Sempre più freddo...
L'italia sotto il vento della siberia è in ginocchio e io muoio di freddo chiusa nel mio nido. Sto malissimo da due settimane... Che cosa ho? Non lo so... So solo che sto male, ho il naso chiuso, la solita febbretta tipo 37,3 stabile e non ho voglia di fare nulla. La mattina piuttosto che uscire dalla bolla di aria calda che ho creato sotto al piumone mi ammazzerei...ma penso che morirò da sola senza fare tanti sforzi.
Da ieri nevica ovunque e un vento di ghiaccio fa tremare la casa. Nel frattempo c'è stato il terremoto e tutto questo ha leso in modo notevole il sonno di Lulù. La piccola infatti soffre di paure indecifrabili e il terrore è talmente forte da continuare a farla dormire in qualsiasi situazione. Il terremoto ha fatto tremare il mio letto non solo di notte ma anche di giorno ed essendo appunto giorno ho pensato di telefonare, con il cuore in gola, al generale. Se una persona pensa di avere conforto dalla mamma non ha capito nulla dalla vita. Ma atteniamoci hai fatti...
“Mamma hai sentito il terremoto?”
“Non fare la cretina non c'è nessun terremoto ci sei solo tu che stai male... Stai dentro NON USCIRE hai da mangiare?” “Veramente mi manca il latte...” “ Niente latte quando si sta male ...Fatti una minestrina ciao.”
Ecco il generale ha inquadrato le truppe. Mia madre quando è stanca di parlare chiude la comunicazione senza pensare che l'altro sta ancora rispondendo. Ma poi si pente... “ Ti mando il latte ma tu non aprire e non scendere dal letto per niente al mondo...” “ E come mi portano dentro il latte se non apro?” Silenzio assoluto dall'altro capo...Il generale sta pensando a quale scusa inventare per non dirmi che ho ragione.”Bhe allora vestiti mettiti il cappello...”” Il cappello l'ho già... Mi hai detto di stare a letto con il berretto...” “Mettiti il berretto più pesante e tre paia di calzettoni apri la porta e scappa via...Quando senti richiudere la porta acchiappa il sacchetto del latte apri piano la porta del frigo che prendi freddo anzi...se apri il frigo metti la sciarpa sulla bocca e non respirare l'aria ghiacciata...” “ Va bene.” E ritiro la mano nella bolla felice del tepore ritrovato e del terremoto passato.
Così è arrivata la neve e domani se ne prevede ancora. A me la neve piace e mi piace stare dentro alla bolla guardando la neve che fiocca.
“Mamma mi raccomando stai attenta ..” “Non fare la cretina non c'è neve...””Ma se l'Italia è completamente bloccata...” “ Ma va là e tu ascolti le notizie che ti danno...” Lascio perdere tanto riuscirei mai ad avere ragione?
Oggi sto relativamente meglio... La neve si è sciolta oppure si è ghiacciata non lo so, ma so che sono stanca di stare dentro la bolla. Il pan mi manca il latte pure e ho voglia di andare a vedere Tom Cruise in Mission: Impossible. Mi sono informata ma nessuno è disposto a vederlo con me. Per mia madre è un film cretino come per tutti gli altri. Per me pure, ma in fondo due ore di film di azione senza dover pensare ma solo guardare mi farebbero molto bene. In effetti faccio così e parto per il cinema. Se un film comincia alle 16.30 si presume che il cinema apra un po' prima. Non è così e il vento dell'est ghiacciato con su scritto Siberia airlines mi entra ovunque. Sento tra il sibilar del vento la voce del generale che dice” Chiudi la bocca, metti la sciarpa... ecco vedi te l'avevo detto io di non andare al cinema a vedere quel film cretino...” Alzo il naso all'in su ed ecco improvvisamente una folatina si infila sulla tonsillina..
Prevedo che domani sarò di nuovo dentro alla bolla con la solita febbriciattola. Intanto mi rifugio in macchina e aspetto. Il vento che non è contento mi invita in modo lusinghiero e accattivante ad uscire per fargli un po' di compagnia ma io gli faccio segno di no con la testa e lui per dispetto mi sputa sul vetro un ghiacciolo. Il vetro resiste e io con lui. Finalmente in ritardo il cinema si apre e tutti entriamo sperando di trovare un po' di calore. Il film è veramente divertente e per due ore la mia mente si perde. Poi improvvisamente come è iniziato, tutto finisce. Mi accorgo che mi scappa la pipì e che fuori ormai è notte. Come Cenerentola corro alla macchina senza respirare perchè il vento è senza dubbio pronto ad entrarmi in gola da dietro l'angolo. Non perdo fortunatamente la scarpetta perchè ho le scarpe da ginnastica con il nodo doppio. E poi sicuramente nessun principe la raccoglierebbe. Sarebbe uno spreco inutile. Accendo il riscaldamento a 128 gradi e rimpiango che la macchina non abbia un forno a microonde in cui entrare. L'arrivo a casa è ancora peggio...Infatti non ho fatto a tempo a scaldarmi che già devo scendere. Mi tuffo dentro e Lulù come sempre mi accoglie festeggiando. Dai dai che mi scappa la pipì... la faccio uscire ma anche lei rientra subito... Tale madre tale figlia...
Mi ficco sotto la doccia bollente e sento i cristalli del ghiaccio sciogliersi... Un po' di calore... Ripenso a Tom Cruise a Dubai e invidio il caldo. E' a questo punto che mi viene l'ispirazione:VOGLIO ESSERE CREMATA.
Perchè? Perchè almeno per un giorno avrò caldo e poi non posso pensare di morire d'estate... il generale mi metterebbe un vestitino leggero e io d'inverno morirei( Si può morire da morti?) di freddo...oppure morirei di freddo dentro ad un gelido loculo. No sia fatta la volontà della pappera. Meglio un giorno di caldo che una vita di gelo.
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( 0 / 0 )Le feste sono volate via e la befana è corsa arrancando dietro Babbo Natale. Lui scappava guardandola con l'orrore negli occhi e non capiva che avrebbe fatto meno fatica a fermarsi e a spiegarle la situazione invece di continuare a correre rischiando un infarto. Sono anni e anni che quei due non riescono a trovare un modus ragionandi. A volte basterebbe solo sedersi un attimo di fronte ad un tavolino con davanti un aperitivo e cercare quel colloquio che ultimamente vedo manca a parecchi. Nel mondo quotidiano dove l'informazione viaggia più veloce della luce ed è diventata una super eroina gli uomini e non (vedi Babbo Natale e Befana) evitano i dialoghi e i colloqui. È preferibile un insano silenzio che un'urlata liberatoria. Così Babbo Natale scappa da sempre non volendo semplicemente dire alla Befana: "Guarda che a me piace la mia vita da single... Le donne non m'interessa più e vivo felice come Heidi da solo al polo nord... Più che solo sto con le sue caprette che sono diventate le mie renne. Forse, sotto sotto, a Babbo Natale sarebbe piaciuto più una giovane e bella ma insomma sta di fatto che la Befana non gli va proprio giù.
Il 24 notte dopo aver dimenticato il letto, ha fatto il giro del mondo per accontentare tutti bambini e il 25, stanco morto, è caduto nella slitta e le renne, che sono con lui da sempre, lo hanno coperto con un plaid e lo hanno riportato tra i ghiacci del polo nord. Lui, dopo tanto lavoro, ha chiuso finalmente i suoi occhi che tutto conoscono e si è addormentato. Le sue renne lo hanno trasportato veloci sul mondo e hanno visto tutti i bimbi contenti perché il giorno di Natale per i bambini è il giorno più magico dell'anno. Qualche bimbo un po' più attento ha alzato il nasino all'insù per un attimo, distraendosi dal giocattolo che teneva tra le manine, e ha visto la slitta salire veloce verso il sole. È rimasto lì, con la bocca aperta, gli occhi spalancati, ma poi il giocattolo, che ha una sua propria testa e un'anima, ha fatto il suo dovere e ha riacchiappato la sua attenzione e, strizzandogli l'occhio gli ha fatto dimenticare ciò che aveva visto. Babbo Natale è stato svegliato da un'improvvisa accelerata della slitta. Ha aperto anche lui un occhio, ha spostato la barba che gli era caduta sull'altro, e ha brontolato alle renne che quella non era una Ferrari e che non erano nemmeno a Monza ne a Indianapolis. Le renne hanno frenato di colpo hanno abbassato le orecchie chiuso gli occhi e messo in funzione il pulsante della velocità limitata. Così Babbo Natale ha ripreso il suo sonno ed è stato svegliato quando hanno fatto la curva del viale di casa. La casa di babbo Natale è una vecchia villa con un parco rigorosamente con le luci intermittenti, con i pini che invece che le pigne fanno le palle. I ragni, che hanno tutti calzettoni rossi e Babbo Natale deve comperarne sei paia per ogni ragno. Hanno un grazioso cappelletto con un pon pon bianco con le stelle rosse mentre le ragne hanno l'esatto opposto. Tessono ragnatele di filo d'argento per fare i pini più belli. I vialetti sono pieni di soffice neve e le impronte si distruggono da sole e la neve è sempre perfetta nuova e immacolata. All' interno regna l'ordine più perfetto che si possa immaginare e tutto è pieno di giocattoli. Lo zerbino dell'ingresso quando lo pesti ti saluta con una fragorosa risata e la foto di Babbo Natale che c'è impressa su improvvisamente allarga la bocca in un sorriso. Il salone ha un tappeto enorme che riproduce il mondo e se per caso metti piedi sull'acqua te li bagni veramente. L' africa è piena di sabbia e l'iItalia è fatta di spaghetti che se li tiri bene fanno dei fiocchi meravigliosi. Tutto intorno ci sono i più pazzi mobili che si possono immaginare. Le finestre parlano agli interni e la cucina brulica di leccornie che si ha autoriproducono. Le scale scricchiolano e ti portano al piano di sopra che come ogni piano che si rispetti suona una dolce melodia. Il bagno è pieno di alberi come Gardaland che parlano e cantano. C'è una vasca enorme dove ci può nuotare chiunque perché come nel mar morto si galleggia. Insomma qui dentro in questa casa incontaminata Babbo Natale vive nel suo paradiso per bambini adulti e per adulti bambini: ecco perché lui vuole vivere da solo e il solo sentir parlare della Befana lo manda in affanno. Le donne gli imporrebbero l'ordine e lui alla sua età non vuole seguire le regole di nessuno. Babbo Natale ha uno spirito libero e vuole rimanere tale. È un po' egoista se vogliamo, ma alla sua età se lo può permettere e per avere tutto ciò sacrifica la sua vita fabbricando giocattoli per bambini buoni. Ma poi chi dice che esistono bambini cattivi? E se anche lo fossero, come si potrebbe lasciar un bimbo senza un dono? Babbo Natale inventa, lavora, dorme poco, non va a Befane e fa lo scapolo convinto. Accudisce alle sue renne che per lui sono l'equivalente di Lulù. Scappa quando la Befana lo incalza un po' troppo da vicino e alla fine le mette sulle spalle un sacco pieno di giocattoli e lei, a sua volta, compie il suo destino scendendo dall'immancabile camino. Ma questa sarà un'altra storia.
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( 3 / 15 )Anche oggi ti penso...
Anche oggi come ogni anno, come ogni giorno ti penso. Sei sempre con me anche se la vita ci ha divisi. Non ci ha regalato tanti momenti. Potevamo viverla più assieme questa vita ma a volte, anzi quasi sempre, ciò che si vuole è impossibile. Non so quasi nulla della tua vita o molto poco. Non abbiamo avuto il tempo giusto perchè tu potessi spiegarmela e io ascoltarla. Non so nulla perchè ho vissuto poco con te, perchè per noi il concetto del tempo è poco o è tanto ma senza ombra di dubbio è sempre limitato come limitata è la nostra vita e la nostra conoscenza. Siamo esseri imperfetti creati da un essere perfetto che come succede agli umani ha sbagliato qualche cosa o ci ha voluto punire di qualche cosa che forse noi non abbiamo neppure commesso. Le colpe dei padri ricadono inevitabilmente sui figli e noi o siamo figli suoi e quindi paghiamo per i suoi errori oppure siamo figli di un padre disgraziato che ha comunque sbagliato e quindi paghiamo ugualmente.
Non abbiamo vissuto molto assieme e quei pochi momenti sono stati veramente pochi. Avrei voluto vivere con te, godere dei tuoi abbracci, vedere i tuoi sorrisi, le tue lacrime, passare i natali con te, scartare i regali che la vita ti fa, emozionarmi con te, mangiare, bere da ubriacarmi e sapere che tu saresti stato lì a tenermi la fronte, imparare il greco, il latino, fare con te i giochi che si fanno, passare le domeniche, andare al mare, in montagna, un viaggio, un bacio della buonanotte... Avrei voluto che tu conoscessi la mia vita, che tu capissi perchè sono poco affettuosa, perchè faccio fatica a dare quel po' di calore umano che tu chiedevi... Ora lo so e mi pento ogni giorno di non aver fatto di più, di non averti ascoltato, di non aver letto dentro i tuoi occhi, di non aver ascoltato le tue parole, di non aver imparato abbastanza, di non esserti stata più vicina. La vita non ha voluto ma io ti penso lo stesso e mi manchi. Mi manchi tanto e mi mancherai sempre soprattutto in questo giorno perchè tu farai sempre parte di me e io farò sempre parte di te.
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( 2.9 / 29 )
Carissima Papperina ho appena letto che hai ucciso tua madre e che adesso vivi beata a spese degli italiani dietro alle sbarre e che hai questa nuova rubrica... Anche io vorrei ammazzare la mia e magari ritrovarmi in cella con te... Vorrei avere dei consigli e dei dettagli più specifici su come eliminare la parte in causa. In effetti anche se volonterosa nell'apprendere, mi mancano un tantino le idea. Mia madre dice che sono un ottimo soldato ma mai e poi mai sarei un generale.
Carissima purtroppo non ho per te buone notizie in quanto non posso elargire consigli. Anzi per essere del tutto onesta questa temo sia l'ultima puntata delle rubrica perchè sono stata esonerata dall'incarico senza alcun preavviso e per questo mi rivolgerò ai sindacati specifici. Ho anche indetto una protesta con tanto di manifestazione con presenza del sindaco e di tutti coloro che hanno o hanno avuto i genitori ( mi sono così garantita una larga fetta della popolazione tranne i trovatelli che tutto sommato non fanno gran testo e hanno già un tetto sotto cui dormire). La colpa non è imputabile alla nuova finanziaria. Monti non c'entra e per una volta tanto nessuno incolpa di questo Berlusconi che credo non sia a conoscenza nemmeno dei fatti.
Alla manifestazione saranno presenti tutte le televisioni più importanti ed è prevista anche la presenza del Papa mandato dal Capo in persona affinchè verifichi nello stesso tempo il buon funzionamento della caldaia ( tutto ciò mi è costato ben più di una messa e ben più di Parigi, viaggio, pernottamento, pensione intera e via dicendo...) Tutto è iniziato questo pomeriggio quando con una mandata di chiave la mia vita è andata in mille pezzi. Ho pianto, ho intimato di uccidere ancora, ancora, ancora...
Ho finto la pazzia, ho riso del nulla, ho pianto del niente, ho tentato il suicidio, ho fatto lo sciopero della fame, della sete, ho fatto di tutto e di più ma mi hanno sbattuta fuori lo stesso. Sono stata scarcerata e buttata sotto ad un ponte al gelo, alla piova, al vento, peggio della carica dei 101, peggio di Balto, peggio di ogni film che fa piangere a Natale, peggio di ogni peggiore prospettiva...Pensavo ad un Natale coi fiocchi e invece avrò veramente un Natale con i fiocchi ma di neve... vera e per la strada. Incollerò il mio piccolo nasino alle finestre e morirò accendendo l'ultimo cerino come la piccola fiammiferaia. Perchè??? E mi chiedi il PERCHEEEE'????? e sia... Spiegazione verrà data... La pappera non tacerà, anzi urlerà la verità...Sono stata scarcerata perchè è arrivata una lettera dalle Galapagos...
In questa lettera c'era scritto di tutto e di più ed erano incluse le foto del viaggio: San Cristobal, Santa Fè, Floreana, Santa Cruz, le iguane, i pinguini, gli aironi, il fringuello di Darwin, il cotone, il peperoncino, la passiflora, Francisco Pizzarro, Alexander Selkirk con in mano la prima edizione del Robinson Crusoe... e in fondo crocefissa ad una palma ormai priva di diabete, arsa dalla sete e affranta dal dolore in un mare di lacrime ( cosa se ne fanno alle Galapagos delle sue lacrime che hanno già un mare stupendo...) senza più voce ma con un gran cartello in bocca c'era LEI.
Il cartello diceva :LIBERATE MIA FIGLIA È INNOCENTE ...NON HA UCCISO NESSUNO...IO NE SONO LA PROVA!
E così ancora una volta vago randagia attraverso il gelo.
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Il mio rapporto con colui che dovrebbe star lassù è sempre più strano e in fondo anche divertente. E'una specie di sfida dove ovviamente come in tutte le cose non ci sarà ne un vinto e tanto meno un vincitore. E'più facile lasciare o farsi lasciare? E' più facile credere o farci credere?
“Farci credere cosa?” Chiede papperina che è sbucata da sotto le coperte con un occhio...
E' lì da tre giorni che non fa nulla salvo lamentarsi del freddo e della pioggia e del male a tutti i piedi...
“Quali piedi hai e soprattutto quanti ne hai?”
“Ho dei piedini bellissimi ma data l'età che avanza e la caldaia che funziona si è no, mi sono diventate delle zampe palmate e non ci sto più nelle mie bellissime scarpe con il tacco...”
“Tanto non te le farei più mettere sto così bene con le scarpe da ginnastica...Finalmente respiro (Geox? Nnoooo solo mancanza di mal di piedi...)e posso godermi una passeggiata e anche una mostra...” “Mostro nooo mostra...mostro che non sei altro. Tu mi odi e se potessi mi faresti morire... Non mi lasci far nulla...Sono tua prigioniera... Non posso nemmeno andare in bagno senza il tuo permesso”
Io continuo il corso dei miei pensieri...Finalmente diventando vecchia ti rendi conto che le apparenze non servono a nulla tanto vale godersi questi 4 giorni di permanenza sulla terra.
Ma Papperina non è dello stesso avviso. Assomiglia un po'a mia madre, se non va dal parrucchiere e non ha lo smalto soffoca...
Io invece soffoco se non mangio con la tovaglia, le due forchette i due bicchieri, se non ho gli asciugamani stirati e le lenzuola fresche di bucato...Per il resto chi se ne frega...Se metto il rimmel mi sfrego gli occhi e mi cola...Se metto i tacchi sembro un equilibrista. Insomma come sempre sono solo questioni di punti di vista e io continuo a guardare tutto con varie angolature e capisco che fino ad adesso ho perso gran parte di mondo proprio perchè vedevo solo la mia prospettiva... “Apri la mente apri la mente...” Dice sempre colei che di mente non ne ha poi molta. Papperina, sempre infilata sotto le coperte sta aspettando che passi il freddo. A nulla sono valse le mie spiegazioni che l'inverno non è ancora arrivato, che il caldo non arriverà mai più oppure, meglio dire, arriverà solo tra tanto tempo... Intanto lei sta sotto sotto, ha i calzini di lana doppia, il berretto con il pon pon, la camicina in flanella, i guantini da sci e adesso vuole la boule dell'acqua calda “Ma non con acqua semplice con l'acqua profumata per piacere...” Ovviamente la pappera trema e da gialla sta diventando sempre più verde e io con lei almeno stando a quello che dice mia madre. “Hai una brutta cera oggi sei verde...” e io mi sento diventare immediatamente Hulk e spaccherei tutto, tanto in questo momento per me il mondo potrebbe anche rompersi non cambierebbe nulla. Mi chiedo perchè vivo e perchè debba poi fare anche la fatica di morire. Sono le domande senza risposta che purtroppo ci si fanno in momenti non felici. In effetti l'idea di morire ti viene solo quando o sei depressa...o vai ad un funerale... o muore un cavallo in diretta...o piove tanto a Genova. Le sofferenze altrui ti fanno riflettere. Mi domando se poi avere tutte queste informazioni non ottenga solo il risultato di deprimerti più che informarti. Poniamo il caso che non ci avessero reso noto la catastrofe di Genova...cosa sarebbe cambiato? Forse avremmo passato una domenica meno tristi, meno impauriti, meno afflitti. Sapere che un cavallo muore in diretta non ti rende più intelligente o più istruita ma solo più triste. La vita e la morte fanno parte di noi. Sappiamo benissimo quando nasciamo che dobbiamo morire e che per farlo avremmo da fare un percorso più o meno lungo e comunque sempre difficile perchè la vita è difficile ma la morte forse lo è ancora di più. Non è morire così senza saperlo...un attimo e tutto è finito...è il doverlo sapere, l'aspettare il momento, soffrire malati in un letto sapendo che dobbiamo solo aspettare per cosa? Ecco lì la mia caldaia e(d)io.
“ La vita non finisce con la morte...” “Questo lo dici tu... prova un po' a mandare qualcuno che è nell'aldilà come lo chiami tu a dirmi cosa c'è” “ Tommasa... tu sei una Tommasa... Pensa prima di parlare... se non ci fosse un aldilà io dovrei sarei?”
“ Molto probabilmente saresti stato sfrattato e ti avrebbero dato una di quelle case che hanno costruito per te e che sono quasi sempre vuote e fredde e buie...” “ Mia cara lo sai che nessuno mi può sfrattare perchè io detengo la maggioranza...Lo sai che siamo tre in uno e quindi io avrò sempre la maggioranza e si farà sempre come dico io...” “ Si lo so e so anche che qualcuno qui in Italia pensa di assomigliarti molto e crede di avere anche lui la maggioranza mentre invece( forse è quello che succede anche a te)
semplicemente nessuno vuole il suo posto perchè è difficile da gestire” “Bhe sai com'è in effetti il mio è un posto di grande responsabilità e io a volte sono stanco quasi come te e la pappera che in te alberga( a proposito lei chi l'ha sfrattata e perchè tu le hai aperto le porte di casa tua?).
“ Me lo hai insegnato tu di aiutare il prossimo e, detto tra noi, poteva anche andarmi peggio. Tu non dovresti mai essere stanco sei sicuro di star bene? Ti sei fatto tutti gli esami?”
“Ti preoccupa il fatto che possa morire?” “No l'importante è che tu lo faccia dopo di me...Non sopporto i cambiamenti... Ormai mi hanno detto che tu ci sei e tu ci devi essere per forza...altrimenti chi mi fa andare la caldaia?”
“Hai ragione io ho promesso di esserci fino alla fine del mondo e io credimi le promesse le mantengo...”
“Senti un po' di tempo fa ti avevo promesso una messa in cambio di una pioggia e tu per prendermi in giro e farmi sentire veramente stupida hai fatto piovere esattamente tre minuti...” “Ahh mia cara tu non avevi specificato ne quanto tempo doveva piovere ne la quantità e io ho fatto solo ciò che tu mi hai chiesto” “E' vero però io mi sono sentita presa in giro... ma poi ho riflettuto e ho pensato che forse qualcun altro ti aveva chiesto il sole... e così tu nella tua grande saggezza hai accontentato tutti...ma sai a volte per accontentare tutti si finisce con lo scontentare tutti” “ Senti un po' piccola grande oca non credere di fare la morale a me...e non credere che io non sappia che l'oca non è mai stata sfrattata ma sei tu che la porti con te dal momento in cui sei nata perchè tu sei l'oca anche se fingi che l'oca sia lei...non hai ancora capito che tu sei una solo? E che tutta la tua ignoranza, i tuoi controsensi, i tuoi finti ragionamenti, perchè tu non ragioni, dipendono solo da te... Cosa credi? Se io ti ho fatto a mia immagine e somiglianza e io sono uno e trino era ovvio che anche tu lo fossi...” “Vuoi dire che anche io sono in tre?” “No mia cara sarò buono, saggio, caritatevole ma non scemo. Tu al massimo puoi essere due... io sono tre..”
E anche questa volta, come quasi sempre, la partita l'ha vinta lui ma giuro che voglio la rivincita e intanto lo prego perchè la caldaia continui a scaldare e per non saper ne leggere ne scrivere prego anche la caldaia non si sa mai che anche lei abbia un anima e un cuore e poi una preghiera in più male non fa...
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