Corre corre corre…ma come corre!!! 
E ormai è ora di tende natalizie!!!
Così, piena di buoni propositi e piena di false energie, ho tirato fuori tutte le tende e le tovaglie e i piatti con l’agrifoglio, i bicchieri, gli asciugamani e i copriletto e ho messo tutto in lavatrice o lavastoviglie facendo una specie di raccolta differenziata.
Poi, a fine manutenzione, hanno preso i rispettivi posti o alle finestre o negli stipetti della cucina. Ora ammiro una casa che comincia ad avere un aspetto da … FESTA.
E’ cambiato il tempo lallalalla e sta piovendo ma resto ad aspettare…
Anche io aspetto… Cosa???? Ovviamente la neve perché non è Natale senza di lei… Intanto continuo ad andare al cinema e ho visto: L’età dell’oro. Balletto bellissimo con musica di Dmitri Shostakovich originale e delizioso con jazz, cabaret, parodie musicali… Cosa volere di più aspettando l’inverno?
Mi sono persa invece Inferno di Botticelli… Peccato! Segniamo come cosa da fare prossimamente.
Poi la settimana è stata pigra. Mia madre con tanta tosse e io con poca. I racconti di Hoffmann mi aspettano e io mi lascio andare ad un pomeriggio magico. Mi piace quasi tutto di questa nuova vita da semipensionata o anzi da pensionata di reversibilità.
Però anche la mia giornata ha dei buchi. E’ vero che io non mi annoio mai e che trovo sempre qualche cosa da fare ma ogni tanto mi sento un po’ anche sola. Mi rendo conto che forse non sono ancora pronta per entrare nuovamente in società.
Da domani ho segnato sulla mia agenda che devo e dico DEVO uscire di più, non essere pigra e camminare in giro per la mia città senza avere un perché. Questo va contro la mia mentalità perché io devo sempre avere un perché e se non lo ho, devo assolutamente crearmelo. Allora dovrò per forza inventarmi qualche cosa.. Questa notte ci penso! Farmacia? Panetteria? Giornali? Boh difficile trovare una cosa al giorno per essere motivata ad uscire anche quando, come oggi, piove e il grigio è l’unico colore che esiste… e io odio il grigio perché amo i colori.



A spasso con Bob. Mi sono divertita a guardare un gatto simile al mio anche se Mi all’aspetto è molto più simpatico. Il gatto è veramente bravo. Mi chiedo come hanno fatto a insegnargli ad andare in giro sulla spalla dell’attore. Mi si rifiuta e mi guarda schifato. Lui è un gatto che non si lascia comperare ma fa tutto quello che vuole. Unica cosa da notare è il fatto che ti saluta quando entri in casa. I suoi miiii-mmuuu…moooo sono unici. Per il resto io credo che lui capisca perfettamente tutto ma che non voglia assolutamente darti la soddisfazione di fare qualche cosa quando vuoi tu. I gatti! Comunque film divertente.
Mi madre intano continua da avere tanta tosse e io comincio ad avere un po’ di raffreddore. Tutto è pronto per andare al Geox a sentire Gualazzi.



Così tutta in ghingheri ma munita di berretto calato sulla fronte e di sciroppo per il Generale che continua a tossire, ci piazziamo al nostro posto. Lui lo abbiamo visto due anni fa e lo troviamo improvvisamente lievitato ma sempre bravissimo. Fa tutto il suo ultimo CD, che io ovviamente ho e quindi conosco, e in più ci delizia suonando. Le sue mani volano e io anche dato che la signora seduta vicino a me continua a muoversi e io con lei. Le sedie sono unite e a me comincia a venire un certo voltastomaco. Anzi mi sembra di essere in mezzo al mare in balia delle onde. È l’unica cosa negativa della serata perchè tutto il resto è meraviglioso. Ma poi attacca la tarantella e io mi perdo nel mare non più in burrasca ma solo azzurro e piatto. Mi perdo a tal punto che non mi accorgo del tempo. Stiamo già uscendo. E’ tutto finito. Ho aspettato tanto, poi volevo che non finisse e adesso devo aspettare un nuovo CD. Non siamo mai contenti. L’attesa è snervante e poi la fine è atroce. Quando si è felici? Mai! O forse sono io sbagliata? Sono mai stata felice e quando? Non mi ricordo e anche se mi ricordassi sono certa di aver poi pagato tantissimo quell' attimo di assenza di dolore. Per me la felicità è mancanza d dolore.
Mar del palta
Gli angeli del rugby sfidano il regime argentino.
Piano piano sempre con lo sciroppo per la tosse in borsa ci avviamo verso il nostro teatro. Domenica pomeriggio e io sono stanchissima. Non ho dormito perché il raffreddore è diventato un noioso mal di gola che sembra solo peggiorare. Domani devo andare a tirare fuori le scatole piene di luci, palle e festoni. Mi stanco già solo al pensiero. Mi fa ancora male il naso e non riesco a stare con gli occhiali quindi: lentine.
Bella recitazione, bravi e belli i ragazzi, non fa freddo e io mi sento un po’ meglio. Effetto aulin?
Critiche? Beh per me troppe parolacce. Capisco che quando ci vuole... ma qui pare che voglia troppo spesso. La storia è la solita storia dei miei tempi di gioventù quindi per me conosciuta e la trovo un po’ noiosa. Non c’è nulla di nuovo. Comunque non da buttare. E…
finisce qui’
finisce qui’
non ci rimane che concludere
finisce qui’
finisce qui’
il mio discorso insieme a te.
decidi tu
se val la pena
di continuare a vivere
vicino a te
per tutto quello
che mi riguarda
direi di si
direi di si
Appunto… E adesso in garage e fuori le palle!!!


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E vai con il cinema…I magnifici sette interrompono oggi la musica!!! 



Bellissimo film remake del film omonimo del 1960 che avevo visto. Non ho rimpianto nemmeno James Coburn!! Bellissimi scenari e poi Denzel Washington mi piace!!! Film da non perdere. Finalmente un western che non stomaca.Ma ecco di nuovo MUSICA
Arrivano i Rolling Stones con il concerto a Cuba. Havana Moon. Se il film sui Beatles non mi aveva entusiasmato molto, questo è a dir poco pazzesco. Il palco trabocca di vitalità che questi quattro cattivi ragazzi non hanno mai perso. Jagger “Sappiamo che anni fa era difficile sentire la nostra musica a Cuba, ma ora siamo qui a suonare per voi. I tempi stanno cambiando”. Parla in spagnolo e non smette mai di correre, saltare, muoversi, fare le sue mossette. Se non lo guardi in faccia sembra che per lui il tempo si sia fermato. Poi la faccia rivela l’età. Arrivare alla sua così, ma pare che per tutti e 4 il tempo sia stato clemente almeno per quanto riguarda la preparazione fisica.
“Il rock e la revolucion, quasi coetanei, si sono dati per la prima volta la mano. E la musica – non è la prima volta – si è mostrata più avanti della politica.”
La musica viene sempre prima di tutto e io mi godo questo concerto dimenticando che fuori c’è un altro mondo. Per adesso sono qui e voglio godere la musica che ha fatto il mio tempo, la mia giovinezza, che mi ha visto diventare ciò che sono, che mi ha regalato ricordi, che mi ha insegnato che tutta la musica è bella ma soprattutto mi ha insegnato a conoscere tutta la musica.
Lui è veramente eccezionale. Ma come fa? Devo smetterla di stare sdrariata sul divano e cominciare anche io a muovermi… Voglio saltare, correre e ballare… E ovviamente cercare di evitare le cadute, anche quelle di stile! Sembra impossibile? Certo effettivamente non ci credo nemmeno io, ma chissà, i miracoli possono esistere? Dio esiste? Magari era in prima fila al concerto per sentire della buona musica? In paradiso che musica si ascolta? E Dio ascolta veramente musica? C’è la filodiffusione o si va in giro con le cuffiette?. Jagger continua a cantare e io mi perdo sempre nei fili dei miei pensieri guardando la folla che lo ascolta. Evento eccezionale a Cuba e poi ci fanno vedere Cuba come è con le sue vecchissime macchine e i suoi palazzi, le case, i vicoli… Sembra uscita da una vecchia rivista… Eppure nonostante l’impressione sia di una ripresa datata, vedo che tutti in mano hanno dei cellulari. Il mondo si è fermato ma solo in parte. Andrò mai a Cuba? E la musica continua e lui continua a ballare e a suonare l’armonica. E’ proprio un animale da palcoscenico. E’ nato per questo. Lo fa senza sapere di farlo oppure no? E’ bruttissimo ma ha un fascino straordinario e poi deve veramente essere un genio. Come hanno fatto a sopravvivere per 50 anni insieme? Quante baruffe hanno superato? Quanti compromessi avranno accettato? Quanti matrimoni durano così tanto? E chi riesce dopo tanti anni ad essere sempre nuovo, a non ripetersi, a non rendere monotono il lavorare assieme e continuare ad essere sempre creativi? E lui continua a saltare e gli altri a suonare e soprattutto il batterista come fa? Il mio cervello non vuole ammettere che loro sono molto più in gamba di me anche se io ho circa 10 anni di meno. Io sono morta dopo aver fatto la mia solita passeggiata! Ma la musica mi fa battere i piedi e il cuore e mi accorgo solo in quel momento che sono due ore che mi agito sulla sedia e che batto con forza a terra un piede e che il mio piede ormai è completamente anestetizzato e le formiche lo hanno completamente invaso. Lo sapevo io che non avrei retto ad un concerto! Ma loro non hanno ancora finito… Blocco il piede e mi parte l’altro, blocco anche quello e mi parte il dito… Domani avrò sicuramente male a tutti i muscoli! Però questo concerto non me lo sarei mai perso… Finito. Peccato! Ma tanto a casa ho tutti i loro successi e la musica riempirà le mie stanze e io danzerò alla luce di un falò e la strega che è in me verrà alla luce e si crogiolerà davanti al fuoco delle note!
Tornata a casa il mio piede continuava a battere e il letto diventava una pista da ballo…il sonno era sparito e io avrei fatto mattina senza Morfeo… Ormai sono abituata a non dormire…Meglio con i Rolling Stones che da sola…
Per questa settimana è tutto. Nella mia agenda fino a lunedì non ci sono altri film ma la settimana prossima si ricomincia.




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Agenda alla mano… 




8 giorni passati e non so ovviamente dove siano finiti…
Ero ferma a Tourandot e ora ho già visto la Norma e non solo…
Andiamo per ordine: settimana musicale!!
Film sui Beatles, parte della loro storia: la prima. Io ero ancora un po’ piccola e non mi ricordavo molte canzoni. Conoscevo di più quelle dopo il ’65. In effetti i bambini non ascoltavano allora molta musica se non lo zecchino d’oro con il famoso mago Zurlì che non è ancora morto.. Ovvio essendo un mago fa magie… Dovrebbe avere 2000 anni!!! I bambini di oggi ascoltano musica o sono immersi sempre in un mondo di cartoni?
Ma torniamo a quei bravi ragazzi di Liverpool. Nel film con la regia di Ron Howard e qui apriamo una parentesi ( fatto!!!
Dicevo , scusate ogni tanto mi prendo in giro da sola!, Ron io lo conoscevo come Richie in Happy Days e poi lo ho ammirato anche come regista in quasi tutti i suoi film ultimo mi pare Rush e aspetto Inferno… Adesso l’ho visto anche come regista dei favolosi e indimenticabili Beatles. Bel film, musica piacevole da buoni ragazzi che hanno aperto la strada ad un filone nuovo : la nostra musica. Noi siamo cresciuti con loro, imparando a conoscere nuovi orizzonti che non erano la nostra musica melodica e nemmeno il jazz o il blues che io comunque amo moltissimo. Loro quattro insieme, giovanissimi in giro per il mondo in tournée massacranti che non li lascia quasi il tempo di respirare ma quando si è giovani tutto è facile.. Ora penso con orrore a quanto io facessi quando ero piccola e mi stanco al solo pensiero. Ero in continuo movimento perpetuo facendo mille cose e correndo da una parte all’altra come una scheggia impazzita, mai stanca di imparare, di vedere, di guardare , di correre, camminare, saltare.
Quando si è giovani il tempo è come un elastico… Questo concetto l’ho imparato ieri sera guardando il film che racconta Nick Cave. Lui sostiene che il tempo si dilata e si restringe ed è assolutamente vero. Quando si è giovani il tempo è lunghissimo o cortissimo… Cioè sembra che non passi mai perché non si diventa mai grandi e invece scorre via come la sabbia tra le dita. Il tempo fugit e poi capisci che grandi non si diventa mai abbastanza e che il bambino che è dentro di noi deve comunque rimanere per darci quella freschezza che invece gli anni tendono a rendere opaca.
Mi sono persa… Ho mescolato Beatles con Cave… ma tanto fa lo stesso! Cave una vita interrotta dalla morte del figlio, un film altamente funereo che mi ha messo solo ansia… Unica mancanza? L’intervallo che mi avrebbe dato modo di scappare via da quel film!
Musica bella se la ascolti dieci minuti poi noia noia noia (e Califano insegna). Ultimamente non ho voglia di ascoltare lagne e piagnistei.. Ho voglia di cose allegre che per piangere c’è sempre tempo!!! Questa settimana in edicola Guccini a proposito di lagne… Non lo reggo più non lo reggo più datemi Sigarette la mattina di Neffa e Vorrei ma non posso J-Ax & Fedez!!!
Torniamo ai Beatles… Film piacevole pieno di ricordi e di ritorno sui miei passi… A volte i ricordi fanno male e anche questi in questo periodo sono bannati! Non voglio dimenticare ma ricordare fa male e allora anche se senza quello che è stato, non sarei quella che sono, non sono tanto masochista da rivivere periodi difficili della mia vita. Tanto a che serve ricordare? Ho l’agenda per questo no?
Beatles ferma lì per un momento concentrati lo puoi fare… Veramente? Riuscirò a stare concentrata anche se in questo periodo è difficilissimo? Perché? Perché non dormo!!!
Perché non dormo? Questo è un mistero che mi accompagna negli ultimi venti/trenta anni.. E’ per questo che prendevo le mie belle pilloline magiche! Ma adesso dal momento che non dormo nemmeno con quelle ho smesso! Fatica fatica fatica… Perché? Perché ho l’ansia, di notte sudo e anche di giorno come Neruda che lo diceva! Sono con i nervi a fior di pelle e sono cattiva, irritabile, e noiosa al massimo… Ma tanto sono sola, mamma esclusa che mi sopporta e supporta… Comunque torniamo a loro… Il film si conclude a Candlestick Park di San Francisco nel 1966.
“Un Dolby Stereo che travolge, singole piste ripulite digitalmente dove le chitarre di George e John finalmente vivono di vita completamente propria, e dove Ringo esalta tamburi e soprattutto piatti dal suo storico trespolo batteria.”
Finisce la storia e ne comincia un’altra. Le storie non finiscono mai e nemmeno la musica per fortuna! Basta solo cercarla dentro di noi e la fantasia, che non riusciamo a trattenere, fa il resto inventando nuove sinfonie anche se le note rimangono inesorabilmente sette.. O no?


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Falaccordo:Hit Papperade 17 festival jazz  


Ed ecco che Padova diventa per una settimana la città della musica. Dopo Umbria jazz anche Padova ha concluso ieri la sua diciassettesima edizione di Padova jazz festival.
Ieri domenica 16 novembre Santa Margherita matinée al Verdi come regalo di onomastico. Non sapevo di essere santa eppure quasi quasi dovevo capirlo...
Io non sono solo buona, sono angelica, tra un po' invece del berretto mi metto l'aureola. Ho fatto molti progressi in questo anno. Intanto ho imparato a tacere cosa effettivamente molto difficile. Non ribattere mai... Perdonare sempre tutti ma poi cercare di non vederli mai più. Augurare sempre il meglio a chi ti ha fatto del male così non rischi che torni a chiedere favori. Non arrabbiarsi, non ne vale la pena, mi sale la pressione, mi viene il mal di pancia e poi mi viene un cerchio alla testa... Sarà l'aureola? Dovevo aspettarmelo... Come potevi farmi un regalo se sono ancora arrabbiata con te?
Comunque cominciamo dall'ultimo spettacolo...
In realtà è una giornata per beneficenza e per l'occasione si è riunito un po' di geriatrico.
Io non ho nulla contro l'età soprattutto se è portata bene, con dignità e se suona come l'uomo in ammollo. Franco Cerri ha 88 anni e ne dimostra sessanta. Non ha certo l'artrosi alle dita che fanno piangere la sua chitarra. É meraviglioso. Maglione rosso e poi le dita e le note che riesce a tirare fuori... Ma quello che più mi impressiona è la felicità di suonare quasi prendesse un'ora, un giorno in più ogni volta che lo fa. Poi con lui arriva anche Gino Paoli ottantenne DOC eppure con i suoi blue jeans e la sua voce inconfondibile ti fa sperare di vivere ancora vent'anni così. Paula Morelenbaum con il marito che suona il violoncello ha una voce meravigliosa e tutti sembrano divertirsi da morire. In realtà non sembrano sul palco e nemmeno accorgersi di noi. Sono completamente persi in un mondo di cui noi non facciamo parte ma solo osserviamo dal di fuori. E' stata la costante questa per me di tutta la settimana. Il jazz è una musica che secondo me nasce al momento e tu, se non suoni, non ne fai parte. Tu vedi tutto e senti tutto ma non ne fai parte. La musica nasce e muore con chi la suona su quel palco o su quella strada come a San Francisco quando la sentivi che ti seguiva per tutta la città eppure tu non entri in quel mondo tu ne rimani solo spettatore. Ti accorgi che loro lo vivono ma tu non puoi , tu non ne sei capace, ti manca la fantasia musicale, ti manca l'intesa, ti manca l'improvvisazione, ti manca forse quella parte del cuore ce chi non fa jazz non ha. Puoi solo avere una parte nell'ascolto e allora come spettatore vedi questi grandi creare le emozioni che ti entrano dentro e ti danno i brividi e ti fanno sudare le mani e ti danno gioia e dolore nello stesso tempo perchè il jazz per me è gioia e dolore, gioia nel suonare una cosa che in fondo ti ha dato dolore. Mi sembrava di vedere un gomitolo di lana che da gomitolo piano piano, punto dopo punto, ferro dritto o rovescio alla fine crea meravigliosi maglioni e sciarpe con cui avvolgerti nelle sere d'inverno davanti ad un fuoco con in mano un bicchiere di armagnac lasciando spazio all'ascolto di quella melodia che ti pervade portando nel mondo che in genere cerchi di lasciare fuori da te stessa per restare con i piedi per terra. Insomma il jazz come tutta la musica fa sempre sognare o sono io che sogno sempre e i piedi per terra non li ho anche perchè li ho come sempre persi?




E adesso ho anche perso tutto quello che ho scritto... Ma come faccio? Dove ho la testa ma soprattutto dove metto le dita per cancellare tutto?
Cerchiamo di riscrivere anche se la memoria è quella che è e quindi non sarà facile ritrovare il famoso gomitolo dei miei pensieri...
Comunque sono impazzita per The Swallow Quartet anche se effettivamente Medeski Scofield, Martin, Wodd erano senza dubbio più creativi. Senza un canovaccio parevano ritrovarsi senza che il pubblico capisse dove andavano a pescare le note... Un jazz veramente improvvisato ma talmente bene da essere un jazz già conosciuto e vissuto in mille altri concerti. The Swallow Quartet più spartiti e meno improvvisazione ma a me sono piaciuti tantissimo. Unico neo non c'era il CD che mi avrebbe fatto rivivere quelle due ore in cui tutti i pensieri sono andati altrove mi hanno lasciato la bocca pulita come dopo un caffè fatto ad arte a Napoli. La bocca con quel gusto che ti rimane che continui ad apprezzare per tanto tento tempo e che poi alla fine ti rendi conto di non poter dimenticare. Sabato la voce stupenda di Paula Morelenbaum è stato incantevole come il marito con il suo violoncello con il suo cappello appeso. Musica un po' molto meno jazz ma era un omaggio a Jobin e forse io ero reduce da Gilbert Gil quindi, nonostante la bravura, questa musica mi ha lasciato la tristezza tipica del Brasile che anche se sembra allegria alla fine è comunque un pianto. Lei meravigliosa anche la domenica con Gino Paoli. Insomma il jazz non mi fatto dormire per due tre notti perchè io la musica la devo capire , la devo sentire nella mia mente, mentre a volte la musica deve solo essere semplicemente ascoltata... Ma io non sono affatto semplice e così sabato sera mi cominciava un cerchio alla testa che forse altro non era che lo spuntare dell'aureola.

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Falaccordo: tra opera e samba 


Ancora di corsa ad afferrare il tempo perso...Ma perchè? Perchè corri via così in fretta e mi lasci stremata senza poter darmi un po' del tuo tempo per riprendermi da tutte le emozioni che provo...
Se poi mi metto a cercare di scriverle quando tu sei passato da troppo non le trovo più. Le mie emozioni spariscono, le perdo, come perdo tutto o meglio sbiadiscono e quasi quasi scappano via vergognose di essere state provate. Eppure quando sono lì attenta io sento i brividi , vengo portata in un altro mondo, vedo colori che prima non sapevo di conoscere... Insomma ecco appena, o quasi, finite due esperienze meravigliose.
Carmen dal Metropilan Opera di New York. Si sa che l'opera è quello che è. Non può di certo cambiare ma cambia sicuramente il modo di dirigerla, cambia la regia ,la scenografia e cambiano soprattutto le voci. Non ero preparata ad una Carmen così coinvolgente e così eccitante.
Bellissime voci, una scenografia molto curata, e soprattutto lei la leonessa del palcoscenico. Carmen era veramente entrata nella parte di Carmen. Lei era una zingara che regalava amore e che voleva mostrare tutto il suo potere sugli uomini e così è stato. Mi ha fatto diventare lei. Non riuscivo più a stare ferma, era travolgente. La musica ha fatto il resto. Per tutta la durata dell'opera lei era bellissima e affascinante trasmettendo quella sensazione anche a me che invece dei blue jeans mi sentivo in guepiere.



Nonostante non fosse né particolarmente bella né particolarmente magra anzi, lei sembrava veramente il serpente che incantava la vittima. Allora l'importante non è essere belle ma credere di esserlo? Lei sicuramente ci è riuscita e forse io sono uscita con un po' più di autostima. Da domani ceretta, niente cioccolata, passeggiata, tacchi alti un filo di trucco... sarà vero? Di certo no! Io sono come sono e non sarei capace di fare come Carmen... Peccato a volte i sogni non son solo desideri ma diventano realtà. Io alla mia età non credo più nei sogni anzi io faccio solo incubi. Comunque una Carmen che veramente meritava e che mi ha lasciato un argento vivo addosso, una carica di positività, una spinta per vivere meglio una vita che in effetti bisogna vivere e che si deve vivere al meglio. Grande musica che non solo scalda il cuore ma te lo mette a fuoco e che ti inebria, ti scuote, si impossessa di te e ti da una carica che non credevi fosse possibile quando ti sei seduta nella poltroncina del teatro.
Ovviamente l'opera è una cosa che bisogna amare e io ho cominciato ad amarla da piccola per poi lasciarla per altra musica per poi ritornare ogni tanto ad apprezzarla.



Ieri sera invece cambiamento di ritmo:Gilbert Gil.
A differenza della Carmen che è una musica potente e violenta che resuscita i morti, che ti infonde vigore, che ti incita, che ti spinge, che ti dona la forza per continuare a vivere godendoti la vita senza pensare al domani Gilbert Gil fa una musica raffinata struggente, allegra malinconicamente o malinconica con allegria.
Comunque una musica che non riesce a tenerti fermi i piedi che continuano a battere il ritmo del samba. Quanta tristezza e quanta allegria, quanta delicatezza in quelle mani e quanto amore in quella voce. Lui riempi il palco e io mi perdo in quadri che non esistono in colori che affiorano dalle note. Dalla sua chitarra escono donnine vestite con gran cesti sulla testa pieni d frutta che ballano sotto piogge torrenziali o sotto un enorme sole di un arancio che sembra poter essere spremuto e lasciare scendere il suo dolce succo. La musica fa strani sortilegi e i quadri si moltiplicano. Vedo ascoltando una mostra che si propone solo per me, per la mia fantasia che si è aperta e inchinata davanti a tante belle note messe assieme in modo magistrale. Non pensavo che la musica potesse diventare improvvisamente visiva. Eppure io vedo cose che in realtà non ci sono che solo lei mi ispira. Ma in fondo io sono solo un pappera e forse le oche si lasciano trasportare senza fare resistenza … O forse è veramente questa la maniera per ascoltare la musica? Aprire la mente e lasciare che tutto ciò che sentiamo venga a galla senza preoccuparci di ciò che ci sta intorno ma godendo o soffrendo con le sue note. Io per due ore sono stata immobile, piedi a parte, ma di sicuro ho viaggiato tanto.
Da solo su quel grande palco Gil ci ha fatto vivere il Brasile e la sua musica, mi ha fatto vedere ciò che lui vede del Brasile e della sua musica. Mi ha fatto provare quell'emozione che la musica deve suscitare. Mi ha fatto sognare e mi ha fatto vedere un'altra faccia del mondo. Allegramente e con malinconia sono salita in macchina e tornata a casa mia sempre i rima e sempre canticchiando un motivetto che non mi ha ancora lasciato e che si è trasformato in ninnananna per conciliarmi un giusto sonno.








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