Certe notti...silenzio 

A me i silenzi fanno male. Non li sopporto. Ho la sensazione che il mondo sia rotto e che una cappa molto pesante mi si sia fermata sul petto e non mi faccia respirare. Difficilmente io sono in silenzio e, anche se lo sono, dentro di me la musica della vita canta la sua canzone che io seguo ballando con le mie scarpette rosse come nella favola...batto i tacchi e volo.
Credo che fin da quando ero piccola il silenzio sia stato per me la più grossa punizione. La mia nonna e soprattutto mia madre, lo avevano capito bene e le punizioni più terribili erano proprio la mancanza del verbo. Ancora oggi non accetto un silenzio. Devo dire però che sono cresciuta e ho imparato che se anche il silenzio esiste e crea un muro, io posso con la mia fantasia abbatterlo e continuare il mio dialogo da sola. Così instauro un ipotetico discorso con una persona che in quel preciso momento è muta. Mi faccio e rifaccio spiegazioni inutili che non esprimerò mai perchè alla fine è inutile parlare con chi ti nega questa possibilità per cui tutto ciò rimane solo pura teoria. Ma la cosa scalfisce lo stesso la mia anima... e il mio cervello purtroppo non dimentica. Perdono, perdono molto anche perchè penso di aver sempre torto. Oggi piove e io canto. Mi sono presa un giorno per me perchè ho tanto male la pancia e quindi voglio stare tranquilla in questa casa per godermela un po' perchè non sai mai quanto tempo di rimanga e allora meglio viverlo al meglio. Questa mattina con una deliziosa arietta che rinfresca questa mia nuova stanza dove ho messo tutti i miei vetri, i miei libri, dove ho tolto tutte le sedie lasciandone una solo per me e una molto scomoda per un ipotetico ospite mi sto rileggendo e riguardando le foto che facevo. Ho aperto il pc per giocare un po' e dopo tre ore di rottura di uova colorate e una decina di mahjiong mi sono ritrovata a scrivere senza neppure rendermene conto. In questo periodo del mio più profondo medio evo in realtà non faccio nulla. Tutto è rinviato ma non capisco perchè o meglio non me lo voglio chiedere. Aspetto solo che il tempo passi sperando che lo faccia in fretta. Il mio esame di metà luglio forse influisce in questo mio nuovo modo di essere? Il rapporto con mio madre è difficile. Non è mai stato facile però io speravo che con il tempo si potessero anche smussare degli angoli, invece nulla è cambiato. A volte mi sembra impossibile ritornare indietro di 30 anni e ritrovare sulla bocca di mia madre le stesse frasi, le stesse espressioni e lo stesso modo di agire. Non è cambiata. La vita non le ha insegnato nulla direbbe qualcuno... Ma la vita insegna? A volte penso che lei viva senza farsi nessun esame di coscienza convinta di vivere in pace ( ma sarà poi vero?) con Dio sotto la sua ala. Se Dio lo vorrà! Ma quale Dio vede mia madre? E soprattutto gli esami lei non li ha mai fatti? Riesce per sua fortuna a vedere sempre delle scappatoie, trova sempre(apparentemente) una giustificazione alle sue azioni e ci crede con tutte le sue forze cambiando completamente la realtà. Un dono che io non ho. Io sbaglio sempre e parto da questo concetto scusando tutti tranne me. A volte la invidio. Vive bene(sarà vero?). Io no. Forse credere è proprio questo: accettare senza farsi domande. E l'uomo ignorante vive senza dubbio meglio.
Sto perdendo i contatti con tutti... Mio dio mi sembra di scrivere come Anna Frank. Forse non me ne rendo conto ma io sto vivendo confinata nel mio mondo dove nessuno può entrare perchè io ho chiuso tutti i chiavistelli. E a quanto pare non ho nessuna voglia di aprirli. Mi mancano un po' i contatti con i vecchi amici però in questo momento ho solo bisogno di solitudine. I miei pensieri vagano senza una meta e rincorrono tempi felici che scappano sempre più veloci. Ma oggi qui nel mio nuovo studio con la mia musica di sottofondo sto vedendo la pace più vicina e forse allungando un po' il passo potrei afferrarla per un attimo. La notte tu mi appari immensa, invano tento di afferrarti...si la notte. Certe notti macchina calda... La notte è brutta. E' un misto di paure, angosce e realtà. Ma la notte è difficile mettere dei divisori. E' difficile capire veramente dove la realtà lascia il posto al limbo della fantasia. E io nel mio dormiveglia vivo comunque il mio piccolo principe. Ed io non vedo più la realtà...Insomma buio buio buio...notte incubi, paura, terrore, sudore, caldo, freddo, mostri fatti di carne che assomigliano ad uomini e mostri che si chiamano letti di ospedali pieni di cannette infilate ovunque. Ma poi viene il giorno...Lulù si agita nella sua cuccia nuova. Si agita perchè io mi agito. Poi la vedo a pancia in su l'occhio aperto che vigila sul mio sonno. Accenno ad un movimento e subito è li vicina la letto scodinzolante e piena di gioia di vivere. Ne ha talmente tanta che una parte mi penetra e io per un attimo colgo la bellezza del giorno. Torna un po' di pace e spero che la vita continui, anche così ma che continui perchè io voglio vivere.


[ 1 commento ] ( 4 visite )   |  [ 0 trackback ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 2.9 / 63 )
Un libro nuovo. 
Ecco adesso ti ho davanti. Sei nuovo. Hai ancora il profumo di libro mai aperto, un po’ come le macchine nuove che mantengono quell’odore particolare per un certo periodo e quando entri pensi: ah questo è l’odore di nuovo.
Così è per i libri. Un libro per me non è un susseguirsi di pagine all’interno di una copertina. Per me un libro ha un’anima e parla una sua lingua.
Faccio fatica ad aprirlo e a cominciare a leggerlo.
Faccio sempre fatica a incominciare un libro.
Ho bisogno di tempo, di qualche decina di pagine per entrarci dentro.
In realtà sono ancora con la testa nel libro precedente che ho finto questa notte, perché io, i libri, li finisco di notte e li comincio di giorno. Ho ancora la voce del libro che ho finito che cerca di essere la voce di questo nuovo, ma non ci riesce perché, come dicevo, ogni libro ha una sua voce, e io ogni volta devo cercarla.
Poi all’improvviso ecco che arriva e comincia a leggere per me, mentre io entro nel libro come Alice, e lo vivo veramente.
La voce prende il ritmo del libro, prende la sua cadenza, impara le sfumature della scrittura sottolineando le virgole, e facendo una pausa più lunga sui punti, per riprendere fiato e per darmi il tempo di spostarmi nella scena.
Insomma questa voce per me racconta ciò che lo scrittore voleva dire e che invece ha scritto. E’ una voce alla quale mi affeziono e mi abituo, come ci abituiamo ai doppiatori dei film. Siamo abituati a conoscere De Niro da quella voce, e per noi De Niro parla solo così, con un’altra voce non sarebbe il nostro De Niro. Libro voce, voce del libro. Adesso sono a pagina 31 e ancora la voce non parla. Sarà anche che questa mattina la voce non l’ho nemmeno io, sono completamente afona forse per un colpo di pagina, o forse per allergia a tutto tranne che alle parole o forse semplicemente per un colpo di vento che ha cercato di entrarmi nei polmoni e si è fermato in gola. La voce tace ma io proseguo, la voce di ieri sera tenta di leggere ma non è il suo libro, e si inceppa su certe parole perché non le capisce. Non è la voce giusta e a poco a poco se ne va e rientra nel libro finito. Continuo a leggere da sola, non c’è suono, manca la musica. Poi ad una girata di pagina, come se avessi acceso la radio, arriva con tutta la sua potenza. E comincia a parlare, a parlare , a raccontare. Chiudo gli occhi e ascolto questa storia. Il libro ha trovato la sua voce finalmente, e anche la mia anima. Lo leggerò volentieri adesso ascoltandola, lo leggerò e come sempre mi affezionerò a lui e alla sua voce per un po’ finché non dovrò cercarne un’altra.

[ 4 commenti ] ( 12 visite )   |  [ 0 trackback ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3.1 / 85 )
Questo era sempre un po' di tempo che fu... 
Con una Montblanc nuova si vola... Sono sul lago di Como non con Clooney ma con l'immaginina di Lancillotto e una nuova penna. Anche se sto facendo la corte alla nuova uscita nera e bianca, oggi, dopo un bel po' di tempo che la guardavo nella scatola, le ho infilato una cartuccia nel buco... giusto e adesso comincio a scrivere con lei. Una penna nuova è sempre un motivo per scrivere del nulla. Dopo aver passato tutta la mattina a zonzo guardando una luna immensa che andava via via sbiadendo con il crescere delle ore lasciando posto ad un'alba dai colori liquidi che si spandeva su una nebbia fina tipo paesaggio di Avalon, sono arrivata davanti al lago di Como.
Le papere sono uscite subito a farmi le feste e ho cominciato a dialogare anzi a pappereggiare con loro. “Ma ma da dove vieni tu?” “Da Padova.” “E che razza di pappera sei... A Padova ci sono solo galline!!!”. Nascondo la testa sotto due palle della mia sciarpa e arrossisco. Tutto fuorché gallina... e arruffo le penne del petto. “Ma quali penne? Hai le palle lì... altro che le penne...” E' vero. Ho il cappellino con le palle, la sciarpa con le palle e non mi avvedo di Lancillotto che pure lui ha le palle oggi... “Oggi? Solo oggi?” “Ma scusatemi le palle le ha sempre... Il dramma è quando le ha girate...” “Ma tu guarda che razza di oca è questa... Giragliele quando le ha girate e così tornano dritte… Insomma impegnati.” Queste papere altro che… A vivere in un lago, e quindi in un ambiente ristretto, hanno una mancanza di larghe vedute a differenza delle ville che si specchiano in questo ramo. “Ma che dice questa... è acqua non è un ramo... sarà verde forse...” “Bhe il verde non è sempre fatto di rami? E poi via lasciatemi ire…” “Ma quali ire... tu non sei arrabbiata…” “ Via non ho più quel tempo…” “Ma senti questa! Caso mai il ramo è legato ad Alessandro non a Ugo.. Ma che stai a dì... fai filosofia spicciola!” “ Ma quale filosofia era una poesia… “Si certo e cantava Patty Pravo…”. A proposito è finito il festival di Sanremo che con Como non c'entra proprio niente ma sempre sull'acqua sta. “Ti è piaciuto?” “Ma sapete com'è Sanremo è sempre Sanremo. E' una manifestazione canora a cui nessuno vuole partecipare, che nessuno vuole guardare, ma in fondo il non esserci e il non averlo visto è comunque aut. Da una Clerici che mi assomiglia nel camminare a un Cotugno che sembra un fantasma, da una super leccata Marika ad un finto scanzonato Cristicchi che attende invano una Bruni accontentandosi anche di un Biondi, che pure lui haimè latita. E siccome l'Italia non manca mai di stupirci ed è altamente presente qui nella riviera grazie a Casa Savoia (che somiglia molto a casa Vinello) Emanuele Filiberto senza dubbio ci rallegra le serate con tanto di Pupo a carico. Dal ramo di Como è tutto la linea ritorna a te Papperblog.

[ 1 commento ] ( 6 visite )   |  [ 0 trackback ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 2.5 / 25 )
Di sera 
Per me la sera è magica sempre, il tramonto o l'oscurità che scende piano con lo scandire del tempo mi trova sempre meravigliata di come possano fondersi i colori del mondo, poi, ad una una si accendono quelle luci che d'inverno sono piccole e fredde e distanti mentre d'estate sono più vicine. Ogni sera mi incanto e ogni sera, la sera mi sorprende incantata. E' il momento del ritiro in casa, il momento che dovrebbe essere della famiglia, tenero scambio dei fatti quotidiani, cicaleccio davanti ad un aperitivo... ma a volte invece è solo lo sbattere della porta e il silenzio rotto dalla radio che lasci accesa solo perché la tua sera non diventi nera, ma solo grigia e scivoli come ogni sera lasciando una scia di solitudine che in fondo brucia solo un po'. Non muore assassinata la mia sera,inciampa forse in un buon libro che mi tiene sveglia, scivola sul pelo di Lulù che cerca le coccole dimenando la coda...a volte muore, comunque di sicuro non assassinata, ma di noia.

[ commenta ]   |  [ 0 trackback ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 2.6 / 28 )
Essere o non essere... 
Mi parla e chiedo: "Chi sei?" "et onoS". Non lo capisco. Ha un linguaggio diverso anche se apparentemente conosciuto. Lo scruto: mi assomiglia ma non lo conosco. Eppure mi pare di averlo già visto. E' familiare, ha qualche cosa che non mi convince, deve essere un ladro di immagine oppure di vestiti, uno che copia ma che non ci riesce al cento per cento. No non sono io, sono solo uno dei tanti che albergano in me e lui da bravo artista copia anche questo lato. Gli artisti non dicono bugie e si calano solo nella parte. Rubano l'anima delle persone che interpretano a modo loro, con la loro verità forse non assoluta ma, sicuramente, verità dal loro punto di vista e così lui non dice bugie, e mi ridà solo una facciata dell'immagine che riflette in quell'attimo. Coglie la mia essenza e me la sbatte in faccia. No non sono io quello sconosciuto che vedo. Io non voglio essere così eppure guarda: lo stesso riccio, la stessa lacrima sulla guancia che scende. Destra, sinistra, sinistramente sogghigna, rifà il verso mi schiaccia l'occhio con aria complice...chi sei? "et onoS".

[ 1 commento ] ( 11 visite )   |  [ 0 trackback ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 2.4 / 20 )

Altre notizie