in cui tutto rientra nelle scatole, arriverà sicuramente prima del 25 dicembre… Quindi vale la pena di fare tanto lavoro per un periodo così breve da considerarsi quasi un fine settimana? Se continuo a ragionare così allora non farò mai nulla. Quindi: pensa, concentrati, metabolizza… Il Natale ci sarà e sarà un Natale bellissimo pieno di palle e tende, con i piatti con l’agrifoglio, i bicchieri con il bordino rosso e i coltelli con Babbo natale… Incomincia a pensare al menù e soprattutto comincia a fare gli inviti per la sera della vigilia.
Omm ommm ommmm . FATTO!!! E sia Natale arriverà e compreremo un altro esame all’università… Mio Dio di nuovo la musica in testa Zum zum zum…sarà capitato anche a voi…
G come giungla
la notte comunque si allunga
le regole sono saltate
le favole sono dimenticate
G come guerra
e giù tutti quanti per terra
non basta restare al riparo
chi vuol sopravvivere deve cambiare
E' sorto il sole su un piccolo mondo
e vecchi banchieri stanno pranzando
ti devi spingere ancora più fuori
che qui sei cacciato o cacciatore
La polveriera su cui sei seduto
aspetta solo il gesto compiuto
e tutti fumano e buttano cicche
hai visto il fuoco come si appicca?
G come giungla
la notte comunque si allunga
le regole sono saltate
le favole sono dimenticate
G come guerra
e giù tutti quanti per terra
non basta restare al riparo
chi vuol sopravvivere deve cambiare
Il sole ti è contro ti porta la luce
non riesci a distinguere tutti i nemici
è proprio quando ti senti un po' in pace
che sa presentarsi la bestia feroce
Anche fra loro si stanno sbranando
non hanno fame ma mangiano intanto
è l'abitudine che li mantiene
così spietati così senza fine
G come giungla
la notte comunque si allunga
le regole sono saltate
le favole sono dimenticate
G come guerra
e giù tutti quanti per terra
non basta restare al riparo
chi vuol sopravvivere deve cambiare
Occhi arrossati narici imbiancate
denti sbiancati ghigni tirati
c'è un'altra guerra in sala riunioni
da cui comunque tu resti fuori
E quando fuori ma quanto basta
ma quanto basta nascosto
potresti essere il prossimo
oppure il prossimo pasto
E puoi urlare che tanto la giungla
soffoca la tua voce
però ti lasciano contare
su tutti quei mi piace
G come giungla
la notte comunque si allunga
le regole sono saltate
le favole sono dimenticate
G come guerra
e giù tutti quanti per terra
non basta restare al riparo
chi vuol sopravvivere deve cambiare

Ripersa ritrovata ripersa…Ligabue canta e io mi scaldo sotto al piumone! Ne esco perché questa sera apre la stagione del balletto. Le clair ruisseau balletto per me nuovo … Come sempre rimango impressionata dalla bellezza del corpo umano e ne avrò ulteriore conferma sabato sera, cioè ieri, quando vedrò (ormai ho visto!!)lo spettacolo di Bolle. Molto, molto carino. Forse con un paio di tagli sarebbe stato perfetto. Ma torniamo al balletto… Intanto una musica strepitosa di Dmitri Shostakovichdi …
I colori e la vitalità del corpo di ballo del Bolshoi esaltano al massimo la sfavillante messa in scena dell’acclamato coreografo Alexei Ratmansky, in questo spettacolo che si muove tra comicità slapstick e scambi di identità, con il primo ballerino Rusian Skvortsov travestito da silfide. Ecco la novità .Non ho mai visto un uomo ballare sulle punte delle scarpette rosa… eppure qui avviene e lui è veramente bravissimo.
Nonostante il tutù e le scarpette lui comunque rimane un uomo e gioca in questo ruolo divertendo anche chi come me poco ne capisce di ballo.
Eppure c’era un tempo in cui anche io ballavo! Strano ma anche una palla può calcare un palcoscenico e io, sperando di poter imparare a pattinare, accontentavo mamma e nonna eseguendo pliés, développés, grand fouetté en tournant, dégagés, grand rond de jambe, rond de jambe developescarius alla settima e alla ottava en l'air, coupés, battements tendus, attitudes, arabesques, la preparazione alle pirouettes e tutti i tipi di pirouettes. Poi tutto è precipipato e anche io sono precipitata nella spirale di altri sport lasciando il sogno delle scarpette rosa. Uscita mi lascio condurre ancora dalle bellissime note e sogno di pesare quaranta chili e di volteggiare tra le braccia del primo ballerino. La coreografia è meravigliosa: mi sembra quasi di stare dentro ad un Arcimboldo per poi trovarmi dentro ad un Van Gogh invece siamo semplicemente a Mosca. Hai detto poco ecco la meta del prossimo viaggio: la magica Russia. E così sognando la partenza per un viaggio che avverrà di sicuro in piena estate visto l’odio che io nutro nei confronti del freddo, ritorno sotto al mio piumone almeno fino a domani mattina.


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Cambiare le regole... 


Quest'anno abbiamo cambiato tutte le regole. Il mio compleanno l'ho festeggiato un giorno prima regalandomi uno spettacolo che mi rimarrà per sempre negli occhi.
Come sempre anche se sono una palla di un certo ( tanto ) peso io sono leggera nel leggere... Non avevo capito che non era l'opera di Riccardo Cocciante e comunque non mi interessava più di tanto. Avevo letto però che era alla Scala, che ballava Bolle e questo mi aveva un po' insospettito. L'opera di Riccardo Cocciante richiede spazio, tanto spazio, e io avevo già visto questa rappresentazione all'Arena di Verona ( semprechè la memoria non mi inganni dato che oggi ho un anno in più e nonostante non si veda e nessuno ci creda io i miei anni me li sento tutti). Comunque, non avendo letto bene, sono andata con il cuore un po' pesante perchè mi ricordavo un grande capolavoro ma manche un po' tanta noia. L'arte è arte e quindi, dato che era l'unico giorno in cui questo evento era sugli schermi, ho preso mia madre e l'ho portata in modo da non essere sola.. Nooo non è vero non è per quello, è che ero certa che al generale potesse piacere...
La giornata del giorno pre compleanno era stata ricca di avvenimenti positivi...
Bisogna intanto tornare indietro di un po' di giorni... Tutti sanno che a me il tempo scappa e che io regolarmente nonostante la mia puntualità lo perdo sempre... Ecco perchè amo i balletti ma non ballo perchè io perdo il tempo.. Tutto il tempo, anche quello della musica. La settimana scorsa avevo cominciato a sentire che l'acqua non usciva più calda... Nonostante le mie promesse con Dio, nonostante le messe, l'acqua restava solo tiepida, così presa dal panico, con le mani sudate fredde e con l'idea di rimanere improvvisamente al gelo e pensando alla soluzione per mancanza di riscaldamento, ho telefonato al tecnico che è venuto subito. Ma io non sono nata fortunata e infatti, oltre alla modica cifra di 350 euro per cambiare il pezzo e fare l'esame ai fumi( quelli che uscivano dalle mie narici per l'arrabbiatura) mi è stato annunciato che:
1 dovevo usare l'acqua calda il meno possibile il che voleva dire mai! Niente doccia, niente lavatura di piatti se non in lavastoviglie denti che rabbridivano sotto lo spazzolino gelato e mi fermo qui...
2 il pezzo se ero fortunata( cosa impossibile )sarebbe arrivato venerdì.
Sono sopravvissuta. Aprivo l'acqua calda dopo essermi spalmata di bagno schiuma e mi risciacquavo con il bagno schiuma che si congelava sullo strato di acqua gelata. Per la prima volta in volta mia ho prodotto i cristalli di bergamotto e di lime... Come sono? Freddi e scivolosi ma profumati!
Mi sono stati dati 2000 consigli tipo prendi una pentola la riempi di acqua calda e poi ti lavi... Certo ovvio... Io ho la cucina al piano terra e il bagno di sopra ( nella stagione invernale trasloco ormai lo sanno anche i morti... Perchè i morti devono sapere tutto? Se sono morti che cosa interessano loro i nostri affari? Spero che da morta me ne andrò via da questa terra e non sentirò più le lamentele su Berlusconi, su ,, la D'Urso che intervista sempre persone che sono più sfigate di me e le vengono gli occhi lucidi( sarà collirio messo in precedenza... ), non sentirò più parlare di alluvioni, tornado, terremoti, inflazione, siccità... Vedrò solo tanti bellissimi quadri, vivrò di libri e musica) … Portare una pentola di acqua calda per me notoriamente oca, significa come minimo andare all'ospedale per ustioni e non perchè mi sono lavata con l'acqua troppo calda, ma perchè come minimo me la sono rovesciata addosso nel percorso...
Comunque caldaia andata... Anche questo mese si è aggiunta la voce spese straordinarie...
Ma la cosa peggiore è che Lulù sta male. Non mangia più le crocchette e io le ho cambiato l'alimentazione. Ma non era per questo. La piccola ha cominciato a fare la pipì in casa cosa mai successa nemmeno quando è stata operata. Ho fatto diagnosi di cistite ma la preoccupazione era più forte di quella dell'acqua e sommando le due mi venivano le crisi di panico.
Così Lulù ha traslocato la cuccia dal salotto alla mia camera dove io ogni sera arrotolo tutti i tappeti in modo che, se mai succedesse, almeno la fa sulle mattonelle.
Domenica è stata la giornata peggiore: ho pianto tutto il giorno tranne che durante la visita di mia madre.
Comunque ieri ho telefonato al veterinario. Lulù sta un po' meglio, gli antibiotici funzionano e io finalmente ho l'acqua calda.
Domenica notte ho barattato con Dio e infatti lunedì, cioè ieri, è stata una giornata tutta in salita o in discesa a seconda dei punti di vista ma comunque bellissima.
E' arrivato il tecnico,ha aggiustato la caldaia , nel frattempo ho restituito delle cose ad un amico che me le aveva lasciate in deposito e ho tirato un sospiro di sollievo. Le cose stanno andando a posto. Ho rateizzato ulteriori tasse e un altro debito e mi sembra che il 2013 stia chiudendosi molto bene. Il 2014 sarà un anno meraviglioso. Così dopo aver mandato via tutti ed essere andata in farmacia a prendere gli antibiotici di Lulù mi sono ficcata sotto la doccia calda e sono stata a crogiolarmi per mezz'ora nella speranza di togliermi i cristalli di lime. Le notti insonni si sono fatte sentire e io alle 13,30 ero pulita e calda sotto il piumone, la sveglia puntata alle 16,30. Non mi sono nemmeno resa conto di essermi addormentata che già mi dovevo alzare. Mi sono lasciata prendere la mano e ho perso altri 5 minuti a sentire il rumore del piumone..
Poi avevo un appuntamento veloce con un'amica e via al cinema a vedere Bolle.
Ero preparata a vedere uno spettacolo già visto e invece...
Il balletto è sempre e comunque la storia di Quasimodo ed Esmeralda tratto dal romanzo di Victor Hugo che io conosco bene, chissà perchè, ma nella vita c'è sempre un perchè, io l' ho portato alla maturità... Forse anche allora mi sentivo infelice e vicina alla disgrazie, se non dentro! Comunque il balletto si apre con una infinita varietà di colori... Sono i costumi di Yves Saint-Laurent. Il balletto sarà un continuo susseguirsi di cambiamenti di gradazioni fino alla fine dove prevarrà il nero della tragedia. Sono stata ipnotizzata dalla regia di Roland Petit , dalla musica di Yves Saint-Laurent, dalla dolcezza, bravura, delicatezza di Bolle calato in un tragico personaggio che ama sapendo di non poter essere amato. Esmeralda era un serpente che catturava tutta la scena. Insomma credo di essere uscita volando. I piedi dei ballerini mi fanno impazzire...Ma questa volta tutto mi ha fatto impazzire e ancora oggi ho davanti agli occhi due ore di spettacolo. Credo sia stata la cosa più bella che ho visto ultimamente... Ma oggi è il mio compleanno e io ho deciso di fare un compleanno lindo facendo pulizie, passeggiata con Lulù e poi cinema... Mi aprirò una bottiglia di birra speciale e brinderò ad un nuovo anno sereno tanto il baratto con Dio l'ho già fatto e so che io mantengo i patti e di sicuro lo farà anche lui.


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Peti(t)pa(s):Il balletto di I&P Romeo e Giulietta 


“No, no, domani non andiamo perchè il dentista mi ha telefonato dicendomi che l'appuntamento è spostato a martedì 25 ore 16”. “Ok va bene”. E oggi è martedì 25 e io devo accompagnare il generale a farsi togliere i denti. So già in anticipo che sarà un lavoro lungo e doloroso ma la mia mamma sembra sicura dell'esatto contrario. Comunque per fortuna non fa tanto caldo e così ci avviamo verso Chioggia. Sala d'attesa. Mi sono portata via un libro tanto per fare qualcosa e non buttare via quel tempo che ultimamente mi sembra tanto prezioso. Ho l'ansia di vivere in fretta e, nonostante non abbia impegni, la mia giornata è tutto di corsa. Mi alzo programmando tutta la giornata per fare cose del tutto futili facendomi venire il fiato grosso e nell'impazienza che torni la sera per depennare tutto quello che dovevo e che avrò sicuramente fatto conoscendo il mio carattere. Chissà perchè mi sembra che mi manchi il tempo e ho l'ansia per non riuscire a concludere un programma che in realtà non ho. Intanto leggo e aspetto. Poi la chiamata. Mia madre entra serena, ma poi quando chiamano dentro me per spiegarmi che la situazione è peggio del previsto, ha l'occhio azzurro sbarrato perso nella paura. Non capisco se paura del male o del preventivo. “Aspetti pure di là. Le tolgo questi denti qui vede?”. Sì, vedo ma preferirei non vedere. “E se poi torna tra un paio d'ore le metto anche il provvisorio”. E così fu. Vedo che mia madre ha male ma non lo vuole ammettere. Faccio un salto a casa e trovo meno disastro del previsto. Chissà che quest'anno riuscirò a venire un po' di giorni qui? Torniamo dal dentista. Il generale è sconvolto e per la prima volta non replica quando quest'ultimo le ficca in bocca un analgesico. Tace e manda giù. Brutto segno. Vuol dire che il male è tanto “Non riusciamo a metterle il provvisorio è troppo gonfia”. Decidiamo di tornare su domani a mente più serena. Non mi dispiace essere impegnata con lei anche se mia madre ritiene di disturbarmi. In realtà mi sta facendo un favore perchè così esco dalla mia corazza e mi tuffo per un po' nel mondo reale. Accompagnata a casa la lascio dormire ordinandole di non guardarsi allo specchio. Al posto dei denti ha un buco nero che mi ricorda l'urlo di Munch che vedrò domani. Mi fiondo verso casa mia. Tra meno di mezz'ora devo essere a vedere Romeo e Giulietta. Ormai l' avevo dato per perso e invece nonostante piova che Dio la manda (ma Dio dove la manda? E perchè la manda? E meno male che la manda così spengo l'irrigazione...) riesco ad arrivare a casa, a mettere fuori Lulù caccapipì che si rifiuta e si siede sotto il tavolo di vetro in giardino, riesco a fare pipi io, a chiudere le finestre e la cupoletta del bagno, a prendermi un maglione e a risalire in macchina bagnata come un pulcino (come fa un oca ad essere un pulcino? Misteri di Superquark). E via e via per monti e valli, torrenti di acqua, fiumi in piena, buche fangose, grandine, ecco che all'orizzonte appare il cinema. Ovviamente il parcheggio è pieno. La macchina la potevo praticamente lasciare a casa e venire a piedi. Sette chilometri di strada sotto l'acqua e poi finalmente sono a Mosca al Bolshoi. Inutile raccontare la storia. La sanno tutti. Ma forse non tutti sanno che la versione originale di Prokofiev aveva un lieto fine. Comunque la musica è bellissima, ti cattura e ti rapisce e ti porta a Verona ad una festa in maschera dove tutti i partecipanti sembrano stare in quadro del Guardi o di Manet. Il ballo è meraviglioso. Poca scenografia ma gran spazio a costumi e tanti ballerini. Mi piace molto anche se l'atmosfera è un po' cupa e pesante e io ascolto più che guardare. Il balletto questa volta secondo me non è individuale come gli altri. Non esiste una prima ballerina ma esistono tanti ballerini assieme che danno vita ad una danza squisita. Sono contenta di questa giornata. Anche se le mie corse mi hanno stancato, adesso, che ormai è il giorno dopo, sono distesa a letto sotto le coperte e spero che la mia mamma non abbia male e che dorma. Lulù ronfa nella sua cuccia e il mio mondo è di nuovo dentro al mio libro che oggi, quando sarò di nuovo dal dentista, finirò. Per ora mi addormento sentendo ancora le note di Prokoviev.

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Peti(t)pa(s):Il balletto di I&P Il lago dei cigni 


Ieri sera balletto. La giornata non era cominciata benissimo anzi era cominciata più che male. Non mi funzionava internet da due giorni e così avevo telefonato ad un amico per chiedere cosa poteva essere successo
“Hai di sicuro preso un virus”
Bhe se è per questo io sono un virus ambulante.
Ho mal di gola, i piedi gonfi, le mani pure, un'infezione ad un dente e Lulù con i punti...
“Metti su un antivirus segui le istruzioni e vedrai che tutto va bene..Ciao. Ci vediamo appena ho un momento libero”
L'anno del poi il mese del mai!
Ho fatto tutto quello che mi ha detto e infatti non ha funzionato nulla. Disperata ho messo in funzione il vecchio pc almeno per aggiornare il sito defuntioggi. Ma mi pare che anche lui abbia dei problemi.. E chi al giorno d'oggi non li ha? Comunque qui il sito va ma, non va facebook. Bestemmio oppure meglio “porcheggio” tra me e me e poi mi guardo intorno. Sono sola salvo per Lulù e in più mi sento anche sola. Scoppio a piangere. Sono stanca di questa vita, sono stanca di questa casa, sono stanca anche di me. Non riesco a trovare una soluzione per togliermi da questa s situazione stagnante che mi sta uccidendo lentamente. Voglio morire, sarebbe troppo bello, e troppo semplice e la vita non è mai semplice o almeno per me, Spegnere la luce sul mondo una volta per tutte non avere più problemi, più rotture di coglioni, e non mi riferisco agli attributi maschili che godono tutto il mio rispetto, ma mi riferisco a fatti, persone e a internet. Poi un'idea improvvisa dopo due giorni che l'aspettavo si fa largo tra le lacrime e i singhiozzi... E se installasi un nuovo programma per entrare in rete e se fosse Explorer il problema? Installo Chrome qualche cosa e improvvisamente tutto riprende a funzionare. Gran colpo di culo che asciuga le lacrime e io ricomincio a sperare.
Ormai amo il balletto e così al volo prendo mia cugina e il generale e i pop corn. Non avevo voglia di andarci. Avevo dato forfait ma di sicuro uscire almeno non mi farà piangere.
Trovo che i pop corn al cinema dovrebbero essere vietati fanno un rumore che è peggio della suoneria del cellulare. Ma sorvolo. Al generale piacciono tantissimo e in fin dei conti la musica sovrasta la capra che ho al fianco e che rumina pop corn. Ohhh non siamo più a Mosca nel solito teatro... Mi sento un po' spersa. Non trovo i miei soliti ballerini e non c'è neppure la signorina che mi spiega in francese. In compenso me ne hanno data un'altra che parla solo inglese e io non la capisco. Questa ha un profilo molto bello. Anche di tre quarti è bella ma poi invece di faccia è brutta. Ha il viso largo. Gli occhi distanti. E' vero, una bella inquadratura fa sembrare il mondo e anche le persone meravigliose. Non siamo quindi al Bolshoi. Siamo a San Pietroburgo, Leningrado la Venezia del nord, mamma dell'Ermitage il più bel museo del mondo e il sogno della mia vita. Non so quando ho cominciato a sognare di andarci ma penso di aver avuto sette o otto anni. Non ci sono mai riuscita e adesso invece sto passeggiando lungo la riva dei fiumi di Leningrado, città spettacolare.
Sto girando mentre aspetto di entrare in teatro per lo spettacolo e intanto frego pop corn al generale. Anche se fanno rumore al momento non c'è nulla da sentire..
Aspettando tranquilla ho letto la trama che già conoscevo e ho pensato che devo andare a vedere “Il libro della giungla”, “Epic” e John Lennon e infine anche Munch. Penso che devo andare anche a Rovigo prima che finisca la mostra e penso che ho perso l'ultima mostra sulla Cina, Tibet in particolare, a Treviso causa Lulù e causa mia che sono sempre in ritardo. Non si può avere tutto penso...Poi si spengono le luci tacciono le voci e il pop corn rimane nel barattolo. Questo teatro è un gioiello. Sembra quasi la Fenicie ante incendio... E' una bomboniera. Al generale e alla cuginetta piace meno. A me il Bolshoi sembrava freddo, spartano, molto didattico, molto professionale. Il teatro per me deve anche essere ambiente creare magia...Comincia Cajkovskij... la musica sembra pioggia,
che picchia argentina sui tegoli vecchi del tetto come nella poesia, diventa sbarazzina, volteggia leggera, si fa più violenta, diventa continua, brontola in lontananza, e poi scoppia in tutta la sua cattiveria. Tuoni fulmini e saette, grandine e tempesta, le bacchette suonano sui timpani, il vento dell'oboe fa piegare gli archi e poi piano piano il direttore allenta l'andatura le mani si fanno più leggere i comandi meno imperativi e la pioggia comincia a passare, si fa meno intensa, cade piano e poi le gocce si fermano sui rami e poi al giusto momento ricadono tintinnando sulla terra bagnata. La pioggia è passata ritorna il sereno sul lago e adesso non è più pioggia ma danza.
E' una danza ungherese, una napoletana, una mazurka, una spagnola che diventa flamenco e poi di nuovo pioggia...
Insomma la musica creata da Cajkovskij è abbastanza conosciuta però qui ti travolge, ti coccola, ti accarezza con le sue note dolci e ti spezza con le sue percussioni.. E' una musica dolce ma piena di carattere. E' una musica conciliante ma che non perdona. E' una musica di ieri, di oggi e sarà anche una musica del domani. La coreografia è come sempre di Petipa e le scene sono sensazionali. Il sipario che è un intreccio di stoffe , di pizzi, di fiocchi e di damaschi è sontuoso in tutta la sua opulenza. Il lago con i cigni che si muovono e la luna che lo illumina sembra un dipinto dell'ottocento. Come sempre Petipa non lascia nulla al caso. Le scene sono ricche e nello stesso tempo raffinate, i costumi nella loro semplicità di piume sono essenziali. Mi innamoro del cigno nero, il simbolo del male che morirà senza un ala. Lui è irresistibile come lo è sempre il male. Affascinante, bello e impossibile come dice la Nannini. Non fa nessuna fatica ad alzarsi con tutte e due le gambe contemporaneamente sul palco. Direi che salta come un capretto o come un capriolo ma non rende l'idea. Eppure questi due animali fanno gli stessi salti improbabili che fa lui. Le ballerine come sempre hanno le rotelline sulle puntine della scarpette rosa. Tutto in ine perchè anche loro sono minutine anche se hanno una forza che spaccherebbero le montagne.
I loro tutù bianchi le fanno sembrare delle farfalle all'inizio della primavera. Finalmente la musica è all'altezza del balletto. In quelli precedenti per me era un po' sottotono , un ottava di meno si dice così no?
Comunque ancora una volta sono contenta della scelta e soprattutto di essere uscita di casa.
Tre atti, tre ore forse quattro, non porto mai l'orologio quando devo guardare una cosa bella, il tempo per me si ferma, il mondo si ferma e tutto il resto può aspettare, Non voglio un orologio che mi annunci la fine del mio tempo, voglio vivere senza tempo, senza specchio. Usciamo, piove. Penso che se continua così diventeremo la nuova Irlanda. Mi viene in mente la Mannoia. Però se piovesse ogni giorno non dovrò spendere soldi per innaffiare il giardino e non dovrò mettere in funzione l'irrigazione e nemmeno l'impianto di aria condizionata... “Lei vede sempre qualche cosa di positivo in tutto”
Sì è vero io vedo positivo come Jovannotti e se il positivo è una pioggerellina ogni due giorni, o anche una volta al giorno, beh allora sarei contenta. Quest'anno niente acqua, niente aria condizionata, niente ferie:finalmente mi godrò le mie grigliate sempre che i miei piedi si sgonfino... Lo so, lo so ancora pochi giorni e poi cominciano i miei esami e finiscono quelli di Lulù
Intanto mi preparo per domenica per intrattenere i miei ospiti con la visone di un mio balletto. Peccato che non ho un tutù ma questa è solo una prova posso farla in tuta da ginnastica. Battement, Plié, Rond de jambe, Tornant, Promenade, Pas de chat, Fouetté, Arabesque... Su le gambe, muovi quei piedi, su leggera, alza la testa, slancia la gamba... Mio dio sono già stanca e non ho ancora cominciato!

Ballet Dancers - Henri de Toulouse-Lautrec


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Peti(t)pa(s):Il balletto di I&P Esmeralda 


Con mia madre vado anche a vedere il balletto. Non avrei mai creduto mi potesse piacere. Io non sono tipo da ballo di nessun tipo. Da piccola non ho mai sognato le scarpette rosa e anche se mi mandavano a danza come si faceva con tutte le bambine di un certo livello (allora i tempi erano molto diversi) io volevo pattinare e tanta era la mia volontà che lo facevo anche sulla ghiaia. Non ero certo una bambina di quelle che sono già femmine, che amano il rosa, i tacchi alti, il trucco e senza dubbio nel mio futuro non vedevo certo una famiglia e non giocavo a casetta. La danza per me faceva rima con il mal di panza. Erano le ore che consideravo non solo perse, ma proprio buttate dalla finestra. Così non ho mai amato il balletto. Lo trovavo troppo leccato per i miei gusti e anche un po' troppo datato. Ora invece devo essere datata io perchè il balletto comincia ad appassionarmi. Così dopo il Don Chisciotte che mi aveva fatto impazzire dalla bellezza e anche molto divertire ho ripetuto l'esperienza con la Bayadera ed è stata una noia mortale. Mi madre si era addormentata, mia cugina idem e solo io ho resistito fino alla fine. Io sono resistente a tutto come lo sporco più tenace che solo Ariel sa far andare via penetrando a fondo nelle fibre. Insomma la Bayadera balletto purtroppo lungo in quattro atti, pieno di esotismo, romanticismo, tragicità scritto da Petipa come del resto il Don Chisciotte. Ma chi era Petipa? Dal nome sembra un personaggio tratto da un fumetto francese invece figlio di un ballerino e di un attrice Marius rinnoverà tutta la storia del balletto. Andrà in giro per il mondo, sarà in Spagna dove imparerà, ballando, anche i balli indigeni che poi riporterà nelle sue coreografie.
Andrà in America con il padre ma non sarà capito. Gli americani della prima metà dell'ottocento non sanno ancora capire la bellezza della danza. E in effetti mi rendo conto che ci vuole un occhio e un orecchio allenato per calarsi dentro ad un balletto. Comunque Petipa è una stella come ballerino ma soprattutto farà rivivere il balletto come scriverà Raphael Zotov critico russo. Insomma questo Petipa è un personaggio molto strano come tutti gli artista. Ha una vita avventurosa. Francia, America, Spagna da dove deve scappare per colpa di una relazione amorosa e questa è la sua fortuna. Scappa in Russia e qui diventa il direttore del Balletto Imperiale. Lascia la danza e comincia a scrivere nuovi balletti e a modificare i vecchi. La Bayadera è uno dei primi e forse l'età giovanile è più cupa, più impregnata di sentimenti oscuri, desideri di conoscere un aldilà... Quando una cosa ti annoia, la volta successiva sei prevenuto e infatti, con molta reticenza, ho accompagnato il generale a vedere Esmeralda. Ecco di nuovo la magia del Don Chisciotte. Petipa ritorna a farmi amare i piedi che non toccano mai il pavimento e le scene sono allegre, piene di vita, i costumi sono incantevoli, la musica è deliziosa. Insomma mi ritrovo in una Parigi in miniatura, in una piazza dei miracoli piena di tutto e io gioisco di tanto spettacolo. Esmeralda non è altro che la storia di Notre Dame de Paris di Victor Hugo ( quello che io confondo sempre con i Miserabili... Non ho ancora scoperto il perchè, tranne la mia colossale ignoranza)
La musica si fonde con i passi e anche se non capisco perchè il direttore d'orchestra arrivi sempre di corsa all'inizio dell'atto ( ma penso ad un'incontinenza o diarrea non so...Comunque poco romantica per dei ballerini così eterei... Chissà perchè ma secondo me chi danza non fa altro... Non mangia, se dorme, dorme in modo composto, sempre nella stessa posizione, non va in bagno MAI vietato...Non beve se non a piccoli sorsi come gli uccellini e muore come un cigno sempre con grazia, molta grazia...) Ad un certo punto lei, la protagonista, passa da una parte all'altra del palco camminando all'indietro sulle punte. Mi sembra che al posto dei piedi abbia le rotelle e sia su un carrellino. Arriva mezzanotte e passa senza che io me ne accorga. Forse anche lei aveva le rotelle. Il tempo come sempre vola e la storia finisce bene perchè Petipa le da una nuova versione. Ecco un nuovo mondo da scoprire, una nuova conoscenza Petipa, un nuovo modo per impiegare del tempo che forse come sempre io avrei perso. Adesso aspetto il prossimo appuntamento sperando che Romeo e Giulietta non mi annoino con il loro amore sdolcinato, tragico e anche violento

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